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Buffon annuncia il ritiro? “Spiace lasciare questi ragazzi”

La rabbia enorme, un'amarezza che non si può raccontare. Gli occhi di Gigi Buffon nel post partita di Real Madrid-Juventus dicono tutto. Il portiere bianconero nella pancia del Bernabeu non riesce a trattenere la rabbia per quel rigore 'letale' subito in pieno recupero: «Non ci toglieranno il sorriso, sono orgoglioso da morire di essere il capitano di questa squadra e il dispiacere più grande di smettere di giocare è di lasciare questi ragazzi – ha ammesso ai microfoni di Jtv il portiere bianconero, visibilmente commosso – però la vita va avanti. Spero di aver trasmesso qualcosa e che ne facciano tesoro», ha concluso Buffon. CorrieredelloSport.it

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SOCIETA'

Il ricordo di Mirko: la Lazio organizza il primo Memorial ‘Fersini’

In casa Lazio il 12 aprile non è un giorno spensierato da vivere, perché proprio lo stesso giorno del lontano 2012 si spense il giovane Mirko Fersini.

Il giocatore classe ’95, dell’allora ex categoria degli Allievi Nazionali guidati dal tecnico Simone Inzaghi, venne a mancare dopo un terribile incidente stradale, avvenuto a Fiumicino a bordo del suo scooter, poco prima di partire per una trasferta con la squadra.Mirko era ricoverato, in coma, dal 6 aprile all'ospedale S. Camillo di Roma.

Nonostante, siano trascorsi anni da quel giorno il ricordo di Mirko rimane ancora oggi vivo nella mente e nel cuore di tutti. Ogni settimana, ogni giorno, la Prima Squadra biancoceleste e la Primavera preparano, minuziosamente, le sfide da affrontare giocando sul campo dello Stadio di Formello a lui dedicato. Nel corso di questi impegni è impossibile non rivolgere uno sguardo a quello striscione affisso al lato del campo con l’immagine del volto di Mirko e la scritta ‘il tuo sorriso è la nostra vittoria’.  

La S.S. Lazio non ha dimenticato il suo calciatore Mirko Fersini e il Presidente Claudio Lotito, in prima persona, non ha mai perso occasione per renderne vivo il ricordo.  Quest’ anno  nella ricorrenza della sua scomparsa, la Società presenta la prima edizione del ‘Memorial Mirko Fersini’, che andrà in scena il 2 giugno al Centro Sportivo ‘Maurizio Melli’. Una location particolare per ricordare anche un altro ragazzo, che ha indossato la maglia della Lazio scomparso nel ’96 a causa di una malattia. La Società biancoceleste non vuole dimenticare né Mirko né Maurizio, due giovani andati via troppo presto, due ragazzi che hanno sempre tifato ed onorato quella gloriosa maglia.

Il Responsabile del Settore Giovanile Mauro Bianchessi, ha sostenuto la realizzazione del ‘Memorial Fersini’ ed è proprio lo stesso a dichiarare: “Siamo riusciti a dar vita a questo importante evento, che porta la firma della S.S. Lazio.  Un ‘Memorial’ fortemente voluto dal Presidente Claudio Lotito, per fare rimanere vivo il ricordo di due ragazzi, che hanno vestito la maglia della Lazio e che un destino crudele ci ha portato via prematuramente. L’importanza di questo evento non è rappresentato dallo svolgimento dello stesso, ma da ciò che rappresenta per tutta la famiglia biancoceleste”.

sslazio.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘BC’ – Oddi: “Il rigore per il Real c’era. Stasera una Lazio di contenimento” (AUDIO)

Giancarlo Oddi in collegamento a 'Buongiorno Capitano'

"Io credo che ci fosse il rigore per il Real Madrid, una spinta c'è stata. Se il rigore l'avessero dato alla Juve avrebbero detto che non c'era?  In ogni caso, per la prestazione offerta, i bianconeri meritavano di andare ai supplementari. Tornando alla Lazio, se non gioca Milinkovic, goca Anderson. Sono due titolari, cambia poco. Poi magari il serbo giocherà nel derby. L'importante è che giochino le prime scelte. Sulle condizioni  di Lulic dico che con una contusione si può anche giocare. Se dovesse però prendere un'altra botta, allora dovrà uscire subito. Bastos ha fatto una buona partitta a Udine, ma in questo momento credo che il titolare sia Luiz Felipe. Inzaghi lo preferisce agli altri, è sempre attento e concentrato. Non credo che La Lazio aggredirà il Salisburgo. Giocherà la sua partita di contenimento cercando poi di ripartire. La Lazio ha sempre giocato in contropiede e lo ha sempre fatto bene. Con giocatori comer Immobile e Anderson è pericolosissima nelle ripartenze. La Lazio aspetta, però quando prende palla fa male."

