Categorie
DICHIARAZIONI

Zeman chiede di più alla Lazio: “Lotito e i tifosi poco ambiziosi, si accontentano”

Sette partite di campionato e due di coppe europee sotto lo sguardo di Zeman: il nuovo avanza o il calcio è sempre lo stesso?
«Ormai non si inventa più niente. Questo sport è più fisico e più aggressivo. E sempre meno tecnico. A interpreti di qualità vengono addirittura cambiate le caratteristiche. Non faccio nomi, guardate le partite e capirete».

Sarri è già in testa: ha fatto prima del previsto?
«È bravo. Anche se poi alla Juve hanno vinto tutti. Si è adattato ai giocatori. A me piace. Non è però più quello di Napoli»

 

Domanda al contrario: chi è in grado di non far vincere il nono scudetto di fila alla Juve?
«L’Inter. Oppure il Napoli che però non ha segnato per due partite di fila. Mai successo. Da Ancelotti ci si aspettava di più: l’anno scorso ha conosciuto i calciatori. Adesso tocca a lui». 

L’Inter è davvero così distante dai bianconeri?
«La rosa della Juve è superiore. Ma Conte se la gioca sul fisico, ha una buona squadra e vuole che i giocatori si comportino come era lui in campo. Un cagnaccio. Lo apprezzo. É tra i pochi che riesce a guidare un gruppo. Gli altri, invece, sono gestori».

Sarri e Conte, con chi sta?
«Sarri, ma di Napoli. Non credo che a Torino, però, rinunci al suo credo. Ci vuole più tempo. Chiede di giocare a un tocco e bisogna quindi imparare il resto. Come muoversi in campo».

Conosce bene Immobile: che cosa accade con Inzaghi?
«L’ha detto Ciro. Lui si sentiva bene ecco perché non voleva uscire. Io, se lui non zoppica, non lo levo mai. E’ sempre lo stesso: generoso, lottatore e con i tempi giusti. E fa gol. È capocannoniere, nonostante si sia già mangiato diverse reti». 

Non conosce Fonseca: ha capito come vuol far giocare la Roma?
«No. Dal vivo sono andato all’Olimpico solo per la gara contro l’Atalanta. Non ho visto il calcio offensivo e aggressivo. Parlare è un conto, poi mettere in pratica sempre un altro. E l’Ucraina, come campionato, non è l’Italia. Lui sta cambiando tanto, anche il sistema di gioco. Quando lo ha fatto Di Francesco, alla fine ha perso il posto».

Eppure all’inizio è stato accostato proprio a Zeman: che cosa ha pensato in quei giorni?
«La solita offesa al mio gioco. Lo dicevano solo perché prendeva troppi gol».

Perché Inzaghi non riesce a decollare?
«La Lazio è discontinua. Buon calcio, ma a tratti».

Come mai la Roma passa da un infortunio all’altro?
«A parte i traumi di gioco, la principale causa è la mancanza di preparazione in estate. Dopo tre giorni si gioca, magari in America. Si chiede subito uno scatto. Così ti rompi. Servono quaranta giorni per mettere la base, distribuiti tra lavoro muscolare e organico. Ora si mischia tutto. E lo stress fisico, prima o poi, lo paghi».
 
Giusto esonerare Giampaolo e Di Francesco?
«No. Ma è sempre così. Le società li scelgono, ma poi non gli danno il tempo di lavorare. Il Milan qualche punto l’ha fatto, la Sampdoria è in una situazione più preoccupante. Ma Eusebio se avesse saputo che questa era la situazione non sarebbe andato. Gli hanno ceduto i migliori e ancora oggi non si sa di chi è la società».

Quale squadra di serie A è divertente da vedere?
«In Italia nessuna. Inter-Juve è stata una bella partita. Caso isolato. Spero ce ne siano altre. Io guardo il Liverpool. Condivido lo spirito di Klopp. Calcio aggressivo, veloce e di qualità. Loro sì, giocano. Anche lì la partita inizia sullo 0 a 0, ma le squadre vanno in campo per cambiare il risultato. E vincere. In Premier anche le ultime della classifica ci provano. E capita che battano le prime. Qui, se sei inferiore non giochi. A parte il Lecce di Liverani. Vediamo se si salverà». 

