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APPROFONDIMENTI

Ora è un Luis da Champions: Monchi tenterà un nuovo assalto?

Luis Alberto è tornato. Dopo un girone d'andata quantomeno travagliato, adesso lo spagnolo si è ripreso se stesso e la Lazio. Importante l'intuizione di Simone Inzaghi, che grazie al suo cambiamento di sistema (escludendo Parolo e inserendo dal primo minuti sia Milinkovic che Luis Alberto a centrocampo) ha ritrovato lo spagnolo e la brillantezza offensiva della Lazio tutta. Dopo la doppietta con polemica contro il Parma, il trequartista ha approfittato della pausa per tornare nella sua Siviglia e lavorare con il suo storico preparatore Aliaga. Servirà la sua migliore versione per giocarsi fino alla fine il quarto posto. Intanto in Andalusia è tornato Monchi, dopo la fallimentare esperienza romana. Il Ds è un suo grande estimatore, tanto che – come riporta l'edizione odierna de Il Corriere dello Sport – cercò di portarlo al Siviglia dal Liverpool nel 2016, prima dell'inserimento della Lazio. Il club biancoceleste in estate ha rifiutato un offerta di 30 milioni dalla società spagnola in estate, chissà se con il ritorno a 'casa' di Ramon Monchi, nella prossima finestra di mercato non possa esserci un nuovo assalto al giocatore. 

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ESCLUSIVE

‘DOA’ – Colonnese: “Per la Champions scontri diretti decisivi. Lazio in crescita, ma domenica Inter favorita” (AUDIO)

Francesco Colonnese a ‘DOVE OSANO LE AQUILE’: “Per la corsa Champions saranno determinanti gli scontri diretti, la Lazio ha avuto una stagione travagliata e gli infortuni hanno minato il cammino della squadra. Senza Milinkovic e Luis Alberto per la prima parte della stagione ha retto bene, ma adesso sta ritrovando se stessa. Ora è veramente simile a quella Lazio vista la scorsa stagione. Ha ritrovato solidità in difesa e offensivamente è più brillante. Immobile? In Nazionale non riesce a dare il meglio di se, Mancini è molto pressante con i suoi attaccanti, ma credo che riponga ancora fiducia in Ciro. Non deve essere nervoso. De Virj-Acerbi? L’italiano non lo ha fatto certo rimpiangere, è un professionista serio, la Lazio non ha perso nulla. Difensivamente i biancocelesti soffrono sul centro destra, anche se Bastos e Patric sono in crescita. Mi ha sorpreso lo spagnolo, ha fatto il suo bene, ma serve un giocatore che dia più certezze per il futuro. La Lazio è costruita per fare calcio. Icardi o Lautaro? In area più pericoloso Icardi, ma è più difficile da marcare Lautaro, per domenica il fattore campo potrebbe essere determinante, vedo l'Inter favorita".

