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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mauri: “Lazio, hai giocato come voleva la Roma. Luis Alberto? Ora meglio Correa…” (AUDIO)

 

"La Lazio ha giocato come voleva la Roma. Dopo i primi e buoni 20', i biancocelesti sono cascati nella trappola. Da lì in poi la Lazio è sparita dal campo, non ha quasi mai tirato in porta. Luis Alberto mai in partita, è un periodo di grande involuzione mentale per lo spagnolo e si vede sul campo, il suo linguaggio del corpo parla chiaro. La Roma sapeva di essere in difficoltà, si sono chiusi e hanno giocato semplice in contropiede intimorendo la Lazio e alla fine vincendo con merito. Inzaghi? C'entra poco, la Lazio l'aveva preparata bene, ma è stata spiazzata dall'atteggiamento degli avversari, forse ha sbagliato a cambiar modulo nel secondo tempo. Il pareggio sarebbe stato ottimo, ma l'atteggiamento dopo il gol di Immobile non è cambiato. Panchina per Luis? Inzaghi gli ha dato fiducia, ma non la sta ripagando. La Lazio ha bisogno di provare qualcun'altro, per esempio Correa. Milinkovic è in un momento fisico non buono, ma per me è sempre imprescindibile".

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EUROPA LEAGUE

Eintracht-Lazio, designazione arbitrale e precedenti

Eintracht Francoforte-Lazio, sfida valida per la seconda giornata della fase a gironi del Gruppo H di UEFA Europa League, in programma giovedì 4 ottobre alle ore 21:00 alla Commerzbank-Arena di Francoforte, sarà diretta dal signor Serdar Gözübüyük (NED).

 

Assistenti: Davie Goossens (NED) – Bas van Dongen (NED)

IV Uomo: Jan de Vries (NED)

ADD1: Dennis Higler (NED)

ADD2: Allard Lindhout (NED)

 

L'ultimo precedente con una squadra italiana risale alla scorsa stagione, con la vittoria del Milan per 5-1 sull'Austria Vienna. Altri due precedenti con le squadra italiane, entrambi vincenti con Napoli e Fiorentina.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “I ‘big’ tornino coi piedi per terra, nei derby serve umiltà”. Oddi: “Dove sono grinta e cattiveria?” (AUDIO)

Giordano: "Troppi cali di concentrazione, errori da penna blu in partite in cui non te lo puoi permettere. Atteggiamenti sbagliati, tanto da rimettere in carreggiata una Roma incerottata. Pensavamo di essere più bravi, ci sono giocatori nella Lazio che sono stati troppo portati in palmo di mano e adesso la resa è pari a zero. Quando regali tre uomini, specialmente se sono i migliori, diventa complicato: credo che Inzaghi adesso farà scelte più decise. Tutti se la prendono con Luis Alberto, ma Milinkovic che fine ha fatto?".

 

Oddi: "La Lazio ha iniziato bene, ma alla prima difficoltà si è spenta senza riaccendersi più. Errore grave di Strakosha sulla punizione di Kolarov, nel momento in cui reggere qualche minuto poteva essere fondamentale. Ma la grinta e la cattiveria non le ho mai viste e i big sono mancati".

