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DICHIARAZIONI

Inzaghi: “Con la Spal per ripartire, ma con le grandi dobbiamo migliorare…”

Lazio-Spal si avvicina, Inzaghi è tornato al lavoro con i suoi per preparare il launch match di domenica (12.30) in esclusiva su DAZN. E proprio ai microfoni di quest'ultima ha rilasciato una breve intervista: "Senz'altro dobbiamo migliorare. Abbiamo incontrato una grande Inter, molto cinica che ha sfruttato al meglio le occasioni. Non ricordo parate di Strakosha mentre ne ricordo di Handanovic, fermo restando che l'Inter ha meritato la vittoria. Noi dobbiamo crescere perché contro avversarie così forti fatichiamo, però dovevamo essere più determinati e cinici. Da dove riparte la Lazio? Riparte dal fatto che siamo in crescita, siamo quarti in classifica e sappiamo che le nostre rivali non si possono fermare. Da domenica cercheremo di ripartire nel migliore dei modi. Leiva? Parlare di Lucas sarebbe riduttivo, un giocatore importante è mancato ma Badelj ha fatto un'ottima gara, poi si è fermato anche lui. Siamo in emergenza ma abbiamo gli uomini per sopperire".

 

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ESCLUSIVE

‘DOA’ – Tolfa: “Inzaghi, devi osare di più! Cambiare modulo per dare una scossa alla Lazio” (AUDIO)

 

 

"Non riuscire a battere una grande è diventato un problema. L'inizio di stagione, escluse appunto le partite con le big e il derby, non è stato affatto pessimo, ma nelle partite di cartello vedo una Lazio quasi inerme di fronte all'avversario. Credo che le responsabilità siano da attribuire anche al tecnico Simone Inzaghi, che stimo e apprezzo, ma potrebbe fare di più. A volte il grande allenatore si riconosce anche dalle invenzioni, dalle intuizioni che cambiano le sorti di un incontro. Prima Inzaghi cambiava molto, vedevamo una Lazio camaleontica, ora invece siamo troppo ancorati a questo sistema di gioco. Dovrebbe osare di più, trovare altre soluzioni per dare un volto diverso alla sua Lazio".