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RASSEGNA STAMPA

Acerbi più forte del ‘nemico’ De Vrij

ROMA L'Italia non s'è desta, così Acerbi si compra la maglia. E pensare che con la Lazio se l'era guadagnata. C'è rimasto male per la mancata convocazione di Mancini: «Ma io non mollo e darò il massimo per andare all'Europeo». E' rimasto ad allenarsi (ieri a riposo precauzionale Radu e Leiva) a Formello, Inzaghi lo ha consolato e caricato. Adesso Francesco è pronto di nuovo a prendere la Lazio per mano. Anzi, ad alzare lì dietro un muro. Sarà fondamentale la tenuta della difesa biancoceleste a San Siro, che comunque ha già retto meglio della scorsa stagione. E allora, proprio contro l'Inter, sorge spontaneo il paragone. Nella prossima sfida infatti si affronteranno Acerbi e il predecessore. Da una parte il nuovo acquisto voluto a tutti i costi da Inzaghi, dall'altra forse finalmente de Vrij. Il condizionale è d'obbligo perché l'olandese ieri si è allenato, ma non ha giocato il doppio impegno con l'Olanda per problemi fisici, chissà se deciderà di rischiarlo stavolta Spalletti. Altrimenti per la terza volta salterebbe con la Lazio la resa dei conti, dopo il voltafaccia per 7,5 milioni di commissioni a favore dei propri agenti. 
ADDIOA Formello hanno vissuto come un tradimento vero e proprio il suo addio. De Vrij aveva detto sì al rinnovo, salvo fare poi un improvviso passo indietro. Non solo. Ciò che non è andato proprio giù alla Lazio è stato l'annuncio nerazzurro del deposito del suo cartellino poche settimane prima del delicato scontro Champions del 20 maggio. Nonostante l'olandese si fosse inizialmente tirato indietro, Inzaghi decise comunque di schierarlo al centro. E allora, come è ovvio che fosse, i tifosi non non gli hanno mai perdonato il suo ultimo errore: la scivolata in area su Icardi che provocò il rigore. Le lacrime di de Vrij a fine partita non hanno mai cancellato nei mesi successivi la comprensibile dietrologia. Da quella gara poi Stefan, contro la Lazio, è sempre rimasto in panchina.
EREDITÀChe ce frega di de Vrij, non c'avemo Acerbi ormai. Il ritornello gira ormai da inizio campionato, ma sono soprattutto i numeri a dargli un seguito. Il centrale italiano ha disputato 37 partite (tra campionato e coppe), partendo sempre titolare e saltandone una sola a causa di un'espulsione rimediata contro il Napoli. Il bilancio è di 3 goal, 1 assist, 5 cartellini gialli, 1 rosso, giocando un totale di 3340'. L'olandese invece è sceso in campo 31 volte (tra campionato, Champions League, Europa League e Coppa Italia), subentrato in 8 occasioni, con 2 gol e 1 assist in 2782' totali. Ad oggi il rendimento più alto è comunque quello fornito da Acerbi, nonostante i due siano profondamente diversi. Anche nelle loro visioni: Stefan ha vissuto quattro anni di Lazio come un trampolino di lancio, il 33enne Acerbi come un punto d'arrivo per riprendersi anche la Nazionale. Sarà fondamentale restare ai suoi livelli in questo rush finale. A proposito: spostato al 17 aprile (ore 19) il recupero casalingo con l'Udinese, ufficializzato il ritorno di Coppa col Milan al 24 aprile. Sul mercato si confessa in Olanda Adekanye: «Non rinnoverò con l'Arsenal, la Lazio mi vuole, ma io non ho ancora deciso». 

Il Messaggero

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FORMELLO

Radu, domenica gli accertamenti in Paideia: la distorsione alla caviglia tiene in apprensione Inzaghi

Stefan Radu in Paideia per accertamenti strumentali: è accaduto domenica, all’indomani della distorsione alla caviglia rimediata nell’amichevole con la Primavera di sabato scorso. Un contrattempo che non ha permesso al difensore romeno di allenarsi alla ripresa di oggi e che lo staff sanitario continuerà a monitorare nelle prossime ore. Il problema c’è, ma anche i giorni per smaltirlo. Ad oggi la presenza di Radu a San Siro, peró, va considerata in dubbio. DB Radiosei

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Mauri: “Champions? Fuori dalla corsa se perdi con l’Inter” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Stefano Mauri: “Mancini sembra aver dato all'Italia una sua struttura anche se bisogna attendere, in nazionale spesso arrivano prestazioni altalenanti. Il tecnico ha fatto capire coi fatti di volere una nuova nazionale, aprire un ciclo con molti giovani anche in vista di Euro 2020. Ci sono giocatori di qualità, magari a centrocampo manca un po' di fisicità e con le big potresti soffrire ma credo che la strada sia quella giusta. Queste gare aiutano ad acquisire esperienza internazionale, Mancini dal vivo può vedere il livello di crescita dei ragazzi, seppur non di altissimo livello anche quello odierno resta un test che aiuta in tal senso. Immobile stasera in panchina? Credo che Inzaghi sia contento che riposi, Immobile tiene alla maglia azzurra e avverte la difficoltà di ripetere quanto fa con la Lazio, considerando anche le differenze nei due modi di giocare. Sono certo che tornando a Roma Immobile non sarà affatto nervoso e aiuterà la Lazio nella lotta al quarto posto. Champions? Con l'Inter sarebbe decisiva solo in caso di sconfitta, differentemente resterebbe tutto aperto. Luis Alberto sarà ancora interno con contro i nerazzurri? Credo Inzaghi sia costretto a mantenere la squadra che nell'ultimo mese ha fatto vedere un bel calcio, i giocatori si divertono e avendo la sicurezza che dà uno come Parolo in panchina non ha motivo di cambiare”.

 

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CITTA'

Stadio della Roma, Lombardi (5s): “Non credo De Vito agisse da solo. La giunta annulli la delibera in autotutela…”

oberta Lombardi sfida Virginia Raggi. Dopo l’arresto del presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito per corruzione, secondo la capogruppo M5S in regione Lazio, «non si può far finta di niente».

Marcello De Vito è stato al suo fianco in molte battaglie politiche. Cos’ha pensato quando l’hanno arrestato?

«Dal punto di vista umano è stato molto doloroso. C’è sempre la presunzione di innocenza, ma leggendo le carte ho scoperto una persona diversa».

