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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Ora va ritrovato il gioco dello scorso anno, altrimenti sarà sempre un’altalena di risultati” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "Mentalità vincente è quella che hanno i giocatori che si mettono a disposizione della squadra. Tutto il resto è voler emergere come singolo. La vittoria contro la Fiorentina è importantissima, ancora non arriva il gioco dello scorso anno ma era fondamentale vincere. Anche le altre stentano, ma hanno organici diversi. E' vero che se continua a giocare in questo modo, la Lazio sarà protagonista di una stagione di alti e bassi. La squadra di Inzaghi deve fare una stagione come quella scorsa se non migliore, dobbiamo ritrovare il gioco e le conoscenze della passata stagione, soprattutto devi ritrovare alcuni giocatori. Speriamo che da questo punto di vista la sosta possa far bene"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cardone (La Repubblica): “Sean Cox? Parole della moglie rompono il silenzio, almeno si è passati alla responsabilità individuale” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a 'NMM': "Questione Sean Cox accantonata mediaticamente? Il fatto che non sia morto è diventata un'attenuante, in realtà vige in uno stato tremendo, paralizzato ma cosciente. Ho letto questa notizia, sono turbato, si era parlato di danni irreversibili e ora la moglie del popolo tifoso del Liverpool ci ha ufficializzato tutto questo. Era giusto quindi chiedersi cosa stava accadendo in quel lungo momento di silenzio. La speranza che anche la medicina faccia passi in avanti. C'è un processo in corso, ci sono dei colpevoli. Devo dire che la giustizia sportiva e non hanno fatto un passo in avanti, sostituendo la responsabilità oggettiva con quella individuale. Sono stati individuati i responsabili, ora vediamo che sentenza verrà emessa nei confronti degli ultrà della Roma. Dal punto di vista della giurisprudenza, prendiamo atto che siamo andati sul fronte della responsabilità individuale. Ci siamo anche battuti per questo, salvaguardando la collettività e il fare tutto un erba un fascio. Tutto questo, sperando che sia l'ultima volta di dover affrontare questo tema. Tra l'altro, l'agguato subito dai tifosi della Lazio in un bar di Francoforte ci ha fatto temere ancora. In qul caso è stato scongiurato qualsiasi contatto"

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SERIE A

Genoa esonera Ballardini: in panchina Juric

 Il Genoa ha esonerato Davide Ballardini. Nonostante l'avvio dignitoso del campionato, la sconfitta interna di domenica scorsa, 1-3 contro il Parma non è stata digerita dal presidente Enrico Preziosi. Nelle prime 7 gare di campionato (i liguri devono recuperare quella della prima giornata contro il Milan) il Genoa ha conquistato 4 vittorie e incassato 3 sconfitte. In panchina torna il croato, ancora sotto contratto con il club fino al giugno 2019, che aveva già guidato la squadra dal giugno 2016 al febbraio 2017, quando lasciò il posto a Andrea Mandorlini. Juric fu ripreso il 10 aprile dello stesso anno e centrò la salvezza con una giornata di anticipo.Repubblica.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Crisi sventata, non dimentichiamoci che alla fine contano solo i punti!” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a 'NMM': "Raggiungere la vittoria contro la Fiorentina era fondamentale per non entrare in una crisi profonda. E' vero non è stata una grande partita, ma la cosa che va sottolineata è che la Lazio sia tornata a giocare con cattiveria, unione ed il coltello tra i denti. Soprattutto nella parte finale di partita ha rischiato di compromettere tutto, il rischio che la Fiorentina pareggiasse è stato alto. La cosa importante sono i tre punti, ci sono momenti in cui conta solo il risultato, poi è chiaro che ci sono diverse cose da migliorare. Mi chiedo perchè la Lazio sia sempre costretta a giocare bene per vincere. Ripenso a quanto avvenuto lo scorso anno, quando l'Inter ha giocato male per l'interesa stagione riuscendo poi a strappare il quarto posto. Questo dovrebbe spiegare molto, il gioco può aspettare"

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NAZIONALI

Domani si riparte senza undici nazionali: ecco tutti gli impegni internazionali

Sono undici i biancocelesti impegnati con le rispettive Nazionali.

