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RASSEGNA STAMPA

Luiz Felipe, il jolly della Lazio: é un ‘97, non pesa sulla rosa

Un’ottima stagione passa obbligatoriamente da una rosa con tanti potenziali titolari. Per Simone Inzaghi Luiz Felipe è sicuramente uno di questi. Il brasiliano, ancora alle prese con il recupero dall’infortunio, ha appena compiuto 22 anni. Il classe ’97 verrà inoltre inserito nella Lista B, lo slot dedicato agli Under 21 con almeno due anni di militanza nel settore giovanile del club. Grazie a queste caratteristiche Luiz Felipe è l’uomo che può allungare l’organico a disposizione in Serie A. Questa sarà l’ultima stagione da “speciale” per il brasiliano, dall’anno prossimo sarà aggregato alla lista dei 17. Luiz Felipe in campo e nelle liste è il jolly di Inzaghi, pronto a scalare le gerarchie e conquistare la difesa della Lazio. Lazionews.eu

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RITIRO ESTIVO

AURONZO GIORNO 10 – Lazio a riposo. La situazione dell’infermeria

La prima settimana di lavoro ad Auronzo è trascorsa tra i sorrisi e una preparazione svoltasi con grande intensità e senza particolari contrattempi. Detto che si attendono comunicazioni su Lukaku e Berisha – entrambi lontano dall'Italia e sui quali vige la solita cortina di silenzio – in Veneto il primo stop importante ha toccato Marusic: il montenegrino per un paio di giorni è tornato a Roma, è tornato in ritiro per curare la distorsione al ginocchio che necessita almeno altre quattro settimane di stop. L'altro big fermo è Leiva, nessun bollettino ufficiale ma il brasiliano ha una lesione al quadricipite, se ne riparlerà per metà agosto se tutto andasse bene. Stesso danno per Durmisi, ma ad un flessore: il danese si è fatto male a sole 24 ore dal suo arrivo sotto le Tre Come di Lavaredo,  anche lui ne avrà per almeno tre settimane. Wallace soffre per un fastidio al polpaccio, zona sempre delicata, mentre Vavro ieri ha lasciato la partita con la Triestina per un problema muscolare la cui entità non è ancora nota, possibile che lo slovacco venga sottoposto ad accertamenti nelle prossime ore.

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CALCIOMERCATO

Il presidente del Trabzonspor: “Yazici non ha mostrato tutto il suo valore: non abbiamo bisogno di soldi…” 

Yusuf Yazici non è poi così lontano dalla sua culla calcistica nonché unica maglia indossata in carriera. Il classe 1997, nativo di Trabzon, da almeno due settimane è dato vicino al trasferimento al Lille, ma il contratto fino al 2022 lo rende ancora un prospetto difficile da sradicare dalla Turchia. A dare forza a questa sensazione proprio Il presidente del club, Ahmet Agaoglu, che così si è espresso in una trasmissione televisiva: "Yazici non ha ancora mostrato il suo vero valore. Lui, Abdülkadir Ömür e altri giovani rappresentano i nostri gioielli. Chiunque sia interessato a loro, che sono il nostro patrimonio più prezioso, deve presentare un'offerta adeguata. Finora questo non è successo, poi non so cosa avverrà nei prossimi giorni”, ha spiegato il numero 1 del sodalizio, che ha poi rincarato la dose: “Non abbiamo la necessità di incassare soldi, se avessimo voluto vendere lo avremmo fatto quando avevamo maggiori difficoltà economiche. I nostri giovani non sono soltanto dei giocatori, ma i rappresentanti del nostro progetto. L'eventuale cessione non può essere considerata come un normale trasferimento di un giocatore". 
 

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CALCIOMERCATO

Jorge Mendes si “prende” anche il Milan: l’impero dell’agente da Lisbona alla Cina

La Mendesia è un impero che si estende dal Portogallo alla Cina, non ha confini e la sua economia si regge sul business del pallone: gli abitanti non arrivano nemmeno a un centinaio, eppure garantiscono un prodotto interno lordo da un miliardo di dollari. A tanto ammonta, secondo Forbes , il valore dei contratti curati nel 2018 dalla GestiFute, la società fondata e guidata dal «sovrano» Jorge Mendes, il super agente che parla 5 lingue e gira con 4 telefonini: nell’ultimo anno le commissioni per gli spostamenti dei suoi assistiti hanno generato ingressi per 100,5 milioni di dollari. Mentre a Torino Raiola si prende la scena per l’operazione De Ligt, l’uomo che la scorsa estate ha perfezionato l’affare monstre CR7-Juve sta giocando da regista nel mercato delle punte del Milan: la cessione di André Silva al Monaco porta la sua firma, quella (possibile) di Cutrone al Wolverhampton pure.

