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FORMELLO

FORMELLO – Entusiasmo Lazio, Radu: “Ho avuto la pelle d’oca, vogliamo regalare altri successi a questi straordinari tifosi”

Al termine dell'allenamento a porte aperte di oggi, il difensore biancoceleste Stefan Radu è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: "Questo entusiasmo è incredibile, oggi quando siamo usciti sul campo per allenarci ho avuto le pelle d'oca. Speriamo di regalare tanti altri successi a questi tifosi, lo meritano. C'è tanto entusiasmo, adesso però arriva il difficile perché tutte le squadre vorranno battere una big come la Lazio. Adesso abbiamo la maturità giusta per fare il salto di qualità". sslazio.it

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DICHIARAZIONI

Inzaghi: “2019 anno fantastico, e puntiamo a fare ancora meglio”

 "Penso sia stato un anno fantastico. Abbiamo vinto Coppa Italia e Supercoppa nel giro di 5 mesi. Siamo felici". Il tecnico della Lazio Simone Inzaghi fa un bilancio del 2019 biancoceleste in una intervista rilasciata a margine dei Globe Soccer Awards di Dubai. "Sappiamo che aumenteranno ancora le tensioni su di noi, ma – aggiunge Inzaghi – siamo consapevoli che stiamo facendo grandi cose e che vogliamo migliorarci sempre, che la squadra ha tantissima stima, che si lavora bene giornalmente e che adesso siamo in una ottima posizione di campionato ma adesso si ricomincia e bisognerà ricominciare ancora meglio di come si era finito".

Ibra al Milan può ancora fare la differenza

"Sappiamo tutti – prosegue il tecnico della Lazio – che bisogna sempre migliorarsi e cercare di migliorare. Io personalmente sono contento di quello che sto facendo ma devo cercare sempre di fare meglio perché, lo sappiamo, nel calcio dietro non bisogna mai guardarsi. Sicuramente non bisogna dimenticare perché qualcosa di buono è stato fatto, ma il mio obiettivo e quello della mia squadra è di guardare avanti e cercare di fare sempre meglio". Ibrahimovic è tornato al Milan? "Io penso che Ibra possa aiutare il Milan, possa aiutare la squadra ad ottenere quello che vuole, mi hanno detto – conclude Inzaghi – che sta ancora molto bene, che è un giocatore a tutti gli effetti, che, sapendo come si cura, può ancora fare la differenza nel campionato italiano". ilmessaggero.it

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APPROFONDIMENTI

L’evoluzione del Sergente: ora Milinkovic è diventato leader

Finalmente è tornato. Il Sergente si è ripreso la sua Lazio e la vuole guidare nella corsa Champions come un vero comandante sa fare. Il 15 maggio 2019 aveva dato il via al vittoria della Coppa Italia con il suo gol, una volta subentrato a Luis Alberto. Da lì si sono aperte le danze e ci ha pensato Correa a chiudere i conti e a dare una svolta diversa alla stagione biancoceleste. La rete del serbo si è rivelata fondamentale per il futuro prossimo dell Lazio. Ha cancellato le tentazioni di una rivoluzione che poteva affiorare in una rivisitazione dei programmi societari. Quel gol aveva il sapore di un addio, dopo 4 anni la Lazio e Milinkovic sembravano giunti al momento di salutarsi. Quotato dal presidente Lotito 100 milioni di euro, Milinkovic non ha ricevuto l’offerta tanto attesa di un top club con il biglietto per la Champions.

RIPARTENZA

La mancata chiamata da parte di Parigi, Manchester o Madrid non ha però sminuito il Sergente. Dal primo giorno di ritiro ad Auronzo si è rituffato, con entusiasmo e determinazione nel progetto di Inzaghi. Ha accettato di prolungare fino al 2024 il contratto con la Lazio. Come uno studente diligente, si è caricato di nuovi compiti in fase di copertura, considerandoli come un tragitto per completare il proprio repertorio tattico. E  così è sbocciato il suo ruolo di leader. È ormai una guida per la sua squadra, anche con i messaggi via social con i quali carica i compagni ritualmente prima della partita.

