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APPROFONDIMENTI

Caicedo-Correa, coppia d’oro da 6 su 6

Udinese, Bologna, Empoli, Roma, Parma, Sampdoria. Cosa hanno in comune queste squadre? La risposta è semplice: con Correa e Caicedo dal 1' la Lazio le ha battute tutte. 6 gare su 6 con loro i campo, 18 punti. Immobile resta il bomber principe, vero, ma Inzaghi (numeri alla mano) ora sa di poter contare su una coppia 'b' di tutto rispetto e con numeri impressionanti. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Lazio a due facce, prima al top poi il black out. Caicedo? Onore al merito…” (AUDIO)

Bruno Giordano a 'QUELLI CHE…': "Quando la Lazio gioca con questa energia e questa velocità può mettere in difficoltà chiunque. E' una squadra pazza però, perché quando arriva il black out subisce troppo. Anche ieri, con l'uomo in più non è riuscita a gestire con tranquillità la partita. Le partite buttate via dopo Inter-Lazio purtroppo fanno la differenza guardando la classifica, al 99% Lazio fuori dalla Champions. Caicedo è in grande spolvero, forse avrebbe potuto giocare qualche partita anche prima al posto di Immobile. E' un professionista serio, va premiato per questo. Ieri sembrava Bobo Vieri sul secondo gol".

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DICHIARAZIONI

Milan-Lazio, Scaroni insiste: “C’è un video con 32 cori razzisti dei laziali”

ROMA – Il Milan ha mandato ai presidenti di Coni, Figc e Lega Calcio un video nel quale si contano 32 cori razzisti da parte di un gruppo di tifosi laziali durante la partita Milan-Lazio della scorsa settimana. Lo ha detto il presidente del club rossonero Paolo Scaroni intervenuto al programma 'Radio anch'io sport'. "Probabilmente non sono stati così vistosi da essere sentiti da tanti, perché i laziali erano pochi e i tifosi milanisti sono sempre rumorosi. Però l'episodio se si voleva, lo si poteva andare a vedere". Dopo l'episodio dello striscione esposto in città (quello inneggiante a Mussolini, ndr) ha aggiunto Scaroni ai microfoni di 'Radio anch'io sport', "era cosa ovvia che il direttore di gara e i suoi collaboratori stessero molto attenti, non dico per interrompere la partita, ma almeno sospenderla, dando un segno. E' una cosa che poteva essere fatta". Scaroni ha poi elogiato i tifosi milanisti: "la nostra tifoseria è assente dai fenomeni di razzismo, non li ha mai avuti". Infine un appello: "si faccia come in Inghilterra, dove gli episodi di razzismo vengono cercati, noi abbiamo un atteggiamento un po' passivo".

OBIETTIVO CHAMPIONS – Per il Milan "l'obbiettivo Champions si è allontanato con la sconfitta di ieri, ma continuiamo a inseguirlo. Perdere la qualificazione -ha detto Scaroni- avrebbe un impatto economico e allontanerebbe i tempi del progetto che punta a rimettere il Milan dove noi vogliamo. Il nostro progetto quest'anno non aveva in programma la Champions. Poi è diventata una sorpresa positiva, ci abbiamo fatto la bocca, ora continuiamo a stare sulle sue tracce". Sulle questioni tecniche, ha aggiunto Scaroni "non voglio parlare, se ne occupano l'ad, Maldini e Leonardo, io posso notare che il Milan non gioca a buoni livelli da qualche mese. C'è un calo di forma, non esprimiamo più quelle prestazioni di due o tre mesi fa. L'obbiettivo del posto in Champions si è allontanato ieri sera, ma continuiamo a fare del nostro meglio".

corrieredellosport.it

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CURIOSITA'

Fair play ‘Loco’: Leeds, Bielsa lascia pareggiare l’Aston Villa

LONDRA (Regno Unito) – Ci sono storie che, colpevolmente, appaiono anacronistiche tanto da fare il giro del mondo ad una velocità incredibile. Eppure, dovrebbe essere soltanto la normalità. Il protagonista dell'odierna curiosa vicenda riguarda un personaggio ben avvezzo a far parlare di sé: si tratta di Marcelo Bielsa, il tecnico del "gran rifiuto" alla Lazio per intenderci, epilogo su cui è più volte tornato il presidente Lotito, che si sta giocando col suo Leeds la promozione in Premier League. È il minuto 72 della sfida con l'Aston Villa e i Peacocks recuperano palla a centrocampo, Kodjia  resta a terra infortunato ma l'azione prosegue, fino al gol di Mateusz Klich, che fa esplodere l'Elland Road.

