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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “Il derby ha inciso, manca la percezione del momento”. Pinelli: “Qualcosa si è rotto, il modulo non c’entra” (AUDIO)

Pinelli: "Qualcosa si è rotto all'interno del gruppo, non sono normali le dichiarazioni di Inzaghi da parecchio tempo a questa parte. Si parla di motivazioni e attenzione, e prendi gol sempre su calcio piazzato. C'è instabilità, mancano anche i senatori (come Leiva) che testimoniano un problema di fondo. Serve un intervento forte per recuperare quel senso del gruppo e unione ammirati lo scorso anno, un confronto duro per cercare di ritrovarsi. Modulo? Non credo sia quello il problema, ma ritrovare i rapporti, che fra Inzaghi e la squadra sono ridotti ai minimi termini".

Oddi: "Ho percepito le scorie del derby, ma non ho visto nessuna reazione, anche dai giocatori più importanti. Deluso da Leiva e dalla difesa, che commette troppi errori individuali. Non c'è mai la percezione del momento, il saper gestire una situazione difficile e rallentare i ritmi contenendo gli avversari. 

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Troppo brutti per essere veri, Inzaghi riparta solo da chi è motivato”. Cardone: “Perché scegliere Basta?” (AUDIO)

 

Giordano: "Lazio troppo brutta per essere vera. Non c'è condizione fisica e senso del gruppo e alcuni singoli sono irriconoscibili. La Lazio le avrebbe prese anche in parità numerica, perché la squadra della scorsa stagione in campo non c'è. Finora la campagna acquisti non ha lasciato nessuna traccia, mi sorprende l'assenza di Badelj ieri. Cosa può fare Inzaghi? Mettere i giocatori più motivati, quelli che danno più garanzie al di la del modulo. Si può anche cambiare, ma non ci sono tante alternative a livello di caratteristiche. Laxalt e Lazzari avrebbero dato ciò che serviva, specialmente per questo modulo".  

 

 

Cardone: "Contesto a Inzaghi la poca elasticità, anche a livello tattico. Ma perché ci si ostina a giocare con Basta? Speravo in Caceres come quinto, non capisco perché non trovi mai spazio in quella zona di campo. Milinkovic? Non sta reggendo la pressione delle voci su di lui".

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CURIOSITA'

Totti, Andreazzoli e il 26 maggio: “Se avesse vinto sarebbe rimasto, ma…”

 

Dal libro di Francesco Totti emergono nuovi retroscena sul 26 maggio, nello specifico su Aurelio Andreazzoli: "Il giorno dopo l'incarico (di allenatore, ndr) mi chiama per parlarmi e mi dice che quella è la sua grande chance, che vuole giocarsela alla faccia anche della stampa che lo definisce traghettatore". Poi continua: "Nell'ambiente c'è sorpresa, Andreazzoli sta guidando la barca senza farla schiantare sugli scogli. Avesse vinto la finale sarebbe rimasto, alla fine è sempre un risultato a decidere tutto. E in quella partita sbagliò un paio di scelte, soprattutto rimettere dentro Destro per Osvaldo, che alla fine gli diede del laziale. Andreazzoli ci ringraziò e tornò a fare l'assistente".  

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APPROFONDIMENTI

Lukaku, il rientro si avvicina: il prossimo mese decisivo per il suo reinserimento

 

Lukaku corre verso il rientro. L'esterno belga lavora già da tempo a Formello, a parte, per recuperare la forma ideale. Escluso dalle liste Uefa e campionato, ora è pronto a tornare all'interno del gruppo e – in attesa delle nuova scrittura della lista europea a gennaio – a rientrare in Serie A. Il piano dello staff di Simone Inzaghi, è quello di reinserirlo in squadra fra le due pause per la Nations League, quindi fra Lazio-Fiorentina di domenica e il nuovo stop del 18 novembre. La Lista di giocatori per il campionato italiano può essere modificata un massimo di due volte, quindi non ci sarebbe nessun vincolo per rivedere Lukaku in campo, presto.

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DICHIARAZIONI

Leiva non si nasconde: “Male anche prima dell’espulsione. Dobbiamo capire con calma quello che non va”

Il centrocampista biancoceleste Lucas Leiva è intervenuto ai mcirofoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky, nel post partita di Eintracht Francoforte-Lazio.

"Anche quando eravamo ancora in undici, la squadra avrebbe dovuto esprimersi meglio. È difficile, adesso dovremo capire dove migliorare perché vogliamo ripartire. È un momento difficile per noi e dobbiamo analizzarci e mantenere la calma: è importante ragionare sperando di portare i tre punti a casa contro la Fiorentina. 

