Arrivi e partenze, in ordine inverso. E’ partita la giostra, è iniziato il gioco del “chi al posto di chi?”. Arriveranno due difensori, servono due posti. Uno l’ha lasciato vacante De Vrij, l’altro sarà liberato cedendo Wallace o Bastos. Sono in bilico, ne rimarrà solo uno. Chi dei due? Difficile dirlo al momento. Sono reduci da una stagione deludente, hanno giocato poco. Erano stati protagonisti un anno fa, si sono ritrovati col cartello vendesi addosso.
Wallace. Si parte dal brasiliano. Wallace s’è fatto male a settembre, contro il Milan, non s’è più ripreso. Ha accusato più infortuni. La prima volta è rientrato a fine novembre, non ha mai ritrovato la forma migliore. Di più: ha sempre rincorso gli avversari, s’è reso protagonista di errori macroscopici e la sua quotazione è andata al ribasso. Wallace ha deluso a tal punto che Inzaghi l’ha tenuto in panchina per due mesi: da metà marzo all’inizio di maggio. S’è rivisto a Crotone, è stato rispolverato all’improvviso. Inzaghi temeva l’esplosione del caso De Vrij e ha fatto scaldare il brasiliano con l’idea di tenersi una carta in più per l’Inter. Wallace ha più mercato, ha 23 anni ed è gestito da Jorge Mendes, può piazzarlo a piacimento. La storia del difensore parla chiaramente: Mendes l’ha scoperto in Brasile e l’ha fatto tesserare dal Braga, poi l’ha ceduto al Monaco in prestito, in seguito lo ha trasferito alla Lazio.
Bastos. Si continua con l’angolano. Bastos, come Wallace, ha perso il posto. L’esplosione di Luiz Felipe, passato da ultimo difensore (nelle gerarchie) a uno dei primi tre, ha spinto gli altri compagni ai margini. Bastos s’è reso protagonista di uno splendido salvataggio contro l’Atalanta (nel finale), per il resto ha sempre barcollato, sia prima che dopo. Contro l’Inter è entrato in corsa e nell’azione del rigore (De Vrij su Icardi) è rimasto impalato. Dall’esordio boom contro Higuain (estate 2016) non ha fatto registrare miglioramenti, ha palesato pecche, i difetti sono rimasti tali. Inzaghi non l’ha mai visto nella difesa a 4 e nel modulo a 3 lo ha visto annaspare spesso. E’ forte in marcatura, nell’uno contro uno. Quest’anno s’è fatto valere sotto porta, è stato il secondo marcatore dei difensori (dopo De Vrij). Sbaglia alcune letture, provoca squilibri, sono i punti a suo sfavore. Non resta che scegliere chi vendere.
Daniele Rindone / Corriere dello Sport