Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mauri: “Italia, grosso passo avanti. Ciro? Reagirà bene”. Bernardini: “Rapporto col Mancio mai decollato” (AUDIO)

 

Mauri: "Finalmente una bella Italia, meritava di vincerla prima, è mancata forse un po di concretezza, ma c'è stato un grosso passo in avanti. Ciro? Ci sarà rimasto male, ma ho visto che ha esultato al gol decisivo, quindi sono sicuro che reagirà bene. Giocare in Nazionale è sempre una grande opportunità, rimanere fuori non piace a nessuno, due settimane senza giocare  possono fare la differenza perché si perde ritmo partita. In questi casi conta la testa, e sono convinto che la sua reazione a Parma sarà forte e chiara. 

 

Bernardini: "Immobile non piace a Mancini, la convocazione di Balotelli era un indizio chiaro. Giocare con la maglia azzurra è fondamentale per tutti, a maggior ragione per Immobile, perché affermarsi a livello internazionale è gratificante. Per questo non credo che il 'riposo' sia particolarmente terapeutico, perché giocare in nazionale ti da grande carica".

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Mancini-Immobile? E’ stata una scelta punitiva”. Giordano: “Spero non si abbatta troppo” (AUDIO)

 

Giordano: "Dispiace per Immobile, giocare con la maglia azzurra è fondamentale per il morale. Anche sotto il punto di vista fisico, giocare avrebbe significato mantenersi in ritmo partita. E' chiaro che non fa parte dei pensieri di Mancini, se la Nazionale giocasse più in contropiede forse sarebbe più adatta a Ciro. Attenzione a pensare che Lukaku possa essere il salvatore della patria, è un giocatore normale che può fare comodo, ma non fa la differenza".

 

Cardone: "Scelta di Mancini punitiva, non trova Immobile giusto per il suo gioco e non ha gradito l'immagine postata da Ciro, nonostante avessero chiarito che non era riferita a lui. Mi aspetto una grande reazione di rabbia in campo con la Lazio. Lukaku? Ancora non è pronto".

 

 

Categorie
CALCIOMERCATO

Lazio, intrigo Ramires: la chiave è Leiva

ROMA – L'occasione può fare gioco. I manager di Leiva sono attesi a Roma in questa settimana, l’incontro per il rinnovo del regista è imminente. Gli agenti di Leiva sono gli stessi di Felipe Anderson e di Ramires, il centrocampista dello Jiangsu che in estate era stato individuato per l’eventuale sostituzione di Milinkovic. L’occasione può fare gioco, ossia può servire per riparlare di Ramires, ancora “prigioniero” dello Jiangsu. È bloccato in Cina e i suoi procuratori, Joorabchian e Bertolucci, da mesi stanno provando a liberarlo. Ramires era in parola con la Lazio, aveva dato l’assenso al trasferimento, s’era messo in attesa. Da un lato lui e i suoi agenti lavoravano per convincere lo Jiangsu a liberarlo a zero, dall’altro si tenevano vivi i contatti con Lotito e Tare e si aspettavano novità dalla vicenda Milinkovic. Lo ha detto anche Lotito di recente: «Avevamo un piano per sostituire Milinkovic…». Il piano era Ramires. Sergej è rimasto per la gioia di Inzaghi e dei tifosi laziali, non s’è fatto nulla col brasiliano. La Lazio, per convincere lo Jiangsu a liberarlo, avrebbe potuto presentare un’offerta. Ilpiano, però, prevedeva l’acquisizione di Ramires a zero e il riconoscimento di un contratto da 3-4 milioni al giocatore. Ramires s’era detto pronto a rinunciare agli 11 milioni di stipendio percepiti in Cina.

IL SOGNO – L’ex Chelsea è sotto contratto con lo Jiangsu fino al dicembre 2019. Suning non gli ha fatto sconti e gli ha fatto pagare il no al trasferimento all’Inter (gennaio scorso) e il no al rinnovo. Ramires, fallito il trasferimento alla Lazio, è stato vicino al Benfica. Lo Jiangsu non ha acconsentito, lo avrebbe fatto solo ottenendo la firma di Ramires su un nuovo contratto.

Corrieredellosport.it

Categorie
NAZIONALI

Italia, Mancini spiega il mancato ingresso in campo di Immobile: “Avevo bisogno di centimetri per i calci piazzati”

L'Italia torna a vincere, mettendo in cascina 3 punti fondamentali nel girone della Nations League. Evitata la retrocessione, ora con il Portogallo ci sarà uno spareggio per il primo posto, nell'ultima giornata. Biraghi grande protagonista ieri sera, con il gold ecisivo al 92' in un'Italia bella e convincente con il tridente 'leggero'. A far discutere, l'esclusione di Ciro Immobile, scaldatosi per quasi tutto il secondo tempo e poi lasciato in panchina per l'ingresso in campo inaspettato di Lasagna. Scelta azzeccata del Mancio, visto che l'attaccante dell'Udinese fornisce l'assist per il terzino viola. Il tecnico di Jesi, ha commentato così la scelta di tenere a riposo l'attaccante della Lazio: "Ho preferito mettere Lasagna piuttosto che Immobile perché è più forte di testa, avevamo bisogno di centimetri anche per evitare di prendere gol su calcio piazzato".  Proprio di testa infatti, il numero 9 azzurro ha regalato il pallone vincente a Biraghi, anche se Ciro non l'ha presa bene. 

