Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Piscedda cancella i dubbi di formazione: “Vedrete, no problem per Lulic e Milinkovic” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a 'NMM': "C'è emergenza sulla sinistra? E' chiaro che se oltre al titolare, hanno problemi anche Lukaku e Patric un problema c'è. Credo che alla fine Lulic possa farcela, se è vero che si tratta solamente di una contusione credo che possa stringere i denti. Male che va Inzaghi potrà schierare Basta a destra e Marusic a sinistra, la rosa della Lazio non fa scattare un'emergenza vera e propria. Per quanto riguarda Milinkovic non credo avrà problemi a giocare tre partite in una settimana, sta cercando di tornare in forma ed è un bene che giochi. A volte si esagera nel pensare alla stanchezza, tutto dipende da come recuperi e da come riposi. Un giocatore non ha problemi a giocare tanto"

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Immobile, ancora due gol per diventare il numero uno in Italia

Si è già preso i record della Lazio, presto può pure essere l’italiano che ha segnato di più in una stagione. Si scrive Ciro Immobile, si legge record. Gol dopo gol, prodezza dopo prodezza, il centravanti della Lazio sta riscrivendo la storia del suo club. Ma non è tutto. Perché, a forza di segnare con una costanza disarmante, Immobile si accinge a lasciare il proprio segno pure sugli almanacchi del calcio italiano.

IL NUMERO UNO Può vincere ancora il titolo di capocannoniere di Serie A (sarebbe la seconda volta, dopo quella col Toro nel 2014). Può essere il primo a vincere nella stessa stagione le classifiche marcatori del campionato e di una coppa europea (in Serie A è in testa, in Europa League è secondo a un gol da Aduriz che però è stato già eliminato). Può, anche, superare il record di Higuain che con le 36 reti segnate nel 2015-16 è il capocannoniere più prolifico della storia della Serie A. Ma, soprattutto, Immobile può diventare il calciatore del campionato italiano ad aver realizzato il maggior numero di reti in una stagione. Il primato appartiene al romanista Edin Dzeko, che lo ha centrato nella scorsa stagione, quando ha messo a segno 39 gol tra campionato (29) e coppe (10). Immobile ne ha fatti appena uno in meno (27 in campionato e 11 nelle coppe) e, con almeno 8 gare ancora a disposizione, può diventare il numero uno di tutti i tempi in Italia. Chiaro che, rispetto a certi mostri sacri del passato, Immobile può beneficiare di un maggior numero di partite in cui dispiegare la sua forza d’urto. Ma questo nulla toglie al senso di un primato che lo porterebbe ai vertici del calcio italiano.

STORICO In vetta a quello «made in Lazio» c’è già. Perché i 38 gol segnati finora sono già primato (cancellato il precedente recordman Chinaglia, che si era fermato a 34). Ma lo stesso vale pure per i 27 realizzati in campionato, perché mai nessun calciatore della Lazio ne aveva segnati tanti (il primato era di Crespo e Signori con 26). In campionato, peraltro, Immobile si sta segnalando pure per gli assist, un particolare che rende ancora più straordinaria la sua annata. Ne ha forniti 8 ai compagni di squadra. In A solo l’altro biancoceleste Luis Alberto ha fatto meglio con 10. Sono invece un po’ di più, sei, i calciatori che hanno realizzato più gol di lui nella storia della Lazio: da Piola (1°, con 149 gol) fino a Puccinelli (6°, con 78), passando per Chinaglia, Signori, Giordano e Rocchi. Ma Immobile le sue 64 reti laziali le ha segnate in appena 82 gare. Per media gol (0,78) è già in testa.

ORA L’EUROPA Dopo essersi preso prima la Lazio e poi l’Italia, Ciro il grande va ora all’assalto dell’Europa. Domani a Salisburgo spingerà la formazione di Inzaghi a centrare un traguardo (semifinale europea) che manca da quindici anni e che è stata centrata soltanto tre volte nella storia del club. Un obiettivo da cogliere per la squadra, ma anche per se stesso. Perché con due partite in più (che poi diventerebbero tre in caso di finale) crescerebbero le possibilità di aggiornare i vari primati stagionali. E aumenterebbero pure le chance di mettere le mani sulla classifica marcatori della coppa (l’ultimo laziale a vincerla fu Kozak nel 2013). Immobile è a quota 7, ma sia chi lo precede (Aduriz, con 8) sia chi ha segnato come lui (Moraes), sia chi è a quota 6 (Silva, Kokorin, Rigoni e Fernandes) è già uscito dalla coppa. L’occasione, insomma, è ghiotta. E, a proposito di Europa, a Immobile fa gola pure la Scarpa d’oro (il concorso che premia il miglior marcatore dei vari campionati europei). Ciro è terzo, con due gol in meno rispetto a Messi e Salah. La storia, anche qui, è a un passo. La Gazzetta dello Sport/Stefano Cieri

