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De Martino: “È una coppa diversa, i nostri festeggiamenti hanno fatto il giro del mondo. Inzaghi è la Lazio”

Stefano De Martino, Direttore della Comunicazione della S.S. Lazio, è intervenuto quest'oggi ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“La Coppa Italia conquistata mercoledì voglio definirla ‘diversa’, la voglio definire così. Per come ci siamo arrivati e per quello che significa tutto ciò che abbiamo vissuto nelle settimane precedenti, è un successo molto importante. È un nuovo trofeo che arricchisce la  bacheca di questa gloriosa società, le vittorie rimangono ed è un fattore molto importante, fanno numero ed arricchiscono il blasone che si ha nel mondo. Questa vittoria in Coppa Italia vale tantissimo, mi inebria, è stata una serata fantastica, regalata alla nostra gente. Non sono assolutamente deluso da questa stagione.

Per quanto riguarda l’ascolto e la risonanza mediatica, questa è stata la Coppa Italia più seguita, soprattutto dall’estero. L’immagine dei nostri tifosi, dei festeggiamenti, della gara ha fatto il giro del mondo, era presente anche la tv indonesiana. In 11 anni di mia direzione non avevo mai incontrato quest’ultima come interlocutrice, ci siamo scambiato tante informazioni. I nostri colori, la società, i tifosi hanno fatto il giro del globo: è stata un’emozione, questo mi riempie di soddisfazione. Questa onda lunga non finirà, poiché stiamo preparando uno speciale sul cammino della Coppa Italia totalmente in inglese che distribuiremo in tutto il mondo. Qualche anno fa abbiamo iniziato un lavoro volto all’accrescimento del valore dell’immagine della Lazio nel mondo: possiamo riuscire in questo intento anche grazie a questa importante vittoria. Paradossalmente, i problemi me li trovo più in casa, in Italia, che all’estero. La Coppa Italia è diventata un trofeo importantissimo, in dieci anni ha acquisito molta importanza, non è solo il trofeo del Presidente della Repubblica, ma è un trofeo che ora è atteso anche all’estero. Se ripenso alla finale del 2009, non ricordo tutti questi media presenti.

L’Atalanta, da un mese a questa parte, è la squadra più in forma del campionato, l’ha dimostrato per la posizione in classifica e per il gioco che esprime: gli orobici erano molto motivati. Dal primo minuto della gara si respirava un’atmosfera particolare, tutta Bergamo si era riversata in città, per loro era un appuntamento molto importante. Noi l’abbiamo vissuta con un po’ di pressione, dato che eravamo in ritardo in campionato ed il piena corsa per un posto in Europa League, dove molte squadre in classifica sono raggruppate in pochissimi punti: è una lotta serrata come non ricordo da tempo, eccezion fatta per l’anno scorso tra noi e l’Inter per il quarto posto.

La Lazio, escluse partite che ancora non ci spieghiamo, come la gara casalinga del ChievoVerona, ci ha dato molte soddisfazioni come nel derby di ritorno e nelle gare a San Siro, stadio nel quale siamo sempre riusciti a dominare contro avversarie come Inter e Milan, costruite entrambe in estate per vincere lo Scudetto. La Lazio ha conquistato la finale proprio al Meazza, eliminando entrambe le milanesi a casa loro. La finale l’aveva meritata anche l’Atalanta, che aveva superato la Juventus. La stagione può essere marcata con un grosso segno positivo.

