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DICHIARAZIONI

Premio Scopigno – Premiati Immobile e Murgia, Paratici: “Mai parlato di Milinkovic”. F. Inzaghi: “Lazio, Champions difficile”

A margine del premio Scopigno, dove sono stati premiati Immobile e Murgia, hanno preso parola Pippo Inzaghi e Fabio Paratici, dirigente della Juve premiato come manager of the year. Filippo Inzaghi: "Lui è molto più bravo di me come allenatore. È uno dei tecnici migliori d’Italia e d’Europa. Ieri mi chiedeva se la Lazio fosse in crisi e io facevo fatica a capire, perché se tutte le crisi fossero così allora io adesso non sarei in crisi. A parte gli scherzi, penso che Simone abbia fatto molto bene e mi auguro che possa ripetere l’annata della stagione passata anche se lo scorso anno la Lazio è andata, almeno secondo me, molto al di sopra delle sue possibilità. Se possono arrivare in Champions? Beh, ci sono tante squadre che quest'anno sono più forti rispetto allo scorso. Sarà molto difficile. La Lazio ha anche l'Europa League, che è una bella competizione, ma ti toglie tante energie”. Quindi parola Paratici, nello specifico sul mercato: "Non abbiamo mai parlato di Milinkovic ne col diretto interessato, ne con la Lazio, ma è un bravissimo giocatore".

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APPROFONDIMENTI

Amuleto Caicedo, con lui titolare la Lazio vince sempre

 

La parabola di Felipe Caicedo: in estate ai margini, in autunno amuleto. Con lui in campo, la Lazio vince sempre. Dalla prima da titolare contro l'Apollon (con Luis Alberto) all'ultima con la Fiorentina, passando per la gara più convincente della stagione contro il Genoa (entrambe con Immobile) e la vittoria esterna di Udine in tandem con Correa. Il suo apporto è sottovalutato, ma i numeri parlano chiaro. Non solo le 4 vittorie, ma la sensazione che con lui la Lazio riesca a tenere meglio il campo, a far sprecare meno energie a Ciro Immobile. Il bottino è di un gol (contro il Genoa) e un assist, bellissimo di tacco contro i ciprioti. Inzaghi lo ha premiato per la sua caparbietà, la voglia di imporsi a discapito di un Luis Alberto cupo e poco incisivo. E' passato dai fischi preventivi, agli scroscianti applausi. Corre, aiuta e non lesina sportellate ai difensori avversari. Il merito paga e nelle difficoltà, Inzaghi ha trovato una valida alternativa.

DC

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APPROFONDIMENTI

Berisha, l’arma in più per Inzaghi insidia Milinkovic

 

 

L'arma in più per il centrocampo della Lazio si chiama Valon Berisha. Il kosovaro – nuovamente convocato per le partite di Nations League – ha superato i problemi fisici estivi, è tornato a disposizione di Simone Inzaghi ed ha esordito sia in Europa League (nella sconfitta di Francoforte) che in Serie A, a pochi minuti dal termine di Lazio-Fiorentina. Carattere, dinamismo e tecnica per potersi imporre, come vice Milinkovic o forse qualcosa in più. Inzaghi lo valuta, sa che le sue caratteristiche sono una variante importante per un centrocampo di qualità ma con poco dinamismo. La sua avventura alla Lazio è iniziata.

 

DC

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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto, mistero pubalgia: per i medici sta bene ma lui si cura a casa

ROMA Un video al giorno per togliere la pubalgia di torno. Luis Alberto continua le cure per smaltire l'infiammazione all'inguine. Terapie a domicilio e sedute personalizzate. Lo spagnolo si allena nella sua casa dell'Olgiata sotto lo sguardo di Ruben Pons Aliaga, ex fisioterapista del Liverpool che segue anche Lucas Leiva. «Un'altra volta incinta» scherza su Instagram il numero 10 della Lazio mentre viene sottoposto ad un'ecografia. L'ennesima per monitorare il problema fisico che, per sua stessa ammissione, ne limita movimenti e prestazioni. Già contro l'Apollon Limassol aveva denunciato davanti ai microfoni la sua difficoltà, tuttavia non ancora riscontrata dalle parti di Formello. La prestazione contro la Roma ha deluso le aspettative e Inzaghi lo ha spedito in panchina. Prima contro il Francoforte in Europa League, poi con la Fiorentina in campionato. Due esclusioni che lo spagnolo non ha gradito. Senza contare lo striscione di contestazione esposto a Ponte Milvio. Luis è convinto che, smaltito il fastidio, tornerà ad incantare con le sue giocate. Intanto, sui social network, tra esercizi e manipolazioni, il trequartista ha postato ben undici video. Quasi a voler dimostrare urbi et orbi l'entità della sua patologia. Mentre Milinkovic, Immobile e Caicedo domenica sera pubblicavano foto per celebrare la vittoria sui viola, Don Luis mostrava ai suoi followers, immagine dopo immagine, le fasi del protocollo riabilitativo. Cure live, documentate sul web da tre giorni, ma iniziate già in estate. Il lavoro extra però continuerà anche durante il break per le nazionali. Inzaghi ha concesso 48 ore di riposo ai suoi e riprenderà gli allenamenti domani pomeriggio. Luis Alberto, invece di volare in Spagna dalla famiglia, come sua consuetudine durante la sosta, ha preferito restare a Roma. L'obiettivo è tornare a disposizione il prima possibile e con l'ennesima magia far sparire panchina e pubalgia.

Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Ciro il grande: migliore della storia biancoceleste per media gol

ROMA – Nessuno come Immobile nella storia della Lazio. Di solito si contano i gol, non le presenze. E’ arrivato a 73 in 98 partite stendendo la Fiorentina, l’unico club di Serie A a cui non aveva ancora segnato. Impressionante la media, da primo posto: 0,7444. E’ la più alta tra i più forti di sempre con la maglia biancoceleste. Chiamatelo Ciro il Grande. Ha messo in fila Crespo, Piola, Signori, Chinaglia, Giordano, Vieri, Salas, Klose e Rocchi, compresi tutti gli altri che si perdono nella notte dei tempi. Poco meno di un gol a partita e su un arco di tempo considerevole, perché è appena entrato nella terza stagione consecutiva in biancoceleste. Segna con una costanza e una continuità spaventosa, uno ogni 110 minuti in campo con la Lazio. Ha festeggiato come doveva il rinnovo del contratto e certi numeri giustificano lo sforzo di Lotito, capace di portare il suo ingaggio a 3,2 milioni di euro più bonus. Raggiungerà il massimo (550 mila euro) se dovesse trascinare la Lazio in Champions superando la soglia dei 30 gol stagionali, comprese Coppa Italia ed Europa League. Il primo anno si era fermato a quota 26, nella passata stagione era salito sino a 41 interrompendo la corsa verso la Scarpa d’Oro solo perché bloccato da un infortunio muscolare. 

 

 TOP – Meno di tre anni per entrare nella storia della Lazio. E’ settimo nella top ten dei bomber più prolifici di sempre della società biancoceleste. Lo precedono Piola (159), Signori (127), Chinaglia (122), Giordano (108), Rocchi (105), Puccinelli (78) ed ha appena raggiunto il pioniere Fulvio Bernardini (almeno 73 in un centinaio di presenze tra il 1919 e il 1926, dati non sicuri anche per gli storici più pignoli). E’ primo se consideriamo la media gol nel rapporto generato tra reti e presenze ufficiali, prendendo in esame chi ha segnato almeno 14 gol (il parametro di partenza è Vieri nella stagione 1998/99) a partire dal 1929, anno di nascita della Serie A. Sono cifre fenomenali perché Ciro sta già distanziando tutti i suoi predecessori. Ad esempio Crespo, capocannoniere del campionato nel 2001 con la Lazio realizzando 26 gol. Hernan, nel suo biennio, raggiunse quota 48 reti in 73 presenze alla media di 0,657. Tre decimillesimi davanti alla leggenda Silvio Piola (159 gol in 243 presenze). Appena fuori dal podio Beppe Signori, tre volte capocannoniere con la Lazio in Serie A.

Corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Zauri: “Lazio, hai ritrovato compattezza, ora tutto è possibile. Milinkovic? Condizionato dal mercato” (AUDIO)

LUCIANO ZAURI in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "La Lazio ha battuto, pur soffrendo, una delle squadre più in forma del campionato. La cosa fondamentale era vincere, visto quello che era accaduto ultimamente non poteva essere brillante, ora c'è la sosta che è perfetta per migliorare e recuperare la condizione di alcuni giocatori importanti. Vediamo se quello di ieri è stato un crocevia, la cosa importante è aver raggiunto una vittoria che la faccia uscire dalla sofferenza. Quest'anno la competizione è molto alta, ma se dovesse confermare questa compattezza e voglia di soffrire si giocherà le sue possibilità Champions. Immobile? E' un trascinatore, anche il suo pressing isolato permette agli altri di rifiatare. Oltre ai gol svolge un lavoro eccezionale, sarà fondamentale anche in questa stagione. Milinkovic? Il mercato l'ha condizionato, ma sono convinto che la pressione che si sia venuta a creare dipenda soprattutto dai risultati negativi in alcune gare. Ha voglia di fare, è ambizioso, ne verrà fuori alla grande. Anche Luis Alberto è venuto un pochino meno, ma anche qui il discorso di squadra è stato fondamentale. Acerbi? Convocazione in nazionale meritata, l'approdo alla Lazio non è stato un caso, è un vero punto di riferimento"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Bernardini (Il Messaggero): “Alla fine è stato un turno favorevole alla Lazio” (AUDIO)

EMILIANO BERNARDINI (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "E' vero, nonostante il momento di difficoltà alla fine possiamo dire che è stato un turno favorevole alla Lazio, visto l'avversario che ha battuto. La Spal contro l'Inter ha giocato davvero molto bene, così come l'Empoli contro la Roma. Entrambe le squadre hanno fallito un rigore. La Juventus è sempre più proiettata in un'altra dimensione, una sorta di campionato europeo per club, utile per avere maggiori sponsor ed utili. In campionato non ha più rivali, non c'è più storia. Per il resto giocano tutte molto male, Napoli a parte". 

