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SERIE A

Lazio: vincere a Parma per ripetere la striscia di 14 successi consecutivi in trasferta

L’anno scorso li chiamavano "i pirati di Inzaghi" perché in trasferta erano implacabili. E non si sono fermati neanche in questo campionato: due vittorie su tre partite lontano dall’Olimpico, a Empoli e Udine. I numeri sono da grande squadra: 14 successi in trasferta negli ultimi 14 mesi, dal 27 agosto 2017, quando un gol di Milinkovic nel finale stese il Chievo al Bentegodi. Fu la prima di 7 vittorie consecutive lontano da Roma (senza contare quindi il derby, perso in "casa" dei giallorossi), addirittura 9 con le due gare di Europa League sul campo di Vitesse e Nizza. La formidabile serie fu interrotta a Bergamo, 3-3 contro l’Atalanta. Nello scorso campionato i "pirati" colpirono in tutto 12 volte, più le 2 vittorie recenti si arriva a 14. Numero magico, se si pensa che il 14 ottobre 2017 la Lazio espugnò lo Stadium, battendo l’imbattibile Juve. Ma adesso l’obiettivo, domenica a Parma, è toccare quota 15 e non fermarsi neppure in Europa League, visto che giovedì prossimo c’è la fondamentale tappa di Marsiglia.

la Repubblica
 

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SOLIDARIETA'

Serena Grigioni: continua la partita della Onlus Anti-Cipo

«Finché si è in piedi si va in scena. La vita è uno spettacolo teatrale. Sta a noi scegliere se salire sul palco o rimanere in platea a guardare». Sta a noi decidere se parare o soccombere. Forse non è un caso che il padre è un numero uno nell’insegnare a parare.
Adalberto Grigioni è da 13 anni il preparatore dei portieri della Lazio. «Serena non mollare», c’era scritto in un grande striscione da brividi apparso in Curva Nord durante un derby di qualche tempo fa. Tranquilli. Lei non molla. Neppure per un istante. Neppure se non riesce a stare in piedi. Serena Grigioni ha 36 anni e grandi occhi marroni che ti guardano e ti sorridono. Come se non fosse successo niente. Come se quella notte di maggio del 2005 non avesse fatto da spartiacque fra la splendida normalità di una ragazza felice e una vita di dolore, di lotta e di speranza. Una malattia improvvisa, misteriosa e terribile.
Da tre anni ha finalmente un nome, che suona come una maledizione: neuropatia autonomica associata a Cipo, un’ostruzione intestinale cronica, dolori lancinanti non solo all’addome, ma anche agli arti inferiori, in un’intermittenza senza tregua. «Serena non mollare»: quel grido sbandierato in Curva Nord è diventato un coro. Tutti intorno a lei, sballottata da una sala operatoria all’altra e un viaggio a Rochester nel Minnesota che avrebbe dovuto risolvere tutto e non ha risolto niente: la mamma Daniela, il fratello Matteo, la zia Rossana, i cugini Ilaria e David e tanti tantissimi amici.
Per cercare di dare una spiegazione e una terapia a una malattia, che è solo una minaccia e un nome, Serena ha fondato la Onlus «ANTI-CIPO». Per finanziarla ha scritto un libro autobiografico che nel titolo ripete il suo motto: «Finché si è in piedi si va in scena». Il mondo che la circonda si è inventato di tutto per aiutarla. Finanche una lotteria. Senad Lulic, il capitano della Lazio, mise in vendita la maglia numero 71, quella del minuto del gol vittoria nella finale di Coppa Italia contro la Roma proprio per raccogliere fondi per la Onlus di Serena.
Thomas Strakosha, il portiere, ha fatto tanto per lei. Che cosa, Serena non vuole dirlo. E Ciro Immobile, che ad Auronzo di Cadore durante il ritiro estivo le parla, la incoraggia e le chiede di invertire le parti e di dedicare lei un gol a lui. Serena è un medico, da qualche giorno lavora in una Asl e si occupa di nutrizione artificiale. Mi sorride e i suoi occhi anticipano la spiegazione: «Perché domani non so come starò. Felicità è la mia famiglia, le mie amiche, andare a Formello da papà, una partita allo stadio, un gol, una carezza, un sorriso ricambiato, una passeggiata per i vicoli di Trastevere, mettermi le cuffiette, chiudere gli occhi, ascoltare Jovanotti e sognare…». Serena non mollare.