Tra le accuse c’è quella di aver cercato di favorire la sua campagna elettorale in Regione con l’aiuto di Parnasi. Com’è possibile non se ne sia accorta?

«Non voglio passare per la Scajola di turno, ma dall’informativa dei carabinieri si evince che l’unico aiuto sarebbe stato un articolo sul Romanista di cui neanche ero a conoscenza».

De Vito ha però insistito per farle incontrare Parnasi. E lei ha accettato.

«Lo incontrai alla Camera perché tutto fosse registrato e dissi "no grazie" alle reiterate offerte di aiuto».

Raggi ha preso le distanze ricordando che lei e De Vito eravate della corrente avversa.

«Ho detto a De Vito di dimettersi già a giugno, con un messaggio che ho reso pubblico, perché per me vale la regola di Gianroberto Casaleggio: quando hai un dubbio, nessun dubbio. Non mi risulta che Raggi abbia mai chiesto a Marra di dimettersi dopo gli articoli sui suoi rapporti con Scarpellini, né che abbia chiesto a Lanzalone di uscire dal cda di Acea dopo il suo arresto. Si è dimesso solo una settimana fa, dopo che ho ricordato ai miei colleghi nazionali che forse non era il caso stesse ancora lì».

Un’amministrazione che ha vissuto gli arresti di Marra, Lanzalone, De Vito, può continuare come se nulla fosse?

«Assolutamente no. Sullo stadio il consiglio comunale dovrebbe annullare in autotutela la delibera, perché, come ha detto la procura, è possibile ci sia stato un vizio nell’individuazione dell’interesse pubblico».

Non sarebbe un altro danno per Roma?

«In questo caso non ci sarebbero penali. E si può lavorare con l’AS Roma per individuare un nuovo sito. Sarebbe invece un danno per Parnasi, arrestato per corruzione, ma che alla firma della convenzione tra Eurnova e comune realizzerebbe una plusvalenza di 80 milioni di euro».

L’espulsione di De Vito basta a chiudere il caso? A superare la fine del mito dell’onestà?

«No. Feci una proposta su come gestire un’amministrazione complicata come Roma già nel 2016: era il minidirettorio. Guarda caso, i problemi cominciarono dopo lo scioglimento».

Crede davvero che un sindaco debba avere dei controllori?

«Dopo Mafia capitale era necessario un sistema di controllo. Non si può andare avanti facendo finta che ogni tanto ne arrestano uno e noi tiriamo dritto».

Crede che l’inchiesta possa allargarsi?

«Da quello che ho letto nelle carte sì. Non credo che De Vito abbia fatto tutto da solo».

Lei è tranquilla?

«Parlano i fatti: in Regione Lazio abbiamo fatto approvare un ampliamento del parco dell’Appia antica che include la speculazione edilizia del Divino Amore, firmata Parnasi, ora bloccata».

Il M5S ha perso tantissimi voti in questo primo anno di governo. Cosa pensa del risultato in Basilicata?

«Confrontare elezioni regionali e nazionali non ha senso. Ma di certo c’è una parte di elettori che ci ha votato a marzo e che in questo momento è alla finestra aspettando di vedere i risultati. I semi sono sati gettati, devono crescere le pianticelle».

Ha ragione Di Maio, per invertire la rotta basta cambiare le regole alleandosi con liste civiche e ponendo fine al limite dei due mandati nei comuni?

«Sono temi su cui dibattiamo da anni. Il punto è il metodo con cui si arriva a decidere, che non può essere "da oggi in poi si fa così perché lo dico io". Servono partecipazione e controllo diffuso.

E Luigi deve delegare».

Le sconfitte sono colpa sua?

«Preferisco credere siano responsabilità di tutti».

Il caso di Rami ha riaperto il dibattito sullo Ius soli. È favorevole?

«Non so cosa possa pensare Rami di un ministro che si mette a battibeccare con un bambino di 13 anni. Ho trovato di cattivo gusto che Salvini lo abbia invitato a farsi eleggere, mi ricorda quando Fassino lo disse a Grillo. Nella scorsa legislatura abbiamo proposto una legge per lo Ius soli temperato, non alla nascita, ma dopo la verifica che le famiglie e i bambini siano integrati nella cultura e nella società italiana».

Uguale a quella del Pd, che poi non avete appoggiato. Oggi potreste votarla?

«Non è nel contratto di governo, ma dovremmo valutare se dire sì».

Il matrimonio con la Lega è stato un errore?

