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ALTRE

Luis Alberto spegne 26 candeline

Tanti auguri a Luis Alberto! Il centrocampista biancoceleste, nato a San Jose Della Valle (Andalusia) nel 1992, oggi compie 26 anni.

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DICHIARAZIONI

Roma, Totti carica: “Con la Lazio a testa alta e senza paura. Spero in una gara aperta”

Reduce dalla trionfale presentazione del suo lhbro, Francesco Totti torna a parlare di calcio giocato. A poche ore dal derby, l'ex capitano giallorosso ha rilasciato una breve intervista ai microfoni di SkySport: "Affronteremo questa partita a testa alta senza avere paura di nessuno. Spero che la squadra possa dimostrare il suo valore. Accetterei volentieri un regalo di compleanno in ritardo. Spero che quella di sabato sia una grande partita. Il derby è una gara molto sentita, è diversa da tutte le altre".

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Format Serie B – Il TAR respinge la Pro Vercelli: prima palla al Tribunale Federale Nazionale

Siete solo al primo grado della giustizia federale e volete già un pronunciamento del tribunale amministrativo? Niente da fare, ricorso respinto. Se non sapessimo come siamo arrivati fin qui, il verdetto pronunciato ieri dalla sezione Prima Ter del Tar del Lazio non farebbe una piega, e in effetti giuridicamente il discorso torna: i ricorsi di Pro Vercelli, Ternana, Siena, Novara e Catania contro il blocco dei ripescaggi in Serie B, che hanno cristallizzato il torneo a 19 squadre, sono ancora pendenti al Tribunale federale, dinanzi al quale soltanto oggi si discuterà l’udienza (mentre è stata annullata per ovvi motivi quella fissata al Coni). E dopo il verdetto di primo grado, ci sarà un pronunciamento della Corte d’appello, e successivamente si andrà al Collegio di garanzia. E solo dopo che si sarà espressa la Cassazione dello sport – tra non meno di un mese, forse anche di più – ci si potrà rivolgere al tribunale amministrativo con la ragionevole certezza che una decisione la prenderà. Fino ad allora, vale quanto fissato ieri dal presidente Germana Panzironi: «A fronte di una tale situazione (ovvero di un giudizio ancora in itinere dinanzi agli organi della giustizia sportiva), deve ritenersi preclusa al giudice statale la possibilità di adottare una qualche decisione di natura giurisdizionale».

STORIA INFINITA Bene, ma le domande sorgono spontanee: quando finirà questa storia? Quando le cinque ricorrenti avranno la certezza di appartenere all’uno o all’altro campionato? Se vale anche il Consiglio di Stato, arriviamo a Natale. Al secondo grado della giustizia amministrativa ieri sera si è rivolta la Pro Vercelli, chiedendo la sospensione cautelare del provvedimento della Panzironi, che a sua volta aveva sospeso il provvedimento della collega Di Michele, che a sua volta aveva sospeso la dichiarazione di inammissibilità del Coni. Una storia infinita, insopportabile. Un grande, grandissimo argomento per le riflessioni amare del sottosegretario Giorgetti.

DI NUOVO FERME? E come regolarsi con le partite delle società interessate? La Lega Pro le aveva sospese, lasciando in stand by solo Entella e Viterbese. Poi ha stabilito che dovessero tornare in campo, già a partire da domani. E ora? Gravina sarà costretto a tornare nuovamente sui suoi passi? Ieri glielo hanno chiesto ufficialmente Pro Vercelli, Ternana, Siena, Novara: vogliono restare ferme fino al 9 ottobre, come l’Entella. Le quattro ricorrenti, orfane del Catania, hanno inviato una nuova istanza al sottosegretario Giorgetti, e per conoscenza al presidente della Lega Pro, «…affinché il Governo intervenga, mediante l’adozione di un provvedimento straordinario, al fine di azzerare tutti i contenziosi attualmente in essere e, conseguentemente, provvedere al reintegro di tutte le società escluse dal campionato di Serie B». Sarebbe la soluzione più semplice, brutale ma semplice: un colpo di spugna sui contenziosi passati, presenti e futuri, e tutti in campo in una B a quel punto extralarge. Possibile? Molto molto difficile. Anche perché il governo sembra più concentrato a cancellare con un tratto di penna proprio la giustizia sportiva, ma dal prossimo anno. Ora, le regole del consenso suggeriscono a Giorgetti di restare spettatore, ed evitare nel caso di un ripristino della B a 22 l’imbarazzo di dover scegliere chi tenere fuori.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Parolo: “Il derby lo capisci solo venendo a Roma. Si vince poco? Non c’è equilibrio, puoi perdere la testa…”

