Serata di grandissimo lavoro per i Var, ieri sera nel turno infrasettimanale. Soprattutto a Firenze, dove Damato mostra due rossi, allontata Inzaghi, assegna due rigori (di cui uno revocato) e ne nega uno, forse due alla Lazio. Partiamo dai rossi, mostrati entrambi per fallo su chiara azione da gol. Il primo lo prende il portiere viola Sportiello che esce con le mani fuori area per contrastare un pallonetto di Immobile. Il contatto con la palla non è fortuito ma cercato, come conferma la visione delle immagini. Chiara azione da gol e rosso corretto. Anche sull'espulsione di Murgia Damata fa la stessa valutazione, anche se il contatto tra Murgia (che è dietro) e Chiesa lanciato a rete non è chiarissimo. Il Var Aureliano non interviene, non ravvisando il chiaro errore. Sul rigore assegnato alla Fiorentina, invece, Damato vede il contatto tra Luiz Felipe e Biraghi (il piede destro dal viola resta sotto il sedere del laziale) e Aureliano conferma. Damato non deve cambiare decisione neppure quando è chiamato al monitor su un contatto in area tra Pezzella e Leiva, che avrebbe però meritato il rigore. Le proteste di un infuriato Inzaghi costano l'allontanamento al tecnico laziale. Che vede dai monitor gli altri episodi da moviola. A cominciare dalla scivolata di Biraghi che intercetta con il braccio un cross di Marusic (Damato giudica il braccio del calciatore viola attaccato al corpo in un movimento congruo), l'annullamento per fuorigioco (davvero millimetrico) di un gol viola e la revoca del rigore assegnato per fallo su Immobile (il calciatore della Lazio parte in fuorigioco). Nelle altre gare, il Var conferma la regolarità del primo gol dell'Udinese (Jankto è dietro i difensori, sia pure di un soffio) mentre non c'è bisogno dell'assistenza del Var per il rigore che Maresca assegna per un intervento (forse involontario ma c'è il danno procurato) da dietro di Kessie su Ansaldi lanciato a rete. Rigore poi sbagliato. Nel ko interno del Benevento, l'intervento del Var Doveri trasmorma un calcio di punizione dal limite in calcio di rigore per l'Atalanta. ilmessaggero.it
Diaconale: "È finito il tempo delle proteste, ora tifosi e squadra insieme per raggiungere il nostro obiettivo"
Il portavoce della S.S. Lazio Arturo Diaconale è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.
“Mi sono fatto interprete del malumore dei tifosi, è giusto che questo trovi una sponda. Debbo però lanciare un invito ai tifosi a ragionare sulla necessità di mantenere i nervi saldi in questo finale di stagione. Non dobbiamo noi laziali passare come quelli che si lamentano in continuazione, anche se poi i torti ci sono stati e nessuno li può nascondere, per non compiere un’azione controproducente. La Società ha fatto tutto quello che poteva fare, ha protestato, l’ha fatto da Igli Tare all’allenatore e via di seguito ma ora ci sono cinque partite in cui la Lazio si gioca un posto nella prossima Champions League e deve farlo senza correre il rischio di subire conseguenze per la propria protesta che è comunque legittima, ma a volte è bene puntare tutto ed esclusivamente sul sostegno per la squadra.
Il gruppo guidato da mister Simone Inzaghi, nella sfida di ieri, ha dato dimostrazione di forza morale e fisica: in questa prova è stata aiutata dal suo pubblico. I tifosi e la squadra in questo momento debbono fare fronte comune nel non cadere nelle provazione e nel tenere i nervi saldi giocando al meglio ed al massimo le cinque partite che restano da qui al termine del campionato.
La Lazio ha giocato subendo dei torti, non ha protestato ed è sempre stata lucida. Sono stato uno di quelli che ha protestato a nome della squadra e dei propri tifosi, ma adesso è passato il tempo delle lamentele e deve arrivare il momento della forza nel mantenere salda ogni forma di comportamento, senza mai cadere in eccessi che potrebbero danneggiarci. Mi auguro che questo appello possa essere raccolto. Al termine del campionato tireremo le somme e vedremo il da farsi. Gli errori esistono, ma non dobbiamo cercarli. Chiediamo ai tifosi di seguire la squadra: una presenza massiccia di pubblico alle sfide dei biancocelesti potrebbe ridurre il verificarsi di determinati errori. Non dobbiamo rinviare i nostri obiettivi all’ultima giornata di campionato, dobbiamo lavorare già da oggi per raggiungere il traguardo al quale ambiamo: per questo motivo, la presenza dei tifosi laziali allo Stadio Olimpico sarà fondamentale. Bisogna dimostrare fiducia ai mezzi della squadra attraverso gesti simili”.