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RASSEGNA STAMPA

Sergej e Luis, una crisi di coppia

ROMA Il mal di big ora è cronico, così come la scomparsa dei gioielli di famiglia dopo l'exploit del primo anno. Che fine hanno fatto Milinkovic e Luis Alberto? Impossibile pensare di poter competere con le grandi senza i due giocatori di maggior talento. Sergej tranne a Udine non è mai uscito dal campo, eppure contro l'Inter è scomparso ancora una volta dopo un lampo (il lancio per Immobile). Lui continua a giocare perché è un diesel e forse è l'unico modo per poter riammirare prima o poi il campione, eppure alla decima giornata viene il sospetto che ci sia qualcosa che vada oltre il semplice ritardo di condizione. E' vero, il serbo dopo il mondiale (dove non ha certo brillato) aveva saltato tutto il ritiro e anche l'anno scorso a questo punto del campionato aveva collezionato soltanto 2 gol. Oggi è fermo a una rete e un assist, realizzati nell'unica gara (col Genoa) in cui si è rivisto un barlume del vecchio Milinkovic. Ma rispetto al passato è evidente l'involuzione in altri numeri: Sergej quasi (0.4 volte a partita rispetto all'1 dell'anno scorso) non tira e, quando lo fa, prende male la mira, vince meno duelli arei (il 36% contro il 55% del 2017/18). Dati confermati anche contro l'Inter, quarto big match in cui il numero 21 si è eclissato dopo 3 occasioni create e una sforbiciata alle stelle. Non accelera, non sterza coi piedi eppure percorre con l'Inter quasi 12mila chilometri. Non gli manca dunque la gamba, forse adesso c'è pure una questione tattica. Il suo genio è contenuto quando gioca Caicedo, che occupa più spazio vicino a Immobile, e c'è meno libertà di azione. Inzaghi nell'ultimo periodo è stato quasi costretto a limitarlo nel ruolo da mediano, da quando è sparito Luis Alberto. Lo spagnolo l'anno scorso svariava, permetteva al serbo d'inserirsi e diventare incontenibile. Non a caso, dei 12 gol realizzati da Sergej, ben 7 erano arrivati da dentro l'area di rigore. Nel monday night Luis Alberto l'ha vista solo dalla panchina, dal momento che continua a lamentare una misteriosa pubalgia. Senza aver giocato, il numero 10 ieri era di nuovo a riposo (lavoro in solitario) a Formello, anche il suo caso per la Lazio sta diventando deleterio. E' presto per dirlo, ma sembra già di rivedere la fine di Zarate e Felipe, trattenuti a Roma nonostante proposte milionarie dopo i fasti di una sola stagione. Non arrivò mai la loro consacrazione. La storia rischia di ripetersi con Milinkovic e Luis Alberto, uno fresco di rinnovo e l'altro in attesa. Respinto in estate un doppio assalto complessivo da 135 milioni, quanto propongono oggi Milan e Siviglia?
L'EVENTOCorsi e ricorsi. Così diventa impossibile per Inzaghi, senza altri sostituti campioni in rosa, poter competere alla pari con le squadre di vertice. Una problema che non riguarda poi solo questa panchina, ma ormai un'intera era Lotito: dal 2004 (avvento di Lotito) a oggi, contro Juve, Milan, Inter, Napoli e Roma, in 136 partite la Lazio ha totalizzato (tra andata e ritorno in A), solo 24 vittorie, 35 pareggi e ben 77 sconfitte, con 138 gol fatti e ben 242 subiti. Almeno c'è un salto di qualità con lo sponsor: evento Marathonbet oggi a Formello con alcuni tifosi (estratti) che faranno una foto ufficiale in tribuna insieme ai giocatori e ai manager biancocelesti. Almeno lì si rivedranno Milinkovic e Luis Alberto nelle loro vesti. 

Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘9 Gennaio 1900′ – Pieretti: “Con l’Inter resa incondizionata. Il gap tecnico figlio del mercato estivo’ (AUDIO)

'9 Gennaio 1900' – Simone Pieretti (Il Tempo): “Resa incondizionata da parte della Lazio. Ieri marcata una differenza clamorosa tra le due squadre, non solo in campo ma creata nel mercato estivo, basti pensare a De Vrij. Non è un caso che Inzaghi che finora abbia utilizzato gli stessi  elementi dello scorso anno con la sola eccezione di Acerbi. Migliore Inter della stagione? Non mi attendevo una svolta nerazzurra così marcato, non credevo in un predominio così netto all'Olimpico; i nerazzurri stanno risolvendo gradualmente i loro problemi economici aumentando di competitività. La Lazio ha un organico inferiore anche rispetto a Juve, Napoli e Inter: ieri in panchina mancava anche Nainggolan. Il progetto Lazio nasce dal presidente e dal ds; Inzaghi aveva chiesto Gomez, è arrivato Correa. Se i risultati non dovessero arrivare ci dovrebbe essere almeno una corresponsabilità della club con il tecnico. La Lazio è migliorata rispetto a se stessa ma non in confronto alle altre concorrenti”.    

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STATISTICHE

Tecnici, Inzaghi tra i migliori 50 nell’anno solare 2018

Tanti allenatori italiani presenti, ma non Ancelotti. Il perché è presto spiegato: la classifica stilata dal magazine inglese ‘Four Four Two’ è quella relativa ai cinquanta migliori tecnici dell’anno solare 2018: Re Carlo è stato esonerato dal Bayern nel settembre del 2017 e ha esordito sulla panchina del Napoli ad agosto nella partita vinta per 2-1 all’Olimpico contro la Lazio. Troppo poco per giudicare l’operato del romagnolo. Le curiosità e gli spunti di riflessioni non mancano, a cominciare dalla caduta di José Mourinho (“solo” al numero 25) e dall’assenza diJulen Lopetegui. Pioli e Giampaolo? Per i britannici hanno fatto meglio di Spalletti. E poi, ancora, uno “svincolato” tra i primi tre al mondo e un 31enne al nono posto. Avete capito di chi si tratta? Date un’occhiata.

