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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi: “Non credo vada alla Juve, ma situazione Inzaghi positiva: non bisogna darlo per scontato” (AUDIO)

Roberto Rambaudi a 'QUELLI CHE…': Inzaghi? Difficilmente sarà l'allenatore della Juventus, penso che anche Sarri non abbia le carte in regola per quel tipo di piazza. Detto questo, fa bene la società bianconera a cambiare, c'è sempre bisogno di nuove motivazioni e di riflesso lo stesso discorso per la Lazio. Simone così può aver può potere contrattuale con la la sua società, penso sia una cosa estremamente positiva. Il mercato serve anche a questo, a smuovere le acque per cambiare qualcosa. E' l'occasione per migliorarsi, per alzare la famosa asticella".

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CALCIOMERCATO

Dopo Allegri: la Juve si è mossa per Inzaghi, ma in pole c’è Sarri

La scelta dell’allenatore della Juventus sta diventando un film di spionaggio. Le voci si rincorrono ora dopo ora e il mondo del calcio, ieri sera tra le 20 e le 23, ha parlato di Conte, Mourinho, Guardiola, ipotizzando addirittura una decisione a ore. Ordine, prego. Fabio Paratici al Premio Gentleman ha chiarito un aspetto: «Ci vuole pazienza, stiamo facendo le nostre valutazioni ma abbiamo le idee chiare». La Juventus insomma non sembra pronta ad annunciare l’erede di Allegri e fa capire di essere diretta su un allenatore sotto contratto, legato a una squadra.

Maurizio Sarri è il primo candidato. Una certezza infatti sono i rapporti recenti, tra la Juventus e i tecnico del Chelsea. Meglio, tra la Juventus e Fali Ramadani, agente che lavora tra gli altri con Pjanic e MS. L’altro finalista da seguire è Mauricio Pochettino, che il primo giugno giocherà la finale di Champions e non si libera senza un pagamento multi-milionario al Tottenham. In Italia sperano Inzaghi e Mihajlovic. La Juve per Simone si è mossa di certo, Mihajlovic ha già vissuto una grande squadra ed è un vecchio pallino di Andrea Agnelli. Gazzetta.it

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SERIE A

Lazio-Bologna, errore di Pasqua: 2-3 da annullare

Eppure sì, c’è un errore nella serata – francamente assolutamente tranquilla, per questo si sono concessi il lusso di mandare un arbitro del Lazio (e della provincia di Roma) per la prima volta nell’era moderna a dirigere una delle due squadre romane (nel 1956 fu addirittura il romano Vincenzo Orlandini a dirigere il derby della Capitale) – un errore, si diceva, nella partita del promettente e bravo Fabrizio Pasqua (di Tivoli, ma nato a Nocera Inferiore). Il gomito di Destro sul gol di Orsolini è falloso e deve essere punito.

DA ANNULLARE Destro, su un pallone a campanile in area della Lazio, guarda per un attimo Armini (e questa è l’aggravante decisiva) e poi protegge lo spazio allargando il gomito sinistro, sul collo dell’avversario. Nasca chiama l’OFR (non del tutto ingiustificata), Pasqua va a vedere le immagini ma resta – inspiegabilmente – della sua idea. 

REGOLARE E’ invece regolare il gol di Destro: lo tengono in gioco Bastos, Acerbi e soprattutto Luiz Felipe (sulla linea di fondo) al momento del tocco di Palacio.

NON E’ RIGORE Immobile chiede un tocco di braccio di Lyanco, ma il pallone sbatte prima sullo stinco di Danilo che gli è dietro, rimbalza a terra e poi va sul braccio destro.

corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “Si rifiuta la Juve solo per una scelta di cuore. Mercato da Champions, con o senza Inzaghi” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a 'QUELLI CHE…': "Il rapporto fra Inzaghi e Lotito si potrebbe sistemare, nonostante le frizioni. Il problema è che se chiama la Juventus per un allenatore è impossibile dire di no. Se lui ha questo tipo di ambizione deve andare, perché in Italia non c'è niente di meglio. Rimanere alla Lazio sarebbe una scelta di cuore, ma non deve essere un contentino: se rimani, rimani convinto. Indipendentemente dal futuro di Inzaghi, la Lazio ha bisogno di 3 pezzi da 90 in squadra, di esperienza internazionale, che alzino l'asticella della qualità complessiva. La Lazio ha una buona base, ma serve un rinforzamento generale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Pinelli: “Inzaghi ritiene chiuso il capitolo Lazio, ma non è la prima scelta della Juventus. Occhio a De Zerbi” (AUDIO)

Pietro Pinelli a 'QUELLI CHE…': "Stando alle mie informazioni, Inzaghi ritiene chiusa la sua avventura alla Lazio. Dalla telefonata di Cortina fino alla Ferrari, fra il tecnico e il presidente non c'è più quel rapporto di una volta. A Inzaghi viene imputato di non aver valorizzato il mercato estivo. Ora nessuno dei due vuole fare il primo passo: Inzaghi non è la primissima scelta della Juventus, per questo non si muove, nonostante un pre accordo coi bianconeri. Lotito potrebbe far valere l'anno di contratto rimanente. Ma adesso, come può ripartire vista questa situazione? Non vorrei la Lazio diventasse un ripiego nel caso Simone non riuscisse a fare il grande salto. Già la scorsa stagione fu vicinissimo al Napoli. Poi mi chiedo, che tipo di garanzie potrebbe dargli Lotito? Non credo che una Coppa Italia possa far cambiare strategie alla Lazio. Se dovessi puntare un euro sul prossimo allenatore della Lazio, lo punterei su De Zerbi".

