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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Lazio e Atalanta con le stesse possibilità di vincere. Ma l’Olimpico laziale può fare la differenza” (AUDIO)

AUDIO 'NMM' – Ascolta le parole di Bruno #Giordano: "Lazio e Atalanta hanno le stesse possibilità di vincere. Le finali anche lo sfavorito ha delle possibilità in più. L'atmosfera è quella di un derby. La squadra di Gasperini ha un vantaggio di condizione e morale, ma la Lazio potrà godere del supporto di una parte maggiore dell'Olimpico. Nei momenti di difficoltà può essere un fattore decisivo. Le percentuali di vittoria vanno distribuite equamente, domani al fischio di inizio tutto verrà azzerato. Noi dobbiamo rimediare agli errori di un'intera stagione. Senza Europa League sarebbe un passo indietro enorme. Anche loro si giocano tanto, tornare dopo mezzo secolo a vincere una coppa permetterebbe a questi giocatori di entrare nella storia"

 

 

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FORMELLO

FORMELLO – Correa con Immobile, Luiz Felipe scalza uno tra Bastos e Radu (VIDEO)

LIVE DA FORMELLO – Le scelte di Inzaghi per la finale…

 

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AVVERSARIO

Atalanta, i convocati di Gasperini: Barrow ok

A poco più di ventiquattr’ore dal fischio d'inizio di Atalanta-Lazio, il tecnico degli orobici Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei calciatori convocati per la finale di TIM Cup.

Portieri: Berisha, Gollini, Rossi

Difensori: Castagne, Djimsiti, Gosens, Hateboer, Ibanez, Mancini, Masiello, Palomino, Reca

Centrocampisti: Colpani, de Roon, Delprato, Freuler, Pasalic, Pessina

Attaccanti: Barrow, Gomez, Ilicic, Piccoli, Zapata

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POLITICA SPORTIVA

“Il calcio che vogliamo”, Lotito e De Laurentiis: “Regole e mentalità vecchie”. Miccichè: “Servono i play-off” (VIDEO)

“Il calcio che vogliamo”, alle 12,00 tavola rotonda con i vertici del calcio presso la sede del Corriere dello Sport: un grande confronto per sviluppare problematiche e chiavi di volta per il rilancio dopo l’ennesima stagione di flop in Europa. La Juventus senza rivali in A, un prodotto da rilanciare sul piano tecnico e spettacolare, razzismo, sicurezza negli stadi ed i nodi dell’impiantistica. Presenti tutte le componenti: da Roberto Mancini e Gabriele Gravina per la FIGC, passando per i presidenti di Lazio e Napoli Lotito e De Laurentiis. I vertici dell’AIA, dell’AIC, il numero uno dello Sport Malagó, i presidenti di Lega ed i rappresentanti delle piattaforme televisive.

L'arrivo del presidente Lotito

Dal nostro inviato Daniele Baldini,

 

 

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Bisogna remare tutti dalla stessa parte, vogliamo una finale pacifica”. D’Angelo: “Serve un comportamento civile” (AUDIO)

Microfono al presidente Lotito, nella conferenza stampa di presentazione della nuova figura in seno alla Lazio, il responsabile della sicurezza Nicolò D'Angelo. Le parole di Lotito: "Siamo qui questa mattina per presentare il nuovo Security Manager Nicolò D’Angelo, aiuteremo i tifosi a sostenere ancor di più la squadra sempre nel rispetto delle regole. Mi chiederete il motivo di questa conferenza, è indispensabile portare a conoscenza di tutti il nuovo asset riguardo la sicurezza, in vista di domani vogliamo veicolare messaggi per il rispetto delle regole, affinché non si scada in comportamenti e situazioni che potrebbero far considerare la giornata in modo diverso. Il comparto della sicurezza è fondamentale, la sicurezza delle strutture, dello stadio, dei calciatori, informatica, la società ha fatto una scelta di grandissimo spessore come D'Angelo. Abbiamo messo in atto una serie di azioni che sono la continuazione di quanto fatto con l'organizzazione. Oggi sono presenti Calveri e D'Angelo che rappresentano un rapporto di continuità. Possiamo dire di essere leader a livello nazionale, a ognuno diamo la stessa. I tifosi devono fare i tifosi, li rispettiamo e li aiuteremo affinché ci siano i comportamenti giusti e rispettosi delle regole. Oggi ho sentito la responsabilità, un presidente di calcio al di là dei risultati sportivi ed economici, è portatore di valori sani e legali, noi come società cerchiamo di rispettare tutte le norme, invogliare le persone a tifare la Lazio, che è la prima squadra della capitale. Tutto nel rispetto delle regole. I tifosi devono essere orgogliosi di essere della Lazio, avranno corsie preferenziali nel rispetto delle norme. Mi auguro che domani sia una giornata di sport e spettacolo, di grande passione, di orgoglio di appartenenza ai colori biancocelesti, e che i tifosi abbiano un comportamento consono. La Lazio ha i colori delle Olimpiadi, che sono state sempre l'apice dei valori dello sport. Domani sia lo stesso, una giornata di totale serenità. Sul campo gradiremmo che i nostri calciatori dimostrino lo stesso attaccamento dei nostri tifosi. La passione deve essere il linguaggio dei tifosi attraverso la squadra. Questo è fondamentale, è una partita abbastanza delicata per le tifoserie, ci tenevo a fare un appello, dando fin da oggi tutta la disponibilità dell'organizzazione della società ai tifosi.

