Ormai Luis Alberto è ufficialmente diventato il capro espiatorio del derby perso. Non è giusto, perché è la squadra tutta ad aver deluso, ma la prestazione e i comportamenti dello spagnolo attirano critiche. Non a caso è con lui e Milinkovic che la società è particolarmente irritata (e il ds Tare è stato chiaro con i due, già a fine partita), è a lui e Milinkovic che i tifosi recapitano i messaggi più rabbiosi. Al di là delle prove opache, di Luis Alberto lasciano perplessi certi atteggiamenti. Ieri per esempio non si è allenato perché alle prese con non meglio precisati " fastidi" fisici post- derby. Un altro mistero, dopo quello della pubalgia: lo spagnolo ne parla spesso nelle interviste, fa capire che questo problema sta andando via, o forse c’è ancora, o forse c’era stato in passato, mentre ai medici non risulta che il trequartista abbia malanni, né lui ha richiesto mai in questa stagione l’intervento dello staff sanitario. Insomma un po’ di confusione intorno al numero 10 – maglia maledetta da Zarate (escluso) in poi – c’è di sicuro. Così come è sicuro che Luis Alberto, nonostante Inzaghi le tenti tutte per metterlo a suo agio, non riesce a esprimersi sui livelli dello scorso anno. Era la luce della manovra offensiva: si è spenta. Sembra bloccato, come se cercasse un’ispirazione che non arriva. Uno scrittore in crisi di fronte alla pagina bianca. E a Immobile mancano maledettamente i suoi assist, ora i gol deve inventarseli da solo e non sempre riesce.
A Formello smentiscono che abbia il classico mal di pancia perché agli altri top player della squadra, Ciro e Milinkovic, è stato rinnovato il contratto e a lui no. Lui, in fondo, il contratto l’ha rinnovato nel febbraio scorso a cifre comunque importanti, anche se non ai livelli di quei due. Sono stati ufficializzati proprio ieri, i rinnovi di Immobile e Milinkovic: il legame con la Lazio è prolungato fino al 2023. E gli ingaggi ritoccati ad altezze mai raggiunte nella gestione Lotito: sfondato il mitico tetto dei 3 milioni netti a stagione. Ciro è a 3,2 di base e con i premi può arrivare a 3,8. Per lui ogni 10 gol scattano 100mila euro in più, fino a 300mila per 30 reti. E c’è un bonus di 250mila euro per la qualificazione in Champions. Milinkovic passa da 1,8 milioni a 3 netti, senza clausola rescissoria. Presto toccherà anche a Stefan Radu, che prolungherà il suo contratto di un anno, fino al 2021.
Fonte: la Repubblica