Laziopress.it

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RASSEGNA STAMPA

La rivoluzione di Lotito: l’ingaggio medio dei giocatori dal 2016 è cresciuto del 50%

Dietro alla crescita della Lazio, entrata ormai nell’élite del calcio italiano (lo dicono i trofei recenti e la posizione in classifica, oggi i tifosi saranno a Formello per festeggiare la Supercoppa), non ci sono solo le intuizioni di Tare e il lavoro di Inzaghi. C’è anche – e ha un peso rilevante – il mutato atteggiamento di Lotito, che è sempre stato un proprietario attento al bilancio, ma ha talvolta forzato la mano nella gestione dei calciatori e nei rapporti contrattuali con loro. A pagarne le conseguenze è stata la squadra, che non è mai riuscita a compiere il salto di qualità. Ora però tutto è cambiato. La Lazio ha avuto anche in passato, durante la gestione Lotito, calciatori di primo piano, presi a costo ridotto e poi valorizzati. Pensiamo ad esempio ai «vecchi» Pandev, Kolarov, Lichtsteiner e Hernanes, oppure a i più recenti Candreva, Keita, Biglia, e Felipe Anderson. La scelta del presidente era sempre traumatica: decideva per la cessione oppure cercava di tenerseli con contratti inadeguati alla loro crescita, arrivando spesso alla rottura. Adesso non è più così. Lotito è pronto a cedere i suoi campioni di fronte a offerte se non indecenti, comunque elevatissime, ma nel caso in cui queste non arrivino li lega alla Lazio con contratti di assoluto rilievo. E questo determina un miglioramento netto nella qualità dell’organico, che non perde – in un modo o nell’altro – i calciatori migliori. La rivoluzione di Lotito nella gestione dell’organico è dimostrata dai numeri. È stato appena pubblicato lo studio annuale sui salari nel mondo dello sport da parte di «Sportingint elligence», che svolge questa ricerca nei club professionistici di ogni disciplina in tutti i paesi. Oltre a molti altri dati di interesse internazionale, colpiscono quelli riferiti alla serie A, dai quali si nota come la Juventus sia la società che paga il salario medio lordo più elevato (oltre 10 milioni di dollari, terza al mondo dopo Barcellona e Real e davanti a tutte le franchigie della Nba) davanti a Roma (4 milioni e 492 mila dollari), Inter (4 milioni), Napoli (3 milioni e 823 mila) e Milan (3 milioni e 441 mila). La Lazio si trova al sesto posto, l’ingaggio medio dei calciatori è pari a 2 milioni e 414 mila dollari. Poco se si pensa ai risultati che la squadra sta ottenendo, ma moltissimo se paragoniamo questa cifra a quanto il club di Lotito dava ai suoi calciatori-dipendenti nella stagione 2016-17: in media 1 milione e 602 mila dollari. In questo periodo l’incremento degli ingaggi laziali è stato dunque pari al 50%. Soltanto un club ha avuto un aumento superiore in Italia, ovviamente la Juventus, che ha addirittura raddoppiato tale cifra. Tutte le altre grandi società hanno sì aumentato il loro stipendio medio, ma in percentuale meno o molto meno rispetto alla Lazio: la Roma del 15%, l’Inter del 25%, il Milan del 39% e il Napoli del 49%.

Corriere della Sera/Stefano Agresti

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Zoff: “Inzaghi un comandante, mi sarei divertito ad allenare questa Lazio”