Il Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Lazio e Parma: regine di Coppa nel 1998 tra cambi di maglia miliardari

C’è stato un periodo, qualche lustro fa, durante il quale Lazio e Parma erano società grandi, potenti e ricche. E anche gemelle, nel nome della finanza aggressiva che i loro proprietari condividevano e applicavano in modo concorde pure nel calcio.
Raccontata oggi, è una storia che sembra un sogno svanito d’un colpo tra fallimenti reali o sfiorati, tutto vissuto a velocità supersonica dall’impetuoso Sergio Cragnotti e dal pacato Calisto Tanzi. Ma è anche un’avventura che ha lasciato ai due club vittorie e trofei indimenticabili. Al termine della stagione 1998-99, Lazio e Parma si ritrovarono assieme a essere tra le padroni d’Europa. Quell’anno le coppe erano ancora – e per l’ultima volta – tre anziché due, e biancocelesti ed emiliani ne portarono in Italia una a testa. La squadra allenata da Eriksson, che dodici mesi più tardi avrebbe vinto il secondo scudetto della sua storia, conquistò la Coppa delle Coppe, che dopo quella finale contro il Maiorca (battuto 2-1 grazie ai gol di Vieri e Nedved) venne soppressa; i gialloblù, guidati dall’ingestibile Malesani, trionfarono invece in Coppa Uefa, travolgendo (3-0) quel Marsiglia che tra pochi giorni incrocerà proprio la Lazio in Europa Legue, il trofeo che ha sostituito la Uefa d’un tempo. Se guardiamo le formazioni della Lazio e del Parma che giocarono le finali di Birmingham e Mosca, comprendiamo alla perfezione quale sia il significato di società gemelle. In biancoceleste quella sera contro il Maiorca c’erano, tra campo e panchina, ben quattro giocatori che hanno vestito anche la maglia gialloblù: Almeyda, Couto, Sergio Conceicao e Ballotta. Gli emiliani, dall’altra parte, vennero addirittura trascinati al successo sull’Olympique da attaccanti che sono stati anche laziali, ovvero Crespo e Chiesa, autori del primo e del terzo gol (il secondo lo segnò Vanoli, almeno lui con i colori biancocelesti non c’è mai entrato nulla). E non finisce qui, ovviamente: a Mosca nel Parma c’erano anche Sensini, Dino Baggio, Fuser e Veron, tutti titolari, più il panchinaro Fiore. In pratica più della metà di quella formazione vincitrice in Coppa Uefa ha toccato, prima o dopo, anche la Lazio.Tra Roma e Parma, sulla rotta del latte disegnata da Cragnotti e Tanzi, viaggiavano denari e calciatori, e quelli che erano presenti nelle finali del ‘99 sono solo alcuni di coloro che hanno compiuto, in un verso o nell’altro, quel percorso.
Una strada che avrebbe fatto in precedenza anche Beppe Signori, simbolo della Lazio, se i tifosi non si fossero messi in mezzo. In senso fisico, addirittura, visto che quando Cragnotti annunciò di avere ceduto l’attaccante all’amico Tanzi per 25 miliardi di lire – una cifra che oggi quasi fa sorridere – si trovò migliaia di persone davanti alla sede del club, all’epoca in via Novaro, a due passi da piazzale Clodio.
Nel 1995 i social non esistevano, furono il tam tam di strada e quello delle emittenti radiofoniche a convogliare la gente inferocita fino a là. Ci furono disordini e incidenti, finché alle sei e mezzo della sera Dino Zoff, che della Lazio di Cragnotti era il presidente, annunciò: «Signori resta qui». Ma quel percorso che avrebbe dovuto percorrere Beppe-gol, da lì in avanti, sarebbe stato trafficatissimo.
Il Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Lazio da Champions solo con Parolo, Leiva e Milinkovic

