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APPROFONDIMENTI

Ecco l’algoritmo della FIGC: come funziona il meccanismo in caso di stop dei campionati

Ecco l’algoritmo della FIGC. Il documento, svelato da Sportitalia, che può decidere la classifica di Serie A, B e C in caso di stop definitivo prima del termine della stagione. Un’assicurazione, come l’ha definito il presidente Gabriele Gravina, perché prevede un modello matematico per ponderare le classifiche nell’impossibilità di concludere regolarmente i campionati.

Perché serve un algoritmo? La premessa è che la sospensione per la pandemia è arrivata in un momento nel quale tutte le classifiche avevano delle evidenti disparità. In Serie A, otto squadre avevano una gara in meno delle altre; in Serie B, due squadre erano indietro; in Serie C, gli interi gironi A e B avevano ben sei partite di ritardo rispetto al raggruppamento meridionale, il C. Nell’eventualità di un nuovo stop, o che il campionato non dovesse poter ripartire per l’eventuale (e ovviamente da scongiurare) riaffiorare dell’emergenza sanitaria, è però necessario un meccanismo che consenta di dare omogeneità alle classifiche. In soldoni: speriamo tutti di non doverci fermare, ma se dovesse accadere può capitare che questa situazione si ripresenti. Ed è inevitabile fare ricorso a un criterio univoco per determinare piazzamenti, promozioni e retrocessioni (vedremo in seguito perché la FIGC ritiene che lo Scudetto possa essere un discorso diverso). Lo chiede, anzitutto, la UEFA, che ha previsto obiettivitàtrasparenza e non discriminazione quali criteri per valorizzare il merito sportivo anche in caso di stop. Che è appunto, l’obiettivo dell’algoritmo.

I criteri. Il documento svelato in anteprima da Sportitalia, nelle sue 13 pagine, individua determinati criteri ben precisi da cui partire. Anzitutto, il numero delle giornate validamente disputate e il numero delle gare validamente giocate da ciascuna squadra, sia in casa che in trasferta. Poi, punti totali raccolti nel campionato e quelli effettuati da ciascuna squadra nelle gare validamente giocate, con attenzione a quelli fatti in casa e quelli fatti in trasferta. Ancora, il numero delle gare ancora da giocarsi e la verifica di quante di esse siano in casa e quante in trasferta. Da ultimo, la differenza reti, sia in casa che in trasferta. Su questo punto, è bene fare una precisazione: la stessa FIGC evidenzia infatti come questo criterio abbia una sua importanza perché di fatto, sia in Serie A, B o C, che in Champions League o durante i Mondiali, è un fattore dirimente (seppur non il primo) nel caso di ricorso alla classifica avulsa. Fare riferimento agli scontri diretti, infatti, è impossibile in astratto, perché non è detto che, nell’eventualità di una sospensione definitiva, ciascuna squadra abbia giocato entrambi gli scontri diretti (sia andata che ritorno) con il rispettivo avversario.

I tre elementi di calcolo. Sulla base di questi criteri, la FIGC individua tre elementi che vanno a costituire il modello matematico. La cui finalità, ricordiamo, è valorizzare il più possibile il merito sportivo, anche in uno scenario che di per sé lo mortifica quale la conclusione anticipata e definitiva del campionato. Nello specifico, i tre elementi sono: a) punti in classifica conquistati in gare valide; b) media punti (rapporto tra punti conquistati e gare giocate); c) indice di redditività delle reti (rapporto tra reti segnate e punti conquistati). Non tutti e tre, però, sono valutati allo stesso modo: i punti conquistati concretamente “pesano” infatti al 100%, mentre la media punti è ponderata al 90%. E la redditività delle reti è in sostanza un correttivo, che pesa per il 10% nella formula finale.

La formula. Sembra complicata, ma basta spiegarla. Vi evitiamo la complicata espressione matematica della formula. In sostanza, è una sommatoria dei punti effettivamente conquistati, più la proiezione dei punti (che somma le restanti gare in casa più le restanti gare in trasferta, in entrambi i casi moltiplicate per la media punti e poi valutate al 90%), più la proiezione dei punti sulla base della redditività delle reti (la media dei gol segnati nel campionato più la differenza reti del club interessato, ponderate al 10%). Un meccanismo all’apparenza complesso e sicuramente tale anche nella spiegazione (che abbiamo provato a rendere il più comprensibile possibile) che troverebbe applicazione ove non sia possibile portare a termine nei tempi necessari il campionato. Una ulteriore condizione, infine, è al momento oggetto di valutazione (se ne discuterà negli incontri di questi giorni e poi nel Consiglio Federale dell’8 giugno): l’algoritmo potrebbe essere applicato solo nel caso che si giochino almeno tre partite dopo la ripresa del campionato. Per la Serie A (ci si augura) non dovrebbe essere un problema; per la Serie B è in corso di svolgimento l’assemblea che deciderà sulla ripartenza; per la Serie C (ove questa condizione fosse confermata) l’algoritmo così disegnato non sarebbe applicabile se il campionato non ripartirà.

tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Sintomi Covid-19 non dichiarati, il Valencia chiede intervento UEFA dopo dichiarazioni di Gasperini

Come dicevamo l'altro giorno… appunto…Il Valencia ha chiesto all'Uefa e alle autorità sanitarie italiane un intervento sull'allenatore dell'Atalanta Gianpiero Gasperini. Lo riferisce l'edizione online di Marca. Gasperini è finito nel mirino dopo che ha detto che era stato colpito dal coronavirus a ridosso della partita di Coppa dei Campioni del 10 marzo a Valencia. Ana Barcelò, responsabile del dipartimento sanitario di Valencia, ha giudicato 'poco responsabile' il comportamento di Gasperini. (ANSA).

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APPROFONDIMENTI

Playoff e playout bocciati, solo in caso salti la ripartenza del 20 giugno. Algoritmo non assegna lo scudetto

L’algoritmo si “mangia” i playoff. Ma non potrebbe comunque assegnare lo Scudetto. Sono queste le anticipazioni de La Gazzetta dello Sport rispetto alla riunione che domani il presidente FIGC, Gabriele Gravina, avrà con tutte le componenti federali in vista del Consiglio dell’8 giugno. 
Playoff quasi bocciati. Piano B e Piano C, si sa, spaventano non poco tutti i club e le leghe. Anche perché, banalmente, sarebbero la sconfitta della ripresa del calcio. Lo scenario dei playoff e dei playout, però, è considerato il peggiore: di fatto, la FIGC ritiene che vi si possa ricorrere solo se il campionato non ripartirà il 20 giugno come da programmi, per il malaugurato caso della positività di un calciatore. In quest’ipotesi, meglio fermare tutto e passare direttamente al piano B. Altrimenti, se lo stesso evento dovesse verificarsi una volta ripartito il campionato, sarebbe complicato mettere in competizione una squadra costretta a fermarsi per due settimane (stante il nodo quarantena) con una che comunque ha potuto disputare amichevoli nel frattempo. Meglio cristallizzare la classifica, a quel punto. 
Anche perché l’algoritmo non assegna lo Scudetto. Nella riunione di domani, Gravina spiegherà come funziona in concreto questo meccanismo aritmetico. In primo luogo, i suoi limiti: cristallizzare la classifica può portare a promozioni, retrocessioni, piazzamenti europei, ma non all’assegnazione del tricolore. Inoltre, l’algoritmo entrerebbe in gioco solo dopo che vengano disputate almeno due giornate e soprattutto soltanto in caso di nuovo stop con un diverso numero di partite disputate tra le varie squadre. Nel caso ci si fermi a parità di partite, infatti, basterebbe prendere la classifica così com’è. Anche perché, e questa è un’assicurazione che Gravina darà, l’algoritmo non può sconvolgere le classifiche: se ci si ferma a parità di partite, chi è davanti non può in alcun modo essere superato da chi è dietro. Viceversa, ecco l’algoritmo per pareggiare i conti. Potrebbe entrare in funzione, infine, anche in caso di stop a pari punti, per evitare spareggi che potrebbero essere complicati: il presupposto è infatti che possa essere coinvolto in caso di nuovo stop per una nuova positività, uno scenario che tutti si augurano ovviamente non si verifichi. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Tare: “Sarà un mercato povero. Inzaghi e Immobile restano. Milinkovic? Dipende”

Igli Tare è stato il protagonista su Sky dell'undicesima puntata de "Il Calciomercato che verrà". Intervistato da Gianluca Di Marzio e Luca Marchetti, il direttore sportivo della Lazio ha toccato diversi argomenti, dalla ripartenza del campionato al mercato. Dal nome caldo Milinkovic Savic al bomber Immobile, passando per Inzaghi, i colpi futuri e le trattative in generale, che saranno condizionate inevitabilmente dalla pandemia che ha stravolto tutto.