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RASSEGNA STAMPA

Lazio alla conquista della semifinale: Inzaghi sa come si fa

La Lazio insegue record e storia in Europa League. A Salisburgo per regalare a Lotito la prima semifinale e superare quota 109 gol (1999-2000). Grazie per l’impresa, e per l’esempio: casomai qualcuno pensasse di essere già qualificato dopo il 4-2 dell’andata. E pazienza se l’esempio, indirettamente, ai suoi l’ha dato proprio la Roma. With compliments, certo. Ma Simone Inzaghi, assecondato il dovere dei convenevoli di rito, va oltre. Pensando solo alla Lazio: «È proprio quella grande impresa della Roma a dimostrare che le partite di coppa si giocano in 180′. E che anche quando hai un vantaggio importante, una partita interpretata male pub finire male». Figuriamoci se stasera il pensiero dovesse andare a chi quell’impresa ha firmato e domenica tornerà la rivale di sempre, più di sempre: «La sua vittoria non ci dà più pressione in vista del derby: semmai della gara con il Salisburgo. Per questo non ho in testa i diffidati – tanti, ma non mi farti influenzare – e neppure il turnover: farlo significherebbe pensare al derby e invece l’unica partita che conta per noi, adesso, è questo ritorno».

Vale una semifinale di Europa League, quindici anni dopo l’ultima volta di una Lazio così spedita fuori confine. Allora Simone Inzaghi faceva gol: tanti e spesso pesanti. Adesso ne fa fare: tantissimi, telecomandando dalla panchina. Per allora si intende 13 marzo 2003, in panchina a telecomandare lui c’era Roberto Mancini. Simone combatteva anche con la sorte, ma combatteva: quel giorno rientrava in campo (dalla panchina, al posto di Favalli) dopo una frattura al braccio, al ritorno a Istanbul sarebbe stato fermato dalla febbre. Perb il gol segnato una settimana prima, in casa, fu la prima spallata per far perdere l’equilibrio al Besiktas: assist di Stankovic, finta di Chiesa, stop e girata di destro di Inzaghi. Il peso specifico che Mancini aggiunse all’attacco di quella squadra che era bella quanto quella di oggi, ma molto meno assassina dalla trequarti in su. E infatti segnava molto meno dei 108 gol stagionali che oggi fanno annusare l’ennesimo record: superare i 109 della Lazio 1999-2000. L’ultima Lazio da scudetto.

Oggi il sogno è un altro: il pass per una semifinale europea, come quello su cui Inzaghi mise il primo timbro nel 2003. Eriksson (due) e appunto Mancini toccarono il traguardo per tre volte in sei anni, solo che poi la Lazio ne ha visti scorrere quindici di appuntamenti mancati. Sarebbe la prima dell’era Lotito, e bluffare a questo punto non si pub. Oppure sì, ma al massimo per nascondere la formazione: «Giocano Radu e Parolo, che domenica hanno riposato, Lulic stamattina ci ha dato buone sensazioni, per il resto tanti ballottaggi possibili, non solo fra Luis Alberto e Felipe Anderson: magari giocano entrambi o anche nessuno dei due. Di sicuro non vedo stanchezza fisica: i dati sono ottimi. Mentale? Quella si supera vedendo gli obiettivi. E ne abbiamo di molto belli davanti a noi».

Gazzetta dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lucas il gladiatore: stasera 400 volte Leiva