La rete
Da Ederson a Thiago Silva, da Bernardo Silva a James Rodriguez fino ovviamente a Ronaldo e Mourinho, con gli assistiti di Mendes si costruirebbe uno squadrone, ma pensare al 53enne portoghese come semplice agente sarebbe riduttivo. Perché le capacità sono da imprenditore di multinazionale: la sua rete ha oltrepassato gli steccati delle procure sportive per atterrare all’interno dei club. Con gli inglesi del Wolverhampton il legame è istituzionalizzato: la proprietà è del colosso cinese Fosun, che ha una quota della società di Mendes e molti dei nomi da lui gestiti sono finiti lì, in campo e in panchina. L’allenatore è infatti quel Nuno Espirito Santo con cui Jorge iniziò a farsi strada 23 anni fa: Nuno faceva il portiere al Vitoria Guimarães e Mendes – calciatore che diversificava già con una videoteca e una discoteca − lo portò al Deportivo La Coruña.

Principato
Ma la galassia Mendes ha basi ovunque. In Portogallo gli affari con Benfica e Porto non si contano; in Premier i flussi dei suoi calciatori hanno seguito gli spostamenti di Mou; in Spagna orbitano attorno al Valencia di Peter Lim, magnate di Singapore che di Jorge è amico e socio nella Meriton Capital Limited, e all’Atletico. In Ligue 1 l’Impero ha stretto accordi strategici con il Principato: Mendes è il braccio destro sul mercato di Dimitri Rybolovlev, tycoon russo proprietario del Monaco. Qui approderà Silva per 8 milioni in meno di quelli spesi dal Milan per acquistarlo dal Porto. Siamo alla rarità: di solito chi compra con Mendes poi rivende a cifre più alte. Anche riuscire a piazzare per 30 milioni un giocatore che si era svalutato, però, è un piccolo capolavoro. Jorge ha vinto ancora. E il Milan sorride.

 

gazzetta.it

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COPPA ITALIA

Ecco il tabellone 2020: ai quarti il rischio Napoli. Dalla stessa parte anche Atalanta e Inter

Riprenderà dagli ottavi di finale il cammino dei biancocelesti, campioni in carica, nella nuova edizione di Coppa Italia.

Alla squadra allenata da Simone Inzaghi, in particolare, è stato assegnato il numero 8 nel tabellone della competizione. Di conseguenza, il sorteggio ha designato l’ipotetico cammino dei biancocelesti nel trofeo e le probabili avversarie da affrontare.

Negli ottavi di finale, che si disputeranno tra il 15 ed il 22 gennaio, gli uomini di Inzaghi potrebbero vedersela con Hellas Verona, Cremonese, Empoli, Pescara, Virtus Francavilla, Novara, Reggina, L.R. Vicenza, Robur Siena o Mantova.

Ai quarti di finale, invece, che si disputeranno il 29 gennaio 2020, i biancocelesti potrebbero affrontare la squadra vincente nel confronto tra il Napoli ed una delle seguenti formazioni: Brescia, Sassuolo, Perugia, Spezia Triestina, Cavese, Pro Patria o Matelica.

Nello stesso lato del tabellone, per quanto riguarda le migliori otto squadre dell’ultima Serie A, troviamo il Atalanta ed Inter. Nell’altro versante della competizione si sfideranno, invece, Milan, Roma, Juventus e Torino.

 

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CALCIOMERCATO

Agente Szoboszlai: “Finché c’é Milinkovic…”

Milinkovic agita il mercato della Lazio. Il centrocampista serbo, la cui valutazione è di 80 milioni, potrebbe lasciare Roma, come ammesso anche nei giorni scorsi da Lotito. Il diesse Tare sta già lavorando per farsi trovare pronto, se si dovesse concretizzare la sua cessione. Tra i nomi caldi accostati al club biancoceleste, c'è soprattutto quello di Dominik , Szoboszlai, talento classe 2000 del Salisburgo. Per parlare del futuro del giovane centrocampista austriaco, su TMW è intervenuto in esclusiva il suo agente, Matyas Esterhazy: 

"Ci sono molte voci su tanti club, ma le cose al momento non sono cambiate. Dominik si sta preparando a Salisburgo per la prima partita di campionato, in programma venerdì contro il Rapid Vienna. Lui come sostituto di Milinkovic? Il serbo è ancora un giocatore della Lazio, quindi non c'è bisogno di sostituirlo". Tuttomercatoweb.com 

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CALCIOMERCATO

Stop mercato in attesa di Milinkovic. Confronto Lotito-Luis Alberto, ipotesi rinnovo

