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RASSEGNA STAMPA

Il Derby capolavoro di Simone Inzaghi

ROMA Un capolavoro. Non c'è altro modo per descrivere il derby vinto dalla Lazio per 3-0. Una tela stesa con cura in settimana. Inzaghi maestro. In campo lampi di colore. E che colori. Una vittoria del gruppo, nessuno escluso. Mai la Lazio negli ultimi tempi aveva affrontato un derby in maniera così perfetta: cuore e cervello. La sfida con la Roma ha alle spalle una preparazione mentale di sette giorni, mentre sull'aspetto tattico si è lavorato dopo la gara di Coppa Italia con il Milan. Quattro giorni in cui Inzaghi è stato un martello. E non solo lui perché Simone è uno e trino nel senso laico della frase. Farris e Cecchi sono un tutt'uno con il tecnico laziale. Attacco, difesa e centrocampo. Un ruolo attivo lo hanno avuto anche tutti i magazzinieri e massaggiatori. Dopo il ko dell'andata c'era voglia di riscatto. L'esultanza di Kolarov e le battuta di Totti su instagram che profetizzava una doppietta di Dzeko non sono passate inosservate. Immagini fissate e rievocate. Eccolo quel lavorìo costante sulla testa. 
ANGELO CUSTODEDeterminate l'apporto di Peruzzi. Angelo, che di derby ne ha giocati diversi, sapeva bene quali corde toccare. Tutti a tavola. Racconti di storie passate come quel gol di Di Canio il 6 gennaio 2005. Ha sfruttato il fatto che la squadra fosse in ritiro già da lunedì sera, proprio per la Coppa Italia. Era fondamentale l'approccio alla partita. D'altronde nelle ultime stracittadine era stato proprio questo il tallone d'Achille: poca cattiveria. Sabato invece la Lazio ha menato. Grinta e combattività, espresse su ogni pallone. E soprattutto pressing alto. In settimana Inzaghi a Formello ha sottoposto la squadra a sessioni infinite di video sulla Roma, inclusi quelli relativi ai match contro Bologna e Frosinone. Aggressione e ripartenze. Così voleva che la Lazio giocasse il suo derby. E così è stato. Ma c'è di più perché Simone e il suo staff l'hanno preparata contando sull'assenza di Manolas – durante il riscaldamento pre-partita sono cresciute non poco la consapevolezza e l'autostima del gruppo-. 
LINEA A TREIl problema principale poteva essere la difesa. Dzeko, Zaniolo ed El Shaarawy sono tre clienti scomodi. E qui c'è lo zampino del tecnico in seconda Farris. È lui a curare i movimenti del reparto arretrato. A Bastos ha detto di rimanere sempre concentrato perché aveva tutti i mezzi per vincere il duello con l'egiziano. Tienilo sempre d'occhio, anche se perdi un metro lo puoi recuperare, la raccomandazione. A Radu, invece, di giocare sul tempo e non sulla forza nel duello con Zaniolo. Tradotto, il romeno aveva l'obbligo di cercare sempre l'anticipo. Strakosha quello di richiamare costantemente i suoi. Acerbi quello più complicato: marcare Dzeko. E lo ha annullato. 
CENTROCAMPO E ATTACCOA centrocampo c'è la mano di Cecchi. Il tattico. Milinkovic ha vinto tutti i duelli aerei. Doveva far valere il fisico nelle spizzate di testa e nelle sponde. Gli è stato consigliato di sfruttare molto il busto e le braccia. Cosa che ad esempio Badelj fa molto bene. Luis Alberto doveva preoccuparsi solo della qualità delle giocate. Molto semplici invece i compiti in avanti: movimento di Caicedo alle spalle dei difensori per propiziare le imbucate di Correa. Caricato a molla anche l'attaccante ecuadoregno. Il suo gol era stato predetto in settimana anche da Lotito. Ma al fischio finale, l'abbraccio del presidente ad Inzaghi non c'entra con i singoli: «Vittoria del tecnico? No, è la vittoria del gruppo».

Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Cataldi, sogni e dolci risvegli

ROMA Ha conservato la maglia con cui ha segnato al derby e la farà incorniciare. Danilo Cataldi sa già dove appendere la numero 32 e non vede l'ora di mostrarla orgoglioso al figlio, che nascerà il prossimo maggio. Al futuro primogenito il ragazzo di Ottavia racconterà le emozioni della notte del 2 marzo, dall'attesa della vigilia alla festa sotto la Curva Nord. Attimi indimenticabili che resteranno per sempre nella sua mente e in quelle di chi lo ha sempre sostenuto fin dai primi allenamenti. Sabato sera allo stadio c'erano tutti: i suoi genitori, la moglie Elisa al settimo mese di gravidanza e i suoceri. Uscendo dall'Olimpico papà Francesco sembrava un centralino: il telefono squillava in continuazione. Messaggi, WhatsApp e chiamate. Impossibile rispondere a tutti i complimenti per quel tiro dalla distanza che ha chiuso i conti della stracittadina. 
PRESENTIMENTO«Se entro, sono sicuro che qualcosa di bello succede», la confidenza ai magazzinieri nelle ore prima del match. Eppure l'impiego di Luis Alberto dal primo minuto come mezzala, sembrava aver ridotto le speranze di un suo ingresso. Il destino, invece, è arrivato puntuale all'appuntamento con Danilo. Minuto 77: Simone Inzaghi lo inserisce al posto di Correa. Minuto 89: dopo una combinazione tra Parolo e Immobile, Milinkovic appoggia il pallone al limite dell'area. Il resto è storia: sinistro da tre punti alle spalle di Olsen, boato del pubblico ed esultanza incontenibile. «Era da una vita che aspettavo una notte e una Lazio così», svela il centrocampista cresciuto nelle giovanili biancocelesti. 
IL POST GARADopo la partita si è concesso una cena con la famiglia in un ristorante vicino al centro sportivo di Formello. Insomma, festa sì, ma senza eccessi. Ubriaco solo di felicità. La testa è già all'impegno di domenica sera al Franchi con la Fiorentina di Stefano Pioli. Una partita dai mille intrecci: nel 2015 contro i viola (all'Olimpico) Danilo indossò per la prima volta la fascia da capitano. All'epoca sulla panchina della Lazio c'era Pioli che per primo lo lanciò in prima squadra proprio con quella maglia bandiera numero 32 che il centrocampista indossa ancora. Il classe '94 è il settimo giocatore del vivaio biancoceleste ad aver segnato alla Roma. 
RECORD E NAZIONALEPrima di lui, tra gli altri, ci sono riusciti D'Amico, Giordano, Di Canio e Keita. Trovando continuità, Cataldi spera di ritrovare anche la maglia Azzurra. Con l'Under 21 di Luigi Di Biagio ha disputato due Europei da protagonista, con la Nazionale di Antonio Conte ha partecipato a diversi stage, mentre ha esordito in un test sotto la guida tecnica di Giampiero Ventura. «Quello che accadrà sarà sicuramente una conseguenza di quello che faccio sul campo» ricorda Cataldi. E con il nuovo corso attento ai giovani inaugurato dal ct Roberto Mancini le chance aumentano.

Il Messaggero

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STATISTICHE

I numeri del derby: strapotere a centrocampo e furia Correa

Apoteosi Lazio. Torna al successo in campionato la Prima Squadra della Capitale. Torna a raccogliere i tre punti in una delle partite più importanti della stagione, il derby. Tre gol per tre punti che, in questo modo, portano la formazione biancoceleste a quota 41 punti in classifica. In particolare, la compagine di Simone Inzaghi si è imposta sulla Roma per 3-0 grazie alle reti siglate da Caicedo, Immobile e Cataldi. La compagine più antica di Roma non riusciva a superare i  giallorossicon lo questo risultato dal 10 dicembre 2006, giorno nel quale la formazione biancoceleste guidata da Delio Rossi sconfisse la Roma proprio per 3-0 con i gol di Ledesma, Oddo e Mutarelli. Quest’ultimo concluse il match al 73’, stesso minuto nel quale ieri Ciro Immobile ha trovato la via della rete trasformando un penalty procurato da Joaquin Correa.

