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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cardone (La Repubblica): “Cambio mentalità Lazio rende orgogliosi, attrae attenzioni e genera reazioni scomposte” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a 'NMM': "Una cosa che deve rendere ogogliosa la Lazio è il fatto che si dava per scontato che dopo il pareggio al 93', dovesse per forza di cose essere la squadra di Inzaghi a cercare la vittoria. Un cambio di mentalità che sta attraendo molte attenzioni sui biancocelesti, tanto da generare anche reazioni scomposte (ride, ndr). Per quanto riguarda i 7' di recupero, va detto solo che per una volta ha trionfato la giustizia visto le tante interruzioni ostruzionistiche del Cagliari. Ora in casa Lazio c'è grande entusiasmo, giuste le parole di Tare funzionali ad avitare la trappola dell'euforia. Ci sono squadre attrezzate in modo diverso e non sottovalutiamo il mercato di gennaio per quanto riguarda l'Inter. Alla squadra di Conte manca una grande mezzala sinistra, se dovesse arrivare sarebbe completa"

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RADIOSEI

Svolta green, nuova Villa Claudia apripista in Italia

L’autorevolezza di un pensiero innovativo è sovente figlia delle opere del tempo. La forza intrinseca e quasi primigenia delle espressioni proverbiali, che a forza di essere tramandate vanno solidificandosi in quella magistra vitae che per Cicerone è la storia, deriva appunto dalla ripetuta e sperimentata veridicità del messaggio di cui si fanno portatrici. Nelle composizioni in distici elegiaci note come “Epistulae ex Ponto” del poeta e innovatore Ovidio risalenti al primo secolo dopo Cristo figura con stile icastico e possente il brocardo latino in virtù del quale “Gutta cavat lapidem”, concetto ereditato dal padre del De Rerum Natura Lucrezio, per cui “Gutta cavat lapidem non vi, sed siepe cadendo”. Cadendo, la goccia scava la pietra non tanto per la sua forza quanto per la sua costanza. Altro non è che il messaggio del premio Nobel per la letteratura del 1921 Anatole France, che in uno dei suoi testamenti spirituali rimembra ai posteri che “Per realizzare grandi cose non solo dobbiamo agire ma anche sognare, non solo progettare ma anche credere”. Frasi che sembrano oscillare sul limbo della retorica, e che invece conservano un peso specifico notevole in quanto manifesti programmatici di una lapalissiana necessità di affrettarsi nel rendersi protagonisti di un cambiamento urgente, da realizzarsi con passi anche piccoli e cadenzati, a patto di iniziare a fare sul serio. Poco importa così che sian trascorsi ben diciannove secoli tra la lezione ovidiana e il diktat del soprammenzionato scrittore parigino, giacchè l’impellenza di determinate tematiche ha assunto una dimensione ontologica sempre più decisiva nell’attualità, e il bisogno di attivarsi per la ricerca di soluzioni concrete pare epidittico. L’attenzione ai cambiamenti climatici e alla tutela dell’ambiente assurge a crocevia fondamentale di una generazione che deve dare dimostrazione di essere seriamente interessata al futuro del pianeta e dei posteri.

Chi, lungi dallo starsene con le mani in mano o dall’adagiarsi sui metodi consuetudinari, ha optato in maniera diametralmente opposta per una decisa svolta sotto il profilo della sostenibilità ambientale è la Casa di Cura Privata “Nuova Villa Claudia”, nota clinica romana situata nel bel mezzo del Parco di Veio e più precisamente in Via Flaminia Nuova 280 (Quartiere Flaminio, al termine di Corso Francia).

La nostra redazione è andata a intervistare colei che con Gian Luigi Rizzo è la titolare dell’azienda che di recente può fregiarsi di essere divenuta la prima clinica italiana (ma forse anche europea) completamente “verde”, la dottoressa Laura Melis. Il 27 novembre scorso è stato infatti presentato alla presenza del presidente del Parco di Vero Giorgio Polesi e dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato il progetto di riconversione ecologica improntato ad un piano studiato da Pricewaterhouse, tra le più rilevanti società di revisione di bilancio e consulenza su scala mondiale. L’idea di fondo è quella di conciliare la tutela della salute dei cittadini con i temi sempre più scottanti della sostenibilità ambientale, sulla scia del percorso tracciato ormai quattro anni or sono dalla Conferenza Internazionale sul Clima di Parigi, con la Health Climate Challenge. Una sfida allo stesso tempo nobile e temeraria, che si fonda sulla triste constatazione dell’ignavia dei governi del globo, fedelmente e amaramente dipinta dai dati ufficiali dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), destinati spesso a riportare un quadro desolante. Di seguito l’intervista gentilmente e cordialmente concessaci.

