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Vietato fermarsi ora, Parolo: “Strada tracciata, cercheremo di agguantare la nostra preda”

A margine dell’evento di inaugurazione del V Torneo di Calcio a 8 della Caserma dei Carabinieri 'Salvo D'Acquisto' presso il campo Maestrelli a Tor di Quinto, il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“Sono contento di essere qui, sono sempre felice quando c’è un torneo di calcio, questo è un campo storico, è stato un onore per me calcarlo.

L’affetto fa piacere, è bella la passione che c’è per questo bellissimo sport, il quale genera un divertimento che si evince anche da eventi come questi.

Il nostro obiettivo è quello di non fermarsi ed andare avanti per non gettare via quanto di buono fatto. La strada è stata tracciata, metteremo in campo tutto ciò che abbiamo.

Meglio fare il cacciatore che la lepre, cercheremo di agguantare la nostra preda”.sslazio.it

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Badelj, ritorno a Firenze nel segno di Astori

Le emozioni probabilmente non lo assaliranno più di tanto, visto che domenica sera sarà chiamato a partire dalla panchina e il campo, semmai, riuscirà a vederlo solo a gara in corso. Eppure, per Milan Badelj, quella dello stadio Artemio Franchi rischia di essere una partita dal concentrato emotivo di altissimo livello. Per le tante battaglie vissute in quello stadio (tre semifinali di Coppa nell’arco del triennio Montella e un intero girone d’andata al primo posto con Sousa) e per le centinaia di ricordi che affiorano tutte le volte che si nomina Davide Astori. 

Già, proprio il numero 13. Colui dal quale Badelj ha raccolto l’eredità della fascia di capitano tra marzo e maggio e che ha scelto con tutto se stesso di voler onorare due giorni fa, nell’anniversario della ricorrenza della sua morte. Viaggiando con la propria compagna fino a San Pellegrino pur di posare un fiore sulla sua tomba e di mostrare all'immagine sorridente del capitano sulla lapide di rame la foto del figlio piccolo avuto di recente con la sua compagna.

Non è un caso dunque che l’unico gol realizzato dal croato con la maglia della Lazio nell’arco di sole 14 presenze (due settimane fa a Genova) sia stato dedicato proprio alla memoria di DA13, con le mani rivolte verso il cielo a formare il numero di maglia che da sempre ha accompagnato il gigante buono arrivato dalla Val Brembana. Basterebbe questo per immaginare che Badelj al Franchi domenica sera riceverà solo applausi, quando uscirà dal tunnel sotto la Fiesole per andarsi a sedere in panchina. E questo nonostante una telenovela relativa al suo rinnovo di contratto che è andata a finire nel peggiore dei modi al termine della passata stagione (la Fiorentina aveva offerto un triennale a 1,3 milioni a stagione mentre poco dopo la Lazio lo convinse a fronte di un quadriennale a 1,5), alla quale – contrariamente a casi passati – seguì poi una toccante lettera dove il croato salutò Firenze. Ecco perché la “prima” di Milan da avversario sarà a dir poco speciale. Firenzeviola.it

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FORMELLO

FORMELLO – Doppia seduta prima della festa derby: Immobile ok, Strakosha ancora out (VIDEO)

LIVE DA FORMELLO – Forza e tattica nella prima seduta della giornata: ok Immobile, Strakosha ancora out. La squadra tornerà in campo nel pomeriggio

 

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Proto è pronto: “A 35 anni continuo a crescere, mai allenato così”

Silvio Proto, portiere della Lazio, ha rilasciato un breve virgolettato a Il Messaggero oggi in edicola. "Ho sempre voluto giocare nel campionato italiano e quando si è presentata la possibilità non ho avuto mezzo dubbio. Sono innamorato di Roma, ogni giorno lavoro al meglio con il preparatore Grigioni, ma anche con Strakosha e gli altri portieri. A 35 anni continuo a crescere, non mi sono mai allenato così prima d'ora, è una cosa positiva".

