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ARBITRI

Designazioni, Inter-Lazio a Mazzoleni: i precedenti

La 29ª giornata di Serie A TIM Inter-Lazio, in programma domenica 31 marzo alle ore 20:30 allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, sarà diretta dal signor Paolo Silvio Mazzoleni (sez. di Bergamo).

 

Assistenti: Bindoni–Vivenzi

IV Uomo: Abbattista

V.A.R.: Rocchi

A.V.A.R.: Di Liberatore

 

Il fischietto lombardo ha già diretto i biancocelesti in 30 occasioni: il bilancio di quest’ultime sorride ai capitolini che in 17 circostanze hanno ottenuto i tre punti, in 7 hanno pareggiato e in 6 sfide hanno perso.

In questa stagione, il fischietto di Bergamo ha arbitrato i biancocelesti solo in occasione del ventiseiesimo turno di campionato: in quest’ultima circostanza gli uomini di Simone Inzaghi riuscirono a superare per 3-0 la Roma nel derby. Mazzoleni, inoltre, ha già diretto tre precedenti tra la Lazio e l’Inter. Il primo di questi risale al 15 dicembre del 2012 ed i biancocelesti riuscirono ad imporsi di misura con un gol di Miroslav Klose. Successivamente, il 20 dicembre 2015 la Prima Squadra della Capitale raccolse i tre punti allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano sconfiggendo per 2-1 i nerazzurri grazie ad una doppietta di Antonio Candreva. Infine, l’ultimo confronto tra le due squadre arbitrato dal fischietto di Bergamo è datato 21 dicembre 2016: in quest’ultima occasione furono i milanesi ad ottenere il successo. Sslazio.itp

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi: “Lazio, sei più forte dell’Inter. Domenica una finale, Politano il più pericoloso” (AUDIO)

Roberto Rambaudi a 'QUELLI CHE…': "L'Inter soffre la pressione di arrivare al livello della Juventus, ma è una squadra che ragiona molto di pancia ed è capace di tirare fuori la prestazione quando meno te l'aspetti. Skriniar? Più forte De Vrij, ma lo slovacco sarebbe un ottimo compagno di reparto di Acerbi, ad esempio. Globalmente la Lazio è una squadra più matura, ha un gruppo più solido rispetto all'Inter. Chiaro che domenica sarà una finale, una partita vera in cui gli episodi possono fare la differenza. Il più pericoloso? Al momento dico Politano, è in un ottimo stato di forma".

 

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ESCLUSIVE

‘LAZIO DI SERA’ – Stoppini (Gds): “Anche Lautaro sta male, Spalletti che fa con Icardi?” (AUDIO)

AUDIO 'LAZIO DI SERA' – Ascolta l'intervento di Davide Stoppini (Capo rubrica Inter per la Gazzetta dello Sport): "#Icardi e Perisic insieme in allenamento primo passo verso la normalità. Possibile la convocazione con la Lazio, ma #Lautaro non sta benissimo. #DeVrij? Anche a Milano si ironizza sulle sue assenze contro la Lazio. Per Spalletti perdita gravissima"

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RASSEGNA STAMPA

Ruben Sosa: “Lazio in forma, ma con il vero Icardi Inter più forte”

Tonalità di colori. Dal nero all'azzurro, fino al celeste e poi al bianco. Ruben Sosa ha il cuore diviso in due parti e in quattro colori, quelli di Inter e Lazio. Domenica sera si sfideranno a San Siro, uno scontro diretto che può dire molto sulla corsa per la qualificazione in Champions League: “Io sono fortunato, perché comunque vada sarò contento”. Con la Lazio d'altronde Sosa ha giocato quattro anni, poi altre tre stagioni all'Inter. “Sono stati gli anni migliori della mia carriera. Per me quando si affrontano è sempre una festa”.
Chi arriva meglio alla partita?
“La Lazio sta benissimo. Ha stravinto il derby, ha messo sotto il Milan in coppa e ha dominato sia con la Fiorentina che con il Parma. Il successo sul Milan però può rilanciare l'Inter. Sarà una bella partita, anche se l'Inter ha l'asso nella manica…”.
Sarebbe?
“Mauro Icardi. Secondo me con lui l'Inter è superiore alla Lazio, senza c'è più equilibrio. Se sta bene deve giocare subito, anche se le polemiche nelle quali è stato coinvolto non mi piacciono per niente. Lui ha un contratto con l'Inter, brutto pretenderne un altro a stagione in corso. Ha mancato di rispetto alla maglia, ai compagni, ai tifosi e ai dirigenti”.
Di Immobile che pensa?
“Altro grande attaccante. L'anno scorso ha vissuto una stagione eccezionale, in questa gli è mancato il supporto dei compagni, specie Milinkovic e Luis Alberto. Ciro ha bisogno delle loro imbucate”.
Per la corsa alla Champions chi vede favorita?
“Il cuore mi dice che Lazio e Inter possono arrivare fra le prime quattro, il cervello pure. Sarebbe il massimo vederle entrambe in Champions, con Roma e Milan, le avversarie di sempre, fuori”.
Gazzetta dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Adekanye va veloce: baby boom per le ambizioni della Lazio

