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RASSEGNA STAMPA

Correa, quel ‘Tucu’ magico che strega la Lazio

ROMA Centocinquanta giorni per tornare a toccare il cielo con un dito. Dal Milan al Milan. Dal 25 novembre in campionato al 24 aprile in Coppa Italia. C'è sempre il nome di Correa in prima pagina. Un esterno destro sotto le gambe di Reina per prendersi la finale del trofeo Nazionale e riportare la Lazio in Paradiso. Corre come il vento, un coast to coast per far esplodere i quattromila laziali presenti a San Siro. Eccolo quel gioiellino tanto atteso. Esplode nel momento più buio ricolorando il cielo di biancoceleste. In testa a tutte le statistiche della partita con quattro tiri in porta e tre occasioni da gol. In due occasioni Reina è stato prodigioso, poi quel Tucu di classe che ha scaraventato il Diavolo per terra. Un rete che ha infranto anche l'imbattibilità dei rossoneri in questa Coppa Italia e interrompe dopo 313 minuti la mancanza di gol tra Milan e Lazio nel trofeo. 
L'UOMO IN PIÙTutti pazzi per il Tucu. In tanti hanno messo gli occhi su quell'argentino che a gennaio aveva addirittura chiesto la cessione. Inzaghi lo impiegava poco e lui smaniava per giocare. Ora Correa vale oro. Il Napoli è in prima fila per averlo ma a smorzare ogni velleità di De Laurentiis ci ha pensato il portavoce del club laziale Arturo Diaconale: «Correa piace ad Ancelotti? Correa piace molto anche a Lotito e ai laziali». Già perché l'argentino è stato, dopo Zarate, l'acquisto più oneroso fatto dal presidente biancoceleste. Correa è costato 16 milioni più 3 di bonus a cui andrà aggiunto un altro 15% da una futura cessione del giocatore che ha un contratto fino al 2023. Sei i gol realizzati dal numero 11 laziale. Una andamento alterno un po' come la Lazio. Correa è l'emblema di questa squadra: grandi mezzi tecnici ma scostanti di testa. Eh già perché l'argentino più volte è stato al centro delle critiche per quel suo ciondolare senza meta nel campo. Ha bisogno di coccole e fiducia. Quando ne ha diventa devastante. Proprio come a San Siro. Soffocante e commovente l'abbraccio dei compagni dopo la rete.
QUI FORMELLOL'euforia deve necessariamente lasciare spazio alla ragione. La finale di Coppa Italia da sola non può bastare a salvare la stagione. La Lazio deve necessariamente entrare in Europa. La Champions è utopia anche se non è matematicamente sfumata. Niente riposo. Ieri tutti in campo per la seduta di scarico. A Marassi non ci saranno Luis Alberto e Milinkovic, squalificati per il rosso rimediato con il Chievo. Ai box c'è anche Radu: si è fermato di nuovo per un problema alla caviglia. Oggi si comincerà a capire meglio che Lazio giocherà contro la Sampdoria. Possibile conferma in difesa per il trio Luiz Felipe, Acerbi e Bastos. Dubbio sulla corsia di destra tra Romulo e Marusic. Lulic confermato a sinistra a sinistra, in mezzo ai fianchi di Leiva potrebbero esserci Parolo e Cataldi che si gioca una chance importante. Davanti Immobile e uno tra Correa e Caicedo. Un ballottagio apertissimo. Ma Inzaghi potrebbe sorprendere tutti lasciando Ciro in panchina. 

Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Lazio bella e possibile: dal crollo col Chievo alla vendetta contro il Milan

