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APPROFONDIMENTI

Ufficiale, Europeo nel 2021: campionati da chiudere entro l’estate (virus permettendo). Finale Champions il 27 giugno?

Non c'erano molte alternative, sta ormai prevalendo la soluzione più “semplice” o comunque meno problematica. Spostamento dell’Euro a giugno 2021, campionati (e si spera coppe) da concludere entro l'estate. Decisione appena approvata dall’Esecutivo. Con un programma ipotetico di date da confermare in base… al virus.

UEFA E STAKEHOLDERS — Euro a giugno 2021, gara inaugurale a Roma l’11 giugno, è stata una visione condivisa in Europa, da mettere però in pratica con la “collaborazione” del maledetto virus: nessuno può infatti ipotecare il futuro. Si potrà tornare a giocare quando le condizioni sanitarie miglioreranno. La speranza è che la data sia i primi di maggio, ma non è possibile ora impegnarsi su un calendario definitivo.

DATE — Intanto, si lavora su varie ipotesi per la ripresa: la più ottimistica vede la "ripartenza" il 14 aprile, la più pessimistica a inizio giugno (addirittura il 13 giugno, con fine della stagione a luglio inoltrato). L’obiettivo Uefa sarebbe quello di completare le coppe con andata e ritorno. Quindi per l’Europa League inizio il 30 aprile e per la Champions il 5 maggio, con finali alla fine di giugno (il 27 è l’ultimo sabato).

DUE COMMISSIONI — Uefa, federazioni, leghe, club e calciatori – gli incontri video tra gli stakeholders intanto proseguono con Nyon campo centrale – si sono ritrovate d’accordo sull'obiettivo di finire le competizioni per club, non rimandabili, posticipando l'Europeo che è quadriennale e può essere recuperato con minori perdite. Ma le perdite saranno inevitabili. Per cui saranno create due commissioni, una delle quali si occuperà delle conseguenze finanziarie dell'effetto virus e l'altra di organizzare più ipotesi di calendario.

gazzetta.it

 

 

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Immobile: “Gioco alla PlayStation e mi alleno.Un abbraccio a medici e infermieri”

Tutti a casa con i social network come mezzo di comunicazione con il mondo esterno. Ciro Immobile, in diretta su Instagram, è intervenuto a Tiki Taka per raccontare questo momento e non solo: “Alla PlayStation gioco molto a FIFA e a Call of Duty, il tempo a disposizione è tanto. Mi alleno davanti casa, ho qualche peso e faccio gli squat con le bimbe sulle spalle. Il gol più bello in questa stagione? Forse quello al Milan. Era il centesimo con la maglia della Lazio, ma mi è piaciuto il movimento, il colpo di testa che non è il mio forte. Bello anche quello contro la Spal in pallonetto".

Ruolo ed Europei

“Un attaccante riesce a migliorare con il passare del tempo. Gioco in una squadra molto offensiva e mi ha aiutato molto. Quando fai tanti gol ti senti in fiducia e non vuoi mai fermarti. L’Europeo? Mancini crede in noi, possiamo vincerlo, ma in questo momento si pensa poco al calcio. Vorrei mandare un abbraccio ad infermieri e medici che in questo momento stanno lavorando per l’Italia”.

corrieredellosport.it

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Diaconale: “Mie opinioni indipendenti da Lotito. Dietro i presunti virtuosi c’è la precisa volontà di annullare il campionato”

Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio, in un lungo post su Facebook, è tornato a parlare del tema legato alle ipotesi sul termine della stagione di Serie A: "Torno a ribadire che quanto scrivo sul mio taccuino biancoceleste non impegna direttamente o indirettamente il presidente Claudio Lotito e la S.S. Lazio, ma esprime solo le mie opinioni personali. Naturalmente sono consapevole che il mio ruolo di portavoce del presidente possa ingenerare il sospetto che si tratti di opinioni condizionate dalla mia attività nella società biancoceleste. Ma, a parte che Lotito ha dimostrato fin troppo bene che quando c’è da esprimere la propria voce non si tira certamente indietro, la mia storia di giornalista libero mi impedisce di considerare un fattore di censura la mia funzione nella S.S. Lazio.

Per cui, non per amore di polemica ma per naturale vocazione alla dialettica, non posso fare a meno di rilevare il singolare fenomeno che si sta verificando sui media a proposito di quale impatto stia avendo il coronavirus sul mondo del calcio. Nessuno discute sulla necessità o meno di affrontare con misure energiche la diffusione della pandemia. Ciò che viene presentato, con il contorno dei soliti pregiudizi, è l’idea che l’esplosione del virus abbia prodotto una sorta di divisione tra buoni e cattivi tra i dirigenti delle società calcistiche italiane. Da un lato quelli che si fanno carico del problema generale della tutela della salute del pubblico e di quello particolare della tutela della salute dei giocatori, cioè i buoni. E dall’altro i cattivi rappresentati da chi, pur nella consapevolezza della gravità dei due problemi, bada esclusivamente ai propri limitati interessi di bottega. Da un lato, quindi, il rispetto per l’interesse generale del Paese, dall’altro l’egoismo di privilegiare sempre e comunque il proprio “particulare”.

