Parolo resta fermo per infortunio, l’allenatore pensa di utilizzare ancora Milinkovic, Luis Alberto, Anderson e Immobile tutti assieme Fare di necessità virtù. Vecchio adagio che spesso vale anche nel calcio. E il caso di Simone Inzaghi che ha realizzato il detto nell’ultima trasferta della sua Lazio, quella di Firenze. E che potrebbe replicare l’operazione domenica a Torino. Questo al Franchi ha significato ovviare ad una situazione di emergenza (l’assenza di Parolo e la repentina espulsione di Murgia) per inserire Felipe Anderson e proporre la Lazio con la formula a quattro stelle. Ossia con la contemporanea presenza in campo dei quattro assi di cui il tecnico dispone dalla metà campo in avanti: Milinkovic, Luis Alberto, Felipe Anderson e Immobile. Ora la situazione di emergenza si ripropone per il match di domenica contro i granata. Perché Parolo sarà ancora out (ha una distrazione muscolare all’inguine) ed anche se il tecnico per sostituirlo pub accentrare Lulic come interno (oppure riproporre Murgia), è forte la tentazione di schierare tutti assieme i suoi quattro moschettieri.
Logica vorrebbe (anzi, ha voluto per gran parte della stagione) che soltanto tre su quattro possano essere impiegati. Con ciascuno di loro in campo la squadra si sbilancia troppo. Diventa ancora più a trazione anteriore di quanto non sia normalmente. Inzaghi, almeno fino a marzo, non ha voluto sentire ragioni. Poi però ha cominciato a lavorare sulla formula a quattro stelle, come asso nella manica da tirare fuori al momento opportuno. E accaduto nella trasferta di Udine, con i quattro contemporaneamente in campo dall’inizio e la Lazio che dopo una partenza ad handicap è riuscita ad avere la meglio sulla squadra friulana. Esperimento riuscito, dunque, anche se con qualche riserva. E così per rivederlo di nuovo (a Firenze) sono state necessarie una serie di combinazioni. Al Franchi la formula a quattro stelle ha fatto vedere tutto il meglio e il peggio di sé. Ma alla fine ha funzionato eccome. E così Inzaghi, dovendo comunque mettere mano alla sua formazione tipo, sta pensando di riproporla per la terza trasferta consecutiva.
I rischi, si sa, sono quelli di rendere la squadra ancora più vulnerabile dietro (con 43 gol al passivo quella biancoceleste è la decima difesa della Serie A), ma con tutti i suoi uomini più talentuosi in campo la banda Inzaghi diventa ancora più imprevedibile e letale. E poi con Luis Alberto e Felipe Anderson nelle attuali condizioni è davvero un peccato dover rinunciare ad uno dei due. Perché poi, alla fine, la scelta su chi dei quattro sacrificare cade sempre su uno di loro due. Contro la Sampdoria, nell’ultima gara di campionato, la squalifica di Luis Alberto ha reso tutto più facile, ma per la partita di domenica a Torino i due trequartisti saranno entrambi disponibili. E allora tanto vale non rinunciare a nessuno dei due.
Anche perché, ormai, la filosofia del «fare un gol in più dell’avversario» è diventata una sorta di bussola a Formello. Mancano quattro partite alla fine del campionato con un traguardo insperato (la qualificazione in Champions) a portata di mano. La Lazio vuole centrarlo senza snaturare le sue caratteristiche. Semmai esaltandole. Sì, anche con i quattro moschettieri tutti in campo assieme. Dopo il debutto annunciato di Udine e dopo la conferma rocambolesca di Firenze, ecco che a Torino Inzaghi è pronto ad osare ancora.
Gazzetta dello Sport
