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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi: “Meglio la Lazio negli 11 che le altre nei 22. Genova tappa fondamentale per lo Scudetto” (AUDIO)

Roberto Rambaudi a 'QUELLI CHE…': “Inter e Juve hanno rose più lunghe, ma la Lazio negli 11 ha i giocatori più forti. Il rendimento del centrocampo della Lazio non ha eguali, senza contare Immobile li davanti. La difesa è migliorata tanto da diventare la meno perforata. La differenza è solo numerica dunque, fra le rose. Attenzione però alla sfida di domenica. Credo che ad oggi, per come si è messa la classifica e per lo scontro diretto fra Juve e Inter di settimana prossima, quella di Marassi sia una partita fondamentale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Inzaghi gestisce il gruppo meglio di Conte e Sarri” (AUDIO)

Massimo Piscedda a 'QUELLI CHE…': “Lazio-Inter era lo spartiacque, per me la Champions ormai è praticamente acquisita. La Lazio ha un vantaggio, Inzaghi. Simone sa gestire meglio il gruppo dei suoi colleghi, e questa è un'arma importante. Inoltre, c'è una piazza che non metterà tensione alla squadra, perché non c'è l'obbligo di vincere il titolo, ma la voglia di sognare. Inter e Juve hanno rose più lunghe, ma Conte e Sarri hanno creato troppa tensione e frenesia, al contrario Inzaghi è stato bravo a prendere il suo gruppo dal verso giusto”.

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CURIOSITA'

Lazio-Inter, la svolta nell’intervallo: il discorso di Milinkovic

Durante l'intervallo di Lazio-Inter, con i biancocelesti sotto 0-1, la squadra di Inzaghi si è caricata. Come riporta il Corriere dello Sport, Milinkovic ha preso in mano la situazione: “Forza ragazzi, questa la vinciamo. Torniamo su e ribaltiamo il risultato, è già successo con la Juve”. Avrebbe detto ai suoi compagni. Un riposo più corto per la Lazio rispetto all'Inter, i biancocelesti infatti sono rientrati prima in campo, di circa 3-4 minuti. A qualcuno la scena avrà ricordato l'intervallo di Lazio-Verona nel 1974…

 

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APPROFONDIMENTI

Capolavoro Lazio, i punti cardinali della creatura di Lotito

Miglior difesa del campionato con appena 20 gol subiti, secondo attacco del torneo con 55 reti realizzate e un centrocampo da far invidia alle big di mezza Europa. L’analisi della cavalcata da sogno della Lazio non può prescindere da questo. Inzaghi è stato bravo a dare equilibrio ai reparti esaltando le caratteristiche dei singoli. Se fino a poco tempo fa la difesa era il reparto più debole ora è diventato il principale punto di forza. Non a caso nella storia sono le squadre che hanno preso meno gol quelle ad aver vinto lo scudetto. Strakosha è un portieri di medio livello che però sa fare lo straordinario. Acerbi è il leader silenzioso ma vero valore aggiunto. In due anni ha saltato una sola gara, per squalifica. Il reintegro del figliol prodigo Radu una visione importante in termini di equilibri di squadra. L’anello debole della corsia di destra è stato fortificato proprio grazie ai continui cambi. Luiz Felipe, Patric e Bastos vengono alternati in base alle caratteristiche dell’avversario di turno. L’attacco è stellare. Immobile distrugge record su record: 26 reti in 24 giornate. Caicedo e Correa si alternano nello spalleggiarlo. Otto centri il primo con cui forma la coppia migliore d’Europa e sei il secondo. Epoi c’è il centrocampo dei sogn. Leiva è il cervello, Milinkovic i muscoli e il cervello, Luis Alberto la genialità e Lazzarri e Lulic la corsa. In Italia non ce n’è uno così completo.