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SOCIETA'

I rinnovi di Immobile e Milinkovic fanno salire l’utile nel bilancio 2018

I rinnovi di Ciro Immobile e Sergej Milinkovic-Savic hanno portato la Lazio a modificare l’utile nel bilancio chiuso il 30 giugno 2018.

L’impatto dei due prolungamenti contrattuali, spiega la società biancoceleste, è stato pari a circa 340mila euro.

“Il Consiglio di Gestione della S.S. LAZIO S.p.A. ha modificato il progetto di Bilancio Separato e Consolidato relativo all’esercizio chiuso al 30 giugno 2018, approvato in data 20 settembre 2018, per effetto dei prolungamenti contrattuali di due giocatori della prima squadra intervenuti successivamente a tale data”.

“In particolare sono stati ridotti gli ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori (Euro 0,40 milioni) con conseguente incremento, per pari importo, dei valori dei diritti patrimoniali corrispondenti, delle imposte sui redditi (Euro 0,07 milioni) e dell’utile di bilancio (Euro 0,34 milioni) che così aumenta da Euro 36,97 milioni ad Euro 37,31 milioni”.

Immobile e Milinkovic hanno entrambi rinnovato con la Lazio fino al 2023, con adeguamento dell’ingaggio: l’attaccante e il centroampista sfonderanno quota 3 milioni di euro a stagione più bonus, un record per la Lazio nella gestione Lotito. calcioefinanza.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “Ripartenza da uomini che sapevamo di essere in difficoltà… ma anche l’Inter vince soffrendo” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Vittoria doveva essere e vittoria è stata. E' stata una partita combattuta, giocata da uomini che sapevano di essere in difficoltà. La Lazio ha sudato e lottato, ha messo in secondo piano la prestazione perchè sapeva quanto questi tre punti potevano cambiare il punto di vista prima della sosta. Questa vittoria rispecchia anche la vittoria dell'Inter che soffre ma batte la Spal. La Lazio era malata, ha preso un medicinale forte ed adesso deve continuare a lavorare capendo dove sta sbagliando. Dalla seconda alla nona ci sono solo 6 punti? Ci sono degli infiltrati, secondo me le squadre che si giocherano la Champions sono quelle che conosciamo, alla lunga verranno ristabilite le distanze. Vedremo chi avrà maggiore continuità, penso che la Lazio, se dovesse guarire mentalmente, lotterà sicueramente per il secondo o terzo posto. La qualità c'è, ma se poi manca la fame e la voglia è dura. Milinkovic? In questo momento deve far ele cose semplici, quando ritroverai lui e Luis Alberto sarà una Lazio diversa"

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APPROFONDIMENTI

Dal contratto ai rimproveri per la mancanza di cattiveria, il ‘Mago’ è sparito in panchina…

Che fine ha fatto Luis Alberto? Qualcuno a fine agosto cercava di nascondere il suo malumore per il mancato trasferimento a Siviglia. Nessuna nostalgia, ma il ritorno in patria gli avrebbe garantito (oltre la visibilità per la Nazionale) cospicui guadagni in termini d’ingaggio, non ancora elevato a livelli “top” da Lotito. In particolare, il no del presidente ai 35 milioni offerti dal club iberico è costato quasi 4 milioni di stipendio a Luis Alberto. Per questo da settembre lui sta battendo i pugni per avere un rinnovo identico a Milinkovic e Immobile. Lo spagnolo ha però ricevuto la promessa che anche il suo contratto verrà adeguato entro Natale e, nonostante il suo terribile momento, la società giura che ci può ancora contare. Il mal di pancia comunque non sembra passare oppure siamo di fronte a un nuovo caso Felipe. Perché sarà pure vero che chi decide d’indossare la numero 10 deve fare i conti con una maledizione, ma qui ci sono i sintomi di una depressione.

Quattordici minuti finali contro l’Eintracht e neanche uno contro la Fiorentina. Luis Alberto “sparisce” in panchina. Paga un derby giocato in modo orribile e un periodo che definire di appannamento è un complimento. Rimproverato per l’atteggiamento contro la Roma paga in Europa e contro la Viola. Rimproveri che avrebbero dovuto essere letti in maniera positiva e non certo come un “destabilizzare l’ambiente”. Frase di cui si abusa stravolgendone il significato. Non sarà un caso ma negare che qualcosa non funzioni più come prima è un reato. Lo hanno notato gli stessi tifosi che ieri gli hanno dedicato uno striscione nel quale viene citato Milinkovic altro assente ingiustificato “Finti talenti solo a caccia di contanti”. Inzaghi lo ha trattenuto a tutti i costi, anche quando il Siviglia avrebbe fatto follie per averlo. Ha preferito mandare via Felipe Anderson pur di concedergli piena fiducia. Lo spagnolo però si è eclissato quasi soffrisse la troppa responsabilità. La concorrenza con Correa dovrebbe stimolarlo. E invece no. Lotito e Inzaghi adesso sono stati chiari: “Gioca solo chi lo merita”.Cittaceleste.it