 

Parla D'Angelo:

Mi sono sempre occupato di polizia criminale. Ho risposto alla proposta di Lotito, da quasi 30 anni di vita siamo uniti da una grande amicizia. Il mio percorso spesso mi ha contrapposto ai tifosi, ho riscosso simpatie e antipatie, c'è sempre un prezzo da pagare quando si cambia. La cosa difficile è essere riformatore, non conservatore. Lo spirito di questa conferenza è l'appello affinché sia una bella giornata di sport, con la cornice delle due tifoserie. Speriamo che si comportino nell'ambito delle regole della vita. Il lavoro che si farà alla Lazio è una riorganizzazione del comparto sicurezza. Parliamo della sicurezza personale, dei dati, passa attraverso la privacy. Sicurezza degli impianti, della tifoseria, monitoraggio continuo della società. Che vuole diventare un punto di riferimento di Roma e non solo. Spesso si fa di tutta l'erba un fascio. Quando un tifoso si comporta male viene responsabilizzata anche la società. lo striscione di Milano per esempio, il club ne ha preso le distanze, non possiamo fare assunti Lazio uguale a SS. La Lazio è una società quotata in borsa, ha una lunga storia alle spalle, non si individua in questi soggetti. Noi amiamo i nostri tifosi, vogliamo dare tutto il nostro supporto possibile. Faremo nuove cose, le società di calcio devono avere un potere decisionale, di adattare provvedimenti amministrativi. Tutto questo non favorirà atteggiamenti "sotto banco", del tipo preferisco pagare per non avere problemi. Oggi le cose non stanno più così. La sicurezza è diventata una priorità. La Lazio non gioca solo in casa, ma anche all'estero, per noi è fondamentale un problema di immagine. In altri stadi non succede nulla. Un ex capo di polizia, un ex questore approda in un club di calcio, è una novità, per dare una mano a trovare le migliori soluzioni. Il compito dell'area sicurezza sarà a tutto tondo, seguirà la squadra nelle trasferta, fa parte delle nostre mansioni.

Domanda a Lotito sulla Coppa Italia:

Siamo cattolici praticanti, abbiamo una visione escatoliga di questo. Farò tutto che ho sempre fatto, partita particolare, l'aiuto di tutti è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi. Il mio intervento è legato a questo, i risultati si ottengono grazie all'aiuto di tutti, staff tecnico, medico, calciatori e tifosi. Se tutti lavorano all'usinono si arriva all'obiettivo. Se poi uno remo da una parte e uno dall'altra le cose si complicano. Questo è un gioco di squadra, partecipano tutti, anche i tifosi che sono il dodicesimo uomo in campo. Se creiamo un clima coeso e determinato, e la squadra scende in campo con voglia, ci possiamo giocare le nostre chance. Squadra allestita per competere con tutte, a volte sono arrivati grandi risultati, a volte meno. Spero che la squadra sia concentrata per ottenere un trofeo che darà grande soddisfazione ai tifosi e alla società.