 

Sarà un calciomercato diverso, come te lo immagini? Forse ci saranno più scambi? O per la Lazio non cambia molto?

"Penso che per tutti cambierà molto, non solo per la Lazio perché è successo qualcosa che succede forse una volta nella vita e di conseguenza dobbiamo adeguarci. Serve tanta fantasia, ma soprattutto molta chiarezza per capire come procedere per pianificare il presente ma anche il futuro".

 

Personalmente, tu come hai vissuto questo periodo di incertezza, anche nell’esercizio del tuo lavoro?

"Dal lato privato sono stati i tre mesi più belli della mia vita: ho avuto finalmente il tempo di dedicarmi alla mia famiglia, ai figli, a mia moglie, stare insieme, vivere cose che purtroppo per la nostra professione non siamo abituati a vivere, quindi è stato qualcosa di piacevole. Dall’altro lato, è stato molto difficile perché non si capiva come avremmo affrontato la convivenza con questo virus. Si sperava di ripartire prima e piano piano da tre settimane a questa parte abbiamo avuto modo di avvicinarci giorno dopo giorno alla nostra quotidianità".

 

Una difficoltà può essere rappresentata da una data, il 30 giugno: in realtà per voi questo problema potrebbe non esserci. La Lazio ha solo alcuni giocatori in scadenza: è una scelta precisa quella di non avere prestiti? E tra quelli in scadenza c’è già qualcuno con cui state parlando per il rinnovo?

"Non siamo una società che fa questo tipo di operazione. La priorità è avere una squadra con giocatori di nostra proprietà, e abbiamo visto che una situazione come quella che stiamo vivendo avrebbe potuto metterci in difficoltà. Dall’altro lato ai nostri giocatori che sono all’estero in prestito, tranne Durmisi che ha finito la sua attività nel campionato francese, abbiamo dato la deroga per rimanere fino alla fine del campionato".

 

Quindi avete già parlato con le altre società? Spettava solo ai giocatori decidere se rimanere lì o meno

"Sì, ma di sicuro rimarranno".

 

E invece per i rinnovi?

"Per i rinnovi dovevamo aspettare di capire la data di inizio campionato, perché in base a quella si poteva poi programmare tutto il resto. Adesso passo dopo passo cerchiamo di risolvere ogni situazione che abbiamo in essere, soprattutto dei giocatori che vogliamo prolungare. Lo sanno loro e lo sappiamo noi che nel prossimo futuro tutte queste problematiche verranno risolte"

 

Sei convinto davvero che alcuni prezzi diminuiranno e, se sì, soltanto dei giocatori di un certo livello? Quelli top, alla Milinkovic-Savic, Immobile, Luis Alberto manterranno invece il loro prezzo?

"Di sicuro noi non abbiamo bisogno di vendere in questo momento. Dall’altro lato penso che per i giocatori di prima fascia non si abbasseranno i prezzi. Ovviamente per quelli di fascia media e bassa qualcosa cambierà verso il basso".

 

Per te questo è un vantaggio o uno svantaggio? Tu hai sempre fatto grandi colpi, tutti i giocatori appena citati ad esempio li hai presi a cifre relativamente basse

"Secondo me tante società faranno valutazioni sul mercato anche in base a come si evolve il futuro perché è tutto incerto, ovviamente non è il momento buono per tanti per fare un calciomercato come speravano ma nello stesso momento ci sono i presupposti per lavorare con le idee chiare".

 

Andando più nello specifico: Milinkovic-Savic e Immobile. Per il primo, non essendo possibile fare spese folli, possiamo anche evitare di parlare di una sua possibile cessione in caso di offerta folle? Su Immobile, invece: il Napoli ha davvero provato a prenderlo?

"Su Milinkovic-Savic, il rapporto del ragazzo con la piazza, la città e la Lazio non morirà mai perché è un legame molto forte, cresciuto negli anni; dall’altro lato va vista la situazione, i desideri, tutte le cose di cui abbiamo parlato: ogni situazione sarà valutata al momento opportuno senza nessuna pressione ma soprattutto per il bene di entrambe le parti. Se sarà una possibilità che accontenta la società e il giocatore, verrà presa in considerazione; se non ci sarà, lui è felice e non siamo molto felici che resti. Immobile invece non è mai stato contattato o richiesto da parte del Napoli anche perché Immobile è la Lazio e la Lazio è Immobile. È un legame molto forte e penso che rimarrà per tanti anni".