Atteggiamento propositivo dei biancocelesti che, durante la stracittadina, hanno sviluppato il 52% del proprio possesso palla nella metà campo occupata dai calciatori giallorossi. Inoltre, la squadra di Simone Inzaghi ha manovrato mediamente a 57,01 metri dalla porta difesa da Thomas Strakosha. In questo modo la Lazio è riuscita a trovare la conclusione in sei occasioni e dando inizio a ben 15 azioni manovrate. Le ripartenze sfruttate dai biancocelesti, invece, sono state 25. Analizzando nello specifico la fase offensiva della Lazio, sono state create in totale 49 iniziative offensive: 25 di queste sono state sviluppate sulla corsia di sinistra, 8 centralmente e 16 lungo la catena di destra. Analizzando le prestazioni individuali dei calciatori di Simone Inzaghi emergono le prove di Bastos e Milinkovic. Il difensore angolano ha effettuato durante la sfida di ieri ben 7 recuperi: nessun calciatore in campo è riuscito a portare a termine un numero simile di intercetti. Il centrocampista serbo, invece, è stato il maratoneta della sfida con 11,256 chilometri all’attivo.

Tre gol per la Lazio ad opera di ben tre marcatori diversi. A sbloccare la sfida è stato Felipe Caicedo: il numero 20 biancoceleste ha trovato la seconda rete casalinga consecutiva in Serie A TIM. Dopo aver trovato la via della rete contro l’Empoli, ieri nella stracittadina il centravanti ecuadoriano ha regalato il vantaggio alla Prima Squadra della Capitale concretizzando un’iniziativa orchestrata da Joaquin Correa e mettendo così a segno il suo undicesimo centro con l’Aquila sul petto. Nella ripresa, al posto dello stesso Caicedo, èsubentrato Ciro Immobile. Il numero 17 di Simone Inzaghi non si è fatto attendere ed al 73’ ha regalato ai biancocelesti la rete del 2-0 trasformando un penalty procurato da Joaquin Correa: con questa realizzazione, Immobile è divenuto il quarto rigorista più prolifico nella storia della Lazio con 18 tiri dal dischetto mutati in gol. Inoltre, il centravanti di Torre Annunziata ha messo a segno il suo quinto gol alla Roma da quando indossa la maglia biancoceleste. Nella storia laziale solo Silvio Piola è riuscito a segnare più reti nei derby (7). A chiudere la sfida è stato Danilo Cataldi che, ancora una volta con una conclusione da fuori area, ha trovato la sua seconda marcatura in questo campionato di Serie A, la prima in un derby.

 

Al termine del match, Joaquin Correa è stato eletto come il Most Valuable Player della sfida. Il numero 11 della Prima Squadra della Capitale ha prima offerto un ottimo assist per la rete dell’1-0 di Felipe Caicedo,  poinella ripresa si è procurato il rigore trasformato da Immobile nel gol del 2-0 per la Lazio. Inoltre, l’argentino ha toccato ben 39 palloni nel corso della sfida, macinando anche 9,465 chilometri sul terreno di gioco. Sslazio.it

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DICHIARAZIONI

La vittoria di Inzaghi: “Cuore e lucidità, così questo derby entra nella storia!” (AUDIO)

Mister Simone Inzaghi è intervenuto in conferenza stampa alla fine del match contro la Roma.

“I miei ragazzi sono stati bravissimi, hanno interpretato una grandissima partita fin dall’inizio, il primo tempo forse dovevamo chiuderlo con un altro gol all’attivo. Ricordo che avevamo già giocato con il Milan martedì scorso ed avevamo solo tre giorni per preparare il derby. Complimenti ai ragazzi per la lucidità messa in campo, difficile averla in gare come queste, ed è proprio quello che avevo chiesto.

