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RADIOSEI

Speciale derby, appuntamento con la ‘Voce della Nord’: sabato 14 aprile dalle 21,00 alle 24,00

Ci siamo, il derby è arrivato, la Curva Nord e Radiosei vogliono vivere insieme a voi una vigilia speciale. Domenica alle 20,45 la Prima squadra della Capitale sfida i rivali di sempre in una stracittadina importante, fondamentale anche per la corsa alla Champions. Testa alta, orgoglio e la fierezza di sempre: l'appuntamento è fissato a sabato sera, dalle 21,00 alle 24,00 per un appuntamento speciale con la 'Voce della Nord'. Tre ore di passione e di lazialità per avvicinarci con la giusta carica all'appuntamento più atteso. Sabato 14 aprile, speciale derby con la 'Voce della Nord': dalle 21,00 alle 24,00, sui 98.100 di Radiosei! Non mancate!

 

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APPROFONDIMENTI

Spartiacque derby per superare il trauma

"Polli". Questa l'auto-definizione usata da Marco Parolo per descrivere lui e i suoi compagni dopo l'ecatombe di Salisburgo. L'eliminazione dall'Europa League nei quarti di finale è (e resterà) una macchia nella storia della Lazio. Un disastro. E non certo per via della sconfitta in sé per sé, quella poteva starci tranquillamente. Così come era plausibile (soprattutto alla luce di quanto accaduto nelle partite europee dell'ultima settimana) che il discorso qualificazione alla semifinale fosse ancora aperto, nonostante il 4-2 dell'andata all'Olimpico in favore della squadra di Inzaghi. Quello che rende memorabile (seppur in negativo) la partita di ritorno, è la modalità con la quale è arrivato il 4-1 per il Salisburgo. 
 
LAZIO, IL DERBY PER SUPERARE IL TRAUMA EMOTIVO – Già, perché la Lazio è riuscita addirittura a passare in vantaggio al 55', con il solito Immobile che sale a 39 gol in 42 partite stagionali. Ma è proprio quella rete che probabilmente ha innescato qualcosa nella mente della squadra biancoceleste, spegnendola. Il pareggio degli austriaci è arrivato dopo neanche un minuto. E un quarto d'ora dopo l'incubo si è materializzato, con i tre gol subiti in 4' e 6" (record in Europa League). In questi 247 secondi si sono infranti i sogni europei della squadra di Inzaghi, che adesso rischia seriamente di crollare psicologicamente e compromettere il finale di questa stagione. Anche perché tra soli due giorni c'è da scendere di nuovo in campo, nel derby contro la Roma, reduce dall'impresa con il Barcellona. Due condizioni psico-fisiche opposte, insomma. Sulla carta una sorta di miglio verde per la Lazio, che però, paradossalmente, potrebbe rappresentare proprio la partita giusta per superare lo choc emotivo post-Salisburgo. La stracittadina della Capitale è storicamente una partita a sé, capace di azzerare eventuali differenze di qualità e classifica. 
 
ERRORI DI GESTIONE E TECNICI ALLA BASE DEL KO – Ed è proprio a questa tendenza che tenterà di aggrapparsi Simone Inzaghi, per riportare i suoi ragazzi sulla stessa strada che ha permesso loro di arrivare al match da terza in classifica, proprio a pari dei cugini giallorossi. Ci vuole provare, il tecnico biancoceleste, tra i colpevoli del disastro di ieri al pari dei suoi stessi giocatori. Discutibili le sostituzioni stabilite nella ripresa (togliendo prima Milinkovic e poi Lucas Leiva), così come la mancanza di una concreta alternativa al 3-5-1-1 (mai presa in considerazione dall'estate a oggi) e di conseguenza della possibilità di interpretare (o gestire) in modo diverso le partite. Certo, se Felipe Anderson avesse passato il pallone a Immobile su quel contropiede prima del 2-1 del Salisburgo (quando Luis Alberto ha passato il pallone al portiere avversario anziché riportare la Lazio in vantaggio), probabilmente adesso questi "errori" o "difetti" non sarebbero nemmeno presi in considerazione e si parlerebbe di "Inzaghilandia" e così via. La realtà però è che la squadra di Inzaghi non è riuscita a concretizzare le occasioni create, mentre gli austriaci sì. Di conseguenza oggi sarebbe necessaria una profonda analisi di quanto accaduto, ma il derby-Champions in programma domenica costringe a rimandare ogni processo o presa di coscienza.
 