 

Milinkovic-Savic fa parte della prima fascia, quelli che non perderanno valore nella prossima finestra di mercato: siamo sempre sopra la quota 100?

"Io non sono bravo a fare i numeri, di queste cose non mi intendo. Una cosa è certa, che sia un giocatore di prima fascia".

 

Il modo in cui finirà il campionato potrebbe fare la differenza nelle strategie di mercato delle varie società: nel caso della Lazio, con una possibile qualificazione in Champions League, potrebbe essere arrivato il momento di spendere più di quei 15 milioni di euro al massimo che hai speso per comprare i giocatori?

"Non è questione di quanto paghi un giocatore: per me sono fondamentali certe caratteristiche e soprattutto se quelle caratteristiche sono utili per la squadra. Un esempio clamoroso è l’arrivo di Caicedo che è stato comprato per le sue qualità: noi dall’inizio eravamo convinti che alla lunga sarebbe stato un grande colpo. Un acquisto deve avere un senso, l’importante è avere una squadra competitiva ma anche che può giocare su 2-3 fronti".

 

Tu hai messo sempre 1-2 giocatori l’anno, senza mai smembrare la squadra, che oggi ha raggiunto i suoi equilibri. Sul mercato quindi tu non avresti molto da fare e, paradossalmente, qualora fosse bloccato, forse saresti tra i più contenti?

"Io ho un legame molto forte con questo gruppo che ha dimostrato nei momenti di difficoltà di essere un gruppo sano ma soprattutto anche molto responsabile. Mi fa piacere lavorare con lo staff di Inzaghi, abbiamo creato una creatura unica e tutti quanti cerchiamo di mantenerla il più a lungo possibile. Mi piacerebbe che tutti finissero la carriera qui nella Lazio: so che è una cosa impossibile ma un legame così tra città, tifosi, società e squadra è la cosa che ho sempre sognato. Saremo molto attenti a non smantellare la squadra, cercando di fare meno errori possibile e, anche se è molto difficile, migliorarla".

 

Anche il rapporto con Inzaghi sarà prolungato?

"Per noi è una priorità: il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti. Il suo legame con questa società va al di là di una cosa normale, lui è la storia di questa società perché è più di 20 anni che è qui dentro e nessuno sente addosso questa maglia più di lui".

 

Come scegli un giocatore? Da quanto tempo hai già in testa il prossimo Milinkovic-Savic o il prossimo Luis Alberto?

"Vivere e lavorare a Roma è difficile, per questo io sono persona molto riservata: nel mercato ci sono tante situazioni imprevedibili, sia nel bene che nel male, per cui cerchiamo non di nasconderci ma di lavorare con più serenità possibile. A volte mi spavento anche io:  ci sono nomi che so solo io e li trovo il giorno dopo sui giornali. Cerco quindi di essere riservato e prudente".

 

Adryelson del Recife e Suarez del Watford?

"Il difensore brasiliano non lo conosco, sono molto sincero: mai trattato, può essere che sia un grandissimo giocatore ma di sicuro non sarà un’opportunità per noi. Cerchiamo nei reparti in cui pensiamo ci sia necessità. A breve daremo l’annuncio del nuovo acquisto, Escalante dall’Eibar, giocatore che secondo me a questa squadra servirà tanto perché ha l’esperienza giusta ma soprattutto le caratteristiche giuste per giocare nella Lazio. Valuteremo insieme all’allenatore e faremo le mosse giuste al momento opportuno perché per tutti quanti noi è difficile affrontare questa situazione, perché di solito in questo momento si parla di calciomercato. Per noi però ora è pericoloso perché abbiamo un finale di campionato in cui ci giochiamo la storia, pe cui serve massima concentrazione e poi al momento opportuno saremo anche presenti sul mercato. Fino a quel momento saremo ermeticamente chiusi perché abbiamo un sogno per cui abbiamo lavorato tanto e cerchiamo di portalo a casa".

 

Come ti immagini la ripartenza?