L’Italia domani gioca a Roma contro la Grecia: è a punteggio pieno e con tre turni d’anticipo si può qualificare per Euro 2020. Come valuta il lavoro di Mancini?
«Propositivo. Ha inciso il suo ruolo, da calciatore. Bravo a dar spazio ai giovani, anche se qualche convocazione stona. Ma non può fare diversamente: la Juve ha un titolare, l’Inter un paio. Deve quindi scendere di livello in campionato, chiamando gente con meno esperienza. I grandi club schierano quasi esclusivamente gli stranieri».

La Roma e la Lazio sono in corsa per il quarto posto: quale delle due è favorita?
«Possono farcela entrambe. Ora Inzaghi ha qualche chance in più, essendo a Roma da più anni. La squadra è collaudata. Fonseca ancora deve scegliere la formazione e su chi puntare. Ma nella sua rosa ha sicuramente più qualità».

E l’Atalanta?
«Buona squadra. Ha annientato la Roma che ha avuto solo chance casuali e non costruite. Gasperini punta sul duello fisico. Ma il gruppo è formato da stranieri. E solo due top: Gomez e Ilicic». 

Crede che Totti e De Rossi, prima o poi, torneranno alla Roma?
«Penso di sì, ma dovranno esserci le condizioni giuste. Francesco ha dovuto dire basta perché lo utilizzavano solo a scopo pubblicitario. È triste che sia finita così perché per anni è stata la Roma di Totti. Oggi è la Roma di nessuno: il presidente non si sa dove sia. Chi la rappresenta? A Francesco auguro di trovare un ruolo in cui riesca a divertirsi e dare il suo contributo. Non lo vedo allenatore. Daniele, invece, sì. Ha voglia di farlo». 

A proposito di suoi ex giocatori: che cosa succede a Insigne?
«Lorenzo rimane calciatore importante. Napoli è più difficile fuori e in campo ne risenti. Se gioca nel suo ruolo, è sempre tra i migliori».

Il calciatore italiano che finora ha fatto meglio?
«Barella. L’ho conosciuto nella primavera del Cagliari. Espulso in ogni partita e diversi rigori sbagliati. Me lo ricordo per quanto menava. E per la qualità».

E Zaniolo?
«Ha forza fisica. Ma è centrocampista. Mezzala destra o sinistra».

C’è uno straniero, tra quelli appena arrivati, ad aver incuriosito Zeman?
«Mi intriga Leao. Mi aspetto tanto, ha qualità. Vediamo come si ambienta. Bisogna aver pazienza, è successo anche con Maradona, Platini e Zidane. Gli stranieri sono, però, troppi e penalizzano il calcio italiano».

Ha lavorato con il presidente Pallotta: a distanza di anni, come mai non è riuscito ancora a conquistare la tifoseria?
«Perché ha ceduto i giocatori con cui avrebbe vinto lo scudetto. E facile, con quei campioni».

Anche il presidente Lotito è criticato: non ha investito come avrebbe voluto la gente?
«Ha poca ambizione, come del resto la tifoseria. Si accontentano. La Lazio, però, è Lotito».

La top 11 di Zeman, usando solo i giocatori che ha allenato?
«Lasciamo stare. Come faccio a scegliere come play tra Di Biagio e Verratti?. Ho avuto grandi in ogni ruolo».

E lo straniero più bravo?
«Stessa risposta: Aldair, Cafu, Boksic e anche altri. Chi prendo?».
 
C’è un suo ex giocatore che ha fatto una carriera migliore di quanto si aspettasse?
«Tommasi. Non mi aspettavo che diventasse così forte. Corsa, personalità e intelligenza».

Chi è il miglior tecnico italiano?
«Mio figlio Karel, ma non allena»

A 72 anni quale squadra avrebbe voglia di guidare?
«Non i campioni del mondo, ma in un club dove l’allenatore consiglia i giocatori. E a loro insegna. Ora i presidenti fanno la squadra con i procuratori. Quando alla Roma mi mostrarono cinquanta centrali difensivi, in dieci secondi scelsi Marquinhos. E dicono ancora che lo hanno preso loro. Lo misi terzino, come Nesta. Quando sono giovani, di lato fanno meno danni. Ma avete visto quanto è diventato forte Alessandro. Adesso l’altro fa addirittura il mediano in mezzo Ma sa che cosa fare: quando conquista la palla, la appoggia a Verratti».

