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DICHIARAZIONI

Parolo: “Questa la coppa più bella, riscattate le finali con la Juve. Lotito ha voglia di crescere ancora”

Il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto quest'oggi ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM:

"La voce è un po’ bassa, ma è stato bello stare un po’ insieme con tutti quanti festeggiando, è bello preparare la partita senza troppe pressioni, ma con la grande voglia di vincere e disputare una grande gara per il nostro pubblico, l’ultima allo stadio Olimpico per questa stagione. l successo in finale di Coppa Italia, l’ho mancato per due volte con la Juventus. È il secondo trofeo, ma questo ha un gusto più bello dato che viene da un percorso stagionale. I festeggiamenti finali con tutti i tifosi, le famiglie, lo staff è stato qualcosa di particolarmente bello ed emozionante. Voglio ringraziare tutti, tutto lo staff e tutte le persone che ci seguono ogni volta. Purtroppo è successo che abbiamo avuto un piccolo calo di tensione con le piccole, potevamo essere molto più in alto in classifica. 

La squadra è cresciuta ogni anno, ha vinto dei trofei ed ha disputato ottime partite di altissimo livello. In Europa League potevamo andare più avanti, ci deve essere la mentalità per fare sempre meglio. È una squadra che ha voglia di risultato e di vincere, compiere un mix fra le due stagioni dove dovremo essere protagonisti in tutte le competizioni. Vogliamo far felice i tifosi, portarli in giro in trasferta e renderci orgogliosi di noi. Avevamo la testa proiettata a questa finale, la gara di Cagliari è servita per acquisire consapevolezza e rafforzare le nostre certezze. Non una grande gara con gli orobici, ma una gara sporca ed aggressiva che siamo riusciti a vincere portando a casa il trofeo. La Juventus nelle precedenti finali e l’ultima gara con l’Inter la scorsa stagione ci hanno fatto capire che questo tipo di partite si debbono vincere in questa maniera. Sono arrivato ad un finale di stagione brillante, l’infortunio alla caviglia che ho avuto con il Siviglia mi ha tenuto fuori un po’, ma sono riuscito a dare il 100% per la squadra raggiungendo così i nostri traguardi prefissati precedentemente. A Roma non è facile ambientarsi il primo anno, poi piano piano capisci i meccanismi. Bruno Jordao è un calciatore importante che sta crescendo sempre di più, sarà un elemento prezioso per il futuro. 

Amo stare in mezzo alla gente, mi piace divertirsi e metterli a proprio agio. Il presidente è una persona che vuole portare la Lazio al massimo, quando si arrabbia che non portiamo a casa i risultati si sente e come, ma è assolutamente giusto così. Da quando ci sono io la società è cresciuta molto, c’è un percorso di crescita costante e ragionato. La mia scuola calcio ha intrapreso un'iniziativa molto importante, a Varese, il nome è Ready2Play (R2P) che è un progetto dedicato ai bambini con disabilità, nato all'interno del Torino Club Gallarate – Scuola Calcio con i bambini disabili con l’obiettivo di formare una squadra dove questi ragazzi vengano seguiti nei minimi particolari ed aiutarli nel loro percorso di crescita costante e continua. Abbiamo la profonda convinzione che “giocare a calcio” possa portare davvero ad un miglioramento del grado di salute di questi bambini. L’importante è che stiano tutti insieme e che si crei una grande famiglia. Per chi volesse sostenere questo progetto può farlo al sito Charitystars.com, dove sono presenti le maglie di alcuni calciatori della Lazio messe all’asta. Particolare attenzione è data al momento dello spogliatoio: qui si lavora con i bambini per aumentare la loro autonomia. 

Svestirsi, vestirsi, organizzare la borsa, allacciare gli scarpini diventano veri e propri obiettivi da raggiungere, proprio come quelli sul campo. Visti i grandi risultati raggiunti nell’anno in corso, si vuole, per la nuova stagione, allargare maggiormente il numero dei ragazzi coinvolti, in modo da consentire sempre a più ragazzi di “stare meglio, giocando a calcio”.sslazio.it

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CURIOSITA'

Luis Alberto e Correa al Centrale per Nadal-Verdasco

Il relax dopo il trofeo, ma sempre al Foro Italico. Joaquin Correa, Luis Alberto e Senad Lulic nelle lounge del Centraledel tennis per il derby spagnolo tra Rafael Nadal e Fernando Verdasco, vinto dal maiorchino 6-3 6-0. Un pomeriggio diverso per i giocatori della Lazio, reduci dalla vittoria della Coppa Italia contro l’Atalanta mercoledì sera. Ottenuta la qualificazione alla prossima Europa League senza dover passare per i preliminari, i biancocelesti hanno deciso di trascorrere così il giorno di riposo in più concesso da Simone Inzaghi. Particolarmente coinvolto al match Luis Alberto, connazionale e amico dei due tennisti. Ieri altri calciatori si erano affacciati agli InternazionaliDanilo Cataldi e Ciro Immobile, entrambi tifosi di Roger Federer, che oggi si è ritirato dalla terra rossa di Roma. Ilmessaggero.it