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RASSEGNA STAMPA

Finalmente Berisha: il guerriero è pronto per Francoforte

ROMA Il momento giusto. Dalle ceneri del derby s'intravede la sagoma di Valon Berisha. Uno che può dare una mano e la scossa giusta. L'unico nuovo acquisto del recente mercato che, nonostante siano passati quasi tre mesi dal suo arrivo, ancora non ha giocato nemmeno un minuto. E il kosovaro è uno dei più attesi, non solo per la qualità, ma soprattutto dal punto di vista caratteriale. E a questa Lazio, osservando quanto accaduto nella partita con la Roma, di grinta e personalità, ne serve davvero tanta. L'ex del Salisburgo può essere il giocatore giusto nel momento giusto, anche perché se si ripartirà da Francoforte contro una formazione pronta e organizzata qual è quella tedesca, giocando come nel derby, i biancocelesti non andranno lontano. Anzi rischiano di fare un'altra pessima figura dopo la batosta nel derby. Inzaghi, deluso e distrutto per la mancanza di temperamento nella stracittadina di sabato, sta seriamente pensando di buttare nella mischia il centrocampista. 
SUBITO GUERRIEROLui, Berisha, scalpita e non aspetta altro che un'occasione per far vedere quanto può essere utile alla squadra. E a modo suo si prepara all'esordio, caricando se stesso e i suoi compagni: Perdiamo insieme, vinciamo insieme. Mai arrendersi, torneremo più forti di prima, il suo personale incitamento per superare la botta nel derby e ripartire. Rispetto a Udine, dove non si è mai alzato dalla panchina, all'Olimpico si è riscaldato ma alla fine non è entrato. Il suo momento, forse, è arrivato e sarà tra tre giorni in Germania per la seconda gara d'Europa League, importante per stabilire le prime gerarchie del girone. Oggi il tecnico deciderà se sarà il caso o meno di farlo partire dall'inizio o a partita in corso. Il suo recupero dall'infortunio muscolare avuto in ritiro ad Auronzo è stato un calvario, ma adesso tutto è alle spalle. Il kosovaro sogna il debutto e per lui giocare mezzala, regista o trequartista non fa differenza. L'importante è cominciare a giocare e, a poco a poco, conquistare spazio e fiducia. A Formello sono convinti che appena avrà ingranato, non uscirà più. 
Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Inzaghi pronto a far “sparire” il mago Luis Alberto

ROMA Un giorno intero per far sbollire la rabbia a tutti. Oggi a Formello, con più calma, si tornerà sull'argomento derby e soprattutto su quello che è successo a fine primo tempo. I senatori a muso duro contro Luis Alberto, reo di essere stato completamente fuori dal gioco. Toni alti, talmente tanto che sono stati ascoltati da molti che in quel moneto stavano transitando nei pressi dello spogliatoio biancoceleste. Non c'è solo lo spagnolo sul banco degli imputati. Inzaghi punta l'indice contro tutti. Sabato ha finito la voce per urlare tutta la sua delusione. In pochi lo hanno seguito, così come in pochi ascoltavano le sue indicazioni durante il cooling break. Si è sentito tradito da un gruppo che lui difende in ogni occasione. 
IL DISCORSOL'esempio da seguire è quello di Immobile. Bisogna giocare sempre con la sua grinta e la sua rabbia. E proprio Ciro è stato uno dei protagonisti del confronto durante l'intervallo. Chiedeva una spalla in campo e invece è stato abbandonato. E a farlo è stato proprio quel Luis Alberto con cui l'anno scorso aveva creato la coppia più bella del mondo. Anche alla società non è piaciuta la prova di Luis, insieme a quelle di tanti altri giocatori. D'ora in poi «chi finirà in panchina non dovrà più lamentarsi» e poi fornire prestazioni del genere. Questo uno dei moniti ribaditi più volte a termine del match. Già perché a fine partita Inzaghi ha chiuso di nuovo tutti dentro lo spogliatoio e ha continuato a farsi sentire con la poca voce che gli era rimasta. Luis Alberto è uno dei più veloci a dileguarsi dalla zona mista mentre parla con il fido Patric, suo connazionale. Umore nero così come quello di tutta la squadra. I rimproveri non fanno mai piacere, soprattutto se arrivano da colleghi e staff tecnico. Qualcuno giura che i rinnovi promessi e non mantenuti possano aver avuto il loro peso, seppur marginale. Davanti alle telecamere la faccia ce la mette Parolo, uno dei senatori, uno dei fedelissimi di Inzaghi, l'unico che insieme a capitan Lulic può discutere i premi di fine stagione con la società. Dalla debacle contro il Bayer Leverkusen nel preliminare di Champions del 2015 all'indecifrabile derby di sabato scorso, è sempre lui il prescelto per spiegare i motivi delle disfatte. Gli «episodi» e la «sfortuna» stavolta non possono essere alibi. Esperienza e personalità sono mancate clamorosamente. Basti pensare che l'unico a finire tra gli ammoniti è stato Badelj.
AVANZA CORREASu questi tasti batterà ancora Inzaghi. Con un po' di voce in più e qualche scoria in meno, il tecnico parlerà alla squadra prima dell'allenamento. Un discorso a mente fredda. L'occasione per guardarsi negli occhi e ripartire tutti verso gli obiettivi prefissi. Per qualcuno è stato un bene che il mister avesse programmato la domenica di riposo dopo la Roma con largo anticipo. Ritrovarsi all'indomani di una sconfitta così amara avrebbe potuto aumentare la temperatura nel gruppo. Il mister chiederà ai suoi una reazione a partire da giovedì sera, quando la Lazio affronterà l'Eintracht Francoforte nella seconda gara d'Europa League (possibile che Correa giochi dal primo minuto). Un augurio condiviso dal presidente Claudio Lotito, già avvistato sabato negli spogliatoi, e pronto a farsi sentire nei prossimi anche a Formello.
Emiliano Bernardini
Valerio Cassetta