Il peso specifico di campioni e un mercato fatto nel tempo

«Milinkovic lo vendo solo per 100 milioni». Una frase che in estate venne presa come una sbrasonata del presidente Lotito, a riascoltarla oggi se ne intuisci la centralità. Ossia il mettere il campione al centro del progetto. La forza di resistere alle grandi squadre e ai morsi dei procuratori divoratori. Le basi solide del progetto. La Lazio come punto di arrivo e non come trampolino di lancio. Lotito è stato bravo a coccolare i suoi gioielli, a trattenerli anche alzandogli gli ingaggi. Una mano tesa per riceve un abbraccio. Il Sergej con lo sguardo a Madrid e a Manchester oggi è l’imperatore di Roma. Conquista punti e territori. Conserva gli scalpi delle sue vittime. Un sergente con i gradi di comandante. Il ragazzo duro ha lasciato il posto a quello sorridente e aperto sui social. I tifosi lo amano. Così come impazziscono per le magie di Luis Alberto. La nostalgia di Siviglia è sparita. Ora bacia la maglia biancoceleste. Da oggetto misterioso a campione assoluto. Pazzesche le ultime tre partite giocate. Tecnica, intelligenza e ora anche corsa. I problemi fisici si sono dissolti non appena la mente si è liberata. E’ il compagno che tutti “invidiano” e che tutti vorrebbero avere al fianco. Su questa base nel corso del tempo Tare e Lotito sono stati bravi ad aggiungere i vari tasselli mancati per una squadra completa in ogni reparto e che soprattutto è costata poco. Basti pensare che Luis Alberto e Milinkovic sono costati 20 milioni in due.

Uomini contati ma contano tutti

La Lazio ha gli uomini contati ma contano tutti. Una frase detta da un tifoso biancoceleste al termine della sfida con l’Inter. Poche parole che nella loro semplicità fotografano in maniera nitida la realtà. Più volte si è dibattuto sull’esiguità della rosa di Inzaghi rispetto a quella di Sarri e a quella di Conte. E’ vero i numeri dicono questo ma il campo dice decisamente altro. Il tecnico biancoceleste è stato bravo, nel corso del tempo, a capire che per avere le giuste risposte doveva coinvolgere tutti. Detto fatto. Le rotazioni in quest’ultimo anno sono aumentate. Ora chi entra dalla panchina non si sente più il Carneade di giornata ma è un protagonista al pari di Immobile. Tutti per uno e uno per tutti. Nelle scorse stagioni più volte si era commesso l’errore di arrivare a marzo giocando coppe e campionato sempre con gli stessi dodici o tredici giocatori. Quest’anno, invece, Simone, pur non avendo uomini in più, è stato capace di allungare la panchina. Se fino a ieri i vari Patric, Jony, Cataldi, Marusic Parolo, erano rincalzi da usare alla bisogna oggi sono pedine fondamentali per cambiare le partite in corso. In questa cavalcata tutti hanno messo il segno. Chi con un cross, chi con una scivolata, chi con un gol e chi semplicemente facendosi trovare pronto. E poi non va sottovalutata la scelta, seppur dolorosa, fatta in autunno: uscire dalle coppe per avere una sola partita a settimana. Un modo per allungare ulteriormente la panchina.

Il segreto di vivere la squadra come una seconda famiglia

Una squadra di calcio? No una seconda famiglia. Questo è il punto di forza della Lazio. Una catena di comando corta dove Lotito recita il ruolo di pater familias. Non padre padrone. Ma un presidente pronto ad ascoltare i suoi giocatori. Nel corso del tempo anche Claudio ha smussato alcuni angoli de suo carattere. Parla con i suoi ragazzi come fossero figli suoi, li carica ogni partita. E non è un caso che alla fine della sfida contro l’Inter più di qualcuno lo abbia accolto nello spogliatoio dicendogli: «Presidente ha visto? Abbiamo fatto come ha detto lei». Tutti per uno e uno per tutti. Una grande famiglia in cui i calciatori si riconoscono e puntano a difendere ogni “maledetta domenica”. Anzi, le prestazioni in campo sono ogni volta la trasposizione del famoso discorso di quel film. Basta guardare quando i difensori si gettano a corpo morto sui tiri dell’avversario per difendere la porta per farsi venire in mente quel «In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire». La Lazio oggi è tutto questo. E anche di più.

