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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Alberto Abbate: “Lotito sbaglia dire che la mancata Champions è colpa del Fair Play. Caceres? Affare bloccato” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Abbate: “Da ieri sera una giornata un po' paradossale ma piena di ossimori. Sono cambiati temi e titoli; ieri alle 23.30 Lotito a Piazza della Libertà era la prova della riconciliazione con i tifosi; dopo gli incidenti tutto sembrava rovinato anche se resta la convivenza con i sostenitori biancocelsti. Lotito secondo me dà la risposta sbagliata alla domanda giusta <<cosa farà la Lazio per arrivare quarti>>, lui risponde che in <<15 anni è arrivato in Champions una volta sola a causa del Fair Play>> una frase che non può dire. Non tutte le squadre arrivate in Champions ci sono riuscite derogando dal Fair Play, penso al Napoli che ha venduto e ricomprato sempre restando nei parametr. Non si può lasciar intendere <<io non investo non perché non ho i soldi ma per il Fair Play>>. Mercato? “Niente se non un ulteriore irrigidimento del Parma su Caceres, al momento l'affare è bloccato. Sappiamo che se farà mercato in entrata accadrà solo negli ultimi 10 giorni, ma senza cessioni non ci sarà alcun arrivo”.

 

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STATISTICHE

9 gennaio 2019: i numeri di 119 anni di storia

Oggi la Lazio compie 119 anni. Un compleanno al quarto posto, come nel 2018: quando, anzi, sarebbe stata terza considerando i 3 punti del recupero con l’Udinese. Un piazzamento da Champions sfuggito poi all’ultima giornata, senza riuscire a ritornare in quella coppa dove – playoff escluso – manca da 12 anni. Auguri alla più grande polisportiva italiana, 50 sezioni e 18 attività associate: non c’è solo il calcio, anche se i numeri principali vengono sempre da lì.

1il giocatore che ha disputato più di 400 partite con la Lazio: è Giuseppe Favalli, recordman con 401 a +7 su Pino Wilson.

2 i laziali che hanno vinto la classifica cannonieri di una delle coppe internazionali: Libor Kozak nel 2012/13 (8 gol, dopo i 2 nei preliminari) e Ciro Immobile nel 2017/18 (8 reti anche per lui), entrambi in Europa League.

3 i 9 gennaio trascorsi dalla Lazio in testa alla serie A: successe nel 1937 (insieme al Bologna), nel 1974 (+2 sulla Juve) e nel 2000 (sorpasso alla Juve proprio nel giorno del centenario, con un 3-1 al Bologna poche ore dopo l’1-1 dei bianconeri a Parma). Il primo di quei campionati, 1936/37, lo concluse al 2° posto a -3 dal Bologna, le altre sono le stagioni dei 2 scudetti.

4 gli allenatori con una media-punti in serie A superiore all’1,70: Eriksson 1,895, Inzaghi 1,831, Maestrelli 1,719 e Mancini 1,705.

5 le squadre che precedono la Lazio nella classifica all time della serie A: i biancocelesti sono sesti dietro Juve, Inter, Milan, Roma e Fiorentina.

6 i laziali capocannonieri in serie A: Piola (2 volte), Chinaglia, Giordano, Signori (3), Crespo e Immobile.

7 i trofei con Sven-Göran Eriksson, nettamente l’allenatore più vincente della storia laziale. Nessun altro tecnico ne ha conquistato più di uno.

8 gli stadi – o semplici campi – usati dalla Lazio nella sua storia: prima dell’Olimpico ci sono stati quelli di Piazza d’Armi, Piazza di Siena, Parco dei Daini, Apollodoro, Farnesina, Rondinella e lo Stadio Nazionale diventato (dopo l’abbattimento) Flaminio.

9 le stagioni giocate con la Lazio, 1934-43, da Silvio Piola, che ha il record biancoceleste di gol in serie A (143) ed assoluto (159).

11 le partite di campionato giocate dalla Lazio il 9 gennaio, con un bilancio di 7 vittorie e 4 sconfitte, da un 6-0 al Roman nel 1921 a un 3-1 a Firenze nel 2016.

13 i gol segnati il 10 novembre 1912 alla Pro Roma, un record in campionato per la Lazio. Sono un primato anche le 7 reti firmate quel giorno da Rodolfo Folpini. In serie A il record è un 9-1 al Modena del 1932.

