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APPROFONDIMENTI

UEFA, ecco la terza coppa: in Europa League Conference giocherà la sesta classificata

Arriva la terza competizione europea per club. La UEFA ha infatti diramato nella giornata di oggi i criteri per la qualificazione alla Europa League Conference, che dalla stagione 2021/22 affiancherà Champions ed Europa League. Vi parteciperà la sesta classificata dei campionati europei, compresa la Serie A (in questo momento il Verona di Juric, in foto). Non cambiano gli altri piazzamenti: dalla prima alla quarta in classifica andranno in Champions League, la quinta e la vincente della Coppa Italia parteciperanno all'Europa League. In totale, all'ELC parteciperanno 32 squadre, divise in otto gironi da quattro: la vincente si qualificherà all'Europa League dell'anno successivo. Le partite della nuova competizione – che inizierà nel 2021 – si giocheranno di giovedì alle 18.45CET e 21.00CET, proprio come la UEFA Europa League. tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Scudetto 1915, Avv. Mignogna risponde a Cucci: “I veri manipolatori? Chi ha artefatto le carte di quel campionato…”

All’interno dell’edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio, Italo Cucci nella rubrica di risposta alle lettere dei lettori ha espresso un punto di vista estremamente critico alla rivendicazione della Lazio per lo Scudetto 1915: "Non entro nel merito della vicenda. Dico solo che la cronaca dello sport può essere aggiornata, la storia manipolata. Operazione che in questo paese di santi, poeti, navigatori e falsari avviene quotidianamente. E non mi sta bene. Nel ’64 la Federazione propose di assegnare al Bologna lo Scudetto 1927, revocato al Torino per una storia di corruzione, ma noi bolognesi dicemmo: ‘Noi lo Scudetto degli altri non lo vogliamo’.Adesso tutti pretendono Scudetti spariti nelle pieghe della storia. Pensate a vincerne nuovi. Come stiamo vedendo, è possibile. Quelli inesistenti dedichiamoli ai perdenti nati”.

Ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it, l’avv Gian Luca Mignogna, promotore della rivendicazione, ha affidato la sua replica: “Sinceramente non mi ero nemmeno accorto delle affermazioni di Italo Cucci sullo Scudetto del 1915. Mi hanno segnalato le sue dichiarazioni sul Corriere dello Sport poco fa. Non credo meritino una risposta particolare, ma ritengo giusto replicare brevemente solo per quei pochi tifosi laziali che leggono quel giornale. È stata spesa una firma nota e importante, probabilmente perché devono “giustificare” che in quasi cinque anni hanno dedicato pochissimo spazio ad una vicenda che all’estero come su altri quotidiani italiani ha avuto ben altro eco (Cfr: Le Monde, BBC, New York Times, Tempo e Tuttosport). La verità è una sola: i veri manipolatori all’epoca sono stati coloro che hanno artefatto le carte di quel campionato, oggi sono coloro che stanno deliberatamente oscurando la nostra rivendicazione che è assolutamente legittima e comprovata. Evidentemente per finalità editoriali e commerciali ben precise. Un uomo di sport, un professionista, giammai avrebbe dovuto spingersi a proferire cotanti amenità. A mio avviso è perdente solamente chi non ha il coraggio, la forza e la nobiltà d’animo di sposare le ragioni della giustizia e della verità. Ma dobbiamo farcene una ragione, la storia italiana è segnata di personaggi che ne hanno profanato l’identità e la credibilità. Io sono il primo ad augurarsi che la Lazio di Inzaghi vinca lo Scudetto del 2020, ciò non toglie che anche quella del 1915 ha tutto il diritto di fregiarsi del tricolore. Aggiungo e concludo che al Sig. Cucci, laddove ha fatto indebiti paragoni con il Bologna del 1927, è sfuggito che su tale campionato in Figc attualmente pende puranche una richiesta d’assegnazione proprio dei rossoblu. Probabilmente prima di gettarsi su certe tematiche bisognerebbe essere informati ed aver studiato bene le carte…”
Laziostory