"È un punto interrogativo per tutti quanti, è difficile dare una risposta. Mi auguro di ripartire da dove abbiamo finito, certamente ci saranno difficoltà, ma una cosa è certa e chiara: tutte le squadre hanno le stesse possibilità perché prima si diceva che fossimo noi avvantaggiati non avendo le coppe, ma adesso questa cosa non c’è più, perciò contano tanto il gruppo, la mentalità, l’entusiasmo, cose che saranno fondamentali in un percorso breve ma intenso in cui si giocherà ogni 3 giorni e dovremo essere bravi a far ruotare la squadra e anche a dare le giuste motivazioni"

 

La Lazio ha un link diretto attraverso la proprietà con la Salernitana, dove avete 6 giocatori in prestito. Questo tipo di rapporto che vantaggi dà alla Lazio, e come lo giudichi?

"Nutro grande simpatia per la Salernitana ma soprattutto per la città. L’ultima volta che ci sono stato per la partita di playout contro il Venezia ho apprezzato l’entusiasmo, è una piazza che merita palcoscenici importanti. Dall’altro lato è un legame importante per noi perché quando mandiamo un giocatore giovane a Salerno sappiamo quali sono le aspettative e le difficoltà in una piazza molto esigente, e far maturare un nostro giocatore in quella piazza ti dà la possibilità di valutare bene se è pronto o meno per la Lazio. Noi questo legame lo usiamo in due modi, uno per far crescere soprattutto a livello di pressione i nostri giocatori e anche per cercare di dare a questa piazza la possibilità di tornare il prima possibile in Serie A, perché se la merita".

 

L’opzione di Giroud a gennaio poteva rappresentare un’occasione per rafforzare ancora di più la Lazio con un giocatore di grande esperienza

"Non l’ho nascosto a gennaio e non lo nascondo adesso, noi negli ultimi giorni di mercato abbiamo avuto la possibilità di portare Giroud a Roma e abbiamo cercato di andare fino in fondo per realizzarlo perché Giroud è Giroud, e anche se ha 33 anni è sempre integro, molto forte e con grande esperienza internazionale. Sarebbe stato un grande acquisto per noi, ho avuto modo di incontrarlo e conoscerlo da vicino ed è stato un incontro molto piacevole perché ho potuto conoscere una grande persona e un grande professionista con grandi motivazioni, ma allo stesso momento avevo intuito che la sua priorità era restare a Londra perché la famiglia vive lì da anni. Dentro di me sapevo che poteva essere una possibilità per l’estate ma avevo anche intuito che se ci fosse stata una possibilità di rinnovare con il Chelsea lui l’avrebbe presa in considerazione".

 

Il contatto con il Milan?

"Ho avuto un contatto, ormai è noto, con il Milan l’anno scorso. A livello affettivo da bambino non ho mai nascosto la mia simpatia per il Milan di Van Basten, Gullit, Rijkaard: sono cresciuto con il mito del Milan di Sacchi, ma poi, quando arrivi al momento in cui devi fare una scelta, la Lazio è la Lazio e ha un ruolo fondamentale nel mio cuore. Posso dire che mi sento laziale perciò il mio legame con questo club va al di là della questione professionale ed è una creatura che abbiamo creato negli anni, e quando guardo i frutti di questo lavoro il legame diventa ancora più forte".

 

Ultima domanda di rito: Il calciomercato che verrà sarà…

"Sarà povero…". 
skysport.it

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APPROFONDIMENTI

Le Iene mandano in onda l’inchiesta su Zarate. Lotito: “Assurdità

A distanza di una settimana dalla messa in onda prevista per martedì scorso, è stata trasmessa questa sera l'inchiesta de Le Iene, che raccoglie le accuse dell'ex giocatore della Lazio Mauro Zarate e del suo procuratore Luis Ruzzi: "Tredici milioni del suo ingaggio il presidente Lotito ce li fece avere da una società londinese, per non pagare le tasse", l'accusa di Ruzzi. Il manager dell'argentino racconta che Zarate, secondo gli accordi raggiunti con Lotito, dovrebbe ancora avere almeno 3 milioni e mezzo di euro, relativamente al terzo e quarto anno di contratto. Dei 20 milioni di stipendio complessivi che Lotito avrebbe promesso a Zarate, secondo Ruzzi 13 milioni sarebbero dovuti arrivare come intermediazione da una società londinese e per questo il manager accusa il patron biancoceleste di evasione fiscale.

LA POSIZIONE DELLA LAZIO 

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Dopo un lungo botta e risposta tra Le Iene (che hanno rinnovato anche oggi l'invito al patron di replicare) e la società a colpi di comunicati, la Lazio risponde così: "Le cause si fanno nei tribunali, e più di un tribunale si è già occupato delle vicende Zarate, a seguito delle varie iniziative promosse dal Ruzzi, che è sempre rimasto soccombente sia in sede civile che penale", si legge nell'ultimo comunicato che sottolinea ancora una volta "l'assurdità della vicenda". Gazzetta.it

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SERIE A

Ecco il calendario: Lazio, il sogno si insegue di notte, solo due gare di pomeriggio. Tutte le date e gli orari, con l’Atalanta il 24 giugno..