50. Brendan Rodgers (Celtic)
49. Simone Inzaghi (Lazio)
48. Ricardo Gareca (Perù)
47. Sean Dyche (Burnley)
46. Juan Carlos Osorio (Paraguay)
45. Ariel Holan (Independiente)
44. Abel Ferreira (Braga)
43. Rudi Garcia (Marsiglia)
42. Quique Setien (Betis)
41. Eddie Howe (Bournemouth)
51. 40. Gareth Southgate (Inghilterra)
39. Luciano Spalletti (Inter)
38. Stefano Pioli (Fiorentina)
37. Abdullah Avci (Istanbul Basaksehir)
36. Adi Hutter (Eintracht Francoforte)
35. Marco Giampaolo (Sampdoria)
34. Rafael Benitez (Newcastle)
33. Sergio Conceiçao (Porto)
32. Marcelo Gallardo (River Plate)
31. Unai Emery (Arsenal) 
52. 30. Bruno Genesio (Lione)
29. Niko Kovac (Bayern Monaco)
28. Renato Gaucho (Gremio)
27. Jose Bordalas (Getafe)
26. Domenico Tedesco (Schalke)
25. José Mourinho (Manchester United)
24. Pablo Machin (Siviglia)
23. Gian Piero Gasperini (Atalanta)
22. Paulo Fonseca (Shakhtar Donetsk)
21. Zlatko Dalic (Croazia) 
53. 20. Thomas Tuchel (PSG)
19. Phillip Cocu (senza panchina)
18. Antonio Conte (senza panchina)
17. Janne Andersson (Svezia)
16. Luis Enrique (Spagna)
15. Marcelino (Valencia)
14. Lucien Favre (Borussia Dortmund)
13. Eusebio Di Francesco (Roma)
12. Leonardo Jardim (senza panchina)
11. Tite (Brasile) 10. Ernesto Valverde (Barcellona)
9. Julian Nagelsmann (Hoffenheim)
8. Maurizio Sarri (Chelsea)
7. Mauricio Pochettino (Tottenham)
6. Didier Deschamps (Francia)
5. Jurgen Klopp (Liverpool)
4. Massimiliano Allegri (Juventus)
3. Diego Simeone (Atletico Madrid)
2. Zinedine Zidane (senza panchina)
1. Pep Guardiola (Manchester City) 
 

Il Corriere dello Sport

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POLITICA SPORTIVA

FIGC, Sibilia e Miccichè vicepresidenti. Rinviata composizione Comitato Presidenza

Dopo nove mesi di commissariamento è ripresa l’attività del Consiglio Federale, il primo della nuova era targata Gabriele Gravina. Un Consiglio definito dal neo presidente “intenso e partecipato”, che ha eletto vice presidenti all’unanimità Cosimo Sibilia (vicario) e Gaetano Miccichè, mentre è stato deciso di rinviare ad una successiva riunione l’elezione dei membri del Comitato di Presidenza.

Dopo aver ricordato quattro figure di spicco del calcio italiano scomparse negli ultimi mesi, l’allenatore Gustavo Giagnoni e gli arbitri Sergio Gonella, Claudio Pieri e Luigi Agnolin, Gravina ha augurato ai consiglieri “una stagione di lavoro fruttuoso e incisivo, perché le aspettative sono tante e tali da assumerci tutti le responsabilità cui siamo chiamati dall’attuale momento storico”, anticipando la necessità di affrontare in una prossima riunione la modifica degli artt. 49 e 50 delle NOIF. Il neo presidente della FIGC ha poi annunciato di voler portare in discussione e approvazione entro il prossimo 31 dicembre le nuove norme relative alle Licenze Nazionali per l’iscrizione ai campionati professionistici.