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cardone (La Repubblica): “Lulic non tornerà prima di un mese. Assenza importante, serve l’esplosione di Jony e il recupero di Lukaku” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a 'NMM': "L'intervento sulla caviglia di Lulic è terminato, è stato necessario sondare in artroscopia per capire da cosa sia davvero dovuto il problema. Qualcuno si augura che possa rientrare a breve, io non credo si possa andare sotto il mese di stop. Aspettiamo per capire meglio come sia andata oggi, speriamo non sia nulla di particolarmente grave. Nel caso in cui fosse un'infrazione i tempi si allugherebbero. Da da quello che ho capito si lavorerà per Lazio-Milan del 5 Aprile, quindi dopo la sosta del 29 marzo. In questo caso salterebbe almeno 6 partite, sono molte, sarebbe un'assenza importante. Un'assenza del genere si fa sentire alla lunga, la speranza è che Jony esploda definitivamente e dimostri di essere totalmente pronto per giocare con questa continuità. L'alternativa potrebbe essere Marusic, giocatore più fisico rispetto allo spagnolo. Lukaku è pronto per giocare in corso d'opera, magari negli ultimi 20'. Ora anche il pieno recupero del belga diventa molto importante".

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TIFOSI

‘NMM’ – Bartocci (Lazio Club NYC): “Se fosse andata a fuoco la mia abitazione starei meno male. Purtroppo non si potrà tornare lì…” (AUDIO)

A pochi giorni dall'incendio che ha raso al suolo la sede del Lazio Club NYC, il socio fondatore dello stesso GIOVANNI BARTOCCI è intervenuto in collegamento a 'NMM': "La situazione purtroppo non è buona, la sede è stata dichiarata inagibile per danni struttrali. Vedremo i tempi e quello che sarà l'iter, il palazzo potrebbe essere anche buttato giù. Le fiamme sono partite dal terzo piano, all'interno del ristorante non sono mai arrivate, ma i vigili del fuoco sono stati costretti ad entrare con l'acqua sfondando tutto. Non sapendo da quale parte provenisse il fuoco, i vigili sono stati costretti a muoversi così. E' stato un incendio dato da casualità, probabilmente un cortocircuito. Il palazzo è vecchio, i fili elettrici sono ancora quelli ricoperti di cotone, la struttura è ancora in legno. E' stata una botta assurda, più passano i giorni e più ti rendi conto quanto faccia male. Avevo 150 prenotati per San Valentino, c'è anche la partita della Lazio con l'Inter, penso a quanto cibo andrà buttato, fa male, sembra davvero un brutto film. Noi siamo assicurati, ma il problema fondamentale è che il palazzo è stato dichiarato inagibile, quindi probabilmente lì non si potrà tornare. Se fosse andata a fuoco la mia abituazione in cui sono in affitto sarei stato meno male. Era un luogo di emozione, di rapporti, di ricordi lunghi 17 anni"

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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi studia l’Inter ed annulla la seconda sessione: Luiz Felipe e Caicedo verso la conferma, Jony in pole a sinistra

FORMELLO – Seduta video per studiare l'Inter di Conte, lavoro tattico e ritmi tanto elevati da convincere Inzaghi ad annullare la seconda sessione di lavoro inizialmente programmata. Intervento in artroscopia sulla caviglia di Lulic a parte, è questo il menù di giornata presso il centro sportivo biancoceleste. A quattro giorni dal faccia a faccia con i nerazzurri, Inzaghi ha iniziato a ragionare anche in funzione dell'avversario, a preparare i suoi sulle difficoltà tecniche e tattiche della gara ed a valutare le possibili scelte di formazione. A meno di ripensamenti, sarà Jony a fare le veci di Lulic sull'out mancino, anche se le riflessioni più che tattiche sono di ordine fisico. Cadreva o Moses garantiscono corsa e struttura, per lo spagnolo sarà una lunga settimana di addestramento e precauzioni. L'ipotesi Marusic resta in secondo piano, mentre Lukaku, oggi tornato in gruppo (insieme a Parolo), non garantisce un minutaggio rilevante. I dubbi maggiori riguardano attacco e difesa: la condizione di Correa può crescere giorno dopo giorno, ma la candidatura di Caicedo resta la più probabile per affiancare Immobile. Ha meritato la conferma a suon di gol, la sua presenza può avere anche una funzione significativa in fase di non possesso vista la presenza di Brozovic sulla trequarti di campo biancoceleste. Nell'ultima mezzora, poi, Correa potrebbe essere decisivo con i suoi strappi. In difesa, certi di una maglia Radu e Acerbi, mentre sul centro-destra si giocano una maglia Luiz Felipe (in avantaggio) e Patric. A centrocampo spetterà a Milinkovic e Leiva supportare Luis Alberto. Oggi lo spagnolo non era in campo: ordinaria amministrazione, solo gestione delle forze.