La Lazio di Simone Inzaghi gli piace tantissimo. Si sente dalla voglia che ha di parlarne. Dai dettagli che nota guardando tutte le partite dei biancocelesti. «E' una Lazio splendida» dice con voce squillante Dino Zoff, ex presidente e allenatore dei biancocelesti. Un mito per il calcio e per i laziali.
Zoff, cosa le piace così tanto la Lazio?
«Il fatto che giochi un bellissimo calcio, forse tra i migliori della serie A. È sempre pericolosa pur riuscendo a mantenere sempre un grande equilibrio».
Merito di Inzaghi?
«Il merito è di tutti e non di uno solo. Simone è un comandante». 
Lei lo ha allenato alla Lazio e fatto esordire in Nazionale. Era un predestinato della panchina?
«È sempre stato un ragazzo a modo desideroso d'imparare. Ero sicuro che avrebbe fatto bene anche in un altro ruolo».
Come è riuscito a fare questo salto in alto?
«Il suo segreto è la maturazione di non essere caduto nelle critiche che gli sono state mosse in questi anni. Ha creduto in quello che faceva ed è andato dritto per la sua strada anche magari quando qualche risultato non gli dava ragione. Bravo Simone!».
Diciamolo, Inzaghi è destinato a diventare un grande allenatore
«Inzaghi è già un grande allenatore»
Che voto dà alla Lazio?
«Le do un sette pieno»
L'ha sorpresa il fatto che sia al terzo posto?
«Io ci ho sempre creduto. Non mi sorprende affatto questo exploit della Lazio. E' da tempo che dico che questa è una signora squadra e come tale va trattata».
E che abbia battuto due volte la Juve in 15 giorni?
«Nemmeno. Perché era nelle sue potenzialità»
Cosa è cambiato rispetto all'anno scorso?
«Rispetto alla passata stagione gioca sicuramente meglio. E' maturata di testa e ha fatto tesoro delle sconfitte subite. Questo è stata il passo fondamentale per ritrovarsi così in alto. Le rivelo una cosa». 
Prego.
«Mi sarei divertito molto ad allenare questa Lazio».
Il giocatore che le piace di più?
«Facile dire Milinkovic o Luis Alberto. Io voto Acerbi. E' un giocatore quadrato, sa interpretare bene il ruolo del difensore. Può giocare da centrale ma anche sul centro sinistra. È l'uomo di esperienza e tranquillità che serviva».
Lei che di portiere si intende: cosa pensa di Strakosha?
«È un portiere molto buono. Sta facendo bene. Chiaro che tutti possono e devono migliorare ma alcune critiche che ho sentito sono ingiuste».
Nelle sue Lazio quali giocatori di Inzaghi avrebbe visto bene?
«Nonostante io abbia allenato delle squadre con giocatori straordinari… ne avrei rubati volentieri diversi».
La Lazio può centrare la Champions?
«È un obiettivo alla sua portata. Non vedo troppi ostacoli».
E se diciamo scudetto?
«Io credo che la Juve, nonostante qualche problema che sta avendo, resti la favorita per la vittoria dello scudetto. Va considerato che ha una rosa di grandissimo livello che farà la differenza. Subito dietro vedo Inter e Lazio. Credo sia importante concentrarsi solo sulla Champions».
Cosa servirà?
«Ora arriva la parte più difficile. La differenza da qui alla fine del campionato la farà la convinzione. Sarà fondamentale non montarsi la testa. Anzi sarà importante vivere con un po' di paura e non rinunciare mai. La Lazio ha avuto difficoltà proprio quando si è sentita tranquilla e padrona. Prendiamo ad esempio la gara con la Spal. Lì c'è tutto quello che ho appena detto».
Come si può migliorare ancora la rosa? 
«La Lazio credo sia una squadra completa. Certo poi esistono sempre i Ronaldo e i Messi…»
La gente sta riconoscendo anche i giusti meriti a Lotito dopo le tante critiche. 
«Io non guardo se uno è amato o meno. Io guardo ai numeri e vedo che la Lazio ha numeri straordinari. Splendidi. Basta questo per dire che Lotito è un grande presidente».
Come vede il futuro della Lazio?
«Vincente».

 

Il Messaggero

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Berisha può restare, per Casasola c’è l’Empoli

"Berisha va aspettato". Con questa risposta ai Globe Soccer Awards, il Ds Tare ha confermato la fiducia nella mezzala kosovara, che a questo punto vede le possibilità di permanenza a gennaio impennarsi. La Lazio nel mentre prov a piazzare gli altri esuberi, come Djavan Anderson, Minala e Cacasola. Proprio l'esterno argentino, sembra in procinto di lasciare Formello. Come riporta il Corriere dello Sport, l'Empoli sembra la squadra più vicina al giocatore, anche se manca ancora la definizione dell'accordo. 

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Luiz Felipe, si tratta per il rinnovo: la situazione

Luiz Felipe si è rirpeso la Lazio. Il centrale brasiliano si è riconquistato una maglia da titolare, giocando le ultime 4 partita da titolare. Tare, Inzaghi e la Lazio tutta puntano tanto su di lui, come perno della difesa per i prossimi anni. Il suo rinnovo di contratto è fra le priorità per i prossimi mesi. Il vincolo attuale scadrà nel 2022, il club punta a blindare il giocatore con un contratto fino al 2024. Attualmente Luiz Felipe guadagna circa 800.000 euro, le richieste del brasiliano non sono banali, ma si può trovare un punto d'incontro. Intanto il centrale si goda il momento e la fiducia ritrovata di Simone Inzaghi.

