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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Orsini (Rai): “Esterni Lazio non da Champions, ma con Lulic a destra ed il recupero di Lukaku…” (AUDIO)

STEFANO ORSINI (RAI) in collegamento a 'NMM': "Durmisi? Ho avuto modo di vederlo in ritiro. E' veloce ma ha poca fisicità, credo che Inzaghi lo stia gestendo e stia aspettando il momento giusto per inserirlo. Soprattutto, credo che vorrà utilizzarlo quando di fronte non ci sarà un avversario bravo in fase offensiva, potrebbe andare in difficoltà. Mi fido di Inzaghi, fermo restando che potrà essere una buona sorpresa. Detto questo, Lulic è intoccabile e se dovesse tornare Lukaku, continuirei a scegliere lui a sinistra, magari con Lulic dirottato a destra. In questo momento, gli esterni della Lazio non sono all'altezza delle prime quattro: ritrovare Lukaku potrebbe aiutare. Purtroppo questi problemi al ginocchio sono legati ad una fisicità pazzesca che comportano delle problematiche serie. Lui ha convissuto con delle problematiche grosse, ora è stato fermato con l'obiettivo di recuperarlo definitivamente. Manca ancora del tempo, sul suo repero non c'è ne ottimismo ne pessimismo". 

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APPROFONDIMENTI

Abbonamenti 2018-2019: scende la Roma, sale la Lazio, quasi 40 mila per l’Inter

Evidentemente lo stadio Olimpico non è da tutti. Sono soltanto 23500 gli “eroi” giallorossi che hanno sottoscritto l’abbonamento relativo alla stagione 2018/2019. E’ proprio “eroe” la parola che l’edizione odierna de “Il Tempo” attribuisce ai tifosi della Roma: l’impianto capitolino resta difficile da raggiungere nonostante la sua posizione non lontana dal centro, le restrizioni degli ultimi anni su parcheggi e chiusure delle strade hanno scoraggiato ancor di più appassionati già esausti e infastiditi. Seguire le partite di campionato ogni due settimane è diventata un’avventura, il discorso riguarda ovviamente anche i sostenitori della Lazio, che si sono tesserati in 19mila (+50% rispetto allo scorso anno). Problemi irrisolvibili, ormai datati nel tempo, e intanto i due club della Capitale ci rimettono soldi e perdono terreno dalla concorrenza: nella nuova legge sulla distribuzione dei diritti tv, il 12% della quota spettante a ogni società viene determinata sulla base del numero di spettatori presenti durante le gare degli anni passati. Un vantaggio per le squadre milanesi, con l’Inter che ha toccato quota 38mila tessere e il Milan che insegue a 35mila. E’ purtroppo questa la panoramica di quanto accade in Serie A, ma l’Olimpico semivuoto non fa ormai più notizia.Lazionews24

 

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Chievo, la Procura Figc chiede 15 punti di penalizzazione e squalifica per Campedelli

ROMA – Una penalizzazione di 15 punti nei confronti del Chievo da scontare nella stagione in corso: è la richiesta avanzata dalla Procura federale della Figc nel processo bis davanti al Tribunale federale nazionale presieduto da Cesare Mastrocola, per la vicenda delle presunte plusvalenze fittizie. Per Luca Campedelli la richiesta è di 36 mesi di inibizione.

Le richieste sono le stesse formulate nel primo processo, annullato per improcedibilità, con la sola differenza che la penalizzazione in quel caso era da scontare nella stagione precedente con la conseguente retrocessione in Serie B. Ribadita anche la richiesta di 36 mesi di inibizione nei confronti del presidente del club veneto, Luca Campedelli. Per Samuele Mariotti e Guido Albini, dirigenti del Cesena coinvolto nel caso prima del fallimento, sono stati chiesti 16 mesi di inibizione. 

