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STATISTICHE

Lazio-Inter, numeri e statistiche del match

Lazio-Inter 0-3

STATISTICHE

  • 13 Occasioni da gol create 12
  • 21 Tiri effettuati 18
  • Tiri in porta 7
  • 1.32 Expected goals 1.45
  • 575 Tocchi di palla 805
  • 306/376 Passaggi 538/619
  • 81.4% Passaggi riusciti 86.9%
  • Striscia media di passaggi 6
  • 6/20 Cross in campo aperto 2/9
  • 16/26 Passaggi in area avversaria 10/17
  • 21′48′’ (42%) Possesso palla 29′58′’ (58%)
  • 60.4% Territorio 39.6%
  • 106.759 Chilometri percorsi 107.413

TOP PLAYER

  • Top player tiro Parolo 4
  • Top player passaggi Acerbi 37/45
  • Top player precisione passaggi Radu 93.3%
  • Top player tocchi di palla Lulic 68
  • Top player occasioni create Lulic, Milinkovic-Savic 3
  • Top player passaggi offensivi Lulic 11/18
  • Top player cross Lulic 4/8
  • Top player km percorsi Milinkovic-Savic 11.981
  • Top player velocità media Parolo 8.1 km/h
  • Top player velocità singolo scatto Radu 30.58 km/h
  • Top player duelli totali vinti Acerbi, Radu, Marusic, Lulic, Caicedo 6
  • Top player dribbling Correa, Immobile 3
  • Top player palle recuperate Luiz Felipe, Marusic 8
  • Top player tackle Radu 3
  • Top player anticipi Acerbi, Radu, Parolo, Cataldi 2
  • Top player disimpegni Marusic 3
  • Top player duelli aerei vinti Acerbi, Radu 3

I NUMERI

A parità di numeri, prevale la qualità. Lazio e Inter hanno messo in campo piani di gioco simili che hanno prodotto numeri simili (tiri 21-8, occasioni 13-12, parate 4-4, expected goals 1.32-1.45), ma l’Inter ha saputo concretizzare con Icardi laddove Immobile aveva sprecato, e da lì il tasso tecnico nerazzurro ha prevalso su quello biancoceleste, grazie anche all’assenza di Leiva e poi di Badelj a partita in corso. Alla fine l’Inter toccherà la palla 230 volte più della Lazio, con ben 6 giocatori (Asamoah, Brozovic, Miranda, Vrsaljko, Skriniar e Vecino) in grado di effettuare almeno 50 passaggi, numero cui non è arrivato nessun biancoceleste. E se la sfida degli attaccanti è stata vinta da Icardi, stesso discorso va fatto anche per i difensori, con le 14 chiusure del quartetto ospite contro le del trio Luiz Felipe-Acerbi-Radu

Fonte: Laziopage.com

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APPROFONDIMENTI

Senza i gol di Immobile cala il buio: cercasi fantasia disperatamente

La fantasia non abita più a casa LazioLuis Albertoseduto in panchina, un fantasma afflitto dalla pubalgia e da una condizione atletica approssimativa, è sparito dopo un anno da fenomeno e bisogna ancora ritrovarlo. Milinkovic corre e si sacrifica, si è trasformato in mediano, ma non inventa più, non trova la giocata, non entra in area di rigore. Quei due, lo scorso anno, avevano fatto la differenza e trascinato in alto la Lazio. In otto presenze di campionato il centrocampista serbo ha realizzato un solo gol (di testa) con il Genoa all’Olimpico. Se arrivano le big, non si accende la luce. La squadra di Inzaghi, negli ultimi trenta metri, spara a salve: non produce occasioni, sbatte sul muro, deve rovesciarsi in avanti e scopre la difesa per sostenere l’attacco. Non può pensarci sempre Immobile a risolvere con i suoi gol e gli assist, come è successo a Marsiglia, quando ha mandato Caicedo in porta. Ieri Ciro ha perso il duello con Icardi. Un’occasione fallita nel primo tempo, tamponato da Miranda. Un’altra nella ripresa, s’è ritrovato davanti ad Handanovic, tiro centrale, lo sloveno ha respinto. Neppure il gol della bandiera o della consolazione. La verità è una: se Immobile non segna, si fa buio per la Lazio, ancora di più ieri notte senza Luis Alberto, con Milinkovic spento, Correa in panchina.corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “Con l’Inter un brusco stop, Leiva insostituibile”. Rambaudi: “La Lazio non può competere a questi livelli” (AUDIO)

