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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Pinelli (Sport Mediaset): “Luis Alberto fragile, ma le scelte di Inzaghi e le critiche lo stanno caricando…” (AUDIO)

PIETRO PINELLI (Sport Mediaset) in collegamento a 'NMM': "Inzaghi ha inviato un messaggio chiaro a quei giocatori che ultimamente sono stati criticati. Luis Alberto non è un giocatore molto forte a livello mentale da sopportare critiche e pressione, oltre che concorrenza alta. Inzaghi attraverso Luis Alberto ha voluto mandare un messaggio anche agli altri, le gerarchie possono cambiare. Lui rsta un titolare, ora bisognerà vedere quanto la condizione fisica stia tornando al meglio e soprattutto se si sta ritrovando mentalmente. Credo che, rispetto a Milinkovic, sia più sensibile, penso che si stato anche caricato dallo striscione che la tifoseria organizzata gli ha rivolto. Lo si nota dai continui video che posta sui social in cui mostra la sua voglia di lavorare e tornare al meglio. La decisione di Inzaghi di accantonarlo può, quindi, anche rivelarsi costruttiva. Pubalgia? Lui ne ha parlato senza problemi alla stampa, non si è mai fatto scrupoli a denunciarlo pubblicamente, al contrario di quanto riferito dallo staff medico. E' un giocatore fragile, è difficile spiegare cosa stia accadendo. Già in estate mi arrivavano notizie di un Luis Alberto infastdito dalla concorrenza di Correa. Non dimentichiamoci che abbiamo a che fare con un giocatore che due anni fa aveva pensato di lasciare il calcio"

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CALCIOMERCATO

«Milan, è fatta per Paquetà. Colpo da 35 milioni»

Per la stampa brasiliana è praticamente fatta: Lucas Paquetà sarà un giocatore del Milan. Il trequartista del Flamengo, voluto fortemente da Leonardo, vestirà la maglia rossonera per una cifra vicina ai 35 milioni più bonus. Il dg – che ha chiuso l’accordo nella notte – ha superato la concorrenza di Barcellona e Psg. Il 21enne dovrebbe svolgere le visite mediche in settimana e potrebbe essere aggregato alla squadra di Gattuso già a gennaio: in Italia arriva il nuovo Kakà.Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Acerbi, 900′ di indispensabilità: titolare anche a Genova con la Nazionale

Impareggiabile Acerbi. Il difensore, arrivato alla Lazio nella scorsa estate per sostituire de Vrij, è stato sempre mandato in campo da Simone Inzaghi: le presenze con l’aquila sul petto sono finora 10, per un totale di 900′. Nessun altro biancoceleste può vantare una statistica di questo tipo. Ma non finisce qui. Come riporta, infatti, il Corriere dello Sport, l’ex Sassuolo è a quota 132 partite consecutive giocate. Nel mirino c’è Javier Zanetti, il giocatore che attualmente detiene il maggior numero di presenze consecutive: 162, di cui 137 solo in Serie A. Il ‘nostro’ Acerbi non è lontano e – nonostante la pausa del campionato – stasera collezionerà la 133esima: mister Mancini l’ha infatti convocato per i match contro Ucraina e Polonia. Domenica, probabilmente, arriverà la prima panchina, quando Chiellini lo sostituirà nel match contro i polacchi.Lazionews24

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Inzaghi tocchi le corde giuste, Milinkovic e Luis Alberto mostrino un altro atteggiamento” (AUDIO)

QUELLI CHE…' – #Giordano: "Rigenerare Milinkovic e Luis Alberto? Molto dipende da loro, l'allenatore più che allenarli e motivarli non può fare. Hanno delle responsabilità verso loro stessi e i tifosi. Le partite storte ci stanno, ma è mancato spesso l'atteggiamento. Il tecnico deve avere la sensibilità di capire come usare bastone e carota in base al giocatore con cui si relaziona, ma ripeto, la differenza la deve fare la testa del professionista e la sua voglia di applicarsi". 