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Più psicologo che allenatore, una sosta diplomatica per ritrovare la migliore Lazio

ROMA Più psicologo che allenatore. Simone Inzaghi si è concentrato sulla testa dei suoi per cercare di risolvere i problemi. Terapia di gruppo. Troppe individualità. Uno sbandamento che rischiava di costare caro. E così nelle ultime settimane ha parlato allo spogliatoio. Niente più urla ma tanta diplomazia per far ritrovare le giuste motivazioni allontanando personalismi e gelosie. Il caso Luis Alberto, l'ultimo in ordine di tempo, non è stato di facile gestione. Eppure Inzaghi si è dimostrato all'altezza della situazione. Tra prestazioni al ribasso e rinnovi (promessi e) non mantenuti, lo spagnolo ha deluso le aspettative. La sconfitta nel derby gli è costata la bocciatura definitiva e le panchine contro Francoforte e Fiorentina. «Scelta tecnica» la versione della società. «Infortunio» la replica del calciatore che già il 20 settembre scorso, dopo il match contro l'Apollon Limassol, aveva raccontato della sua patologia, mai riscontrata dallo staff medico. La società, presa a cuore la questione, lo avrebbe invitato a sottoporsi ad ulteriori esami, salvo poi pretenderlo in campo in allenamento difronte all'ennesimo capriccio. Insomma, «se stai male, fai l'ecografia in clinica, altrimenti ti alleni». Questo il senso del messaggio recapitato a Luis Alberto, che ha scelto sì la via dei controlli, ma a domicilio. Da giorni il trequartista è seguito nella sua abitazione dell'Olgiata da Ruben Pons Aliaga, fisioterapista di fiducia conosciuto ai tempi del Liverpool, che con l'aiuto di un preparatore atletico alterna terapie ad esercizi personalizzati. Le sedute casalinghe, pubblicate sui social network dall'ex Siviglia, non sono piaciute dalle parti di Formello. «Se sta male, perché era a disposizione per le ultime due partite?» si è chiesto più di qualcuno, mentre Inzaghi si consultava con il ds Tare e il club manager Peruzzi per trovare una soluzione e non disperdere un «patrimonio» del genere.
QUESTIONE DI RINNOVODopo il summit della scorsa settimana è arrivata la decisione: fisioterapia a domicilio accordata, ma «martedì ci vediamo a Formello» in vista della sfida di domenica a Parma (venduti già 2140 biglietti). Simone Inzaghi ha usato il bastone e la carota. Prima il confronto nella pancia dell'Olimpico nel post derby, poi il permesso per curarsi lontano dal centro sportivo. Qualcuno, però, giura che l'indolenza, o meglio la pubalgia sospetta, sia nata sulla scia del mancato adeguamento di contratto. Luis sperava di emulare Immobile e Milinkovic, premiati dal presidente Lotito con nuovi e lauti accordi per la «fedeltà al club» e per essere stati gli unici ad aver «ricevuto offerte importanti da altre squadre». In realtà, lo spagnolo non è l'unico ad aver sognato un aumento. Quasi tutti i big, tranne Leiva (lo avrà a breve), avrebbero bussato a Villa San Sebastiano, compreso Strakosha. Risposta: «Vi siete fatti fregare all'ultimo contro l'Inter e ora venite a chiedere?». Porta chiusa, per ora. 

Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Mani pulite: Milinkovic convocato dalle autorità belghe