Dottoressa Melis buongiorno. In primis Le riportiamo sinceri complimenti, perché Nuova Villa Claudia continua a dimostrarsi aderente alle esigenze del quotidiano nonché eccellente apripista in una serie di iniziative. Partiamo facendo un piccolo passo indietro. Nei primi mesi dell’anno in corso avete aderito al Progetto ELIPSE, un’iniziativa all’avanguardia, pensata e costruita sul paziente, un meccanismo teso a sostenerlo e supportarlo a trecentosessanta gradi…

Buongiorno a voi, ha ragione, noi siamo molto attenti all’innovazione e quello che lei riporta costituisce un’innovazione assoluta nel campo dell’obesità, una sorta di sostituto per la chirurgia barbarica ovvero quella branca che si occupa del trattamento chirurgico teso ad agevolare le perdite di peso. Oggi si è soliti rivolgersi molto a questa chirurgia, che però è suscettibile di creare grandi problemi nella vita sociale e anche quotidiana delle persone, perché creando delle difficoltà nell’alimentazione riduce la loro socialità e la loro possibilità per esempio di stare a tavola con altre persone. Il progetto ELIPSE va a sostituire la chirurgia con un meccanismo innovativo. Un giovane ricercatore indiano ha studiato la possibilità di inserire all’interno di una capsula una membrana di un palloncino, collegata attraverso un piccolissimo sondino che permette di riempire questo palloncino una volta che la capsula è stata semplicemente ingoiata dal paziente. In parole povere: niente anestesia, niente gastroscopia. Il palloncino si gonfia nello stomaco e rimane nello stomaco quando il sondino è stato staccato. Nei quattro mesi successivi però il paziente segue in modo regolare e pedissequo un’alimentazione e uno stile di vita che gli viene imposto e consigliato, che se seguito diventa parte integrante del trattamento e fa sì che al termine dei quattro mesi il paziente abbia imparato a mangiare, ad andare in palestra, e soprattutto che l’obesità non è una questione estetica ma una vera e propria malattia, una patologia che addirittura porta a definire la massa grassa “tumore”. Tutto questo perché noi crediamo molto nello sviluppo di tutte quelle tecnologie che sono alternative a quelle che sono un po’ troppo invasive come la chirurgia bariatrica.

Prima di soffermarci sui profili contenutistici del vostro neonato progetto, andiamo alla ratio ispiratrice. E’ notizia recente che la sedicenne attivista svedese Greta Thunberg è stata scelta dal settimanale TIME che dal 1927 dedica la copertina del mese di dicembre alla “Persona dell’anno”, è stata la più giovane della storia a riuscire in questa piccola impresa, scavalcando anche Donald Trump. In questi giorni tra l’altro la Commissione Europea, presieduta da Ursula von der Leyen ha presentato il “Green Deal”, programma di ampio respiro teso a favorire investimenti verdi e in particolare (almeno nelle intenzioni) a rendere l’Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 20150 e l’UE a divenire leader assoluta nella lotta ai cambiamenti climatici. Insomma, la via tracciata è molto chiara, e il vostro motto sembra integrarsi alla perfezione. “Green Please: abbiamo scelto di pensare GREEN, abbiamo scelto di guardare al futuro”. Un progetto pluriennale ambizioso, innovativo, ma davvero doveroso…

Senza dubbio, soprattuto doveroso. Noi curiamo la salute e siamo ben consapevoli del fatto che un ambiente insalubre crea patologia, quindi per noi curare l’ambiente e promuovere anche la coscienza di tutti gli operatori che girano intorno alla clinica – e mi creda che ne girano tanti, perché trattasi di fornitori, collaboratori, dipendenti, pazienti e loro paranti – e spingerli a collaborare nel nostro progetto rappresenta la priorità. Tutto questo farà sì che la salute dell’ambiente migliori e di conseguenza la salute delle persone migliori, e anche lo stare in questa struttura sarà più salubre, nel senso che noi seguiamo standard internazionali che sono delle certificazioni in ambito Asset, Facility e Servizi Sanitari, e anche sul Well. La certificazione WELL (Well Building Standard, misura e attesta il livello di qualità degli spazi interni di lavoro mediante un approccio olistico, focalizzato su una migliore qualità della vita negli edifici, ndr) inserisce la persona all’interno del “Green”: l’ambiente che circonda la persona crea anche un “Green” interno alla persona, uno stato migliore del proprio benessere.