 

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AVVERSARIO

Inter, Handanovic tornerà con la Samp: a Roma gioca Padelli

Le sensazioni sono negative, anche se al momento non c’è nulla di definitivo. Emiliano Viviano è ancora a Milano e ieri si è allenato nella palestra dell’hotel che lo ospita in attesa di avere news dal quartier generale nerazzurro. L’Inter, infatti, non ha ancora deciso se mettere sotto contratto l’ex portiere della Spal. D'altra parte Samir Handanovic continua il programma di allenamento personalizzato: salterà il Napoli e domenica non sarà disponibile per la sfida scudetto in casa della Lazio. Il capitano nerazzurro dovrebbe rientrare contro la Sampdoria il 23 febbraio, salvo complicazioni. Dunque la sua presenza contro la Juve il prossimo 1° marzo non sembra essere in discussione. E allora, vale la pena aggiungere un altro portiere alla rosa? 

Considerando che l’inattività di Viviano costringerebbe comunque l’Inter ad aspettare una decina di giorni per permettergli di avere un adeguato stato di forma, verrebbe da dire di no. È probabile che Handanovic possa effettuare nei prossimi giorni una nuova visita medica per stabilire definitivamente la data del ritorno in campo. Prima del weekend o al più tardi prima della partenza delle squadra per Roma, in programma sabato pomeriggio, la dirigenza nerazzurra darà una risposta definitiva a Viviano, che intanto continuerà a tenersi in allenamento in hotel. Con Napoli e Lazio, dunque, in porta ci sarà ancora Padelli. gazzetta.it

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TIFOSI

Lazio-Inter, già superata quota 50 mila: in vendita ancora tagliandi in Monte Mario e Sud

Marco Canigiani, responsabile del marketing biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“L’aggiornamento relativo alla vendita dei tagliandi per la gara di domenica contro l’Inter parla ora di 31.000 titoli d’accesso venduti, ciò significa che, con l’aggiunta degli abbonati, è stata ampiamente superata la quota 50.000 spettatori, ci avviciniamo ai 60.000 presenti, numero che poi probabilmente verrà raggiunto se non superato.

Sono ancora in vendita dei tagliandi in Tribuna Monte Mario ed in Curva Sud nei settori 20 e 21, che sono stati aperti ieri. I ritmi di vendita ora sono più lenti, l’andamento tende a ridursi ma abbiamo ancora tempo per raggiungere cifra tonda.

Abbiamo rafforzato il servizio Bus Insieme: tutti i posti sono subito esauriti in pochi giorni, abbiamo deciso di implementare i mezzi. Basta andare sul sito per consultare le nuove stazioni di partenza. Al momento c’è ancora disponibilità in alcuni punti”

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SOLIDARIETA'

Lazio Club Montecitorio a sostegno del Club NYC

Esprimiamo solidarietà e vicinanza a Giovanni Bartocci, Marco Ventura e ai soci fondatori del Lazio Club New York City che è stato raso al suolo da uno spaventoso incendio. È necessario l’aiuto di tutti, un supporto concreto per far sì che i tifosi biancocelesti d’oltreoceano possano tornare a sostenere la nostra amata Lazio. Noi del Lazio Club Montecitorio ci stiamo attivando concretamente per poter contribuire alla sua rinascita e per permettere loro di ripartire nel più breve tempo possibile. 