ROMA E' San Siro il suo fortino. Inzaghi cade e poi risorge tre volte a Milano. Era successo prima il 31 gennaio in Coppa contro l'Inter, poi il 31 marzo sempre contro Spalletti in campionato. Adesso pure il tabù Gattuso è battuto e annientato. Tre successi alla Scala del calcio è il numero perfetto, anzi è la prima volta nella stessa stagione nella storia della Lazio. Dunque Inzaghi può festeggiare un altro primato, senza considerare che anche il suo score di punti è rimpolpato: meglio di lui con una media di 1,95 c'è solo il maestro Eriksson negli ultimi 31 anni, lo insegue a 1,78 l'allievo Inzaghi. Simone può sfoggiare l'ottantesima vittoria sulla panchina biancoceleste su 150 partite e la duecentonovantesima rete. E' Correa a mettere la palla in porta, ma è l'allenatore a spingerla. Segue tutta l'azione muovendosi a bordocampo ancora una volta, nei suoi passi alla fine c'è pure la zampata. Perché un vecchio bomber non poteva starci all'idea che s'era inceppata proprio sui gol la sua squadra. Soprattutto era di nuovo in discussione da settimane, Inzaghi: è l'ennesima resurrezione del tecnico non appena finisce sul patibolo o si sente in bilico. Lui sì che, a differenza della sua squadra, trasforma in oro la pressione e si salva in corner. 
SCELTELa testardaggine è il pregio e il difetto di Simone. Talvolta Inzaghi s'innamora delle sue idee, va avanti quando le cose non vanno bene e finisce per perdersi in un bicchiere. Altre volte però ha ragione e lo dimostra contro lo stesso avversario, non cambiando la strategia ma soltanto il finale del copione. Il Milan viene battuto in Coppa Italia facendo esattamente tutto ciò con cui era arrivato il ko in campionato. Stavolta non viene fatto però nessun errore in difesa (perfetto il trio Luiz Felipe-Acerbi-Bastos e anche gli esterni Romulo e Lulic in ripiego), la Lazio aspetta ma poi, dopo 14 tiri e 10 occasioni, riesce a sbloccarsi sotto porta nella ripresa. Immobile non avrà più la stessa vena, ma confeziona il decimo (suo personale record) assist stagionale per Correa. Poi c'è il gigante Leiva davanti la retroguardia a sigillare con lui in campo la 46esima vittoria. Ecco la finale che Simone aveva promesso a Lotito, che gli contestava di nuovo alcune scelte col Chievo. Stavolta impeccabili invece pure le sostituzioni: forzata quella di Parolo, preziosa quella di Caicedo col vantaggio, utile la solita di Badelj per il possesso (12'52'). Guarda caso, il presidente è tornato felice e contento. 
FUTUROE' andato negli spogliatoi a fine gara, Lotito, ha fatto i complimenti a Inzaghi e tutto il gruppo. Nella strigliata a Formello aveva invocato proprio questo spirito, ma adesso bisogna centrare il vero obiettivo il prossimo 15 maggio. Il tecnico però non ci sta ad essere legato solo a quel risultato, per questo rivendica giò il bottino della sua intera gestione con orgoglio: «Penso ai due quinti posti, al record dei gol dell'anno scorso, ai derby vinti». Dovrà aggiungerci almeno un'altra Coppa Italia vinta quando si siederà a fine maggio a parlare del suo futuro con Lotito. C'è un contratto sino al 2020, Tare ha già escluso ribaltoni, ma non ci sono piani definitivi. Intanto Simone li ha di nuovo sconvolti, ma sul quasi addio alla Champions pesano anche i suoi errori. 

Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Atalanta, Gasperini: “Finale traguardo storico, Coppa o quarto posto? Lottiamo per entrambi”

La favola Atalanta continua. La squadra nerazzurra strappa il pass per la finale della Coppa Italia contro la Lazio del prossimo 15 maggio. La missione sarà riportare il trofeo a Bergamo dopo 56 anni. Per Gasperini si tratta della prima finale della competizione da allenatore: "È un traguardo storico e una bellissima serata per tutti noi. Bergamo vive un momento magico – esordisce il tecnico della Dea pochi minuti dopo il triplice fischio -. Siamo partiti a ritmi blandi e la Fiorentina ci ha punito. Poi il gol ci ha costretto a giocare come sempre. Abbiamo preso coraggio, abbiamo cominciato a costruire e una volta trovato il pareggio non ci siamo accontentati".

 

ROAD TO ROMA — Il percorso dei nerazzurri verso l'atto finale dell'Olimpico è iniziato agli ottavi contro il Cagliari (0-2 alla Sardegna Arena), è continuato con il tris alla Juventus ai quarti fino ad arrivare al doppio impegno con la Fiorentina. "Superato questo scoglio andiamo tranquilli fino al traguardo. Stasera era difficile anche perchè l'impegno era molto ravvicinato alla gara di Napoli. Da qui alla finale di Roma dobbiamo concentrarci sul campionato”, continua Gasp.

 

ROAD TO ROMA — Il percorso dei nerazzurri verso l'atto finale dell'Olimpico è iniziato agli ottavi contro il Cagliari (0-2 alla Sardegna Arena), è continuato con il tris alla Juventus ai quarti fino ad arrivare al doppio impegno con la Fiorentina. "Superato questo scoglio andiamo tranquilli fino al traguardo. Stasera era difficile anche perchè l'impegno era molto ravvicinato alla gara di Napoli. Da qui alla finale di Roma dobbiamo concentrarci sul campionato”, continua Gasp.

