Le chiavi del centrocampo sono state consegnate a loro. Lucas Leiva e Lasse Schone. Lazio-Genoa sarà anche il primo incrocio in assoluto tra i due mediani. Stesso ruolo all’interno dei due schieramenti tattici, peraltro identici nel corso di questa stagione, e stesso ruolo all’interno dello spogliatoio: leader indiscussi, Leiva e Schone hanno portato all’interno delle due squadre le stesse caratteristiche. Mentalità e predisposizione al conseguimento del risultato.
Inevitabile, perché i due centrocampisti, prima di approdare nella massima serie italiana, hanno militato in Club di grande tradizione, Liverpool e Ajax, lottando nel corso di tante stagioni per grandi obiettivi in palcoscenici che, sicuramente, impongono massimo impegno. Ed i compagni di squadra hanno appreso da loro: da quando Leiva è approdato in maglia biancoceleste, la Lazio ha vinto due titoli nazionali in due anni solari combattendo fino all’ultimo respiro in tutte le competizioni. Oltre ad aver strappato tantissimi applausi, invece, l’arrivo di Schone è coinciso fino ad ora con una partenza discreta in campionato dei Grifoni che, dopo aver raccolto quattro punti contro Roma e Fiorentina sono riusciti ad ottenerne appena uno con Atalanta, Cagliari e Bologna. Schone e Leiva sono comunque due centrocampisti diversi.
Il danese regala geometrie ed è il vero registra della manovra vantando, inoltre, il vizio del gol: sono 114, infatti, finora le reti siglate in carriera. Appena 19 sono i gol siglati da Leiva, un centrocampista diverso rispetto al danese, di grande quantità, ma allo stesso modo decisivo. Domenica potrebbe toccare proprio a Lucas, potrebbe tornare titolare proprio contro i Grifoni, per trascinare ancora una volta con il suo carisma una Lazio bella, ma poco concreta. E quando si parla di concretezza, impossibile non invocare lui. Lucas Leiva. Sslazio.it