Onorevole per meriti, reputazione, valori identitari, nobiltà calcistica e d’animo. Passano le stagioni, cambiano le mode, lui è sempre lì, al suo posto di combattimento. E’ un guerriero, ha la cavalleria di un antico ufficiale. Niente è mai stato pesante per le spalle di Lucas Leiva, figuriamoci le 399 presenze da professionista collezionate nel calcio internazionale, le porta con disinvoltura. L’esordio con il Gremio, i 10 anni di Liverpool, la nuova vita con la Lazio. Giovani ragazzi, giovani calciatori, da un giocatore così, da un campione così, potete e dovete prendere esempio. Lucas Leiva ha cavalcato i suoi anni calcistici con un pudore raro e continua a farlo a 31 anni. Sulle spalle ha portato pesi e responsabilità. C’è voglia e c’è bisogno di giocatori e uomini come lui. Lucas Leiva è un leader naturale, un favoloso Dorian Gray. Ha rischiato di invecchiare, di diventare vintage, di restare immortalato in una bella foto del passato. E’ ritornato al futuro. Trecentonovantanove partite da prof, stasera saranno 400. Il conto è presto fatto: 11 gare giocate nel Gremio, 346 nel Liverpool, 42 nella Lazio. Leiva è ad un passo dal traguardo tondo, lo taglierà in Europa League, indossando la maglia biancoceleste. Le 399 apparizioni si ottengono sommando 26 partite di Champions e 39 di Europa League (qualificazioni comprese), 247 partite di Premier League, 29 di serie A, 11 di campionato brasiliano, una di Supercoppa italiana, 4 di Coppa Italia, 18 di Fa Cup, 24 di Efl Cup. La somma è 399 firme da professionista (nel conto non sono comprese le 3 gare giocate nella Premier League 2 con il Liverpool under 23). Trecentonovantanove volte Leiva e 11 gol totali: 7 li ha segnati con il Liverpool in 10 anni, 4 con la Lazio in meno di un anno. Dentro le 399 partite affrontate in 13 anni di professionismo c’è la storia della sua vita, del suo talento, dei suoi cambiamenti.

Lucas Leiva si è fatto amare ovunque, in particolare a Liverpool, nel “sancta sanctorum” di Anfield. E’ entrato nella storia della Premier, è tra i primi 10 giocatori che hanno difeso per più tempo il loro club. Leiva (ex Liverpool) come Terry (ex Chelsea) e Rooney (ex Manchester United). Lucas Leiva ha dispensato sorrisi ed è stato contraccambiato con sorrisi: «Liverpool è una città speciale per me. Un terzo della mia vita l’ho vissuto in Inghilterra. Si invecchia, si acquisisce esperienza. Ho imparato molto dalla cultura europea, dalla cultura inglese e penso che questo mi abbia aiutato ad evolvere come persona. Credo di essere un giocatore che verrà ricordato per aver sempre lottato duramente per il suo club, è questo che viene apprezzato».

Se hai dato tutto in trincea meriti rispetto e gratitudine, ovunque tu abbia giocato. E’ così per Lucas Leiva. Quando ha lasciato Liverpool è stato salutato dai dirigenti, dai tifosi, dai compagni, dall’ex capitano Gerrard. Hanno pianto anche i cuochi della squadra, sono stati lanciati hashtag in serie. “You’ll never walk alone”, “non camminerai mai da solo”, gli hanno detto riprendendo l’inno di Anfield. «Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia», canta da sempre De Gregori intonando “la leva calcistica del ‘68". La Leiva calcistica, parafrasando un pò, nella Lazio 2018 è un inno di onorabilità.

Corriere dello Sport / Daniele Rindone

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DICHIARAZIONI

CONFERENZA – Radu: “Impresa Roma ci stimola, il cuore per la semifinale, con Inzaghi fino alla morte!” (VIDEO)

Radu: «Roma stimolante ma adesso conta il Salisburgo»

«Parliamo di una squadra molto organizzata, che corre tantissimo, sono preparati fisicamente. Per me è stata la partita più difficile di Europa League finora. La Roma è stimolante, ma per domani: ci stimola a vincere e passare il turno».

Condizione fisica. «Sono stato fermo quasi tre settimane fermo per un problemino, sto cercando di riprendere la migliore forma. Giovedì ho giocato dopo soli due allenamenti in gruppo, loro sono organizzati, ho fatto un po' di fatica. Ma piano piano sto riprendendo la forma. Domani metteremo il cuore in campo come sempre per passare il turno, il mister fino a domani mattina ci dirà tutto per ottenere la qualificazione».ilmessaggero.it

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DICHIARAZIONI

CONFERENZA – Inzaghi avverte: “Guai ad interpretarla male, serve lo stesso spirito dell’Olimpico. Niente turnover, il derby ora non esiste” (VIDEO)

