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SERIE A

Parma-Lazio, via alla vendita dei tagliandi: prezzi e modalità di acquisto

La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 10:00 di oggi venerdi 12 ottobre verranno messi in vendita i tagliandi per la gara

 

di campionato Parma – Lazio.

 

Questi i dettagli della vendita:

 

 – Gara: Parma – Lazio

 

 – Domenica 21 ottobre ore 15:00

 

 – Stadio Ennio Tardini di Parma

 

 –  Prezzi del settore " Ospiti ":  

     – INTERO € 20,00

    

    – RIDOTTO UNDER 14 € 5,00 ( per i ragazzi nati dopo il 01/01/2005)

   

      

– Inizio delle vendite ore 10:00 di venerdi 12 ottobre 

– Fino alle ore 19:00 di sabato 20 ottobre

– Punti vendita Nazionali della Listicket gruppo Ticketone – clicca qui per cercare i punti vendita

– On-line

– Incedibilità del tagliando

– Non è necessaria alcuna Tessera del Tifoso

 

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NAZIONALI

Milinkovic batte Marusic, Murgia al tappeto e Berisha titolare: la serata dei lazionali

 

Continua la fase a gironi della Nations League. Nella serata di ieri tre giocatori biancocelesti hanno vestito la maglia della propria nazionale. Spicca lo scontro fra Milinkovic e Marusic in un acceso Serbia-Montenegro. L'esterno destro gioca 90' al fianco di Jovetic, mentre per Sergej appena 10', il tempo per assistere dal campo al 2-0 con cui i suoi battono Marusic e compagni. Minuti importanti invece per Valon Berisha, la mezzala del Kosovo scende in campo dal 1' nella vittoria per 3-1 su Malta, lasciando il campo a un quarto d'ora dalla fine. Murgia invece gioca 60' nella sconfitta con il Belgio U21.

 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, i desaparecidos che pesano sul bilancio

ROMA Speriamo di vederli o rivederli presto, a meno che la loro assenza non sia una precisa scelta o un pretesto. Sedici milioni spesi per nemmeno 200' in campo. I nuovi acquisti Durmisi e Berisha a oggi pesano solo sul bilancio. E' costato 7,5 milioni, l'ex Betis. Prima dell'infortunio al gomito, lo ha utilizzato appena 168' Inzaghi. Il terzino danese avrebbe dovuto togliere il posto a Lulic o al massimo esserne la prima alternativa, invece adesso s'invoca il ritorno di Lukaku in settimana (tutta l'estate sul mercato) su quella fascia. A centrocampo invece, dopo due mesi ai box, quanto a grinta potrebbe essere Berisha il salvatore della patria: sinora appena 31' in campo, ma già 8,5 milioni a Salisburgo. Il rientro del kosovaro tra l'altro toglie ulteriore spazio, come se Murgia e Cataldi sinora non avessero già pagato dazio. Il primo, impiegato contro Limassol e Frosinone, conta 98'. E pensare che Inzaghi, lo scorso anno nelle prime otto giornate, gli aveva concesso 224' e 6 presenze, preferendolo proprio a Cataldi mandato al Benevento. L'allenatore De Zerbi se lo sarebbe portato al Sassuolo quest'estate, ma alla fine Danilo ha preferito rimanere. Il risultato? Appena due minuti finali di recupero alla prima giornata col Napoli e poi nessun'altra chance da mister Inzaghi: «Noi continuiamo a dare il massimo», scrive sui social.
MISTEROFa lo stesso il baby Rossi, reduce dal prestito alla Salernitana, nonostante sinora abbia visto solo panchina e tribuna. Con lui però il mister era stato chiaro a luglio: «Prima c'è Immobile, poi Caicedo». L'ex Primavera spera comunque di trovare in questi mesi uno spiraglio, altrimenti come Murgia (ieri titolare con l'Under21) e Cataldi si guarderà intorno a gennaio. La Lazio invece dovrà spiegare cosa sarà di Pedro Neto e Bruno Jordao (quest'ultimo intanto ha preso la patente di guida). Per loro nessuna apparizione nei big, nonostante un doppio prestito oneroso biennale costato già 11,5 milioni, come confermato dall'ultimo resoconto. Anche perché in teoria l'esborso non finirà qui. Il bilancio non rivela l'ultimo atto dell'operazione intavolata da Jorge Mendes per far risultare la plusvalenza da quasi 30 milioni di Keita al Monaco: col Braga pesa ancora il doppio obbligo di riscatto ad altri 14 milioni il 30 giugno 2019, per un totale di 26,5 milioni finale. In Portogallo O Jogo aveva svelato che tale obbligo era subordinato alla singolare «mancata retrocessione della Lazio in serie b per due stagioni», ma da Formello filtra invece che il riscatto sarebbe legato a un numero di presenze dei due baby lusitani ben determinato. Forse per questo non hanno mai giocato?