A tre mesi di distanza dalla sospensione del campionato di Serie A per l'emergenza Coronavirus in Italia, la Lega ha finalmente annunciato il calendario della seconda parte del massimo campionato calcistico: 124 partite nel giro di 44 giorni, da sabato 20 giugno a domenica 2 agosto, quando la stagione 2019/2020 si concluderà, a meno di nuove interruzioni. Si riparte dai quattro recuperi della 25^ giornata, vale a dire: Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Torino-Parma e Verona-Cagliari. Poi spazio a tutte le 20 squadra, che ripartiranno dalla 27^ giornata. Ma prima del ritorno della Serie A, ci sarà la Coppa Italia: le semifinali di ritorno Juventus-Milan e Napoli-Inter, poi la finale, ricalendarizzata per mercoledì 17 giugno a Roma.

Di seguito tutto il nuovo calendario di Serie A: 
8a GIORNATA RITORNO
22/06/2020 Lunedì 19.30 LECCE — MILAN SKY
22/06/2020 Lunedì 19.30 FIORENTINA — BRESCIA SKY
22/06/2020 Lunedì 21.45 BOLOGNA – JUVENTUS SKY
23/06/2020 Martedì 19.30 HELLAS VERONA — NAPOLI DAZN
23/06/2020 Martedì 19.30 SPAL — CAGLIARI SKY
23/06/2020 Martedì 21.45 GENOA — PARMA DAZN
23/06/2020 Martedì 21.45 TORINO — UDINESE SKY
24/06/2020 Mercoledì 19.30 INTER – SASSUOLO DAZN
24/06/2020 Mercoledì 21.45 ATALANTA — LAZIO SKY
24/06/2020 Mercoledì 21.45 ROMA — SAMPDORIA SKY

9a GIORNATA RITORNO
26/06/2020 Venerdì 21.45 JUVENTUS — LECCE SKY
27/06/2020 Sabato 17.15 BRESCIA — GENOA SKY
27/06/2020 Sabato 19.30 CAGLIARI — TORINO SKY
27/06/2020 Sabato 21.45 LAZIO — FIORENTINA DAZN
28/06/2020 Domenica 17.15 MILAN — ROMA DAZN
28/06/2020 Domenica 19.30 NAPOLI — SPAL SKY
28/06/2020 Domenica 19.30 SAMPDORIA — BOLOGNA SKY
28/06/2020 Domenica 19.30 SASSUOLO — HELLAS VERONA DAZN
28/06/2020 Domenica 19.30 UDINESE — ATALANTA SKY

10a GIORNATA RITORNO
30/06/2020 Martedì 19.30 TORINO-LAZIO SKY
30/06/2020 Martedì 21.45 GENOA – JUVENTUS SKY
01/07/2020 Mercoledì 19.30 BOLOGNA-CAGLIARI SKY
01/07/2020 Mercoledì 19.30 INTER – BRESCIA DAZN
01/07/2020 Mercoledì 21.45 FIORENTINA – SASSUOLO SKY
01/07/2020 Mercoledì 21.45 HELLAS VERONA – PARMA SKY
01/07/2020 Mercoledì 21.45 LECCE – SAMPDORIA DAZN
01/07/2020 Mercoledì 21.45 SPAL – MILAN SKY
02/07/2020 Giovedì 19.30 ATALANTA – NAPOLI DAZN
02/07/2020 Giovedì 21.45 ROMA – UDINESE SKY

11^ GIORNATA RTORNO
04/07/2020 Sabato 17.15 JUVENTUS – TORINO SKY
04/07/2020 Sabato 19.30 SASSUOLO – LECCE SKY
04/07/2020 Sabato 21.45 LAZIO – MILAN DAZN
05/07/2020 Domenica 17.15 INTER – BOLOGNA DAZN
05/07/2020 Domenica 19.30 BRESCIA – HELLAS VERONA SKY
05/07/2020 Domenica 19.30 CAGLIARI – ATALANTA SKY
05/07/2020 Domenica 19.30 PARMA – FIORENTINA SKY
05/07/2020 Domenica 19.30 SAMPDORIA – SPAL DAZN
05/07/2020 Domenica 19.30 UDINESE – GENOA SKY
06/07/2020 Domenica 21.45 NAPOLI – ROMA' SKY