Torna sempre ai suoi ragazzi: perché non ricomincia dal settore giovanile?
«A Palermo feci salire sessanta giocatori nel professionismo. Ora ti impongono gli stranieri. Viene privilegiato il business. Io penso sempre alla prima squadra. E alla Nazionale. Con la Lazio diedi otto giocatori a Sacchi. E con la Roma ho sempre avuto tanti azzurri».

Ilmessaggero.it

Categorie
SUPERCOPPA

Juve-Lazio in Arabia: rinviate le gare con Samp e Verona?

Sampdoria-Juventus e Lazio-Verona, match della 17 esima giornata di campionato, potrebbero subire un rinvio: le 2 gare di Serie A, infatti, andrebbero a sovrapporsi alla finale di Supercoppa italiana, che dovrebbe svolgersi in Arabia Saudita proprio nel weekend tra il 20 e il 22 dicembre. La Lega Calcio, al momento, non ha ancora comunicato una data ufficiale del match di Supercoppa, ma l'ipotesi rinvio delle 2 gare di campionato a gennaio 2019 è ad oggi un'eventualità possibile. 

Categorie
NAZIONALI

Vavro sconta la squalifica, Luiz Felipe gioca e vince, Berisha per un’ora

TORNEO ‘8 NAZIONI’ | Italia U20 – André Anderson

Pareggio interno per l’Italia nella 3ª giornata dell’Under 20 Elite League 2019/2020. Nella giornata di ieri la formazione guidata da Franceschini ha recuperato sul 2-2 finale l'Inghilterra allo Stadio Ennio Tardini di Parma. 

Il centrocampista biancoceleste André Anderson è subentrato nell’intervallo al posto di Alberico disputando tutta la seconda frazione di gioco.

 

AMICHEVOLI | Kosovo – Valon Berisha

Vittoria di misura per il Kosovo. La selezione balncanica, infatti, ha superato per 1-0 Gibilterra grazie alla rete di Hasani. Il centrocampista biancoceleste è stato schierato nell’undici iniziale, rimanendo in campo fino al 63’. 

 

QUALIFICAZIONI EURO 2020 | Slovacchia – Denis Vavro

Pari casalingo per la Slovacchia. Nella giornata di ieri la formazione guidata da Hapal ha impattato per 1-1 con il Galles alla City Arena di Trnava. Gli ospiti erano riusciti a portarsi in vantaggio grazie alla rete di Moore nel primo tempo ma sono poi stati ripresa al 53’ da Kucka. 

Il difensore biancoceleste Denis Vavro non ha preso parte all’incontro. 

 

AMICHEVOLI | Brasile Olimpico – Luiz Felipe Ramos Marchi

Vittoria per il Brasile Olimpico. La selezione verdeoro, infatti, ha superato per 4-1 i pari età del Venezuela grazie alla doppietta di dos Santos ed ai gol di Luiz e Pedro. Il difensore biancoceleste è stato schierato nell’undici iniziale dal CT André Jardine. 
 