 

gazzetta.it

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COPPA ITALIA

Lazio regina di Coppa: sarà la decima finale

ROMA – È la terza finale per Simone Inzaghi, compresa la Supercoppa alzata il 13 agosto 2017 allo stadio Olimpico. La quinta per Lotito, abituato negli anni dispari ad arrivare sino in fondo: l’ha vinta, con Petkovic in panchina e nel derby con la Roma, nel 2013. Si era ripresentato nel 2015, quando la Lazio di Pioli si arrese alla Juve durante i tempi supplementari e nel 2017 con Inzaghi, ancora di fronte ai bianconeri. Bisogna risalire al 2009 per ricordare il successo targato da Delio Rossi ai rigori con la Sampdoria. Cinque finali negli ultimi dieci anni di Coppa Italia, nessuno come la Lazio, capace di raggiungere la Juve: Allegri ne ha vinte quattro di seguito prima di arrendersi all’Atalanta, Conte perse all’Olimpico con il Napoli nel 2012. Considerando l’intera storia biancoceleste, il 15 maggio si giocherà la decima fi nale di Coppa Italia per la Lazio.

 

Vincere la finale del 15 maggio significherebbe ritrovare la Juve nella finale di Supercoppa a Gedda e aumentare i ricavi di circa 13-14 milioni di euro considerando l’incasso al botteghino dell’Olimpico, i premi elargiti dalla Lega e il gettone (3,3 milioni) riservato alle finaliste in Arabia Saudita (contratto di altri due anni). Alla vincente della Coppa spettano 5,2 milioni e alla perdente 3,4.

Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Coppa Italia, l’Atalanta raggiunge la Lazio in finale

Dopo quattro tentativi finiti male, al quinto l'Atalanta in un confronto diretto è stata capace di far fuori la Fiorentina. La Dea ritrova una finale di Coppa Italia dopo 23 anni, sarà la quarta della sua storia. Nel '96 aveva perso la Coppa Italia proprio contro la Fiorentina di Batistuta: la vendetta è arrivata. Il 15 maggio a Roma a sfidare la Lazio ci sarà l'Atalanta. I nerazzurri sono imbattuti da 10 gare consecutive ufficiali. In compenso i viola non vincono da 11 partite (tra campionato e coppa). Una sfida che si è accesa subito grazie al detonatore Fiorentina: i viola sono partiti fortissimi grazie ad una bella aggressività e da 2.200 tifosi arrivati da Firenze anche col treno speciale. In contropiede Chiesa ha spedito in gol Muriel: il colombiano non segnava dal 10 marzo (alla Lazio). Atalanta stordita, Fiorentina corta sul campo, stretta tra due linee. Nei primi undici minuti la squadra di Montella, oltre al vantaggio, ha fabbricato due clamorosi occasioni con Chiesa e Veretout, ma non ha sapute trasformarle. Questa è stata la vera colpa della Fiorentina: quando sei costretto a vincere devi mettere a frutto tutto ciò che ti capita, con maggiore lucidità sotto porta. In fin dei conti è tutto l'anno che la Fiorentina crea e non segna, altrimenti non sarebbe undicesima. 
Lo stordimento degli uomini del Gasp è durato poco: Gomez ha fatto abboccare Ceccherini che lo ha steso in area. Ilicic ha pareggiato su rigore. La gara ha preso un'altra direzione: la Fiorentina ha perso un po' di furore, mentre l'Atalanta ha ritrovato l'ordine che solitamente la contraddistingue. Ha cominciato ad allargare il gioco, infatti Gosens di testa ha avuto una bella chance. 
Nella ripresa l'Atalanta è venuta fuori, soprattutto dopo una bella occasione capitata a Benassi, con Gollini ancora protagonista. Forse i nerazzurri hanno fiutato il pericolo e così hanno aumentato la loro pressione. La Fiorentina ha smesso di respirare, non ripartiva più. Lafont ha murato prima Gomez e dopo Pasalic (entrato da poco), ma su un tiro non irresistibile ancora del Papu ha commesso una papera, non trattenendo il pallone. 

Il Messaggero

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TIFOSI

Finale Coppa Italia, le info per assicurarsi un posto all’Olimpico

A partire dal 26 aprile i tifosi biancocelesti avranno la possibilità di assicurarsi un posto allo stadio in occasione della finale di Tim Cup 2018/19. Come? Facilissimo! Basta recarsi presso uno dei Lazio Style 1900 di via Calderini, Parco Leonardo, RomaEst, via Prenestina e Valmontone ed effettuare i propri acquisti targati S.S.Lazio. 