Tuttomercatoweb.com

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CURIOSITA'

Retroscena derby, Florenzi e soci chiedono alla Lazio di non esagerare con i festeggiamenti… ma la baldoria era appena iniziata

Continua a tenere banco, nella capitale, quanto accaduto nel derby di sabato scorso tra Lazio e Roma. La vittoria biancoceleste per 3 a 0 ha scosso l’ambiente giallorosso e anche i giocatori. Come riporta, infatti, un’indiscrezione pubblicata dal Messaggero, al termine della partita i calciatori della Roma sarebbero andati nello spogliatoio della Lazio per chiedere di abbassare i decibel. La delegazione, capitanata da Florenzi, però, non è stata accontentata: la festa era appena iniziata e i biancocelesti si sono presi con diritto la scena.  Lazionews.eu

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Champions e classifica marcatori, ora è sprint Immobile

Immobile ha dato segnali di ripresa nel derby vinto sabato per 3-0 e per la Lazio sarà decisivo nella corsa al quarto posto. A fine stagione, però, occhio all’assalto del Napoli: Lotito a gennaio ha già respinto un’offerta dalla Cina.

Caicedo è uno degli eroi del derby, è vero. Immobile, però, è un eroe e basta, almeno nel mondo della Lazio: 84 gol con questa maglia (alcuni di straordinario rilievo), un titolo di capocannoniere e anche in questa stagione piuttosto disgraziata, resa impervia da acciacchi e infortuni, un bottino di reti comunque significativo. Ha segnato 12 volte in campionato, Ciro, e in fondo non è così distante dai marcatori più efficaci della A: solo 5 hanno fatto meglio di lui. Per questo, ora che la squadra di Inzaghi è tornata nella scia delle candidate alla Champions, per coltivare quel sogno ha bisogno soprattutto di lui, del vero Immobile.

Lampi del vero Immobile si sono visti nella parte finale del derby, quando è entrato fresco e ha affondato una Roma sbandata, prima con l’assist d’oro a Correa – fermato da Fazio solo con un fallo in area – e poi con il rigore. È stato coraggioso e bravo Inzaghi a tenerlo fuori, perché lo aveva visto in grande difficoltà fisica; è stato abilissimo Ciro a farsi trovare pronto quando l’allenatore lo ha mandato in campo, dimostrando di avere digerito la delusione per l’esclusione iniziale e di avere a cuore solo le fortune della Lazio.

Immobile, del resto, è diventato anche un grande tifoso biancoceleste: con l’ambiente c’è un legame ormai fortissimo. Tanto che Alessandro Moggi, il suo procuratore, qualche giorno fa ha raccontato di un’offerta arrivata a gennaio dalla Cina che Lotito ha respinto azzardando un paragone scomodo: «Lui per la Lazio è come Totti per la Roma, esiste un rapporto profondo, che va oltre quello che normalmente esiste tra un campione e una squadra». Quasi un proclama, insomma, nelle ore in cui si rincorrono le voci su una sua partenza a fine stagione, destinazione Napoli: Immobile si sente laziale da capo a piedi, anche se nel calcio non si può escludere mai nulla.

Il terzo figlio di Immobile – il primo maschio – a meno di sorprese nascerà dunque romano, e nelle intenzioni del centravanti e della moglie Jessica crescerà nella Capitale. Lui ha voluto festeggiarlo sotto la curva Nord, dopo avere trasformato il rigore che ha indirizzato definitivamente il derby. In questi giorni sta lavorando con grande intensità per tornare nella condizione migliore: domenica la Lazio va a Firenze, una tappa fondamentale per continuare la rincorsa alla quarta posizione, e Ciro vuole riprendersi il suo posto da centravanti. Perché Caicedo è uno degli eroi del derby, ma per la Champions serve Immobile. Corriere.it

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‘QUELLI CHE…’ – Agostinelli: “Derby? Non c’è stata partita, la Lazio ha sopraffatto la Roma. Corsa Champions aperta” (AUDIO)