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ALTRE

As Roma in rosso con debiti a 220 milioni

Meno perdite, ma più debiti. Neppure la stagione da favola che ha visto la cavalcata trionfale dell’As Roma fino a un passo dalla finale di Champions League ha portato al risanamento del bilancio del club presieduto da James Pallotta.  

 

I conti sono rimasti in rosso (con una perdita netta consolidata di 25,5 milioni di euro, diminuita rispetto ai 42,3 milioni della stagione precedente), ma nel primo bilancio dopo l’abbandono al calcio di Francesco Totti alcune criticità strutturali si sono accentuate. A livello consolidato, i debiti finanziari netti hanno continuato a salire, da 192,5 a 218,8 milioni. I debiti hanno quasi raggiunto il fatturato, nonostante questo sia aumentato di 75 milioni, toccando il record nella storia giallorossa, a quota 250,87 milioni (escluse le plusvalenze, conteggiate a parte). 

 

 L’altro fattore di debolezza nel progetto di bilancio al 30 giugno 2018, approvato dal consiglio di amministrazione, è il patrimonio netto consolidato, rimasto negativo e peggiorato, da -88,9 milioni del giugno 2017 a -105,4 milioni a giugno scorso. Questo vuol dire che il gruppo As Roma ha perso tutto il capitale, quest’indicatore è sottozero di 105 milioni. Pertanto la società avrebbe bisogno di una nuova ricapitalizzazione per poter essere tranquilla.

Questo senza poter ancora contare sullo stadio di proprietà, viste le incertezze che avvolgono il rilascio delle autorizzazioni del Comune e della Regione al progetto stadio a Tor di Valle da 1,2 miliardi. Come già emerso qualche anno fa, lo stadio verrebbe finanziato e realizzato da una società separata, di proprietà diretta di Pallotta e di altri investitori.

Con la perdita dell’ultima stagione, le perdite accumulate dal gruppo As Roma negli ultimi tre bilanci salgono a 82,1 milioni. Il deficit era stato messo in conto dalla società. Ma neppure i maggiori ricavi derivanti dalla qualificazione alle semifinali della competizione europea hanno consentito ai conti della Magica di fare il miracolo. In campionato è stato raggiunto il terzo posto.

La Champions League ha generato ricavi per 98,4 milioni, rispetto ai 32,2 milioni della stagione precedente, nella quale la squadra era arrivata agli ottavi di finale. I ricavi da diritti televisivi sono aumentati di 23 milioni a 128,56 milioni. I «ricavi da gare» sono aumentati da 35,25 a 77,22 milioni. In questa voce, secondo la relazione al bilancio, «sono contabilizzati 38,2 milioni di euro per participation e performance bonus relativi alla partecipazione e ai risultati sportivi conseguiti» (9,1 milioni nel 2017).

In cassa sono stati contabilizzati anche i sei milioni versati da Qatar Airways come «bonus» anticipato per la firma del contratto di sponsorizzazione. Da questa stagione la compagnia di Doha verserà 11 milioni all’anno. La Roma ha anticipato nel bilancio chiuso a giugno anche la plusvalenza di 31,9 milioni realizzata con la cessione di Nainggolan all’Inter. Il giocatore belga è stato ceduto a fine giugno, per 38 milioni. In totale nell’esercizio le plusvalenze nette da calciomercato sono arrivate a 54 milioni. Negli ultimi tre anni il club ha contabilizzato 225 milioni di plusvalenze nette.

Il costo del personale è aumentato da 145 a 158,8 milioni, le spese per servizi sono salite da 42,46 a 47,38 milioni. Per ammortamenti e svalutazioni lieve aumento da 56,8 a 57,4 milioni. L’investimento in diritti dei calciatori è stato di 152,8 milioni, superiore ai 91,3 milioni dell’anno precedente.