Categorie
TIFOSI

“Sarà un derby per 50 mila, necessario riempire la Tribuna Tevere”

Marco Canigiani, responsabile del marketing biancoceleste, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style 

“In vista della stracittadina di domenica prossima, è necessario riempire la Tribuna Tevere; c’è ancora un’ampia disponibilità di biglietti per assistere al match da quest’ultimo settore. C’è ancora qualche unità disponibile sparsa per i Distinti Nord. L’ultimo dato sulla vendita parla di 18.500 biglietti venduti ai tifosi biancocelesti. La cifra dei 50.000 presenti è raggiungibile essendo stata già superata la quota dei 40.000 tagliandi venduti.

La vendita per la Tribuna Tevere sarà libera e sarà scevra dalle restrizioni presenti fino allo scorso anno. L’unico obbligo è quello di acquistare tali biglietti presso i Lazio Style Official Store. Molte ricevitorie saranno aperte fino al fischio d’inizio di Lazio-Roma e sarà possibile acquistare i biglietti per la sfida. L’obiettivo da raggiungere insieme è riempire la Tribuna Tevere prima di domenica.

In vista della trasferta di Salisburgo, invece, sarà importante per i nostri tifosi seguire le indicazioni fornite dalla Società”. 

Categorie
FORMELLO

VIDEO FORMELLO – Per il Salisburgo tornano Radu e Parolo, Lulic ci prova

FORMELLO – La rifinitura del Fersini in vista della sfida con il Salisburgo non porta buone nuove a mister Inzaghi: nel corso della fase di riscaldamento Patric ha abbandonato il campo per un problema muscolare. Lo spagnolo, già affaticato, ha iniziato la sua personale sessione di lavoro agli ordini del preparatore Ripert, ma dopo pochi minuti ha dovuto alzare bandiera bianca. Insieme a lui anche Lukaku, ma il belga si è regolarmente allenato con i compagni nella seconda parte della seduta. Ha stretto i denti Lulic, impegnato prima dell'inizio della sessione in un provino sul campo. Dopo pochi minuti si è aggregato al gruppo e ha preso parte all'allenamento: nelle prossime ore il tecnico valuterà se impiegarlo meno dall’inizio domani sera. Anche Marusic ha risolto il problema muscolare che ieri l’aveva tenuto lontano dal campo, ha superato l’affaticamento post Udine. 

 

Nel corso della rifinitura Inzaghi mischia le carte, poche le indicazioni utili in vista del match europeo. Possibile la conferma della difesa titolare composta da Luis Felipe, De vrij e Radu. Sulla corsia destra, nel 3-5-2, dovrebbe toccare a Basta, sul versante opposto se Lulic non dovesse essere della partita ci sarà Lukaku. È ballottaggio a  centrocampo per chi dovrà interpretare il ruolo di interno sinistro, completando con Parolo e Leiva la mediana biancoceleste: Luis Alberto sembra attualmente in vantaggio su Milinkovic. In avanti Felpe Anderson scalpita, con tutta probabilità si muoverà a supporto di Immobile.

 

PROBABILE FORMAZIONE – Strakosha; Luiz Felipe, De Vrij, Radu; Basta, Parolo, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Felipe Anderson, Immobile.

 

 

 

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi e Agostinelli in sintonia: “Una vittoria può dare morale e cancellare la stanchezza. Il risultato della Roma non condizionerà i giocatori” (AUDIO)

Roberto Rambaudi in collegamento a Quelli Che

"Domani è una partita importante per la Lazio. Una vittoria può dare morale e toglie la stanchezza. L'unico rischio è che l'entusiasmo tolga un po' di cattiveria, ma il problema non si pone perché domenica c'è il derby. La Lazio non sceglie come giocare le partite, interpreta la gara a seconda delle situazioni. Difficilmente affronta una partita con lo stesso atteggiamento per 90 minuti. Cambia spesso durante la partita. Con l'Udinese ha dimostrato anche di saper gestire il risultato. Domani sera i giocatori non devono pensare alla diffida . Sono in tanti a rischiare, ma devono fare la loro partita. L'obbiettivo primario non è quello di evitare la squalifica, ma centrare la semifinale. Poi chi ci sarà in semifinale si vedrà più avanti.”

