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PRIMAVERA

Bianchessi: “Complimenti alla nostra Under 16, l’obiettivo è portare tutte le categorie ad alti livelli”

Il responsabile del Settore Giovanile biancoceleste Mauro Bianchessi è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style 

“Un grande applauso ai ragazzi ed a tutto lo staff della categoria Under 16, squadra che ha raggiunto le Final Eight di categoria: si è svolto un lavoro eccezionale. Siamo stati inseriti nel girone più difficile e non era semplice arrivare nei primi due posti. Siamo stati ai vertici della classifica fino alla fine della competizione e, dopo aver centrato questo traguardo che ci eravamo prefissati, ci prepareremo per affrontare i quarti di finale con la Roma. Quest’ultimo turno si disputerà tra il 27 maggio ed il 3 giugno e sarà molto emozionante misurarsi nella stracittadina. I nostri ragazzi sono cresciuti molto nell’arco dell’ultimo anno; nella passata stagione arrivarono noni nel campionato Under 15 e, con tre innesti ed una nuova metodologia di lavoro, abbiamo centrato un obiettivo che per molti era impensabile. I ragazzi sono stati bravissimi, ma non dobbiamo rilassarci: daremo il via ad una preparazione specifica per farci trovare pronti. Siamo tra le prime otto forze d’Italia nel campionato Under 16 e proveremo ad andare avanti più avanti possibile.

Quest’anno siamo tornati ad allenarci come si è sempre fatto in Italia: abbiamo lavorato molto sulle marcature preventive e sulla marcatura a uomo per insegnare i fondamentali ai nostri difensori. Abbiamo cambiato la preparazione atletica e la nostra filosofia di gioco: con i classe 2002 abbiamo centrato un obiettivo importante, mentre i 2003 hanno fatto registrare risultati altalenanti. D’altro canto, ci siamo focalizzati molto sui 2004 avendo tanto tempo per incidere sulla categoria. Con quest’ultima formazione, abbiamo centrato il primo posto in campionato ottenendo il record d’imbattibilità della competizione: anche con questa squadra dovremo concentrarci sulla fase finale del campionato per ottenere il titolo regionale della categoria.

Abbiamo effettuato interventi mirati sui classe 2002, mentre modificheremo, a partire dalla prossima stagione, la rosa dei 2003. Sull’Under 14 abbiamo concentrato il nostro lavoro dando vita al progetto “Oro biancoazzurro” per questa fascia d’età: diminuiremo il numero dei calciatori presenti in rosa portando a termine degli acquisti. Il nostro obiettivo è essere competitivi in tutte le categorie e centrare almeno i Play-off con le tre formazioni impegnate in campionati nazionali. Quest’anno per la prima volta prenderemo parte, con la nostra Under 14, ad un campionato europeo che sarà utile per raccogliere nuove esperienze. La prima gara sarà contro l’Ajax, poi affronteremo Benfica, Everton, Wanda e Mamelodi Sundowns. Sfideremo cinque compagini provenienti da cinque paesi diversi per abituare i nostri ragazzi a realtà diverse, a sensazioni nuove e per misurarci con delle formazioni più forti. L’Ajax 2004, ad esempio, è una rosa di livello altissimo di grande qualità. Tornei simili sono come esami che ci daranno risultati che dovremo utilizzare per preparare la prossima stagione. La Lazio è ormai un marchio mondiale e, di conseguenza, il settore giovanile deve crescere e l’obiettivo del Presidente Claudio Lotito è portare le nostre squadre ad alti livelli: c’è bisogno di tempo, stiamo seminando e raccogliendo dei risultati prima dei tempi previsti. Il nostro obiettivo è portare avanti calciatori italiani lavorando sul territorio nella fascia d’età compresa tra gli 8 ed i 13 anni. Successivamente puntiamo a selezionare tre o quattro profili di livello al di fuori della regione e, con una buona strategia, svolgere dei campionati importanti per coltivare le nostre individualità e portarle in prima squadra.

