Dietro alla crescita della Lazio, entrata ormai nell’élite del calcio italiano (lo dicono i trofei recenti e la posizione in classifica, oggi i tifosi saranno a Formello per festeggiare la Supercoppa), non ci sono solo le intuizioni di Tare e il lavoro di Inzaghi. C’è anche – e ha un peso rilevante – il mutato atteggiamento di Lotito, che è sempre stato un proprietario attento al bilancio, ma ha talvolta forzato la mano nella gestione dei calciatori e nei rapporti contrattuali con loro. A pagarne le conseguenze è stata la squadra, che non è mai riuscita a compiere il salto di qualità. Ora però tutto è cambiato. La Lazio ha avuto anche in passato, durante la gestione Lotito, calciatori di primo piano, presi a costo ridotto e poi valorizzati. Pensiamo ad esempio ai «vecchi» Pandev, Kolarov, Lichtsteiner e Hernanes, oppure a i più recenti Candreva, Keita, Biglia, e Felipe Anderson. La scelta del presidente era sempre traumatica: decideva per la cessione oppure cercava di tenerseli con contratti inadeguati alla loro crescita, arrivando spesso alla rottura. Adesso non è più così. Lotito è pronto a cedere i suoi campioni di fronte a offerte se non indecenti, comunque elevatissime, ma nel caso in cui queste non arrivino li lega alla Lazio con contratti di assoluto rilievo. E questo determina un miglioramento netto nella qualità dell’organico, che non perde – in un modo o nell’altro – i calciatori migliori. La rivoluzione di Lotito nella gestione dell’organico è dimostrata dai numeri. È stato appena pubblicato lo studio annuale sui salari nel mondo dello sport da parte di «Sportingint elligence», che svolge questa ricerca nei club professionistici di ogni disciplina in tutti i paesi. Oltre a molti altri dati di interesse internazionale, colpiscono quelli riferiti alla serie A, dai quali si nota come la Juventus sia la società che paga il salario medio lordo più elevato (oltre 10 milioni di dollari, terza al mondo dopo Barcellona e Real e davanti a tutte le franchigie della Nba) davanti a Roma (4 milioni e 492 mila dollari), Inter (4 milioni), Napoli (3 milioni e 823 mila) e Milan (3 milioni e 441 mila). La Lazio si trova al sesto posto, l’ingaggio medio dei calciatori è pari a 2 milioni e 414 mila dollari. Poco se si pensa ai risultati che la squadra sta ottenendo, ma moltissimo se paragoniamo questa cifra a quanto il club di Lotito dava ai suoi calciatori-dipendenti nella stagione 2016-17: in media 1 milione e 602 mila dollari. In questo periodo l’incremento degli ingaggi laziali è stato dunque pari al 50%. Soltanto un club ha avuto un aumento superiore in Italia, ovviamente la Juventus, che ha addirittura raddoppiato tale cifra. Tutte le altre grandi società hanno sì aumentato il loro stipendio medio, ma in percentuale meno o molto meno rispetto alla Lazio: la Roma del 15%, l’Inter del 25%, il Milan del 39% e il Napoli del 49%.
Corriere della Sera/Stefano Agresti