I due italiani, tifosi romanisti, arrestati a Liverpool per le violenze fuori dallo stadio prima di Liverpool-Roma e sfociate nel grave ferimento di un supporter dei Reds, Sean Cox, di 53 anni, ora in coma, sono stati incriminati dalla giustizia britannica.
Sono Filippo Lombardi, 20 anni, a cui la Merseyside Police contesta il reato d'aggressione e lesioni gravi contro Cox, e Daniele Sciusco, di 29, accusato invece più genericamente di disordini violenti. Si attende ora che la South Sefton Magistrates Court formalizzi il fermo.
Secondo quanto riferito da fonti legali, i duè ultrà dovranno comparire davanti al giudice inglese entro 28 giorni. Nei loro confronti, viene confermato dagli avvocati, l'accusa non è più di tentato omicidio: per Sciusco l'accusa è stata derubricata in «disordini violenti», mentre perLombardi le accuse sono di lesioni gravissime e «disordini violenti». I due sono stati trasferiti nel carcere di Liverpool dove dovranno restare fino al giorno del processo.
Lombardi e Sciusco hanno respinto le accuse davanti agli inquirenti inglesi. Interrogati nelle scorse ore, hanno affermato di non essere stati loro gli autori del pestaggio di Sean Cox. I due, in base a quanto riferisce il loro avvocato in Italia, Lorenzo Contucci, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere in merito alle altre contestazioni.
Gli agenti della Digos di Roma stanno collaborando con la polizia inglese per identificare altri responsabili e stanno vagliando tutte le immagini delle telecamere di sicurezza per identificare chi ha preso parte all'aggressione di Sean Cox.ilmessaggero.it
Ora può succedere di tutto, perché ci stiamo addentrando nell’imponderabile. Secondo una proiezione credibile la Roma non rischia l’esclusione dalle coppe europee, almeno in base alla giurisprudenza Uefa su casi analoghi ma potrebbe viaggiare per un po’ senza tifosi al seguito o essere punita con la chiusura di uno più settori dello stadio. Potrebbe però anche cavarsela con una multa o una diffida. Bisogna solo attendere: le sanzioni Uefa saranno ispirate dal referto degli ispettori internazionali sulla sicurezza (erano otto a Liverpool) che riceveranno e recepiranno i report dalla polizia locale e poi scriveranno alla centrale operativa di Nyon.
DISCREZIONALITÀ – Rispetto alla giustizia sportiva italiana, che circoscrive la responsabilità oggettiva delle società all’area delimitata daivarchi di prefiltraggio degli stadi, l’Uefa valuta le punizioni ai club volta per volta «in base a elementi soggettivi e oggettivi» a seconda «delle aggravanti e delle attenuanti», come si legge nel regolamento sulla sicurezza. In questo caso, gli incidenti sono avvenuti a pochi passi da Anfield quindi sono certamente riconducibili alla partita. Ma la discrezionalità in materia è totale. Lo spiega l’articolo 16, comma 2: «I club sono responsabili delle condotte inappropriate da parte dei propri tifosi e possono essere soggetti a misure disciplinari e direttive anche se possono provare l’assenza di negligenza nell’organizzazione». In pratica il governo del calcio europeo si ritaglia un potere assoluto sul tema. E potrebbe sanzionare anche il Liverpool, qualora venisse provata la partecipazione dei propri tifosi agli scontri e/o una collaborazione inefficiente all’ordine pubblico attraverso gli steward. corrieredellosport.it