Stasera Milinkovic è stato bravissimo, non so quanti contrasti abbia vinto, anche se spesso ha sbagliato l’ultima scelta nei passaggi, ma ha aiutato tantissimo la squadra nonostante non fosse ancora al 100%. Se non dovesse avere più problemi, facendo gli scongiuri, la sua condizione può solo crescere. Immobile ieri in allenamento non è andato bene, parlando con il ragazzo non poteva darmi quello che gli chiedevo, dato che veniva da 83 minuti giocati con il Milan, poi stamattina nel risveglio muscolare è andato meglio. Non è stato semplice tenerlo fuori, ma avevo previsto la staffetta fra lui e Caicedo. Penso che entrambi abbiano interpretato la partita nel migliore dei modi.

Dei moduli si parla tanto, oggi vi ho accontentato un pochino dato che quando Marusic saliva molto aggressivo su Kolarov, Lulic si abbassava e noi difendevamo a quattro, il contrario accadeva sulla fascia opposta. Era una partita molto importante, avevo detto ai ragazzi che vincendo il derby in maniera convincente sarebbero entrati nella storia, anche se avevamo già vinto la Supercoppa italiana e l’anno scorso avevamo entusiasmato per l’annata disputata.

Quest’anno abbiamo contro grandi corazzate e, se non avessimo avuto tutti questi infortunati, in questo mese le cose sarebbero andate diversamente. La vittoria nella stracittadina è una grandissima soddisfazione, condivido questa gioia con mia moglie che compiva gli anni martedì e non ero riuscito a regalarle la vittoria contro il Milan, mentre oggi è il compleanno di mia mamma, quindi festeggio le mie due donne di casa. Dedico questo match ai tifosi che ci sostengono e supportano sempre. Strakosha aveva un problema alla spalla mentre per Correa soltanto dei crampi”.

AUDIO: https://m.mixcloud.com/Radiosei/lazio-roma-3-0-inzaghi-conferenza-post-partita-02032019/

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DICHIARAZIONI

Sogno Cataldi: “Il giorno più emozionante, che bello fare tre gol a questi altri” (AUDIO)

Al termine di Lazio – Roma, Danilo Cataldi ha parlato ai microfoni dei cronisti presenti in zona mista: "Il gol? Non ho capito molto, ho visto solo la rete che si muoveva un pochetto. Non era un tiro irresistibile, però è entrata e io non ho capito più nulla. Avevo solamente voglia di correre, di esultare e di sentire tutto il calore che c'era. Non so che dire, è stato un momento speciale. Credo sia la notte più bella che ho vissuto da calciatore. Questa vittoria arriva in un momento difficile per tutti noi, perché si diceva che non si segnava molto e che non abbiamo mai vinto contro le grandi. Ecco perché il risultato di stasera è veramente perfetto e ci permette di cancellare tutte queste cose, che da un certo punto di vista – guardando i risultati – erano anche giuste. Se c'era rabbia in quella corsa? Assolutamente no. C'era tantissima felicità. E' stato il mio primo gol al derby e l'emozione è stata grandissima. In quella corsa tanta voglia di festeggiare con i tifosi e con i miei compagni. Io sono rientrato qui a Roma da un anno dopo aver girato un po' e sicuramente tornare qui e riuscire anche a segnare un gol in un'occasione così importante è bello". 

UN SOGNO – "Tante volte ho sognato questo momento. Per chi fa le giovanili arrivare in Serie A con la stessa squadra è già tanto, figuriamoci segnare in un derby. Sono contento che sia accaduto. Sono felice per il risultato e per i tre punti, che ci permettono di avvicinarci alla zona della classifica che ci interessa. L'avevo detto anche con lo staff, sentivo che se mi avesse fatto entrare sarebbe successo qualcosa. In quei dieci secondi di corsa mi avrebbero potuto anche accoltellare, non avrei sentito nulla. Se dormirò stanotte? Sicuro sarò sereno perché abbiamo fatto tre gol a questi dell'altra squadra".