Prendiamo, ad esempio, la discussione in atto sul dilemma se il fermo del Campionato comporti automaticamente il blocco degli allenamenti. La questione, che viene presentata da alcuni media come il confronto tra chi si preoccupa della salute dei giocatori ed è virtuoso e chi pensa solo alla classifica ed è un egoista, è mal posta. Perché dietro i presunti virtuosi si nasconde il preciso interesse a bloccare tutto, competizione ed allenamenti, per arrivare ad annullare il Campionato. O per cristallizzare la classifica del momento (Juventus sopra la Lazio per un punto) o per dare una conclusione al campionato con quella soluzione play-off e play-out che potrebbe offrire una occasione di salvataggio della stagione alle squadre che nel 19/20 hanno deluso (qualcuno vorrebbe il play-off non a quattro, neppure a sei ma addirittura a dodici).

Perché mai questo sarebbe un interesse virtuoso e quello antagonista, che punta a completare il campionato nel rispetto delle regole, sarebbe censurabile? Mistero fitto o risposta fin troppo facile? Mario Balotelli, che pure non è mai stato simpatizzante laziale, ha scelto la seconda strada affermando che il Campionato è stato bloccato solo dopo che la Lazio è diventata seconda. Ma, proprio per evitare polemiche, evito la semplificazione e mi limito a sottolineare come l’indicazione del presidente della Figc Gabriele Gavina a finire con regolarità “quello che è iniziato” sia quella di maggiore buon senso.

L’auspicio, allora, è di portare a termine la stagione senza le fasulle distinzioni moralistiche tra i virtuosi ed i peccatori. Basta con le ipocrisie politicamente corrette che, guarda caso, sono sempre al servizio degli interessi dei eterni privilegiati. Aspettiamo che la nottata del coronavirus arrivi all’alba e poi si riapra il campionato. E vinca chi continua ad avere più fiato, voglia, passione. Come recita ed impone la legge dello sport. Da Olimpia ad oggi!

Attenzione a non compiere errori in nome di un moralismo da strapazzo (vero Chirico?). Il rischio è che si torni ancora una volta a ingenerare negli italiani il sospetto che la repubblica calcistica italiana sia sempre e comunque retta da una monarchia e che la sorte dei campionati finisca con l’essere sempre decisa dalla subordinazione ad essa!

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DICHIARAZIONI

Coronavirus, Conte: “Non ancora raggiunto il picco. Sono le settimane più rischiose: bisogna stare a casa“

Il premier Giuseppe Conte lo spiega chiaramente: le prossime settimane sono quelle decisive nell’affrontare l’emergenza coronavirus. Sia da un punto di vista sanitario, perché “non abbiamo ancora raggiunto il picco” dei contagi e quindi “bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti“, anche se nuovi divieti “non servono”. Sia da un punto di vista economico, con il governo che si appresta a varare un decreto per “sostenere i costi imposti dall’emergenza”. Ma “non sarà sufficiente“, serviranno altre misure, specialmente per le imprese, chiamate “a una sfida molto dura”. Per questo il presidente Conte sottolinea che, dato il momento, “alimentare polemiche non è sterile, è folle“. E chiede all’Ue di essere più presente, attraverso “un coordinamento europeo delle misure di ordine sanitario ed economico”.

Il premier Conte ha parlato in una lunga intervista al Corriere della Sera, rilasciata a poche ore dal consiglio dei ministri che deve varare il decreto con gli aiuti economici, ma anche alla vigilia della videoconferenza con gli altri leader del G7, prevista appunto per lunedì. “Bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti non assolutamente necessari. È il momento dei sacrifici, delle scelte responsabili”, tiene a sottolineare innanzitutto Conte. “Se continueremo a rimanere a casa evitando contatti a rischio – aggiunge – saremo più efficaci nel contenere il virus”.

“Picco non raggiunto” – “Gli scienziati ci dicono che non abbiamo ancora raggiunto il picco, queste sono le settimane più rischiose e ci vuole la massima precauzione. Non possiamo abbassare la guardia. È la sfida più importante degli ultimi decenni, per vincerla serve il contributo responsabile di 60 milioni di italiani“, spiega ancora Conte. “Il nostro obiettivo – prosegue – è contenere o quantomeno rallentare la velocità di diffusione del virus, in modo da avere la possibilità di gestire l’emergenza in un tempo più dilatato, distribuendo una reazione efficace su tutto il territorio nazionale”.

