Categorie
SERIE A

UFFICIALE – Lukaku inserito nella lista dei 25, out Basta

Attraverso una nota apparsa sul proprio sito ufficiale, la Lazio ha annunciato che Jordan Lukaku "è stato inserito nell’elenco dei 25 calciatori presenti nella lista Lega Serie A in sostituzione del tesserato Dusan Basta". Il club biancoceleste quindi ha deciso di puntare sul terzino belga, reduce da un infortunio di tendinopatia al ginocchio sinistro che li aveva tenuto fuori per buona parte del ritiro estivo. Per il campionato, quindi, Lukaku subentra nella lista al posto di Basta: quest'ultmo potrà comunque essere ancora utilizzato in Europa League. 

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mauri: “A Parma la Lazio ha tutto da perdere, servirà tanta pazienza” (AUDIO)

STEFANO MAURI in collegamento a 'NMM': "Quella di Parma è la classica partita in cui si apre un processo anche in caso di pareggio, la Lazio ha tutto da perdere. In queste partite tutti si aspettano una vittoria anche semplice, per di più il Parma ha anche alcune assenze. Sembrerebbe tutto facile, ma non sarà così. La lazio deve essere paziente, deve cercare di fare gol all'inizio e nel caso in cui non ci riuscisse dovrebbe continuare a giocare con grande pazienza. I numeri di Lazio e Parma sono simili, anche se per qualità non dovrebbe esserci partita. Il parma è una squadra compatta, sta dietro e riparte in contropiede, anche se da questo punto di vista potrebbe pagare la possibile assenza di Gervinho. Per il Parma è un grande gicoatore, loro puntano molto sulla sua capacità di puntare l'uomo e di andare in contropiede. Non ha grandi doti tecniche, ma ha iniziato bene anche dal punto di vista realizzativo. La qualità media del nostro campionato? Credo che oggi per migliorare la situazione, la serie A dovrebbe essere a 18 squadre. Sarebbe un campioanto di alto livello e più equilibrato. E' difficile trovare il modo per cambiare il format". 

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paglia: “La Lazio paga la preparazione atletica diversa dalla scorsa stagione. Milinkovic in forma farà la differenza” (AUDIO)

GUIDO PAGLIA in collegamento a 'QUELLI CHE…': "Inizio di stagione condizionato da una preparazione diversa rispetto allo scorso anno. Ad agosto scorso la Lazio doveva affrontare la Supercoppa Italiana contro la Juventus, non c'era il mondiale e i giocatori importanti fecero tutti la preparazione completa. Aspetto il vero Milinkovic, uno come lui può fare la differenza".

Categorie
APPROFONDIMENTI

L’autunno di Inzaghi ed il momento dei verdetti

Per la Lazio e tutte le altre squadre del nostro campionato è arrivato il momento dei primi verdetti. Come quando a scuola c’era il pagellino di novembre, così anche in Serie A i team devono dimostrare di aver iniziato bene l’anno. Da quando mister Inzaghi siede sulla panchina biancoceleste (oltre due anni) nel periodo compreso tra ottobre e novembre la Lazio ha sempre messo insieme ottimi risultati.

SEI DI FILA

Se nel 2016 erano state registrate due vittorie e tre pareggi, l’anno scorso i biancazzurri ne hanno vinte ben 6 di fila (compresi il trionfo sulla Juventus all’Allianz Stadium e i due successi conto il Nizza in Europa League). Quest’anno i biancocelesti sperano di continuare questo trend, anche perché all’orizzonte ci sono sfide importanti: dopo il Parma ci sarà la trasferta di Marsiglia e poi, dopo appena 3 giorni, la Lazio accoglierà all’Olimpico l’Inter di Spalletti. Cittaceleste.it

Categorie
FORMELLO

FORMELLO- C’è anche Correa in lizza per una maglia, Inzaghi mischia le carte nella seduta mattutina…(VIDEO)

 

FORMELLO – Se ne va anche il penultimo allenamento pre-Parma. La Lazio studia la squadra di D’Aversa con una profonda analisi video e poi arriva al “Fersini” per preparare sul campo la trasferta del “Tardini”. In gruppo anche Bastos, l’ultimo dei nazionali a rientrare alla base. Gli unici assenti sono gli infortunati Durmisi (lussazione al gomito, dovrebbe tornare a disposizione per l’Inter) e Badelj (contrattura alla coscia destra, ci prova per Marsiglia). 

BALLOTTAGGI. I dubbi maggiori di Inzaghi sono tre. Il resto della formazione è scontato. Strakosha in porta. Due maglie sicure in difesa, quelle di Acerbi e Radu. La terza se la giocano Luiz Felipe e Wallace: il classe ’97 completava il reparto nelle prove di oggi. A centrocampo terzetto centrale con Parolo, Leiva e Milinkovic, sugli esterni Lulic a sinistra e uno tra Patric e Marusic a destra. 