Andrea Agostinelli a 'QUELLI CHE…': "Derby? Non c'è stata partita, non c'è tattica che tenga quando c'è una squadra affamata e aggressiva contro 11 giocatori che non oppongono resistenza. La Lazio ha sopraffatto la Roma, raramente mi è capitato di vedere un divario simile in una stracittadina. Per arrivare al quarto posto la Lazio deve avere l'atteggiamento visto nel derby e col Milan. Non può più sbagliare. Non escluderei l'Atalanta per il rush finale, c'è grande bagarre. Fiorentina? L'attacco è tanta roba, mi piace come la fa giocare Pioli. Non mi convince la fase difensiva, ma è una squadra aggressiva che ha le idee chiare. Vincere sarebbe l'ideale per dare un segnale di forza dopo il derby".

 

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Albania, Tare: “Serve senso di responsabilità, spero che l’opposizione torni in parlamento”

Il Direttore Sportivo della Lazio Igli Tare nella serata di ieri era ospite di Posta a Porta, su Rai 1. Fra gli sportivi più famosi e influenti di tutta l'Albania, è stato chiamato per dire la sua sulla situazione difficile del paese balcanico. “"Amo l'Albania e sono preoccupato per quello che sta succedendo. Per quelli come me che sono lontani dal nostro popolo è molto importante l’immagine che diamo all’estero, e quindi cerchiamo di fare la nostra parte. Auspichiamo anche che la gente in Albania sia responsabile perché c’è stata crescita negli ultimi anni e dobbiamo dare un segnale forte al mondo intero. Spero che l’opposizione torni in parlamento per discutere dei problemi che abbiamo. l’Albania ha sofferto tanto in passato, il nostro popolo merita ogni bene. Siamo pro Europa e in crescita, quindi i problemi vanno risolti in casa nostra, bisogna essere responsabili“.  

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Lazio, occhio ai diffidati: ben 5 saranno in campo a Firenze

Quando la lista dei diffidati sembra la lista dei convocati, c'è un rischio concreto. E' il caso della Lazio, che giocherà a Firenze con ben 6 giocatori sotto diffida, tutti o quasi titolari. Radu, Lulic, Luis Alberto, Leiva, Immobile e Badelj. Inzaghi è fra i tecnici più meticolosi e attenti ai cartellini gialli e alle squalifiche, sa bene che nelle prossime settimane ci saranno gare ravvicinate e importanti per il discorso Champions. Al Franchi servirà grande attenzione, non eccedere nei contrasti ed evitare polemiche con l'arbitro.

 

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‘DOA’ – Doppio ex Calisti: “Inzaghi ha vinto il derby con DiFra. Fiorentina avversario ostico, occhio a Muriel…” (AUDIO)

Ernesto Calisti a 'DOVE OSANO LE AQUILE': "Il derby l'ha vinto la squadra che l'ha voluto di più, ho visto una Lazio affamata e cattiva. E' stata anche la vittoria di Inzaghi, che ha letto perfettamente la partita, spegnendo la costruzione della Roma grazie al sacrificio di Marusic e Caicedo in pressione su Kolarov e De Rossi, le due vere fonti di gioco giallorosse. Domenica ci sarà una trasferta delicata contro un avversario in salute, ma infondo è meglio così. Preferisco giocare contro squadre di livello per non abbassare la tensione, la Viola ha grandi qualità. Se è vero che dietro concedono molto, davanti c'è qualità e velocità in abbondanza, Muriel è stato un grande colpo di mercato, mentre Chiesa ormai si sta affermando. Immagino però una Lazio che vada a Firenze per imporre il proprio gioco, affidandosi ai suoi uomini migliori senza rinunciare alla qualità di Luis Alberto, Milinkovic e Correa con Immobile. Il quarto posto è un discorso aperto, domenica servirà confermare tutto quel che di buono è stato fatto nel derby".