Non immaginerò mai una Lazio fuori dall’Europa, in questi dieci anni il club ha acquisto un’importanza veramente importante oltre il confine, deve essere presente stabilmente, l’anno prossimo l’obiettivo sarà entrare in Champions League. Nelle mie mani pesa molto di più la Coppa Italia rispetto alla qualificazione in Champions, ma questo è un parere personale. Potersi qualificare per più anni consecutivamente in Champions League farebbe compiere un salto di qualità molto importante. La Società sta lavorando molto per la prossima stagione, conosco il ciò che si sta compiendo. Il Presidente con il direttore sportivo stanno costruendo la prossima stagione. La Lazio già ha pianificato tutto, a prescindere dal piazzamento stagionale. Sono consapevole che si voglia costruire una squadra importantissima, anche se la rosa era di valore anche quest’anno. Andrà migliorata e questo è nella volontà della proprietà e dell’area tecnica. Si investe in base alle disponibilità delle società, un club sano che non si indebita, rispetta le regole, e svolge pianificazioni nel medio-lungo termine. La Lazio è rispettata negli ambienti continentali, parlo di UEFA e di FIFA, questo ci deve dare una grande soddisfazione. Non bisogna accontentarsi o vedere il bicchiere mezzo pieno: io lo vedo trasparente, cristallino e, goccia dopo goccia, si riempie. Questa è una soddisfazione personale perché nel mondo tutti ci stimano e ci guardano positivamente. Oltre che la conquista del trofeo, va dato merito al Presidente per tutto il lavoro svolto. Il calcio italiano sta crescendo per merito di tutti, anche la Lazio si fa apprezzare a livello internazionale.

Ora ci sono da giocare due gare, in primis quella con il Bologna, occasione perfetta per riabbracciare i nostri tifosi: saremo tutti allo stadio Olimpico per festeggiare questo trofeo. Poi saremo a Torino per la chiusura del campionato. Lunedì mi aspetto tante persone, deve essere una festa, la Coppa Italia è affasciante, piacevole da vincere e da portare a casa. Poi si inizierà a parlare del ritiro di Auronzo di Cadore, che è diventata la nostra seconda casa.

All’interno del nuovo numero di Lazio Magazine 1900 Official Magazine verranno pubblicate molte foto inedite, non perdetevi la rivista che troverete in edicola a fine mese, sarà un numero da non perdere che racchiude tutta la vittoria della Coppa Italia con tanti retroscena: resterà un numero da collezione. Ci sono delle novità anche per quanto riguarda il canale televisivo, abbiamo avuto due richieste importanti dall’estero, a testimonianza del fatto che a livello di comunicazione internazionale si sta lavorando molto. Chiuderemo degli accordi importanti, in seguito vi aggiorneremo e vi informeremo su tutte le novità della prossima stagione.

Eccola nostra Coppa Italia, sarà presente per tutto il giorno qui con noi. È bellissima. Ora si comincia a parlare della prossima stagione, godiamoci questa vittoria importante. So che in città ha pesato molto anche dall’altra parte del Tevere. Vedremo se portare la squadra a scattare una foto davanti ai murales realizzati su iniziativa della Lega, domani ne parlerò con la Società. La Lazio giocherà anche la Supercoppa italiana contro la Juventus, un altro fattore importante che viene spesso sottovalutato. Un altro evento da non perdere e tutto da vivere.

Inzaghi ha un contratto con la Lazio per un’altra stagione. In conferenza il tecnico non si è voluto soffermare su questo; il futuro, come sempre, sarà deciso dall’allenatore e dal Presidente. Ci si metterà seduti e si discuterà come sempre è stato fatto da undici anni a questa parte, perché c’è tutta la stagione successiva da programmare. Questo incontro avverrà tra pochissimo, alimentare questo dubbio in un senso o in un altro è solo una perdita di tempo. Non ci distraiamo da altri fattori, pensiamo a festeggiare ed a concludere al meglio la stagione. Inzaghi è la Lazio, sono vent’anni che indossa i colori biancocelesti prima da calciatore poi da tecnico, partendo dal Settore Giovanile fino alla prima squadra. Il mister è l’uomo scelto, deciso anni fa. Questo lo disse il Presidente anni fa, comunicandogli che avrebbe ricoperto il ruolo di allenatore della Lazio alla fine del suo percorso calcistico. Spesso il Presidente l’ha definito il “suo figlioccio”, loro due hanno un rapporto diretto e non hanno bisogno dell’intervento di nessuno. Conosciamo il carattere del Presidente, interviene per correggere e motivare.

