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TIFOSI

Domani ore 9:00 – La S.S.Lazio Atletica Leggera aspetta tutti i tifosi a Piazza della Libertà

L'AQUILA DELLA LAZIO TI STA ASPETTANDO!

Domani, a partire dalle ore 9, ci troveremo tutti insieme a Piazza della Libertà per sfogare la rabbia della sconfitta a Salisburgo mostrando fieri il nostro orgoglio e la nostra immensa LAZIALITÀ donando lustro e splendore alla nostra culla.

Sarà una mattinata di festa, in attesa anche del derby dietro le porte. Ci armeremo di rastrelli, pale, secchi, forbici, decespugliatori e guanti. E tutti insieme faremo vedere alla nostra città quanto amiamo questo posto.

Venite con le famiglie, con i bambini, perché poi a mezzogiorno comincerà la festa con musica, vino e porchetta per tutti quanti! 

Vuoi salvarti il Sabato mattina da un giro ad Ikea con tua moglie? Vuoi fuggire alla visita settimanale a casa di tua suocera? Vieni con noi a Piazza della Libertà! Il nostro luogo di nascita è patrimonio laziale, appartiene a tutti noi laziali.

NON MANCATE!!!

 

 

Saluti Sportivi e FORZA LAZIO!

 

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RASSEGNA STAMPA

Rimpianto Immobile: lascia la competizione da capocannoniere

Non avrebbe immaginato nemmeno lui, Ciro Immobile, che quel gol di ieri sera contro il Salisburgo sarebbe stato anche l’ultimo dell’avventura in Europa League. Il bomber di Torre Annunziata saluta da capocannoniere della competizione con otto centri. Con lui c’è Aduriz mentre alle spalle Junior Moraes della Dinamo Kiev (a quota 7), poi André Silva, Balotelli, Rigoni, Kokorin e Manuel Fernandes (tutti a 6). Tra i giocatori ancora nella competizione ci sono Dabbur e Berisha fermi a 5.  Soltanto Giorgio Chinaglia (nel 1971 in Coppa delle Alpi) e Libor Kozak (nel 2013 in Europa League) riuscirono a diventare capocannonieri nelle competizioni internazionali. La speranza è che nessuno riesca a fare meglio di lui, nelle tre partite che restano. lazionews.eu

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RASSEGNA STAMPA

La Lazio esce e le colpe sono di tutti

Sembrava il gol della gloria, quello di Immobile, ma sarà ricordato come la rete che ha illuso un popolo che dopo 90′ ha assistito ad una delle eliminazioni più cocenti della storia della Lazio. Una partita perfetta fino al 55‘, si perché già dopo sessanta secondi da quel gol è iniziato l’incubo della Lazio e dei laziali a Salisburgo. Il disastro perfetto, una qualificazione in tasca sfuggita in dieci minuti di pura follia. Questa sera non c’è un colpevole, tutti hanno contribuito alla debacle austriaca: Strakosha sul secondo gol, la difesa da brividi su quelle tre reti in quei 6 minuti che pesano come un macigno. La colpa però è anche di chi non ha saputo concretizzare, di un Immobile troppo nervoso, di un Luis Alberto che si divora il gol del 2-0 solo davanti al portiere, del black out che una squadra come la Lazio non puó e non deve permettersi. Questa sera ha sbagliato anche il mister Inzaghi con i cambi che hanno sbilanciato la squadra invece di dare manforte. E se è vero che si vince in gruppo mai come stasera si è perso come squadra. L’eliminazione fa male, ma domenica ci sarà un’altra battaglia ancor più importante: il derby della Capitale. La parola d’ordine deve essere voltare pagina, ripartire, c’è ancora un obiettivo da conquistare in questa stagione. lazionews24.com

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RASSEGNA STAMPA

Crollo Lazio: la testa era al derby?

La luce biancoceleste si è spenta al minuto numero 70, quando Felipe Anderson ha consegnato a Luis Alberto il pallone più comodo del 2-1 e della qualificazione alla quarta semifinale europea della storia della Lazio. Lo spagnolo invece di segnare ha consegnato il pallone al portiere del Salisburgo e la Lazio è uscita dal campo, nonostante Immobile l’avesse trascinata anche nella Red Bull Arena, una specie di Colosseo dell’era moderna da dove è difficile uscire vivi. Dal 27 novembre del 2016 qua dentro nessuno è stato in grado di vincere: la Lazio ci stava riuscendo, dopo i quattro gol dell’Olimpico ecco il guizzo di Ciro, quello della presunta sicurezza.