Accreditata dalla Regione Lazio per le specialità di ginecologia, urologia, analisi di laboratorio e diagnostica per immagini inclusa la risonanza magnetica nucleare, per cardiologia ambulatoriale e per il servizio di emodialisi, la vostra Casa di Cura offre agli innumerevoli pazienti servizi sanitari di eccellenza in campo medico, diagnostico, chirurgico oltre a check-up per prevenire le maggiori patologie. Il vostro è un percorso sperimentale volto alla trasformazione in “Green Hospital” e mira dunque alla certificazione secondo i più elevati standard internazionali. Ci spiega quali saranno concretamente i campi d’azione, ad esempio in termini di materiali, risorse, gestione dell’acqua e dei rifiuti ospedalieri, acquisto di farmaci etc…?

Tutti questi elementi verranno presi in grande considerazione. Come sappiamo ci sono dei progetti di riduzione dell’impatto sull’ambiente che possono essere legati all’immobile quindi all’Asset, quella è una parte strutturale che affronteremo negli anni cominciando a correggere le parti che impattano maggiormente. E’ ovvio che noi ci troviamo in una struttura sanitaria, che ha dei reparti che non possono fare a meno di un’energia importante, quali la sala operatoria, la risonanza magnetica, questi hanno certamente dei consumi enormi. Tutto il resto però noi lo andremo a gestire tramite energie alternative. Cercheremo quindi di intraprendere il cammino dei pannelli solari, il fotovoltaico, il geotermico per il riscaldamento. A ciò aggiungiamo tutto il processo relativo all’interno della struttura. Quindi noi stiamo facendo un lavoro sui fornitori: tutti i nostri fornitori sono stati circolarizzati, stiamo facendo un lavoro di sostituzione di tutto il materiale che entra in questa struttura con il materiale ecosostenibile, quindi carta riciclata, erogatori dell’acqua con borracce in tritan che prenderanno il posto delle bottigliette, uno dei pilastri sarà la sostituzione della plastica, e quando non sostituibile – vale a dire laddove vi siano norme igieniche che ci impongono di portare al letto del paziente l’acqua chiusa useremo delle bottigliette di marche che hanno effettuato la scelta di andare verso il bio-compostabile. Tutto questo deve essere sempre legato alla sanità, non dobbiamo mai lasciare indietro la salute del paziente e la sicurezza del processo sanitario. Come dicevo, tutti i nostri fornitori stanno facendo questo lavoro con noi che è importantissimo e molto costoso, come sottolineavo anche nel giorno della presentazione. Quando vado ad acquistare un prodotto “Green” la differenza con un prodotto non “Green” è sensibile, costano molto di più.

Come si sostiene questo binomio green – sostenibilità economica?

Domanda importante. Noi abbiamo già immaginato di creare un centro unico di acquisto “Green” coinvolgendo altre strutture perché tu puoi anche coinvolgere strutture più piccole che non affrontano il discorso “Green” in quanto non economicamente sostenibile, ma all’interno di una rete “Green” questo discorso potrebbe invece riguardare un po’ tutti. C’è grande lavoro di ricerca, stiamo immaginando di coinvolgere altre società che vogliono intraprendere questo cambiamento. Stiamo facendo un percorso con tutti i nostri dipendenti perché purtroppo sebbene si parli tanto del “Green” poi concretamente si fa fatica. Quando abbiamo fatto la riunione per chiedere: “Dove si butta questo?”, su dieci interpellati abbiamo ricevuto dieci risposte diverse, questo dipende per esempio anche dal fatto che in ogni Comune la raccolta differenziata è diversa, purtroppo manca una omogeneità in questo senso. Chi ha ragione? E’ un lavoro che vuole far prendere atto alle persone dell’importanza del loro supporto, perché noi da soli non possiamo diventare green, serve una coscienza sociale forte.

In questo senso è auspicabile anche una riduzione dell’IVA per i prodotti GREEN?