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DICHIARAZIONI

Lotito, messaggio al “figlioccio”: “Sarei addolorato se Inzaghi mi chiedesse di andare alla Juve.Lì mancherebbe il lato famigliare”

Col quinto titolo conquistato durante la sua presidenza, Claudio Lotito è intervenuto durante una diretta Facebook del Corriere dello Sport per parlare del trionfo in Coppa Italia di mercoledì sera contro l’Atalanta. Ecco le sue parole sulla posizione di Simone Inzaghi, in seguito all’addio di Allegri alla Juventus:

Simone Inzaghi alla Juve? Io non ho mai pensato che l’allenatore fosse in discussione. Simone per me rappresenta la storia della Lazio, da giocatore e da tecnico. Si è conquistato tutto sul campo, ha meritato la panchina biancoceleste. Gli avrei fatto fare il passaggio alla Salernitana, invece l’ho catapultato in prima squadra col convincimento che avrebbe potuto far bene. Per quanto riguarda me, Inzaghi resta. Se lui dovesse chiedere di andare alla Juve, mi addolorerebbe dal punto di vista umano. Non capirebbe quanto affetto mi lega a lui. Simone ha dato un contributo fondamentale per la crescita della società e dell’ambiente. Mi ha chiesto di non vendere Milinkovic e io l’ho fatto perché avevo preso un impegno con lui, affinché la squadra avesse le massime potenzialità. Non mi sono prefigurato la possibilità che Inzaghi vada alla Juve, ma nella vita non si sa nulla. Io non so cosa vuole fare lui, sinora ha sempre dimostrato attaccamento ai colori. Io sono comunque abituato a non fasciarmi la testa prima di rompermela. Con Inzaghi e Tare abbiamo intrapreso un discorso insieme, abbiamo vissuto momenti difficili e oggi la società è in grande crescita. La Juve è sicuramente un punto di arrivo, ma perché non può esserlo pure la Lazio? Il calcio non è solo denaro, noi abbiamo il centro sportivo più grande d’Italia. La nostra società è sanissima, le altre sono piene di debiti. Vincere con merito e capacità, dà maggiori soddisfazioni. Altrimenti io non avrei preso la Lazio con 150 milioni di debiti. Se le persone che ci stanno continueranno a lavorare all’ unisono per raggiungere determinati obiettivi, arriveremo lontano”. Laziopress

 

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SOCIETA'

Sponsor, il Tribunale di Milano dichiara fallita la Sèleco

Il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento di Seleco, storico marchio pordenonese dei televisori che era rinato alcuni anni fa con l'obiettivo di rilanciarsi nella produzione di elettronica di consumo di alta gamma. La società guidata da Maurizio Pannella aveva spostato la sua sede a Trieste dove avrebbe dovuto iniziare a produrre. Dopo l'iniziale progetto di uno stabilimento in Porto vecchio, l'ipotesi di trasferirsi in uno dei capannoni dell'Interporto di Bagnoli della Rosandra (nell'area ex Wartsila), con la prospettiva che il sito produttivo avrebbe sfruttato i vantaggi doganali e commerciali assicurati dal punto franco. L'Autorità Portuale tuttavia aveva comunicato di non aver mai ricevuto nessun impegno formale "serio". Pannella avveva prefigurato per la rinata Seleco un fatturato di 50 milioni e 50 assunzioni a Trieste. La società ha anche accumulato  un debito milionario acceso  tra l'altro per finanziare varie sponsorizzazioni nel mondo del calcio,  tra cui l'acquisto del club sportivo Pro Piacenza. A novembre era stata presentata al tribunale una proposta per ristrutturare il debito, in gran parte contratto con istituti di credito. 

rainews.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “Inzaghi sempre più tecnico da Coppa, lucido come un giocatore di poker!” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Vedendo la partita non ho mai pensato che la Lazio potesse non farcela. Ci sono stati dei minuti in cui la squadra di Inzaghi ha sofferto, am era naturale che accadesse. La Lazio ha vinto meritatamente, ha sfruttato gli episodi ed i lucidi cambi di Inzaghi. Ho sempre detto e pensato che fosse un allenatore da coppa. Riesce a leggere bene alcune situazioni, da giocatore da poker, con lucidità e coraggio. E' stato lucido nei cambi, nel togliere Bastos, Immobile e Luis Alberto. Lo spagnolo non ha fatto male nel complesso, ma è mancato tecnicamente. Ho temuto che Inzaghi potesse togliere Correa, invece è stato bravo. Secondo me, il calciatore argentino è quello che nel corso della stagione è più resciuto. Che questa coppa sia un inizio per continuare a migliorare". 