 

FAIR PLAY – Il vantaggio del Leeds, maturato con un proprio calciatore a terra, rimane indigesto all'Aston Villa, in campo nasce un parapiglia e il meno saldo di nervi è El Ghazi, la cui gomitata rifilata a Bamford gli costa il cartellino rosso. È qui che accade l'imponderabile, con Bielsa che, nel caos generale, chiama a sé l'arbitro, confabula, poi raduna a sé i propri calciatori. «Restituite il gol», si capta. La conferma arriva pochi istanti dopo, i Villans centrano il pallone dal cerchio di centrocampo ed Albert Adomah si autolancia incontrastato verso l'area avversaria, sino a siglare l'1-1. Poco importa che i dieci minuti scarsi di partita non permetteranno al Leed di agguantare la vittoria, né tantomeno la promozione diretta. Conquistarla con una macchia tanto grande sarebbe stato un dono accolto da molti, ma non dal Loco. A volte, i soprannomi calzano davvero a pennello.

 

corrieredellosport.it

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STATISTICHE

Sampdoria-Lazio, i numeri del match

Sampdoria 1-2 Lazio, le statistiche di Laziopage.com

Occasioni da gol create 13
14 Tiri effettuati 13
Tiri in porta 3
1.46 Expected goals 1
706 Tocchi di palla 616
487/555 Passaggi 387/455
87.7% Passaggi riusciti 85.1%
Striscia media di passaggi 6
1/18 Cross in campo aperto 2/8 
6/23 Passaggi in area avversaria 11/19
31′28′’ (55%) Possesso palla 25′56′’ (45%)
49.2% Territorio 50.8%
97.361 Chilometri percorsi 105.519

 

Top player tiro Caicedo 4
Top player passaggi Leiva 69/72
Top player precisione passaggi Cataldi 100%
Top player tocchi di palla Leiva 83
Top player occasioni create Cataldi 3
Top player passaggi offensivi Leiva 24/24
Top player cross Cataldi 3/6
Top player km percorsi Parolo 11.553
Top player velocità media Parolo 7.4 km/h
Top player velocità singolo scatto Bastos 32.51 km/h
Top player duelli totali vinti Lulic 10
Top player dribbling Correa 5
Top player palle recuperate Wallace 6
Top player tackle Parolo 4
Top player anticipi Lulic 3
Top player disimpegni Wallace 7
Top player duelli aerei vinti Lulic 3

 

La doppietta da centravanti vero di Caicedo ha stabilito le sorti della partita tanto in positivo (3 punti) quanto in negativo, dal momento che ha consentito alla Lazio di abbassare l’attenzione, atteggiamento che quasi sempre i biancocelesti pagano. E così le buone intenzioni della ripresa naufragano di fronte ad un tentativo di possesso palla con l’inferiorità numerica che dura poco, tanto che la Lazio oltre a perdere il confronto totale nel possesso (55%-45%), perde anche quello del secondo tempo (52%-48%), in cui aveva l’uomo in più, per non parlare del quarto d’ora finale (66%-34%). Soliti segnali di fragilità fisica e psichica, uniti – va ricordato – alla anch’essa solita sfortuna, visto che i 2 pali portano i biancocelesti al quarto posto in Europa nella classifica dei legni colpiti (16). La Samp, in 10, è riuscita a guadagnare il pallone nella trequarti avversaria per 34 volte, contro le 15 della Lazio, la cui difficoltà ad offendere si è vista anche dal risicato numero di disimpegni cui ha costretto la Samp (6, meno del solo Wallace a quota 7) e dal fatto che con mezza partita in superiorità numerica la percentuale di territorio è praticamente pari (49%-51%). I biancocelesti hanno però tenuto nel computo dei duelli, vincendone il 56%, e sono riusciti a capitalizzare al massimo 2 dei 3 tiri in porta totali, grazie al gol numero 7 di Caicedo nel 2019.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, un sogno nel Caicedo