ilmessaggero.it

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Klopp insiste: “Lazio, stagione incredibile. Ecco perché la Juve non ha 10 punti di vantaggio…”

Per il Liverpool è tempo di conferenza stampa, alla vigilia della sfida di Madrid contro l'Atletico per gli ottavi di Champions League. Il manager Jurgen Klopp, incalzato dai cronisti, è tornato sulle frasi in merito alla corsa Scudetto Italiana: “Ho detto semplicemente che non so per quale ragione la Juve non sia in testa con 10 punti di vantaggio in Serie A, cosa che potevo dire. Poi ho visto la Lazio contro l'Inter ed è quella la ragione. Queste due squadre sono la ragione, nient'altro. L'Inter che è di nuovo lì a lottare e la Lazio che sta facendo una stagione incredibile. Non una frecciatina a Sarri, chiarisce dunque il tecnico tedesco, che non lesina complimenti alla Lazio di Simone Inzaghi.

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Piedi a terra Leiva: “Juve e Inter favorite, il nostro obiettivo resta la Champions. Non mi aspettavo di lottare per lo Scudetto”

Lucas Leiva ha rilasciato una lunga intervista in patria, ai microfoni di Globesporte. Fra i migliori nella partita contro l'Inter, il brasiliano ha fatto il punto della situazione: "Onestamente, non pensavo di poter lottare per lo Scudetto. Il nostro obiettivo è sempre stato quello arrivare in Champions League. Da quando sono arrivato alla Lazio, i risultati sono molto positivi: oggi rimaniamo concentrati sulla qualificazione in Champions, ma lotteremo. Juventus e Inter sono le favorite, i bianconeri per esperienza sono abituati a vincere i titoli. La nostra forza sono i quattro anni di lavoro continuo, da quanto Simone Inzaghi è diventato allenatore. Io sono alla Lazio da tre stagioni e negli ultimi mesi siamo riusciti a vincere la Coppa Italia e la Supercoppa. Non pensavo che avrei avuto un adattamento così veloce dopo aver lasciato il Liverpool. Posso aiutare la Lazio a raggiungere un livello molto alto. La Lazio del 2000? Ricordo grandi campioni, fra cui il mister ovviamente. Inzaghi ci ha già parlato del cammino che fece quella squadra. La Lazio era forse più ricca e più potente, ma è un modello da seguire. Il nostro obiettivo però rimane quello di qualificarci per la Champions League. Siamo al secondo posto, due punti sopra l'Inter e uno dietro alla Juventus. L'imperativo però è grantirci il primo obiettivo: il posto in Champions League".

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CURIOSITA'

Immobile, 30 anni in grande stile: un party esclusivo per entrare negli ‘enta’

Immobile si prepara ad entrare negli 'enta'. L'attaccane della Lazio sta vivendo una stagione da record, un sogno ad occhi aperti condiviso con tutti i compagni di squadra. Dopodomani, il 20 febbraio, compirà 30 anni. Per i festeggiamenti ha scelto una location d'eccezione: il Teatro Brancaccio, noleggiato per la serata. Sarà un compleanno a tema 'Il Grande Gatsby', film che a Ciro piace molto, nonostante sia un personaggio molto diverso rispetto a quello del romanzo.

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APPROFONDIMENTI

Sergej, centurione leader delle statistiche: ecco come ha deciso Lazio-Inter

Sergej Milinkovic ha risposto presente, ancora una volta, in una grande sfida. Così come con la Juventus lo scorso dicembre, il sergente ha timbrato il cartellino sfoderando probabilmente la miglior prestazione stagionale contro l'Inter. L'esultanza social lo ha visto vestire i panni di un centurione romano, pronto alla battaglia per difendere il vessillo biancoceleste. Oltre al gol (di sinistro, come contro Bonucci e compagni) Milinkovic ha vinto più duelli aerei di tutti (7) ed ha recuperato ben 19 palloni. Ma non è tutti, anzi: il serbo è in testa a quasi tutte le statistiche individuali del match. Ha corso più di tutti (circa 12 km) ha tirato più volte in porta (3) ed ha vinto più duelli individuali (12). 