“Il derby è una gara che impari a conoscere solo quando vieni a Roma…Dopo che l'hai capito diventa una partita nella quale sai che, se hai un'anima, devi dare tutto e devi vincerla. Tutte le partite sono importanti per l'allenatore, il giocatore e la società, ma il derby è la partita che tu giochi per la gente, per i tifosi”. Così Marco Parolo nell'incipit dell'intervista concessa al Corriere dello Sport. Il centrocampista di Gallarate indica Immobile e Dzeko come possibili decisori della stracittadina, poi con Walter Veltroni racconta i suoi primi calci. “Ho iniziato dentro casa con una palla di spugna, quindi l'oratorio e poi, a 6 anni, la squadra della parrocchia – ricorda il mediano di Gallarate – Sono nato a dieci minuti da Milanello, nella mia stanza c'erano i poster di Maldini, Van Basten e della Coppa dei campioni vinta nel 1989. Erano i miei idoli, modelli, volevo diventare come loro”. Dopo aver raccontato della suo scuola calcio e dell'uso eccessivo dei cellulari dei giocatori, l'ex parmigiano parla degli obiettivi della Lazio. “Possiamo ripetere la scorsa stagione se manteniamo le nostre caratteristiche: l'umiltà e la voglia di migliorarsi, di crescere  e di lavorare di squadra. Abbiamo un gruppo importante e possiamo fare un grande campionato”. Sipario agrodolce: perché a Roma si vince così poco? “Perché ci si vanta o ci si deprime troppo. Tutto in pochissimo tempo. La stessa cosa vale per i giocatori. Viene data l'etichetta di giocatore fortissimo o scarso alla stessa persona da una settimana all'altra, con grandissima facilità. Questo non permette ai singoli e ai collettivi di crescere ulteriormente. Il ruolo dei social ora peggiora ulteriormente questo sentimento, perché estremizza e radicalizza ogni cosa. Come consiglio a chi viene a giocare a Roma è il non farsi condizionare dal rumore esterno, spesso assordante, di concentrarsi solo su se stesso, andare al campo, allenarsi e basta. Altrimenti si rischia di perdere la testa”.

GLP   

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AVVERSARIO

Roma: sarà ancora 4-2-3-1 ma Manolas è a rischio, oggi esame diagnostico per il centrale

Tra un compleanno di Totti e un addio di Gandini, la Roma continua a preparare il derby di domani con un piccolo grande dubbio di formazione. Kostas Manolas infatti nell'intervallo di Roma-Frosinone è stato sostituito da Marcano a causa di un piccolo problema muscolare al flessore. In realtà l'entità dell'eventuale danno non sarebbe ancora chiara tanto che lo stopper greco in giornata sarà sottoposto ad accertamenti diagnostici al fine di scongiurare una possibile lesione che lo renderebbe indisponibile contro i biancocelesti. I rumors da Trigoria parlano della conferma del 4-2-3-1 visto contro il Frosinone con due sole eccezioni, Florenzi terzino destro per Santon e Dzeko centravanti per Schick; in mediana Nzonzi e De Rossi; liena di trequartisti composta da Under, Pastore ed El Shaarawy; davanti a Olsen, oltre a Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov.