 

Ecco il programma nel dettaglio:

 

 

ALBANIA – Thomas Strakosha

UEFA Nations League

Albania-Giordania, mercoledì 10 ottobre alle ore 20:00 all'Elbasan Arena di Elbasan (Albania)

UEFA Nations League

Israele-Albania, domenica 14 ottobre alle ore 20:45 al stadio Yaakov Turner di Be'er Sheva (Israele)

 

ANGOLA – Bastos

Qualificazioni alla Coppa d’Africa 2019

Angola-Mauritania, venerdì 12 ottobre alle ore 17:00 all’Estádio 11 de Novembro di Luanda (Angola)

Qualificazioni alla Coppa d’Africa 2019

Mauritania-Angola, martedì 16 ottobre alle ore 17:00 Stadio Olimpico di Nouakchott (Mauritania)

 

CROAZIA – Milan Badelj

UEFA Nations League

Croazia-Inghilterra, venerdì 12 ottobre alle ore 20:45 allo Stadion HNK Rijeka di Rijeka (Croazia)

Amichevole

Croazia-Giordania, lunedì 15 ottobre alle ore 20:45 all’Estádio Algarve di Faro (Portogallo)

 

ITALIA – Francesco Acerbi e Ciro Immobile

Amichevole

Italia-Ucraina, mercoledì 10 ottobre alle ore 20:00 allo stadio Stadio Luigi Ferraris di Genova (Italia)

UEFA Nations League

Polonia-Italia, domenica 14 ottobre alle ore 20:45 allo Stadion Śląski di Chorzów (Polonia)

 

KOSOVO – Valon Berisha

UEFA Nations League

Kosovo-Malta, giovedì 11 ottobre alle ore 20:45 allo stadio Fadil Vokrri di Pristina (Kosovo.)

UEFA Nations League

Fær Øer-Kosovo, domenica 14 ottobre alle ore 18:00 allo stadio Tórsvøllur di Tórshavn (Fær Øer)

 

MONTENEGRO – Adam Marusic

UEFA Nations League

Montenegro-Serbia, giovedì 11 ottobre alle ore 20:45 allo al Podgorica City Stadium di Podgorica (Montenegro)

UEFA Nations League

Lituania-Montenegro, domenica 14 ottobre alle ore 20:45 all’LFF Stadium di Vilnius (Lituania)

 

SERBIA – Sergej Milinkovic

UEFA Nations League

Montenegro-Serbia, giovedì 11 ottobre alle ore 20:45 allo al Podgorica City Stadium di Podgorica (Montenegro)

UEFA Nations League

Romania-Serbia, domenica 14 ottobre alle ore 15:00 all’Arena Națională di Bucarest (Romania)

 

URUGUAY – Martin Caceres

Amichevole

Corea del Sud-Uruguay, venerdì 12 ottobre alle ore 13:00 al Seoul World Cup Stadium di Soul (Corea del Sud)

Amichevole

Giappone-Uruguay, martedì 16 ottobre alle ore 12:35 al Saitama Stadium 2002 di Saitama (Giappone)

 

ITALIA U21 – Alessandro Murgia

Amichevole

Italia-Belgio, giovedì 11 ottobre alle ore 18:30 alla Dacia Arena di Udine (Italia)

Amichevole

Italia-Tunisia, lunedì 15 ottobre alle ore 18:30 alla stadio Romeo Menti di Vicenza (Italia)

 

PORTOGALLO U20 – Pedro Neto

Amichevole

Portogallo-Svizzera, giovedì 11 ottobre alle ore 15:00 all’Estádio Municipal de Rio Maior di Rio Maior (Portogallo)

Amichevole

Italia-Portogallo, martedì 16 ottobre alle ore 18:00 allo stadio Ezio Scida di Crotone (Italia)sslazio.it

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SERIE A

UFFICIALE – Chievo, esonerato D’Anna: Ventura pronto a tornare in Serie A

E' terminata l'avventura di Lorenzo D'Anna sulla panchina del Chievo Verona, mentre contestualmente è pronta ad iniziare quella di Gianpiero Ventura. L'ex tecnico della Nazionale tornerà dunque in Serie A dopo la disastrosa parentesi azzurra, culminata con la mancata qualificazione al Mondiale di Russia. Manca solo l'annuncio, l'accordo dovrebbe essere biennale con i gialloblu.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi: “Lazio, sogno per te un giocatore di spessore come Robben” (AUDIO)