Noi siamo “pro vax” siamo favorevoli con la vaccinazione delle dicerie dei giornali, delle radio e delle televisioni. La verità è quella che diciamo dai nostri microfoni e che vi ho riferito ora, oltre gli aspetti contrattuali che ci sono.

Il siparietto con il Presidente sotto la Curva Nord durante i festeggiamenti è arrivato perché ho pensato a quei film western dove si doma il toro e quale toro più scatenato da domare del Presidente Lotito?! Mi è venuto in mente quella scena e, al termine della finale di Coppa Italia, ci siamo lasciati andare a questo episodio, lui è di una simpatia travolgente e si reso partecipe di questo piccolo show. Si è spogliato dalle vesti del patron e ha vestito quelli da tifoso. Lo vedrete nelle foto che abbiamo scattato e nei video che pubblichiamo. Oggi sui nostri canali social sveleremo il video che abbiamo fatto vedere alla squadra per caricarsi in vista della Finale, lo programmeremo proprio oggi. Questo video ha innescato la miccia nel fusto di benzina. Dopo ne daremo un’anteprima al tg e poi sui social e sul canale.

Siamo vent’anni indietro rispetto all’Inghilterra e la Germania, ogni Società deve avere il suo stadio e la sua cittadella per ospitare tutti i tifosi ventiquattr’ore al giorno. Questo fattore affilia di più la squadra al pubblico, si cresce esponenziale, mi auguro che questo paese si svegli, dato che sta perdendo numerose posizioni poiché che le infrastrutture non sono all’altezza. Quando i numeri ce lo consentiranno, lotteremo per lo Scudetto e saremo alla pari con la Juventus, anche se, a livello di numeri, parliamo di un rapporto uno a cinque per quanto riguarda il fatturato. Bisogna arrivarci con una crescita graduale. Voglio vedere una Lazio che gioca un bel calcio e divertente.

L’app ufficiale ‘Agenzia Biancoceleste’ è scaricata sempre di più ed i nostri media hanno una risonanza sempre maggiore. Alla fine della prima settimana di luglio ci dovrebbe essere in ritiro, le date dovranno confermate ovviamente. La Coppa Italia sarà nei nostri negozi ufficiali come è sempre accaduto con i precedenti trofei, ora vedremo come organizzarci.

Il Presidente ha rifiutato un’offerta clamorosa per Milinkovic, non solo per la Lazio ma proprio per il mondo del calcio. La volontà è sempre quella di crescere e di mantenere tutti gli uomini migliori, poi ovvio che il mercato offrirà tante soluzioni, ma tutte le scelte saranno del direttore sportivo, il quale poi sarà ospite ai nostri microfoni per raccontarci come costruirà questa squadra. Correa è un’altra perla del DS, questo ci deve far riflettere: quando il Tucu è arrivato, ho sentito alcuni mugugni. Bisogna dare fiducia a chi ha dimostrato tanto in dieci anni e ha sbagliato pochissimo rispetto ad altre società. L’argentino è un’altra scoperta ed intuizione, un calciatore di una tecnica infinita, è un ragazzo splendido ed educatissimo. Caicedo è un altro giocatore sottovalutato che in questa stagione ha dimostrato tutto il suo valore e le sue qualità. Non ho mai personalizzato vittorie e sconfitte, onori e oneri vanno distribuiti dal vertice alla base, una vittoria è di tutti. Se non si centra l’obiettivo, la colpa è di tutti, così come per i successi, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità”. Sslazio.it

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ALTRE

Juve-Allegri: divorzio. La nota del club: non sarà più l’allenatore

Si attendeva un nuovo vertice, è arrivato il divorzio. Si separano le strade di Allegri e della Juve. Lo sancisce un comunicato del club: “Massimiliano Allegri non siederà sulla panchina della Juventus nella prossima stagione 2019/2020. L’allenatore e il Presidente, Andrea Agnelli, incontreranno insieme i media in occasione della conferenza stampa, che si terrà domani, sabato 18 maggio, alle ore 14 presso la sala conferenze dell’Allianz Stadium”.