sslazio.it

Categorie
ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Dossena: “Lazio senza personalità? Allora bisogna alzare la qualità. L’Italia bene ma servo avversari di rango maggiore” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Beppe Dossena: “Ranieri al posto di Di Francesco alla Sampdoria?  Il cambio d'allenatore a volta porta vantaggi ma nella maggior parte dei casi si è avuta poca pazienza su chi siedeva in panchina. Servirebbe equlibrio, spesso si sceglie un tecnico totalmente diverso dal primo”. Passando alla Lazio Inzaghi ha rinnovato ma sembra non riuscire a dare la spinta per la svolta definitiva. “La Lazio ha tanti buoni giocatori, la personalità difficilmente si compra, di base ci si nasce ma se non ce l'hai di tuo. Se non hai elementi con personalità si rischia l'anonimato”. Il fatto che la Lazio abbia cambiato poco può incidere? “Per me alla Lazio in assenza di personalità bisognerebbe  alzare l'asticella della qualità. Parlando in generale l'Inter è partita molto bene. Col domatore Conte in panchina il periodo nel quale farà bene sarà  più lungo ma la Juventus prima o poi scapperà e gli altri concorreranno per gli altri posti, comunque importanti a livello economico. Se resta tutto così diventa un probelma di politica sportiva perché se nobn cambia nulla lo status quo non aiuta. Al momento l'Atalanta per il quarto posto è la favorita ma vediamo che succede con le Coppe; mi fido poco invece del Napoli perché credo abbia perso la sicurezza della seconda posizione. Ancelotti avrà modo di farsi sentire nei rapporti, ma è negli allenamenti che devi trasmettere la giusta determinazione. L'Italia? Al momento avversari di basso livello, giusto dare valore a questa ricostruzione ma per capire a che punto siamo servono avversari di rango. Ci stiamo preparando bene ma servono banchi di prova più credibili”.  

 

Categorie
DICHIARAZIONI

Lotito e i limiti della Lazio: “Mancano determinazione, coscienza propri mezzi e umiltà”

A margine della conferenza stampa andata in scena nel pomeriggio allo Stadio Olimpico di Roma per presentare l'iniziativa "Scuola di formazione post carriera", il presidente della Lazio Claudio Lotito, oltre a soffermarsi sulla questione razzismo, ha detto la propria sul momento della squadra di Inzaghi. Torna di moda il tema relativo ai difetti di mentalità del gruppo biancoceleste: "Cosa manca alla Lazio? La determinazione, la coscienza dei propri mezzi. C’è un processo semplice a carattere psicologico, o c’è sovrastimazione dei propri mezzi o non hai coscienza dei tuoi mezzi. Oltre alla grande potenzialità bisogna essere portati al combattimento. Tutte le rappresentazioni mediatiche non rappresentano mai la Lazio, ai miei collaboratori dico che è un bene. Meglio essere dimenticati, così nessuno è preoccupato a ostacolarti. Quando uno vuole raggiungere un obiettivo, oltre alle potenzialità tecnico e sportive, deve avere quelle mentali. Determinazione, autostima, coscienza dei propri mezzi, umiltà. L’umiltà è una componente fondamentale: se in un contesto ti rendi conto che l’avversario è più debole perché è un fatto obiettivo ma poi non lo traduci in risultato significa che hai sottovalutato il fatto, non hai messo in campo quel sano agonismo, quella sana determinazione che è fondamentale per raggiungere gli obiettivi. Gli obiettivi si raggiungono con la qualità, ma anche con il convincimento che si raggiungano tutti insieme. Con lo spirito di gruppo, non con l’individualismo. Quando hai una squadra che lavora all’unisono, anche il magazziniere, anche il medico, la stessa società, i tifosi sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo. Qui si vince tutti insieme, il risultato è di tutti. Pensate, l’errore di uno penalizza il lavoro di tutta la società. Avere coscienza di sé stessi è fondamentale. Con tutto il rispetto, io forse ho una voglia completamente diversa di dimostrare le cose. Attraverso i fatti concreti, senza proclami. Ci sono delle squadre partite con delle logiche, poi però ci sono anche i fattori imponderabili come i pali, le traverse, gli episodi. Ma non è pensabile che se sei concentrato per raggiungere un obiettivo non lo raggiungi. Soprattutto se hai le qualità per farlo. Con il mio carattere non capiterebbe mai. Rientra nel mio dna. Sono stato forgiato a fare questo. Bisogna allenare la mente e lo spirito, devi essere cosciente di te stesso e di cosa puoi fare. Anche dei tuoi limiti. In una squadra di calcio è fondamentale. Ognuno è fondamentale per raggiungere l’obiettivo, non c’è uno che conta più degli altri. Dove non può il re può il fante, la vita funziona così. Se tutti agiscono all’unisono,  anche chi sta in panchina è determinante”. 