"A gennaio andrei a prendere sul mercato un giocatore di grande spessore. In estate si parlava di Robben, ecco servirebbe un giocatore con questo tipo di curriculum, oltre il talento. Spesso nei momenti difficili sono questi gli uomini che fanno la differenza, che ti permettono di gestire il panico e acquisire mentalità. Luis Alberto? Se deve mettere in discussione, deve capire chi è veramente, calcisticamente parlando. Lazzari mi piace, è un giocatore sul quale investirei".

 

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POLITICA SPORTIVA

Parla Gravina: «Etica, alleanze e interessi comuni: solo così la Figc uscirà dal Medioevo»

L’appuntamento è alle dieci. Gabriele Gravina, candidato unico alle elezioni federali del 22 ottobre, l’uomo che dovrà riaccendere il calcio italiano, arriva con un quarto d’ora d’anticipo e le idee molto chiare. Tempo da perdere non ce n’è. La sua agenda è piena, il telefonino squilla in continuazione, ma Gravina è un uomo sereno e profondamente convinto di quello che fa. «Fede, azione, alleanze», spiega. Un programma in tre parole per la rifondazione culturale. «C’è molto da fare e non ci si può risparmiare. Non ci sarà sosta se non sulla cima. Dobbiamo uscire dal Medioevo e puntare a un nuovo umanesimo».

 

Presidente Gravina come lo spiega ai tifosi che proprio lei e Sibilia, incapaci il 29 gennaio scorso di trovare un accordo per scongiurare il commissariamento della Federcalcio, siete ora gli uomini forti del rinascimento italiano?

«Il mio no quel giorno è stato un errore. Pensavo che fosse meglio il commissario. E invece mi sbagliavo. Ma quel momento, per quanto drammatico, è stato anche il punto di partenza che ci ha portato sino a qui. Ciascuno di noi ha fatto un passo indietro prima di farne due in avanti. Ci siamo conosciuti e abbiamo affinato l’intesa, insieme a Nicchi e Ulivieri. A gennaio il calcio era spaccato e impossibile da governare. Ora speriamo di aggregare e di arrivare a un largo consenso per dare vita alle riforme».

 

Da dove si parte?
«Dalla base. Vorrei reintrodurre l’ora di calcio nelle scuole. E poi certificare la qualità delle nostre scuole calcio e sviluppare gli asset giovanili».

Come sarà la rivoluzione di Gravina?
«Di sistema. Nel programma ho giocato con le parole: fede, azione, alleanze. C’è un piano strategico per arrivare in tempi rapidi a una nuova concezione del calcio. Un calcio più equo e sostenibile, il calcio della collettività e non dei singoli interessi. Come detto si parte dalla base, dai giovani, ma anche da una riqualificazione etica e morale. Vogliamo dare subito una scossa».

Deluso da Tommasi, che prima faceva parte dell’alleanza e poi si è tirato indietro?
«Non sono deluso da Damiano, mi spiace però verificare la sua schizofrenia e che sia rimasto sordo all’invito di partecipare al rinnovamento. La sua scelta è un atto immorale».

Otto mesi di commissariamento sono stati persi?
«Hanno creato tensioni. Credo che la colpa maggiore del commissario sia non aver coinvolto le componenti. Ha preso delle decisioni senza chiedere alcun parere o consiglio. Fabbricini è una persona perbene, ma isolarsi è stato un errore strategico».

Entriamo nel dettaglio del programma. Ha parlato dei giovani. E poi?
«Bisogna intervenire in fretta sulle infrastrutture e procedere subito alla riforma della giustizia sportiva. Il disastro estivo sui campionati lo stiamo pagando ancora sulla nostra pelle. Anche i tempi della giustizia sono importanti: devono essere celeri. E poi i controlli sui conti, il rating non come forma punitiva, ma per evitare di arrivare al punto di non ritorno».