Sarebbe perfetto, incentivare l’acquisto di prodotti “Green” attraverso un risparmio immediato. Io che sono azienda grande posso vedere il mio risparmio anche a lungo termine, ma una piccola azienda a fine mese deve pagare, quindi deve avere il risparmio economico immediato. Una riduzione dell’IVA sarebbe una cosa bellissima, semplice. Non siamo nelle condizioni di avere grandi risorse economiche come Stato, ma sicuramente valutare una cosa del genere potrebbe essere qualcosa di meglio rispetto alla tassa sulla plastica. Vede, se io metto la tassa sulla plastica e non incentivo l’acquisto del “Green”, io sempre quella bottiglietta di plastica mi comprerò.

Voi sorgete ai confini di un complesso strutturale bellissimo che di verde è pieno, come il Parco di Veio. Immagino che in tal senso sia prevista una sinergia, una vera e propria comunione di intenti…

Certamente sì, il presidente Polesi è stato presente nell’inaugurazione di fine novembre e ci siamo incontrati anche l’altro giorno per confermare la grande sinergia con il parco. Noi abbiamo anche fatto richiesta alla Regione di entrare a far parte del progetto che prevede la distribuzione di oltre mille alberi da piantare in zone verdi e poi siccome noi di verde qui intorno ne abbiamo tanto ci siamo messi a disposizione anche qui per piantare degli alberi autoctoni, può essere un altro elemento interessante.

L’ultimissima: un cenno alle tempistiche e infine un auspicio su questo nuovo corso.

Quanto alla tempistica, a breve inseriremo sul nostro sito di riferimento (www.nuovavillaclaudia.it) una nuova sezione dove andremo a fotografare e raccontare quello che stiamo facendo, in modo che tutti coloro che ci seguono possano comprendere quali sono i passaggi nel dettaglio. Ci sarà un crono-programma ad hoc. Abbiamo immaginato che per arrivare alla conclusione dell’iter ci vorranno tra i quattro e i cinque anni, però gran parte del progetto sarà sviluppata nei primi due anni in questione. Infine, l’auspicio è che questo nostro “progetto-pilota” possa essere preso ad esempio anche da altre strutture, anche in sinergia con noi, al fine di creare una rete di strutture sanitarie “Green” che facciano parte di un sistema comune in continua interazione e che possa permettere ad altre strutture di entrare. La speranza è che il nostro progetto non rimanga isolato. Tutto passa per la necessaria comprensione che qui in ballo c’è il futuro, non possiamo farne a meno.

Un sentito “Grazie” alla dottoressa Laura Melis, che ci ha invitati a trascorrere del tempo nella splendida area di Nuova Villa Claudia. Dalla qualità ambientale degli spazi interni all’acquisto di farmaci e dispositivi medici in prevalenza bio-degradabili e bio-compatibili; dall’uso di energia da fonti rinnovabili alla trasformazione dei rifiuti ospedalieri; dall’utilizzo (nella ristorazione) di alimenti biologici e l’approvvigionamento delle materie prime a filiera corta legate prevalentemente al territorio fino al cd “well-being” inteso come incremento dell’attenzione al benessere dei dipendenti e alla soddisfazione dei pazienti; dalle nuove modalità di formazione degli operatori al nuovo regime “paperless”, vale a dire la raccolta e archiviazione delle informazioni sanitarie sviluppata mediante la riduzione del consumo di carta: sono numerose e profondamente innovative le sfaccettature di un progetto destinato a far parlare in positivo, una sfida lanciata da una clinica che non ha disdegnato il compito di precorritrice di una nuova era, nel segno di un solo colore, quello che designa la speranza. Il “Green”.

Niccolò Faccini

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Juventus-Lazio, Rambaudi: “Sarri parli pure, conta solo il campo. Segnale di preoccupazione…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Che Sarri parli è meglio. Vuole dire che teme e stima la Lazio per quanto è cresciuta e per quanto sta facendo bene. Le chiacchiere s ele porta via il vento, non mi interessano queste cose e le parole. Forse la Juventus non è tranquilla, ancora non si è vista la vera Juventus rispetto al valore dei suoi giocatori. Non capisco da fuori perchè non possano giocare insieme Ronaldo, Dybala ed Higuain. Schierarli insieme costringe le avversarie a correre di più. C'è un po' di preoccupazione evidentemente. Io sono dell'idea che quando ho tre giocatori cosiì, vanno schierati insieme. La forza della Lazio è stata proprio la scelta di Inzaghi di far convivere tutti i migliori in termini di qualità. Vedo che anche gli altri giocatori della Juventus vogliono questi tre insieme, non credo che si rischi di più dal punto di vista difensivo. Quando c'è entusiasmo si corre di più"