Si parla molto del derby, ma ora dobbiamo lasciare tutto alle nostre spalle e guardare avanti perché è l'unico modo per uscire da questo periodo. I gol questa sera sono arrivati tutti a seguito di piccoli dettagli: nel primo ho perso il mio uomo, poi anche nel secondo è stata persa una marcatura. Ora non è il momento di colpevolizzare qualcuno, serve una reazione di squadra. Dobbiamo restare uniti perché siamo forti e possiamo uscire da questo momento". sslazio.it

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ALTRE

Dramma Torro, gioca dopo la morte del fratello

Lucas Torro piegato a piangere dopo la vittoria sulla Lazio. I compagni che si mettono in cerchio al fischio finale e l’allenatore Adi Hütter che comunica al gruppo ciò che soltanto lui e il giocatore spagnolo sapevano: la morte del fratello ventisettenne di Torro, per cause che ieri non erano note. L’entusiasmo per il 4-1 nel secondo turno di Europa League si è spento per la tragedia del centrocampista. L’allenatore dell’Eintracht ha poi raccontato: “Lucas mi ha fatto sapere prima della partita del suo lutto, ma ha voluto giocare a tutti i costi. Gli ho chiesto se davvero se la sentisse, gli ho lasciato libera scelta. Noi gli siamo vicini, la nostra tristezza è grande e oscura la gioia per la vittoria ”. I genitori di Torro, che erano a Francoforte per la partita e volevano restarci fino a lunedì, sono partiti subito per la Spagna. L’Eintracht ha lasciato libero il giocatore, che si è riunito con la famiglia e salterà la prossima partita contro l’Hoffenheim. Il manager Fredi Bobic ha detto al Kicker: “Lucas poteva anche saltare la Lazio, invece ha giocato molto bene. Pazzesco”.

Gazzetta.it

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DICHIARAZIONI

Durmisi, lussazione e promessa: “Daje Lazio. Tornerò più forte”

“Credi sempre in Dio. Daje Lazio, tornerò più forte”. Queste le parole vergate da Riza Durmisi nel post sul suo profilo Instagram. Frasi sovrapposte alla foto che lo ritrae col gomito destro bloccato prima di effettuare la risonanza magnetica. L'ex Betis Siviglia a soli 16 minuti dal suo ingresso in campo con un tunnel aveva saltato Da Costa, fallo del terzino destro e nella ricaduta l'urto col terreno che avrebbe determinato il danno al gomito, si parla di lussazione ma l'entità del danno è tutta da definire. 

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Il Governo entra a piedi uniti: votato Decreto valido anche sui procedimenti in corso

Ogni giorno una novella, buona o cattiva che sia. Il dedalo nel quale è finita la giustizia sportiva, sia essa endo o esofederale vivrà oggi un'ulteriore pagina:  la corte d’Appello federale il 25 ottobre la discuterà i ricorsi di Catania, Novara, Pro Vercelli, Ternana e Siena. Tale dibattimento potrebbe rivelarsi inutile perché, rivela La Gazzetta dello Sport,  su tutta la questione si registra ieri sera un'entrata a gamba tesa del Governo. Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge che introduce «disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive». Questo provvedimento, che entro 60 giorni va convertito in legge, consente «al Coni di avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato e riserva alla competenza del Tar del Lazio le controversie che hanno a oggetto provvedimenti di ammissione ed esclusione da competizioni professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche, escludendo quindi la competenza degli organi di giustizia sportiva, con l’eccezione di determinati casi in grado di garantire statuizioni definitive entro 30 giorni». Quindi si va tutti al TAR, fatta salva quest'ultima deroga, il suddetto passaggio nel provvedimento riguarda gli statuti del Coni e delle federazioni: ove previsto negli stessi, prima di adire la giustizia amministrativa ci si potrà rivolgere in primo grado a una Commissione istituita presso il Coni che però dovrà pronunciarsi in 30 giorni, beato chi ci crede verrebbe da dire. Abbiamo parlato di tackle duro perché il decreto interviene anche sui processi in essere e non solo su quelli a partire dalla data di entrata in vigore della legge. Si legge infatti: «Le nuove disposizioni si applicheranno da subito anche ai procedimenti e alle controversie già in corso». Quindi, non essendoci fattispecie da dirimere entro 30 giorni, tutti finiranno a Via Flaminia. A proposito del caos ripescaggi e format, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti: «Stiamo assistendo ad uno spettacolo indecoroso. Vogliamo dare delle certezze e uscire dal caos, ma la giustizia sportiva deve essere migliorata, serve più rapidità e concretezza».
GLP

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AVVERSARIO

Nella Fiorentina giovane di Pioli brilla la stella di Lafont

BraveAlb, cuore impavido. Perché è davvero il coraggio di Alban Lafont a piacere così tanto allo staff viola. Per questo al portierino classe ’99 sono permesse licenze ardite e movimenti intrepidi, a costo ogni tanto di incappare in qualche errore come le due uscite a vuoto nel secondo tempo contro l’Atalanta. Questione di personalità quindi, almeno questo filtra dall’ambiente viola. Caratteristica che sostanzialmente non si allena: al limite si coltiva.