AUDIO: https://www.mixcloud.com/Radiosei/bruno-giordano-e-giulio-cardone-a-quelli-che-10102018/

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic e il riscatto in ‘serbo’

ROMA L'aria di casa potrebbe essere la migliore medicina, se solo Milinkovic non avesse iniziato in Serbia a non sopportare più la pressione mediatica. Torna in Nazionale, Sergej, per mettersi alle spalle le critiche biancocelesti anche dopo la vittoria sulla Fiorentina. Il problema è che, dopo il mondiale sotto tono e la sostituzione nel 2 a 2 con la Romania, gli erano piovute critiche addosso anche in patria durante la prima sosta. Sergej aveva addotto questa scusa: «Il mio ruolo in campo viene frainteso. Quando sono sotto porta cerco di sfruttare ogni occasione, ma non è il mio compito metterla dentro». La sua fortuna ora è la sua condanna: 12 reti in campionato la scorsa stagione, la laurea di miglior centrocampista goleador della storia biancoceleste. Ecco perché un gol e un assist in 10 gare sono nulla per questo baby campione. A Formello ha provato a liberarlo da questo male Inzaghi. Gli ha chiesto di fare le cose più semplici, ma domenica nessuno si è accorto della prestazione d'interdizione di Milinkovic: top player per duelli aerei vinti (4), dribbling (3) e soprattutto palloni recuperati (12). Soddisfatto, il tecnico: con Immobile e Caicedo in campo c'è un lavoro diverso da fare. Niente tacchi e punte, Sergej ha pensato solo a correre e trottare, eppure il pubblico si aspettava sempre le sue giocate. 
PRESSIONEL'impegno insomma non basta. Può e deve fare di più mister 150 milioni, ma la Lazio ora ha capito che purtroppo è questa valutazione a determinare in Milinkovic un'ansia da prestazione. Dopo il derby perso gli è stato comunque rinnovato il contratto, ma a Francoforte è rimasto spaesato e distratto. Quindi è stato ripreso a brutto muso e poi contestato, ma Milinkovic non ci sta a passare come Luis Alberto per un mercenario. Lo striscione esposto a Ponte Milvio ha toccato entrambi, ora insieme devono rialzarsi. La società e lo staff tecnico stanno coccolando Sergej, con lo spagnolo sono invece meno clementi. Anche perché non sta piacendo l'uso social dei video per far vedere a tifosi le cure esterne per la sua malattia, visto che a Formello coi medici non si era mai lamentato di alcuna pubalgia.
RECUPERODopo averlo punito a Francoforte e anche con la Fiorentina (preferito l'ingresso di Correa), Inzaghi dovrà comunque studiare una strategia di recupero per Luis Alberto. E' fondamentale, dal punto di vista tattico, anche per la ripresa di Milinkovic il suo ritorno. Sergej riesce a inserirsi e ad essere più decisivo sotto porta solo quando gioca con lo spagnolo: i due si intercambiano fra la trequarti e il centrocampo, uno senza l'altro non riesce a sfoderare numeri e magie dello scorso anno. Lotito è stato applaudito in estate per averli trattenuti, ma senza le giuste motivazioni a certe cifre quasi quasi andavano venduti.   

Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Inzaghi sulle orme di Al Pacino: ecco i passaggi fondamentali della sua tesi a Coverciano

Nel 2014 Simone Inzaghi allenava la primavera biancoceleste, ma già sognava in grande. Proprio 4 anni fa infatti, il piacentino scriveva la sua tesi per laurearsi allenatore. Una tesi che – come riporta oggi il Corriere dello Sport – inquadra perfettamente quelle che sono le logiche del gruppo a lui molto care. L'ispirazione arriva dal film 'Ogni maledetta domenica' (Any Given Sunday) con Al Pacino, nelle vesti di un head coach di football americano e protagonista di uno dei monologhi più famosi della storia del cinema. Ironia della sorte, il film viene distribuito nel 1999, anno in cui Simone Inzaghi comincia la sua avventura alla Lazio. 

 

 “Il noi viene prima dell’io: se il conflitto produce confronto diventa risorsa”

– “Nessuna tattica può essere efficace se all’interno non c’è interazione”

– “Le dinamiche di gruppo cambiano esisto e successo di una stagione”

– “L’analisi del 90’ va condivisa sul campo. Vedi i tuoi giocatori come si posizionano”

– “Responsabilità e meriti, contano tutte le opinioni. Il mister è giudice”

Sono questi i punti chiave della stesura della tesi, non a caso ripresi proprio da quel celebre monologo prima della partita decisiva. Il gruppo come elemento portante, l'essere squadra per azzerare gli individualismi. Inzaghi da studioso di questi concetti, è diventato professore.