ROMA Parte dalla panchina anche in Nations League contro la Romania, Milinkovic stavolta non sforna un altro tacco meraviglia: entra al 63' e non cambia il risultato (0-0) della partita. Per lo meno fra oggi e domani tornerà a Formello con appena 40' sulle gambe, adesso Sergej deve riportare al top la sua condizione. Inzaghi non vede l'ora di riabbracciarlo insieme a tutti gli altri nazionali in vista del Parma. Su Milinkovic rimane però da capire anche come stia la sua testa. Perché, scarso impiego a parte, era comunque meglio la chiamata dalla Serbia di quella dal Belgio. Non c'è pace per Sergej. Prima la pressione in campo, adesso pure fuori. Nell'ambito dell'operazione Mani pulite, che sta sconvolgendo il calcio al nord della Senna con 19 arresti già effettuati, le autorità belghe ora vogliono ascoltare il centrocampista biancoceleste per vederci chiaro sul suo trasferimento al Genk, ma anche scrive Kurir su quello alla Lazio: «Controversa è la doppia compravendita da 10,5 milioni dove il suo procuratore si sarebbe intascato una grossa somma di denaro», fanno sapere fonti delle indagini. 
ESTRANEITÀL'obiettivo è scoperchiare un sistema corrotto balcanico e incastrare il procuratore Kezman, ieri ancora irreperibile per l'audizione secondo gli inquirenti, che aspettano l'estradizione dei suoi soci dell'agenzia immobiliare, Jankovic (già in manette e in custodia a Belgrado) e Veljkovic, ai quali la BIA (servizi segreti serbi, ndc) ha sequestrato sette appartamenti, un caffè e 1,3 milioni di euro. La Lazio fa sapere di non entrarci nulla e vuole restare fuori da questa storia, ma tutti sanno quanto sia legata in particolare nella persona del ds Tare all'agente Kezman. La Procura belga tra l'altro vuole approfondire anche il giro fatto dal fratello di Sergej, Vanja Milinkovic, ma anche il trasferimento per 450 mila euro all'Ostende di Adam Marusic, approdato poi due estati fa a Formello. Secondo i media montenegrini, Jankovic avrebbe già ammesso alla polizia di aver posto la firma sui contratti di alcuni giocatori ma solo come copertura (dietro corrispettivo) degli affari di riciclaggio di Kezman. Secondo Het Nieuwsblad, l'ex attaccante del Psg sarebbe latitante e si starebbe nascondendo, dopo aver annullato un viaggio.

Il Messaggero

Categorie
NAZIONALI

Valon Berisha: muscoli, minuti e gol per una Lazio da Champions

Poco più di mezz’ora in campo, recuperi compresi: 30 minuti a Francoforte, al posto di Milinkovic, quando la Lazio era già sotto 3-1 e in 9 contro 11, poi altri 9’ contro la Fiorentina, nell’esordio in serie A sostituendo Immobile, per contribuire a difendere il gol di Ciro dall’assalto finale viola. Valon Berisha – ieri titolare nel Kosovo contro le Isole Far Oer (1-1) – non ci è proprio abituato. L’anno scorso, di questi tempi, aveva già giocato 17 partite con la maglia del Salisburgo, fra campionato, coppa nazionale ed Europa, segnando 5 gol. Il primo subito, l’11 luglio, all’esordio stagionale: un rigore sul campo dei maltesi dell’Hibernians nel secondo preliminare di Champions, quando poi venne anche espulso nel finale per un fallo su un avversario. Poi 2 nella coppa austriaca e altri 2 in Europa, e non era ancora finito settembre. Nelle 6 stagioni in Austria ha giocato 233 partite segnando 45 gol: uno anche alla Lazio, dal dischetto, il 5 aprile scorso all’Olimpico. Infortuni seri, solo uno: la rottura del legamento crociato – allenandosi da solo dalle parti di casa sua in Norvegia prima del raduno estivo, capito il tipo? – che gli ha fatto saltare più di metà stagione nel 2014-15. Con la Lazio si è procurato una lesione muscolare a luglio, nel ritiro di Auronzo, che l’ha tenuto ai box per due mesi. Inzaghi spera di sganciarlo presto dall’inizio: può essere l’arma utile a risvegliare una squadra che accusa spesso cali di tensione. Anche perché Berisha sa come si vince: col Salisburgo ha messo in bacheca 5 campionati e 4 coppe nazionali. Nove trofei in tutto: alla Lazio solo in due hanno vinto di più con i club. Il record è di Caceres a quota 12 (fra cui 5 scudetti con la Juve, una Liga e una Champions col Barcellona); poi c’è Proto a 10, tutti in Belgio, calcolando solo le supercoppe in cui è effettivamente sceso in campo. Berisha è terzo con un trofeo in più degli 8 di Badelj. Quattro giocatori tutti arrivati alla Lazio in questo 2018. Magari anche per insegnare come si vince.

