GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a 'NMM': "La crisi del calcio italiano ha anche una componente sociale. E' cambiato tutto, non si gioca più per strada ma i ragazzi sono più presi dai video giochi. Questo è un discorso che può contribuire alla mancanza di talento di molti calciatori italiani. La base si crea quando si è piccoli giocando per strada, poi è evidente che ci siano anche altri motivi. La passione per questo sport è diversa oggi anche nei più piccoli. La crisi del calcio italiano dipende dal modello della tecnica che non viene più insegnato, passando per le scuole. In altri paesi hanno capito da tempo che far giocare fin da piccoli in 11 contro 11 è deleterio. Il bambino tocca poco la palla, si perde in quel campo".