Presidente, si troverà un c.t. scelto da altri.
«In condizioni generali sarebbe stato opportuno che certe decisioni fossero rimandate. Ma quella dell’allenatore della Nazionale non si poteva rinviare. O, per meglio dire, si poteva fare se il commissariamento fosse stato breve. Ma non è stato così…».

Ma lei cosa pensa di Mancini?
«È un bravo tecnico chiamato a gestire una situazione difficile sia perché non c’è una governance, sia perché la rosa a sua disposizione non è più quella di un tempo. Ma è preparato e dispensa tranquillità. Ora bisognerà assisterlo».

La Nazionale è l’asset più importante della Federcalcio. Si parla della riforma del Club Italia.
«Inteso proprio come un club, come fosse Juve, Milan o Torino. Io sarò il presidente, poi serve un consiglio direttivo. Il Club Italia sarà diviso in due aree: organizzativa e tecnica».

Arriverà Beppe Marotta?
«Sarebbe il profilo giusto perché stiamo parlando di un grande dirigente a livello europeo. Ci siamo confrontati e ho potuto verificare di persona il suo interesse. Ma la disponibilità, che c’è ed è reale, si scontra con i parametri economici. Non so se sarà un matrimonio possibile…».

Mancini, ultimo c.t. della lista, si lamenta dei troppi stranieri in serie A.
«Un problema serio di non facile risoluzione. Ci sono delle leggi e non possiamo cambiarle. Credo che l’ostacolo vada aggirato cercando di produrre i talenti in casa».

Gravina cosa vorrebbe portare di suo nella Federcalcio?
«Vorrei traslocare lo spirito imprenditoriale. Sono nel calcio da trent’anni, partito dalla terza categoria. Il mio Castel di Sangro è stato un modello gestionale universalmente riconosciuto. Ma da dirigente credo di averlo dimostrato da presidente della Lega Pro e da capo delegazione nelle varie Nazionali. È stato un grande orgoglio aver vinto una medaglia olimpica dopo 60 anni».

È tifoso?
«Da ragazzo adoravo Gianni Rivera, da dirigente ho ammirato soprattutto Gianni Agnelli, stimo tantissimo Arrigo Sacchi. Sono tifoso di tutte le Nazionali giovanili. Mi piace chi progetta il calcio puntando sui giovani come stanno facendo Fiorentina, Sampdoria, Atalanta e Udinese».

La riforma dei campionati è una delle sconfitte di Tavecchio.
«Per togliere 20 squadre nell’area professionistica servirebbero cinque anni. Meglio lavorare sulle norme che sono vecchie di trent’anni. La svolta deve essere il semiprofessionismo in serie C».

Come se li immagina i rapporti con Coni e governo?
«Il mio primo atto ufficiale sarà incontrare Malagò e il sottosegretario Giorgetti e a loro consegnerò la mia piattaforma di lavoro».

Con Lotito siete agli antipodi.
«È intelligente, conosce il calcio e ha ottenuto grandi risultati. Però abbiamo visioni completamente diverse: io scelgo sempre l’interesse generale».

Cosa ne pensa della Var che tanto fa discutere?
«È stata un’ottima intuizione che ha ridotto gli errori. Va migliorata e incentivata, magari proponendo due chiamate a squadra per partita. Ne parleremo con Nicchi. Quello della Var non può essere un processo statico».

Il suo mandato durerà circa due anni. Dopo cosa succederà?
«Faremo un tagliando e troveremo le soluzioni migliori. Oggi però non è un pensiero».

 

Corriere della Sera

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ALTRE

La moglie di Sean Cox contro gli ultrà romanisti: «Mio marito paralizzato»

Il colpo di scena è arrivato lunedì sera. Secondo la polizia di Liverpool – notizia riportata dalla Bbc – a Roma la settimana scorsa è stato arrestato un terzo tifoso giallorosso per l’aggressione al supporter irlandese dei Reds Sean Cox il 24 aprile scorso davanti all’Anfield Stadium, prima della semifinale di andata di Champions League. Si tratta di un trentenne accusato di aver partecipato al pestaggio e comparso in aula sabato per l’udienza di convalida. Un altro tassello delle indagini congiunte di polizia inglese e italiana sul ferimento di Cox, rimasto in coma per diverse settimane per gravi lesioni alla testa e ora in precarie condizioni, tanto da dover essere trasferito in un centro di riabilitazione in Germania. Domani intanto davanti alla Preston Crown Court è in programma il processo proprio per aggressione al tifoso a Filippo Lombardi, uno dei due ultrà della Roma arrestati ad aprile a Liverpool (l’altro è Daniele Sciusco, condannato a due anni e mezzo per aver preso parte agli scontri). Il giovane si è sempre dichiarato innocente, ammettendo però di essere rimasto coinvolto negli incidenti.