Lo comunica in una nota il Lazio Club Montecitorio 1900.

 

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RASSEGNA STAMPA

Immobile e Jony, un girone dopo a caccia di rivincite sull’Inter

Da San Siro a San Ciro si può chiudere un cerchio al rovescio. Diciotto risultati utili di seguito, risale proprio all’Inter l’ultimo ko biancoceleste in questo campionato. Non c’era Immobile dall’inizio in campo: la Lazio lo aveva punito dopo la scenata contro il Parma al momento del cambio. Adesso il bomber partenopeo vuole mettere dentro la rete che può valere il primo posto. Non segna dal 2 febbraio, doppietta nel 5 a 1 alla Spal con tanto di cucchiaio. Negli ultimi due turni è sembrato impreciso e affaticato. Non vi preoccupate, Ciro ha solo ripreso fiato. E conservato il gol più bello per il prossimo scontro scudetto. Non si è ancora perdonato d’essere entrato il 25 settembre a Milano nervoso, d’aver fallito all’85’ il centro del possibile uno a uno. Da allora Immobile ha sempre giocato dal primo minuto, non ha mai più saltato un turno e ha portato a 25 gol il suo bottino. Domenica vuole mettere il turbo da capocannoniere della Serie A e della Scarpa d’oro. Nell’ultima giornata al Tardini è stato comunque decisivo nel rimpallo fortuito del vantaggio, ma Immobile deve tornare a incidere il suo marchio. Al suo fianco ci sarà ancora Caicedo, abile a fargli da sponda e spesso pure a lanciarlo. Non è un caso che insieme siano al momento la coppia più prolifica (33 reti insieme) del continente europeo. Felipao ha firmato il suo ottavo sigillo (in carriera eguagliato lo stesso record dell’anno scorso), poi è stato sostituito nel secondo tempo.

RISCATTO
E’ entrato pure Caicedo in diffida per colpa di un giallo, ma Inzaghi ha pensato più a gestire le sue energie, con Correa reduce dall’infortunio. Al Tardini l’argentino è apparso fuori condizione, non è pronto ancora per giocare titolare. Coi suoi scatti, all’andata, nella prima mezz’ora era stato letale, ma si era anche divorato l’impossibile. Handanovic aveva fatto il resto con le sue parate. Potrebbe essere un segno del destino al rovescio persino l’assenza del portiere, anche se non tutti i presagi al momento sono a favore della formazione biancoceleste. Lulic rischia di nuovo di mancare, l’infortunio alla caviglia non è rientrato (atteso da un ulteriore controllo) e lui sente ancora un forte dolore. Jony potrebbe sostituirlo come a Parma, ma stavolta dovrà cancellare quel maledetto errore su D’Ambrosio in diagonale. Domenica lo spagnolo in qualche modo ha convinto, con Acerbi sulla fascia sinistra ha corso e crossato, adesso scalpita per la quarta da titolare (in tutto 19 presenze, comprese le 8 nelle coppe) in campionato. Sui piedi di Jony ci sono pochi dubbi ormai da tempo. E’ cresciuto da quella terribile caduta di San Siro e ora sogna il riscatto definitivo.