La Roma può iscrivere come risultato positivo l’approvazione ottenuta il 13 giugno dalla Uefa dei propri conti. L’As Roma «è stata considerata conforme» ai fini del rispetto degli impegni assunti l’8 maggio2015 con il «voluntary agreement» sui parametri del Financial fair play «tra cui – osserva il club – il raggiungimento del pareggio di bilancio» nella periodo 2017-2018. Per questa stagione il club ha ottenuto la licenza Uefa il 7 maggio dalla commissione di primo grado della Figc. In luglio – si legge nel bilancio – è stato «completato l’iter» per il rilascio della licenza nazionale e iscrizione al campionato di Serie A.

Tuttavia nei conti c’è uno squilibrio patrimoniale e finanziario. I debiti finanziari netti derivano in larga parte dal finanziamento con l’operazione Goldman Sachs-UniCredit del 12 febbraio 2015. Il patrimonio netto consolidato è negativo malgrado in giugno si sia conclusa la ricapitalizzazione per 100 milioni. La Roma ha raccolto meno dei 115 milioni richiesti ai soci. Va detto che 90,5 milioni erano stati anticipati negli esercizi precedenti dall’azionista di maggioranza Pallotta. Pertanto il denaro fresco entrato nelle casse della società nell’ultimo esercizio è di soli 9,5 milioni.

Tifosi e azionisti della Roma (e non solo) potrebbero chiedersi come può essere iscritta al campionato una società che ha un patrimonio netto negativo. La ragione è che la Figc non considera il bilancio consolidato, che dà la rappresentazione più completa dei conti, ma il bilancio di esercizio della sola Spa capogruppo. Poiché anni addietro la Roma ha fatto operazioni di scorporo del marchio e del ramo d’azienda commerciale, conferendoli a due nuove società controllate, ha iscritto nei conti plusvalenze derivanti da operazioni infragruppo, come se avesse fatto una rivalutazione dei propri cespiti.

Nel bilancio consolidato le plusvalenze infragruppo vengono annullate. Invece nel bilancio «separato» della capogruppo questi proventi vengono contabilizzati, secondo il codice civile e appare, come per magia, un patrimonio netto positivo per 30,9 milioni. È un’operazione di cosmesi contabile, però viene accettata dalla Figc e consente l’iscrizione al campionato. Lo stesso è stato fatto dalla Figc per altre squadre in una situazione simile, Inter e Milan, almeno fino all’anno scorso. I loro bilanci a giugno 2018 non sono ancora stati pubblicati.

Il Sole 24 Ore

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NEWS

Lazio, i dati del bilancio 2018: ecco i costi delle società di Lotito

Quanto costano le società di Lotito alla Lazio? Sale leggermente l’impatto delle aziende di Claudio Lotito sul bilancio della Lazio al 30 giugno 2018, chiuso dai biancocelesti con un utile per 37 milioni di euro circa. La gestione quasi artigianale del club ha coinvolto un po’ tutti i settori aziendali, dalla vigilanza alla mensa, passando per manutenzione e anche investimenti pubblicitari.

Il costo complessivo nel corso dell’esercizio 2018 è stato pari a 7,4 milioni di euro, in leggero aumento rispetto ai 6,7 milioni della stagione 2016/17.

Da quanto emerge dalla lettura del bilancio consolidato della Lazio, questi sono i rapporti intrattenuti dalla società con parti correlate (legate, cioè, a Lotito):

  • la Roma Union Security, per un costo di Euro 1,48 milioni e credito per Euro 0,10 milioni riferiti ai servizi di vigilanza e steward;
  • la Gasoltermica Laurentina, per un costo di Euro 0,87 milioni, crediti di Euro 1,20 milioni e debito di Euro 0,04 milioni, relativo alla manutenzione del centro sportivo di Formello;
  • la Omnia Service, per un costo di Euro 1,03 milioni e debito di Euro 0,31 milioni, per il servizio di mensa sia giornaliero che in occasione dei ritiri per i tesserati presso il centro Sportivo di Formello;
  • la Linda, per un costo di Euro 0,54 milioni, a fronte servizi di assistenza ai sitemi informatici, processi organizzativi e logistici aziendali e magazzino area tecnica;
  • la Snam Lazio Sud per un costo di Euro 0,53 milioni, a fronte di servizi di assistenza gestionale generali;
  • la Bona Dea, per un costo di Euro 0,20 milioni a fronte di servizi di assistenza all’ amministrazione del personale;
  • la US Salernitana per un costo di Euro 3,00 milioni perl’acquisto di diritti alle prestazioni sportive di calciatori.

