'9 GENNAIO 1900' – Stefano Mauri: “La querelle Totti-A.S. Roma? Lui dice di non essere stato mai interpellato, la Roma risponde che non è vero; Totti ha parlato di deromanizzazione, cosa che la società smentisce. Bisogna capire come sono andate le cose o se sono solamente due visioni diverse dello stesso aspetto”. Quanto è difficile passare da calciatore a dirigente? “Al di là dell'essere portati o meno, va capito che si tratta di una nuova avventura e bisogna studiare. Quando smetti di giocare pensi di sapere tutto del calcio, quando inizia una nuova professione serve in primis una grande umiltà facendo i corsi necessari; studiare anche le lingue, soprattutto da dirigente o allenatore devi saper parlare più idiomi. Penso anche a Nedved, quando ha iniziato alla Juventus avrà cominciato ascoltando i più esperti, da dirigente ti rapporti con gli altri ds, la stampa e tutto il mondo. Presto per Totti? Anche Tare ha iniziato subito, ognuno però ha bisogno del suo tempo, ripeto bisogna conoscere i regolamenti oltre alla classica gavetta stando accanto a qualcuno che già fa quel mestiere rubandogli i trucchi. Vale anche da calciatore: quando è arrivato Klose da lui ho carpito molto”. Il mancato riscatto di Romulo. “Sembrava venisse riscattato perché ha sempre fatto bene quando chiamato in causa. La Lazio credo abbia idea chiara su chi prendere, si è deciso di tenere Marusic magari andando a prendere un altro potenziale titolare, io preferirei un italiano già abituato a giocare a tre anche in grado di saltare l'uomo in velocità. Può essere Lazzari, c'era Di Lorenzo ma è andato al Napoli, tolti Darmian e Zappacosta altri non mi vengono in mente”