All’interno del programma del progetto “Oro biancoazzurro” è previsto lo svolgimento di un protocollo con uno psicologo perché l’autostima è fondamentale per i giovani, bisogna prepararli per grandi palcoscenici come lo Stadio Olimpico ed affinché possano avere la giusta consapevolezza nei propri mezzi. I nostri preparatori atletici lavorano attraverso metodologie molto particolari e con strumenti informatici che vantano società straniere di massimo livello. Sfruttiamo molto la piscina di Formello per effettuare lavori sulla coordinazione. Da settembre, invece, lavoreremo con un maestro di arti marziali, utili per esercitare l’elasticità muscolare e, dunque, per prevenire infortuni: effettueremo queste sedute con i calciatori selezionati per il progetto. Sul campo, invece, delle telecamere analizzano quotidianamente gli allenamenti e, alla fine delle sedute, i tecnici riescono ad intervenire sulle particolari criticità.

Inzaghi è un uomo della Lazio, un allenatore che è stato nel nostro settore giovanile e che conosce le nostre dinamiche. Per tutti noi che lavoriamo, la figura principale è il Presidente Claudio Lotito, persona con la quale ho un contatto diretto giornaliero e questo è un grande vantaggio per noi: per ogni problematica, lui che è geniale, riesce a risolverla. La disponibilità del Presidente è totale e questo è un motivo per il quale ho scelto di approdare alla Lazio.

Nel settore giovanile ci sono degli istruttori, ma ad esempio nelle squadre impegnate in campionati Nazionali viene svolto un lavoro metodologico importante. Ogni martedì, ad esempio, abbiamo riunioni con i nostri allenatori e, una volta al mese, ci vediamo con tutti gli istruttori del settore giovanile per dare aggiornamenti sulla metodologia di lavoro: programmiamo il da farsi mese dopo mese. La programmazione parte da luglio e termina a giugno, ma mensilmente il lavoro viene tarato: tutti i calciatori sono monitorati individualmente sotto ogni aspetto. Saremo sempre più specifici per incidere sempre di più ed alzeremo il livello della qualità dei giocatori per centrare il nostro obiettivo. Oggi il settore giovanile rappresenta una fonte dalla quale attingere per la prima squadra e dev’essere una risorsa fondamentale: il nostro obiettivo è portare dei calciatori in prima squadra. Oggi ne vanto personalmente 28 che giocano in Serie A e voglio incrementare questo bottino: ogni calciatore è diverso dall’altro e bisogna lavorare sulle singole caratteristiche di ogni individuo presente nelle nostre squadre. Abbiamo voluto tutte le pagelle scolastiche di metà anno perché per noi l’istruzione è molto importante, è l’unica certezza per i nostri tesserati. Lo sport dev’essere un divertimento nella speranza di realizzare un sogno. Nell’arco di questa stagione, inoltre, abbiamo portato dieci nostri calciatori a vestire la maglia della Nazionale: quando sono arrivato ne vantavamo solo cinque”.

 

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DICHIARAZIONI

Liverpool-Roma, un tifoso d’eccezione – Leiva: “Sarà una grande semifinale, tiferò per i Reds. Spero di essere allo Stadio Olimpico per il ritorno”

Questa sera andrà in scena l'andata della semifinale di Champions tra Roma e Liverpool. Tra i tanti che vedranno la partita, ce n'è uno in particolare che è doppiamente coinvolto. Lucas Leiva, giocatore della Lazio ed ex centrocampista del Liverpool (dieci gli anni trascorsi dal brasiliano tra le file dei Reds) è stato contattato dal sito ufficiale del Liverpool. Queste le sue parole: "Sarà una grande serata, di sicuro. Per i giocatori sarà una bella esperienza. È un big match, una semifinale. Forse non sarà così diverso da alcuni match che ho vissuto con il Liverpool, come quelli di Europa League contro il Dortmund e il Villarreal. Non vedo l'ora e sosterrò sicuramente il Liverpool". Ma Lucas non si limiterà a sostenere il suo Liverpool dal divano. E' intenzionato a partecipare attivamente alla gara di ritorno all'Olimpico: "Ci sto ancora pensando, ma spero di poter andare a guardare la partita, magari con alcuni miei amici e mio figlio. Seguiamo molto il Liverpool, guardiamo ogni partita e spero che possano arrivare in finale". Infine il brasiliano si concede ad un'alisi dei rivali cittadini: "Sono ovviamente fiduciosi dopo la vittoria contro il Barça", ha spiegato Lucas. "Giusto per loro perché hanno giocato davvero bene e penso che se lo meritassero. Ma in città, una parte sosterrà i Reds – i tifosi della Lazio – perché non vogliono vedere i loro rivali arrivare alla finale, naturalmente. L'altra parte di Roma è davvero eccitata, quindi si va verso una grande, e dico grande, semifinale. Vediamo cosa succederà. Direi che la Roma è una squadra molto aggressiva. Hanno uno stile di gioco similie a quello della Premier League. Premono molto in alto e hanno alcuni giocatori veloci. Hanno anche [Edin] Dzeko e lui è un grande giocatore per loro. Il Liverpool lo conoscerà molto bene. Penso, però, che il Liverpool abbia tutti gli strumenti e la forza per vincere. Fare un buon risultato nella partita di andata potrebbe essere la chiave anche per la seconda partita qui a Roma."