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POLITICA SPORTIVA

Collegio di Garanzia conferma l’incandidabilità: Il persidente Lotito riccore al TAR?

Il Collegio di garanzia del Coni ha inviato i primi responsi alla lista dei consiglieri federali neoeletti inviata dalla Figc, passaggio obbligato prima dell’assemblea elettiva del 22. Come già dichiarato qualche giorno dalla propria Sezione consultiva, cui la Federazione aveva girato una richiesta della Lega Pro, ieri il Collegio del Coni – al quale il regolamento elettorale ha conferito il compito di valutare per ogni candidatura il rispetto dei requisiti di legge – ha confermato che i tre consiglieri in quota Assocalciatori – Damiano Tommasi, Umberto Calcagno e Simone Perrotta – e il consigliere della Lega di A Claudio Lotito, sono «ineleggibili», in quanto non rispettano il limite dei tre mandati fissato dalla legge numero 8 del 2018, entrata in vigore nel mese di febbraio. A questo punto, alle due componenti coinvolte non resterebbe che procedere alla rielezione dei quattro consiglieri messi fuori gioco dalla legge sui mandati. Ma i soggetti interessati hanno già fatto sapere che si rivolgeranno al Tar del Lazio contro il pronunciamento del Collegio del Coni. I rappresentanti dei Calciatori vantano il parere di un noto costituzionalista che li metterebbe al riparo, mentre Lotito, com’è noto, sventola un parere favorevole della Corte d’appello federale. Il rischio, comunque vada, è che le prime riunioni del Consiglio federale si svolgano con l’Aic rappresentata dalla sola Sara Gama e la Lega di A da Miccichè e Marotta, la cui presenza però è vincolata alla sua formale permanenza in carica alla Juventus.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto e la settimana della svolta: in campo si attende la reazione dello spagnolo

Lo hanno visto in forma, alla Fontana di Trevi, con la moglie Patricia e i figli Lucas e Martina: è lì che ha deciso di trascorrere la seconda giornata di riposo concessa da Inzaghi, a gustarsi il fascino di Roma. In campo, invece, lo vedono poco e – soprattutto – male: il giocatore che un anno fa accendeva Immobile e si illuminava anche di luce propria, capace di segnare dodici gol e creare ventuno assist, non esiste più. È un mistero, Luis Alberto, perché le radici dei suoi problemi sono sconosciute e dibattute. Problema di testa, dicono: avrebbe voluto andarsene in Spagna, a guadagnare di più e giocarsi la Nazionale, e vive la Lazio come una prigione, benché dorata. Questione di gambe, sostiene lui: ho la pubalgia, tanto che ho dovuto far venire in Italia l’ex fisioterapista del Liverpool, Ruben Pons Aliaga, a cercare di rimettermi in piedi. La verità è che molti, dentro e attorno alla Lazio, cominciano a ritenere il suo atteggiamento discutibile: un po’ indolente, un po’ disamorato. Ha rinnovato il contratto a febbraio, con cospicuo aumento d’ingaggio (gliel’hanno quasi raddoppiato, arrivando a due milioni netti a stagione con scadenza nel 2022), eppure non dà abbastanza, quasi si fosse pian piano offuscato fino a spegnersi. All’interno della società qualcuno sta perdendo la pazienza, i tifosi l’hanno invece esaurita quasi completamente: lo striscione che hanno dedicato a lui e Milinkovic-Savic prima della partita contro la Fiorentina, «finti talenti solo a caccia di contanti», è il segnale chiaro di un allontanamento repentino. Reagirà, Luis Alberto? In realtà non sembra un combattente: qualche mese fa dichiarava di essere uscito da una grave crisi psicologica che lo aveva colto dopo la sua prima stagione laziale, quando aveva addirittura pensato di lasciare non Roma, ma addirittura il calcio, perché non ne poteva più della panchina. Inzaghi per il momento lo ha fatto fuori. Un modo per proteggerlo, forse, ma anche per metterlo davanti alle sue responsabilità: qui nessuno ha il posto assicurato, dai di più altrimenti vado avanti con Caicedo e Correa. I quali, per ora, non sono certo ciò che era Luis Alberto fino a qualche mese fa. E a rimetterci è soprattutto la Lazio.