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‘GSA’, Tare: “Rinnovo Luis Alberto? Quando ci saranno novità saprete. Vavro e Berisha vanno aspettati” (AUDIO)

Presente fra i candidati per il Globe Soccer Awards come miglior Direttore Sportivo, Igli Tare è stato intervistato a Dubai dal Corriere dello Sport: "Vavro e Berisha? Nel calcio bisogna pazientare e aspettare i giocatori, soprattutto se sono alla prima esperienza nel campionato italiano. A Roma invece si tende spesso a criticare, salvo poi ricredersi. Il mio futuro? Ne abbiamo parlato poco, abbiamo palrato di presente, per me e per Inzaghi (scadenza 2021, ndr). C'è ancora tanto da fare e dobbiamo andare avanti così. Guai a montarsi la testa. Il rinnovo di Luis Alberto? Quando ci saranno novità lo saprete". Poi sul mercato di gennaio: "La sessione invernale non offre grandi occasioni, chi ha i migliori giocatori se li tiene".

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Papà Inzaghi: “Sono orgoglioso dei miei figli, guai a parlare di Scudetto con Simone”

Giancarlo Inzaghi, padre di Filippo e Simone Inzaghi, si sta godendo i successi raggiunti dai suoi due figli. Il Corriere dello Sport, in un’intervista ci mostra come sia indissolubile il legame tra lui e i due allenatori, di cui è il primo tifoso e sostenitore.

Le gioie dei due figli

“Di Natali belli e importanti me ne hanno regalati tanti, anche questo è stato molto apprezzato ma il cammino è lungo e spero riescano a continuarlo. Si sogna con prudenza dopo la Supercoppa della Lazio e il primo posto in Serie B del Benevento“.

Scudetto e Promozione

“Di scudetto con Simone neanche ne parliamo. Ci sono troppe corazzate di mezzo. Con Pippo non pronunciamo la parola promozione, ma il viaggio è cominciato benissimo”.

I ritiri con le squadre

Immobile è il mio compagno di carte quando vado in ritiro ad Auronzo, gli insegno molte cose, a carte non è un grande giocatore… Di solito in coppia perdiamo contro Simone e Peruzzi, non c’è niente da fare. Io da anni mi faccio una settimana di ritiro con uno e una con l’altro. In estate sono stato a seguire anche il Benevento“.

I due fii

“Non lo dico perché sono i miei due figli, ma sono davvero orgoglioso di come siano diventati uomini. Simone accetta meglio le critiche, è più scherzoso ma ha carattere…Pippo è più permaloso. Simone lo ha chiamato da Riyadh prima della premiazione. Non ha dovuto aspettare, la prima telefonata l’ha fatta a me e a Pippo, prima di andare in tv. Lo fanno sempre. A volte non riesco a parlare perché ho ancora il groppo in gola. Noi ci sentiamo ogni giorno da una vita. I fratelli si sentono ogni giorno da una vita. E parlano di calcio tanto per cambiare”.

lazionews.eu

 

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Non solo Kiyine, si valuta anche il rientro di Jallow da Salerno

Da Salerno a Formello: una corsia preferenziale per il mercato della Lazio. Incoraggiata anche da alcuni precedenti: come quelli di Strakosha e Luiz Felipe, transitati dall’altro club del presidente Lotito prima di affermarsi con Inzaghi. Così ora si guarda al club campano per valutare due opzioni, quelle del centrocampista Kiyine e della punta Jallow. Verso gennaio, gli obiettivi della società biancoceleste non sono puntati verso elementi necessari alla formazione titolare, protagonista di un momento splendido tra il terzo posto in campionato e la Supercoppa conquistata una settimana fa contro la Juventus a Riad. In questi giorni, a Dubai, il d.s Tare e il tecnico Inzaghi hanno fatto il punto sulle eventuali esigenze dell’organico, specialmente in riferimento alle alternative. Così Kiyine e Jallow sono tra i nomi considerati per allargare le soluzioni tra i rincalzi.

SOLUZIONI 

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Il loro arrivo risponderebbe principalmente a ragioni tattiche, pronte a favorire il loro innesto nel gruppo di Inzaghi. L’idea di riportare Kiyine alla base è collegata all’esigenza di potenziare il settore della corsia sinistra, alle spalle di capitan Lulic. Il 22enne marocchino ha giocato anche 30 gare di Serie A, in due stagioni col Chievo. E in questo campionato con la Salernitana Sofian Kiyine ha totalizzato 17 presenze con 7 gol, rimarcando una propria crescita. A caccia di rilancio Lamin Jallow, 24 anni, attaccante, anche lui di passaggio al Chievo in A. Le sue doti di contropiedista non si adattano bene al gioco di Ventura. Ultimamente ha risentito pure di alcune tensioni ambientali. In questo campionato ha trovato spazio in dodici occasioni realizzando cinque gol. Alla Lazio potrebbe prendere il posto di Adekanye, che non è riuscito a farsi largo tra la qualificata concorrenza dell’attacco di Inzaghi.

gazzetta.it