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STATISTICHE

Lazio a 4 stelle, sa anche interdire. Record vittorie in trasferta

Terza vittoria consecutiva per la Prima Squadra della Capitale che, dopo aver superato tra le mura amiche Benevento e Salisburgo, si è imposta anche alla Dacia Arena di Udine vincendo per 2-1 contro l’Udinese nella trentunesima giornata di Serie A TIM. Per la compagine biancoceleste, in particolare, si tratta anche del terzo successo settimanale. Nel match di ieri sera, la compagine guidata da mister Simone Inzaghi ha gestito il 59% del possesso totale, sviluppandone il 52% nella metà campo occupata dalla formazione bianconera.

La formazione capitolina, in particolare, è riuscita ad imbastire ben 24 azioni manovrate, dalle quali sono scaturite 11 conclusioni; solo 6 di queste hanno centrato lo specchio della porta difeso da Bizzarri. Analizzando la produzione offensiva, i biancocelesti hanno fatto registrare un baricentro medio a 53,24 metri dalla porta difesa da Thomas Strakosha dando vita, dunque, a 29 iniziative offensive: 14 di queste sono state orchestrate sulla catena di destra, 9 su quella di sinistra e 6 lungo l’asse centrale del campo.

Per la prima volta in stagione, mister Simone Inzaghi ha deciso di schierare contemporaneamente dal primo minuto Milinkovic, Luis Alberto, Felipe Anderson e Ciro Immobile. Posizionando i primi due come mezz’ali in un inedito centrocampo a cinque particolarmente tecnico, la Lazio non ha comunque perso smalto in fase d’interdizione. A metà campo, infatti, i biancocelesti sono riusciti a recuperare ben 21 palloni alla squadra avversaria. Complessivamente, la Prima Squadra della Capitale ha intercettato la sfera in 30 circostanze nel corso del match con l’Udinese ed il calciatore ad averne effettuati di più è stato Stefan de Vrij (6).

 

Al termine della sfida, Ciro Immobile è stato eletto come il Most Valuable Player di Udinese-Lazio. Il numero 17 biancoceleste, siglando la rete del momentaneo pareggio capitolino, ha trovato la sua ventisettesima marcatura in questa edizione della Serie A TIM. Mai un calciatore della Lazio era mai riuscito a realizzarne tante in un solo campionato. Oltre ad aver portato a 38 il computo dei gol messi a segno in stagione, Ciro Immobile segnando ai friulani ha tagliato anche un traguardo importante: l’attaccante biancoceleste nella serata di ieri ha infatti segnato per la cinquantesima volta in Serie A TIM con la maglia della Prima Squadra della Capitale.

Il vantaggio biancoceleste è stato successivamente messo a segno da Luis Alberto: il centrocampista spagnolo ha siglato la sua decima rete stagionale raggiungendo per la seconda volta in carriera la doppia cifra. Il numero 18 biancoceleste non realizzava dieci gol nella stessa stagione dall’annata 2012/13, nella quale lo spagnolo segnò 11 reti con la maglia del Barcellona B.

Strappando il successo anche alla Dacia Arena, la Lazio di mister Simone Inzaghi ha raggiunto un altro importantissimo primato. Mai una formazione biancoceleste era riuscita ad ottenere 10 vittorie in trasferta nella stessa edizione del campionato italiano di massima serie. La Prima Squadra della Capitale, invece, quest’anno è riuscita ad espugnare due volte il Bentegodi di Verona, in due circostanze anche il Luigi Ferraris di Genova ed, in ordine, l’Allianz Stadium di Torino, il Renato Dall’Ara di Bologna, il Vigorito di Benevento, il Paolo Mazza di Ferrara ed il Mapei Stadium di Reggio Emilia. SSLAZIO.IT

 

