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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Wilson: “Mancini ha dimostrato qualità di gestione, ma Nazionale forse troppo osannata” (VIDEO)

PINO WILSON in studio a 'NMM': "Giusto celebrare la qualificazione della Nazionale al prossimo europeo, a livello statistico è rilevante notare come sia arrivata in anticipo, poi è chiaro che analizzare le sette gare porta a sottolineare la qualità delle avversarie. Non alta. Forse l'Italia è stata osannata oltre modo, l'inizio è stato buono, la nazionale ha fatto il suo, cosa che non sempre è accaduto. Mancini ha dimostrato di saper gestire al meglio quello che ha a disposizione. Una conferma delle sue qualità, poi vedremo cosa accadrà all'Europeo". 

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DICHIARAZIONI

Gli obiettivi di Berisha: “Champions con la Lazio ed Europeo con il Kosovo”

Il centrocampista biancoceleste, Valon Berisha, ha parlato alla TV albanese – RTV – dei suoi obiettivi futuri: “Non è stato un anno facile per me, ma con il duro lavoro si migliora sempre. Spero di essere una risorsa importante per la Lazio. Il mio sogno è quello di poter giocare con la maglia biancoceleste la Champions e, l’Europeo con il Kosovo” .

laziopress.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mauri: “Atalanta unica in Serie A. Giocherei con Parolo mezzala, servono inserimenti senza palla” (AUDIO)

Stefano Mauri a 'QUELLI CHE…': “Atalanta squadra difficile da affrontare per svariate ragioni, ma soprattutto perché gioca un calcio diverso, unico nel nostro campionato. La Lazio deve cercare di non dare punti di riferimento e di muoversi molto, proporre inserimenti senza palla soprattutto, perché loro hanno difficoltà a seguirli. Parolo mezzala in questo senso potrebbe essere una carta importante per la sua capacità di inserimento senza palla”.

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STATISTICHE

Inzaghi sul podio dei tecnici biancocelesti: parte l’attacco a Delio Rossi

Inzaghi sul podio degli allenatori biancocelesti con più panchine

C'è un nuovo protagonista sul podio biancoceleste, si chiama Simone Inzaghi. L'allenatore della Lazio a Bologna ha festeggiato le 128 panchine laziali, raggiungendo al 3° posto Sperone. La serie di Simone è iniziata il 10 aprile 2016, giorno del debutto vincente a Palermo. 

Contro l'Atalanta, Inzaghi rimarrà da solo sul gradino più basso del podio, mettendo nel mirino due nomi importanti nella storia della Lazio. Al primo posto c'è infatti Dino Zoff, a quota 176 panchine. Più vicino Delio Rossi, con 152 panchine. Sslazio.it

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APPROFONDIMENTI

Lazio e Nazionale, la doppia faccia di Immobile

Centravanti spietato con la Lazio, bomber sofferente, quasi di scorta con l’Italia. E’ la doppia vita di Ciro Immobile che sogna disperatamente di diventare il centravanti simbolo della nazionale, così come è per i biancocelesti. In azzurro però tutto è in salita. Irresistibile e implacabile sotto porta con la maglia biancoceleste, con una media gol da brividi, ben 93 reti in 141 partite, uno ogni gara e mezzo, in tre anni pieni con la casacca laziale. Questo in corso è l’’inizio del quarto. Numeri importanti che nel calcio del Belpaese, attualmente, hanno pochi attaccanti. Del tutto opposto, a tratti irriconoscibile se si confrontano i dati del club, il cammino in nazionale, dove la punta napoletana ha realizzato 8 gol in 38 gare in quasi sei anni, visto che la prima presenza in nazionale è di marzo del 2014. Da non dimenticare che la rete siglata alla Finlandia un mese fa, arrivava da due anni di digiuno. Dati e numeri, insomma, che, confrontati, sembrano di due giocatori diversi. Uno l’opposto dell’altro. Lui, Ciro, per un po’ ci ha sofferto parecchio, poi, ritrovato gol, fiducia e feeling con tecnico e ambiente ci è passato sopra. E continua a farlo, nonostante contro la Grecia sia andato ancora a secco. 