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POLITICA SPORTIVA

Lega calcio: Abete commissario ad acta

 Giancarlo Abete è il nuovo commissario ad acta della Lega calcio di Serie A in sostituzione di Mario Cicala, dimessosi ieri sera. Lo apprende l'ANSA. Abete è stato appena votato dal consiglio federale della Figc, ancora in corso. (ANSA).

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RICONOSCIMENTI

Globe Soccer Awards, Cristiano Ronaldo e Tare in lizza tra i finalisti

Parata di stelle del calcio mondiale a Dubai per i Globe Soccer Awards che verranno assegnati il prossimo 29 dicembre. Anche due 'italiani' fra i candidati al premio. Uno è Cristiano Ronaldo della Juventus, in competizione insieme a Leo Messi, Virgil Van Dijk e Mohamed Salah per il titolo di 'Best Men's Player of the Year'. L'altro è il dirigente della lazio, Igli Tare, in lizza con Andrea Berta (Atletico Madrid), Eric Abidal (Barcellona), e Marc Overmars (Ajax) per il titolo di 'Best sporting director'. Fra le rivelazioni del 2019 si disputano il premio Erling Haaland del Salisburgo, Jadon Sancho (Borussia Dortmund), Joao Felix (Atlético Madrid) e Ansu Fati Vieira (Barcellona). Nella sezione allenatori, i finalisti sono Jurgen Klopp del Liverpool, Fernando Santos della nazionale portoghese e Erik Ten Hag dell'Ajax. Quanto alle donne, il titolo di 'Best women's player del 2019' andrà a una fra Alex Morgan, Megan Rapinoe, Lucy Bronze e Amandine Henry, le prime due della nazionale americana, le seconde dell'Olympique Lione.

Tutti gli invitati

Alla cerimonia di premiazione sono attesi come di consueto numerosi protagonisti del calcio mondiale. Fra gli altri, Miralem Pjanic, Ryan Giggs, Joao Felix, e poi ancora l'ex giocatore del Manchester United Mikael Silvestre, Sara Gama della Juventus, Amandine Henry dell'Olympique Lione, l'arbitro francese Stephanie Frappart, Romelu Lukaku dell'Inter, Didier Deschamps, ct della nazionale francese, Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, Fabio Capello e Pierluigi Collina.

corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

Lotito all’Associazione Stampa Estera: “La Lazio è legalità. In Arabia per concedere possibilità di cambiamento”

Il Presidente Claudio Lotito ha incontrato l’Associazione Stampa Estera rispondendo in conferenza stampa alle domande dei giornalisti presenti:

“Dobbiamo continuare a vivere partita dopo partita. Nella Lazio c’è un forte spirito di coesione e di umiltà: c’è anche la giusta ferocia agonistica dettata dalla voglia di dimostrare. Speriamo che queste caratteristiche permangano fino alla fine della stagione, dobbiamo continuare a vivere alla giornata. Domenica siamo attesi da un test importante per capire se abbiamo acquisito la mentalità della grande squadra. È una questione di mentalità, vincere nei minuti finali è un segnale importante derivante dalla determinazione. In passato nei minuti conclusivi venivamo raggiunti e spesso abbiamo perso, ora sta accadendo il contrario. Speriamo che questo fenomeno possa continuare a manifestarsi, i ragazzi di Inzaghi si stanno divertendo e devono continuare ad avere consapevolezza dei propri mezzi, abbinata però ad un sano pragmatismo che permette di tradurre le prestazioni in risultati. Nel primo tempo di Cagliari non siamo stati incisivi, mentre nella ripresa la squadra ha messo in mostra un altro atteggiamento: bisogna fare in modo di dimostrare le proprie qualità per raggiungere determinati obiettivi. 