Il Messaggero

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SERIE A

Roma 3-1 Lazio, i numeri del match

Non sono arrivati punti per la Prima Squadra della Capitale dal settimo turno di Serie A TIM. La compagine biancoceleste, infatti, nel pomeriggio di ieri è uscita sconfitta per 3-1 dalla prima stracittadina stagionale. Nonostante il risultato non abbia sorriso agli uomini di Inzaghi, nel corso della sfida è stata proprio la Lazio a gestire per la maggior parte del tempo il pallone (56% del totale). Con il pallone tra i piedi, inoltre, i biancocelesti hanno manovrato ben 19 azioni al termine delle quali sono stati 11 i tiri effettuati, a fronte delle 10 conclusioni portate a termine dalla Roma. Complessivamente, la Lazio ha creato cinque occasioni da gol a seguito di 59 iniziative d’attacco: 29 di queste sono state costruite sulla fascia sinistra, 9 centralmente e 21 sul binario di destra.

 

Sotto il punto di vista offensivo, peraltro, l’uomo più pericoloso della gara è stato Ciro Immobile: nessun calciatore al termine del match è riuscito a calciare più volte in porta del numero 17 biancoceleste (4). In fase di manovra, invece, ancora una volta Lucas Leiva è risultato preziosissimo per i biancocelesti; il brasiliano ha toccato ben 70 palloni, nessuno degli altri giocatori in campo ne ha gestiti di più. Il numero 6 biancoceleste, inoltre, nel corso del derby di ieri è risultato essere anche il calciatore ad aver portato a termine più passaggi in assoluto (56) e, tra i biancocelesti, l’uomo ad aver macinato più chilometri (10,437).

 

Al termine del match, Ciro Immobile è stato eletto come il Most Valuable Player del match. L’attaccante di Simone Inzaghi, in particolare, ha siglato la sua quarta rete in una stracittadina romana divenendo il quinto marcatore più prolifico tra le fila biancocelesti nei derby a pari merito con Pavel Nedved, Giuseppe Signori, Hernanes, Vincenzo D’Amico e Roberto Mancini. IL centravanti biancoceleste, inoltre, nel corso della gara di ieri ha creato ben 3 occasioni da gol ed ha gestito un totale di 34 palloni.

 

sslazio.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘DOA’ – Piscedda: “Quando mancano Milinkovic e Luis Alberto la Lazio non gira. Spero sia ancora un problema di coondizione, altrimenti…” (AUDIO)

"Nel derby ho visto una Lazio spenta, fuori condizione, ma soprattutto non ho visto i giocatori che dovrebbero fare la differenza. Se alla squadra di Inzaghi levi la qualità delle giocate di Luis Alberto e soprattutto Milinkovic il valore complessivo si abbassa notevolmente. Spero sia ancora un fattore fisico, perché se fosse invece quello mentale, del gruppo, sarebbe gravissimo. Difensivamente errori marchiani, non c'è modulo che tenga".