I POSSIBILI CAMBI DI FORMAZIONE CONTRO LA ROMA – "Il passato non si può cambiare, meglio concentrarsi sul futuro", aveva detto qualche settimana fa lo stesso Simone Inzaghi, riferendosi in quel caso ai torti arbitrali subiti dalla sua squadra. Stavolta le cause che hanno reso indigesto il passato sono altre, ma l'effetto è sempre lo stesso e focalizzarsi sulla prossima partita (a maggior ragione se così importante) può essere la via giusta per superare il trauma e non pensare a quanto accaduto. Dal punto di vista della formazione, a pagare dovrebbe essere soprattutto Felipe Anderson, che si avvia verso la panchina anche in questa occasione. Poi Marusic riprenderà il suo posto sulla fascia destra in luogo di Basta, con Luiz Felipe che dovrebbe cedere il suo posto a uno tra Caceres, Bastos e Wallace. Per il resto la formazione sarà la stessa di Salisburgo. Perché Inzaghi vuole provare a far capire ai suoi ragazzi che una partita storta non può cancellare quanto di buono fatto fino a questo momento. E il derby, anche se in condizioni certamente sfavorevoli e (in caso di sconfitta) potenzialmente devastanti dal punto di vista del morale, può essere l'occasione perfetta per dare una risposta immediata e cancellare quella prestazione. Da "polli".Repubblica.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “Salisburgo come Tenerife. Brutto colpo, ma ora testa alta!” (AUDIO)

AUDIO 'NMM' – Ascolta l'intervento di ROBERTO RAMBAUDI: "Personalmente mi sono immedesimato in quanto avvenuto ieri sera, ho ripensato alla notte di #Tenerife. Credo che sia accaduto quello che avviene quando inizialmente la tensione è massima e poi improvvisamente cala. Hanno influito anche le prestazioni di Roma e Juve, il gol di Immobile aveva liberato la Lazio dall'ansia di essere ripresi. Ma questo ha portato ad un rilassamento. E' un brutto colpo, c'è tanta delusione, non è spiegabile, ma è necessario rialzarsi. Adesso ci si deve leccare le ferite e alzare la testa per ripartire"

 

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TIFOSI

“Si va verso un derby da 55.000 spettatori. 35 mila biancocelesti”

Marco Canigiani, responsabile del marketing biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style

“I numeri dalla parte laziale per il derby di domani si aggira intorno ai 23.000 tagliandi venduti quindi una presenza, abbonati compresi di circa 35.00 tifosi. La partita va quindi spedita verso le 50.000 presenze che probabilmente verranno anche superate. In distinti sbuca fuori ogni tanto qualche posto perché c’è qualcuno annulla.

In Tribuna Tevere Top ed in Tribuna Monte Mario c’è ancora ampia disponibilità di posti: oggi pomeriggio è in programma una riunione tecnica con le forze ordine per vedere se si riuscirà a ridurre il consueto cuscinetto tra la Tevere ed i Distinti Sud: in tal caso, altri biglietti di Tevere laterale verranno messi in vendita.

Impennate sono difficili in partite così: crescere in maniere importante da una base di 50.000 presenze è difficile anche perché restano disponibili biglietti con prezzi elevati. Circa 5.000 biglietti potrebbero essere ancora venduti quindi il computo totale potrebbe arrivare intorno alle 55.000 presenze.

La vendita via internet sarà disponibile fino alle ore 15:00 della domenica, ma solo per la Tribuna Monte Mario. Per ritirare il segna posto in Tevere, invece, ci sarà tempo fino a sabato”.sslazio.it

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STATISTICHE

Record assoluto nella notte peggiore: 109, miglior attacco della storia

Nel frastuono della sconfitta di ieri, è passato inosservato un dato: la Lazio di Inzaghi, con il gol segnato da Ciro Immobile, è arrivata a quota 109 in stagione raggiungendo quella di Eriksson (stagione 1999-2000). Un traguardo importante che sottolinea ancora una volta la straordinaria stagione disputata dai biancocelesti fino a questo momento: l’eliminazione in Europa League non può cancellare le belle prestazioni e i record infranti da questa squadra.cittaceleste

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Piscedda: “Una cosa è certa, la colpa è dei giocatori. Ora devono rispondere con un grande derby” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a 'NMM': "Una spiegazione tecnica non c'è, neanche tattica. E' stato un black-out mentale, ma in queste partite non dovrebbe accadere. Non c'è una ragione reale per spiegare quanto accaduto ieri a Salisburgo, una cosa che certamente posso dire è che la colpa è dei calciatori. In carriera mi è capitato quando giocavo in serie B contro il Barletta. Eravamo sopra di un gol e in vantaggio numerico per due espulsioni. Alla fine abbiamo perso 3-1. Ci sono esempi nella storia del calcio, ieri è accaduto alla Lazio. Non ce l'aspettavamo, l'andamento della partita parlava diversamente, ma poi la Lazio è uscita dalla partita, si è spenta, ha avuto paura ed uscita contro una squadra normale. In serie A vale la Sampdoria, onestamente non mi ha dato l'impressione che possa essere più forte della Lazio. Ci sono stati degli errori tecnici ed indivduali, ma quelli sono solo la conseguenza di un tracollo mentale. Detto questo, la responsabilità è di chi è andato in campo, non certo il tecnico o la società. Loro adesso hanno la possibilità domenica sera di ribaltare la situazione con una grande prestazione. Il risultato poi dipende da particolari, ma la prestazioni si, devono farla".