 

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DICHIARAZIONI

Grobbelaar: “La Roma non mi fa entrare allo stadio, sono membro onorario di un Lazio Club in Sudafrica”

È diventato una leggenda del calcio, le sue movenze nella finale di Coppa dei Campioni del 1984 l’hanno consegnato alla storia del calcio: Bruce Grobbelaar è tornato a parlare della sua danza ipnotica sulla riga di porta che ipnotizzò i calciatori giallorossi. Nelle sue parole al Sundaypost.com c’è tutta l’emozione dei suoi ricordi legati alla storica vittoria con il Liverpool: “Sono stato recentemente a Roma. Volevo entrare all'Olimpico, calpestare quel terreno di gioco, posizionarmi nella porta che ho difeso durante quella lotteria dei rigori. Volevo che mia moglie vedesse dove avevo conquistato la Coppa dei Campioni. Ma non hanno voluto farmi entrare, ero praticamente in black list. Incredibile, vero?”. Poi conclude: “Ho guadagnato l’affetto dei laziali: sono diventato membro onorario di un Lazio Club in Sudafrica”.

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SERIE A

Inzaghi ottimista, per Parolo spera nel recupero lampo?

Tutto ruota attorno a Parolo. L'ansia c'è, ma meno di quello che si pensava. I medici monitorano, Inzaghi verso l'ottimismo, addirittura già per Torino. Un rischio? Vedendo le ultime due uscite della Lazio si direbbe proprio di sì, visto che a Firenze il centrocampista si è fermato durante il riscaldamento e due giorni fa all'Olimpico con la Sampdoria si è fermato appena dopo diciannove minuti. Qualche problema c'è, ma non sembra così grave come appariva nel tardo pomeriggio di ieri e a confermarlo è stato lo stesso tecnico ieri mattina poco prima di entrare al Coni nell'incontro tra arbitri, allenatori e giocatori: «Parolo? Vediamo in questi giorni, ma sta bene e credo che a Torino ci sarà». La gara di domenica è importante, ma lo sono anche le successive tre con Atalanta, Crotone e Inter. Uno come il centrocampista azzurro, poi, vedendo le statistiche di squadra, è fondamentale per quantità e inserimenti, quindi il suo impiego è da approfondire perché se dovesse esserci una lesione muscolare, anche piccola, rischiare qualcosa di più grave sarebbe delittuoso. Se non dovesse farcela, Parolo sarà sostituito da uno tra Murgia e Luis Alberto. Entrambi hanno scontato la squalifica e saranno a disposizione per la trasferta di Torino. E poi c'è Lulic che domenica da mezzala ha disputato un'ottima prestazione. Per Inzaghi, insomma, una scelta in più, considerato che lo spagnolo dovrebbe tornare a fare coppia con Immobile in avanti.