Categorie
CALCIOMERCATO

Wallace, il diritto di riscatto fissato con il Braga è di 25 milioni di euro

L’esperienza di Fortuna Wallace allo Sporting Braga non è iniziata nel migliore dei modi con il brasiliano quasi recuperato dopo un problema al muscolare al gemello. Una noia muscolare che potrebbe rendere complicato il suo riscatto dalla Lazio che secondo Abola.pt dovrebbe aggirarsi intorno ai 25 milioni di euro.

laziopress.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Razzismo, Lotito: ”Adesso tolleranza zero, chi sbaglia paga”

 "Lo diciamo subito: adesso noi tolleranza zero". Questo il messaggio del presidente della Lazio, Claudio Lotito, sugli ultimi sviluppi dell'inchiesta Uefasui presunti fatti razzisti avvenuti durante la gara col Rennes di Europa League. "Noi apparteniamo al tipo di impostazione della legalità e del rispetto delle regole – ha proseguito il numero uno del club biancoceleste a margine di un evento allo stadio Olimpico di Roma – Ci costituiremo parte civile per i danni di immagine ma soprattutto a tutela di chi si sacrifica ogni domenica per questa società. Chi sbaglia paga e non merita di stare all'interno dello stadio".

Lotito ha le idee ben chiare: "Faremo in modo che le forze dell'ordine individuino queste persone, una sparuta minoranza che non ha nulla a che fare con questi personaggi, mele marce che vanno legalmente eliminate. Non consentiremo più a nessuno di sporcare l'immagine della Lazio. L'unica società in Europa ad essere andata in visita ad Auschwitz". Larepubblica.it

Categorie
SOCIETA'

Progetto ‘Calcio-Educazione-Cultura’, Lotito: “Lo sport aiuta a tramandare i valori, vogliamo dare risposte concrete”

Questo pomeriggio, presso la Sala Stampa dello Stadio Olimpico di Roma, la S.S. Lazio ha presentato il progetto ‘CALCIO – EDUCAZIONE – CULTURA’, rientrante nell’ambito dell’iniziativa "Scuola di formazione post carriera S.S. Lazio Settore Giovanile e Squadra Femminile".

Alla conferenza stampa sono intervenuti il Presidente Claudio Lotito, il portavoce del club Arturo Diaconale, Anna Maria Nastri, membro dello Staff del Presidente Claudio Lotito e dello Sviluppo dei progetti della S.S. Lazio, Ludovica Mantovani, Presidente della Divisione Femminile della F.I.G.C., Maria Amata Garito, rettore dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, Patrizia Angelini, giornalista del TG1 e Presidente del Comitato Scientifico ONBD e Mauro Bianchessi, Responsabile del Settore Giovanile biancoceleste.

In questi due mesi abbiamo lavorato per creare un piano di lavoro, il Presidente Lotito è stato il primo a lanciare questo nuovo progetto, ci sta seguendo la UEFA così come altri club”, ha dichiarato Anna Maria Nastri, membro dello Staff del Presidente Claudio Lotito e dello Sviluppo dei progetti della S.S. Lazio. “Siamo a stretto contatto con la FIGC per organizzare un piano di lavoro e far sì che anche altri calciatori e le calciatrici possano prepararsi alla vita dopo il calcio. Le Società hanno un ruolo di formazione per gli atleti e le atlete dei Settori Giovanili. Il progetto sarà rivolo alle squadre Under 15, Under 16 ed Under 17 del Settore Giovanile maschile, ma anche alla prima squadra ed alla Primavera della Lazio Women. Il vero triennio partirà ovviamente dall’Under 15, i ragazzi potranno toccare con mano le materie che andremo ad introdurre. Al termine di ogni anno, tutti i partecipanti dovranno sostenere un esame; i calciatori dell’Under 17 avranno l’opportunità di vincere una borsa di studio e scegliere poi una facoltà, indirizzati dall’Università telematica Internazionale UNINETTUNO, in base alle predisposizioni di formazione che hanno dimostrato nel loro percorso accademico. Le lezioni si terranno a Formello, in particolare all’interno della sala stampa del Centro Sportivo; nel tempo vorremmo realizzare un’accademia da aprire anche all’esterno. L’inizio è schedulato per mercoledì 15 ottobre”.