14 i trofei vinti dalla Lazio: 2 scudetti, 6 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, una Supercoppa europea e una Coppa Coppe.

15 i campionati di serie A con Claudio Lotito: non li aveva «fatti» nessun altro presidente.

31 le stagioni consecutive, compresa quella in corso, disputate in serie A. È la striscia più lunga della storia laziale: fra il 1929 e il 1961 erano state 30.

49 gli allenatori della Lazio dall’istituzione (1929) del girone unico, compresi quelli in serie B.

79 gli anni che compie oggi Sergio Cragnotti, nato il 9 gennaio come la Lazio, di cui è il presidente più titolato: uno scudetto e 5 coppe (più la Coppa Italia 1997/98, quando aveva lasciato la presidenza a Zoff).

89 i gol segnati nello scorso campionato, un record per i biancocelesti in serie A.

Il Corriere della Sera

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CITTA'

Scontri a Piazza della Libertà: ecco la nota della Questura

Dopo gli incidenti verifiicatisi ieri in occasione dei festeggiamenti per i 119 anni della S.S.Lazio, la Questura ha emesso il seguente comunicato: “In occasione dell’anniversario della fondazione della Società Sportiva Lazio, verso le ore 21:30 di ieri in piazza della Libertà, ha avuto luogo il consueto festeggiamento a cui hanno partecipato circa 2500 persone. Poco dopo la mezzanotte, un gruppo di 300 tifosi della Lazio, dopo essersi travisato, ha iniziato un fitto lancio di bottiglie, bombe carta, pietre ed altri oggetti contro le Forze dell’Ordine. Al fine di riportare la situazione alla normalità, è stata effettuata una carica di alleggerimento, nel corso della quale sono stati utilizzati lacrimogeni e si è fatto ricorso all’uso dell’idrante. Tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, 8 sono i feriti, contusi ma non gravi, con prognosi dai 4 ai 20 giorni; un tifoso è stato arrestato e altri 3 sono stati denunciati, tutti appartenenti alle frange ultras e nei confronti dei quali verranno emessi provvedimenti di DASPO. E’ in corso la visione delle immagini girate da operatori della Polizia Scientifica per l’identificazione di ulteriori soggetti che hanno partecipato alle azioni violente.”

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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi ancora senza Lulic e Patric, per il Novara è pronto Lukaku

Continua la preparazione della Lazio in vista del primo impegno del nuovo anno, che si aprira' con la sfida contro il Novara, valida per gli ottavi di Coppa Italia e in programma sabato alle 15 allo stadio Olimpico. La squadra biancoceleste si e' allenata questo pomeriggio nel centro sportivo di Formello, l'unica nota negativa per il tecnico Simone Inzaghi e' l'assenza di Lulic e Patric per il secondo giorno consecutivo. I due sono fermi per un attacco influenzale e la loro presenza resta in dubbio per il match di Tim Cup contro il club di Serie C. Se l'esterno bosniaco non dovesse farcela a recuperare, potrebbe vedersi Lukaku sulla fascia sinistra mentre sull'out opposto sembra scontata la presenza di Marusic che invece sara' squalificato contro Napoli e Juventus alla ripresa della Serie A. Le prove tattiche scatteranno soltanto nella giornata di domani, Inzaghi potrebbe optare per un discreto turnover ma non intende sottovalutare l'avversario. 

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DICHIARAZIONI

Diaconale: «Scritte antisemite contro Lazio e Napoli, questa volta nessuna indignazione. Ecco il doppiopesismo»