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APPROFONDIMENTI

Juve, addio Allegri: sogno Guardiola, alternative Pochettino o Deschamps. Inzaghi la pista italiana

Il sogno di Agnelli si chiama Pep Guardiola, difficilmente però il tecnico spagnolo lascerà il Manchester City. Dall'Inghilterra potrebbe arrivare Mauricio Pochettino, che sembra alla fine del ciclo con il Tottenham. L'altra pista porta ad una vecchia conoscenza bianconera, quel Didier Deschamps che guidò la Juve in serie B nella stagione 2006-2007 lasciandola subito dopo la promozione in serie A. La pista italiana è quella legata a Simone Inzaghi, che tanto bene sta facendo alla Lazio e che gode della stima del ds bianconero Paratici.

Il titolo cresce in Borsa

L'addio di Allegri alla Juventus si ripercuote anche su Piazza Affari, dove i bianconeri sono quotati. L'azione era tra le migliori di giornata fin dalle prime battute e la notizia del divorzio tra il tecnico di Livorno e la Vecchia signora ha ridato fiato agli acquisti: in pochi minuti il titolo bianconero si è mosso in rialzo andando verso il +2% (segui il titolo in diretta) a fronte di un listino generale debole. La Juventus è reduce da una brusca caduta in Borsa, a seguito dell'eliminazione dalla Champions. Il titolo era arrivato a sfiorare 1,7 euro alla vigilia del match fatale contro l'Ajax (stessi livelli toccati a settembre, dopo l'arrivo di Cr7) per poi precipitare fin sotto quota 1,2 euro. Ora viaggia a 1,38. Repubblica.it

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STATISTICHE

Acerbi infinito, quarto in Europa per presenze

Non si stanca mai Francesco Acerbi e se non fosse stato per quello stop del Giudice Sportivo non avrebbe saltato neanche una partita in questo campionato. Già così il numero 33 è quarto in Europa per minuti giocati in una stagione. Come riporta Lazio Page infatti Acerbi è sceso in campo per ben 4390 minuti ed è dietro solo a Azpilicueta, Parejo e Piqué. La Lazio ha trovato il suo difensore, il suo leader sempre presente e che si fa sentire in campo, uno degli acquisti più importanti da alcuni anni a questa parte.

lazionews24

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SOCIAL

La Lazio su Twitter: “Grazie Juventus, ci vediamo in supercoppa”

A due giorni dalla vittoria della Coppa Italia la Lazio ha risposto, attraverso Twitter, ai complimenti della Juventus, dando l'appuntamento alla Supercoppa Italiana della prossima stagione: "Grazie Juventus, ci vedremo per disputare una nuova finale… la Supercoppa!".

 

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi-Lotito, la strana coppia: divergenze, confronti aspri, ipotesi di divorzio, ma al traguardo arrivano sempre insieme