AVANTI COSì L’inizio di avventura a Firenze è stato più che sufficiente anche se di partite Lafont ne ha giocate appena cinque. Anzi, quattro e mezzo, considerato l’infortunio contro l’Udinese che lo ha costretto a uscire all’intervallo saltando poi le sfide con Napoli e Samp. Tre i gol subiti, l’incornata di Tomovic, il rigore di Icardi e il rasoterra di D’Ambrosio. Pochi i miracoli, anche grazie alla solidità della difesa viola (la seconda del campionato con Juve e Inter dopo la Samp). Però qualche balzo prodigioso si è già visto. L’ultimo proprio domenica sul rasoterra di Gomez con il punteggio ancora sull’ 1-0.

CORAGGIO RECIPROCO Niente paura quindi. Anzi. La sicurezza nei propri mezzi è molta e dimostrata anche nel momento di rilanciare l’azione con i piedi. Soprattutto a San Siro (con l’Inter) qualche dribbling di troppo e palloni spesso in verticale a costo di rischiare la frittata, hanno fatto sobbalzare i tifosi viola. L’audacia però piace a Pioli, attratto dalla forte personalità. Coraggio suo quindi, ma anche di chi lo ha comprato costruendo la squadra più giovane d’Europa. Corvino e Freitas infatti se lo godono, convinti di aver vinto la scommessa.

CERCANDO L’IMPRESA Nel frattempo la Fiorentina prosegue la preparazione in vista della sfida di domenica, all’Olimpico, contro la Lazio. In trasferta la squadra viola ha conquistato appena un punto, contro i 12 arrivati tra le mura amiche. Colpa soprattutto del calendario che ha regalato Napoli, Samp, Inter (e ora Lazio) come squadre da affrontare fuori Firenze. L’inversione di tendenza non sarà semplice, considerato il valore dell’avversaria. Se non altro la squadra di Pioli arriva da una settimana di allenamenti regolari che dovrebbero aver aumentato brillantezza e condizione.

ANCORA PJACA? A proposito del tecnico, ieri si è visto al centro sportivo Bruno Satin (il manager) passato da Firenze dopo essere stato a Napoli per il match col Liverpool. È vero che il contratto di Pioli scade nel 2019, ma la Fiorentina ha già deciso far valere l’opzione per il rinnovo automatico fino al 2020. Possibile che più avanti arrivi anche un ulteriore prolungamento, ma ora è tempo di pensare alla Lazio. Ieri la squadra ha disputato un’amichevole al Franchi contro la Santegidiese. Il tecnico ha mischiato le carte, ma nel 9-0 finale si registra la tripletta di Pjaca, che si candida per una maglia da titolare. A Dazn invece, ha parlato Simeone. «Il mister mi dice che posso segnare più gol dell’anno scorso. Batistuta? Mi sono scaricato tutte le sue reti e me le guardo prima delle partite».

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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ALTRE

Gabriele Sandri e la rapina: la lettera di  Cristiano Sandri al Messaggero 

Egregio Direttore
le scrivo, come potrà ben immaginare, in relazione all'articolo sulla notizia di una rapina a mano armata avvenuta a Roma con la foto di mio fratello Gabriele. Non voglio tediarla sull'inammissibile accostamento tra il suddetto fatto di cronaca e mio fratello. A tal proposito, infatti, il pezzo in questione è divenuta una scorretta e immotivata narrazione di quanto avvenuto l'11 Novembre 2007. Mi auguro, anche per il quotidiano che rappresenta la nostra città, possiate emendare questo improprio scambio di piani di cronaca, e inserire la stessa bella foto di mio fratello Gabriele con un breve ricordo della sua giovane vita spezzata in modo inaccettabile. A mio avviso accorgersi di aver toccato corde intoccabili sarebbe un bel gesto apprezzato non solo dalla mia famiglia ma da ogni lettore.
Cristiano Sandri

Questa la risposta dei due estensori del pezzo.
Noi ci siamo limitati a raccontare un fatto di cronaca. A svolgere, cioè, il nostro lavoro, come facciamo ogni giorno da tanti anni. E nel farlo, in questo caso, abbiamo dovuto ricordare un altro drammatico e tragico episodio che il nostro giornale ha sempre raccontato con massima sensibilità e rispetto per il suo dolore e quello della sua famiglia per la morte di Gabriele, in questi 11 anni. Non c'era alcun intento offensivo. E lo si capirà dal ricordo che faremo della tragedia di Gabriele per l'imminente anniversario. (El. Pan. e M.D.R.) 

PS La missiva di Cristiano era diretta a Virman Cusenza, con un accento di sensibilità il direttore di Via del Tritone avrebbe potuto rispondere fornendo un maggiore contributo alla chiarezza e alla distensione. Ma tant'è… 

GLP