LA FORZA – "In cosa la Lazio è stata più forte? In tutto. Sia a livello tattico che agonistico. Le loro giocate su Kolarov non sono mai riuscite".

NAZIONALE – "L'ho detto tante volte, cerco di dare una mano alla squadra e al mister quando vengo chiamato in squadra. Quello che accadrà sarà sicuramente una conseguenza di quello che faccio sul campo".lalaziosiamonoi.it

AUDIO: https://m.mixcloud.com/Radiosei/lazio-roma-3-0-cataldi-in-zona-mista-02032019/

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DICHIARAZIONI

Caicedo, il graffio più importante: “Ricordatemi per questo gol!”

Al termine di Lazio-Roma, il centravanti biancoceleste Felipe Caicedo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Oggi ho provato un’emozione unica segnando in questo stadio, davanti alla nostra gente. Sono molto contento perché è andato tutto bene, è importante aver vinto. Spero che ora i tifosi mi ricorderanno per questa rete. Abbiamo svolto la gara alla grande, la squadra era molto carica ed avevamo bisogno di una prestazione simile per restare in corsa per la Champions. Avevamo una grande opportunità, sapevamo che non avremmo dovuto farcela scappare. I tifosi e la squadra mi hanno sempre supportato e vivere una gara simile ci fa grande piacere".

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DICHIARAZIONI

Immobile, trenta minuti di passione: “Non sto ancora bene, ma questa gioia ripaga di tutto. Gol dedicato al mio terzo figlio in arrivo”

Nel post partita di Lazio-Roma, il centravanti biancoceleste Ciro Immobile è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Sono felice, ho passato tre settimane dure per me e chi mi conosce lo ha notato. Ancora oggi mi porto qualche strascico dell’infortunio, ma sono sereno. Servivano 30 minuti fatti bene e ci sono riuscito. Sono felice per me, per la squadra, per il mister e per i tifosi: abbiamo svolto un grande derby.

Presto Michela e Giorgia (sue figlie, ndr), potranno festeggiare per l’arrivo di un fratellino. È una gioia bellissima ed oggi è stata una giornata perfetta per dedicare questa rete a mia moglie Jessica. Siamo al quarto mese di gravidanza. Non abbiamo ancora deciso il nome di mio figlio, stiamo scegliendo e siamo indecisi.

Sono felice per Danilo e per la sua rete, mi fa piacere per lui che non ha vissuto momenti belli. Lui è cresciuto e nato qui, siamo tutti orgogliosi di quanto fatto. Volevamo festeggiare con i nostri tifosi e siamo andati sotto la Curva Nord. La squadra soffriva per non vincere contro le grandi, oggi abbiamo smentito tutto ciò che si diceva su di noi. Contro la Juventus non era arrivato il risultato, oggi con questo netto 3-0 siamo riusciti a dire la nostra anche in chiave di classifica. Siamo riusciti a siglare tre gol in un momento in cui segnavamo poco, la Roma è una squadra forte ma non è riuscita a presentarsi pericolosamente. Abbiamo svolto una grande gara e lo dobbiamo al nostro lavoro ed al lavoro che svolge il mister con il suo staff. A Caicedo ho detto che ha segnato un gran gol, sta facendo molto bene e ci sta dando una grande mano. Si è integrato ulteriormente all’interno del gruppo, sta svolgendo un grande campionato ed è un ragazzo sempre positivo. Avere un calciatore come lui al mio fianco è molto importante per me”.