Alla Lazio, però, manca un riconoscimento sul piano dei comportamenti legati ad una storia antecedente alla mia gestione che aveva visto la tifoseria laziale compiere atteggiamenti non in linea con i valori del nostro Club. È una questione di correttezza, spesso veniamo definiti come una tifoseria razzista e di destra. Abbiamo messo in campo delle azioni nelle scuole e negli ospedali volte a diffondere i valori sui quali è stata fondata la nostra Società. All’estero forse non arrivano comunicazioni in tal senso e la valutazione non è aggiornata alle iniziative intraprese durante la mia gestione: noi abbiamo messo in campo degli sforzi tramite campagne promozionali che sono state un fiore all’occhiello per tutti. Abbiamo scelto di stare dalla parte della legalità, la Lazio è Ente Morale perché deve avviare i giovani al rispetto delle regole e della legalità. La valutazione che ci viene attribuita ci dà fastidio perché non ci appartiene, da quindici anni la Lazio rappresenta un altro mondo: siamo sempre stati in prima linea per combattere determinati fenomeni. Ho sempre lottato con i reati che venivano commessi all’interno delle curve, abbiamo avuto il coraggio di portare avanti iniziative volte a debellare gli illeciti. Siamo stati esempio di virtuosismo e di correttezza, vogliamo che il mondo intero ci valuti per i risultati, sul piano sportivo, e umanamente per quello che svolgiamo. Mettiamo in campo azioni al di sopra di ogni aspettativa e nessuno aveva mai avuto il coraggio di schierare queste opere. Ho appreso ed apprezzato con orgoglio il fatto che una rivista tedesca abbia segnalato la Lazio come un esempio di virtuosismo economico: nella mia gestione c’è stata una crescita economica, sportiva ed anche sul piano morale. Noi coinvolgiamo milioni di persone ed abbiamo il dovere di trasmettere valori utili nella vita di tutti i giorni e dobbiamo gestire il nostro patrimonio storico, culturale ed umano. Abbiamo una storia lunghissima, alcuni atleti della Lazio hanno contribuito anche  alla collettività italiani perdendo anche la propria vita in guerra, nei primi decenni del ‘900. 

Oggi i nostri tifosi sanno quali regole seguire allo stadio e questo dev’essere riconosciuto anche a livello internazionale. Il mondo arabo non garantisce equità di diritti nel suo tessuto sociale? Dobbiamo cambiare il sistema e combattere. La Lazio a Riyad, con una rappresentante locale, ha messo in campo una riunione alla quale parteciperanno tante donne, sotto sponsorizzazione di Cartier, per far capire che il genere femminile è una realtà da tutelare e salvaguardare e che deve vantare gli stessi diritti del genere maschile. Alla gara di domenica le donne potranno partecipare liberamente, ho svolto diverse iniziative istituzionali per far sì che ciò potesse accadere. Evitare di giocare in Arabia sarebbe stato sbagliato. Tanti preferiscono star fuori da determinati contesti, noi invece vogliamo combattere. Andremo in Arabia Saudita non solo per giocare la partita con la Juventus, ma anche perché crediamo nel paese ospitante che può avere dei cambiamenti sostanziali se lo aiutiamo a crescere. Gli episodi possono accadere, ma è necessario cambiare la mentalità che poi colpisce, tramite alcuni accadimenti, giornalisti o donne. Una gara che viene seguita da 100 paesi e da 50 canali televisivi diventa una grande vetrina sul mondo, noi in questo modo possiamo sponsorizzare la loro crescita che, inevitabilmente, deve passare per tappe. Se si vive in un sistema autoreferenziale non si cambia mai, è necessario entrare in contatto con altri mondi. Non bisogna solo criminalizzare, è necessario anche analizzare le azioni che vengono messe in campo. 

La popolazione araba è molto giovane e non condizionata, agiata sul piano economico e capace di visionare ciò che accade sul mondo. Sono il Presidente di una squadra di calcio, mi devo attenere a quelli che sono i fatti e combatterli tramite delle iniziative tese al futuro di una collettività. Sono abituato ad affrontare i problemi di petto, mettendoci la faccia e prendendomi responsabilità. Se il mondo arabo vuole avere rispettabilità, si deve dare inizio ad un percorso che non passa tramite una sola partita, ma che, anche grazie a questa, può portare ad un cambiamento sostanziale. Se non ci fosse stata la Supercoppa italiana in Arabia Saudita, le donne non avrebbero avuto la possibilità di andate a vedere liberamente una partita. Bisogna favorire i cambiamenti ed agire affinché questi possano accadere. 

