Immobile ha dato segnali di ripresa nel derby vinto sabato per 3-0 e per la Lazio sarà decisivo nella corsa al quarto posto. A fine stagione, però, occhio all’assalto del Napoli: Lotito a gennaio ha già respinto un’offerta dalla Cina.
Caicedo è uno degli eroi del derby, è vero. Immobile, però, è un eroe e basta, almeno nel mondo della Lazio: 84 gol con questa maglia (alcuni di straordinario rilievo), un titolo di capocannoniere e anche in questa stagione piuttosto disgraziata, resa impervia da acciacchi e infortuni, un bottino di reti comunque significativo. Ha segnato 12 volte in campionato, Ciro, e in fondo non è così distante dai marcatori più efficaci della A: solo 5 hanno fatto meglio di lui. Per questo, ora che la squadra di Inzaghi è tornata nella scia delle candidate alla Champions, per coltivare quel sogno ha bisogno soprattutto di lui, del vero Immobile.
Lampi del vero Immobile si sono visti nella parte finale del derby, quando è entrato fresco e ha affondato una Roma sbandata, prima con l’assist d’oro a Correa – fermato da Fazio solo con un fallo in area – e poi con il rigore. È stato coraggioso e bravo Inzaghi a tenerlo fuori, perché lo aveva visto in grande difficoltà fisica; è stato abilissimo Ciro a farsi trovare pronto quando l’allenatore lo ha mandato in campo, dimostrando di avere digerito la delusione per l’esclusione iniziale e di avere a cuore solo le fortune della Lazio.
Immobile, del resto, è diventato anche un grande tifoso biancoceleste: con l’ambiente c’è un legame ormai fortissimo. Tanto che Alessandro Moggi, il suo procuratore, qualche giorno fa ha raccontato di un’offerta arrivata a gennaio dalla Cina che Lotito ha respinto azzardando un paragone scomodo: «Lui per la Lazio è come Totti per la Roma, esiste un rapporto profondo, che va oltre quello che normalmente esiste tra un campione e una squadra». Quasi un proclama, insomma, nelle ore in cui si rincorrono le voci su una sua partenza a fine stagione, destinazione Napoli: Immobile si sente laziale da capo a piedi, anche se nel calcio non si può escludere mai nulla.
Il terzo figlio di Immobile – il primo maschio – a meno di sorprese nascerà dunque romano, e nelle intenzioni del centravanti e della moglie Jessica crescerà nella Capitale. Lui ha voluto festeggiarlo sotto la curva Nord, dopo avere trasformato il rigore che ha indirizzato definitivamente il derby. In questi giorni sta lavorando con grande intensità per tornare nella condizione migliore: domenica la Lazio va a Firenze, una tappa fondamentale per continuare la rincorsa alla quarta posizione, e Ciro vuole riprendersi il suo posto da centravanti. Perché Caicedo è uno degli eroi del derby, ma per la Champions serve Immobile. Corriere.it