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DICHIARAZIONI

Lo sfogo di Lotito: “Derby? Con Inzaghi parlo a mente fredda. MIlinkovic tenuto per promessa fatta al tecnico. Stadio? Veltroni fece di tutto contro…”

Claudio Lotito si sfoga, e per farlo sceglie le pagine del Tempo. “Sabato mi sono allenato due ore e mezza nel centro sportivo di Formello per scaricare la tensione, altrimenti sarebbe successo qualcosa, invece mi sono sfogato sulle attrezzature. Se ho telefonato a Inzaghi? A caldo non si fanno mai rimproveri o considerazioni, soltanto a mente fredda. Il derby è stato una parentesi”, afferma sul derby il presidente. Sono considerazioni che vanno fatte all’interno della società e non in forma pubblica, sia se ha fatto bene che male, altrimenti significherebbe delegittimare Inzaghi che ha dato un grande contributo al di là che le partite si vincono o si perdono. Abbiamo una rosa competitiva, lo conferma chi capisce di calcio ed è obiettivo. Questa rosa deve soltanto sfruttare al meglio le potenzialità che ha, mettendo in campo il giusto turnover. Alla Lazio non ci sono titolari e riserve, non a caso i nostri giocatori me li chiedono tutti. Il mister saprà fare tesoro dei suggerimenti espressi dal club, dal direttore sportivo Igli Tare o dal club manager Angelo Peruzzi, ma mai in maniera coercitiva: non mi sono mai intromesso in questioni tattiche né condizionato le scelte di formazione, ognuno ha il proprio ruolo, posso solo dare dei consigli in base a quello che vedo, perché poi è il presidente a metterci la faccia e ad assumersi le responsabilità. Se ci sono scelte sbagliate, la colpa è la mia”. Immancabile il passaggio sul top player con l'aquila sul petto. “Lo dico con tutta onestà. Avevo preso un impegno con l’allenatore che non lo avrei venduto in questa stagione, anche se ho ricevuto un’offerta importantissima il penultimo giorno di mercato, avevamo un piano per sostituirlo ma non c’era tempo – afferma l'imprenditore sul talento serbo – Qualche benpensante ha ritenuto di anticipare la chiusura del mercato in mia assenza (era in campagna elettorale ndr), ma la Lega con questa delibera si è condannata da sola ad avere dei danni, togliendoci la possibilità di fare operazioni fino al 31 agosto come in Inghilterra, Spagna o Francia. Quando arriva un’offerta il 17 agosto e il 18 chiudere il mercato, non potevo cederlo, ma soprattutto per la promessa fatta al tecnico: sono abituato a rispettare gli impegni che prendo. Le cifre non si dicono ma sicuramente era un’offerta indecente che penso nessuno in Italia avrebbe mai rifiutato, lo dico senza paura di essere smentito. Non lavoro per il denaro, a me piace vincere le sfide, vedremo se ho sbagliato o ho avuto ragione a farlo. Avrei potuto vendere tanto ma non l’ho fatto”. Su altri rinforzi che sarebbero potuti arrivare la risposta di Lotito è altrettanto secca. “E che ci faccio con i calciatori, la collezione Panini? Vi garantisco che tutti i giocatori della Lazio mi sono stati chiesti per cifre importanti, ma li ho tenuti. La stima del valore della rosa è stato fatto sulle offerte che sono arrivate”. Sullo stadio di proprietà Lotito non fa nomi ma manda una frecciatina a Veltroni, primo cittadino capitolino nel 2006 quando Lotito presento il famoso plastico dello stadio sui terreni della Via Tiberina. “Non dipende da me, altrimenti lo avrei già fatto visto che sono stato il primo a presentare il progetto e a parlare di stadi anche se tutti ora fanno i rivoluzionari. Sapete come sono andate le cose, allora c’era un sindaco (Veltroni appunto, ndr) che ha fatto di tutto pur di non andare avanti, ma la vita è fatta di corsi e ricorsi. Mi credevano una meteora e invece sono ancora qua, a differenza di altri, alla fine poi il merito paga”. Ultimi passaggi sulla cessione della Lazio e sui rapporti con i mezzi di comunicazione. “Non ho mai ricevuto proposte e la vendita sarebbe ammettere un fallimento e non sono abituato, mentre io lavoro per vincere le sfide e non per il denaro. Lo sa bene mia moglie, mi regalò una coppa con scritto: ‘per tutte le sfide che hai vinto e per quelle che vincerai’. Quando sono arrivato, ho eliminato gli emolumenti dal presidente in giù e tutti mi hanno guardato sconvolti, qualcuno mi ha pure detto che ero entrato in società come un elefante in una cristalleria”. Sulla difficoltà nella comunicazione ecco il pensiero del quasi ex consigliere federale. “Ormai domina la cultura dell’apparire e non dell’essere. Molte persone si sono fatte una bella nomea per come li descrive la stampa, ma nella vita poi sono nulla quando ti confronti su alcuni temi. Ecco, io sono di quelli che appaiono male, ho fatto una scelta tra essere e non essere. Riguardo la tifoseria, è vero che è stata al centro della cronaca per alcuni atteggiamenti non compatibili con un tifo civile e rispettoso delle regole. Oggi lo posso dire, forse la mia azione ha portato anche a un cambiamento nei loro comportamenti anche se è rimasta la nomea negativa. Però gli altri compiono omicidi e nessuno ne parla, mentre contro i laziali si muove chiunque per la questione degli adesivi: farli passare per razzisti mi sembra esagerato. Anzi la Lazio è una delle società che fa tante cose, in silenzio, per le persone meno fortunate”.