Noi abbiamo denunciato i nostri tifosi che si erano resi protagonisti di alcuni saluti fascisti, ci vuole coraggio in queste azioni. La Curva della Lazio oggi è frequentata anche da famiglie e c’è un modo composto di seguire la squadra, ho cambiato un modo di pensare e di agire. Per svolgere questi cambiamenti ho messo in discussione anche la mia sicurezza personale. Per questo è necessario mettere in mostra a livello internazionale la possibilità di un cambiamento, dando importanza alla valorizzazione della dignità umana. Ritengo che siano stati svolti dei passi in avanti molto importanti in merito all’accesso delle donne allo stadio nel mondo arabo: lo scorso anno non c’è stato grande riscontro mediatico in merito alla prima gara di calcio aperta alle donne in quel mondo. La Lega Serie A ha un contratto da rispettare, abbiamo voluto combattere sul territorio per far cambiare la mentalità. Il mondo arabo va spinto al cambiamento e ci sono tutte le premesse per farlo. Esistono campagne provocatorie, lo spirito dell’ultima campagna di sensibilizzazione al razzismo della Lega non era teso ad enfatizzare l’aspetto razzista. Non è stata recepita in questo senso. Non è facile educare senza condizionamenti: la Lega di Serie A rappresenta le venti società della massima serie e non può essere a favore del razzismo: l’iniziativa dell’organo organizzativo può essere considerata forzata. 

La qualità morale e professionale di Mario Cicala è indiscussa, si è trovato in un contesto diverso che ha minimizzato le sue capacità. La sua lettera di dimissione è stata forte, ha ritenuto lesivo il comportamento delle persone che hanno messo in dubbio la sua legittimità e la sua trasparenza al di fuori di qualsiasi forma di diritto. Mario Cicala si è trovato in un ambiente nel quale per poche persone si è trovato a fare una scelta: combattere un sistema o togliere il disturbo. Ci sono uomini capaci di costruire, altri in grado di spendere ciò che hanno costruito gli altri. Quando sono entrato nel mondo del calcio la Lazio perdeva 86,5 milioni e ne guadagnava 84. Il Club era praticamente fallito, sono entrato prendendo il 21% delle quote ed oggi ho oltre il 67% mettendo 150 miliardi di lire personali. Mi sono assunto l’onere di avere un debito di 1070 miliardi di lire di debito. L’ho presa come una sfida al limite: si tratta di una società di capitale ed ha l’obbligo di portare bilanci in regola ed in positivo, al massimo in pareggio. Il patrimonio personale conta poco, la Lazio lo scorso anno ha fatto registrare un utile di 38 milioni di euro. Ci sono tante proprietà ricche nel privato che non sono riuscite a vincere nulla, mentre noi siamo la seconda squadra in Italia ad aver vinto di più negli ultimi anni. 

Ho risanato il Club creando un sistema innovativo, ho portato delle regole fondamentali all’interno del calcio italiano. Le norme devono essere rispettate da tutti ed oggi la Lazio ha un patrimonio giocatori pari a 600 milioni, ed un patrimonio immobiliare di 200 milioni. Sto svolgendo investimenti sul piano delle infrastrutture per invogliare anche i calciatori a considerare la Lazio come un punto di arrivo e non di partenza. 

Igli Tare lo acquistai come calciatore, dopo l’ultimo contratto da giocatore gli disi che non lo avrei rinnovato. Gli dissi che lo avrei visto bene come Direttore Sportivo: mi diede la risposta in mezz’ora accettando l’incarico. Avevo intravisto in lui grandi qualità e con il tempo è cresciuto molto grazie a tante esperienze. È una persona applicata e trasparente, con lui ho un grande rapporto sul piano affettivo. Nel calcio le vittorie sono di tutti come le sconfitte. Tare è un valore aggiunto al nostro Club. 

La volatilità del titolo porta a fluttuazioni. È difficile fare trading finanziario sulle squadre di calcio poiché escono quasi sempre in perdita, ma io ho dato una stabilità al Club come al titolo. Oggi la Lazio è una Società stabile ed in crescita nel suo valore economico e sportivo. Abbiamo aperto un nuovo store in centro a Roma e altre iniziative per far percepire l’orgoglio dell’appartenenza ai nostri tifosi. Sono sicuro che a breve avremo grande importanza anche a livello internazionale. 