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STATISTICHE

Immobile nella storia: nessun italiano come lui negli ultimi 84 anni

Ciro Immobile fa 27. E finisce tra le leggende della storia biancoceleste e non solo: nessun italiano infatti ha segnato più di lui negli ultimi 84 anni di storia della massima Serie. L’ultimo ad aver realizzato più di 27 reti nei primi 31 turni di Serie A fu Felice Borel della Juventus, che ne collezionò 30. Era la stagione 1933 – 1934. Ora Ciro ha raggiunto Pivatelli, che ne fece 27 nella stagione 1955 – 1956. lazionews.eu

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “L’Udinese si è adattata ai ritmi della Lazio, i biancocelesti hanno passeggiato” (AUDIO)

Bruno Giordano in collegamento a Quelli Che

"La Lazio ha vinto contro l'Udinese perchè è superiore. Ieri ha passeggiato. Le prime 4-5 squadre se decidono di vincere vincono, la differenza è netta con le altre. L'udinese si è adattata ai ritmi della Lazio, si è sciolta appena è passata in svantaggio. La Lazio ha palleggiato in mezzo al campo, i giocatori hanno camminato nel secondo tempo. Se ci mettiamo a discutere su falli a metà campo allora è la fine del calcio. Il fallo ci può anche stare, ma a questo punto si arriverà a discutere anche sui falli laterali. L'arbitro su fallo di gioco giudica e decide. Difficile fare un pronostico sulla corsa Champions. La Lazio in due settimane ha ripreso cinque punti alla Roma. Ci sono alcune partite che in questo momento sfuggono alla logica."

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Canigiani sul derby: “I biglietti per la Tevere solo negli store ufficiali, Nord e distinti anche nelle ricevitorie ticketone” (AUDIO)

Marco Canigiani in collegamento a 'Quelli Che'

"Questa è la settimana più calda della stagione. Chi deve ritirare il biglietto per Salisburgo deve farlo nei tempi stabiliti. E' fondamentale farlo al più presto. Per il derby la tribuna tevere è soggetta a vendita libera per i tifosi della Lazio. L'unica particolarità è che si possono comprare nei Lazio Style 1900. Per curva e distinti vanno bene anche le ricevitorie ticketone. La Nord è quasi esaurita. I biglietti per la tribuna monte mario sono in vendita anche online, quelli per la Tevere no perche vogliamo evitare che i tifosi della Roma li acquistino. Con uno stadio pieno, come con il Salisburgo, si può ambire a fare sempre qualcosa in più. Giovedì si è percepita l'importanza di avere tanti tifosi allo stadio. Se hai 40mila persone che ti incitano puoi dare qualcosa in più. Per un'ipotetica semifinale non servono iniziative particolari per portare i tifosi allo stadio. Poi magari faremo qualcosa, ma non ce n'è bisogno."

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘BC’ – Facco: “75 gol sono tanti, la Lazio deve tornare a incutere timore” (AUDIO)

Mario Facco in collegamento a Buongiorno Capitano

Meglio di così non poteva andare. Gli altri non fanno punti e noi li facciamo. 75 gol sono tanti. Essere un difensore e dover affrontare un attacco del genere è un bell'impegno. Speriamo che la Lazio torni ad incutere timore alle altre squadre. La Lazio in questo momento è in crescita. C'era bisogno di punti e risultati. Ora sono arrivati. Ascolta l'audio integrale

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ESCLUSIVE

‘BC’ – Chiocci (dir.Il Tempo): “Vi racconto la storia di Scardina, ciò che gli hanno fatto mi fa vergognare della mia categoria” (AUDIO)

Gian Marco Chiocci in collegamento a 'Buongiorno Capitano'