Presente, quindi, anche la Salernitana, altro club di proprietà di Lotito, seppur non più per aspetti commerciali come nei passati esercizi ma per il calciomercato.

Scelta nella piena legittimità della società biancoceleste e del suo presidente, e del restonon è affatto la prima volta che nei conti ci sono riferimenti ad altre aziende di Lotito. Affari che, stando a quanto scrive lo stesso gruppo SS Lazio Spa nel bilancio, “sono state perfezionate nel rispetto della correttezza sostanziale e procedurale ed a normali condizioni di mercato”.

Una scelta anche per avere società ben conosciute da Lotito ad occuparsi degli affari della Lazio. In cambio il patron ha imposto l’austerità ai suoi amministratori: la società – a differenza di quanto fanno molte squadre di A, ad esempio Roma e Juventus – non prevede nessun rimborso per i membri che siedono in consiglio di gestione e in consiglio di sorveglianza. Presidente compreso.

calcioefinanza.it

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DICHIARAZIONI

Tare: “Luis Alberto da Real Madrid, ma ora deve riconquistare il posto da uomo. Milinkovic? Fisicamente non al top”

Il tema principale della sosta, in casa Lazio, è come recuperare alla causa Milinkovic e Luis Alberto, irriconoscibili in queste prime 10 partite. Di questo e molto altro il direttore sportivo Igli Tare parla con Repubblica.
«Per Sergej è soprattutto una questione di condizione fisica: è arrivato tardi per via dei Mondiali e così gli manca la preparazione atletica di base. Cosa fondamentale per uno “pesante” come lui. Non a caso, l’anno scorso ha iniziato a segnare con regolarità da fine ottobre (due reti il 19 ottobre 2017 al Nizza, una il 25 al Bologna, ndr). Poi può aver influito quel “parto o resto” durato tutta l’estate: alla fine è rimasto e ora deve solo entrare in forma».
Per Luis Alberto il problema è la pubalgia, visto che non si è allenato neanche ieri?
«No, per lui è una questione di testa: ha bisogno di sentirsi intoccabile, ma in un club come la Lazio non è possibile sbagliare 5 gare di fila e restare titolare. Le gerarchie le decide il campo, si chiama meritocrazia. E così, dopo due gare giocate male, alla terza esci al 55’ e la quarta stai in panchina».
E adesso?
«Deve riconquistare il posto, da uomo, e tornare a fare la differenza. È un giocatore da Real Madrid, il suo valore l’ha già dimostrato: ora deve fare il salto di qualità. Per lui è l’anno della consacrazione. Ha bisogno di migliorare la condizione e di lavorare sull’autostima».
Inzaghi si affida sempre più spesso al turnover.
«Il modello è la Juve: chi gioca, dà sempre tutto. Per noi la priorità resta il campionato, l’obiettivo è la Champions: sarà dura, quest’anno la Serie A è più equilibrata, ci sono 4 punti tra la terza e la dodicesima».
E la Lazio ha i punti che merita?
«Ne manca uno, con il Napoli sarebbe stato più giusto il pari».
Correa come lo valuta?
«È un giocatore da sogno. Con un po’ di fortuna in più, era già a 3-4 gol. Servono pazienza e fiducia, ma esploderà. Lui e Immobile sono i nostri contropiedisti, complementari con Luis Alberto e Caicedo. Possono giocare tutti in coppia».
Il riscatto di Caicedo la sorprende?
«No, ero sicuro che il secondo anno avrebbe reso come sa. È introverso, il che non lo aiuta, ha avuto bisogno di tempo. Non segnerà mai i gol di Ciro, ma il suo lavoro è molto utile per la squadra».
In difesa ancora problemi.
«Faticano i più esperti, Wallace, Bastos e Caceres. Imperdonabile l’errore di Martin nel derby: aveva tutto il tempo per rinviare con il suo piede preferito. Ma quando dicono che la difesa è il nostro punto debole, non ci sto: l’anno scorso abbiamo avuto il miglior attacco del campionato, normale che qualcosa dietro concedi».
Si aspettava di più da Badelj?
«Lui è un capitano, un leader: in panchina soffre. Ma io gli avevo parlato, sapeva di non avere il posto assicurato e ha accettato la sfida.
Come Berisha, un altro che ama caricarsi la squadra sulle spalle: entrambi saranno importanti».
Su Lukaku punta ancora?
«Sì, in questa sosta rientrerà in gruppo. Mi spiace per l’infortunio di Durmisi, era in forma, non ci voleva».
Marusic è tra i più criticati.
“Prima la schiena, poi il flessore: se non riesci ad allenarti bene, in partita paghi. Non è ancora al top, ci arriverà presto».
A che punto è la crescita di Inzaghi come allenatore?
«È sempre più maturo. E sa che nei momenti negativi può contare sulla fiducia del suo staff, della squadra, della società. Ho sentito parlare di esonero e di rapporto ai minimi termini con il gruppo: invenzioni».
E il rapporto della Lazio con i tifosi?
«Ho apprezzato tanto l’incoraggiamento alla squadra prima della gara con la Fiorentina. La spinta dell’Olimpico è fondamentale: l’ideale sarebbe passare da 30mila a 40mila presenze di media. Mi emoziona il senso di appartenenza che esiste in Germania: l’Amburgo in Serie B ha 55mila spettatori fissi, il Kaiserlautern 45mila in Serie C…».
 