«La chiamerei relazione occasionale. Una via obbligata dopo il rifiuto del Pd, ma credo sia ancora l’unico modo di recuperare gli elettori rimasti alla finestra. Certo se invece del rispetto del contratto si fanno interpretazioni creative, come sulla Tav, non si va lontano».

la Repubblica

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APPROFONDIMENTI

Calcioscommesse, il fatto non sussiste: assolto Paoloni, diede al via all’indagine di Cremona

Per chi ancora lo ricordasse, l'indagine Last Bet nel 2012 portò più di un calciatore in manette, accusa pesantissima: associazione a delinquere finalizzata alla frode. Ricordare l'imputazione non è un semplice vezzo, bensì senza quel tipo di accusa non ci sarebbero stati gli estremi per la custodia cautelare in carcere per alcuni calciatori di serie A, fatto questo che portò notorietà agli inquirenti che indagarono su un processo che sembra prossimo alla prescrizione. 'Last Bet' prese spunto proprio dalla vicenda di  Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese, accusato di aver “avvelenato” i propri compagni nel match Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010. Ebbene, l'ex estremo difensore è stato assolto con formula piena dall'accusa di aver adulterato le bottigliette d'acqua con il Minias; il pm aveva chiesto a carico di Paoloni una condanna a tre anni e 1 mese. Assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste», a spiegare la scelta della corte di Cremona  l’avvocato di Paoloni, Luca Curatti. L'articolo violato sarebbe stato il 440 del Codice Penale, «Chiunque corrompe o adultera acque o sostanze destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, rendendole pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da tre a dieci anni». Un reato, secondo l'interpretazione della difesa fatta propria dall'organo giudicante, “che riguarda eventualmente aziende che immettono sostanze pericolose per la salute pubblica – ha spiegato – qui ci si riferiva a uno spogliatoio». Il legale ha anche ricordato che «fu quel reato a consentire l’utilizzo di intercettazioni telefoniche» e «ora, a distanza di otto anni ci siamo liberati di un peso: parlando di diritto, non di altro». Quindi, sostanzialmente, a 9 anni dai fatti abbiamo scoperto che Paoloni non era imputabile per quel tipo di reato. Va bene l'interpretazione, però 9 anni buttati sanno decisamente di ingiustizia. 

laziofamily.it

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SERIE A

Recupero Lazio-Udinese slitta di una settimana

La Lega Serie A ha comunicato che la gara Lazio-Udinese, valida per il recupero della venticinquesima di Serie A TIM, si disputerà mercoledì 17 aprile alle ore 19:00, anziché mercoledì 10 aprile alle ore 19:00.  sslazio.it

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COPPA ITALIA

Milan-Lazio, il 24 aprile il ritorno della semifinale

La Lega Serie A TIM ha comunicato che la gara Milan-Lazio, valida per la semifinale di ritorno di Coppa Italia, si disputerà mercoledì 24 aprile alle ore 20:45 presso lo Stadio San Siro di Milano.

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CALCIOMERCATO

Adekanye esce allo scoperto: “Mi vuole la Lazio ma ancora non ho deciso. Voglio giocare…”

Al Liverpool sfortunatamente le cose non sono andate come pensavo. Il calcio è fatto così, posso solo accettarlo. Ho imparato molto al Liverpool e questo bagaglio di conoscenze sarà per sempre mio. Lo utilizzerò nella mia prossima esperienza. Mi aspettavo che avrei avuto una possibilità di giocare con i Reds. Klopp mi ha parlato, mi ha dato dei consigli, come quello di riprendere e continuare a giocare sfruttando le mie qualità. Alla fine dei giochi, però, non penso che mi abbia mai considerato nei suoi piano. Per questo devo cercare qualcos’altro”.

“Non ho voluto rinnovare il mio contratto perché tre anni sono tanti. In un periodo del genere si costruiscono progetti e aspettative. In termini di soldi al Liverpool non sarebbero mancati, ma se poi non c’è prospettiva a cosa servono. Il denaro arriverà più avanti, ora voglio giocare. La Lazio? Non è un nome messo lì a caso. Tanti amici mi mandano foto e messaggi, ma non ho ancora firmatoÈ uno dei club interessati a me, questo posso assolutamente confermarlo, ma non ho ancora deciso al 100%.Non voglio nominare la lista di tutte le società interessate a me perché adesso ho tanti impegni sui quali sono concentrato. Posso dire che sono squadre che risiedono in Olanda, Italia e Spagna. In estate ne parlerò con la mia famiglia e il mio agente, Junior Minguella. Adesso non sono preoccupato, il futuro sono sicuro mi sorriderà. Devo fare solo la scelta giusta e tutto andrà per il meglio”.

Laziopress.it