Ma era soltanto un sogno, un’illusione, perché dopo l’immediato pareggio di Dabbur, proprio Luis Alberto ha spento la luce con un errore clamoroso, equivalente a quelli che avrebbe commesse De Vrij in questa partita da incubo. Inzaghi aveva cambiato qualcosa, forse condizionato da un derby che adesso gli fa paura. Ha richiamato Basta e il miglior saltatore di testa – Milinkovic Savic – scegliendo Lukaku e Felipe Arderson: voleva mettere al sicuro la qualificazione e gestire le energie per domenica notte? Il brasiliano si era anche inventato la palla giusta per Luis Alberto, poi il buio più totale, il crollo, la disperazione. In quattro minuti si è sciolta la Lazio: dal 72’ al 76’ tre gol degli austriaci, senza alcuna opposizione. Una cosa mai vista: la Lazio, nel primo tempo, aveva gestito da grande squadra la partita, con la forza della qualità e della classe. Cosa sia successo dal gol di Immobile in poi, nessuno riuscirà mai a spiegarlo: ogni azione del Salisburgo, una palla dentro la porta di Strakosha. Si è infranto così il sogno dei tifosi laziali, in millequattrocento in questo Colosseo e chissà quanti in una semifinale che non ci sarà più.

Corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

AUDIO CONFERENZA – Inzaghi “Non si possono prendere 4 gol in 18 minuti. Voltiamo pagina, c’è il derby!”

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DICHIARAZIONI

Inzaghi prova ad alleggerire lo shock: “Ci servirà da lezione, ora testa al campionato” (AUDIO)

Che amarezza! Forti del 4-2 ottenuto all’andata, la Lazio era ad un passo dalla semifinale di Europa League. A ostacolare il raggiungimento del proprio obiettivo, un Salisburgo più agguerrito che mai. Dalla loro, però, gli uomini biancocelesti devono fare un mea culpa, per una prestazione non all’altezza delle aspettative. Simone Inzaghi – intervenuto ai microfoni di Sky Sport – ha analizzato la sconfitta: «Spiegazione? Una volta andati in vantaggio abbiamo preso l’1-1 subito e poi c’è stato quel black out che non ci voleva. Domenica abbiamo subito una grande chance che è il derby, adesso dovremo cercare di recuperare energie. C’è amarezza. Potevamo fare gli stessi gol del Salisburgo, ci servirà da lezione per crescere. Sono d’accordo con Marco: dei gol che abbiamo preso, due sono state autoreti. Nel calcio ci sta. E’ stata una bellissima cavalcata, emozionante, che ho condiviso con i tifosi ed i miei ragazzi. Spiace non aver regalato una semifinale che era lì ad un passo. Il Salisburgo ha meritato. Rammarico più grande nelle occasioni non fatte? Eravamo sotto nel punteggio, ho messo Anderson, volevo fare il secondo gol che ci avrebbe permesso di passare il turno. Nel primo tempo avevamo sofferto poco. La differenza è che noi abbiamo sbagliato davanti. Avevamo tutte le opportunità per passare il turno ed andare in semifinale. Dobbiamo ripartire da qua, sono sicuro che sarà ancora crescita per i miei ragazzi. Abbiamo tanti giovani alle prime esperienze». GOL SUBITI – «Ho provato a cambiare, ho inserito Lukaku e Felipe«» per prendere campo. Qualcuno dice sia stata una partita stregata. Loro non hanno mai mollato, sono stati sempre in partita. Ripercussioni in vista del derby? E’ normale ci sia delusione, dobbiamo essere fieri del cammino europeo e di quello che stiamo facendo in campionato. Ci giocheremo tutte le chance che abbiamo nelle ultime sette partite».lazionews24

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EUROPA LEAGUE

Parolo amaro: “Siamo stati dei polli, evidentemente non siamo una squadra che può ambire a certi livelli”

"Complimenti al Salisburgo, ha meritato la qualificazione. Ma noi abbiamo le nostre colpe, perche' siamo stati dei polli a subire il gol del pareggio subito dopo la rete di Immobile: abbiamo peccato di sufficienza, abbiamo dato morale ai nostri avversari, quella rete ci ha tagliato le gambe". Queste le parole di un amareggiato Marco Parolo dopo l'eliminazione della Lazio dall'Europa League. "Non siamo ancora una squadra che puo' ambire a certi traguardi in Europa – ha ammesso il centrocampista biancoceleste ai microfoni di Sky – Ci manca qualcosa, non si puo' perdere una partita cosi', fino al 60' non avevano mai tirato in porta. Sull'1-1 abbiamo avuto anche un'occasione per andare in vantaggio, mentre loro hanno trovato quel gol da fuori area. Noi ci siamo abbassati troppo, abbiamo perso le distanze e abbiamo subito un'altra rete con una deviazione, poi non siamo stati bravi ad avere la giusta reazione morale. Contro le squadre europee la gara non e' finita finche' l'arbitro non fischia tre volte: dobbiamo fare mea culpa e resettare tutto perche' domenica abbiamo una partita importante (il derby contro la Roma, ndr)".