GLP 

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RASSEGNA STAMPA

Derby, Inzaghi spinge la Lazio con la rosa larga ma i tifosi non si scaldano

La Lazio arriva al derby di domani con l’entusiasmo delle cinque vittorie consecutive e la consapevolezza di aver ritrovato gioco e gol. Ma qualcosa è cambiato, rispetto alla scorsa stagione. Adesso Simone Inzaghi ruota di più i giocatori tra una gara e l’altra, si affida al turnover con convinzione e fiducia perché sa che la qualità della rosa è aumentata. La conseguenza di questa nuova strategia è che non esiste più una formazione titolare da schierare allo sfinimento in ogni partita, come l’anno scorso (e non a caso nel finale di stagione arrivarono gli infortuni degli stremati Parolo, Immobile e Luis Alberto). La meritocrazia mette tutti in discussione: il posto va conquistato e meritato, appunto.
Così anche per il derby le scelte appaiono meno scontate rispetto all’anno scorso. In difesa, per esempio, Radu, Wallace e Luiz Felipe sono in ballo per due posti. Il romeno ieri ha svolto l’intero allenamento con il gruppo, quindi dovrebbe rientrare. Ma saranno decisive le prove di oggi, la competizione è aperta. Certezze invece a centrocampo, con Marusic e Lulic sulle fasce, Parolo e Lucas Leiva in mediana, Milinkovic guastatore con licenza di supportare l’attacco. Intoccabile Immobile, l’altro posto in avanti se lo giocano Luis Alberto (il favorito), Correa, le cui quotazioni sono in rialzo dopo la prodezza di Udine (anche se Inzaghi lo considera più utile a gara in corso, come potenziale “ spaccapartita”), e Caicedo, tra i più in forma. Il tecnico valuta la condizione dei suoi, li studia in allenamento, sa che non può sbagliare: vncere il derby sarebbe fondamentale per proseguire il volo. Nessun dubbio dalla Curva Nord ( esaurita, 7500 biglietti venduti): niente scenografia, perché la raccolta fondi è stata deludente e il settore dei Distinti accanto alla Tevere è ancora vuoto; la relativa vendita sarà aperta solo se andrà esaurito l’altro segmento dei Distinti, quello accanto alla Monte Mario: venduti 3500 biglietti, ne mancano 2000. Resta sempre faticoso, nonostante l’importanza della gara e la striscia vincente della squadra, convincere i tifosi biancocelesti a frequentare l’Olimpico. Gioca “ in casa” la Roma, per la Lazio sarà come una vera trasferta.

Fonte: la Repubblica 

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STATISTICHE

Scavato nel derby d’andata il gap di vittorie tra Lazio e Roma

Lazio +4? Sì, ma anche Roma +17. Il primo numero rappresenta i punti di vantaggio della squadra di Inzaghi, che grazie al successo di Udine è sicura di rimanere davanti comunque vada domani all’Olimpico. Il secondo è lo specchio di quasi novant’anni di classifiche pre-derby: perché la Roma ha affrontato quello d’andata in situazione di vantaggio per 43 volte, la Lazio per 26. Quindi, appunto, 17 in più per la Roma. In 6 campionati le due squadre erano alla pari, a partire dal primo derby in assoluto: 8 dicembre 1929, 8 punti a testa, la Roma vinse 1-0 con un gol di Volk e si staccò. Tra le altre sfide giocate alla pari (in classifica) vale senz’altro la pena di citare quella del 1972, perché dopo 5 giornate le romane erano in testa a quota 8, imbattute, insieme alle milanesi. La Lazio vinse 1-0, gol di Nanni all’incrocio, e continuò la sua cavalcata verso uno scudetto sfuggito (da neopromossa!) solo a 3 minuti dalla fine del campionato, quando si stava profilando un maxispareggio con Juve e Milan. Lo vinse l’anno dopo. Nei derby di campionato la Roma è nettamente avanti, 54 successi a 38, ed è un vantaggio tutto costruito negli incontri di andata: perché il bilancio è di 32-16 (più 27 pareggi), esattamente quel +16 che si ritrova nel totale. La Lazio invece è curiosamente avanti nei derby giocati alla settima giornata. Il primo, nel 1960, fu un disastro: 4-0, con tripletta di Manfredini, per una Roma lanciata da quel successo in testa alla classifica (poi chiuse quinta), mentre i biancocelesti erano ultimi e a fine campionato retrocessero per la prima volta in serie B. Ma dopo un’altra vittoria giallorossa (2-1 nel ‘69), ci sono stati 3 pareggi e 3 successi laziali. A partire da un 1-0 firmato nel 1976 da Giordano. Al quale dissero, in tempi pre-Var: Bruno, forse eri in fuorigioco. Risposta: «Mbè?, mejo così…». 