"E' una settimana importante, quest'anno ne abbiamo avuto tante ma domani ci aspetta una gara che potrebbe portarci in semifinale. Mancano 90 minuti, abbiamo un piccolo vantaggio ma servira' un'ottima gara". Simone Inzaghi sente il traguardo vicino con la sua Lazio, che domani sara' di scena a Salisburgo forte del 4-2 di giovedi' scorso. "Ma non dobbiamo pensare ad amministrare il vantaggio – avverte ai microfoni di Sky Sport – Bisogna cercare di giocare subito una gara a ritmi alti, dovremo essere bravi a fare da subito la partita che vogliamo fare". Domenica c'e' il derby con la Roma che ieri ha eliminato a sorpresa il Barcellona ma Inzaghi pensa a una gara per volta. "Dobbiamo essere bravi a capire quali saranno i giocatori che domani ci daranno le maggiori garanzie senza pensare a domenica perche' e' domani la partita che dobbiamo giocare nel migliore dei modi, poi, dopo giovedi', penseremo al derby". In dubbio Immobile, a cui potrebbe concedere un turno di pausa, "di sicuro giocheranno Radu e Parolo, che a Udine hanno riposato". In citta' si sogna ad occhi aperti dopo l'impresa giallorossa, magari una finale di Supercoppa Europea fra Roma e Lazio. "Non sarebbe male, sarebbe meraviglioso – commenta Inzaghi – ma la Roma e' gia' un passo avanti a noi che la semifinale dobbiamo ancora conquistarla. Ma vogliamo centrarla con tutte le nostre forze, ci mancano ancora 90' e cercheremo di mettercela tutta. Come ha dimostrato ieri la Roma, nelle partite di coppa bisogna fare bene per 180 minuti".

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AVVERSARIO

Salisburgo, domande sul derby a Rose: “Mica penserete che la Lazio ci sottovaluti?!”

Il tecnico del Salisburgo Marco Rose ha parlato in conferenza stampa. Il tecnico austriaco è parso molto nervoso e più volte si è infastidito delle domande sul derby romano in programma: “Non è una cosa che mi importa. Il derby capitolino dovrebbe influenzarmi o aiutarmi? Se la Lazio sottovaluta la gara di domani non è di mio interesse chiedetelo a loro. Questa domanda mi manda in bestia, se volete vi posso dire che hanno vinto già 4 a 0 così siete pronti per stappare lo champagne. Sono tutte stupidaggini queste cose che mi chiedete. Pensate davvero che loro non vogliano raggiungere le semifinali? Attraverso questa competizione possono alzare un trofeo e arrivare in Champions”. Poi sulla gara: “Ci siamo preparati su molti aspetti tattici. Possiamo giocare sia con il 3-5-2. Abbiamo provato anche un modulo molto offensivo per attaccare meglio gli spazi”.laziopress.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano e Oddi: l’importanza dell’Europa tra l’importanza di questa semifinale e ricordi di un passato sfortunato (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a 'NMM': "Con la Lazio ho vinto un grande scudetto, ma in Europa abbiamo fatto poche partite. per quanto mi riguarda non ci pensavamo nemmeno all'Europa, eravamo presi da altre cose e per questo non abbiamo fatto tanta strada. Ripensandoci mi manca questo aspetto, è incredibile che quando siamo stati squalificati e non abbiamo avuto la possibilità di giocare la Coppa Campioni non abbiamo neanche patito troppo. E' incredibile quello che ci accadde, nessuno fece nulla per perorare la causa della Lazio"

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "E' importante che i calciatori della Lazio sentano l'importanza della gara di domani, in palio c'è una semifinale di Europa League. Per quanto riguarda i miei precedenti in Europa con la Lazio ricordo serata bellissime. Ricordo il 3-0 con il Chernomorets in cui vincemmo 3-0 con gol di Giorgio Chinaglia. Poi nel turno successivo ci capitò il Barcellona, gara che non ci fecere giocare per motivi politici"

 

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CALCIOMERCATO

Cristante, in caso di Champions c’è anche la Lazio

Spunta una nuova concorrente nella corsa della Juventus a Bryan Cristante. Lo scrive oggi Il Messaggero, secondo cui il presidente della Lazio Claudio Lotito starebbe lavorando per regalare alla sua squadra un colpo in caso di qualificazione alla Champions League. Al club bergamasco andrebbero 25 milioni di euro, al giocatore la garanzia di un posto da titolare che la Juventus, così come la Roma, al momento non potrebbe offrirgli.

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