Esistono tifoserie di estrema destra, come di estrema sinistra: è sbagliato etichettare solo il tifo organizzato di estrema destra. I nostri sostenitori hanno preso coscienza dei comportamenti da mettere in campo. Il razzismo è necessario combatterlo con la prevenzione. Nel mondo di oggi la fragilità interiore di alcuni giovani ha portato al manifestarsi di alcuni fenomeni da condannare: questo viene determinato anche dalla necessità di alcuni individui di affermarsi all’interno di un contesto. Dobbiamo educare i giovani a dei principi ed io, in tal senso, scelgo i calciatori anche per la moralità e per i loro atteggiamenti. Tutti i tesserati, ad esempio, hanno a disposizione una messa che si celebra all’interno del nostro Centro Sportivo nel weekend. I calciatori della Lazio, infatti, sono disponibili ed alla mano e sono in grado, così, di trasmettere messaggi importanti sul piano morale e sociale”. 

sslazio.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “Basta criticare Strakosha, anche col Cagliari è stato decisivo” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a 'QUELLI CHE…': Strakosha merita più considerazione. Quando sbaglia, sono tutti pronti a sparare a zero su di lui, mentre quando fa bene e salva il risultato quasi non se ne parla. Questo ragazzo è un buon portiere, di lunedì ricordiamo il gol di Caicedo, quello di Luis Alberto, ma la verità è che senza Strakosha la Lazio avrebbe preso il 2-0 molto prima. Spero che anche i tifosi sappiano rivedere le proprie posizioni su questo portiere…”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Polemiche Sarri fuori luogo, per la Juve è un vantaggio giocare oggi. Temo il ‘Dygualdo’ domenica…” (AUDIO)

Bruno Giordano a 'QUELLI CHE…': “Due giorni di riposo in più per la Lazio? Credo che alla Juve faccia bene giocare stasera, hanno giocatori che devono recuperare la migliore forma fisica, come Rabiot o Ramsey. Sarri la deve smettere con queste polemiche sterili, dimostra di non essere un grande allenatore. La Lazio ha giocato giovedì ed è giusto che abbia giocato lunedì, fine. In questo modo Sarri trasmette anche alibi e insicurezze ai suoi. A Cagliari con gli attacchi invertiti sarebbe finita diversamente, perché gli isolani si sono divorati almeno due gol per chiudere la partita. La Lazio ha avuto il merito di giocare bene nel secondo tempo e crederci fino alla fine, poi la qualità è venuta fuori. Supercoppa? Se la Juventus giocherà con il tridente sarà una gara molto complicata, possono risolverla in qualsiasi momento e terrebbero in grande apprensione il centrocampo della Lazio. Viceversa senza uno dei big, i bianconeri sarebbero più vulnerabili perché tutti dovrebbero accompagnare la manovra e queindi concedere spazi".

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DICHIARAZIONI

Cena di Natale, Strakosha: “Sentiamo l’entusiasmo dei tifosi, noi bravi a reagire nella sofferenza”

Cena di Natale, le parole di Strakosha ai microfoni del canale ufficiale biancoceleste: "Ognuno fa la propria parte in questa squadra. L'importante è il risultato, diamo tutti il massimo per raggiungere l'obiettivo. Ieri siamo stati bravi a reagire dopo la sofferenza del primo tempo, ogni partita ha una storia diversa. Non dobbiamo mollare, sentiamo l'entusiasmo dei tifosi, ci dà una carica importante".

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APPROFONDIMENTI

Luis Alberto ‘Giocatore del mese’ per l’AIC: “Dedico il premio a compagni e tifosi”. Oggi controlli in Paideia…

Momento magico per Luis Alberto. In gol contro il Cagliari per il momentaneo pareggio, miglior assist man d'Europa. Il suo mese speciale è stato coronato dal premio dell'AIC, consegnato da Damiano Tommasi: “Premio che dedico ai miei compagni di squadra e ai tifosi, che ci sostengono ogni partita”. Miglior giocatore della Serie A di novembre, premio a dir poco meritato. Lo spagnolo oggi si sottoporrà a dei controlli in Paideia, visto il fastidio muscolare accusato nel finale di Cagliari-Lazio prima di pareggiare con un destro dal limite dell'area il match. Luis aveva anche chiesto il cambio, ma le sostituzioni erano ormai esaurite. Dopo la marcatura l'adrenalina ha preso il sopravvento e non ha sentito più nulla, oggi gli accertamenti clinici chiariranno il suo stato fisico.