GIOCO INDIGESTO 
E’ un generoso e in campo non si ferma mai anzi è sempre pronto al sacrificio. In nazionale più che segnare, fa soprattutto questo. Vorrebbe tanto diventare l’icona del gol dell’Italia, come accade nella Lazio, ma più si sforza, più non ci riesce. E la causa di tutto, probabilmente, sta nel gioco che attua Roberto Mancini. Poco importa che spesso vicino a lui ci sia Insigne, l’ex compagno con cui ha fatto meraviglie nel Pescara di Zeman. Ciro si esalta se è il punto di riferimento in avanti e vive per attaccare la profondità. Nella Lazio ci sono Luis Alberto e Milinkovic che a occhi chiusi giocano in verticale e lo trovano sempre, che sia a destra, a sinistra o al centro. In nazionale fatica ad emergere perché gioca spalle alla porta, ma pure perché il ct è ossessionato dalla tecnica e prova ad andare in porta più col fraseggio di qualità che con guizzi estemporanei. Una modalità che ha consentito agli azzurri di ritrovarsi e qualificarsi con tre gare di anticipo a Euro 2020, ma che vede più di altri soffrire il capocannoniere della serie A. Contro la Grecia è uscito tra gli applausi nel suo stadio e, per ora, questo compensa le delusioni sotto porta, ma andando avanti così Immobile rischia perfino il posto, anche perché se Balotelli ingrana sul serio, Mancini non ha mai nascosto che sia la punta del Brescia il suo centravanti ideale. 
ilmessaggero.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Contro l’Atalanta voglio una Lazio equilibrata, ma senza tutti i tenori insieme dall’inizio” (AUDIO)

Bruno Giordano a 'QUELLI CHE…': “Mancini bravo a ricreare entusiasmo, la Naizonale ha riportato all'Olimpico 50.000 persone. Il percorso fatto finora non è stato complicato, ma era importante rimettere le cose in ordine. Ora pensiamo al prossimo impegno della Lazio. Senza Zapata mi aspetto Muriel, l'Atalanta ormai la conosciamo bene e loro conoscono la Lazio. Giocano a tutto campo, hanno un atteggiamento anomalo rispetto a tantissime squadre. Sono in ottima salute, spero che pensino di più al City la settimana seguente. La Lazio non deve perderla, questo è sicuro, ma non bisogna dimenticare che parliamo della terza forza della Serie A. L'Atalanta ha anche una buona panchina, con giocatori che possono farti male a gara in corsa, è anche difficile capire chi sia il titolare e chi sia la riserva. La Lazio deve stare attenta a se stessa, perché di solito parte forte e rischia – se non mette al sicuro il risultato – di farsi riprendere. L'Atalanta finisce sempre le partite in crescendo, quindi a maggior ragione serve giudizio e calma nella gestione. Mi piacerebbe rivedere un copione simile all'ultima finale di Coppa Italia, una squadra equilibrata per 90 minuti, capace di gestire le prorpie energie senza black out. Credo che oggi, prorpio per un discorso di equilibri, sia pericoloso mettere tutti i tenori insieme dall'inizio. Sono loro a dover dimostrare di meritare ancora un posto dal 1'".

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CURIOSITA'

“Sven, se convochi Rooney ti ammazzo!”

Sven-Goran Eriksson ha sempre avuto un buon trend con Sir Alex Ferguson. Lo dimostrano i risultati, infatti l'allenatore svedese ha battuto il rivale nelle 3 volte in cui l'ha affrontato. La prima con la Lazio più forte di sempre, in Supercoppa Europea, e le altre due con il Manchester City in seguito. I rapporti erano tesi, specialmente quando Sven diventò il ct della Nazionale dei tre leoni. Ferguson era infastidito dalle convocazioni, tanto da andarci pesante per una chiamata in particolare. Eriksson infatti racconta al 'Times' di aver ricevuto questa telefonata dall'ex allenatore del Manchester United: “Sven, se convochi Rooney ti ammazzo, sei finito”. Con il solito aplomb, il ct rispose che lo avrebbe convocato lo stesso, augurando buone vacante al collega.

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ALTRE

Omicidio Diabolik, la figlia Ginevra: “Mio padre era un uomo libero, assurdo non ci sia ancora un nome per l’assassino” (VIDEO)