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DICHIARAZIONI

Lulic scioccato: “Manca l’esperienza per gestire a certi livelli” (VIDEO)

"Siamo partiti bene, il primo tempo e' finito 0-0, poi siamo anche andati in vantaggio: tutto era perfetto, poi siamo crollati in modo inspiegabile. Avremmo dovuto gestire meglio il pallone e il risultato, ma in quei quindici minuti abbiamo avuto un black-out". Questa l'analisi del capitano della Lazio Senad Lulic dopo la sconfitta contro il Salisburgo e l'eliminazione dall'Europa League. "Come ha detto Parolo, a questi livelli se perdi la concentrazione subisci quattro gol in pochi minuti – ha sottolineato Lulic ai microfoni di Sky – Ci dispiace, non abbiamo fatto quello che dovevamo. Calo fisico? Penso di no, piu' che altro un calo mentale perche' dopo il loro pareggio avevamo il risultato ancora a nostro favore. E' andato storto tutto, il gol del 3-1 ce lo siamo fatto da soli".

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EUROPA LEAGUE

Tracollo Lazio: avanti con Immobile, poi harakiri in 4′. Scioccante eliminazione europea

Harakiri Lazio. Non sono bastati il 4-2 dell'Olimpico e il vantaggio siglato da Ciro Immobile alla squadra di Simone Inzaghi per piegare un Salisburgo capace di reagire ferocemente allo svantaggio e di segnare tre gol in quattro minuti. Un crollo inspiegabile quello di Lulic e compagni, che hanno forse "spento" la luce dopo il gol del loro bomber nel cuore della ripresa e quando sembravano in pieno controllo della partita.

LE SCELTE – Simone Inzaghi non si fa condizionare dalla lunga lista di diffidati (sette) resiste alla tentazione di pensare già al derby contro la Roma di domenica e schiera la formazione migliore: nell’ormai collaudato 3-5-1-1 Milinkovic-Savic è titolare in mediana mentre Luis Alberto vince il ballottaggio con Felipe Anderson per giocare a ridosso di Immobile. Sull’altro fronte invece, nel 4-3-1-2 scelto da Rose, il trequartista tedesco Yabo viene preferito al giovane austriaco giovane austriaco Wolf per sostituire lo squalificato centrocampista maliano Samassekou e in avanti torna il sudcoreano Hwang con il norvegese Gulbrandsen inizialmente in panchina.

PRIMO TEMPO DI STUDIO – Ritmi alti ed intensità fin dall'avvio, la Lazio mostra un buon approccio alla partita ma rischia al 5': imbucata di Schlager per Hwang che anticipa Basta ma si vede chiudere lo specchio da un grande intervento di Strakosha. Lo spavento aumenta ulteriormente la concentrazione dei biancocelesti, che da lì in poi controllano senza troppi affanni la prima frazione di gioco guidati in campo dall'onnipresente Lucas Leiva e da un ispiratissimo Luis Alberto. E nel finale provano a chiudere i giochi con un po' di anticipo ma Immobile prima cicca la volée mancina su una palla scodellata in area con il contagiri da Milinkovic-Savic (40') e poi – messo davanti a Walke da un geniale colpo dio tacco di Luis Alberto – vede il portiere tedesco respingere con il piede il suo rasoterra incrociato. L'ultimo brivido lo corre però Strakosha, ma sul velenoso tiro-cross di Berisha non c'è alcun calciatore pronto a intervenire.

BOTTA E RISPOSTA – Si va all'intervallo con la gara bloccata sullo 0-0 e dagli spogliatoi rientrano gli stessi ventidue. Stavolta la prima chance è per la Lazio, ma sul lancio di Luiz Felipe spreca ancora Immobile che a tu per tu con Walke tenta un improbabile pallonetto. Errori insoliti per il centravanti della Nazionale che si fa perdonare però al 55': passaggio millimetrico di Luis Alberto e stavolta Ciro la piazza sotto al sette portando avanti la Lazio e raggiungendo a quota 8 gol xx in cima alla classifica dei cannonieri dell'Europa League. Nemmeno il tempo di festeggiare e un minuto dopo il Salisburgo pareggia con Dabbur, che supera dal limite Strakosha complice una deviazione di Luis Felipe. La partita si infiamma e al 58' Immobile raddoppia sull'ennesimo assist di Luis Alberto ma la rete viene annullata per un dubbio fuorigioco ravvisato dall'arbitro che poco dopo (60') grazia Ulmer, solamente ammonito per un'entrataccia su Lulic lanciato in contropiede.