Ilmessaggero.it

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ESCLUSIVE

‘BC’ – Calisti: “Servono quattro o cinque acquisti importanti per il salto di qualità. Acerbi? Mi piace, ma punterei su altro” (AUDIO)

Ernesto Calisti in collegamento a Quelli Che

"Domenica è stata una bella giornata. Una bella gara, giocata benissimo. Dopo quella brutta uscita in Europa League si pensava ad un calo fisico e mentale. Invece i ragazzi hanno risposto più che bene. E' arrivata la sconfitta della Juve con il Napoli, che ora dovrà giocarsela con tutte. Caceres mi è sempre piaciuto, ha esperienza. E' uno che sa fare anche gol. E' un acquisto importante per la Lazio. Io lo terrei, va riscattato. In Italia come De Vrij ne vedo pochi. Un giocatore che potrebbe fare al caso della Lazio è Acerbi. Non vedo altri nomi in Italia. Punterei, però, su un profilo diverso. La Lazio deve fare il salto di qualità. Serve un dominante lì in mezzo, uno che possa guidare gli altri compgni di reparto. Luiz Felipe ha fatto veramente bene, ma servono uno o due giocatori nel reparto difensivo. quest'anno ci siamo divertiti, ma abbiamo preso troppi gol. Si può crescere ancora tanto. Alla Lazio servono quattro o cinque giocatori importanti per fare uil salto di qualità. Anche Parolo non è più un ragazzino. Servirebbe un giocatore come Cristante, anche se lui ha tutti gli occhi puntati addosso. Servirebbe anche un altro portiere. Strakosha le sta giocando tutte, servirebbe un secondo d'esperienza. Poi prenderei anche un attaccante. Un esterno basso che mi piace molto è Letizia. Sa spingere, ha i tempi, è veloce e ha qualità. E' un profilo accessibile anche a livello di prezzo."

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APPROFONDIMENTI

Immobile-Luis Alberto-Milinkovic, il trio più prolifico della Serie A

IMMOBILE LUIS ALBERTO MILINKOVIC – Il 4-0 inflitto alla Sampdoria nella gara di domenica ha ribadito la forza realizzativa della squadra di mister Inzaghi che si conferma infatti il miglior attacco della Serie A con 83 reti messe a segno e – come riporta il Corriere dello Sport – l’ unica squadra a portare tre giocatori in doppia cifra: Immobile 29 golLuis Allberto 11Milinkovic 10. Il centravanti laziale con la doppietta alla Sampdoria ha staccato di tre reti Icardi nella classifica dei marcatori di Serie A ed ha ridotto a due gol il distacco dal primatista della Scarpa d’Oro Salah. Il centrocampista serbo – a secco dal match esterno contro il Sassuolo vinto 3-0 – con il gol contro i blucerchiati è arrivato a quota 10 reti in campionato. Luis Alberto sta vivendo senza dubbio la miglior stagione della carriera e dopo aver scontato la squalifica contro la Sampdoria è pronto a tornare in campo nella gara contro il Torino. Il centrocampista spagnolo (11 gol di cui 2 su punizione) aveva segnato così tanto solamente nella stagione 2012/2013 nella Seconda Divisione spagnola con la maglia del Barcellona B.

IL PRECEDENTE – L’ultima volta che la Lazio portò tre o più calciatori in doppia cifra fu nella stagione 2014/2015 quando Klose terminò la stagione con 13 reti mentre ParoloFelipe Anderson e Candreva toccarono quota 10 gol. In quel campionato la squadra biancoceleste allenata da mister Pioli – dopo la vittoria finale di Napoli – arrivò terza in classifica centrando l’ultimo posto valevole per il play off di Champions League.

Lazionews.eu

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RASSEGNA STAMPA

Inzaghilandia: dove tutto può succedere

Sognare? Si può anche delirare. A Inzaghilandia, nuova terra promessa, tutto è possibile. E’ la casa dei gol e dei record, è la casa di una Lazio d’azzardo, crede nel gol in più da fare anziché nel gol in meno da prendere. Zemanlandia, all’epoca d’oro del boemo, era diventata una provincia di Fantasilandia. E zemaniano, nel corso del tempo, è diventato un aggettivo. Inzaghilandia è la casa di una Lazio sbalorditiva, tornata a giocare in uno stadio spettacolare, ma ancora più popolabile.

L’eccezionalità.