Da una città all'altra, evitando gli ostacoli. Un po' come fa in campo con gli avversari in campo. La Lazio sta stringendo per Bobby Adekanye, esterno olandese in scadenza di contratto con il Liverpool. Pur essendo ancora giovanissimo (è un classe 1999), ha già indossato diverse maglie, girando il mondo. Nato in Nigeria, a 4 anni si è trasferito in Olanda (per questo adesso ha il passaporto olandese ed è comunitario). Messosi in luce con l'Ajax, Adekanye a 12 anni è passato al Barcellona, dove con le sue qualità ha incantato tutti: rapido e veloce, Bobby è infatti eccezionale nell'uno contro uno ed è bravissimo a creare superiorità saltando gli avversari. Non gli mancano però nemmeno tecnica nello stretto e visione di gioco, tanto che oltre a giocare sull'esterno (è mancino ma gli piace partire a destra per accentrarsi e calciare in porta), strappa applausi anche quando viene schierato da trequartista centrale. Quando era a Barcellona veniva paragonato a Robben, confronto che in Olanda è ovviamente stato ripreso e approvato.
CONTROVERSIE – L'avventura al Barcellona è però finita prima temporaneamente nel 2014 e poi definitivamente nel 2015. I catalani, infatti, pur di prenderlo anticipando gli altri top club interessati a lui, lo avevano tesserato senza rispettare le norme relative al trasferimento di minori. I blaugrana non si preoccuparono dello spostamento della famiglia Adekanye, contravvenendo alle regole della Fifa che intervenne bloccando, per due sessioni, il mercato agli spagnoli. Nel 2014 Bobby venne quindi girato in prestito al Psv in attesa della decisione della Fifa sulla questione, prima di passare al Liverpool a titolo definitivo. Le polemiche però non erano finite: l'Ajax ha infatti denunciato il Barcellona alla Fifa anche per la modalità con la quale i catalani avevano tesserato il ragazzo, ottenendo, dopo il reclamo, un indennizzo da parte degli spagnoli.
RAZZISMO – Non solo però, perché passato al Liverpool, dove ha giocato prima per la Primavera e poi per la Seconda Squadra, è stato coinvolto anche in uno spiacevole caso di razzismo. Durante la gara della Youth League del 2017 contro lo Spartak Mosca, Bobby è infatti stato bersagliato dagli ululati dei russi presenti allo stadio. In quel caso ci ha pensato la Uefa a multare lo Spartak ritenendo inaccettabile il comportamento dei tifosi. Ora, non trovando spazio nella Prima Squadra del Liverpool (che con Firmino, Salah e Mané ha uno degli attacchi più forti d'Europa), Adekanye vuole passare a un club che gli dia maggiore spazio. Lo scorso 22 marzo ha esordito nell'Under 20 dell'Olanda, con la quale ha giocato tutti e 90 i minuti contro il Messico. Bobby però sa che deve cominciare a giocare a un livello più alto per riuscire a sfondare definitivamente. In Olanda credono molto in lui, ma alla sua carriera serve un'accelerata. Dovrà cambiare ancora città, questa volta probabilmente sceglierà Roma. Lo farà per superare gli ostacoli che ci sono per arrivare nel grande calcio. Vuole saltarli un po' come fa con gli avversari in campo.

Gazzetta dello Sport

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APPROFONDIMENTI

Una lista di giovani per la Lazio che verrà

Pedro Neto, Andre Anderson, Luan Capanni e Nicolò Armini. Una lista di giovani per la Lazio che verrà. Uno degli obiettivi della prossima finestra di mercato è quello di inserire almeno un paio di giocatori giovani all'interno della rosa. La società osserva con attenzione i miglioramenti in Primavera 2 di Capanni e Armini e monitora Andre Anderson a Salerno. Per Pedro Neto discorso diverso, il baby portoghese verrà riscattato a fine stagione per circa 17 milioni di euro, per lui è programmato un inserimento graduale nelle rotazioni del prossimo anno. Una ventata di freschezza per la Lazio del futuro.

 

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CALCIOMERCATO

Lazio, a sinistra spunta Fares

Nuova idea per la fascia sinistra, spunta Fares. L'esterno di origini algerine nato in Francia, sta vivendo una stagione importante con la Spal a Ferrara. Ha 23 anni, gioca in un sistema simile a quello biancoceleste come 'quinto' a sinistra. Da quella parte la Lazio ha bisogno di novità: Lukaku non da garanzie a livello fisico, Lulic pian piano dovrà cedere il passo e Durmisi non ha convinto alla prima stagione a Roma. Fares verrà riscattato dalla società ferrarese per 2,5 milioni dal Verona, poi verosimilmente verranno ascoltare le offerte. La Lazio osserva, sfogliando la margherita di nomi per entrambe le fasce. 

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CURIOSITA'

Tutti a San Siro: 1500 tifosi presenti, c’è anche Lotito?