Successivamente ha preso la parola Ludovica Mantovani, Presidente della Divisione Femminile della F.I.G.C.: “Nella mia vita ho avuto un’ampia formazione, la quale, a mio parere, deve andare di pari passo con lo sport. Il mio intento è riproporre il ruolo dei docenti di attività motorie: lo sport va portato nelle scuole. Le ragazze devono avere una visione periferica, a 360°. Conoscere ed imparare, apprendere l’anatomia, rende più forte e consapevole ciascuno di noi, sia quando si è in campo sia fuori. Mi auguro che presto la F.I.G.C. e tutti i club possano fornire quegli strumenti che oggi sta dando la S.S. Lazio. Sono io la prima a volere imparare, il confronto deve essere continuo e costante. Divertitevi in campo e studiate per realizzarvi come donne e come campionesse”.

Entriamo nelle scuole e stimoliamo i ragazzi con molto entusiasmo, lavorando di pari passo con le famiglie. L’impegno dovrà essere di ambo le parti, mi auguro si possa effettuare un lavoro importante”, ha poi dichiarato Patrizia Angelini, giornalista del TG1 e Presidente del Comitato Scientifico ONBD.

In seguito, è intervenuto il Responsabile del Settore Giovanile biancoceleste, Mauro Bianchessi: “Il calcio è per tutti, sia maschi sia femmine. È qui presente la Primavera della Lazio Women, in questo momento prima a punteggio pieno, speriamo di arrivare in questa posizione fino in fondo. Il nostro scouting consiste nel prendere ragazzi e ragazze tra i 10 ed i 12 anni per poi farli crescere personalmente, umanamente e calcisticamente. Con questo progetto, l’intento è togliere alcune ore dal campo aggiungendo però qualcosa di ancor più importante. Per chi non ce la farà, ci sarà l’opportunità di restare nel mondo del calcio grazie a questa grande opportunità. Ringrazio il Presidente Lotito, IGEA Banca e l’UNINETTUNO per questo progetto. Pochissime Società in Europa possono contare sulle strutture che sono presenti quest’oggi a Formello”.

Maria Amata Garito, rettore dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, ha dichiarato: “Questa conferenza stampa rappresenta la dimostrazione che il progetto presentato nelle scorse settimane sta diventando ancor più realtà. Siamo vicini alle problematiche dei giovani d’oggi. L’UNINETTUNO ha riflettuto, insieme ai propri docenti, su come poter aiutare i ragazzi. Questa è la prima pietra e sono sicura che, insieme al Presidente Lotito, non resterà tale; le giovani generazioni del calcio non devono perdere la possibilità di costruirsi un futuro. L’UNINETTUNO si adopererà per promuovere l’iscrizione ai corsi di laurea, ognuno può studiare come e dove vuole per poi sostenere gli esami: oggi per un calciatore è molto più semplice svolgere entrambe le attività”.

Il Presidente della S.S. Lazio, Dott. Claudio Lotito, è intervenuto durante la conferenza stampa di presentazione del progetto ‘CALCIO – EDUCAZIONE – CULTURA’.

“La vostra presenza qui significa che ciò di cui stiamo parlando è un tema che sta a cuore a molte persone: questo progetto trova riscontro nella società civile. Ripeto sempre: «Mens sana in corpore sano». Oltre alla vigoria fisica, va allenata anche la mente. Chi può acquisire nozioni, può autogestirsi meglio, massimizzando il concetto di razionalità che dovrebbe sovrintendere le nostre azioni. Ognuno di noi deve conoscere sé stesso e per farlo deve capire che nella vita non contano solo i risultati materiali, ma anche quelli umani. L’essere umano va valutato a 360°. Il calcio ha un grande potere mediatico, gli atleti diventano così degli esempi e ciò li obbliga a dover far crescere i giovani. Sono stato un fautore del calcio femminile, ci siamo attivati realizzando delle norme che obbligassero i club ad allestire anche squadre composte da calciatrici. Le donne sono fondamentali.

L’aspetto più importante è dare risposte concrete, non bastano i proclami: per farlo, occorre fornire punti di riferimento certi ai giovani. Oggi non vengono più tramandati i veri valori, l’unica via resta sempre più lo sport, ed in particolare il calcio, perché ogni neonato dialoga facilmente con la palla. I beniamini vengono seguiti da tutti nei comportamenti, per questo l’atleta deve seguire le regole, raggiungere gli obiettivi con il merito e rispettare i principi valoriali. La Lazio, semplicemente, applica questi schemi: attua una serie di iniziative per far sì che tutti possano raggiungere i propri obiettivi.