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ESCLUSIVE

Lorenzo Licitra a Radiosei: “Cantare all’Olimpico una grande emozione, spero in un coro unico con tutti i tifosi” (AUDIO)

Il vincitore dell'edizione 2017 di XFactor Lorenzo Licitra a 'QUELLI CHE…'. Il cantante si esibirà domani prima del fischio d'inizio della finale di Coppa Italia fra Lazio e Atalanta, con l'Inno di Mameli: "Non nego di avere un po d'ansia in vista di domani, l'Olimpico è un palcoscenico incredibile e sarà una grande emozione cantare l'Inno Nazionale di fronte a così tante persone. La cosa più emozionante è sentire tutto lo stadio che partecipa e canta insieme a te, spero che domani sia un coro unico ad accompagnare l'Inno di Mameli. La mia fede calcistica? Simpatizzo per la Juventus, soprattutto perché è la squadra a cui è legata la mia famiglia. Sono particolarmente contento, anche perché venerdì uscirà il mio nuovo singolo…".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘DOA’ – Piscedda: “Gli allenatori devono cercare sempre nuovi stimoli, fossi Inzaghi a fine stagione lascerei la Lazio” (AUDIO)

Massimo Piscedda a 'DOVE OSANO LE AQUILE': "Credo che nel calcio gli stimoli facciano la differenza e i cicli finiscano. Non è una questione tecnica, ma se fossi Inzaghi a fine stagione lascerei la Lazio. Non c'entra vincere o perdere la finale di Coppa Italia, indipendentemente dal verdetto del campo un allenatore deve sempre andare a caccia di nuovi stimoli e sfide per migliorarsi".

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RASSEGNA STAMPA

Coppa Italia, la finale è anche Gasperini contro Inzaghi

ROMA La patente di lazialità l'ha già presa quasi vent'anni fa. Eppure Inzaghi ha bisogno d'alzare la Coppa Italia per rimanere saldo alla guida. Papà Lotito è convinto d'avergli comprato una Ferrari e che il suo figlioccio non l'abbia mai stirata a 200 chilometri orari. S'è fermato troppe volte, ha sbagliato troppe scelte, domani rischia di schiantarsi o rimirar le stelle. Contro l'Atalanta non sarà solo una finale, ma pure la chance d'Inzaghi di poter rivendicare coi fatti tre anni interi sulla panchina laziale. Dopo la Supercoppa, Simone lo ha fatto a parole, con un altro trofeo nel curriculum avrebbe un altro valore. Perché è vero che, da quando ha sostituito Pioli e poi Bielsa, ha fatto una splendida (81 vittorie, eguagliate quelle di Eriksson e Maestrelli) cavalcata. E la scorsa stagione, colpa soprattutto degli errori arbitrali, la Champions gli è stata scippata. Stavolta però la sua Lazio l'ha buttata e ora rischia di non rivedere nemmeno l'Europa: a due giornate dalla fine del campionato i biancocelesti sono all'ottavo posto, ecco perché vincere la Coppa Italia non è solo una questione di prestigio, bensì l'ultimo appiglio per non chiudere un ciclo. 
CREDITOAlmeno di facciata Inzaghi non si sente in discussione. Ha la fiducia dello spogliatoio e del diesse Tare. Lotito gli ha fatto pure un discorso per farlo rasserenare, ma in realtà un altro tonfo con l'Atalanta lo farebbe precipitare. Sarebbe la chiusura terribile di un cerchio di liti, inaugurate col presidente addirittura in estate. Invece l'allenatore sogna di regalargli il quinto trofeo e avere poi lui un credito vero da potersi giocare. Non ha gradito durante tutta la stagione le critiche e le pressioni, sarebbe diverso sedersi con Lotito intorno a un tavolo in posizione di forza per Inzaghi. A quel punto, se non ci fosse condivisione d'intenti e di piani futuri, con un conato d'orgoglio Simone potrebbe pure presentare le dimissioni, nonostante un contratto ancora in vigore sino al 2020. E' innamorato della Lazio, Inzaghi, ma comincia a non sopportare i continui mugugni. Conosceva bene l'ambiente e sapeva quanto la vita in panchina sarebbe stata pesante. E' cresciuto, ma ora sta pure meditando di proseguire lontano dal clamore, per esempio andando in squadre (Atalanta e Samp) di minor blasone. Piace anche e soprattutto al Milan e la Juve, ma lì diventerebbe più ingombrante la storia e ogni altro paragone. Inzaghi spera comunque di poter essere lui a scegliere, domani dovrà aiutarlo Immobile. Le altre decisioni di formazione (Correa in vantaggio su Caicedo acciaccato, Bastos o Luiz Felipe al fianco di Acerbi e Radu) le prenderà oggi, quando darà pure il responso definitivo (panchina o meno) su Milinkovic. Lotito in fondo tifa perché lui non sbagli, altrimenti saranno guai dopodomani. I contatti con De Zerbi e Mihajlovic ci sono già stati, ma il presidente non ha mai fatto fatica a smentirli.