12^ GIORNATA RITORNO
07/07/2020 Martedì 19.30 LECCE-LAZIO SKY
07/07/2020 Martedì 21.45 MILAN – JUVENTUS• DAZN
08/07/2020 Mercoledì 19.30 FIORENTINA-CAGLIARI SKY
08/07/2020 Mercoledì 19.30 GENOA – NAPOLI SKY
08/07/2020 Mercoledì 21.45 ATALANTA- SAMPOORIA SKY
08/07/2020 Mercoledì 21.45 BOLOGNA – SASSUOLO SKY
08/07/2020 Mercoledì 21.45 ROMA – PARMA DAZN
08/07/2020 Mercoledì 21.45 TORINO – BRESCIA SKY
09/07/2020 Giovedì 19.30 SPAL – UDINESE DAZN
09/07/2020 Giovedì 21.45 HELLAS VERONA – INTER SKY

13^ GIORNATA RITORNO
11/07/2020 Sabato 17.15 LAZIO – SASSUOLO SKY
11/07/2020 Sabato 19.30 BRESCIA-ROMA SKY
11/07/2020 Sabato 21.45 JUVENTUS – ATALANTA DAZN
12/07/2020 Domenica 17.15 GENOA – SPAL DAZN
12/07/2020 Domenica 19.30 CAGLIARI – LECCE SKY
12/07/2020 Domenica 19.30 FIORENTINA – HELLAS VERONA DAZN
12/07/2020 Domenica 19.30 PARMA – BOLOGNA SKY
12/07/2020 Domenica 19.30 UDINESE – SAMPDORIA SKY
12/07/2020 Domenica 21.45 NAPOLI – MILAN SKY
13/07/2020 Lunedì 21.45 INTER – TORINO SKY

14^ GIORNATA RITORNO
14/07/2020 Martedì 21.45 ATALANTA – BRESCIA SKY
15/07/2020 Mercoledì 19.30 BOLOGNA – NAPOLI DAZN
15/07/2020 Mercoledì 19.30 MILAN-PARMA SKY
15/07/2020 Mercoledì 19.30 SAMPDORIA – CAGLIARI SKY
15107/2020 Mercoledì 21.45 LECCE – FIORENTINA DAZN
15/07/2020 Mercoledì 21.45 ROMA – HELLAS VERONA SKY
15/07/2020 Mercoledì 21.45 SASSUOLO – JUVENTUS SKY
15/07/2020 Mercoledì 21.45 UDINESE – LAZIO SKY
16/07/2020 Giovedì 19.30 TORINO – GENOA SKY
16/07/2020 Giovedì 21.45 SPAL – INTER DAZN

15^ GIORNATA RITORNO
18/07/2020 Sabato 17.15 HELLAS VERONA – ATALANTA SKY
18/07/2020 Sabato 19.30 CAGLIARI – SASSUOLO SKY
18/07/2020 Sabato 21.45 MILAN – BOLOGNA DAZN
19/07/2020 Domenica 17.15 PARMA – SAMPDORIA DAZN
19107/2020 Domenica 19.30 BRESCIA-SPAL SKY
19/07/2020 Domenica 19.30 FIORENTINA – TORINO DAZN
19/07/2020 Domenica 19.30 GENOA – LECCE SKY
19/07/2020 Domenica 19.30 NAPOLI – UDINESE SKY
19/07/2020 Domenica 21.45 ROMA – INTER SKY
20/07/2020 Lunedì 21.45 JUVENTUS – LAZIO SKY

16^ GIORNATA RITORNO
21/07/2020 Martedì 19.30 ATALANTA – BOLOGNA SKY
21/07/2020 Martedì 21.45 SASSUOLO – MILAN SKY
22/07/2020 Mercoledì19.30 PARMA – NAPOLI OAZN
22/07/2020 Mercoledì21.45 INTER – FIORENTINA SKY
22/07/2020 Mercoledì21.45 LECCE – BRESCIA SKY
22/07/2020 Mercoledì21.45 SAMPDORIA – GENOA SKY
22/07/2020 Mercoledì21.45 SPAL – ROMA OAZN
23/07/2020 Mercoledì21.45 TORINO – HELLAS VERONA SKY
23/07/2020 Giovedì 19.30 UDINESE – JUVENTUS SKY
23/07/2020 Giovedì 21.45 LAZIO-CAGLIARI DAZN

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DICHIARAZIONI

Gravina: “Presto nuova proposta per quarantena. Algoritmo? Non capisco lo stupore”

Gabriele Gravina ha rilasciato una intervista ai microfoni di 'Radio 24'.