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DICHIARAZIONI

Inzaghi non parla, Tare sì: “Per noi deve restare, penso che Simone voglia la stessa cosa. Incontro? A breve”

Il silenzio di Inzaghi è assordante. Dopo la conferenza stampa della vigilia, il tecnico non parla neanche dopo il pareggio contro il Bologna di Mihajlovic. Il Ds Tare invece, ha confermato la versione della società nel pre-partita, ai microfoni di Sky Sport: “Inzaghi? Ci sono momenti di riflessione per tutte le parti. Ieri abbiamo pranzato insieme anche con il presidente, siamo stati tutti bene. Nei prossimi giorni ci siederemo insieme per fare un bel passo in avanti. La Juventus su di lui? Non posso rispondere io, non mi sono mai fatto questa domanda. Profili alternativi? Magari siete voi che volete che Inzaghi vada via. Per noi deve restare, è un laziale dalla testa ai piedi. Su questo siamo stati chiari sia io che il presidente, penso che anche Simone voglia la stessa cosa”. La chiosa è un voto alla stagione: "Un bel 7, se fossimo arrivati in Champions sarebbe stato un 9. Ci vuole tempo per arrivare dove vogliamo, ma siamo in crescita, con la pianificazione e con il lavoro ci arriveremo“.

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STATISTICHE

Lazio – Bologna 3-3, i numeri del match

Lazio-Bologna 3-3, i numeri di Laziopage.com

STATISTICHE

11 Occasioni da gol create 15
15 Tiri effettuati 20
Tiri in porta 4
1.84 Expected goals 2.58
662 Tocchi di palla 621
391/481 Passaggi 344/423
81.3% Passaggi riusciti 81.3%
Striscia media di passaggi 4
0/2 Cross in campo aperto 3/16
20/34 Passaggi in area avversaria 14/31
24′30′’ (48%) Possesso palla 26′32′’ (52%)
47.9% Territorio 52.1%
111.683 Chilometri percorsi 111.485

TOP PLAYER

Top player tiro Immobile 5
Top player passaggi Bastos 46/53
Top player precisione passaggi Romulo 94.6%
Top player tocchi di palla Bastos 72
Top player occasioni create Parolo, Correa 3
Top player passaggi offensivi Correa 16/24
Top player cross Romulo 1/5
Top player km percorsi Parolo 11.87
Top player velocità media Parolo 7.8 km/h
Top player velocità singolo scatto Badelj 32.3 km/h
Top player duelli totali vinti Romulo 10
Top player dribbling Romulo 6
Top player palle recuperate Acerbi, Parolo 8
Top player tackle Parolo, Bastos 4
Top player anticipi Parolo 3
Top player disimpegni Guerrieri, Bastos 3
Top player duelli aerei vinti Acerbi, Parolo, Correa 3

I NUMERI

Partita di fine stagione che doveva garantire il punto-salvezza al Bologna, e così è stato. Per fortuna il pari è stato pirotecnico, ed è stato assoluto nei numeri: non solo quelli dei gol, ma anche dei tiri in porta (5-4), del possesso palla (48%-52%) e dei chilometri percorsi (111.6-111.4). In una gara senza tanti spunti se non quelli tecnici-individuali, si può notare come la contemporanea assenza di Milinkovic-Savic Marusic e Caicedo abbia portato la Lazio a concludere con uno 0/2 nei cross, dato più basso dell’anno, e in generale ad un misero 29% di contrasti vinti nei duelli aerei. Da segnalare le prestazioni di Bastos, che oltre al gol è stato top player nei tocchi di palla (72), nei passaggi (53), nei tackle (4) e nei disimpegni (3), e di Parolo, al top per occasioni create (3), chilometri percorsi (11.87), velocità media (7.8 km/h), palle recuperate (8), tackle (4), anticipi (3) e duelli aerei vinti (3).

 

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DICHIARAZIONI

Milinkovic: “Il mio futuro? Ho ancora quattro anni di contratto alla Lazio”

Dopo il pareggio contro il Bologna sorride Sergej Milinkovic Savic, premiato come miglior centrocampista del campionato: "Siamo contenti della partita di mercoledì, oggi abbiamo dato il massimo e chiudiamo la stagione bene in casa".

Un bilancio sulla sua stagione: "Non sono soddisfatto come l'anno passato, ho avuto due/tre infortuni che non mi hanno aiutato. Io però ho sempre fatto di tutto, con la vittoria della Coppa la stagione della squadra può essere considerata positiva".