"Io non conoscevo Scardina all'epoca. Mi ero letto tutte le carte di Calciopoli e tra le varie storie c'era pure quella di Scardina, che era accusato di varie cose, quando invece le carte dicevano ben altro. Lui mi chiamò. Fu una chiamata molto toccante, lui scoppiò a piangere. Mi ringraziava per essere andato a fondo, invece di fermarmi ai titoli di giornale e seguire l'onda dell'accusa. Scardina è stata una delle vere vittime di Calciopoli. Venne linciato per aver fatto quello che al tempo facevano tutti: parlare con Moggi, anche scherzosamente, di calcio. Un giornale disse addirittura che Scardina si era venduto per una Fiat Idea. Alcuni colleghi hanno avuto un comportamento squallido. Hanno fatto uscire intercettazioni in cui magari faceva una battuta con Moggi trascurando poi che nella telefonata successiva invece diceva esattamente il contrario. Da lì sono stati regolati dei conti personali e professionali. Hanno rovinato la sua vita professionale, ma anche quella privata. Lui mi disse che era diventato una sorta di appestato. Ovunque andava lo insultavano. Lo hanno fatto passare dalle stelle alle stalle, accusandolo di cose che lui neanche immaginava. Quello che hanno fatto a scardina mi fa vergognare dei giornalisti, della mia categoria."

Per saperne di più ascolta l'audio integrale

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RASSEGNA STAMPA

Ciro e Luis, la coppia del gol torna a brillare

Bomber e fantasisti al potere. Numeri da spettacolo: nove gol, undici assist. La Lazio non ha solo il capocannoniere del campionato, ha anche il centrocampista che ha partecipato a più gol. E’ Luis Alberto, un altro tesoro scintillante, cliente fisso delle classifiche più elitarie. Luis, per undici volte, ha armato i piedi dei compagni e per nove volte (con il gol di Udine) ha colpito in prima persona. Troppo facile chiedere palla a lui e ottenerla. Ciro e Luis, un mix di assist e di gol. Hanno iniziato a scambiarseli ad inizio stagione, hanno ricominciato a servirsi palloni su piatti dorati. Hanno numeri a misura di Champions.

E’ stato Ciro a lanciare in porta lo spagnolo a Udine. Luis s’è fatto trovare pronto, ha fulminato Bizzarri e regalato il gol del sorpasso sull’Udinese, è stato anche il gol del sorpasso (in classifica) sull’Inter, dell’aggancio alla Roma e del terzo posto. Luis Alberto s’è fatto amare dai tifosi dall’inizio della stagione. Ha accusato un calo all’inizio del 2018, è tornato a brillare. Ieri è stato fatale per il gol, un colpo da Champions per i risvolti di classifica. I gol di Ciro e le magie di Luis Alberto possono essere decisivi per il rush finale, per il derby, per il campionato, per l’Europa League. Il divertimento, quando sono in vena, è assicurato. Gol e assist, il repertorio è completo. Ieri non hanno fatto coppia in attacco perché lo spagnolo ha giocato a centrocampo, c’era Felipe in avanti. Ciro e Luis Alberto sanno essere una coppia perfetta, complementare. Inzaghi può scegliere liberamente, come più gli piace. Corrono, attaccano, slalomeggiano, segnano, fanno segnare. E si divertono.

Il quartetto. Ciro più Luis Alberto e al tempo stesso Felipe e Milinkovic in campo. La Lazio di ieri, a quattro stelle, da tempo stuzzicava le fantasie dei tifosi. Inzaghi ha optato per il varo di una formazione senza esclusi eccellenti. L’azzardo s’è rivelato vincente. Il quartetto Ciro-Luis Alberto-Felipe-Milinkovic è un quartetto tuttofare per il contributo che ogni singolo dà alla squadra. Per fortuna a centrocampo c’era Leiva, dentro di lui batte un cuore da gigante. E’ il grande equilibratore della squadra. I record di Immobile e Luis Alberto, per tornare al cannoniere della serie A e al centrocampista che partecipa a più gol, sono un vanto per la Lazio di Inzaghi. Ciro e Luis vivono una settimana eccitante. Prima il ritorno con il Salisburgo, poi il derby. Hanno altri colpi in canna, non vivono di rendita. Sognano un finale di stagione grandioso. Ai record personali si sommano i record di squadra: il maggior numero di gol della Lazio in serie A (75), il primato di vittorie in trasferta della storia biancoceleste (10). Dopo le celebrazioni deve scattare l’ora dei festeggiamenti. Ieri, con il tuffo della squadra sotto la Curva dei laziali (presenti in 500), s’è aperta la corsa all’oro, la caccia ai trofei.