Oddi: "Mi aspettavo una rivincita, invece è andato tutto storto. La Lazio ha giocato male e ha concesso all'Inter ciò che voleva. Non basta la sola assenza di Leiva per giustificare una partita del genere. Pensavamo che dopo Marsiglia la Lazio era tornata quella della scorsa stagione, invece ci siamo dovuti ricredere. E' un passo indietro pesante, a tratti sembravamo una squadra di Serie B rispetto ai nerazzurri. Senza Lucas Leiva cambierei modulo per dare più equilibrio".

 

Rambaudi: "Era un esame importante, mi ha dato conferma che la lazio non è competitiva per alti livelli. Pur avendo iniziato bene, la superiorità dell'Inter è emersa. Rimane un'ottima squadra, ma non ha fatto quel salto ulteriore: è forte con i deboli, debole con le forti. Per migliorarla bisognava essere più aggressivi sul mercato".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Pinelli: “Lazio indebolita dal punto di vista medico. Inzaghi deve dare imprevedibilità” (AUDIO)

 

Pinelli: "La Lazio si è rafforzata sotto il punto di vista tecnico, ma sotto il punto di vista sanitario si è indebolita. Le questioni Berisha, Badelj e tutte le varie ricadute ne sono un esempio. La stessa, famosa telefonata fra Lotito e Inzaghi testimonia come l'argomento staff medico sia ancora attualle in casa Lazio. Milinkovic? Si fa scivolare addosso le chiacchiere di mercato, per questo non mi spiego l'involuzione. Inzaghi? Deve dare imprevedibilità, saper cambiare pelle alla sua squadra".

 

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SERIE A

Lazio 0-3 Inter, il tabellino

LAZIO-INTER 0-3

Marcatori: 28', 70' Icardi (I), 41' Brozovic (I)

 

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu (78' Bastos); Marusic, Parolo, Badelj (34' Cataldi), Milinkovic, Lulic; Caicedo (69'Correa), Immobile.

A disp.: Proto, Guerrieri, Wallace, Caceres, Patric, Lukaku, Murgia, Berisha, Luis Alberto.

All.: Inzaghi.

 

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Vrsaljko, Miranda, Skriniar, Asamoah; Brozovic, Vecino (87' Gagliardini); Politano (87' Keita), Joao Mario (57' Borja Valero), Perisic; Icardi.

A disp.: Padelli, Ranocchia, de Vrij, Dalbert, D'Ambrosio, Martinez, Gagliardini, Candreva.

All.: Spalletti.

 

 

Arbitro: Massimiliano Irrati (sez. Pistoia)

Ass.: Vuoto – Manganelli

IV uomo: Manganiello

VAR: Rocchi

AVAR: Alassio

 

NOTE. Ammoniti: 18' Brozovic (I), 26' Asamoah (I), 31' Immobile (L), 48' Radu (L), 48' Vrsaljko (I), 71' Cataldi (L)

Recupero: 1' pt, 4' st.

 

 

Serie A TIM, 10ª giornata

Lunedì 29 ottobre 2018, ore 20:30

Stadio Olimpico di Roma

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APPROFONDIMENTI

Badelj torna ai box, sospetto stiramento: con la Spal tocca a Cataldi?

Doveva raccogliere l'eredità di Leiva, ma la sua partita non è durata neanche un tempo. Il Lazio-Inter di Milan Badelj ha lasciato il segno, ma in negativo, visto che il croato ha accusato un fastidio al flessore della coscia destra. Nelle prossime 48 ore ci saranno i controlli, ma il rischio stiramento è concreto, stessa sorte di Lucas Leiva, per il quale si parla di uno stiramento fra il primo e il secondo grado. Il problema regista verrà risolto da Cataldi, scelto già ieri nell'emergenza al posto di Badelj, preferito anche a Berisha (non al meglio anche il kosovaro) che Inzaghi ha voluto preservare. Per l'ex primavera la grande occasione di riprendersi la Lazio dopo due stagioni travagliate, almeno fino al piano recupero di Lucas.