INCONTRI, MISTERI E ADDIO

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Tre giorni di dialogo non sono bastati, ieri non hanno portato a nulla le ore di colloquio tra Allegri e Agnelli dopo l'allenamento del mattino. Entrambi erano usciti dalla Continassa senza rilasciare commenti, segno evidente che la situazione non fosse delle più fluide. E un'altra volta si erano parlati a cena mercoledì sera, incontro dall'esito "interlocutorio". Evidentemente la forbice tra domanda (rinnovo, adeguamento e più potere nel decidere chi mandare via dalla rosa e chi trattenere) e offerta era ed è rimasta troppo ampia, impossibile ricucire, così è arrivato il divorzio di questa mattina. Gazzetta.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi, idee chiare: “Servono 3 titolari, uno per reparto. Inzaghi? Prima i giocatori forti” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a 'QUELLI CHE…': "Con la Coppa Italia abbiamo raddrizzato la stagione, è stata una vittoria meritata. Dopo il gol che ha sbloccato la partita, direi che possiamo perdonare Milinkovic per quel calcetto al giocatore del Chievo e per una stagione così così. Il presidente ha detto che vuole andare in Champions, ora di conseguenza mi aspetto una Lazio più forte per la prossima stagione. Se la Lazio vuole diventare una squadra importante in Europa ha bisogno di innesti importanti, almeno 3 titolari: uno per ruolo. Questo indipendentemente dalla permanenza del tecnico. Bisogna avere la forza di saper comprare giocatori più forti di quelli che verranno venduti".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Inzaghi chiede di avere più potere sul mercato, in estate ci saranno cambiamenti…” (AUDIO)

Giulio Cardone a 'QUELLI CHE…': "Lotito e Inzaghi si incontreranno settimana prossima. Lotito e Tare hanno mandato messaggi importanti nei confronti del tecnico, non hanno intenzione di cambiare. Inzaghi è cresciuto con e grazie alla Lazio, ha vinto due trofei, quando – con Lotito e Tare – si siederanno al tavolo si parlerà del rinnovo, ma soprattutto di un peso maggiore sulle scelte di mercato da parte del tecnico. Dopo tre anni credo che il ciclo stia finendo, credo che al netto della permanenza o meno di Inzaghi, la Lazio possa cambiare parecchi giocatori. Mi aspetto un'estate con tanti cambiamenti.Tare al Milan? Non credo, sarebbe una sorpresa".

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ALTRE

Lotito e D’Angelo incontrano il dirigente della Polizia Locale rimasto ferito prima della finale

Il Presidente Claudio Lotito ed il Prefetto Nicolò D'Angelo, attuale Capo della Sicurezza della S.S. Lazio, hanno fatto visita al dirigente del XV Gruppo Cassia della Polizia Locale di Roma Capitale, Ugo Esposito, rimasto ferito ieri durante gli scontri avvenuti prima della finale della Coppa Italia.

Esprimendo vicinanza alla Polizia Locale ed a tutte le forze dell'ordine impegnate nei servizi di sicurezza, i vertici della società sportiva hanno ribadito la condanna di questi gesti criminali che nulla hanno a che vedere con lo spirito sportivo che anima i veri tifosi.

sslazio.it

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Vi racconto la mia (soffertissima) finale” (AUDIO)

Tommaso Paradiso a 'QUELLI CHE…': "Maggio è un mese particolarmente fortunato per noi, la finale è stata una gioia immensa, ma come al solito l'ho vissuta con troppa ansia e sofferenza. Durante la partita mi messaggiavo con amici, pensavo che senza Milinkovic stavamo soffrendo troppo. Poi il destino: Sergej entra e segna: i campioni si vedono nel momento del bisogno. Il suo stacco di testa è da manuale del calcio. Correa ha fatto un gol pazzesco, è un giocatore straordinario. Caicedo? Romagnoli mi ha detto che è un giocatore difficilissimo da marcare”.

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DICHIARAZIONI

Milinkovic raggiante: “Sono sotto shock, voglio vincere ancora!”