Colloqui di una notte di mezza estate. Da Villa San Sebastiano ad Auronzo di Cadore. L’arrivo, sabato, di Claudio Lotito in ritiro è servito a tenere alta l’attenzione in casa Lazio e fare il punto della situazione sul mercato. L’altro ieri il presidente della Lazio ha cenato con la squadra, non ha fatto il classico discorso al gruppo ma si è intrattenuto fino a tarda sera a giocare a carte con lo staff e poi è rientrato a Cortina. Sintomo che c’è serenità. L’intesa tra società e tecnico sulle operazioni in entrata e in uscita c’è da tempo. Simone Inzaghi in occasione del suo rinnovo ha chiesto garanzie ed è stato accontentato. Il ds Igli Tare, ormai da due giorni al seguito della squadra in Veneto, gli ha già portato Vavro, Adekanye, Jony e Lazzari. Con l’assenza di offerte per Milinkovic e Luis Alberto, «la squadra rimane così», assicura la dirigenza. Insomma, mercato chiuso, a meno di colpi di scena. Sergej ha salutato il presidente, ma non ci ha parlato. Con lo spagnolo, invece, ci sarebbe stato un confronto. Un incontro per chiarire i motivi delle sue ripetute dichiarazioni pro Siviglia. Un’occasione per intavolare anche un eventuale rinnovo. Ipotesi che la società sta valutando per mettere a tacere le voci su un suo possibile addio. Per Caicedo, invece, il prolungamento del contratto è in discesa, anche se l’ecuadoriano, oltre alla continuità nelle presenze, chiede oltre 2 milioni. Tutto fa pensare che alla fine si troverà un soluzione. Se così non fosse, “l’amico” Mendes è pronto a sponsorizzare Ahmed Hassan, egiziano 26enne punta centrale del Braga. Gli è stata data carta bianca per la cessione di Jordao e Neto al Benfica, ma se i tempi dovessero allungarsi, Jorge potrebbe dirottare i giovani e quasi mai inutilizzati talenti verso il Monaco. La stessa società che due anni fa risolse la grana Keita sborsando 30 milioni di euro. Un caso? In partenza ci sono anche Badelj e Wallace. Il croato vuole tornare alla Fiorentina, mentre per il difensore ci sono diversi estimatori in Premier League, sempre grazie al solito Mendes. Il messaggero

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RASSEGNA STAMPA

È definitivamente Tucu-mania, Cataldi promosso vice Leiva?

Un anno fa, proprio in questo periodo, il ds Tare chiudeva il doppio colpo Badelj e Correa. In quei giorni si diceva che il vero affare era di sicuro il croato ex Fiorentina, reduce dall’ottimo Mondiale in Russia. Un punto interrogativo, invece, l’argentino che aveva ben fatto con la Sampdoria ma che poi aveva finito per perdersi. Un anno dopo la prospettiva è completamente ribaltata. El Tucu dopo una stagione luci ed ombre si è preso tutto con un finale da incorniciare: gol in finale di Coppa Italia. Ha ricominciato proprio come ha finito. Ad Auronzo è il riferimento in attacco per Inzaghi e soprattutto è diventato il nuovo idolo della tifoseria biancoceleste. I cori sono solo per l’argentino tutto dribbling e gol. Titolare in tutte e tre le amichevoli disputate dalla Lazio. In avanti cambia il riferimento ma lui c’è sempre. Nella prima ha fatto coppia con Caicedo, nella seconda con il nuovo acquisto Adekanye e ieri, contro la Triestina (terminata con il successo della Lazio per 5 a 2), con Immobile per quello che verosimilmente sarà l’attacco titolare del prossimo anno. Inzaghi lo piazza tra le linee a metà tra il trequartista e la seconda punta. I compagni lo cercano in continuazione a conferma che è cresciuto anche il suo peso specifico nello spogliatoio. Ieri ha mostrato tutto il suo repertorio: si è procurato e ha realizzato un rigore. Otto reti totali in queste tre partite. Spazio anche per un piccolo spavento per una entrataccia sulla caviglia da parte di un avversario. Per fortuna nulla di grave.

DANILO IN REGIA
Non riesce a trovare proprio spazio, invece, Badelj. Il croato dopo l’annata da dimenticare è retrocesso nelle gerarchie di Inzaghi. Nemmeno l’infortunio di Leiva (lesione al retto femorale della coscia, ieri ha guardato la partita a bordo campo) gli ha regalato un po’ di spazio. Anzi il centrocampista è sulla lista dei partenti. In regia il tecnico biancoceleste ha scelto Cataldi. È lui il vice Leiva. Nessun dubbio. Non è un caso che a giorni arriverà l’ufficialità della firma sul rinnovo. Ieri si è mosso con personalità nella mediana laziale guidando il reparto. È cresciuto molto negli ultimi due anni tanto che lo stesso Inzaghi ha deciso di trattenerlo anche a discapito dell’ex pupillo Murgia. La sua crescita è stata notata da tutti i senatori (siede spesso al tavolo con loro). Lo scorso anno è stato premiato in Europa League con la fascia da capitano. Lulic e Radu lo considerano un figlioccio. Non a caso Stefan ha annunciato il suo arrivo ad Auronzo alla squadra con una videochiamata a Senad e Danilo.