Fonte: Il Corriere della Sera
 

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Delio Rossi: “Il Derby è un’altra storia, cuore caldo e testa fredda per battere la Roma”

DELIO ROSSI in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "La Lazio non ha venduto i pezzi migliori, sta ottenendo i risultati come ha fatto lo scorso anno. La falsa partenza è stata dovuta anche dal calendario e dalla cattiva vena di quei giocatori che possono farti fare il salto di qualità. Ora le cose vanno bene, ora arriva il derby che è tutta un'altra storia. Inzaghi è stato bravo a far riposare dei giocatori importanti, cosa che la Roma non ha potuto fare. Il derby è un campionato all'interno di un altro campionato, serve il cuore caldo e la testa fredda. Io non ne parlavo proprio del derby nello spogliatoio, già lo facevano gli altri. Devi cercare di non sprecare le energie nervose prima della gara. Poi dipende dai giocatori che hai a disposizione, ma certamente non è una gara da caricare. Di Francesco la sta caricando molto? Conosce il suo gruppo, significa che vuole tenerli più sulla corda. E' una di poche volte che la Roma non ci arriva da favorita, ma non posso giudicare. Ho la sensazione che l'allenatore preferisce un sistema di gioco e la squadra fa fatica a d esprimersi al meglio con lo stesso. Sicuramente ha più bisogno la Roma, ha più pressione. 

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CITTA'

Derby, ecco il piano sicurezza

Pronto il piano sicurezza per il derby di sabato pomeriggio Roma-Lazio, un match da sempre molto delicato sotto il profilo dell'ordine pubblico. Il questore Guido Marino ha presieduto oggi il tavolo tecnico in vista dell'incontro allo stadio Olimpico che inizierà alle 15. L'apertura dei cancelli avverrà due ore prima dell'inizio della partenza.

Confermate le ordinanze prefettizie che vietano nella zona dello stadio la vendita per asporto e il trasporto in strada, sin da 3 ore prima e 2 ore dopo il termine dell'incontro, di bevande in bottiglia o in contenitori in vetro ad eccezione di generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro.

Una task force composta da polizia, guardia di finanza e polizia locale, coordinata dal dirigente della Polizia Amministrativa della Questura, vigilerà sul rispetto delle ordinanze prefettizie ed effettuerà un servizio anti bagarinaggio, parcheggiatori e venditori abusivi. 

 

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DICHIARAZIONI

Totti, dolori da derby: “Rosico ancora per il gol di Di Canio e avrei voluto alzare quella coppa”

E’ uscito questa settimana ‘Un Capitano’, il libro di Francesco Totti. L’attuale dirigente della Roma tocca ogni argomento della sua carriera, con il prezioso aiuto di Paolo Condò, compresi ovviamente i derby. Non poteva quindi mancare un passaggio sulla Lazio.

“Ciò non toglie che un derby perso faccia molto male. Quello del gol di Di Canio – bellissimo, fra l’altro – non lo scorderò finché campo, per quanto ho rosicato. Lui che festeggia sotto alla Sud, mamma mia… Ancora più dolorosa fu la sconfitta nella finale di Coppa Italia, con il gol di Lulic, perché ci tenevo ad alzare il trofeo all’Olimpico dopo un derby, e c’era in ballo la conferma di Andreazzoli, una brava persona alla quale avrei dato volentieri una mano.Laziopress.it