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SERIE A

Caicedo, Immobile e Cataldi: Roma al tappeto

ROMA – Delirio Lazio. Caicedo, Immobile e Cataldi rilanciano alla grande le ambizioni di Champions biancocelesti e regalano ad Inzaghi il derby, sei anni dopo l'ultimo successo 'casalingo'. Il 3-0 finale dell'Olimpico è meritato, anzi sta stretto ai biancocelesti che, agevolati nel loro lavoro da una Roma brutta e svagata, potevano chiudere la partita con un risultato ancora più rotondo. Fa festa il popolo laziale che ha potuto ammirare una squadra determinata, concentrata, aggressiva. La Lazio ha voluto più della Roma questo successo che nessuno può mettere in discussione. A tradire Di Francesco è stato l'atteggiamento del collettivo: troppo intimorito, a tratti addirittura irritante, soprattutto nel primo tempo. L'attacco – così prolifico in questa stagione – stavolta ha fatto cilecca dimostrandosi privo di idee e guidato da uno Dzeko inspiegabilmente nervoso e impreciso. Con questo successo la Lazio torna di prepotenza in zona Champions, accorciando sulla Roma (distante tre punti) e sull'Inter (a sei lunghezze) con una partita in meno. Per i giallorossi invece arriva un brusco stop dopo quattro vittorie di fila. Un pessimo segnale in vista della difficile trasferta contro il Porto in Champions fra quattro giorni. 

 

LE SCELTE – Di Francesco deve rinunciare a Manolas ad un'ora dal fischio d'inizio per un problema intestinale. Al suo posto Juan Jesus vince il ballottaggio con Marcano. Dall'altra parte Inzaghi rinuncia inizialmente Immobile affidando le chiavi dell'attacco alla coppia Correa-Caicedo. 

 

PRIMO TEMPO – L'inizio della Lazio è straordinario. La squadra di Inzaghi chiude subito la Roma nella propria trequarti e la schiaccia con un pressing asfissiante e una intensità nettamente superiore a quella degli avversari. L'assenza di Manolas nella difesa giallorossa si sente fin dai primi minuti. Juan Jesus è arrugginito e non riesce a dare sicurezza ad un reparto che scricchiola in continuazione contro la velocità dei padroni di casa. Passano due minuti ed è subito Correa dal limite a sfiorare il vantaggio. Un giro d'orologio ancora e Caicedo mette i brividi alla male assortita retroguardia giallorossa con un'incursione sventata in scivolata da Florenzi. La Roma è svagata e distratta: Juan Jesus rimedia un giallo dopo appena sei minuti di gioco. Una sanzione che ne condizionerà la prestazione. L'unico a regalare un minimo di dinamismo nella fase offensiva giallorossa è Zaniolo che però non riesce mai a pungere dalle parti di Strakosha. Il meritato vantaggio biancoceleste arriva al 12' grazie alla colpevole complicità di Fazio e Juan Jesus. Correa sfrutta una rimessa laterale per aggirare Fazio e servire in profondità Caicedo: l'attaccante laziale si prende gioco del difensore brasiliano e, dopo aver superato Olsen, infila a porta vuota il meritato 1-0 dei padroni di casa. L'Olimpico si accende d'entusiasmo e taglia ancora di più le gambe agli uomini di Di Francesco che continuano a mostrare un atteggiamento non all'altezza della partita. Milinkovic-Savic e compagni sono decisamente più reattivi e giocano con maggiore intensità rispetto agli avversari. Sulla sinistra Lulic fa ciò che vuole e mette in area romanista palloni sempre insidiosi che Fazio e Florenzi respingono a fatica. La Roma tira fuori la testa solo nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo ma non punge a dovere e riesce solo a costruire un'azione degna di nota con un rasoterra di Dzeko dal limite al 23' che Strakosha riesce a deviare senza troppa difficoltà. 