GENOVA L'urlo liberatorio della panchina della Lazio dopo la vittoria per 2-1è talmente forte che sovrasta anche quelli di rabbia dei tifosi della Sampdoria. Un urlo che permette di liberare i polmoni e tornare a respirare. I biancocelesti vivono praticamente tutto il secondo tempo in apnea. Fanno tutto i ragazzi di Inzaghi che nei primi 45 minuti chiudono la gara, poi complice il solito black out la riaprono e se la complicano inspiegabilmente rischiando addirittura di subire un pareggio che avrebbe avuto dell'assurdo. Vittoria sofferta ma meritata che riporta i biancocelesti lì a pochi passi dal quarto posto. 
SORRISI E RABBIAL'energia positiva per l'accesso in finale di Coppa Italia spinge la Lazio anche a Genova. I cambi di Inzaghi funzionano alla perfezione. La sensazione è che i tonfo fatto contro il Chievo abbia insegnato parecchio. Ma non certo tutto. Approccio perfetto della Lazio che nello spazio di venti minuti chiude praticamente la partita. Il rosso a Ramirez l'archivia definitivamente o quasi. E' Caicedo il protagonista assoluto. L'ecuadoriano si traveste da Immobile e mette a segno una doppietta, la prima con la maglia biancoceleste. Un uno-due che ricorda molto Ciro sfortunatissimo nell'occasione della punizione. Rabbia, corsa e precisione sul primo e forza fisica e astuzia sul secondo. Piatto sinistro, colpo di testa e Sampdoria al tappeto. Il secondo, tra l'altro, ricorda tantissimo quello di Vieri proprio al Ferraris il 25 aprile 1999, sempre sotto la curva blucerchiata. Doppietta e corsa verso il settore occupato dai tifosi laziali. Il tutto sotto il sorriso compiaciuto di Tare seduto in tribuna. Peccato solo che si sia ripresentato il solito black out. E così con un uomo in più la Lazio subisce il gol di Quagliarella, numero 150 in serie A, poi si salva miracolosamente sul tiro di Murru: palo schiena di Strakosha e fuori (inequivocabile il gesto del presidente Ferrero). E ancora grazie ad un liscio di Defrel in piena area. Ad assistere al match c'è anche Gian Piero Ventura, in cerca di una squadra: «Qui per vedere la mia nuova squadra? Speriamo», dice e il pensiero corre al possibile addio di Giampaolo. Seduto accanto a lui c'è il ds della Juventus, Fabio Paratici. Non era a Marassi per seguire Milinkovic, squalificato e infortunato. Ma neanche Inzaghi, dice. «Sono qui solo vedere la partita». Ci sarà da credergli? Chissà. 
VINCERE E SPERARESe Giampaolo urla e strilla di rabbia per la prova dei suoi, Inzaghi stringe i pugni consapevole dell'importanza del successo. Ieri ha fatto di necessità virtù. Normale che l'obiettivo principale sia diventato vincere la Coppa Italia ma entrare in Europa dal campionato viene subito dietro. La matematica non condanna la Lazio che prova a sperare nella Champions ma è chiaro che sia l'Europa League quella più facile da raggiungere. La Lazio non è unica padrona del suo destino: deve vincerle tutte e sperare che le altre davanti cadano. 

Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

300 volte Parolo: “La Lazio era nel mio destino. Champions possibile se non sbagliamo più”

Nel giorno della sua trecentesima presenza in Serie A TIM, il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Sono molto contento per la vittoria e per la trecentesima presenza in Serie A TIM: questo traguardo mi rende orgoglioso perché è un obiettivo che mi sono prefissato dal mio primo giorno nella massima serie italiana. Voglio ringraziare i genitori che mi hanno sempre seguito, mio zio e mia moglie, le persone con le quali ho condiviso queste trecento partite. È un orgoglio personale e sono felice di festeggiarle con i tre punti raccolti dalla squadra. 