Corriere dello Sport / Daniele Rindone

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DICHIARAZIONI

Rizzoli torna su Lazio-Torino: “Il tocco di Iago Falque doveva essere rivisto al Var”

Ospite della trasmissione Sky Calcio Club di Sky Sport 1, l’arbitro Nicola Rizzoli ora designatore ha analizzato alcuni casi tra i più esemplificativi in merito all’utilizzo o meno della tecnologia avanzata del Var. Tra i casi proposti sotto la lente di ingrandimento, anche quelli della partita d’andata tra Lazio e Torino dello scorso 11 dicembre. Protagonista, in negativo, della serata l’arbitro Giacomelli colpevole di non aver concesso un calcio di rigore ai biancocelesti e di aver commissionato, su indicazione del Var, un cartellino rosso a Ciro Immobile. Tra i concetti riproposti da Rizzoli c’è quello di considerare la volontarietà dell’intenzione di un difensore in area di rigore, suscettibile ad ulteriori sfumature. In merito al fallo di mano in area di Iago Falque, il designatore degli arbitri non ha dubbi: “Il braccio è discretamente largo e la situazione era da far rivedere all’arbitro per la verifica. L’intento è quello di presidiare lo spazio, per cui vale il principio della non punibilità, ma il braccio molto largo del difensore granata implica una di quelle situazioni in cui l’arbitro deve andare a rivedere l’azione al Var”. L’arbitro Giacomelli fece, invece, ricorso al Var esclusivamente per valutare il colpo di petto dell’attaccante biancoceleste ai danni di Burdisso; in merito a questa decisione, continua Rizzoli: “Situazione al limite, ma definirlo violento mi sembra difficile: è un gesto che Immobile non è riuscito a controllare”. 

Laziopress.it

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APPROFONDIMENTI

Dopo l’aggancio Champions, un derby davvero Capitale

Non brillerà per pulizia, manutenzione delle strade e qualità della vita, ma in questa fase storica Roma è l'unica città italiana a far bella mostra di due realtà calcistiche in piena corsa per l'Europa che conta in campionato e ai quarti di finale nei rispettivi impegni in Champions ed Europa League. Roma come Manchester, Roma come Madrid, Roma come la Milano che fu? Non ancora, ma il sogno, l'obiettivo dovrebbe essere quello. Panem et circences, dicevano gli Antichi Romani. Bene, dateceli. Ne abbiamo bisogno. 

TERZO POSTO – Con la vittoria di Udine la Lazio agguanta la Roma al terzo posto in classifica (60 pt) e apre la settimana del derby, in programma domenica 15 aprile alle ore 20.45, aumentandone il carico di adrenalina che era già a livelli da record. Martedì i giallorossi proveranno l'impossibile contro il Barça dell'extraterrestre Messi. Difficile che Di Francesco riesca a ribaltare lo sfortunato 4-1 del Camp Nou, l'obiettivo sarà quello di uscire a testa alta da una competizione giocata da protagonista, contro avversari più esperti e dal blasone superiore. La Lazio giovedì invece affronterà il Salisburgo forte di un 4-2 che la proietta già in semifinale. Arrivati a questo punto sognare la finale di Lione diventa un dovere. Simone Inzaghi ha proposto un ottimo calcio per tutta la stagione, la sua Lazio è una macchina da gol (75 reti solo in campionato) trascinata da Ciro Immobile, addirittura in corsa per la Scarpa d'Oro contro mostri sacri del calibro di Messi, Salah e Kane. Il percorso di crescita non si limita alle squadre in campo. Al netto di qualche errore, anche i club cominciano a ragionare in grande: la Roma si è affidata all'esperienza di un direttore sportivo dal curriculum importante e da Monchi si aspetta un salto di qualità nella costruzione di una rosa che mostra ancora qualche lacuna. La Lazio, forte di una gestione sempre attenta al bilancio, è riuscita a creare un patrimonio tecnico invidiabile grazie soprattutto alle intuizioni del ds Tare, abile scopritore di talenti.