 Bravi, tecnici e cattivi. Gli insostituibili Parolo, Leiva e Milinkovic. Quelli che fanno il lavoro sporco, con carattere e qualità, riuscendo spesso a far brillare gli altri. Quelli a cui Inzaghi non rinuncia mai, anche perché sono il motore e l'anima della Lazio. Stando ai numeri e alla costanza di rendimento, un centrocampo così ben assortito è dietro, e di poco, solo a quello della Juve. Al momento, tra i tre giocatori del reparto laziale, il leader, quello che spinge più di tutti e che non sembra avere alcun cenno di cedimento, nonostante i suoi quasi trentaquattro anni, è Parolo. Nel conto dei chilometri percorsi in serie A, l'ex azzurro mette in riga giovani promettenti come Barella, considerando che dopo otto giornate di campionato è riuscito a percorrere quasi cento chilometri, con una media che supera gli undici chilometri a gara. Uno, insomma, che fa avanti e indietro per tutto il campo senza mai un affanno, senza sbagliare una gara e riuscendo perfino ad avere almeno una o due occasioni di segnare a partita. Un vero maratoneta del pallone col vizio del gol e che in nazionale ci starebbe ancora bene. Il suo arrivo alla Lazio fu un ottimo guizzo da parte di Lotito che poi, più per fortuna finanziaria che altro, si trasformò in un bell'investimento. Nel 2014 era reduce da una grande stagione a Parma, le grandi Inter e Milan ci provarono, ma non affondarono perché non si fidarono per via dell'età. «E' sulla trentina, ha dato tutto, non si ripeterà», il ragionamento che fecero le milanesi. Così, il patron laziale ebbe il via libera e concluse l'affare con Ghirardi per sei milioni circa: 4 subito e 2 più avanti. Quei due milioni però la società gialloblù non li ha incassati mai perché è fallita. Lotito, l'anno successivo si permise il lusso di rifiutare 20 milioni proprio da Galliani. Un'operazione d'oro, considerando quanto ha reso alla Lazio in questi anni il giocatore, riuscendo anche a togliersi soddisfazioni personali. 
RITORNOA Parma, Parolo ha lasciato un pezzo di cuore. Si è formato e definitivamente consacrato per il grande calcio, dopo tanta gavetta, conquistando per la nazionale poi confermata con la casacca biancoceleste. Il passato non lo dimentica, ma adesso è il vice-capitano della Lazio, uno dei senatori, uno dei più brontoloni nello spogliatoio, visto che sprona ogni giorno il gruppo a lottare per il traguardo Champions. «E' il nostro primo obiettivo, pensiamo al Parma e poi a battere l'Inter», la carica del giocatore tramite la radio ufficiale. 
CONTRATTIAnche gli altri due non scherzano. Leiva ha sbagliato solo la gara di Francoforte, mentre Milinkovic-Savic sta ritrovando la forma e rientrando in corsia. L'ultima con la Fiorentina ne è stata la dimostrazione, con il serbo che ha addirittura superato il compagno nei metri percorsi nel campo e nei tackle. I tre, insieme rappresentano il motivo per cui Inzaghi non rinuncerà mai al 3-5-2. Con i loro movimenti e inserimenti riescono infatti a dare alla squadra equilibrio, rapidità e qualità. Per caratteristiche, a questi tre potrebbe affiancarsi, tra breve, per rappresentare una buona alternativa, Berisha, ancora non al top della forma. La società, dopo Milinkovic-Savic, è pronta a rinnovare i contratti di Leiva, per altri due anni, e di Parolo, anche se su quest'ultimo è previsto un futuro in società. Almeno è quello che vorrebbe Lotito. Ora c'è Parma, la corsa Champions, poi si vedrà. 

Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Giordano: “Immobile mi fa stare tranquillo, Luis Alberto tiri fuori il carattere” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "Questa Lazio non è l'ideale per battere l'Inter. Se dovesse mantenere questo standard è dura, l'Inter è forte sotto l'aspetto fisico ed inoltre nella Lazio ci sono diversi interrogativi su alcuni singoli. La speranza è che la Lazio possa cambiare marcia. Sulla rirpesa di Immobile sono tranquillo, sarà voglioso ed arrabbiato. Per quanto riguarda Luis Alberto deve dimostrare di avere quella personalità e quel carattere fondamnetale in una piazza come quella della Lazio. Marusic-Patric e Wallace-Ramos in ballottaggio? Contro il Parma vedo più Luiz Felipe in campo, il Parma è pericoloso in velocità. Per quanto riguarda Marusic credo che sia un problema fisico, magari avendo giocato in nazionale si cerca di farlo riposare un po'". 