SCELTE. Lo spagnolo è in leggerissimo vantaggio nonostante stamattina fosse nella squadra delle seconde linee. Non fa parte della lista per l’Europa League, l’emergenza sulle fasce per Marsiglia potrebbe spingere Inzaghi a risparmiare il montenegrino in vista del match al Velodrome e al monday night successivo con l’Inter. Immobile punta, dietro di lui il ballottaggio è a tre con in corsa Correa, Luis Alberto e Caicedo. Il “Tucu” può scalzare la concorrenza proprio per la squalifica europea (un turno).

Categorie
GIUDICE SPORTIVO

Correa, la decisione dell’Uefa: stop di un turno

AGGIORNAMENTO 19.10: E' arrivata la decisione dell'Uefa. Per Joaquin Correa solo un turno di stop, tornerà a disposizione per l'Europa League per la gara di ritorno contro il Marsiglia all'Olimpico.

 

La Uefa deciderà in giornata quante giornate di squalifica infliggere a Joaquin Correa. Il trequartista biancoceleste – espulso per un'entrata da dietro in Eintracht Francoforte-Lazio – rischia ben 2 turni di stop. Il perché è presto detto: Correa è recidivo. Nella passata campagna europea con il Siviglia, si rese protagonista di un'entrataccia (ben più grave di quella sopracitata, ndr) ai danni di Javi Martinez nella sfida contro il Bayern Monaco. Squalifica che si è portato dietro fino alla prima giornata di Europa League con la Lazio stessa. Seguono aggiornamenti.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “A Parma voglio vedere la vera Lazio”. Cardone: “Gervinho? Sopravvalutato, Ciro contattato dal Milan in estate” (AUDIO)

Oddi: "Nella trasferta di Parma bisogna stare attenti agli spazi. Fare attenzione a non cadere nella trappola dei crociati, che puntano le ripartenze per far male alla Lazio. La partita con la Fiorentina deve dare la spinta giusta, la classifica è buona, mi auguro che in base a questi fattori ci sia la tranquillità giusta per riprendere il cammino dello scorso anno".

Cardone: "La Lazio è un rullo compressore in trasferta e dopo le soste. Caicedo è in gran forma, mi piacerebbe però vedere Correa. Gervinho? Non lo temo particolarmente, ha fatto cose importanti ma forse è un po sopravvalutato. Immobile Ha ricevuto offerte dal Milan e fuori dal mercato italiano, probabilmente anche in Cina".

 

Categorie
TIFOSI

Parma-Lazio, è sold out. Canigiani: “Quasi esauriti i biglietti, 7000 venduti per Lazio-Inter”

Il responsabile marketing della S.S. Lazio è intervenuto ai microfoni del canale ufficiale biancoceleste per fare il punto sulla biglietteria: “Per quanto riguarda la vendita dei tagliandi di Parma-Lazio, ci sono ancora pochissimi biglietti a disposizione. Finora sono stati venduti 3.600 titoli d’accesso su una disponibilità complessiva di 3.800 unità: nella giornata di oggi sicuramente verranno venduti anche gli ultimi tagliandi. Ci sarà un seguito veramente molto importante per la compagine biancoceleste allo Stadio Ennio Tadini.

Sono stati venduti più di 7.000 biglietti, invece, per la gara Lazio-Inter, mentre già più di cento sostenitori biancocelesti hanno acquistato il titolo d’accesso per assistere a Marsiglia-Lazio: per entrambe le gare c’è ancora ampia disponibilità. In occasione del match casalingo con l’Inter ci aspettiamo un importante incremento delle vendite e, per tale evento, saranno attive tutte le ricevitorie e tutti i Lazio Style Official Store: speriamo di poter contare su una bella cornice di pubblico vista l’importanza della gara e considerando anche l’esito della partita dello scorso anno. Molto dipenderà dal risultato della gara di domenica prossima; un’eventuale vittoria, infatti, accenderebbe nuovamente l’entusiasmo della piazza. Per quanto riguarda il Lazio Style Official Store che sarà situato nel centro di Roma, i lavori sono in corso”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Il Parma non è solo Gervinho, alla Lazio non basterà il ‘compitino’. Marusic? Fosse arrivato Lazzari…” (AUDIO)

 

"Il Parma ha dimostrato con squadre importanti di esaltarsi, ha vinto con l'Inter e la Juventus al Tardini ha faticato parecchio. Non mollano mai, giocano con entusiasmo e si conoscono bene, sono un bel gruppo e sanno soffrire. Non basterà una Lazio da 6, servirà qualcosa in più, prendendo spunto dal carattere mostrato contro la Fiorentina. Loro sono pericolosi negli spazi, non sono solo Gervinho e Inglese, possono far male anche con altri interpreti, hanno una mentalità operaia e sanno che ogni punto può fare la differenza fra salvezza e retrocessione. Marusic? Non giocherebbe nelle squadre top, può andare in una rosa di medio-alto livello. E' forte quando ha campo, per questo adesso cercano di non concederglielo. Fosse arrivato Lazzari, lo avrebbe sicuramente superato nelle gerarchie".