“Ci ispiriamo ad un percorso di riforma e rilancio del calcio italiano – ha annunciato Gravina nella conferenza stampa che ha fatto seguito al Consiglio – e profonderemo tutto il nostro impegno per raggiungere i primi risultati entro pochissime settimane. Il primo tema che sarà affrontato è quello delle licenze nazionali. Entro il 31 dicembre, sei mesi prima dell'ipotetica scadenza storica, si fisseranno le regole per potersi iscrivere ai campionati. Saranno norme chiare che eviteranno tutte quelle zone grigie che negli ultimi mesi hanno creato tensioni".

Tra gli argomenti all’ordine del giorno il format del Campionato di Serie B. Tenuto conto delle diverse pronunce dei vari gradi della giustizia sportiva e della giustizia amministrativa, in attesa del giudizio di merito del Consiglio di Stato previsto per il prossimo 15 novembre, è stata avviata una riflessione tesa alla tutela del valore della competizione sportiva. “Dobbiamo dare risposte ai milioni di tifosi italiani coinvolti in questa situazione – ha avvertito il presidente federale – e considerare che al 15 novembre saranno già state disputate 13 giornate del campionato di Serie B. Vogliamo rispettare la competizione sportiva: non possiamo essere testardi a prescindere perché saremmo degli irresponsabili, non dobbiamo aggiungere al danno una beffa. Auspico che da domenica giochino tutti e credo che il mio auspicio sarà accolto dai responsabili della Lega Pro. È arrivato il momento di giocare a calcio”.

Come contenuto nella piattaforma programmatica che ha accompagnato la sua elezione a presidente, Gravina ha proposto l’istituzione di sei tavoli di lavoro con oggetto i temi di cui la FIGC e tutto il calcio italiano necessitano attraverso una riforma complessiva. I tavoli saranno composti da autorevoli esperti delle materie di riferimento e i singoli coordinatori si confronteranno sotto l’egida del presidente federale in una sorta di comitato di gestione. Questi gli argomenti che poi verranno sottoposti al Consiglio Federale: governance (controlli e statuto), giustizia sportiva, riforma dei campionati, impiantistica, marketing (sviluppo economico e commerciale) e Club Italia. “Ci saranno anche delle professionalità esterne al mondo del calcio – ha sottolineato Gravina – e auspichiamo l’ingresso di figure di respiro internazionale”.

figc.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Bernardini (Il Messaggero): “Milinkovic così non va, è contro le big che deve fare la differenza” (AUDIO)

EMILIANO BERNARDINI (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "La situazione infortunati riguarda la lesione tra il primo ed il secondo grado di Leiva. Eravamo stati ottimisti, rienterà dopo la sosta, almeno 40 giorni dovrebbe stare fermo. Tra domani e dopodomani farà accertamenti strumentali anche Leiva. Si teme anche per lui la lesione, dovrebbe fermarsi per 20 giorni circa. Berisha ha ancora un fastidio al polpaccio. Se lo porta dietro da Parma, vediamo se contro la Spal ci sarà dall'inizio. Se ieri fosse stato bene sarebbe entrato lui e non Cataldi. Sicuramente la Lazio in questa prima parte di stagione è stata penalizzata anche dall'incapacità di ripetersi ad alti livelli di Milinkovic e Luis Alberto. Sorge il dubbio che cedendo il serbo la campagna acquisti sarebbe potuta essere migliore. Il danno è doppio, da un lato hai un danno patrimoniale, dall'altro il ragazzo non sta rendendo come potrebbe. Sono giocatori fondamentali. Da Milinkovic ci si attende qualcosa di importante in gare come quella di ieri. Deve fare la differenza, deve prendere in mano la situazione. Una cosa che ieri sera mi ha fatto molto arrabbiare è stata anche la percezione che non sia stato in grado neanche di metterla sulla battaglia"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Speriamo sempre nel miracolo, ma è la voglia di investire che fa la differenza” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "La Lazio non può pensare che ogni anno sia uguale a quello precedente, noi siamo ancora in attesa che Luis Alberto e Milinkovic si ripetano. In questo contento si potrebbe pensare di far giocare dall'inizio Correa, ma quella è una scelta tecnica di Inzaghi. Se passa il messaggio che stiamo facendo grandi cose, quando gli acquisti sono sempre di giocatori che costano 7-8 milioni di euro e per prendere Acerbi servono 40 giorni, diciamo una cosa non vera. E' la voglia dell'investire che fa la differenza. Noi speriamo sempre nel miracolo, mentre altri club come l'Inter partono con delle certezze. E' evidente che l'Inter sia superiore alla Lazio, ha speso. C'era stato detto che c'erano 40 milioni di euro da spendere, invece abbiamo fatto mercato con la cessione di Anderson. Se spendi 25 milioni per due ragazzi giovani vuol dire che spendi male. Non diciamo che stiamo facendo cose straordinarie sbagliamo. La Lazio sta facendo le cose per bene, non di più, poi vedremo se arriverà al quarto posto. Non si può sperare che vada tutto bene, le ciambelle non riescono sempre con il buco. Noi dobbiamo giudicare quello che vediamo, non pensare che potenzialmente le cose possono essere diverse"