Andrea Agostinelli in collegamento a Quelli Che

“Una vittoria domani permetterebbe di arrivare al derby con entusiasmo, permetterebbe di eliminare la stanchezza. L'unico rischio sarebbe di arrivare al derby un po' troppo rilassati. La Lazio non fa scelte, se la squadra permetterà ai biancocelesti di fare il proprio gioco allora lo faranno. Altrimenti dovrà abbassarsi e ripartire. La vittoria della Roma non deve condizionare la Lazio. La squadra sta facendo il suo dovere egregiamente. E' terza a pari punti ed è ancora in Europa. Non credo che possa incidere. Inzaghi può usare la partita di ieri per mettere in guardia i suoi. Nel calcio può succedere di tutto e i giocatori non devono pensare di essere già passati.”

 

Categorie
EUROPA LEAGUE

La Lazio mette nel mirino la quarta semifinale europea

Un obiettivo insperato alla vigilia ma adesso possibile, più che possibile. La semifinale di Europa League a inizio stagione non passava neppure per la mente dei tifosi biancocelesti. La Lazio però passo dopo passo ha vinto e convinto, arrivando fino ai quarti, dove ha incontrato un Salisburgo aggressivo e deciso, che ha messo molto in difficoltà la squadra di Inzaghi all’andata. I biancocelesti sono riusciti a spuntarla per 4-2, ma c’è ancora un ritorno da giocare. Il vantaggio in gare come queste e soprattutto in stadi come questi non conta molto. Alla Red Bull Arena di Salisburgo il tifo è molto caldo e i tifosi sono pronti ad incitare la squadra. La Lazio però vuole volare in semifinale e domani sera vuole assolutamente vincere. In caso di passaggio dei turno per i biancocelesti sarebbe la quarta semifinale europea. In 118 anni la Lazio è riuscita 3 volte a centrare le semifinali. La prima volta è stato Eriksson a portare i biancocelesti in una semifinale europea: si trattava della Coppa Uefa, attuale EL. Nel 1999 lo stesso allenatore ha raggiunto la semifinale di Coppa delle Coppe. Nel 2003 è toccato a Mancini sempre in Coppa Uefa. Quella del 1998 la Lazio la giocò contro l’Atletico Madrid. I biancocelesti vinsero 1-0 al Vicente Calderon e pareggiarono in casa, volando in finale, poi persa contro l’Inter. L’anno successivo in Coppa delle Coppe fu il turno del Lokomotiv Mosca. L’1-1 in terra russa e lo 0-0 dell’Olimpico permisero alla Lazio di volare in finale, questa volta vinta. Non andò bene nel 2003: il Porto vinse 4-1 in casa. Al ritorno finì 0-0. In quella Lazio giocava Simone Inzaghi, che adesso vuole portare la sua squadra in semifinale, la quarta della storia, la prima con lui in panchina. lazionews.eu

Categorie
ESCLUSIVE

‘BC’ – Massimo Maestrelli: “Il derby mi preoccupa, ma abbiamo una grande squadra. Ho parlato con Sarri, sulla Lazio mi ha detto..” (AUDIO)

Massimo Maestrelli in collegamento a 'Buongiorno Capitano'