Sul futuro: "Anche l'anno scorso si parlava tanto di un mio eventuale trasferimento e alla fine sono rimasto. Ho firmato un nuovo contratto e ho ancora quattro anni, vediamo…".

Gianlucadimarzio.com

 

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RASSEGNA STAMPA

Ragione e sentimento, la notte di Inzaghi

ROMA La La partita con il Bologna, pari per 3-3 e rossoblù salvi, è solo un contorno seppur ricco di gol ed emozioni. Le attenzioni, però, sono tutte per Inzaghi. I tifosi sperano in un cenno. Un qualcosa a cui aggrapparsi. Vorrebbero sentirsi dire «resto a vita». Niente da fare perché Simone sceglie di non parlare nella conferenza post partita. Non vuole rispondere a domande sul futuro. Si resta appesi all'unica frase detta dopo la vittoria della Coppa Italia: «Le cose non sono così scontate come sembrano». A rispondere in sala stampa va Parolo: «Per noi è lui il nostro allenatore e il nostro ciclo continua con lui». A mettere la parola fine sulla querelle Inzaghi ci aveva provato anche il ds Tare prima del fischio d'inizio: «Non c'è nessuna discussione da fare, ci sono momenti di riflessione. Domenica abbiamo pranzato insieme, siamo stati molto bene, anche con il presidente. Nei prossimi giorni ci siederemo per fare un bel passo in avanti. La Juve su di lui? Non posso rispondere io (ride, ndr). Non mi sono mai fatto questa domanda. Se ho in mente profili alternativi? Insistiamo sulla stessa cosa, magari volete voi che vada, per noi deve restare, perché è un laziale dalla testa ai piedi. Siamo stati chiari sia io sia il presidente e penso che anche Inzaghi voglia la stessa cosa». 
LA DECISIONEIl giorno fissato è mercoledì. Si proverà a trovare un punto d'incontro. Perché al di là delle belle parole bisogna sedersi a parlare. Inzaghi dopo il successo in Coppa Italia ha acquisito più forza contrattuale. Merito anche delle attenzione della Juventus degli amici Paratici e Nedved. Simone chiederà un ritocco dell'ingaggio e rassicurazioni sul mercato: vuole una squadra per puntare alla Champions. Bisognerà trovare una via di mezzo anche alla rivoluzione dello staff medico che vuole Lotito a cui non sono piaciuti i troppi infortuni stagionali. Il presidente della Lazio è pronto ad offrire un rinnovo fino al 2022 raddoppiandogli lo stipendio. Una proposta allettante. Anche perché la pista Juve è plausibile ma difficilmente realizzabile. «Resta a vita» lo striscione della Tribuna Tevere. La Nord lo chiama e lui risponde con un applauso. Simone riflette. C'è la corte della Vecchia Signora e voci sempre più forti sul Milan. Ne ha parlato con amici e familiari. Sentimenti e consigli contrastanti. 
L'ULTIMATUMLotito e Tare sono disposti ad aspettare ma non troppo. Un ultimatum è stato dato al tecnico che ha tempo fino al 3 giugno. La società vuole eventualmente avere tutto il tempo per scegliere un sostituto. Di nomi in ballo ce ne sono diversi, a cominciare proprio da Mihajlovic. Piace molto a Lotito, molto meno a Tare. La Nord lo omaggia: punizione dal limite per la Lazio e via al coro: «E se tira Sinisa è gol». Lui si batte la mano sul cuore ma poi scarta le domande sul futuro: «Mi fa piacere l'affetto dei laziali. La Juve mi ha contattato? Sì, 5 anni fa. Ora penso solo alla gara di domenica». Il feeling c'è. Poi ci sono i vari Giampaolo, De Zerbi, Liverani e si parla anche di Terim. Si vedrà. Al momento la certezza resta Inzaghi. Ieri è stato lui il vero protagonista della gara. In piedi sotto il diluvio a guidare la sua Lazio. Ad arrabbiarsi ancora una volta con il Var per un gol dubbio concesso. Ragione e sentimento. I tifosi conoscono solo il cuore e quello batte solo per Simone. Come dice Lotito sarebbe doloroso vederlo andare via. 

Il Messaggero

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TIFOSI

La Curva Nord dedica uno striscione al “nemico” Daniele De Rossi

Era accaduto due anni fa con Totti, si è ripetuto anche per De Rossi. La Curva Nord ha salutato lo storico rivale della Roma Daniele De Rossi che il prossimo 26 maggio vestirà la maglia giallorossa per l'ultima volta dopo la decisione del club di non rinnovargli il contratto. Il tifo biancoceleste ha voluto così dedicare uno striscione al capitano giallorosso durante la gara contro il Bologna: «La Nord saluta De Rossi, fiero ed irriducibile nemico sul campo». Due anni fa, precisamente il 21 maggio del 2017 durante un Lazio-Inter, la Curva Nord aveva utilizzato lo stesso trattamento per l'altra bandiera della Roma, Francesco Totti che si stava per ritirare dal calcio giocato: «I nemici di una vita salutano Francesco TottI». Due grandi gesti che mettono per qualche istante da parte la rivalità cittadina.

corrieredellosport.it