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RASSEGNA STAMPA

Tor di Valle – Slitta di un anno il finanziamento per il Ponte dei Congressi

L'opera non è finita su un binario morto, giurano a Palazzo Senatorio. «Solo uno slittamento». L'ennesimo, per quest'infrastruttura votata per la prima volta dal governo Berlusconi e rimandata un'infinità di volte. Tra un avvio e un rinvio, come canta Baglioni, da quattro anni a questa parte il Ponte dei Congressi è tornato alla ribalta perché è uno dei due collegamenti fondamentali per il nuovo stadio a Tor di Valle. Senza questo ponte e senza quello di Traiano, la viabilità di questa parte di Roma, già oggi stressata dagli ingorghi, andrebbe in crisi. Non solo nei giorni delle partite, ma anche in quelli feriali, considerando che accanto all'impianto sportivo i privati vorrebbero tirare su un «Ecomostro» di uffici, negozi e alberghi, con migliaia di impiegati che ci lavorerebbero durante la settimana. 
Il viadotto di Traiano è già rimasto senza coperture, nonostante gli esperti della mobilità avessero detto, in conferenza dei servizi, che è fondamentale per evitare maxi-imbottigliamenti. Quello dei Congressi, previsto da molto prima che si iniziasse a parlare di Tor di Valle, era rispuntato in una delibera a fine luglio. Con l'assestamento di bilancio del 2018, l'Assemblea capitolina aveva stanziato la sua quota di 28 milioni di euro nel progetto co-finanziato dal governo tramite il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). L'amministrazione di Roma aveva accettato di pagare la viabilità accessoria, le banchine del Tevere nell'area del Ponte dei Congressi e l'adeguamento del Ponte della Magliana.
LA LEGGE
Poi però il contributo statale è slittato all'anno prossimo. E così anche il Campidoglio ha dovuto mettere nero su bianco il rinvio della sua parte di finanziamento. I 28 milioni di euro sono stati sbianchettati dal bilancio, con la variazione approvata in giunta l'altro ieri, e verranno impiegati per opere che potranno essere messe a gara entro il 31 dicembre, come prevede la legge. Sono state depennate anche le nuove barriere per la Tangenziale e i 3,7 milioni per ristrutturare alcuni edifici pubblici. Per il collegamento dei Congressi, tutto rinviato al 2019 quindi, e la sensazione, visti i tempi della burocrazia, è che se ne riparlerà solo nella seconda metà del prossimo anno, non prima.
LA DUE DILIGENCE
È l'ennesima tegola sul progetto Tor di Valle, già travolto dall'inchiesta sul gruppo Parnasi con la retata di metà giugno e la decisione del Campidoglio di congelare tutto fino all'esito della doppia due diligence sugli atti sin qui firmati, una affidata ai tecnici comunali, l'altra al Politecnico di Torino, che dovrebbe testare proprio la tenuta dei trasporti e della viabilità senza il viadotto di Traiano. Gli esiti, ha detto più volte la sindaca, sono attesi «a breve». Chissà se ora sarà tenuto in conto anche lo slittamento del ponte dei Congressi.