Con i nuovi strumenti, ogni atleta può prepararsi in modo interattivo, in questo senso la rete è enormemente di aiuto: ogni atleta può studiare molto più facilmente che in passato. Spero che la Lazio possa dare un contributo fattuale, aprendo un percorso da allargare agli altri club e ad ogni altro sport. In precedenza, gli ambiti sportivi e scolastici erano separati ed invece la mente e la cultura aiutano anche nell’ambito sportivo, dando forza e libertà di decisione agli atleti”.

sslazio.it

Categorie
AVVERSARIO

Atalanta, sono 13 i convocati in nazionale

Sono tredici gli atalantini convocati nelle rispettive nazionali maggiori.

  • Musa Barrow nel Gambia: in programma Gibuti-Gambia il 9 ottobre e Gambia-Gibuti il 13 ottobre.
  • Timothy Castagne nel Belgio: in programma Belgio-San Marino il 10 ottobre a Bruxelles e Kazakistan-Belgio il 13 ottobre ad Astana.
  • Ebrima Colley nel Gambia: in programma Gibuti-Gambia il 9 ottobre e Gambia-Gibuti il 13 ottobre.
  • Berat Djimsiti nell’Albania: in programma Turchia-Albania l’11 ottobre a Istanbul e Moldavia-Albania il 14 ottobre a Chisinau.
  • Marten de Roon nell’Olanda: in programma Olanda-Irlanda del Nord il 10 ottobre a Rotterdam e Bielorussia-Olanda il 13 ottobre a Minsk.
  • Remo Freuler nella Svizzera: in programma Danimarca-Svizzera il 12 ottobre a Copenaghen e Svizzera-Repubblica d’Irlanda il 15 ottobre a Ginevra.
  • Pierluigi Gollini nell’Italia: in programma Italia-Grecia il 12 ottobre a Roma e Liechtenstein-Italia il 15 ottobre a Vaduz.
  • Josip Iličić nella Slovenia: in programma Nord Macedonia-Slovenia il 10 ottobre a Skopje e Slovenia-Austria il 13 ottobre a Lubiana.
  • Simon Kjaer nella Danimarca: in programma Danimarca-Svizzera il 12 ottobre a Copenaghen e Danimarca-Lussemburgo il 15 ottobre ad Aalborg.
  • Ruslan Malinovskyi nell’Ucraina: in programma Ucraina-Lituania l’11 ottobre a Kharkiv e Ucraina-Portogallo il 14 ottobre a Kiev.
  • Luis Muriel nella Colombia: in programma Colombia-Brasile il 12 ottobre ad Alicante (Spagna) e Algeria-Colombia il 15 ottobre a Lilla (Francia).
  • Mario Pašalić nella Croazia: in programma Croazia-Ungheria il 10 ottobre a Spalato e Galles-Croazia il 13 ottobre a Cardiff.
  • Duván Zapata nella Colombia: in programma Colombia-Brasile il 12 ottobre ad Alicante (Spagna) e Algeria-Colombia il 15 ottobre a Lilla (Francia).
Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Piscedda: “Parole Acerbi? Invece di parlare, bisogna fare” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a 'NMM': "Non amo i giocatori che parlano dei propri club quando sono in nazionale. Non so a chi si riferiva Acerbi, magar se fossi un attaccante potrei avere a che dire della difesa. Queste cose si dicono dentro gli spogliatoi, in Nazionale si deve parlare di ciò che avviene in Nazionale. I gol la Lazio li prende nella zona centrale, da calcio piazzato o da cross, non ho sentito particolari critiche mosse ai difensori di Inzaghi. Anche Acerbi ha sbagliato delle letture. Si inizi a non prendere gol, poi si cerca di farne. Non vedo Acerbi come un leader che parla, ma come un giocatore che in quel momento non doveva parlare della Lazio. Non è lui che deve dare la scossa, spetta al tecnico e credo che già lo faccia. Invece di chiacchierare bisogna fare".