 

 

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STATISTICHE

La Lazio di Inzaghi ha numeri importanti ma con le big vede disco rosso

I numeri della Lazio di Inzaghi lasciano intuire quale possa essere la reale collocazione  nel campionato italiano. Come riportato dal Corriere della Sera, se il tecnico piacentino  contro l’Udinese aveva ottenuto il suo cinquantesimo successo  in 89 match di serie A (a quella Sacra di di Maestrell ne servirono 107, ndr), la stessa compagine contro le cosiddette big difficilmente ha passato il guado. In 25 recite di massima serie   contro Juventus, Napoli, Roma, Inter e Milan i ko sono stati 17, 4 i  pareggi così come le vittorie: 2-0 all’Inter la prima, maggio 2016, quand’era subentrato a Pioli da nemmeno un mese; poi, nel 2017, 3-1 alla Roma il 30 aprile; 4-1 al Milan nel settembre 2-1; lo scorso ottobre il successo a Torino contro la Juventus. Col Napoli bilancio terribile: un pareggio tra tante sconfitte. La sua media-punti con le big: un pessimo 0,64. Neanche il 30% di quella contro tutte le altre squadre, uno splendido 2,30, grazie ai 150 punti conquistati in 65 partite. Da quando Inzaghino si è seduto su una panchina di serie A, la Juve ha vinto 16 scontri diretti, Napoli e Roma 13, l’Inter 7, il Milan 5. Nonostante siano finiti dietro la Lazio in entrambi i campionati interi di Simone, persino i rossoneri hanno fatto meglio. Anche come media: 0,83. Con le altre non c’è proprio confronto: Juve 2,12, Napoli 1,76, Roma 1,75 e Inter 1,31. Nello scorso campionato i nerazzurri hanno costruito il sorpasso-Champions proprio nei confronti diretti: non solo quelli con la Lazio (0-0 e 3-2), perché di 10 big match ne hanno perso appena uno, mentre le sconfitte biancocelesti sono state addirittura 6. Nella classifica all time laziale Inzaghi è dietro soltanto a Eriksson, e per pochi centesimi, con una media-punti di 1,84 contro 1,89. Un piazzamento importante, costruito radendo al suolo (o quasi) le squadre medio-piccole. Con le big, purtroppo per lui, è un altro discorso.