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ARBITRI

Moviola Lazio-Inter: Irrati bene, ok la rete di Icardi. Radu, giallo giusto

Partita pressoché perfetta da parte dell’internazionale Massimiliano Irrati, forse stanco di essere solo «il VAR del Mondiale». Sempre molto vicino all’azione, sempre deciso, sicuro, presente in ogni fase della partita, pronto a chiudere proteste e comportamenti sopra le righe (vedi Immobile e Vrsaljko) con grande personalità. Ha anche il merito di tenere sempre dritta la barra del metro di giudizio: non è poco. Buon apporto dai due assistenti, Vuoto e Manganelli. Solo conferme silenti da parte del VAR (Rocchi e Alassio).

REGOLARE – È regolare la prima rete di Icardi: quando Vecino tocca in avanti, davanti a lui c’è Luiz Felipe, sul quale carambola il pallone, ed è lui che tiene in gioco l’attaccante argentino.

NO PENALTY – La Lazio ha protestato per tre episodi in area. Nessun dubbio sul secondo: Milinkovic-Savic finisce per autosgambettarsi e perdere l’equilibrio dopo che ha colpito la caviglia di un Asamoah nel caso incolpevole. Qualche riflessione in più merita il braccio sinistro appoggiato su una spalla sempre di Asamoah su Caicedo, poco però per un metro di giudizio piuttosto alto. Sul terzo episodio, Vrsaljko prende il pallone, poi Immobile cade, non c’è fallo.

DISCIPLINARE – Manca, forse, un giallo per Skriniar (fallo su Immobile al limite dell’area), per il resto Irrati è stato perfetto: giuste le ammonizioni per Brosovic (su Caicedo in ripartenza), Asamoah (su Marusic), Immobile (proteste), Radu (brutto fallo su Politano) e Vrsaljko (proteste), Cataldi (su Vecino).Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cardone (La Repubblica): “Lazio-Inter il risultato dell’ingiustizia dello scorso anno…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a 'NMM': "La mancata Champions dello scorso anno è ancora una ferita aperta, ha cambiato anche il mercato. Quella dello scorso anno è stata un'ingiustizia e la Lazio si porta ancora dietro l'onda lunga della stessa. Sono cambiati i budget di mercato rispetto all'Inter. Distanza che poi in campo si tramuta in quello che abbiamo visto ieri. Certo che la Lazio poteva comunque fare qualcosa di più in campo. Mi piace molto l'atteggiamento di Simone INzaghi che, anche alla vigilia della gara con l'Inter, ha ricordato che lo scorso anno se non fosse stato per gli errori arbitrali ora le cose sarebbero state diverse. Fa bene a ribadire la verità. Infortuni? Su 29 giocatori ieri ne erano a disposizione 28, ma è vero che ci sono stati molti infortuni muscolari. Una riflessione sulla preparazione atletica va fatta, ma non mi sembra che ci sia una situazione di emergenza così grave"