 

SECONDO TEMPO – Nella ripresa lo spartito cambia. La Lazio aspetta gli avversari, pronta a pungere in contropiede. La Roma invece prova a crederci cambiando atteggiamento. El Shaarawy e Pellegrini sprecano due buone occasioni mentre la retroguardia giallorossa regala un altro brivido ai propri tifosi con Fazio che, su un lancio di Milinkovic-Savic, ostacola l'uscita di Olsen rischiando la frittata. Di Francesco corre ai ripari e dopo un'ora di gioco toglie prima l'acciaccato Zaniolo e poi De Rossi per Perotti e il redivivo Pastore. Inzaghi risponde con Immobile al posto di Caicedo. Al 67' Florenzi prova una conclusione dai 30 metri ma Strakosha gli nega l'eurogol salvando da campione. Due minuti dopo arriva l'occasione più clamorosa della partita romanista con Pellegrini e Pastore che si ostacolano a pochi passi dalla porta calciando a lato un pallone favorevolissimo. Proprio nel momento migliore per gli ospiti arriva l'episodio che decide la sfida: Immobile lancia in contropiede Correa che brucia in velocità Fazio. All'argentino non resta che stendere in area l'attaccante argentino. Per Mazzoleni non ci sono dubbi: è rigore. Dal dischetto Immobile non perdona e al 74' la Lazio vola sul 2-0. La partita della Roma, di fatto, finisce qui. La Lazio è padrona del campo e nel finale trova anche il tris con Cataldi che segna dal limite e corre sotto la Nord a festeggiare con i propri tifosi. Prima del fischio finale c'è ancora il tempo per vedere il rosso a Kolarov (doppia ammonizione) e un cartellino giallo pesante a Dzeko che, diffidato, salterà la sfida contro l'Empoli. La Lazio vince in modo meritato. Per la Roma suona un pericoloso campanello d'allarme: per Di Francesco sarà fondamentale non sbagliare anche in Champions League. 

corrieredellosport.it

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SERIE A

Lazio 3-0 Roma, il tabellino

Lazio-Roma 3-0

Marcatore: 12' Caicedo (L), 73' Immobile (L), 89' Cataldi (L)

 

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto (70' Parolo), Lulic; Correa (78' Cataldi),Caicedo (63' Immobile).

A disp.: Proto, Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Durmisi, Romulo, Jordao, Badelj, Neto.

All.: Simone Inzaghi.

 

ROMA (4-3-3): Olsen; Florenzi, Juan Jesus, Fazio, Kolarov; Cristante, De Rossi (65' Pastore), Pellegrini; Zaniolo (61' Perotti), Dzeko, El Shaarawy (82' Schick).

A disp.: Mirante, Fuzato, Santon, Marcano, Karsdorp, Coric, Nzonzi, Kluivert.

All.: Eusebio Di Francesco.

 

 

Arbitro: Paolo Silvio Mazzoleni (sez. di Bergamo)

Ass.: Vuoto e Paganessi

IV uomo: Chiffi

V.A.R.: Calvarese

A.V.A.R.: Peretti​​​

 

NOTE. Ammoniti: 5' Juan Jesus (R), 55' Lulic (L), 77' Milinkovic (L)

Recupero: 1' pt.

 

 

Serie A TIM, 26ª giornata

Sabato 2 marzo 2019, ore 20:30

Stadio Olimpico di Roma

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SERIE A

Lazio-Roma, formazioni ufficiali

Lazio-Roma, formazioni ufficiali

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Caicedo, Correa. 
A disp. Proto, Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Durmisi, Romulo, Jordao, Cataldi, Badelj, Parolo, Immobile, Neto. All. Inzaghi.

ROMA (4-3-3): Olsen; Florenzi, Juan Jesus, Fazio, Kolarov; Cristante, De Rossi, Pellegrini; Zaniolo, Dzeko, El Shaarawy.

A disp. Mirante, Fuzato, Santon, Marcano, Karsdorp, Coric, Nzonzi, Pastore, Perotti, Kluivert, Schick. All. Di Francesco.

ARBITRO: Mazzoleni (sez. Bergamo)

ASSISTENTI: Vuoto e Paganessi

IV UOMO: Chiffi

VAR: Calvarese

AVAR: Peretti