"Non so che squadra incontreremo al derby. La partita di ieri sera ha dell'incredibile. Non si può pareggiare con il Bologna, in una partita scialba, perdere con la Fiorentina e poi vincere 3-0 con il Barcelllona. Questa Lazio però è una delle migliori dopo quella di Cragnotti. Ci sono dei campioni come Leiva, Milinkovic, Immobile, De Vrij e Anderson. Abbiamo 6-7 giocatori di caratura internazionale. La Roma avrà due giorni in più di riposo e avrà il morale a mille. L'unica partita che la Lazio ha toppato in questa stagione è stato proprio il derby. Questa partita mi fa un po' paura, anche se con la squadra che abbiamo non dovrei averne. Bisogna però pensare alla partita di domani sera. Chi crede che la Lazio abbia già passato il turno sbaglia. Dopo il Napoli la Lazio è la squadra che gocato il miglior calcio del campionato. Inzaghi ha sempre giocato per vincere e ha dimostrato che la sua squadra sa anche rimontare. Dieci giorni fa ho cenato con Sarri (l'allenatore del Napoli ha vinto da poco il premio Maestrelli). Gli ho detto che dopo il Napoli, a livello di gioco espresso, per me, c'è la Lazio. Sarri mi ha detto che quando affronta la Lazio affronta una squadra che gioca per vincere, le altre invece cercano sempre di non prenderle. Non credo che lui rimarrà a Napoli l'anno prossimo. Così come non credo che Allegri rimanga a Torino, il suo ciclo è finito.Sappiamo bene cosa implicherebbe però questo divorzio. Io spero che Inzaghi possa rimanere ancora due anni. Però se la Juve chiama è difficile dire di no.."

Categorie
RASSEGNA STAMPA

La Lazio segna, subisce e diverte: quando gioca in Europa lo show è assicurato

Lo spettacolo, in Europa, lo garantisce la Lazio. Le partite dei biancocelesti (11) hanno prodotto 38 gol totali, è la somma massima registrata dall’inizio dell’Europa League 2017-18. I laziali in Coppa hanno segnato 25 gol e ne hanno subiti 13. Le loro sfide hanno registrato una media di 3,5 reti a partita. I gol fioccano. Si sono segnati, si sono incassati. Lo show, per gli appassionati di calcio, è assicurato. Domani, a Salisburgo, sarà bene tenere la difesa al riparo e colpire gli austriaci per centrare la quarta semifinale europea della storia biancoceleste.

Il dettaglio

Trentotto gol totali, il massimo. Solo le partite giocate dall’Arsenal hanno prodotto un risultato simile (35 reti tra quelle segnate e quelle subite). La Lazio, con la sua propensione offensiva, anche con i suoi sbilanciamenti (che andrebbero ridotti), ha generato partite da “multigol”, da “over”, per usare termini ormai cari al mondo delle scommesse. E i gol garantiscono sempre divertimento. Il 4-2 registrato all’Olimpico, nel match di andata con il Salisburgo, è una prova provata.

L’attacco

Inzaghi e Wenger, la Lazio e l’Arsenal, possono vantare gli attacchi migliori di Europa League. I Gunners sono primi, hanno segnato 27 reti (8 quelle subite). I biancocelesti seguono a quota 25. La sfida è nel vivo, entrambe le formazioni sono in corsa per le semifinali e sono reduci da una quaterna (l’Arsenal nel quarto di andata ha segnato 4 gol al Cska Mosca). La Lazio proverà ad andare avanti in Europa, a lottare fino all’ultimo per conquistare lo scettro di miglior attacco del torneo e vuole far ricredere proprio Wenger. L’allenatore dei Gunners a metà marzo non ha incluso la Lazio tra le squadre favorite per la vittoria dell’Europa League, ecco cosa ha detto: “Questa competizione è molto difficile, ci sono ottime squadre come il Milan, il Borussia Dortmund, l’Atletico Madrid e tanti buoni club francesi”.

Il record

Inzaghi gioca a tutto campo tra campionato ed Europa League, tra presente e passato. La sua Lazio è ad un solo gol dal record firmato dalla Lazio di Eriksson nell’anno dello scudetto 2000. La squadra del secondo tricolore segnò 109 reti, la squadra attuale è arrivata a quota 108 dopo i due gol rifilati all’Udinese. Una rete in più permetterà ai biancocelesti di pareggiare il primato di Eriksson, due reti varranno il nuovo record assoluto di marcature in una singola stagione (considerando tutte le competizioni). E’ una questione di tempo contando le partite mancanti nel calendario. La corsa ai record, di squadra e individuali, è continua, si propone settimana dopo settimana, partita dopo partita. E’ una stagione emozionante, palpitante, spettacolare. Ed è bello il confronto tra le epoche, fino a poco tempo fa era improponibile. Si usa come spinta, come opportunità per fare sempre meglio. «Sogno di vincere altri trofei», ha detto Simone nei giorni scorsi. Volontà e coraggio misurano la consistenza dei sogni. E lui ha tutto per avverarli.