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DICHIARAZIONI

Gravina: “Possibile la chiusura del campionato su due stagioni diverse”

 Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha parlato a Radio Rai affrontando anche l'argomento relativo al possibile annullamento della Serie A: "Non sono in grado di escludere nulla. Ora programmiamo con l'idea più ottimistica, ovvero definire i campionati, cercando di portarli a termine. Tra le diverse ipotesi però ho già preannunciato la non assegnazione del titolo, quella di assegnazione congelando le graduatorie, un mini torneo di play-off e play-out. Non escludo nulla, capisco la curiosità e l'attenzione nel voler definire ma nessuno, e dico nessuno, oggi è in grado di dire quale sarà il nostro futuro rispetto alle condizioni attuali. Se tutto questo dovesse portare con effetto trascinamento alla stagione 20-21, non escludo che il campionato possa concludersi in due stagioni diverse. E' anche imbarazzante parlare di questi temi ma abbiamo il dovere di farlo per dare una speranza".

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RASSEGNA STAMPA

Coronavirus, il 30 Giugno la data incubo per contratti e mercato

C’è una data che ora tutti, nel mondo del calcio, guardano con un misto di apprensione e dubbio: il 30 giugno. Una data che diventa improvvisamente la dead-line clamorosa alla luce dei ritardi innescati dall’emergenza Coronavirus. Una data che la FIGC vorrebbe rispettare, anche a costo di sintetizzare la stagione con i playoff e i playout, ma che non tiene conto delle “date europee” e della possibilità che aprile scivoli via senza potere essere utilizzato neppure per allenarsi. Meglio, dunque, cominciare a lavorare sull’ipotesi di dover spostare le date di scadenza degli adempimenti e dei contratti dei calciatori. Nel consiglio federale del 10 Marzo, intanto, si è già deciso il differimento delle scadenze per l’iscrizione ai campionati della stagione sportiva in corso dal 22 al 30 giugno. La FIGC ha deciso che per gli emolumenti netti di gennaio e febbraio 2020 viene confermata la scadenza del pagamento entro il 16 marzo. Ma per le ritenute Irpef, i contributi Inps delle mensilità di gennaio e febbraio 2020 viene spostata la scadenza di un mese al 16 aprile. Molto complessa anche la questione legata alla proroga dei contratti dei calciatori che richiederà una normativa internazionale. Se si dovesse andare oltre il 30 giugno – molto più che una semplice ipotesi di lavoro, ormai, soprattutto tenendo conto delle esigenze delle Coppe europee – bisognerà che le Leghe, il Sindacato calciatori e la Federazione (che determina le norme sui tesseramenti) trovino un accordo per una estensione temporanea dei contratti ratificata poi dall’UEFA. Gli orizzonti cambierebbero nel caso in cui si prospettasse la mancata conclusione della stagione. Iclub prenderebbero in esame un taglio degli emolumenti dei calciatori per attutire i danni dai mancati introiti. Il contratto collettivo firmato nel 2017, infatti, stabilisce che le franchigie possono trattenere circa l’1% dello stipendio in conseguenza di una causa di forza maggiore. Nel contratto collettivo dei calciatori, però, questa causa non esiste e dunque si dovrebbe passare attraverso un accordo con l’AIC.

CALCIOMERCATO

I riscatti e i controriscatti dei giocatori in prestiti che dovrebbero essere esercitati entro il 30 giugno. Una scadenza evidentemente impossibile da rispettare e non solo a livello Nazionale. Pensiamo, per esempio, alla situazione di Mauro Icardi che è in prestito dall’Inter al Psg con un riscatto fissato a 70 milioni per i parigini, non esattamente una “cifretta”. Ecco, ma cosa succederebbe nel caso in cui il Psg andasse avanti in Champions e dovesse giocare gli ultimi turni e la finale a luglio? Impossibile pensare che debba prima decidere se riscattare o meno il centravanti. E’ evidente, insomma, che anche in questo caso la FIFA e l’UEFA dovranno coordinare una nuova calendarizzazione anche delle date del calciomercato. E dovranno farlo il prima possibile.