ilmessaggero.it

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RASSEGNA STAMPA

Inzaghi sfida Sarri e Conte: il bello, il brutto ed il cattivo

Conte, Sarri e Inzaghi sono le tre perfette declinazioni di Inter, Juve e Lazio, citate rigorosamente in ordine di classifica. Eccole le tre duellanti per lo scudetto ai blocchi di partenza. Il cattivo, il brutto e il bello in senso astratto descrivono, invece, i momenti diversi che i tecnici e quindi le rispettive squadre stanno passando. Un solo punto divide il giovane Simone dal veterano Conte e dal capitano di lungo corso Sarri. Da qui a fine anno tutto può succedere. Dopo otto anni di cannibalismo bianconero il campionato ha riscoperto il brivido dell’incertezza. 
LA BELLEZZA DI SIMONE
Partiamo da Inzaghi, l’outsider di questa corsa. Questa estate nessuno lo avrebbe mai inserito tra i possibili vincitori dello scudetto. Lui, zitto zitto e a testa bassa, si è fatto spazio tra i big confermando le sensazioni su di lui: è un grande allenatore. Il bello inteso come sogno, favola. Ma anche come bellezza del gioco espresso. La Lazio è di gran lunga quella che delle tre esprime il miglior calcio. Simone è un “maniaco” dei numeri e li applica con precisione matematica. Calcoli esatti. Uscire dall’Europa League e dalla coppa Italia per avere il vantaggio della sola gara a settimana per colmare una panchina decisamente più corta rispetto a quella degli altri due. Simone è il bello che avanza e non è un caso che in estate la Vecchia Signora lo abbia corteggiato. Ha creato un gruppo d’acciaio che lo segue in questa pazza idea e che soprattutto lo considera un padre da compiacere. E’ il meno “ricco” ma i soldi non fanno certo la felicità. Unico punto a sfavore: la mancanza d’esperienza a lottare così in alto. 
LA CATTIVERIA DI ANTONIO
La vittoria in rimonta nel derby contro il Milan ha palesato tutta la ferocia del suo allenatore. Tutta la fame di vincere che sta trasmettendo ai suoi. Lo faceva alla Juventus, lo ha fatto con l’Italia e lo sta insegnando anche ai nerazzurri. L’ultima volta un insegnamento simile lo aveva impartito un tale Jose Mourinho. Non a caso l’uomo del triplete. Antonio sa di non poter fagocitare tutto. Gli basta vincere lo scudetto ai danni della sua ex. E’ quello più esperto dei tre e l’unico che sa come si vince in grande. Conte è un mix tra un sergente di ferro e un vate. Insegna e pretende. E non necessariamente in questo ordine. E’ capace di ricaricare le pile dei suoi in un tempo brevissimo. Dal nero all’azzurro è stato un attimo. Dai pareggi da mal di pancia alla rimonta da mal di testa. Ha sbattuto i pugni sul tavolo per avere altri uomini votati alla causa. Li ha ottenuti e ora è lui a non avere scuse. Vittoria obbligata. E i nerazzurri, in questo nuovo film del campionato, sono i favoriti per l’oscar. 

IL MOMENTACCIO
Se la Lazio vive la corsa scudetto con la mente libera, se l’Inter la vive come quella della vita, per la Juve è quasi un incubo. L’ex Antonio ha conservato il piglio e la fame di quando vestiva bianconero, il desiderato Simone ha confermato di essere bello davvero. Un periodo più nero che bianco quello dei tifosi e della dirigenza bianconera. Tutto il peso è sulle spalle di Sarri. L’uomo fissato con il gioco, il Sarrismo si diceva. Peccato che a Torino ancora non l’abbiano visto. Alla Juve si è obbligati a vincere e farlo dopo Conte e Allegri è ancor più difficile. Ferocia e pragmatismo. Al momento Maurizio ha dimostrato di non avere nessuna di tutte e due. Che ila sua idea di calcio mal si sposi con i campioni? E’ arrivato tardi nel mondo pallonaro che conta ma in breve tempo ha fatto un salto triplo. Per assurdo arrivando al top in troppo poco tempo. Sette mesi di dubbi. Forse anche da parte della dirigenza bianconera. Nell’incontro, seppur programmato, con il tecnico Agnelli e il ds Paratici hanno chiesto spiegazioni pur ribadendo la propria stima. Sarri prende appunti. Ora però è il caso che vengano messi in pratica. Il brutto anche guardando alla classifica: la Juve ha 9 punti in meno di un anno fa dopo 23 partite. Il bello ne ha raccolti 15 in più con la Lazio e il cattivo con l’Inter già 11. 
IL MESSAGGERO