Gol? Goleade. La facilità con cui la squadra di Inzaghi fa centro è incredibile. Ha segnato 83 gol in campionato (in 34 giornate), 20 in più dell’anno scorso (furono 63 alla 34ª) quando stabilì il record di 74, sono 14 in più di qualsiasi altra Lazio della storia al turno odierno. Anche delle Lazio di Zeman, in primis quella del 1994-95 (chiuse a quota 69 gol). Gol? A raffica. Inzaghi, battendo la Samp, ha centrato la sesta vittoria con almeno 4 gol di scarto (sempre in campionato). La Lazio ha lo stesso score di Bayern e Monaco, solo Psg e City hanno fatto di più (8 vittorie con lo stesso scarto). Lazio-Samp è stata la nona partita chiusa con almeno 4 gol segnati dai biancocelesti. Inzaghi ha inanellato record su record (gol stagionali di squadra, vittorie consecutive tra campionato e Coppe, vittorie in trasferta e varie). Alcuni li ha battuti, altri li ha eguagliati. Ce n’è uno in più da equiparare. La Lazio di oggi ha raggiunto le 30 vittorie stagionali, solo la Lazio di Eriksson ha fatto di più (34 vittorie nel 1999-00, anno scudettato). Inzaghi ci riuscirebbe vincendo tutte le ultime quattro partite.

L’ordine.

«Battiamo tutti i record possibili», è stato l’urlo di Simone, riecheggia di settimana in settimana. La sua Lazio ha il miglior attacco e la settima difesa del campionato. Gioca d’azzardo per filosofia, gli squilibri la costringono a subire qualche gol di troppo. Simone lo sa, ne è cosciente, ma preferisce fare un gol in più degli altri, fin quando ci riesce può dirsi soddisfatto. Non è accaduto contro le big, i gol a raffica non sono arrivati, s’è faticato a fare centro il più delle volte. E’ successo contro tutte le altre squadre del campionato. Simone, dopo il match con la Samp, ha fornito le sue spiegazioni: «Squadra sbilanciata? Non avendo i quinti di centrocampo molto alti in fase di possesso probabilmente avremmo preso qualche gol in meno. Dobbiamo difendere da squadra, abbiamo degli attaccanti bravissimi che aiutano sempre e degli ottimi difensori. Ci sta aver preso qualche gol in più per il nostro modo di giocare, mi ripaga la soddisfazione dei gol fatti davanti a questo pubblico». Inzaghi va avanti per la sua strada e il diesse Tare è dalla sua parte: «Fase difensiva carente? In questo momento è importante fare un gol in più degli altri. C’è grande concentrazione, ma per avere una difesa solida devi giocare da squadra. Quando abbiamo fatto così non abbiamo avuto problemi», ha detto prima del match con la Samp. Stessa linea d’onda tra tecnico e diesse.

Il rush finale.

Tanto, tantissimo è stato fatto. Mancano 4 partite alla chiusura dei giochi e altre goleade sono auspicabili, ma un occhio ai gol subiti (per i conteggi legati alla differenza reti) è bene darlo. A Inzaghilandia si può sognare, è concesso delirare, è meglio non sprecare.

Daniele Rindone / Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Corsa Champions, l’alleato in più della Lazio è la lotta per lo scudetto

È un campionato a incastro. Il discorso scudetto sembrava distaccato, invece dopo la vittoria del Napoli diventa un prezioso alleato. Col fiato partenopeo sul collo della Juve, il calendario di Inter e Roma — avversarie dei bianconeri rispettivamente alla prossima e alla penultima giornata — è senz’altro più complicato: «E chiaro che la squadra di Allegri giocherà forte come ha sempre fatto — sottolinea Inzaghi — ma noi dobbiamo pensare a noi stessi e alla nostra classifica». Così sta facendo pure Simone, sebbene da Torino continui a rimbombare il suo nome: nel caso in cui il tricolore non dovesse tornare a Vinovo, il tecnico biancoceleste è in prima linea per la successione. Marotta e Paratici lo considerano un ritorno allo stile Conte per grinta e ardore, ma Inzaghi continua a dichiarare il suo amore: «Sto bene qui a Roma, ho un contratto sino al 2020 e spero di restarci a lungo». Non è questo il momento di parlare di futuro: «Ci mancano 4 partite e cercheremo di giocarle al massimo. Domenica andremo in un campo difficile come quello di Torino cercando di dare tutto». La Lazio spera subito in uno sprint Champions, approfittando di un eventuale ko nerazzurro. Per questo domani si tornerà al lavoro e Inzaghi cercherà di capire chi avrà recuperato al meglio. Contro la Sampdoria la squadra ha ritrovato il ritmo e il vecchio copione, è sembrato quasi di rivedere la forma d’inizio stagione. Zero gol subiti e quattro segnati. Un’altra goleada, la sesta con un simile scarto, soltanto Psg e Manchester City in Europa hanno un filotto (8) più alto.