Fonte: Il Messaggero

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FORMELLO

FORMELLO – La ripresa: assenti Lukaku e Durmisi, Luis Alberto non si allena in gruppo (VIDEO)

FORMELLO – Dopo la vittoria di misura contro la Fiorentina ed una prestazione soddisfacente, la Lazio si è goduta due giorni di riposo. Oggi alle 15.30 Inzaghi ha ritrovato a Formello i suoi per la ripresa degli allenamenti. Sono undici gli assenti per le Nazionali: Strakosha (Albania), Bastos (Angola), Caceres (Uruguay), Marusic (Montenegro), Murgia (Italia U-21), Badelj (Croazia), Milinkovic (Serbia), Pedro Neto (Portogallo U-20), Berisha (Kosovo), Acerbi e Immobile (Italia). Tredici, invece, gli elementi rimasti: Wallace, Luiz Felipe, Radu, Basta, Patric, Parolo, Leiva, Jordao, Cataldi, Lulic, Correa, Rossi e Caicedo. Per loro riscaldamento, lavoro propriocettivo, esercitazioni tecniche con il palllone e poi atletiche.

 

ASSENTI – Assenti gli infortunati Durmisi e Lukaku. Il belga sta completando il recupero atletico. In campo non c’è nemmeno Luis Alberto, che negli ultimi giorni ha svolto un lavoro differenziato, mentre Proto influenzato ha lavorato in palestra. Nella partitella di fine allenamento protagonista assoluto Caicedo che la decide con una doppietta. Domani allenamenti previsti sempre per le 15:30.

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ALTRE

Omicidio stradale, l’ex calciatore Stefano Fiore patteggia condanna a 1 anno

Fiore è stato condannato per aver causato la morte di un ragazzo di 22 anni, deceduto il 16 aprile 2017 in seguito ad un tamponamento a catena sulla Flaminia nel quale rimase ferito anche il padre. In particolare, secondo l'accusa, Fiore procedeva all'altezza di Saxa Rubra "ad una velocità eccessiva in relazione alle condizioni del traffico, della visibilitàe della strada, non mantenendo una distanza di sicurezza adeguata dalveicolo che lo precedeva" e provocò per questo un tamponamento a catena, "così da causare la morte" della vittima.

"Oggi si chiude una parte della vicenda che ha riguardato i miei assistiti. È un processo che non avremmo mai voluto celebrare per ildolore lo avvolge – commenta l'avvocato Ettore Jacobone, difensore diparte civile – Anche perché nessuna sentenza di condanna riuscirà a colmare il profondo dolore in cui vivono tuttora i genitori".

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Mauri sostiene Mancini: “Giusto provare tanti giocatori, soprattutto se giovani”. Poi sui rimpianti azzurri… (AUDIO)

STEFANO MAURI in collegamento a 'NMM': "Secondo me fa bene Mancini ha provare tanti giocatori, quelli giovani e quelli che giocano di meno. E' importante permettere loro di fare esperienza internazionale. Detto questo, queste partite contano poco, la stessa Nations league serve più che altro alle Nazionali più piccole che hanno l'opportunità di sfruttare questa competizione per avere una possibilità alternativa per accedere all'Europeo. Quando dovevo giocare un'amichevole avevo difficoltà ad esprimermi al meglio, non ruscivo a trovare gli stimoli giusti, era un mio limite. Per quanto riguarda i calciatori, invece, la Nazionale è sempre un sogno da realizzare, l'onore di vestire la maglia azzurra è sempre importante. Rimpianti in Nazionale? Si, il fatto che dopo una presenza da titolare poi puntualmente non era convocato in quella successiva. Evidentemente non servivo per la panchina. Diciamo che il rimpianto vero è più per gli infortuni che ho avuto in momenti importanti"