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Lotito: “Siamo una famiglia, cresciamo insieme. Inzaghi è diventato grande, i tifosi vogliono rompere il monopolio Juve”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è tornato a parlare, questa volta ai microfoni de 'Il Messaggero' a due giorni dalla vittoria contro l'Inter. Si parte dal concetto di 'Ferrari', il paragone proposto proprio da Lotito per la sua squadra: “Non una frase era detta per buttare lì una dichiarazione ad effetto. Io ci credevo. La svolta nel gruppo arriva proprio quando tutti hanno cominciato a capire questo: niente rendite di posizione. Devo dare atto ai miei giocatori di aver rispettato chi li rispettava e si stanno comportando da grandi professionisti e da gente di famiglia. La più grande soddisfazione della partita di domenica non sono i messaggi e le telefonate, ma la mia entrata negli spogliatoi dopo il 90': entro e vedo 5 o 6 giocatori arrivare verso di me, pieni di adrenalina. Urlavano: «visto, presidente, abbiamo fatto quello che hai detto; hai visto presidente, hai visto!». Urlavano come matti. Ho ricevuto tantissime telefonate da laziali, molte da non laziali. Ci chiedono di rompere il monopolio della Juve, di battere l'Inter. Tifano per noi tutti quelli che non tifano Juve e Inter”. Forse non proprio 'tutti'. “Diciamo che mi pare non dispiaccia quando i trofei non li vincono i soliti. Milinkovic? Mi fa molto piacere sentirlo parlare di famiglia laziale. Lo abbiamo trattato bene, abbiamo rivisto il suo contratto più volte, lo abbiamo fatto sentire importante. Stiamo crescendo tutti insieme”. Con lui anche Inzaghi e Tare. “Alla Lazio si sa che comando io, ma il merito più grande è stato sempre quello di saper scegliere le poche persone di cui fidarmi. Simone ha capito tante cose ed è molto migliorato in questi anni insieme: ha capito che per andare così avanti, serviva coinvolgere di più ogni pezzo della nostra rosa. L'ha fatto, in particolare in questa stagione, e i risultati si vedono. Tutti si sentono importanti e indispensabili. Sanno che il tecnico li vedrà. Il turnover era una cosa imprescindibile, ha accettato il rischio e ha cambiato alcune sue convinzioni. Ed è diventato grande. I suoi giocatori gli stanno dando tutto, è evidente”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Abbate: “La gioia di ieri simile a quella del 26 maggio. Inzaghi ha stravinto il duello con Conte” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Alberto Abbate: “Si è vendicata la Champions sfumata due anni fa. Ora è tutto così perfetto che le aspettative aumentano a dismisura, il sogno diventa più reale per tutti. Serate così negli ultimi venti anni se n'è vissuta solo una, era diversa e mi riferisco al 26 Maggio. Ci si rende conto dell'entusiasmo incredibile, sembrava gioia superiore ad un obiettivo conquistato, penso ai preliminari di Champions conquistati vincendo a Napoli con Pioli. Tutto questo fa superare dei limiti che la Lazio ha come tutte le concorrenti, lo si vedeva anche negli occhi dei tifosi. Ieri h visto un Milinkovic stratosferico. Ieri vittoria di Inzaghi su Conte? D'accordissimo. Parto da Luis Alberto più basso e Milinkvic alto così cme Marusic a destra. Ieri per tutta la gara la Lazio ha pressato, spesso in anticipo con gli unici pericoli dalla parte di Jony comunque contenuti dalla difesa oltre al solito strepitoso Leiva. Lazi cattiva i difesa? E' così, da ieri la lazio è divenuta a mgliore difesa dela serie A con un gol incassato in meno de nerazzurri. La Lazio ha giocato molto più da squadra, i singoi hanno numeri alti ma sono dati che spiegano un alto sacrificio per i compagni. Tanto di cappello a Inzaghi per come l'ha preparata”.