BRUTTO SIPARIETTO
Contro la Triestina, ha girato bene così come tutta la Lazio. Qualche dubbio su Vavro responsabile dei due gol. Lo slovacco è uscito anzitempo per un guaio fisico. La settimana di allenamenti nelle gambe dei biancocelesti si vede. Contro gli alabardati che militano in Lega Pro ottima prova di Immobile e di Caicedo. Brutto siparietto per Felipe che reagisce male ad una battuta di alcuni tifosi. Dopo la partita chiarimento faccia a faccia con Tare e Lulic a mediare. In serata cena di squadra in una pizzeria del paese. Un rituale per cementare ancor di più il gruppo. Oggi primo giorno di riposo, mercoledì altra amichevole contro la Virtus Entella. Io messaggero

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RITIRO ESTIVO

AURONZO DAY 9 – La Lazio cresce e Lotito paga la pizza: cena di squadra e giorno libero

Lazio all’Antiqua, ristorante di Auronzo di Cadore. Tutti fuori dopo il test contro la Triestina (gara vinta 5/2). Presente anche il ds Tare e tutto lo staff di Inzaghi. 

I giocatori hanno lasciato l’albergo verso le 8 sommersi dai tifosi presenti, autografi e selfie. Tutto nasce da un’idea di Lotito. C’è anche Adam Marusic, tornato ad Auronzo dopo i controlli con un vistoso tutore alla gamba sinistra.

 

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RITIRO ESTIVO

AURONZO GIORNO 9 – Cinquina alla Triestina: le punte di Inzaghi segnano e si divertono, la difesa va registrata

Terza amichevole e terza vittoria per la Lazio. La squadra di Inzaghi, dopo le goleade contro Auronzo e Radio Club Top 11, liquida con un 5-1 la pratica Triestina e chiude al meglio la prima settimana di ritiro. I biancocelesti partono subito forte, con Cataldi in regia, cercando la rete del vantaggio fin dai minuti iniziali. Sblocca la partita dopo 8' Immobile, bravo a sfruttare il cross perfetto di Lulic. Poco prima, Ciro si era visto annullare un gol per un dubbio fuorigioco, su tiro proprio del bosniaco. Al 12' si prende la scena Correa, che si procura e trasforma il rigore del 2-0. La Triestina tenta una timida reazione con Costantino e il palo esterno di Malomo ma al 28' arriva il tris laziale: Immobile diventa assistman e regala a Milinkovic un cross da appoggiare solamente in rete. Il primo tempo termina con il palo da fuori area dello scatenato Ciro.

La ripresa vede la solita girandola di cambi, con il duo Adekanye-Caicedo davanti e Jony a sinistra al posto di Lulic. Codromaz accorcia le distanze per gli alabardati, così pochi minuti dopo Felipe fissa di testa il poker vincente. La partita scivola via tra occasioni e gambe pesanti, fino a quando il solito Caicedo fa doppietta e cinquina. Chiude le emozioni Marzola, che fissa il risultato finale sul 5-2.  

Lazio-Triestina 5-2

Marcatore: 8' Immobile (L), 29' Milinkovic (L), 13' rig. Correa (L), 46' Codromaz (T), 50', 67' Caicedo (L), 86' Marzola (T)

 

LAZIO (3-5-2): Guerrieri (57' Adamonis); Vavro, Acerbi, Radu (46' Patric); Lazzari (67' Jorge Silva), Milinkovic (46' Parolo), Cataldi (46' Badelj), Luis Alberto (46' A. Anderson), Lulic (46' Jony); Correa (46' Adekanye), Immobile (46' Caicedo).

All.: Simone Inzaghi.

 

TRIESTINA (4-4-2): Offredi; Formiconi (46' Scrulli), Malomo (46' Codromaz), Lambrughi, Frascatore (83' Ermacora); Mensah (88' Vicaroni), Coletti (46' Giorico), Maracchi (67' Salata), Beccaro (46' Steffè); Costantino (46' Procaccio), Granoche (83' Marzola).

A disp.: Rossi, De Luca, Gubellini, Loschiavo. 

All.: Massimo Pavanel.

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