ROMA – Manifesti con la scritta "Lazio, Napoli, Israele, stessi colori, stesse bandiere. Merde" sono apparsi in alcune strade della capitale, senza suscitare "alcuna forma di indignazione e di condanna". A denunciarlo è Arturo Diaconale, con un lungo messaggio sul proprio sito. "Quando lo scorso anno all'interno della curva Sud dello stadio Olimpico di Roma comparvero figurine lasciate da alcuni tifosi della Lazio con l'immagine di Anna Frank nei panni di tifosa della A.S. Roma– ricorda il responsabile della comunicazione della Lazio – scattò una ondata di indignazione nazionale ed internazionale alimentata dai media cartacei, televisivi e radiofonici di mezzo pianeta tesa a dipingere l'intera tifoseria laziale in una massa di neo-nazisti antisemiti da condannare per l'eternità". Oggi questo non accade "forse perché i manifesti in questione non sono stati affissi all'interno dello stadio Olimpico. E se compaiono solo sulle strade possono essere derubricati in semplice manifestazione di pensiero sia pure scorretto? Oppure perché l'antisemitismo da stadio va condannato mentre l'antisionismo da città è considerato ammissibile in base al principio che gli ebrei morti vanno celebrati, mentre quelli vivi e presenti in Israele possono essere tranquillamente criminalizzati? O forse perché – prosegue Diaconale – il razzismo evidente nei confronti dei tifosi laziali, di quelli napoletani e degli israeliani che non intendono fare la fine dei loro antenati viene considerato peccato veniale rispetto a quello considerato ben più grave dalla cultura e dai media politicamente corretti?". Interrogativi che "non tendono a giustificare le scempiaggini a sfondo razziale su Anna Frank di alcuni tifosi laziali con l'evidente scempiaggine di alcuni tifosi romanisti. Servono a mettere in evidenza l'assurdità della regola dei due pesi e delle due misure adottata da giornali ed emittenti imbevuti di quel pensiero unico che si scandalizza per il presunto razzismo degli altri, ma è incapace di riconoscere il proprio. E sono diretti a sottolineare come sarà difficile combattere la violenza dentro e fuori gli stadi fino a quando il doppiopesismo politicamente corretto continuerà a dominare il sistema culturale ed informativo". "Quel doppiopesismo che non si manifesta solo sulle forme di demenziale razzismo delle frange estreme di alcune tifoserie ma che, ad esempio, colpisce il ministro dell'Interno Matteo Salvini – scrive ancora Diaconale – colpevole di aver ispirato misure di buon senso contro la violenza negli stadi evitando di cadere nella retorica dell'indignazione a senso unico tanto cara ai doppiopesisti del pensiero unico dominante. A Salvini viene contestato di essersi opposto allo stop delle partite in caso di cori razzisti, misura che penalizzerebbe la stragrande maggioranza dei tifosi non razzisti e renderebbe qualsiasi società di calcio oggetto di ogni forma di ricatto da parte di piccoli gruppi di delinquenti infiltrati nelle curve". "Il razzismo va condannato in tutte le sue forme – conclude Diaconale – ma anche la cretinaggine e la strumentalizzazione politica meritano altrettanto!"  Corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

Manzini: “Essere laziale è un orgoglio”

Maurizio Manzini, team manager biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM:

"In questo compleanno della Lazio, il sentimento che prevale è l’orgoglio che deriva da un senso di appartenenza ad una società gloriosa come la nostra. L’orgoglio perché uno si sente parte di qualcosa che non è solo un bene per i noi laziali, per la città di Roma, per l’Italia ma un bene per lo sport nella sua accezione più grande. Sono ancora l’unico laziale nella mia famiglia e oltre che essere orgoglioso, mi sento anche un predestinato in quanto non conoscevo il nome dei colori biancocelesti dato che sono cresciuto fino a sei anni nel culto dei colori giallorossi. Questo fino a che papà decise che era arrivato il momento di andare a vedere un derby dove i biancocelesti persero 4-1.

Arriviamo alla fine di questa partita con mio padre contentissimo e prendendomi in braccio mi disse che la Roma era la più forte, ma io gli dissi che preferivo quelli con la maglia biancoceleste. Da allora sono rimasto l’unico laziale in famiglia. Quando vince la Roma il derby tutti i parenti si fanno sentire, quando vinciamo noi non si sente nessuno, il bello è anche questo. Tanti anni fa ho lavorato con una compagnia aerea, quando vincemmo il primo scudetto, convinsi il presidente della compagnia a fare un pannello adesivo da mettere sulla porta d’accesso dell’aereo con scritto 1973/1974 S.S. Lazio. Questo aereo ha girato in Italia con questo enorme adesivo per celebrare questo trionfo. Sono molto legato ad Eugenio Fascetti se dovessi proprio fare un nome per forza, ma l’intensità come è stata vissuta l’anno dei -9 sarà un’esperienza irripetibile.