L'AVVOCATO DEL CHIEVO – Al termine del processo in Figc per le plusvalenze fittizie, ha preso la parola l'avvocato del Chievo, Marco De Luca: "Abbiamo posto le nostre ragioni anticipate con una memoria molto documentata – le sue parole ai cronisti – facendo presente che le contestazioni della Procura federale sono totalmente infondate. Per i calcoli e per i valori dei giocatori, la Procura federale fa riferimento a certi siti internet e valori che sono decisamente sbagliati per tutte le transazioni negli ultimi anni. Non vedo perché le abbia potute prendere a riferimento. Valori per ragazzi sotto i 15-16 anni sono valori soggettivi, non oggettivi". Facendo riferimento alla Covisoc, il legale clivense ha osservato che la Commissione "entra sempre nel merito e anche quest'anno ha ammesso al campionato il Chievo ritenendo assolutamente regolare la sua posizione a bilancio e gestionale. Più alte sono le richieste e più infondate le ragioni che si portano, questo per fare pressione sui giudici".

Entrando nel dettaglio del dibattimento, il Chievo ha chiesto l'improcedibilità del processo per un difetto di forma: "Qui c'è un dato di fondo – ha osservato De Luca – che il deferimento non è firmato dal Procuratore federale. Questo è un punto fondamentale sul quale avremo le nostre ragioni in questo processo, altrimenti in sede di appello. Il deferimento è firmato da aggiunti, che non sono titolati secondo il Codice di giustizia sportiva a firmare i deferimenti a meno che ci sia un caso di impedimento. Oggi ci hanno detto che l'impedimento c'è perché era in ferie, il Procuratore era al mare…". Presente tra i cronisti anche un inviato di Striscia la Notizia, al quale l'avvocato De Luca si è rivolto così: "Non è mica colpa mia se questa è la giustizia sportiva. Ma glielo diamo un bel tapiro alla Procura?"

CorrieredelloSport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano e Wilson: “Ora i risultati, poi le prestazioni. Difesa? Inzaghi deve dare continuità alle sue scelte…” (AUDIO)

"Ad oggi non ci aspettiamo la prestazione, ma il risultato sì. Difesa? Cambiare troppo spesso crea danni, vediamo Caceres più pronto rispetto agli altri, ma se Inzaghi decidere su chi puntare. Wallace non è un fenomeno, ma cambiarlo ogni domenica sicuramente non gli facilita il lavoro…"

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘DOVE OSANO LE AQUILE’ – Piscedda: “L’Empoli, il rombo e il pressing. La Lazio deve ritrovare i suoi ‘big'” (AUDIO)

"Il cosiddetto rombo (4-3-1-2) è un modulo che presuppone aggressività e due mezzali di grande corsa e dinamismo. Il trequartista? Da Sacchi in poi un ruolo sempre meno ricercato. La Lazio ha bisogno di ritrovare i suoi tenori, per battere l'Empoli servirà anche la loro qualità".

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CALCIOMERCATO

Mercato di gennaio: spunta Tabata, ala mancina del Portimonense

Gennaio è ancora lontana ma l'occhio della Lazio su talenti stranieri è sempre aperta. Secondo il Corriere dello Sport, che riprende media brasiliani e portoghesi, l''ultimo profilo porta in Portogallo, più precisamente al club della massima serie portoghese, il Portimonense che lo prelevò gratis dall'Atletico Mineiro il 1 luglio 2016. Parliamo di Bruno Vinícius Souza Ramos, per tutti Tabata, 21 anni compiuti il 30 marzo, è nato in Brasile ad Ipatinga e non possiede passaporto comunitario; è un esterno mancino che preferibilmente gioca destra, non ha mai vestito maglie della Selecao. Con i lusitani ha un contratto fino al 2021, stipendio da 3000mila euro e clausola rescissoria da 10 milioni; è gestito da Deco, ex gioiello di Porto, Barca e  Chelsea. In questa stagione ha giocato 4 gare segnando un gol nell'unico match pareggiato 2-2 col Santa Clara, per il resto solo sconfitte. Lo scorso anno 2 gol e 4 assist in 19 presenze; nel 2016-2017, anno della promozione, nella seconda divisione portoghese 2 gol e 2 assist in 32 match.  