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DICHIARAZIONI

Immobile riabbraccia la Lazio: “Rimasto nonostante offerte importanti”. Parolo: “Obiettivo Champions”

Quest’oggi, presso gli studi televisivi di Lazio Style Channel, i due calciatori biancocelesti Marco Parolo e Ciro Immobile hanno risposto ad alcune domande poste dagli alunni della quinta elementare dell’Istituto Sacro Cuore di Gesù Farnesina, la cui insegnante di ruolo è la celebre Suor Paola.

“Speriamo di portare in Champions la Lazio tramite i risultati dando il massimo sul campo: la squadra meriterà così di arrivare nella massima competizione europea –  ha dichiarato Marco Parolo  Non esiste un segreto, altrimenti lo avremmo utilizzato anche nelle passate stagioni. Dovete divertirvi sempre, ogni volta che giocate ed avere massimo rispetto di compagni ed avversari riversando tutta la gioia che provate sul campo: se farete così, uscirete felici dal terreno di gioco. Ormai la partita con l’Inter è passata, bisogna voltare pagina: quando accade una casa brutta bisogna dimenticarla ed andare avanti. Tra poco giocheremo nuovamente contro i nerazzurri e vogliamo vincere. Il mio idolo era Gerrard e giocava nel Liverpool: è stato il modello a cui mi sono ispirato. I valori di un calciatore sono gli stessi che dovete avere voi: rispetto dei ruoli e della gente dando sempre il massimo per i compagni, per i tifosi e per ciò che chiede il tecnico. Gioco nella Lazio, mi piace Roma e voglio restare qui. Abbiamo vinto con la Fiorentina e ci siamo ripresi dopo la sconfitta nel derby. I nuovi arrivati li rendiamo subito partecipi, li aiutiamo ad ambientarsi nella città nella quale si apprestano ad inserirsi. Non sempre siamo calmi e freddi sul campo, a volte ci facciamo prendere dalle emozioni della partita, ma con il tempo si imparano a gestire meglio queste sensazioni. La gara più amara è stata quella contro la Svezia con la Nazionale italiana in occasione degli spareggi validi per l’accesso alla fase finale del Mondiale, la più dolce è stata invece quella di due anni fa nel derby di Coppa Italia e quella di Supercoppa italiana contro la Juventus. Anche le emozioni provate durante gli Europei restano indelebili”.

Oltre al centrocampista biancoceleste, anche Ciro Immobile si è prestato a rispondere ai quesiti dei giovani studenti: “Quando sono in campo sento sempre il mio nome e mi emoziono ogni volta: è bello sentirsi chiamare a gran voce da così tante persone all’interno dello stadio. Non abbiamo tempo in trasferta per visitare le varie città: ceniamo, restiamo in camera ed il giorno dopo giochiamo. Durante gli allenamenti ci prepariamo sulla tecnica, sulla tattica, sulla velocità, sulla mentalità e su come affrontare le varie situazioni di gioco. Per me è un grande onore giocare nella Lazio: nel mio tempo libero sto con mia moglie, con le mie figlie e gioco alla PlayStation. Da quando abbiamo iniziato a giocare in Europa, ho meno tempo per stare con la mia famiglia, ma riesco a ritagliarlo. Nello spogliatoio ridiamo e scherziamo ed in altri momenti cerchiamo di far sorridere anche chi sta trascorrendo momenti negativi. Gli avversari li consideriamo colleghi e salutiamo sempre i calciatori che conosciamo o con i quali abbiamo già giocato, ma proviamo sempre a batterli. Mio padre mi ha trasmesso la passione per il calcio: a mio fratello non piaceva questo sport, per me invece è diventato da subito un grande divertimento. Piangevo quando i miei genitori non mi mandavano a calcio a causa del mio rendimento scolastico: il pallone è diventato la mia vita. Sono rimasto alla Lazio nonostante mi avessero offerto ingaggi più onerosi”.sslazio.it

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FORMELLO

FORMELLO – Patric insidia Marusic, testa a testa Wallace-Luiz Felipe in vista di Parma. Luis Alberto c’è… (VIDEO)