Fonte: Il Corriere della Sera 

Categorie
NAZIONALI

Nations League – Biraghi all’ultimo respiro: Polonia ko e retrocessione evitata

All’ultimo respiro di una partita che sembrava stregata l’Italia ritrova la vittoria, l’orgoglio, il senso di squadra. Ci pensa la zampata di Biraghi, appena alla terza presenza, quando ormai lo 0-0 è inchiodato e le lancette stanno per imboccare l’ultimo giro di orologio. Così, in un colpo solo, con il 18° tiro riassaporiamo il gusto del gol, la salvezza nella Nations League e possiamo continuare a sperare di poter sorpassare il Portogallo e magari vincere il gironcino. Ma andiamo piano con i voli pindarici. Un passo alla volta. Accontentiamoci di questa piccola impresa, meritata, ma sofferta, contro una Polonia inguardabile.
È la migliore Italia di Mancini, soprattutto nel primo tempo: sfavillante, dinamica, aggressiva. Solo imprecisa. Senza centravanti e senza gol. Il falso nove, stavolta Bernardeschi, è il simbolo di una squadra bella e inconcludente sino a sfiorare l’autolesionismo. Il primo tempo difficilmente ce lo toglieremo dagli occhi: gioco, triangolazioni, velocità. Manca l’acuto, una vera maledizione. Il tridentino piace e non dà punti di riferimento, ma non graffia. E poi ci si mette anche la sfortuna sotto forma di due traverse nei primi 8 minuti. E quando gli azzurri aggiustano la mira ci mette una pezza lo juventino Szczesny con tre parate una più bella dell’altra. Sembra una partita stregata. Anzi lo è. Sino all’ultimo respiro, l’ultima azione. L’Italia c’è ancora: a un passo dal burrone, la risposta che serve.
Mancini a un mese di distanza stravolge la sua filosofia. A settembre, tra le due partite, aveva cambiato nove giocatori su undici. Adesso neppure uno. Dentro lo stadio della Slesia giocano gli stessi che per un’ora hanno messo in croce l’Ucraina con una sorta di doppio play a centrocampo (Verratti-Jorginho) e il tridentino tecnico in attacco in cui stavolta Bernardeschi fa il falso nove e Insigne a sinistra. Come a Genova, anzi meglio. L’Italia per un tempo incanta, gioco e occasioni, la migliore dopo l’Europeo contiano. La Polonia non si è scrollata di dosso la sconfitta con il Portogallo. Gli azzurri invece danno spettacolo. Un 4-3-3 che nella fase centrale del primo tempo, quando tentiamo il tutto per tutto, diventa 4-2-3-1 con Barella sulla trequarti dietro Berna.
Il problema è sempre lo stesso: il gol. Siamo imprecisi e sfortunati: due traverse, con un tiro da fuori di Jorginho e un allungo di Insigne dopo un cross perfetto da destra di Chiesa. Poi si esalta Szczesny: sullo stesso «brasiliano» del Chelsea, sull’incornata di Chiellini, sul diagonale di Florenzi.
Nel secondo tempo la Polonia prova a riaggiustarsi, cambiando subito gli interni di centrocampo, ma gli azzurri non rinunciano a fare gioco anche se l’intensità scema e sale la stanchezza. Florenzi non controlla un ghiotto pallone, Bernardeschi di testa non trova la porta. L’Italia spinge e rischia in contropiede: Donnarumma salva due volte su Grosicki, uno dei nuovi entrati. La carta giusta è Lasagna, preferito a Immobile. L’esordiente dell’Udinese, convocato quasi per caso al posto dell’infortunato Zaza, trasforma l’angolo di Insigne nell’assist per Biraghi. È la prima vittoria in Nations League. La prima in trasferta dopo un anno. L’Italia dei gregari, campioni per una notte.
Fonte: Il Corriere della Sera 

 

Categorie
NAZIONALI

Per Milinkovic ultima mezz’ora con la Romania: Marusic: stop per problema all’inguine

Sergej Milinkovic ieri nella sfida di Nations League contro la Romania è stato inserito al 18’ del secondo tempo dal c.t. Krstajic (con il Montenegro era entrato a 11 dal termine e con un colpo di tacco aveva avviato l’azione che ha portato Mitrovic al gol del 2-0). Ieri il centrocampista ex Genk è subentrato a Gacinovic al 18’ del secondo tempo e ha ribadito  l’intesa con Mitrovic: un suo assist ha lanciato nel finale l’attaccante al gol, che però è stato annullato per fuorigioco. Da verificare le condizioni di Marusic, che ieri non ha preso parte alla sfida del Montenegro contro la Lituania. L’esterno è rimasto in panchina per un risentimento alla zona inguinale accusato dopo la gara con la Serbia. Un stop che sembra di carattere precauzionale: si saprà però di più al suo rientro a Formello.
 

Categorie
ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Dossena: “Immobile deve fare l’ultimo salto. Luis Alberto? Le parole di Tare dette ad un giocatore fragile…” (AUDIO)

AUDIO '9 GENNAIO 1900' – Ascolta l'intervento di BEPPE #DOSSENA! #Nazionale, #Mancini, #Immobile, #Lazio e #LuisAlberto: "Le parole di Tare sono molto forti, certamente sortiranno l'effetto sperato e maggiore determinazione da parte del calciatore, ma se siamo di fronte un soggetto con una mentalità fragile potrebbero buttarlo ancora più giù!"

Ascolta audio integrale…