TIFOSI – Cosa manca allora? La giusta cornice di pubblico. La Roma porta allo stadio una media inferiore alle 37 mila persone. E non importa che si giochi di sabato, martedì, contro il Napoli o la Spal. Quello è lo zoccolo duro su cui può contare la squadra quando gioca in casa (quest'anno ben 7 sconfitte considerando anche la Coppa Italia). Un po' più bassa la media per i biancocelesti (intorno ai 27 mila). Insomma, i 40 mila dell'Allianz Stadium quando gioca la Juve sono ancora un miraggio, così come quei 56 mila che a San Siro supportano (e a volte sopportano) l'Inter di Spalletti, il terzo incomodo per la corsa Champions, a un solo punto dalle romane e che sabato giocherà una partita non semplice a Bergamo. L'ultimo derby in ordine temporale così carico di significato sportivo risale al 27 maggio 2015: si affrontavano la Roma di Rudi Garcia e la Lazio di Stefano Pioli. La spuntò il francese grazie a un gol della meteora (una delle tante della Roma sabatiniana) Yanga Mbiwa. Quello di domenica non sarà allo stesso modo decisivo, mancano ancora sette partite alla fine del campionato e all'ultima giornata la Lazio ospiterà proprio l'Inter in una sfida che potrebbe avere mille significati. Il futuro è ancora tutto da scrivere. A differenza delle due squadre, Roma ha un passato di gloria (e vittorie) senza pari al mondo. Oggi sarà piena di buche, sofferente e inefficiente, ma questa città finalmente sta diventando la Capitale del calcio. Tifosi romani, siatene orgogliosi.corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

La maturità di Murgia: “Vittoria da squadra vera, non pensiamo ancora al derby. Gioco poco ma nella Lazio!” (VIDEO)

Al termine del match di questo pomeriggio, il centrocampista biancoceleste Alessandro Murgia è intervenuto ai microfoni di Lazio Style

“Nel secondo tempo Oddo ha inserito tanti attaccanti, i bianconeri volevano trovare un risultato positivo dopo aver raccolto diverse sconfitte consecutivamente. Noi, dal canto nostro, abbiamo tenuto alto il livello della attenzione e della concentrazione. Da quando sono entrato in campo, ho dato il massimo provando a mettere sul terreno di gioco ciò che mi aveva chiesto il mister e ciò di cui aveva bisogno la squadra. È sempre un piacere per me dare un contributo alla squadra, ma il risultato, la vittoria ed il bene del gruppo vengono prima di tutto. Dobbiamo continuare a lottare per raggiungere i nostri obiettivi. Ogni vittoria è oro per noi in questo momento: siamo nel rush finale ed ogni gara può essere determinante. Ora giovedì ci attende una partita difficile che vanta grande intensità e che avrà sicuramente voglia di ribaltare il parziale maturato nella gara d’andata, ci aspettiamo sicuramente un match molto complicato. Dovremo recuperare forze per preparare al meglio il derby di domenica prossima.

Le squadre mature ragionano partita dopo partita, perdere punti sarebbe stato deleterio per noi, invece siamo stati cattivi, concentrati ed umili raccogliendo tre punti in trasferta; ne siamo molto felici. Il derby è sempre il derby, ma vogliamo prima pensare alla prossima partita che sarà molto difficile e che giunge al termine di un percorso europeo molto importante. Ora dobbiamo pensare al Salisburgo, poi ci approcceremo alla sfida con la Roma.

Vincere mettendo in campo del sacrificio è sempre bello, siamo stati uniti, abbiamo sofferto e gioito insieme. Questo è ciò che fa una squadra: il campionato riserva anche difficoltà quando c’è della stanchezza, ma uniti siamo riusciti a raggiungere quest’obiettivo”.

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