Corriere dello Sport / Daniele Rindone

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Milinkovic è pronto a tornare decisivo e domenica c’è il derby…

La Milinflessione non dipende certo dalle voci di mercato. «Non ci sto pensando affatto al mio futuro. Mentre ero infortunato, volevo solo tornare in campo il prima possibile. Ora che ho recuperato, sono concentrato sulle mie prestazioni e sull’obiettivo più importante: andare in Champions con la Lazio». Non conta come, è fondamentale lottare. Per questo Sergej ha ricominciato a sgomitare e pedalare. In molti lo considerano sottotono, ma i chilometri percorsi a Udine dimostrano che il serbo è solo in rodaggio. Tornato decisivo sui duelli aerei (4) e le palle recuperate (11), a Salisburgo e nel derby promette nuove stoccate: «Abbiamo raggiunto un buon risultato nella prima partita contro gli austriaci, nonostante i due gol subiti dopo alcuni nostri errori. Per fortuna però ne abbiamo segnati quattro e questo sarà un ottimo vantaggio in questo ritorno. La nostra fase realizzativa è l’arma in più». E allora anche Milinkovic deve ricominciare a timbrare il tabellino come un tempo.

Non segna addirittura dal 25 febbraio a Reggio Emilia, Sergej. Lì aveva sfornato l’ultima doppietta e raggiunto il nono centro in campionato. Nella gara successiva, con la Juve, era uscito malconcio e affaticato. In Europa aveva lasciato il segno a Bucarest soltanto con l’assist per Felipe l’8 marzo, in questa settimana deve rimettere sotto porta il turbo. Milinkovic è infatti l’amuleto delle trasferte (9 reti lontano dall’Olimpico, fra campionato e Coppa), ma anche uomo derby. L’anno scorso fece piangere la Roma, stavolta può lasciarla in coma. Anche perché questa, al di là dei suoi pensieri, potrebbe davvero essere l’ultima volta.

A giugno si scatenerà un’asta, il suo rendimento in questo finale di stagione e al mondiale farà la differenza: «Non vedo l’ora di andare in Russia e far vedere anche con la Serbia il mio valore». La Lazio farà il tifo per lui e perché il suo cartellino esploda oltre i 150 milioni della sua attuale valutazione. A quelle cifre, lo lascerà partire, a malincuore. Il diesse Tare è comunque già preparato. Nuovi contatti la scorsa settimana nella capitale con l’entourage di Cristante: è lui l’obiettivo numero per la sostituzione a centrocampo in caso di qualificazione in Champions. La Lazio sta lavorando nell’ombra da diverso tempo per battere Roma e Juve, è pronta a sborsare oltre 25 milioni all’Atalanta e promette al giocatore un posto da titolare la prossima stagione. In cui tra l’altro la fantasia potrebbe subire una rivoluzione: se Milinkovic potrebbe finire al Real, dalla Spagna rilanciano pure un clamoroso scambio Luis Alberto-Denis Suarez, classe 94′ con una clausola da 50 milioni. Gli stessi soldi che Lotito vorrebbe per Felipe in caso di cessione: il brasiliano è tornato a brillare, ma la permanenza rimane anche legata al suo posto da titolare. Domani a Salisburgo sarà ancora in ballottaggio sulla trequarti, a repentaglio senz’altro ci sarà il derby. L’esperimento di Udine coi magnifici 4 (compreso Immobile) tutti in campo difficilmente verrà ripetuto in queste due gare così importanti. In questo caso Inzaghi non può permettersi di sbilanciarsi così tanto lì davanti.

Il Messaggero/Alberto Abbate

Categorie
ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Lazio club NY ed il coro per Leiva: “C’è un biondo brasiliano prepotente” (AUDIO)

GIOVANNI BARTOCCI (Lazio Club NY): “Il coro per Leiva ha fatto breccia nel cuore di molti, noi ci sorridiamo ma questo giocatore è qualcosa di incredibile. Si avvicina il derby e proveremo a fare qualcosa di carino. Inoltre il 14 maggio organizzeremo una cena mettendo all’asta per beneficienza un quadro e tanti gadget che la società metterà a disposizione per le nostre raccolte fondi”.

 

https://www.mixcloud.com/Radiosei/giordano-bartocci-lazio-club-nyc-a-9-gennaio-1900-10042018/