Una stagione ricca di ombre, con un finale luminoso. Milinkovic ha aperto la strada verso la Coppa con uno dei suoi colpi migliori, lo stacco di testa da calcio piazzato. E' raggiante, sa di aver messo la firma su un successo fondamentale per la stagione intera della Lazio. "Ancora non so che dire. Sono ancora sotto shock dopo il gol del Tucu – ha dichiarato ai microfoni di Rai Tgr Lazio –  è  la settima Coppa, una bella cifra. Speriamo di vincerne ancora altre e che la Lazio possa arrivare sempre più in alto". Con lui o senza di lui? Presto per dirlo, intanto il sergente si gode la Coppa e il gol in finale.

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CALCIOMERCATO

Calciomercato, Wesley pista calda: il Milan tenta Tare

La Coppa Italia ha salvato la stagione della Lazio, anche sotto il punto di vista economico. La vittoria contro l'Atalanta ha fatto incassare al club biancoceleste oltre 25 milioni di euro, fra l'ingresso in Europa League e il premio del trofeo alzato al cielo di Roma. Le strategie di mercato dunque restano intatte, la Lazio non dovrà (almeno sulla carta) ridimensionarsi. Wesley è il nome caldo per l'attacco, da una stagione a questa parte. L'attaccante brasiliano del Brugge è valutato 20 milioni, ma Tare è sul giocatore da mesi. Il suo agente – ai microfoni del Corriere dello Sport – ha dichiarato: "Ne riparleremo a fine campionato, la Lazio non è l'unico club interessato". Alla base dei discorsi di mercato però, c'è il futuro di Tare. Il Ds ha grandi estimatori in Italia, fra cui il Milan, prossimo al restauro dirigenziale. I rossoneri stanno vagliando la pista Campos (Ds del Lille) ma Tare sembra convincere di più. A Milano il futuro di Leonardo sembra essere appeso a un filo, ma Lotito non ha intenzione di privarsi del 'suo' direttore, legato alla Lazio da un contratto fino al 2020, ma ormai fin troppo inserito nella società per esser considerato solo un Ds. Verosimilmente sarà ancora lui a organizzare le trame di mercato dei biancocelesti anche la prossima estate.