«Mercoledì andrò al processo, voglio vederlo in faccia. Andrò con mio figlio. Sean avrebbe fatto lo stesso per me», ha detto Martina Cox, la moglie del tifoso ferito, in un’intervista pubblicata dall’Indipendent, uno dei più importanti quotidiani irlandesi. «Sappiamo che mio marito non sarà mai più la stessa persona, ma continuiamo a lottare. Faremo di tutto. Per noi – aggiunge Martina – è stato un evento catastrofico che ci ha cambiato la vita. Sean vede doppio, a volte triplo, non riesce a parlare ma capisce tutto. Ha la parte destra del corpo paralizzata». Dopo essere rimasto ricoverato per cinque settimane al Walton Centre di Liverpool, Cox è stato poi trasferito in Irlanda, al National Rehabilitation Centre a Dun Laoghaire. I figli Jack, Shauna ed Emma dormono a turno accanto a lui. E gli amici hanno cominciato una raccolta fondi per pagare le cure che sono molto costose.

Corriere della Sera

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ALTRE

Caso Ronaldo, i legali della Mayorga promettono nuove rivelazioni oggi

 

NEW YORK – Quando ieri mattina nella sua casa di Edgewater, ha visto in tv NBC e Fox annunciare la comparsa di una possibile nuova accusatrice di Cristiano Ronaldo, l’avvocato italoamericano Alberico De Pierro, dello Juventus Academy di Hoboken, ha pensato che negli Stati Uniti le cose erano davvero cambiate. «Dieci anni fa – spiega – fosse successa una cosa del genere a un calciatore, diciamo Beckham, ne avrebbero parlato due minuti e poi la notizia sarebbe sparita». Soppiantata dalla vittoria degli Houston su Dallas nel campionato di football. Non è più così. L’America è cambiata. Da quella notte del 13 giugno 2009 nell’hotel di Las Vegas, il destino per Ronaldo ha fatto un giro largo nove anni per ripresentarsi nel Paese peggiore per una storia di violenza sessuale. I casi potrebbero essere due, entrambi avvenuti negli Stati Uniti. Un poliziotto avrebbe confermato cheKatrhryn Mayorga, l’accusatrice di Ronaldo, aveva denunciato subito la violenza, in lacrime, rifiutandosi di fare nomi, ma parlando di un «personaggio pubblico», un «atleta». Tra oggi e domani gli avvocati dell’accusa potrebbero fornire nuovi documenti dall’ospedale di Las Vegas e documenti inediti della polizia. La lettera segreta della ragazza in cui racconta lo stupro ha colpito gli americani, così come la scomparsa della denuncia dagli archivi della polizia. 

 

 EFFETTO ME TOO – Katrhyn Mayorga, ex modella e insegnante, che aveva avuto 375 mila dollari perché tenesse segreta la storia, ha lanciato un appello perché altre donne denuncino. Il suo avvocato, Leslie Stovall, ieri ha parlato di altri tre nuovi casi in arrivo, punti potenzialmente a favore di una denuncia che si basa su undici capi di imputazione, che vanno dalla violenza sessuale all’abuso di persona vulnerabile. Ronaldo è a rischio tritacarne perché ora l’America è avida di notizie, e non solo perché c’è di mezzo lo sportivo più famoso del pianeta, con i suoi 143 milioni di followers su Instagram, ma perché siamo in piena era #MeToo, movimento rimasto in sordina per dodici anni fino al 2017 quando è diventato virale – dopo le accuse di violenze che hanno riguardato il potente produttore di Hollywood, Harvey Weinstein – grazie ad Alyssa Milano, attrice, stilista e blogger con più di tre milioni di followers, e lateralmente tifosa dell’Inter.

Corrieredellosport.it