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APPROFONDIMENTI

Limiti caratteriali e svarioni, ma non è ancora il momento delle sentenze

Diciamolo chiaramente: quale tifoso laziale, martedì sera assistendo alla remuntada della Roma, non ha avuto immediatamente un cattivo presentimento? Lo ha pensato anche Inzaghi che in conferenza si è lasciato andare una frase sibillina: «Forse era scritto che dovevamo uscire». Già, perché già mercoledì sera c'era qualcosa di strano nell'aria. Un leggero contraccolpo la squadra deve averlo subito. Inutile però aggrapparsi al fato o a divinità nemiche. Piuttosto bisogna fare una riflessione importante sulla poca personalità della Lazio. Inaudito non avere una reazione d'orgoglio. Un crollo così non è giustificabile. E allora ecco che quegli scricchiolii sono diventati rumori assordanti. È in partite come questa che si vedono le grandi squadre. Strakosha ha smesso di fare miracoli e così ieri sulla coscienza ha il secondo gol. Un tiro da 25 metri su cui si poteva fare di più. De Vrij ha la testa altrove. Da rivedere gli svarioni che hanno regalato due reti agli austriaci. Luiz Felipe è giovane e si farà. Nella serataccia ci finisce anche Radu. A conferma che la Lazio in difesa ha grossi problemi: 9 gol subiti nelle ultime tre partite. Decisamente troppi.
VIETATO ABBATTERSI
Lukaku e Felipe Anderson vengono buttati dentro in un momento in cui forse servirebbero degli incontristi e non dei velocisti. Milinkovic, seppur svagato, aveva un suo peso specifico in quella porzione di campo. Arginare gli austriaci diventa quasi impossibile. E qui Inzaghi deve farsi più di una domanda. Felipe poi decide di servire Luis Alberto invece di Immobile sulla palla match della sfida. Lo spagnolo non è cattivo e sbaglia. L'errore ha lo stesso effetto di un destro ben assestato ad un pugile distratto. I biancocelesti finisco al tappeto. Ora però non bisogna reiterare nell'errore e usare la rabbia di questa sconfitta come carica per domenica. Sarebbe un suicidio lasciarsi avvolgere dalla malinconia e presentarsi in campo senza mordente e voglia di vincere. Inzaghi dovrà vestirsi da psicologo e far scattare la molla giusta. Non farlo potrebbe rivelarsi un suicidio.Ilmessaggero.it

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SOCIAL

Luis Alberto, incredulità e voglia di rivalsa: “Buttata una stagione europea, chiediamo scusa. Ma ora c’è il derby e l’obiettivo Champions”

La disfatta è ancora fresca, la Lazio si è gettata via ed ha perso la storica occasione di giocarsi le semifinali di Europa League. Day after anche per Luis Alberto che tramite il suo profilo instagram lancia messaggi: "Difficile spiegare ciò che è successo. Sono d’accordo con molti di voi, abbiamo buttato una semifinale. La squadra è stata in partita tranne che per quei 5 minuti che hanno rovinato una stagione in Europa League. Chiedo scusa a tutti a nome mio e di tutta la squadra.Ma una cosa è certa, ora c’è il derby, adesso dobbiamo rimanere uniti, combattere per il nostro obiettivo in campionato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Non si può giudicare la Lazio per una sola partita. Il 3-5-2, però, necessita di esterni in forma…” (AUDIO)

Giulio Cardone in collegamento a Quelli Che

"Ora non va fatto l'errore di buttare tutto per una serata andata male. La Lazio i gol li subisce sempre, però ne fa tanti. La Lazio di Inzaghi può essere paragonata a quella di Zeman. Ora deve crescere. Per meritare di stare a questi livelli serve qualcosa in più, anche a livello di tifoseria. Bisogna saper distinguere tra il valore oggettivo della squadra e quello che può accadere in una singola partita. Le valutazioni vanno fatte su tutto il percorso della Lazio. Parolo ha detto che devono ancora crescere per poter competere in Europa, è chiaro che comunque delle valutazioni vanno fatte. A questa rosa, secondo me, manca un mediano di spessore, in stile Onazi, ma più forte. La Lazio doveva avere uno Sturaro da mettere al posto di Milinkovic. Felipe doveva entrare al posto di Luis Alberto, non al posto del serbo. Poi il 3-5-2 funziona per tre quarti grazie agli esterni, ma quelli della Lazio fisicamente non stanno bene."

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DICHIARAZIONI

Abidal a Nyon: “Gara surreale della Lazio, ma gli servirà per fare grandi cose in futuro”

Marsiglia-Salisburgo, questa sarà la semifinale di Europa League, che lascerà ancora di più l’amaro in bocca ai tifosi biancocelesti. Dopo i sorteggi Abidal ha commentato ai microfoni di Sky l’eliminazione degli uomini di Inzaghi: “Partita incredibile personalmente mi aspettavo la squadra italiana in semifinale. Questa settimana abbiamo assistito tutti a rimonte incredibili . Una gara surreale quella di ieri, ma i biancocelesti impareranno sicuramente da questa esperienza per fare grandi cose negli anni futuri” laziopress.it