Fonte: Il Corriere della Sera

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FORMELLO

Lukaku torna a correre: il belga spinge per entrare nella lista della Serie A

L'ultima presenza con la Lazio sono i 15 minuti conclusivi di Lazio-Inter, 20 maggio 2018, quando entrò al posto di uno sfinito Immobile. Jordan Lukaku da Antewerpen piano piano rivede la luce. Il terzino sinistro, 30 presenze in A per 1341 minuti (30' di media), che a causa di una tendinopatia al ginocchio ha dovuto saltare il Mondiale in Russia, oggi a Formello inizierà una settimana importante, allenamento differenziato che gradualmente aumenterà i carichi di lavoro. Salvo contrattempi, il belga rientrerà in gruppo per essere poi inserito nella lista di Serie A al posto di Basta.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Gozzi ci prova con Cassano ma intanto il TAR slitta al 23 ottobre: l’Entella ancora senza campionato!

Quello dell'Entella è ufficialmente diventato un unicum nella storia del calcio. Una squadra che c'è ma nessuno vede perché impossibilitata a giocare. O meglio è prigioniera di una decisione che non arriva sulla possibilità di essere riammessa in serie B. I liguri non giocano in Serie C perché c'è una sentenza del Collegio di Garanzia in base alla quale sarebbe da riammettere, ma la Lega dei cadetti sostiene il contrario in quanto sostengono il format sia a 19 squadre. Ieri è andata in scena l'ultima di una lunga serie di dritti e rovesci. La Figc e la Lega di B hanno rinunciato all'istanza sulla sospensiva della decisione del Collegio di Garanzia in quanto si legge in una nota «la società ligure non ha impugnato i provvedimenti del 28 settembre e 6 ottobre con i quali si comunicava che non era stato accolta l'istanza di riammissione». Di fatto costringendo il giudice del Tar del Lazio a rinviare l'udienza in cui verrà discusso il merito. Già ma questo non accadrà prima del 23 di ottobre. Di fatto l'Entella dovrà stare lontana dai campi di gioco (ha disputato una sola gara il 17 settembre contro il Gozzano vincendo per 3-1), fino a novembre. E proprio per «garantite regolarità campionati e urgenza giudizi» la Lega Pro si è costituita nei giudizi innanzi al Tar del Lazio. Un braccio di ferro quello con Federcalcio e Figc che hanno impugnato la decisione del Collegio di Garanzia che ha riscritto la classifica della passata stagione affibbiando 15 di penalizzazione al fallito Cesena salvando di fatto l'Entella. 
PROSSIMI PASSINeanche l'arrivo di Antonio Cassano e quindi l'appeal che ne scaturirà è riuscito a sciogliere un nodo sempre più stretto e che sta soffocando una realtà virtuosa come quella del club ligure. «Una decisione grave. La posizione della Federazione è paradossale perché ricorre contro se stessa ed il Coni. Ci sono danni incredibili per noi: le partite da recuperare aumentano e quando qualcuno deciderà di farci giocare saremo in grande difficoltà tecnica. Gravina è un uomo di calcio, conosce il sistema e ne comprende le problematiche e le mancanze e il fatto che ci sia nel suo programma l'immediata riforma della giustizia sportiva la dice lunga» le parole di un amareggiato presidente Antonio Gozzi. In attesa di capire di capire quando verrà fissata la nuova udienza i legali dell'Entella impugneranno la decisione della Lega di B relativa al format a 19 squadre e le due comunicazioni giunte al club in cui Federcalcio e Lega informavano che la richiesta di ammissione a partecipare al campionato di B non poteva essere accolta perché le squadre partecipanti (visto l'articolo 49 delle NOIF e con provvedimenti confermati del Tribunale federale nazionale) sono 19, cancellando di fatto una squadra e costringendone un'altra a turno a riposare ogni domenica.

FONTE: IL MESSAGGERO