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RASSEGNA STAMPA

Il rinnovo di Immobile sempre più vicino: la fumata bianca entro settembre

L’accordo c’è già, entro breve – questione di giorni, forse addirittura di ore – arriverà anche l’annuncio: Ciro Immobile resterà alla Lazio fino al 2023, anziché fino al 2022, come prevede il contratto attuale, e soprattutto guadagnerà 700 mila euro netti in più a stagione, raggiungendo quota tre milioni (più i bonus). Il centravanti si è meritato tutta questa considerazione da parte del presidente Claudio Lotito con il senso di appartenenza, con l’impegno, con il rendimento e (ovviamente) con i gol. Quelli che ha segnato nella passata stagione, ben quarantuno: tantissimi. Perciò il «numero uno» biancoceleste ha raggiunto l’accordo con Alessandro Moggi, che di Immobile è il procuratore: un’intesa sulla parola trovata in estate, quando qualche club importante si è affacciato per provare a portarlo via da Roma, in attesa di poter finalmente mettere nero su bianco. Questo accordo resisterà a un inizio di stagione che è stato deludente, per la Lazio e anche per Immobile. Lunedì sera a Lisbona, con la maglia della nazionale, Ciro ha vissuto l’ennesima avventura negativa dell’estate: zero gol – e ci può anche stare vista la scarsa consistenza di tutta la squadra azzurra – ma anche una presenza-assenza alla quale non eravamo abituati. Svuotato, inconsistente, moscio. Come se in questi giorni non fosse ancora lui. Il confronto con la passata stagione, del resto, è spietato anche se ci riferiamo anche soltanto ai numeri. Nel 2017 Immobile ha cominciato con una doppietta nella Supercoppa italiana vinta all’Olimpico contro la Juventus (si era ancora in pieno agosto) e in campionato ha segnato la bellezza di quattro gol nelle prime tre giornate: uno al Chievo e addirittura una tripletta al Milan. Si è capito subito, insomma, che non aveva il vento in faccia ma alle spalle, e questo vento soffiava proprio forte. Tanto che perfino in nazionale – quella disastrata di Ventura, che ancora pensava di andare al Mondiale facendo un sol boccone della Svezia – il laziale aveva segnato l’unica rete del settembre azzurro nell’1-0 con Israele. Quando si stava per giocare la quarta giornata di campionato, Immobile aveva dunque segnato sette gol avendo giocato un’unica partita in più rispetto a oggi, la Supercoppa. Adesso è fermo a uno. Bellissimo, per carità (anche se con un certo contributo da parte della difesa napoletana, sbandata paurosamente all’esordio in campionato), ma sempre di uno si tratta. L’Empoli, domenica, è l’occasione per ripartire. Serve un altro Immobile, però. Il contratto è in arrivo, nessuno glielo toglie, ma servono i gol per brindare. Altrimenti che festa è?

Fonte: Il Corriere della Sera

 

 

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Collegio di garanzia: la B resta a 19 squadre e palla al Tribunale Federale Nazionale