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RASSEGNA STAMPA

Tor di Valle, Abuso d’ufficio nell’iter amministrativo: aperte due inchieste contro ignoti

Sullo stadio della Roma sono state aperte due nuove inchieste. Entrambe con l’accusa di abuso d’ufficio. La prima riguarda la mancata approvazione in Consiglio comunale del verbale conclusivo della Conferenza dei servizi. Per l’assenza del passaggio del testo nell’aula Giulio Cesare è stata denunciata la sindaca pentastellata Virginia Raggi, che tuttavia ancora non è stata iscritta nel registro degli indagati. L’altra indagine si concentra sul sospetto di lacune burocratiche commesse nel corso dell’iter procedimentale a favore di Luca Parnasi nella formazione del progetto uscito dalla seconda Conferenza dei servizi. I nuovi filoni d’indagine si sommano all’inchiesta sull’arresto del costruttore, accusato di aver corrotto funzionari pubblici per ottenere provvedimenti ad hoc nella realizzazione dello stadio. Tuttavia con le due nuove indagini a finire sotto inchiesta per la prima volta è l’iter amministrativo, finora rimasto estraneo agli accertamenti della procura sul presunto giro di mazzette elargite da Parnasi, presidente di Eurnova, società proprietaria dei terreni di Tor di Valle sui cui dovrebbe sorgere l’impianto. Le verifiche sono destinate a intrecciarsi con i controlli condotti dagli uffici del Campidoglio, con presumibile ulteriore rallentamento al via libera per la realizzazione dello stadio. A sollevare l’esistenza di vizi è stata l’associazione «Tavolo della libera urbanistica» rappresentata dall’avvocato Edoardo Mobrici. La prima inchiesta per abuso d’ufficio che vede denunciata la sindaca è stata affidata al pubblico ministero Elena Neri. Nell’esposto si ricorda quello che è accaduto a gennaio scorso, quando la Conferenza dei Servizi invia al Campidoglio il parere favorevole al progetto. A quel punto, secondo i denuncianti, il verbale deve essere approvato, o respinto, dal Consiglio Comunale. A supporto della tesi, si ricorda quanto riportato sulla pagina online del Dipartimento della programmazione e dell’attuazione urbanistica dove è scritto che, in ottemperanza a un articolo di legge dello scorso anno, «il verbale conclusivo della Conferenza dei Servizi (…) è trasmesso al Sindaco, che lo sottopone all’approvazione del consiglio alla prima seduta utile». Lo scopo è consentire un dibattito sulla necessità della variante urbanista. E invece il 12 aprile viene pubblicato il progetto, poi subito depositato – senza il passaggio in Consiglio comunale – presso l’Albo Pretorio. Secondo i denuncianti, la sindaca in questo modo avrebbe favorito il progetto di Parnasi sottraendolo al controllo dell’Assemblea, demandata a verificare la congruenza dell’adeguamento di Eurnova alle prescrizioni della Conferenza. La seconda inchiesta per abuso d’ufficio, anch’essa allo stato senza indagati, è affidata invece all’altro pubblico ministero Barbara Zuin, già titolare dell’indagine sul sospetto giro di tangenti elargite da Parnasi. La prima carenza individuata dai denuncianti riguarda il «Ponte dei Congressi». La sua costruzione è prevista in tre anni, senza però indicare la data di partenza dell’opera, giudicata essenziale nel progetto Stadio per questione di viabilità: la mancanza dell’indicazione violerebbe – almeno per i denuncianti – il Testo unico sull’edilizia che imporrebbe di far coincidere l’inizio dei lavori tra stadio e ponte. Altra lacuna: il mancato rispetto della normativa idrogeologica. L’area di Tor Di Valle è considerata R3, cioè ad alto rischio idrogeologico. La procedura corretta per costruire richiederebbe il declassamento a R2, come fatto per l’aggiornamento del bacino nel tratto tra Castel Giubileo e la foce. Operazione possibile, per il denunciante, ma mettendo prima in sicurezza la zona. Passaggio non previsto nel progetto. Infine si lamenta che la «Sul» (Superficie utile lorda) è stata calcolata con indice di «Et» (Edificabilità territoriale) favorevole a Eurnova per agevolarla negli espropri e concederle più metri cubi.

Fonte: Il Corriere della Sera