Con una spesa minima di 30€, l’acquirente riceverà un Priority Pass che gli conferirà il diritto di prelazione, subito dopo gli abbonati, per l’acquisto di un biglietto per la finale del 15 maggio; con soli 50€, si riceveranno due Priority Pass valevoli come diritto di prelazione per l’acquisto di due biglietti. Sarà necessario custodire gelosamente il Priority Pass insieme allo scontrino fiscale di acquisto dotato di codice univoco e aspettare le informazioni utili per l’acquisto dei tagliandi. 

 

IMPORTANTE

L’acquisto in prelazione sarà possibile sui posti assegnati alla S.S.Lazio, salvo eventuali limitazioni, subito dopo la prelazione riservata agli abbonati. Il Priority Pass sarà considerato valido solo se presentato abbinato allo scontrino fiscale di acquisto emesso dai Lazio Style 1900. I Lazio Style dove si potranno acquistare i biglietti sono via Calderini, Parco Leonardo e RomaEst sslazio.it

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FORMELLO

PAIDEIA – Doppia distorsione per Milinkovic: “Sto meglio, spero di esserci per la finale”

Giornata di controlli in Paideia per Sergej Milinkovic Savic. Il serbo, che ieri ha rimediato una doppia distorsione durante il match contro il Milan, è stato costretto all’uscita anzitempo dal campo. Il dolore fisico non ha però impedito al centrocampista di festeggiare la vittoria sul Milan e la qualificazione alla finale di CoppaItalia, appuntamento che il classe ’95 non vuole assolutamente saltare.

AGGIORNAMENTO ORE 14.10 – Finiti i controlli per Milinkovic, che all’uscita dalla Paideia esclama: “Spero di esserci per la finale. Ieri sera ho avuto tanta paura, ora sto meglio ma aspettiamo i dottori. Vediamo…”. lazionew.eu

 

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APPROFONDIMENTI

La Lega Serie A contro il razzismo: “Basta, lo sport è rispetto”

Dopo i fatti di Milano, la lega calcio ha diramato un comunicato nella giornata di giovedì: “La Lega Serie A condanna con fermezza gli episodi di razzismo accaduti in questi ultimi giorni. Lo sport deve esaltare il rispetto, l’inclusione e lo stare insieme in armonia, valori che sono alla base delle iniziative sociali promosse da sempre dalla Lega Serie A”

“Non è accettabile dover sentire nei nostri stadi aggressioni verbali di intolleranza e come fatto in passato, ad esempio con le modifiche apportate al codice di Giustizia Sportiva grazie al lavoro di Lega Serie A e Figc, faremo quanto in nostro potere per contrastare simili accadimenti. Auspichiamo altresì la massima collaborazione da parte delle Forze dell’Ordine per individuare e punire i responsabili che con le loro azioni offuscano l’immagine del nostro mondo”.

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STATISTICHE

Chiamatela Coppa Lazio: quarta finale negli ultimi 7 anni. Dopo la “Coppa in faccia” la più presente…

La Lazio con la vittoria di ieri per 1-0 sul Milan a San Siro si aggiudica la finale di Coppa Italia, dove affronterà la vincente tra Atalanta e Fiorentina, in programma questa sera.Per la squadra biancoceleste è la quarta finale in sette anni. Infatti dalla finale del 26 maggio 2013 vinta contro la Roma, la Lazio ha raggiunto la finale altre tre volte: nel 2014-2015 e nel 2016-2017. In entrambe i casi perse contro la Juventus, e infine in questa stagione. Ma oltre alle finali un altro dato importante riguarda la prima squadra della capitale, infatti la Lazio dalla finale del 26 maggio 2013 è la squadra che ha collezionato più presenze in Coppa Italia, ben 30 includendo anche la prossima finale del 15 maggio 2019. Numeri che confermano l’ottima tradizione della squadra biancoceleste in una competizione nazionale molto importante.

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COPPA ITALIA

Leiva: “Vittoria meritata: volevamo dare una soddisfazione ai nostri tifosi dopo le ultime gare”

Al termine della vittoria a San Siro contro il Milan Lucas Leiva ha preso la parola ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky. “Abbiamo meritato quest’oggi, abbiamo disputato una grande prestazione come squadra, abbiamo creato tante chance ma il portiere avversario è stato bravissimo. Ora dobbiamo andare in finale ed aspettare per capire chi affronteremo nell’ultimo atto della competizione. Sappiamo che possiamo fare molto meglio, mi riferisco soprattutto alle ultime settimane nelle quali abbiamo perso qualche gara in campionato. Dovevamo affrontare la gara di oggi nel migliore dei modi. Volevamo dare delle soddisfazione ai nostri tifosi perché hanno fatto una grande festa e nelle ultime partite non avevamo fatto molto bene”.