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DICHIARAZIONI

Spalletti: “De Vrij è emotivo, non volevo esporlo ai fischi. Noi l’anti Juve? Pensiamo a noi stessi” (AUDIO)

Tre gol, tre punti ed aggancio al secondo posto in classifica. La serata perfetta dell’Inter all’Olimpico esalta il popolo nerazzurro, ma Luciano Spalletti ci tiene a tenere tutti con i piedi ben saldi a terra: “Non dobbiamo pensare di essere l’anti Juve. Dobbiamo essere l’anti-noi, dobbiamo pensare prima di tutto a noi stessi”.

DE VRIJ — Il primo pensiero va all’assenza del grande ex di Lazio-Inter, Stefan De Vrij. Spalletti è chiarissimo: “Non c’era il bisogno di metterlo nelle condizioni di essere fischiato da tutto lo stadio. Probabilmente, date l’emotività e la sensibilità del ragazzo, avrebbe rischiato di sbagliare più di un pallone. Del resto, ho giocatori a disposizione e devo gestire il loro minutaggio, è fondamentale. Prendete Borja Valero: secondo me, è stato il migliore a Barcellona, poi ha faticato. È quello che ha dato di più al Camp Noi, per poi faticare dopo. C’è da considerare anche la fatica. Bisogna mettere la squadra in condizione di giocare”.

JOAO MARIO — Poi Spalletti dà la sua opinione sulla prestazione di Joao Mario, scelto per rimpiazzare l’infortunato Nainggolan: “Secondo me ha fatto bene nel primo tempo, poi ha faticato. il minutaggio si è fatto sentire. L’idea era di fare una staffetta con Borja Valero proprio per gestire entrambi”.

BROZOVIC — Spalletti elogia anche Brozovic, protagonista della vittoria dell’Olimpico: ”Ha la bussola nei piedi, conosce il calcio. Poi è abituato a giocare nella trequarti. Deve avere la caratteristica dello spostare la palla, mettendo in difficoltà gli avversari. Così diventa un giocatore fondamentale. Ha la personalità del giocatore forte. La chiave per esaltarlo è stata il giro palla della difesa. Skriniar e Miranda, insieme ai terzini, lo hanno aiutato”.

MOTIVAZIONI — Infine, una stoccata ai detrattori: “Abbiamo giocato come una settimana fa, devo ricordare cosa si era detto? Siamo all’Inter, è normale essere sotto pressione. Chi non ci crede si faccia da parte”

 

Gazzetta.it

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DICHIARAZIONI

Parolo ammette: “L’Inter ha meritato, noi non ancora pronti per le grandi…” (AUDIO)

Le dichiarazioni di Marco Parolo al termine di Lazio-Inter, ai microfoni di SkySport: “L’Inter ha meritato di vincere. Nel primo tempo è stata una partita equilibrata, loro sono poi stati più cattivi in area e hanno trovato i gol. Bisogna crescere, il calcio è questo. Dobbiamo continuare nel nostro percorso, con le grandi è necessario iniziare a vincere, anche se è fondamentale battere tutte le altre per smuovere la classifica. Speriamo di fare meglio al ritorno. Non sono mancate le energie a causa di Marsiglia, loro sono stati più abili in difesa e in attacco. Sono più abituati a giocare grandi partite a livello internazionale, con il tempo anche noi saremo in grado di farlo”.

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DICHIARAZIONI

Inzaghi: “Niente alibi, dovevamo fare di più. E’ mancata la reazione” (AUDIO)

Le parole di Simone Inzaghi in conferenza stampa al termine di Lazio-Inter.

 

Vittoria netta dell'Inter, cos'è mancato?

Siamo stati in partita, però in queste sfide non puoi permetterti di prendere gol come abbiamo fatto con il primo. Dopo il vantaggio non abbiamo avuto una grande reazione, ma non ricordo parate di Strakosha mentre ne ricordo di Handanovic. Non cerchiamo alibi, dovevamo fare di più. 

Assenza di Leiva determinante?

Sì, però adesso sottolineare presenze e assenze non è giusto. Dobbiamo ammettere che adesso l'Inter sia superiore. Dobbiamo lavorare, l'anno scorso siamo andati a Milano con personalità. Nelle ultime due partite ci sono stati superiori. Abbiamo creato occasioni, ma non possiamo concedere quei gol.