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RASSEGNA STAMPA

Inzaghi si è ripreso la Lazio

ROMA Ribaltone. E' caduto dal trespolo durante la premiazione, ma adesso è Inzaghi ad avere la Coppa dalla parte della ragione. Nessuno lo butterà dal burrone, tanto meno Lotito che, al ristorante le Due Lune, gli ha lanciato segnali d'amore e di riconciliazione. Non ha sbagliato nulla, stavolta, Simone. Si è rialzato quando era a un passo dal precipizio, nella finale ha azzeccato ogni cambio. E' stato decisivo, prima togliendo un pericoloso Bastos, poi inserendo Milinkovic e Caicedo. In otto minuti ha rivoltato l'Atalanta e afferrato il trofeo. Lo ha alzato in alto, come baluardo del suo ennesimo riscatto. E adesso chi lo voleva fare fuori, dovrà invece fare i conti con il suo rilancio a suon di milioni. Ha un contratto sino al 2020, andrà rinnovato, ma soprattutto rimpinguato (qui il vero rischio di frizione) per altri anni. Inzaghi negli ultimi tre ha ricordato a tutti i risultati e le vittorie (ora 82, più di Maestrelli) conquistate, per questo non gli sono andate giù alcune feroci critiche. E non ha digerito nemmeno che la società non le abbia scansate. O meglio, lo ha sempre protetto il diesse-fratello Tare. Si aspettava di più dal presidente-padre. E' felice, ma pure ferito, così Simone è pronto a dire la sua nel prossimo incontro con Lotito. «E non c'è nulla di scontato», ha bisbigliato a margine della conferenza stampa dopo la finale all'Olimpico. 
SFIDUCIANon ha conquistato la Champions, ma ha comunque garantito l'Europa (e 10 milioni complessivi) alla Lazio. Anche questo traguardo non era servito su un piatto d'argento. Poco importa che Lotito continui a ribadire che questa squadra avrebbe meritato un'altra posizione in classifica in campionato. Inzaghi lo aveva detto la scosa estate quanto sarebbe stato difficile, con le concorrenti rinforzate, centrare il quarto posto. Da lì erano iniziate le discussioni col presidente: «Ti sai solo lamentare». L'accusa era riferita alla richiesta del tecnico, che avrebbe voluto implementare con un suo uomo lo staff sanitario, ma è il simbolo di un'annata in cui Simone è diventato ad ogni tonfo il capro espiatorio. Per carità, anche lui ne ha commessi di errori, ma così ha sempre fatto pure da scudo a quelli degli altri. Per questo se rimarrà, non solo dovrà essere accontentato sul lato economico, ma vorrà pure ricevere precise garanzie di mercato. Altrimenti, con dolore, potrebbe cercare altrove (ci sono Atalanta, Fiorentina e Samp, più difficile il Milan) un progetto. 
PACEPromessa mantenuta. Lotito gli aveva dato il diktat di vincere la finale di Coppa Italia, Inzaghi mercoledì l'ha centrata. E ora? Il presidente si era mosso (contatti con Mihajlovic e De Zerbi) già, ma ovviamente smentirà. E' tornato affettuosissimo con Simone mercoledì sera, lo ha raggiunto al tavolo e una sua frase di difesa è stata immortalata su Instagram dalla moglie di Simone, Gaia: «Ho mandato a quel paese Gasperini». E la risposta d'Inzaghi: «Hai fatto bene». Ma mica è così facile, dopo tanti bocconi amari ingoiati, far pace. Anche se nessuno vuole che questa settima Coppa Italia venga macchiata da un episodio (il tocco di mano di Bastos) non visto dal Var Calvarese. La Lazio ha vinto con il cuore e finalmente si è rivista la mano magica dell'allenatore. Adesso pure il futuro è tornato fra le grinfie di Simone. 

Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Giordano: “Lazio di qualità ma per crescere il club ragioni come se avesse perso. Inzaghi? Coraggioso nel stravolgere la squadra” (AUDIO)

' 9 GENNAIO 1900' – Bruno Giordano: “Serata perfetta nel sacrificarsi in campo. A livello tecnico-tattico partita brutta, molti falli e poca qualità. Ci credevano entrambe e la Lazio ha sfruttato l'episodio. Ora non bisogna credere che tutti i mali siano stati cancellati ieri, alla lunga alla Lazio mancano la rabbia e la concentrazione viste ieri: un conto è disputare 3-4 gare così, altro è farne 27. Arbitri? Quando dico che non dobbiamo lamentarci e piangerci addosso, non vale la pena fasciarsi la testa prima. Bisogna ripartire sapendo di dover acquistare 3-4 calciatori di livello, Lulic, Radu hanno un anno in più, Immobile deve ritrovare la sua tranquillità perché discuterlo è assurdo; infine Leiva, spero duri altri 2-3 anni perché è un calciatore incredibile. Se mi chiedi arrivare quarto e rivincere la Coppa Italia ti ripeto che preferisco la Champions per godermi Neymar o Messi allo stadio. Fossi nella Lazio io ragionerei come se avessi perso la Coppa, la metto in bacheca, la lucido ma ragionerei su cosa avrei fatto se avessimo perso. La festa appartiene ai tifosi mentre i dirigenti devono essere più razionale per individuare cosa manca per l'ultimo salto di qualità. Inzaghi e le sue parole dopo la partita? Normale che il tecnico viva di risultati, basta pensare ad Allegri discusso dopo il ko con l'Ajax. Già con la Primavera Inzaghi in Coppa Italia aveva fatto bene, nelle gare secche è bravo, sa scegliere anche con un po' di fortuna. Mi ha sorpreso in positivo l'uscita di Immobile nonché il cambio di Bastos, un allenatore deve scegliere e prendersi responsabilità, bravo Inzaghi a stravolgere la squadra ed avere coraggio perché se fosse andata male apriti cielo”.