Categorie
ARBITRI

Rocchi: “L’arbitro ragiona d’istinto, il VAR lavora di ricerca: meglio ruoli separati”

È stato l’unico italiano a calpestare i prati del Mondiale di Russia, «dove abbiamo arbitrato a un livello altissimo».

Per Gianluca Rocchi, numero uno degli arbitri italiani, il merito è stato anche del Var.

Rocchi, via il dente: è vero che agli arbitri il Var non piace?

«Ho fatto quattro derby di Roma col cappio al collo, stavo tre notti sveglio: prima durante e dopo. Gli ultimi due invece, col Var, me li sono goduti. Non c’è arbitro che possa essere contrario».

E averlo cambia l’approccio?

«No. Il mio obiettivo è non usare la tecnologia: cerco di non averne bisogno, di recente ci son riuscito.

Ma so che se devo usarla, mi ripara un errore. È un vantaggio, se lo vedi come un muro lo userai sempre male».

Eppure tanti si lamentano.

«Il vero problema è la linea di intervento. Su questo, tutti ci lasciamo le penne: a volte sei troppo interventista, altre troppo poco. Da Var puoi creare una tensione all’arbitro o puoi levargliela. Ma nella cabina sei solo, con un assistente, ed è difficile capire il momento. Nei raduni ci diciamo sempre che il Var non deve essere amico dell’arbitro. Se gli vuoi bene rischi inconsciamente di non volergli far fare una figuraccia e non correggi un errore che potrebbe salvargli la partita. Ma il Var non è la moviola: deve riparare il chiaro errore, non infilarsi in situazioni discutibili».

Più facile fare l’arbitro o il Var?

«L’arbitro lo faccio da 30 anni, è la cosa con cui sono cresciuto: vai d’istinto, devi fidarti dell’impressione. Il Var è concettualmente l’opposto: vedi una cosa e poi fai una ricerca analitica, quasi maniacale su telecamere e angolazioni per trovare ciò che non hai visto. Un classico errore da Var, e mi è successo, è che vedi una cosa e dici: rigore. E se l’operatore non è bravo a darti subito l’immagine con l’angolazione giusta per valutare da un’altra prospettiva, puoi sbagliare.

I Var migliori sono quelli che riescono ad andare alla ricerca di queste cose qui».

E chi sono?

«Verrebbe facile dire che il più bravo è Irrati visto che è anche stato scelto per la finale dei Mondiali. Poi i giovani sono più bravi dei vecchi, forse perché più aperti».

Un arbitro bravo come usa la tecnologia?

«Dopo aver deciso devi aprire la mente e dire subito: avrò mica sbagliato? Sennò magari rischi di convincere il tuo collega al Var che hai ragione tu e lo porti in errore o gli togli la forza di intervenire. Poi, devi essere bravo a richiudere la mente senza farti condizionare dall’aver visto male».

Lei scinderebbe i due ruoli?

«Il segreto dei Mondiali, arbitrati molto bene, è anche che chi faceva il Var faceva solo quello: scinderli ha funzionato. Ero dubbioso, molti arbitri il Var non lo avevano usato mai. Ma nella cabina, in quattro, è stato più facile essere omogenei».

Oggi al "chiaro errore" è stato

aggiunto l’aggettivo "obvious", evidente: cosa cambia?

«Nulla, rafforza il concetto. Ma ciò che per me può non essere chiaro errore magari per l’allenatore o il tifoso lo è perché gli cambia la partita. È la soggettività».

Come nei falli di mano?

«Il regolamento oggi parla di volontarietà e io devo seguire quello. Ma se lo stesso intervento per me è volontario e per un mio collega no, chi ha ragione? Tutti e due, o nessuno. Così chi vuol far polemica ci si inserisce facilmente».

Le piace il Var in Champions?

«La Champions è il torneo dove si gioca meglio, più è alta la qualità più è facile arbitrare. Se in A un errore pesa 80, lì pesa 100».

La Figc sceglie il presidente, e per il futuro si parla di togliere il voto agli arbitri.

«Non voglio far politica. Dico che gli arbitri devono essere valutati dagli arbitri. L’autonomia è una cosa indispensabile».

Favorevole a spiegare gli errori in tv?

«Oggi la comunicazione è centrale, ma non tutti abbiamo spalle larghe per spiegare un errore: un giovane di fronte all’errore in tv può andare in difficoltà, va protetto».

I giocatori più difficili da arbitrare?

«Chi esaspera: non i simulatori, ma chi crea tensioni dove non ci sono».

Il più leale?

«Maldini, forse la mia prima a San Siro. Fischio un fallo contro il Milan, i giocatori mi vengono contro e lui: ragazzi tranquilli, ha visto bene».

C’è un ruolo che le piace?

«Il portiere. È come l’arbitro, se sbaglia, paga. Mi sento affine».

Come si decide di diventare arbitro?

«Passione, magari ti accorgi di non essere bravo abbastanza a giocare e scegli un punto di vista nuovo. Io ho deciso a 15 anni: non avevo grande senso di giustizia, ora è forte. Serve: la gente s’arrabbia solo se vede che sei disequilibrato».

la Repubblica