Con le grandi sembra sempre ci sia difficoltà. Cosa manca?

Manca quella condizione che abbiamo nelle altre partite. Forse nelle altre partite non abbiamo Handanovic che fa quelle parate, o un Miranda che fa quei salvataggi. Forse le altre squadre non hanno questo tipo di giocatori. Noi dobbiamo migliorare, ma l'anno scorss a Milano avremmo meritato di più. Nel famoso 20 maggio abbiamo fatto meglio di stasera. Adesso ci lecchiamo le ferite, ma guardiamo avanti e ci riscattiamo con la Spal.

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RASSEGNA STAMPA

E’ la solita Lazio, debole con i forti

ROMA La storia non cambia: la Lazio resta piccola con le grandi. Terza sconfitta stagionale con le prime tre della classifica. L'Inter passa all'Olimpico per 3-0 agganciando il Napoli al secondo posto a quota 22 e scavando un solco di quattro punti con i biancocelesti. La squadra di Inzaghi dura venti minuti poi dopo il vantaggio di Icardi si dissolve. Gara che diventa in discesa per Spalletti che può giocarsela come meglio sa fare: contropiede rapidissimi. Puntualmente tornano a palesarsi i vecchi errori difensivi e di personalità che non permettono mai alla Lazio di fare quel salto in più. I nerazzurri hanno un budget maggiore e sono stati costruiti per altri obiettivi ma è pur vero che non capita di fare un miracolo. E' successo lo scorso anno, il 17 ottobre, a Torino con la Juve poi solo sconfitte. L'onta del 20 maggio non viene cancellata. E pensare che de Vrij, il fantasma di quel giorno, resta in panchina per tutta la gara. 
TROPPI ERRORIL'assenza di Leiva in mezzo al campo si fa sentire tantissimo. Badelj gioca in maniera differente e nella manovra perde sempre un tempo di gioco. Non sta bene e così dopo mezz'ora si deve arrendere per un guaio al flessore destro. I biancocelesti pressano altissimi per non far ragionare l'Inter costretta a lanciare lungo. Milinkovic si sacrifica molto in fase di copertura. Recupera e fa ripartire l'azione. La tattica è efficace: i biancocelesti nei primi venti minuti hanno almeno quattro palle gol. Incredibile quella divorata da Immobile lanciato da solo a rete, non è da lui perdere così l'attimo nel primo controllo. I nerazzurri sono pericolosi con le ripartenze a razzo di Brozovic. Il croato gioca davanti alla difesa ma s'inserisce in continuazione e i centrocampisti laziali fanno fatica a contenere. L'Inter ha più cattiveria e così al primo pallone perso dalla Lazio fa gol. Il solito Icardi, addirittura doppietta: sei gol in campionato. Il settimo personale ai biancocelesti. Stravinto il duello a distanza con Immobile. Malissimo tutta la difesa laziale. La rete e il diluvio che si abbatte sull'Olimpico frenano l'euforia di Ciro e compagni che abbassano i ritmi e diventano meno pericolosi. Una manna per l'Inter che può fare la sua gara. Strakosha ne salva due ma non può nulla sulla botta da fuori area di Brozovic. Esultanza provocatoria sotto i tifosi laziali. Nella ripresa i biancocelesti ci provano ma il copione non cambia: Lazio inconcludente e Icardi letale. Troppi gli errori difensivi. E pensare che nelle ultime tre partite tra coppa e campionato aveva subito un solo gol. 
PROSPETTIVE DIVERSELa Lazio esce sconfitta ma non ridimensionata. Bisogna partire da un punto di partenza differente: contro le big serve il miracolo. I biancocelesti vincono con le medio piccole. Per fare quel salto di qualità, parola abusata, servono altri budget economici che non appartengono al club di Lotito. Una lotta che non è ad armi pari. Inzaghi mantiene il quarto posto in classifica con un vantaggio di tre punti dalle inseguitrici. Esultano ancora una volta i nerazzurri all'Olimpico. La squadra di Spalletti aggancia il Napoli e si ritaglia un ruolo da anti-Juventus. O almeno ci prova.

Il Messagero