FORMELLO – Ora la Lazio fa sul serio. Al “Fersini”, con tutti i nazionali rientrati a parte Bastos, comincia la vera preparazione in vista della partita di Parma. Dove con ogni probabilità non ci sarà Badelj, che si è fermato nell’allenamento di ieri per un problema alla coscia destra. Inzaghi incrocia le dita per le condizioni del croato e intanto va avanti con le esercitazioni tattiche. Un ballottaggio in difesa, uno sulla trequarti e una possibile sorpresa a destra. Partendo dal reparto arretrato: Wallace è in leggerissimo vantaggio su Luiz Felipe. Il dubbio verrà portato avanti fino alla rifinitura di sabato. Sulla trequarti l’altro interrogativo: corsa a tre tra Luis Alberto, Correa e Caicedo. C’è solo una maglia libera alle spalle di Immobile. E il fratino dello stesso colore, oggi, almeno inizialmente, lo indossava il “Mago” spagnolo…

 

FASCE. La scelta sulla corsia di destra può invece ricadere su Patric, non inserito nella lista per l’Europa League e quindi non a disposizione per il match di giovedì prossimo. Quando sarà squalificato Basta (espulso a Francoforte) e Inzaghi dovrà puntare per forza su Marusic come esterno destro (il montenegrino non è neanche al meglio). Le tre partite in una settimana – il lunedì successivo si gioca Lazio-Inter – potrebbero spingere l’allenatore a schierare Patric dall’inizio a Parma. Una scelta già avvenuta nel turno infrasettimanale di Udine. Ma anche in questo caso si deciderà nei prossimi giorni, forse a poche ore dal fischio d’inizio. 

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FORMELLO

Badelj, lesione muscolare scongiurata: “Rapido ritorno in campo”

Il Coordinatore dello Staff Medico biancoceleste, il Dott. Fabio Rodia, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“Milan Badelj ha effettuato oggi degli esami strumentali perché abbiamo osservato nella giornata di ieri che persistevano alcuni problemi muscolari: i test effettuati hanno escluso lesioni muscolari evidenti. Dovremo ripetere gli esami nelle prossime ore, ma il calciatore ha già intrapreso un programma personalizzato: siamo ottimisti per un suo rapido ritorno in campo. Siamo sempre in apprensione con i giocatori che partono con le proprie Nazionali: i cambiamenti metereologici, le metodiche di allenamento diverse e le condizioni dei campi sui quali si disputano queste gare ci portano spesso a dei problemi.

Per quanto riguarda Riza Durmisi, invece, tutto procede nel migliore dei modi. Effettueremo gli ultimi controlli al termine della prossima settimana e, a seguito di tali controlli, contiamo di reintegrare l’esterno con il resto della squadra”.SSLAZIO.IT

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate (Il Messaggero): “Quanti errori deve fare ancora Wallace per diventare una riserva?” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "Per parma ci sono due ballottaggi. Credo che giocherà Caicedo al fianco di Immobile con Luis Alberto risparmiato in ottica Marsiglia, anche in virtù della squaliica di Correa. In difesa non capisco come possa giocare ancora Wallace dopo quanto fatto con la Fiorentina. Sembra che in realtà sia lui il favorito su Luiz Felipe, vedremo come andrà a finire. La mia sensazione è che Wallace non sia neanche sereno, ad ogni errore ne segue un altro. Inoltre ha dato la sensazione di esprimersi meglio sul centro-sinistra, zona in cui è tornato Radu. Marusic? Problema fisico superato, sarà a disposizione a Parma"

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POLITICA SPORTIVA

Malagò: “Lotito in Figc? sta a Gravina dipanare questa delicata matassa”

"Lotito candidabile? Sta a Gabriele Gravina ora dipanare questa matassa, che è delicata. A noi è stato chiesto un parere e lo abbiamo fornito, dopodiché credo che ognuno sappia giudicare molto bene lo stato dell'arte". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commentando la sentenza della Corte d'appello federale che ieri ha ribaltato il parere del Collegio di Garanzia sulla candidabilità del presidente della Lazio a consigliere federale. "Non ho mai giudicato o commentato la sentenza di nessuno, però è un nuovo passaggio di quelle che sono interpretazioni diverse", ha aggiunto Malagò a margine del premio 'Mecenate dello Sport – Varaldo Di Pietro' al Salone d'Onore del Coni, sentenziando che "su altre situazioni non mi sembra che ci siano controversie in corso. Su questa tutti gli addetti ai lavori sanno bene le cose come stanno".Ansa