La Lazio era nel mio destino, sono felice di rappresentare questa maglia al massimo delle mie disponibilità. Darò sempre il massimo, mi trovo bene a Roma con la mia famiglia. È bello che alcuni eventi ed alcune ricorrenze tornino ciclicamente. La corsa per la Champions? Chi inciampa di meno arriva al traguardo, se non cadremo più da qui alla fine della stagione possiamo centrare questo traguardo. Dobbiamo pensare alla prossima partita. In tante gare non siamo riusciti a raccogliere punti che ci sarebbero serviti adesso: non dobbiamo mollare, ci aspettano cinque partite che possono darci tante soddisfazioni. Lo scorso anno abbiamo mollato nelle ultime gare, se riusciamo a ripartire adesso potremmo sfruttare qualche sconfitta delle altre concorrenti.

Oggi c’è stata più sostanza e concretezza. Luis Alberto e Milinkovic fanno la differenza, sono belli da vedere. L’importante è che ognuno dia il massimo per il bene della squadra e, quando questo accade, si riescono a raccogliere risultati importanti”.  sslazio.it

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DICHIARAZIONI

Inzaghi: “Siamo ancora vivi. Caicedo forte davvero!” (AUDIO)

 "Non dobbiamo guardare la classifica, siamo in ritardo ma questa vittoria ci tiene dentro". Simone Inzaghi guarda il bicchiere mezzo pieno: i tre punti di Marassi vogliono dire corsa Champions ed Europa League ancora aperta, nonostante i brividi nel secondo tempo con la Sampdoria rimasta in dieci. "La Sampdoria ha qualità, anche in dieci non ha mai mollato. Se avesse segnato Romulo avremmo chiuso la partita, abbiamo preso gol con Quagliarella rimesso in gioco da Acerbi. Sono tre punti importanti dopo la semifinale di San Siro, siamo venuti qui con umiltà a vincere una partita che ci tiene vivi. Siamo sempre in fondo in Coppa Italia, a Siviglia siamo usciti perché eravamo in undici contati e in campionato ci siamo. Non abbiamo un calendario semplice, con Atalanta e Cagliari prima della finale. Se le giochiamo tutte con questo spirito, sarà un problema per le altre".

Un attacco di qualità

La scommessa di Inzaghi ha pagato: panchina per Immobile e spazio al duo Correa-Caicedo, quest'ultimo autore della doppietta decisiva. "Caicedo è un giocatore forte, già lo scorso anno l'ho sempre difeso quando veniva criticato e ho chiesto che rimanesse. E' bravo nel tenere palla e farci salire, è amato da tutti nello spogliatoio, si sta ritagliando uno spazio importante tra Immobile e Correa. Oggi è toccato a Ciro riposare, col Chievo aveva rifiatato Correa, io devo scegliere di volta in volta. Contro il Milan ho avuto il dubbio fino all'ultimo. In settimana, dopo Milano, avevo visto bene tutti e tre e avevo pensato di abbassare Correa mezz'ala ma ho Cataldi e Badelj che mi mettono sempre in difficoltà, si allenano bene e meritano di giocare. Oggi l'unico ballottaggio era tra loro due, è entrato Badelj a gara in corso e ha fatto bene".repubblica.it

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DICHIARAZIONI

Caicedo on fire: “La dimostrazione che non molliamo. Voglio giocare, ma sono contento del mio utilizzo” (AUDIO)

Caicedo autore della doppietta che ha portato alla vittoria la Lazio contro la Sampdoria, al termine della partita ai microfoni di sky sport: ” La Sampdoria è una squadra tosta, abbiamo sofferto ma anche fatto molto bene nel secondo tempo; meritavamo questa vittoria. Nelle ultime 2-3 partite abbiamo mollato, però combattiamo fino alla fine e vogliamo restare uniti giocando belle partite. Rispetto le scelte di Inzaghi, sono contento del mio ruolo e lavoro ogni giorno per fare del mio meglio”.