Tuttosport

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Gravina: “Europei vanno rinviati per concludere campionati. 9 Maggio data limite…

Serie A e Serie B studiano il da farsi quando si potrà tornare a giocare. Secondo le ultime indiscrezioni, la deadline temporale per la ripresa dovrebbe essere la stessa: a meno di stravolgimenti da UEFA e FIGC, il 9 maggio è attualmente considerata la data ultima per riprendere il campionato. “Gli Europei vanno rinviati, ma i campionati sono da concludere”. Parola di Gabriele Gravina. Intervistato da Il Messaggero, il presidente della FIGC dice la sua sulla situazione del calcio, fermo per combattere il Coronavirus. Tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

I medici della Serie A: “No agli allenamenti dei calciatori”

Nel dibattito allenamenti sì-allenamenti no, che ieri ha visto protagonisti in assemblea di Lega Claudio Lotito (a favore) e Andrea Agnelli (contro), scendono in campo i medici della Serie A. E con un comunicato chiariscono che no, non ci si può nemmeno allenare, ora che l’emergenza coronavirus dilaga e che l’attività agonistica è sospesa. 
 

COMUNICATO STAMPA

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Ecco il testo integrare della nota: “In considerazione della grave evoluzione dell’infezione Covid 19 nel mondo, vista l’emergente diffusione dei contagi anche all’interno del calcio e del personale sanitario a esso dedicato e del progressivo aggravamento della situazione che sta coinvolgendo il Sistema sanitario nazionale, i medici della Serie A esprimono forte preoccupazione circa la tutela della salute dei propri tesserati qualora venissero ripresi a breve gli allenamenti e promosse altre attività di aggregazione. Pertanto, in modo unanime, i medici consigliano di non riprendere l’attività fino a netto miglioramento dell’emergenza Covid 19”. Gazzetta.it

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APPROFONDIMENTI

La posizione della Lega di Serie A e delle altre Leghe Europee: “Terminare i csmpionati nei prossimi mesi”

La Lega Serie A ha riunito oggi i rappresentanti delle Società in video conference, proseguendo la valutazione, iniziata ieri, dell'impatto del COVID-19 sull'attività sportiva. La posizione della Lega Serie A, condivisa ieri con i Club e seguita da tutte le altre Leghe europee – riporta la nota ufficiale – resta quella di terminare l'attività sportiva concludendo nei prossimi mesi i campionati nazionali, riprendendoli quando le condizioni sanitarie lo permetteranno. A tal fine la Lega Serie A, il cui obiettivo primario in questo momento resta la tutela della salute, ha costituito alcuni gruppi di lavoro che si dedicheranno ad affrontare l'emergenza coronavirus. I tavoli di lavoro, che vedranno la partecipazione di rappresentanti delle Società, riguarderanno tematiche mediche, tecnico-sportive, di rapporti istituzionali e di risk assessment per le Società e per la stessa Lega Serie A.

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APPROFONDIMENTI

Luis Alberto, rinnovo con la Lazio a un passo: ecco tutte le cifre

Filo diretto Italia-Spagna. Gli incontri a Roma delle scorse settimane fra il diesse Tare e i manager del giocatore, un contatto recentissimo (ovviamente solo telefonico) per avvicinarsi ancora di più. La trattativa per il rinnovo scorre velocemente e le parti sono ad un passo dall’intesa: contratto fino al 2025, ingaggio da circa 3,5 milioni. Non sono previste clausole di rescissione, questa è la base dell’accordo. Si stanno discutendo gli ultimi dettagli, riguardano lo stipendio, la definizione dei costi fissi e dei bonus per arrivare a quella cifra. Uno dei premi scatterà al raggiungimento di un tot di assist, specialità di cui Luis Alberto è maestro. Più assist centrerà, più soldi guadagnerà, questo è il patto. La regola di solito vale per i bomber in stile Immobile, quest’anno ha centrato i bonus al 10º, 20º e 30º gol. Luis Alberto è il Mago che i gol li fa segnare, per lui si valutano altri parametri.

Le cifre dell'accordo di Luis Alberto

Il contratto, appena sarà firmato, avrà decorrenza dall’1 luglio prossimo. L’ingaggio di quest’anno rimarrà inalterato fino al 30 giugno (1,8 milioni più bonus), quello del prossimo anno sarà da Champions. Luis guadagnerà sui livelli di Immobile e Milinkovic, unici a percepire dai 3 milioni in su (più bonus). Farà un grande salto, economicamente parlando. Gli spetta, lo merita. E’ diventato un top player, una stella della serie A, il centrocampista più ammirato, la sua esplosione è riconosciuta da tutti in Italia. Eppure la Spagna continua a snobbarlo, non era rientrato neppure nelle convocazioni di fine marzo. Se lo coccola la Lazio, spera che il rinnovo basti per respingere eventuali assalti di mercato. Il prezzo, in questo caso, lo farebbe Lotito. La regola non cambia: per il club i big sono incedibili, diventano cedibili solo se sono loro a chiedere di andare via e solo se le società interessate pagano i soldi richiesti, altrimenti no. 

corrieredellosport.it