La Lazio agli spareggi ha battuto un altro record, sull’autostrada del Sole ha creato una fila di 242 km, un'emozione incredibile ed indelebile. Un motivo di grande orgoglio questo. Gascoigne era un fenomeno, era come se avessi un altro figlio, ma i suoi scherzi erano sempre fatti in maniera lecita e corretta. Difficile citare i giocatori a cui sono più affezionato, sono stati talmente tanti ed importanti che non mi sento di fare un nome in particolare, potremmo stare qui fino alle 5 di mattina a parlarne. Non ho mai dimenticato nessuno di loro, dal magazziniere fino al più grande giocatore della storia, li porto tutti nel cuore. Inzaghi oltre ad essere stato un grande giocatore è diventato un bravissimo allenatore, è capace di dirigere il gruppo con polso e carisma senza comportamenti eccessivi".

sslazio.it

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ARBITRI

Lazio-Novara, arbitra Abbatista

Lazio-Novara, valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia ed in programma per sabato 12 gennaio alle ore 15:00 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Eugenio Abbattista (sez. di Molfetta).

 

Assistenti: Prenna–Cipressa

IV Uomo: Dionisi

V.A.R.: Serra

A.V.A.R.: Di Vuolo

Il direttore di gara pugliese non aveva mai diretto fino ad ora un match della Prima Squadra della Capitale. In passato, però, Abbattista aveva condotto un match della Lazio Primavera: questo precedente risale al 13 novembre del 2010, giorno nel quale la compagine biancoceleste guidata da Alberto Bollini sconfisse in trasferta la formazione del Lecce per 2-1.sslazio.it

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VIDEO OSPITI RADIOSEI

119 volte Lazio, gli auguri dei nostri opinionisti (VIDEO)

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “Lo diceva anche Mancio, un anno di Lazio equivale a quattro da altre parti” (VIDEO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "La Lazio è una famiglia, è una fede. Quando sono arrivato a giocare alla Lazio non pensavo di potermi legare così a questo ambiente. La persona che mi ha accolto e mi ha fatto conoscere questo modo di pensare e di vivere la Lazio è stato Fernando, un mio caro amico personale ricordato anche lo scorso anno da Simone Inzaghi dopo una gara vinta. Qui tutto diverso, il modo di vivere le gare, il derby, di parlare di calcio. Anche Mancini mi diceva che un anno alla Lazio equivale a quattro anni vissuto da altre parti. Ed anche lui veniva da una piazza calda ed importante come la Sampdoria. Ho vissuto da subito queste sensazioni forti" 

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DICHIARAZIONI

119 volte Lazio, Signori: “Ricordi indelebili, ecco i miei momenti migliori…”

Giuseppe Signori, ex attaccante biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“Volevo anche io partecipare a questo giorno importante per i tifosi e per la Società. Per quello che mi riguarda, la Lazio mi ha dato sempre grandi soddisfazioni. Ho un forte legame con i tifosi, l’affetto della gente non mi è mai mancato. Io sono arrivato come uno sconosciuto, colui che doveva sostituire Sosa, è stato un crescendo nei vari anni. Vincere la classifica cannonieri al primo anno ha agevolato la mia ascesa. Il gol su rigore al Napoli e uno dei gol più importanti e che ricordo con maggiore piacere. Anche la doppietta alla Cremonese è stata caratterizzata da gol bellissimi.

La Coppa Italia 1997/98 la sento un po’ mia, erano tempi diversi: bisogna considerare anche questo aspetto quando si parla del fatto che io abbia vinto molto individualmente e non a livello di squadra.

Zoff e Zeman sono due allenatori che hanno dato la svolta nella mia carriera. Il boemo mi ha insegnato a diventare un vero bomber, l’ex portiere mi ha fatto esprimere al meglio dandomi carta bianca in campo. Zeman ci ha trasmesso una mentalità totalmente diversa rispetto agli altri, la cultura del lavoro vero e proprio ed anche il suo motto “io mi difendo attaccando” per il modo di giocare in campo.

Immobile è cresciuto molto negli ultimi anni, anche aver avuto un allenatore come Inzaghi lo ha aiutato ad essere importante con la Lazio e con la Nazionale. Sento ancora Cravero, Rambaudi, Marchegiani e tanti altri, sono rimasto in contatto con un po’ dei miei ex compagni. Avevamo una grande squadra a quel tempo, nonostante ci fossero avversari tosti come il Milan e la Juventus.

Di Formello mi ricordo la costruzione, dato che non era ancora finito quando sono arrivato. Tor di Quinto mi ricorda tutta la mia esperienza, è stato la nostra casa per molti anni, forse ora non sarebbe possibile come “base” per una squadra di Serie A, ma porto un bellissimo ricordo, era un posto unico”.sslazxio.it