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SERIE A

La Lazio riparte anche in campionato: Caicedo show e spiragli Champions ancora vivi

 Inzaghi si aggrappa a bomber Caicedo per sognare ancora la Champions League. Lo straordinario stato di forma dell'attaccante permette alla Lazio di espugnare Marassi e puntare ancora ad un posto in paradiso, distante solo tre punti (in attesa di Milan e Atalanta). La doppietta dell'ecuadoriano (la sua prima in serie A) e i legni colpiti da Romulo e Immobile sono un bel segnale per il tecnico che ha avuto le risposte che chiedeva dalla sua squadra dopo l'esaltante successo di San Siro in coppa Italia contro il Milan. Alla Samp – in dieci uomini per tutto il secondo tempo dopo il rosso a Ramirez – non è bastato l'ennesimo gol di Quagliarella, sempre più capocannoniere di serie A. Per la squadra di Giampaolo questo ko vuol dire addio ai sogni europei.  

PRIMO TEMPO – L'inizio della Lazio è da urlo. I biancocelesti schiacciano la Samp nella propria metà campo mostrando una ritrovata compattezza dopo la benefica vittoria di San Siro in coppa Italia. Protagonista assoluto dello strepitoso inizio laziale è Caicedo, l'attaccante più in forma della squadra di Inzaghi. Il bomber ecuadoriano ci mette tre minuti a sbloccare il match sfruttando al meglio un clamoroso errore di Colley che perde palla al limite dell'area doriana permettendo al laziale di infilare Audero con un preciso rasoterra. Il forcing ospite è impressionante, la Samp semplicemente non c'è. Nel primo quarto d'ora Correa e Romulo sfiorano il raddoppio che arriva al 19'. Protagonista, nemmeno a dirlo, Caicedo che di testa su un cross perfetto di Romulo dalla destra, infila Audero con uno stacco impressionante. La Lazio è già avanti di due reti. Per la Samp sembrano già arrivare i titoli di coda. Caicedo va vicino alla tripletta in altre due circostanze mentre la risposta dei padroni di casa arriva solo con un tiraccio di Quagliarella e una punizione ben calibrata di Ramirez che trova Strakosha attento alla deviazione in tuffo. Finito? Macché. A rendere il pomeriggio di Giampaolo ancora più tetro è il rosso per doppia ammonizione rimediato da Ramirez in chiusura di frazione per un pestone rifilato a Leiva a centrocampo. 

SECONDO TEMPO – La ripresa sembra seguire lo spartito suonato nel primo tempo. La Lazio continua a tambureggiare, la Samp è alle corde. Romulo al 54' colpisce un palo con un pregevole tiro in diagonale dal limite al termine di una veloce ripartenza. Poco dopo è ancora Caicedo a non trovare il tempo per concludere da buona posizione. Proprio nel momento migliore della Lazio, ecco arrivare la svolta del match: siamo al 57' quando su un lancio di Ekdal, Wallace sbaglia l'intervento lasciando Quagliarella libero di battere Strakosha e infilare a due metri dalla porta il suo 23° centro in campionato. La rete doriana cambia letteralmente il match. I padroni di casa trovano il coraggio e nuove energie nelle gambe per tentare l'incredibile rimonta. Al 61' è Murru a colpire in pieno il palo con una cannonata dal limite imprendibile per Strakosha. La Samp, sotto di un uomo, avanza senza paura e sfiora il pari di nuovo con Quagliarella. La Lazio però non sta a guardare e al 75' sfiora il gol vittoria con una potentissima conclusionedal limite di Immobile su punizione che quasi spezza in due la traversa di Audero. Il secondo legno biancoceleste della partita suona come una maledizione per la squadra di Inzaghi che un minuto dopo rischia di vedersi raggiunta dalla Samp: Jankto se ne va sulla sinistra e mette in area un pallone che Defrel deve solo spingere in rete. Peccato che, a due metri dalla porta, l'attaccante si impappinicalciando incredibilmente a lato. E' questa l'ultima, clamorosa palla gol costruita dalla Samp che esaurisce la riserva e non riesce più ad impensierire Strakosha. La Lazio conquista tre punti fondamentali nella corsa alla zona Champions. In attesa del Milan, il quarto posto dista solo tre punti. Decisivo per Immobile e compagni sarà il match della prossima settimana all'Olimpico contro l'Atalanta. Una sfida che vale l'Europa. Corrieredellosport.it