Parla Ginevra Piscitelli, figlia di Fabrizio Piscitelli, per tutti "Diabolik". La figlia dell'ex capo degli Irridubicili ucciso con un colpo di pistola lo scorso 7 agosto, in pieno pomeriggio al Parco degli Acquedotti, ha raccontato il proprio dolore e i ricordi legati al padre ai microfoni di La7: "Se ho paura? Inizialmente l'ho avuta, a oggi non si sa ancora chi sia l'assassino e mi sembra assurdo che non ci sia ancora un nome. Mio padre era in un parco, in un centro abitato, e in una zona strafrequentata. In famiglia non abbiamo fatto delle ipotesi, è talmente assurda come situazione. Mio padre era una persona molto amata, non riesco a capire chi abbia potuto fare una cosa del genere. Ci siamo trovati ad affrontare una situazione che non rientra nella normalità, abbiamo lottato per il nostro diritto di fare il funerale. Ricordo che mio padre è morto da uomo libero. La tensione non è stata creata da noi, non è stato un funerale normale, tutti al mio posto avrebbero reagito così. Se ho visto il corpo di mio padre? Ci siamo imposti per vederlo, mia madre è andata a Tor Vergata alle 3 e mezza di mattina, ad accoglierci c'era una quantità incredibile di poliziotti. Ci hanno fatto entrare, lì ho visto per la prima volta mio padre. Era su un lettino, con un telo sopra. Non sono riuscita ad avvicinarmi, mi ha fatto molto male. Non ho pensato a molte cose, mi sembrava assurdo ciò che stavo vivendo. Come ho avuto la forza di reagire? Devi trovarla, anche se ero sconvolta. Al contrario di ciò che si pensa, io ero una ragazza che conduceva una vita normale. Con me lui era un padre normale, uscivamo normalmente. Non era una persona che dava l'impressione che potesse accadergli una cosa così, mai pensata una cosa del genere. I pregiudizi? Non è stato sempre semplice in passato, quando mio padre è stato arrestato c'è stato un po' di pregiudizio. Poi non c'è un manuale per essere perfetti, ma hanno fatto passare il mio dolore come non legittimo, perché le notizie lo descrivevano come un boss, quindi come se io e la mia famiglia dovessimo aspettarci una cosa del genere. Mio padre è stato condannato a 4 anni, non era un boss mafioso, invece ripeto è stato quasi legittimato tutto per la vita che conduceva. Io mi chiedo: che vita conduceva? Nella mia vita non ho mai avuto paura di non rivederlo più, sapevo che non se ne sarebbe mai andato. Il momento in cui l'ho visto più felice è stato il matrimonio di mia sorella. Il ricordo più brutto quando l'hanno arrestato, così come il periodo del carcere. Avevo 16 anni, lo andavo a trovare. Nel carcere non c'è sensibilità, a volte sembra che dentro ci siano dei pacchi postali, ma non è così. Ci diceva che avrebbe voluto fare di più per noi, che avrebbe voluto lasciarci più tranquille. Ma era una persona che sapeva rimediare. Non so se lui avrebbe preferito rimanere in carcere per tutta la vita piuttosto che morire. Però sicuramente era una persona che amava la vita. L'ultimo messaggio che gli ho inviato è stato alle 18.20 del 7 agosto, gli ho mandato una foto con una mia amica, stavamo facendo un aperitivo, mi ha chiesto se le patatine fossero in busta. Era uno curioso. Il tatuaggio appena fatto con la frase 'Abbi cura di tutto, ti amo Mapo'. Io lo chiamavo così, mi dava sempre delle raccomandazioni alla fine delle lettere quando era in carcere".

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EUROPA LEAGUE

Lazio-Celtic, la sanzione Uefa nelle prossime 48 ore: la situazione

L'Uefa si pronuncerà nelle prossime 48 ore. La Lazio attende la sentenza per i 'saluti fascisti' in Curva Nord durante l'ultimo Lazio-Rennes. Come noto, la società biancoceleste era già sotto la lente l'ingrandimento viste le recenti sanzioni in campo internazionale, ma ci sono spiragli per evitare la chiusura completa dell'Olimpico. Il primo è il fatto che l'Uefa ha apprezzato molto la repentina e determinata presa di posizione di Lotito e di tutta la società riguardo l'episodio in questione, il secondo spiraglio è più pratico. Pratico perché dalla Scozia già 9.000 tifosi del Celtic hanno organizzato la propria trasferta romana, chiudere lo Stadio Olimpico significherebbe rimborsare non solo il biglietto della partita, ma anche l'intero viaggio ai tifosi biancoverdi. La soluzione al momento più quotata è una maxi multa per la Lazio e la chiusura di un settore, in ogni caso bisognerà aspettare poco per avere la sentenza.

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FORMELLO

FORMELLO – Domani la ripresa: Correa non preoccupa, Parolo sostituirà Leiva

La Lazio tornerà a lavorare domani mattina, nel quartier generale di Formello. Inzaghi non avrà a disposizione l'intera rosa, ma potrà comunque cominciare la preparazione di Lazio-Atalanta (sabato, ore 15). In attesa del rientro di tutti i big, escluso Milinkovic (che è rimasto a Roma) e Correa (da valutare per un colpo subito al polpaccio in amichevole contro la Primavera), possiamo già immaginare una formazione. Strakosha difenderà i pali, in difesa pressoché certo il trio Luiz Felipe-Acerbi-Radu. Quinto a destra dovrebbe esserci Marusic, in vantaggio su Lazzari anche per una questione di stazza fisica da contrapporre al centrocampo muscolare atalantino. Nel cuore del campo, in virtù dell'assenza di Lucas Leiva (espulso al Dall'Ara), ci saranno Milinkovic, Parolo e Luis Alberto, con Lulic a sinistra. In attacco, Correa affiancherà Immobile. Le condizioni dell'argentino non preoccupano, ha rimediato una contusione al polpaccio, nessun problema muscolare.