1500 tifosi più uno. E' previsto un esodo biancoceleste verso Milano per la partita contro l'Inter, e oltre ai 1500 tifosi (c'è ancora disponibilità nell'anello blu) dovrebbe esserci anche Lotito. Il presidente della Lazio non segue i suoi in trasferta da 4 anni, ma potrebbe interrompere il digiuno domenica prossima. Non solo la sfida Champions, ma anche il confronto col giovane proprietario nerazzuro Zhang potrebbero stimolare il patron a tornare in pista lontano dalla Capitale. 

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APPROFONDIMENTI

Sergej a secco con le big: ha segnato solo alla Roma

Milinkovic è a caccia del colpo grosso. Il centrocampista serbo infatti, non ha mai colpito una big fra Juve, Milan, Inter e Napoli. In carriera ha segnato invece contro la Roma, ma con le altre in 28 partite nessun gol o assist. Il 20 maggio scorso si avvicinò alla prima gioia, ma il palo su calcio di punizione negò la prima segnatura ai nerazzurri. Ha voglia di rifarsi, lui come la Lazio tutta vivono un momento di crescita a livello fisico e psicologico e domenica, nella decisiva trasferta di Milano, Sergej vuole mettere il proprio mattoncino per mantenere vivo il sogno Champions. 

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Immobile torna a casa e si gode la sua Lazionale

ROMA Notare la differenza. Mancini lo relega in panca, a Formello dopo una settimana non riescono a sopportarne la lontananza: «Ciruzzo, ci manchi, dove sei? Vieni fuori», urla Acerbi in un video su Instagram, inquadrando la sua seggiola vuota nello spogliatoio. Immobile risponde scherzando, ma neanche troppo: «Leone sto arrivando a farmi coccolare». Ha ancora i brividi, Ciro, della Nazionale. Casa dolce casa laziale. Finalmente il calore della sua famiglia. Immobile ha sentito di nuovo freddo con l'Italia, prima in campo con la Finlandia e poi fuori contro il Liechtenstein mentre Verratti e gli altri festeggiavano la goleada. Ora in azzurro lo ha spodestato persino Quagliarella, non si può trattare così l'ultimo capocannoniere della Serie A. Per lui martedì sera neanche uno spezzone di gara. Per fortuna sorride almeno Inzaghi: alla fine Ciro, in due match di qualificazioni agli Europei, ha giocato appena 79 minuti. Si è riposato per l'Inter e la sfida a Icardi. Ieri pomeriggio è tornato ad allenarsi nel centro sportivo. Ovviamente baci a abbracci coi compagni e il solito sorriso. 
PROCESSOProsegue il processo Nazionale a Ciro. In realtà nemmeno alla Lazio stava vivendo il suo miglior momento, ma nell'Italia è proprio fuori dal gioco. Mancini vorrebbe un altro tipo di bomber e così l'attaccante partenopeo sembra fuori ruolo. Non solo. Il ct di facciata lo giustifica («Chiunque al suo posto avrebbe fatto fatica»), ma poi con le scelte successive lo pietrifica. A Udine, dopo la splendida azione e l'assist al bacio per Kean, lo ha richiamato in panchina per riprenderlo senza permettergli nemmeno di godersi l'abbraccio della gloria. Immobile, quando è uscito, gli ha comunque dato il cinque con un'espressione di gioia. Perché lui non vuole più fare polemiche, ma è chiaro che poi così si becca altre critiche. Se Ciro gioca spalle alla porta, quasi sempre non la trova. Lui ama rimanere al fianco della palla, la sua migliore amica. Lui deve sentire davvero la fiducia. Per questo alla Lazio è un leader e con l'Italia invece uno qualunque. Per carità, forse anche questo nuove esame azzurro può essergli utile per crescere e persino per riflettere. 
LEADERSiamo quasi al Ciro di boa. A Roma giocano tutti per lui che finalizza, Immobile deve ragionare su quest'aspetto per il resto della sua vita. Visto che si continua a vociferare di un suo possibile ritorno a Napoli a giugno, lì sì che rischierebbe d'essere un numero. Alla Lazio è amato, decide lui se giocare, nessuno lo ha mai discusso. Viene adorato, servito e riverito perché poi trasforma quasi ogni pallone in oro. Non siamo ai fasti dell'anno scorso, ma i numeri fanno capire quanto sia prezioso: in 3 anni, su 16 partite senza di lui, i biancocelesti hanno raccolto 5 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte. Il bomber nelle prossime 12 gare è pronto a correre il doppio. Aveva segnato nel derby (su rigore) da subentrato e poi nell'1 a 1 contro la Fiorentina prima di finire ai box col Parma per la squalifica. Aveva vissuto più di un mese d'astinenza dopo il gol siglato proprio con l'Inter, il 31 gennaio, nei supplementari di Coppa. Immobile ora non molla, piuttosto raddoppia. Anzi, dopo la Nazionale, deve pure incanalare verso la rete tutta la sua rabbia. E' a quota 17 centri stagionali, lontano dai 40 del 2017/18, ma da fine marzo in poi ne segnò ben otto. Purtroppo non timbrò il cartellino per la Champions all'ultima giornata contro l'Inter del 20 maggio. Insomma, a San Siro serve il doppio riscatto. 

Il Messaggero