Salisburgo-Lazio 4-1: numeri e statistiche del match

IL "BLACK-OUT" – Al 60' la prima mossa di Inzaghi: fuori Basta e dentro Lukaku con Lulic che trasloca a destra ed è ancora il capitano a provarci dal limite, murato però in corner dai difensori austriaci. Il Salisburgo capisce che di tempo non ce n'è più molto e alza la pressione, costringendo all'ammonizione Leiva (64') e a un giallo molto più pesante Luis Felipe che era diffidato. È il momento migliore degli austriaci e al 67', sulla gran botta dalla distanza di  Schlager è il palo a salvare Strakosha. Inzaghi inizia a preoccuparsi e getta nella mischia Felipe Anderson al posto di uno spento Milinkovic-Savic (70') ma sono ancora i padroni di casa a provarci con Hwang che di testa non inquadra però la porta. I biancocelesti dal canto loro hanno ora ampi spazi per ripartire e li sfrutta bene Felipe Anderson, che al 72' va via in contropiede ma snobba Immobile per servire Luis Alberto che calcia addosso al portiere. Un errore grave, perché sul ribaltamento di fronte la palla arriva ad Haidara che da 30 metri beffa Strakosha (73'). La Lazio ha ancora un gol di vantaggio da gestire ma accusa il colpo e si scioglie come neve al sole: al 74' indecisione della difesa e Hwang fa 3-2 (aiutato da una deviazione di Radu che beffa Strakosha) e al 76' incassa anche il quarto gol da Lainer che brucia tutti in area su azione da corner.

ADDIO COPPA – Con questo risultato sono adesso gli austriaci a passare e i biancocelesti devono rincorrere per cercare una rete che li porti ai supplementari: Inzaghi manda allora in campo anche Nani al posto di Leiva per passare a un 4-2-4 d'assalto a cui Rose risponde inserendo Gulbrandsen e Minamino per Hwang e Yabo. La Lazio sembra però stanca e nervosa (Milinkovic-Savic, diffidato, si fa ammonire dalla panchina) e non riesce più nemmeno a impensierire un Salisburgo che vola ora sulle ali dell'entusiasmo e non disdegna qualche perdita di tempo: giallo per Minamino e il portiere Walke. Mezzi giustificati per un fine prestigioso come la semifinale di Europa League, che la Lazio getta sciaguratamente via per consegnare al Salisburgo che vince 4-1 e alla fine fa festa nel suo stadio. Una batosta tremenda invece per i capitolini, che ora dovranno cercare di ritrovare immediatamente forze ed energie mentali in vista del delicatissimo derby di campionato in programma domenica con la Roma.corrieredellosport.it

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EUROPA LEAGUE

Salisburgo-Lazio 4-1, il tabellino

Salzburg-Lazio 4-1

Marcatori: 55' Immobile (L), 56' Dabbur (S), 72' Haidara (S), 74' Hwang (S), 76' Lainer (S)

 

SALZBURG (4-3-1-2): Walke; Lainer, Ramalho, Caleta-Car, Ulmer; Haidara, Schlager, Berisha; Yabo (83' Minamino); Hwang (79'Gulbrandsen), Dabbur.

A disp. Stankovic, Wolf, Pongracic, Farkas, Mwepu.

All. Marco Rose

 

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, de Vrij, Radu; Basta (60' Lukaku), Parolo, Leiva (77' Nani), Milinkovic (69' Felipe Anderson), Lulic; Luis Alberto, Immobile.

A disp. Guerrieri, Caceres, Murgia, Caicedo.

All. Simone Inzaghi

 

ARBITRO:  Skomina (Slovenia). Ass: Praprotnik-Vukan. IV: Klančnik. Add: Jug-Vinčić.

 

NOTE. Ammoniti: 60' Ulmer (S), 64' Leiva (L), 65' Luiz Felipe (L), 91' Ramalho (S), 91' Walke (S)

Recupero: 4' st. 

 

UEFA Europa League, Quarti di finale – ritorno

Giovedì 12 aprile 2018, ore 21:05

Red Bull Arena di Salisburgo

 

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