La decisione ha spaccato per la prima volta nella storia il Collegio. Il presidente Frattini può dimettersi: "Ho votato contro". E domani l’Avellino va al Tar per essere riammesso
La decisione l’hanno presa in tre. La Serie B resta a 19 squadre e il papocchio che l’ha partorita adesso ha la benedizione del Collegio di garanzia del Coni. O almeno di una parte, visto che il presidente, Franco Frattini, dalla camera di consiglio è uscito sbandierando la propria posizione contraria: « Io ho votato contro ed è la prima volta che succede, la decisione è stata presa a maggioranza. Una pagina brutta». Erano in due, lui e Palmieri Sandulli, a dire che la Serie B doveva tornare a 22 perché le modifiche alle Noif, le norme organizzative interne, imposte dalla Figc non erano legittime. Gli altri tre componenti, ossia Sanino ( socio come Malagò del famoso Circolo Aniene, presieduto dal fratello di Fabbricini), Zaccheo e il relatore D’Alessio, hanno però battuto una strada diversa sostenendo che i ricorsi erano inammissibili: andavano presentati al Tribunale federale nazionale, organo della Figc. Curioso appare però dirlo 29 giorni dopo il deposito dei ricorsi, dopo quasi tre ore di discussione nel salone d’onore del Coni e una camera di consiglio aperta venerdì e chiusa ieri. Pensare che l’inammissibilità dei ricorsi non l’aveva sostenuta nemmeno la difesa della Federcalcio.
« Pressioni? Io personalmente non ne ho ricevute», ha detto Frattini, che ora valuta persino le dimissioni. Una frase che lascia aperte mille domande a cui le istituzioni, a partire dal sottosegretario con delega allo sport Giorgetti, dovranno cercare di dare una risposta. Pressioni ne hanno ricevute altri componenti? Di certo, il Coni ha sostenuto la scelta di Fabbricini di forzare il sistema per consentire la riduzione delle squadre in Serie B. Ieri il giudizio del Collegio di garanzia ha evitato che fosse proprio un organismo del Coni, di cui fu segretario generale, a offrire elementi per sostenere la denuncia penale per abuso d’ufficio che contro di lui ha presentato il Catania, una delle società che chiedeva il ripescaggio.
La sentenza non cancella però quel rischio, perché non è nel merito che si esprime. «Ripartire dal via » , dal primo grado di giudizio, dice alle squadre. Come in un gioco dell’oca. Lo faranno quasi tutte, ma ieri furenti i club sconfitti minacciavano di percorrere la strada della denuncia penale. Oltre a quella di un ricorso al Tar: un posto in Serie B non lo riavranno, ma potranno chiedere – con un discreto numero di elementi a sostegno – ingenti risarcimenti danni alla Federcalcio.
L’estate dei processi però non è ancora chiusa e rischia di regalare addirittura un’altra sorpresa. Sempre con la Serie B protagonista. Domani in via Flaminia si presenterà l’Avellino per chiedere al Tar del Lazio la riammissione al campionato. Non un ripescaggio, quelli sono da escludere. Ma di cancellare l’esclusione decisa per l’irregolarità delle fideiussioni presentate. E al proprio arco ha una freccia affilatissima: il 30 agosto scorso infatti la Figc ha dichiarato sine titulo le fideiussioni presentate da Palermo e Lecce, ed emesse da una società, la Finworld, che già da metà luglio era di fatto inattiva ( situazione che la Lega Pro aveva posto all’attenzione delle società). Semplificando, il paradosso potrebbe essere la riammissione proprio dell’Avellino, che modificherebbe nuovamente il format della B: da 19 a 20 squadre. Non servirebbe nemmeno rifare il calendario. Certo, i club perderebbero qualche euro ( i 700mila euro a squadra guadagnati grazie alla sforbiciata da 22 a 19 diventerebbero 470), ma a molti non dispiacerebbe granché, pur di evitarsi quel fastidioso turno di riposo figlio di un campionato a numero dispari. Oggi tocca invece al Chievo, a giudizio per plusvalenze fittizie: la procura chiederà 15 punti di penalizzazione. Non fosse tardi per scontarli nel campionato scorso, avrebbe rischiato ditrovarsi coinvolto nel guado della Serie B.

Fonte: la Repubblica

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NAZIONALI

Murgia trascina l’Under 21: 3-1 all’Albania

L'Under 21 ha superato 3-1 l'Albania, nell'amichevole giocata alla Sardegna Arena di Cagliari. Gol di Dimarco al 27' del primo tempo, pareggio degli albanesi con Vrioni al 46' della ripresa. Quindi i gol di Murgia al 48' e Parigini un minuto più tardi.

ITALIA-ALBANIA 3-1  (27' Dimarco, 92' Vrioni, 93' Murgia, 94' Parigini)

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cardone (La Repubblica): “Altro che Immobile, il problema della nazionale è l’assenza di un Luis Alberto” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a 'NMM': "Ho letto le pagelle dei vari quotidiani in riferimento alla prestazione di Immobile. Sembra quasi ci sia messi d'accordo, tutti ritengono che sia stato il peggiore in campo. Ho letto molti 4,5, mi sembra troppo. Ci si appoggia molto sulle sostituzioni, come se equivalesse ad una bocciatura del tecnico. In pochi si rendono conto che il vero problema è il centrocampo, la qualità, la capacità di servire le punte. manca un Luis Alberto, c'è poco da fare. Parolo? Era stato in ballo, lo staff medico azzurro si era informato circa le sue condizioni. Anche questo fa capire le condizioni del centrocampo italiano"