LA STORIA

Ottantatré reti in questo campionato, come Bayern e Barcellona per intenderci. La Lazio continua a distruggere la porta coi record. Riecco anche la doppietta d’Immobileche allunga su Icardi in Italia e si porta a due gol da Salah per la Scarpa d’oro. Ora è a quota 29, gliene mancano due per raggiungere Toni, tolto il naturalizzato Angelillo, ed eventualmente poi superarlo come bomber italiano più prolifico della Seria A dal dopoguerra ad oggi. Tra l’altro Ciro domenica tornerà da grande ex a Torino per sfidare l’amico Belotti. Sotto porta lo ha umiliato in quest’annata, ma stavolta dovrà contenere il nervosismo e dimenticare quanto successo con Burdisso e l’arbitro Giacomelli all’andata. Perché l’attaccante napoletano è tra l’altro diffidato, per i cartellini a lui e Lucas Leiva Inzaghi è molto preoccupato. Ieri mattina è rimasto in silenzio durante il confronto con gli arbitri al palazzo del Coni, nonostante fosse recente nella sua mente la terribile direzione a Firenze di Damato.

LA ROSA

«Contro tutto e tutti», è il nuovo slogan a Formello. Per questo ormai non è più il tempo del dialogo, ma quello di mettersi al riparo sempre con un gol in più dell’avversario. Questa è la filosofia nata in una terra fertile, chiamata Inzaghilandia. Dove tutti, persino chi domani non ci sarà più, sudano e lottano con le unghie e con i denti per raggiungere la Champions League con questa maglia. Basti vedere il centrale de Vrij, al primo posto della prima difesa goleador di tutta Europa. La Lazio adesso vuole conquistare un posto in quella che conta. Ci credono tutti i tifosi, pronti di nuovo a volare in massa a Torino per farle da dodicesimo uomo di scorta. Per non far pensare a nessuno che in questo fotofinish a centrocampo potrebbe risultare deleteria la rosa corta.

Il Messaggero 

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ESCLUSIVE

‘LAZIO DI SERA’ – Bacci: “Dopo Salisburgo reazione straordinaria, col Toro gara fondamentale. VAR? C’è tanta strada da fare…” (AUDIO)

“Di questo momento apprezzo tantissimo il carattere dimostrato dopo Salisburgo. La reazione è stata straordinaria. da squadra di primo livello. Ora per la Champions dipende tutto dalla Lazio, a maggior ragione il risultato del Napoli ieri darà nuovi stimoli alla Juve contro Inter e Roma. Torino-Lazio tappa fondamentale, occhio alle motivazioni di Belotti e di un trio offensivo dotato di grande qualità. Serve attenzione in difesa, saper gestire la gara come fatto con la Samp”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Orsi: “Lazio straordinaria, c’è testa e forma. Poi la vittoria del Napoli…” (AUDIO)

FERNANDO ORSI in collegamento a '9 GENNAIO 1900':''La vittoria del Napoli ha riaperto tutti in campionato, ci si gioca lo scudetto ma cambia anche la lotta Champions. Ieri la Lazio ha fatto una straordinaria partita che fa il paio con quella contro la Fiorentina e ha dato la sensazione di avere grande personalità. La squadra di Inzaghi secondo me è sottovalutata da tutti, è un bene per certi versi purché sia la Lazio stessa ad avere consapevolezza dei propri mezzi, non capisco però però a quale titolo non venga presa in considerazione da alcuni nonostante i torti arbitrali che per fortuna non hanno intaccato nella testa dei giocatori. Ieri Milinkovic ha giocato una super partita, è tornato ai suoi livelli. Nonostante il caldo ho visto una squadra correre sempre, per 90 minuti e questo dimostra che c’è sia la testa e poi la forma fisica. Bello vedere uno stadio così pieno, mi spiace solo vedere la Maestrelli chiusa’'.