Il Messaggero

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ALTRE

Roma-De Rossi: è addio: il 26 maggio contro il Parma la sua ultima gara in giallorosso

ROMA – Dopo diciotto anni la Roma e Daniele De Rossi si diranno addio. A dare l'annuncio (shock) è il club giallorosso sui propri canali social: «Quasi 18 anni fa un giovanissimo Daniele De Rossi faceva il suo debutto con la Roma contro l’Anderlecht. Con il Parma, all’Olimpico, giocherà la sua ultima partita con la nostra maglia. Sarà la fine di un’era». Un tweet inaspettato per i tifosi giallorossi che stanno prendendo d'assalto social e radio per capire la motivazione della scelta del club e del giocatore. 

Alle 12.45 Daniele De Rossi parlerà in conferenza stampa per chiarire ogni dubbio e svelare quale sarà il suo futuro. Il centrocampista giocherà in un'altra squadra, come ha ammesso anche il presidente Pallotta sui social: «Per 18 anni, Daniele è stato il cuore pulsante dell’AS Roma», ha dichiarato il patron giallorosso. «Ha sempre incarnato il tifoso romanista sul campo con orgoglio, affermandosi come uno dei migliori centrocampisti d’Europa, a partire dal suo debutto nel 2001 fino a quando ha assunto la responsabilità della fascia da capitano. Ci commuoveremo tutti quando, contro il Parma, indosserà per l’ultima volta la maglia giallorossa e rispettiamo la decisione di proseguire la sua carriera da calciatore, anche se, a quasi 36 anni, sarà lontano da Roma. A nome di tutta la Società voglio ringraziare Daniele per lo straordinario impegno profuso per il Club. Le porte della Roma per lui rimarranno sempre aperte con un nuovo ruolo in qualsiasi momento deciderà di tornare».

corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Atalanta-Lazio, la finale delle idee

ROMA – È la finale delle idee, della competenza, dei colpi a basso costo, dei talenti sconosciuti e portati alla ribalta. Gasp ha plasmato l’Atalanta, sta facendo sognare Bergamo e ora corre verso la Champions. Inzaghi non si è ripetuto in campionato con la Lazio, pagando alcune cadute di rendimento, ma ha centrato la terza finale e può vincere la Coppa Italia dopo aver alzato la Supercoppa nell’estate 2017 battendo la Juve a cui si era dovuto inchinare tre mesi prima. Tutti e due gli allenatori sono al terzo anno di gestione e hanno sfruttato la continuità del lavoro preparato da Sartori e Tare. Già, perché prima del campo contano l’opera e le intuizioni dei direttori sportivi. La filosofia aziendale, considerando fatturato ridotto e stipendi più contenuti, è diversa dalle big della Serie A. Atalanta e Lazio sono gli esempi virtuosi del calcio italiano. Seminano oggi, raccolgono domani, mettono in preventivo uno o due anni di attesa per accompagnare la crescita di giocatori, spesso in arrivo dall’estero, e non sempre prontissimi. Ma è l’unica strada per eliminare il gap con le grandi nel lungo periodo. Dodici anni senza centrare la Champions a Roma pesano sulla piazza, sugli umori volubili della tifoseria, eppure i conti della società biancoceleste sono in regola e la crescita è costante. Percassi, in tema di quarto posto, potrebbe piazzare il colpo a sorpresa: è davanti alla Roma e al Milan, deve ancora raggiungere il traguardo, restano 180 minuti di campionato e domani spera di vincere il primo trofeo della sua gestione. Lotito ne ha già messi in bacheca quattro, a testimonianza di quanto sia riuscito ad allestire ogni anno la squadra con competenza.

 

POCO SOPRA CR7 – Prendendo in esame i sedici probabili titolari della finale di Coppa Italia, tolti infortunati, squalificati e riserve che difficilmente entreranno in campo, Atalanta e Lazio sono costate in blocco circa 130 milioni di euro. Quasi 50 per la squadra di Gasperni, appena sopra gli 80 per il gruppo di Inzaghi. Parliamo del costo dei cartellini all’epoca dell’acquisizione, non del prezzo attuale di mercato. Significa, nel complesso, che 32 giocatori sono costati poco più di Cristiano Ronaldo, pagato 117 milioni dalla Juve compresi i 12 di commissioni riconosciuti a Jorge Mendes, il suo procuratore.

corrieredellosport.it