Una strana coppia. Di successo, però. Come Jack Lemmon e Walter Matthau. Divergenze di idee, confronti aspri, messaggi ad istanza, ipotesi di divorzio. E qualche lite, a volte (verbalmente) violenta. Ma alla fine, al traguardo, arrivano assieme e a braccia alzate: privilegio di pochi. Claudio Lotito e Simone Inzaghi, con la loro Lazio, sono gli unici a vincere nel calcio italiano oltre – è naturale – alla Juve di Agnelli e Allegri. Nelle ultime due stagioni hanno aggiunto alla bacheca biancoceleste una Supercoppa italiana e una Coppa Italia. Le altre? Dal Milan all’Inter, dal Napoli alla Roma: zero. Una strana coppia. Di successo, però. Perché in fondo tra Lotito e Inzaghi c’è anche affetto: il presidente considera Simone una sua creatura e quest’ultimo gli è riconoscente. Certo, se con l’Atalanta fosse andata male allora tutto sarebbe stato messo in discussione. Però è arrivata una vittoria che ha indirizzato il futuro della Lazio in tutt’altra direzione. Tanto che oggi Lotito elogia Inzaghi (ma anche la forza della squadra che ha costruito): «Non ho mai messo in discussione Simone, lo considero un mio figlioccio. Contro l’Atalanta è stato bravo, ha sfruttato le qualità dei giocatori, che ci sono, e ha fatto le sostituzioni giuste per vincere. Di cosa stiamo parlando?». E di cosa parleranno il presidente e l’allenatore nel confronto che avranno a fine stagione? Di calciatori, di acquisti, di cessioni. E anche di contratto. Una strana coppia. Di successo, però. Destinata ad andare avanti nella prossima stagione, ma forse anche di più. Inzaghi vuole confrontarsi con Lotito e Tare per programmare un futuro assieme: lo ha detto pochi minuti dopo il trionfo sull’Atalanta. Si aspetta garanzie, chiederà uno sforzo ulteriore per avere una squadra migliore. Si potrebbe arrivare a cessioni importanti, a cominciare da Milinkovic-Savic, eroe di Coppa, ma per finanziare altri acquisti. Questa, però, è una vicenda, da affrontare se e quando le proposte arriveranno. Di sicuro si ipotizzerà un nuovo prolungamento del contratto di Inzaghi almeno per un’altra stagione: l’ultimo è stato firmato due anni fa e si esaurirà a giugno 2020, cominciare con il tecnico in scadenza non sarebbe un bel segnale per l’ambiente. Una strana coppia. Di successo, però. Unita nella notte della Coppa anche dalle proteste furibonde di Gasperini per il rigore negato all’Atalanta. Un video realizzato e diffuso da Gaia, la moglie di Inzaghi, racconta una complicità ritrovata. C’è Lotito che, durante la cena, si avvicina all’allenatore e gli dice: «Ho mandato a quel paese Gasperini». E la risposta è secca : «Hai fatto bene». Pubblicamente, il presidente usa parole meno rudi: «Abbiamo vinto meritatamente la Coppa. Lo sottolineo: meritatamente. Al di là delle dietrologie». Corrieredellasera.it

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APPROFONDIMENTI

A Roma vince solo Lotito… ed ora i romanisti lo invidiano

C’è chi lo sussurra e chi lo dice a voce piena: «Beati i laziali che c’hanno Lotito». A Roma Claudio s’è risvegliato imperatore. Incensato dai romanisti e dai tifosi biancocelesti. Il quindicesimo anno della sua presidenza coincide con lo stravolgimento dei giudizi. Eclettico, espansivo (magari anche troppo alle volte), preparato su ogni minima cosa e sempre al centro di ogni situazione. Dalla Lazio alla Federcalcio non c’è assemblea in cui non sia presente. Ma questo ai tifosi importa il giusto. Ai tifosi interessano le vittorie. E lui a Roma, nell’ultimo decennio, è stato l’unico a farlo. Cinque trofei in quindici anni. Praticamente uno ogni tre anni. Due Supercoppe (2009 e 2017) e tre Coppe Italia (2009, 2013 e 2019). E con la vittoria di ieri c’è anche il sorpasso in bacheca 15 contro 14. Non è un caso che il giorno dopo entrando in Via Allegri per il Consiglio della Figc abbia un enorme sorriso stampato in faccia. 

RIVINCITA
Ha vinto. No, non la partita di mercoledì ma molto di più. E’ riuscito a ribaltare il giudizio facendosi apprezzare dai laziali e adesso anche dai romanisti che addirittura lo invidiano. Eh già perché il confronto con la presidente americana della Roma è impietoso. Nessun trofeo vinto e ora anche la bandiera Daniele De Rossi strappata. In casa Lazio la goduria è alle stelle. Le critiche e i musi lunghi hanno lasciato posto ai sorrisi. Lotito piace. Piace perché vince e lo fa investendo poco ma bene. Normale che non sia tutto rose e fiori. Da migliore c’è ancora molto. Il numero uno biancoceleste è uno che vuole arrivarci alla sua maniera. Accetta i consigli, ascolta tutto ma poi fa come dice lui. Finora ha avuto ragione. Questo non significa che sia incriticabile. Scelte sbagliate ne ha fatte anche lui e lo sa benissimo. Ha ammesso qualche errore ma solo ai suoi fedelissimi. I tifosi agognano la Champions. Ed è per questo che spesso criticano e perdono d’occhio quello che anno già. La paura che serpeggia è che Lotito non voglia crescere. Nella notte di Coppa Italia però il numero uno biancoceleste ha rimarcato urbi et orbi che vuole fare il salto di qualità: «Manca una presenza stabile nell’olimpo del calcio internazionale. Ma la certezza della competizione europea (Europa League) ci permette di pensare a un progetto di più ampio respiro internazionale». Ipse dixit.Ilmessaggero.it