"Il momento più difficile? Ce ne sono state diversi, forse dico il momento in cui la Francia ha rinunciato a far ripartire il proprio campionato. Quando una big five viene meno mentre le altre stanno decidendo c'è un problema, ma abbiamo mantenuto la barra dritta e il risultato c'è mi pare".

Ha lavorato meno in questo weekend?
"Io premetto che sono stato sempre convinto che la base di preparazione fosse la meno impegnativa. Io sono realista, mi rendo conto che esistono dei rischi ancora molto attivi, legati non solo all'andamento della curva epidemiologica, ma anche ad aspetti culturali che predominano all'interno del nostro mondo, della nostra società civile e sportiva. L'esperienza di questi ultimi due o tre mesi ha fatto sì che ciascuno sviluppasse degli anticorpi, abbiamo accumulato energie che ci consentiranno con equilibrio, politico, etico e morale, di proporre delle soluzioni che ci consentiranno di arrivare a una chiusura di questo torneo, o di questi tornei se preferite".

Sperate di eliminare la norma sulla quarantena in caso di contagio?
"Il calcio non ha mai chiesto scorciatoie o sconti. Oggi esistono delle norme chiare, che consentono di poter continuare l'attività, isolando un atleta o un professionista dello staff, continuando gli allenamenti. Sappiamo che è prevista questa norma, l'auspicio è che a breve, una settimana prima dell'inizio dei tornei, quindi della Coppa Italia, si possa rivalutare: manderemo una nuova proposta, nella speranza che questa norma venga rivisitata. Oggi, teoricamente, ma probabilmente anche in pratica, crea grande ansia e preoccupazione".

Sull'algoritmo c'è un ampio dibattito.
"Sì, qualcuno diceva che l'aquilone si alza controvento. In questo momento, l'aquilone è il mondo del calcio: sappiamo che ci sono dei problemi, dobbiamo dimostrare che siamo in grado di proporre soluzioni credibili, condivisibili e di facile applicazione".

Ci aiuta a capire come funziona questo algoritmo nel caso di stop definitivo?
"Mi dispiace che questa parola abbia dato l'idea di una sorta di pozione magica, che potesse stravolgere il merito sportivo. Invece, è semplicemente un procedimento sistematico di calcolo: è un metodo per arrivare a un prodotto che si chiama ponderazione delle classifiche. Mi fa sorridere come nel nostro Paese ci piaccia avvitarci su espressioni che sono semplicemente votate a trovare equilibri e dare certezze. Io questo termine lo usata già diverso tempo fa, poi stranamente è stato ripreso dagli inglesi come ponderazione per le gare: lì funziona, da noi algoritmo applicato alla ponderazione fa preoccupare. In realtà, non è altro che un modo per far sì che, prima che ripartano i campionati, e applicando comunque criteri minimi quali aver svolto 3-4 partite per conoscere lo stato di fatto di quando si interviene, tutti siano alle stesse condizioni. Io non so se tra 3 o 4 giornate di campionato tutti avranno disputato le stesse gare: cosa vogliamo fare, cristallizzare la classifica e non tenere conto che qualcuno ha giocato meno ed è penalizzato? Io chiedo questo a chi si stupisce e grida allo scandalo per l'algoritmo. È un modo per mettere a disposizione del calcio uno strumento che ci metta tutti alle stesse condizioni. Gli inglesi lo stanno facendo: non è una media secca, ma tiene conto di tanti correttivi, quali partite in casa, fuori casa, gare da giocare, gol fatti e subiti, che diano un principio di equità a una classifica che deve essere ponderata se ponderazione è richiesta. È una sorta di assicurazione sullo svolgimento del campionato, perché io sono convinto che, se tutti noi continueremo ad applicare le regole, dando anche una testimonianza civile e morale, che comunque spero ciascuno di noi abbia in sé, si dovrebbe arrivare alla fine senza ulteriori sussulti".

Condivide alcune rimostranze dei calciatori?
"Alcune sicuramente sì, altre discutibili. Credo che in un momento di grande tensione, generato da una situazione di grandissima emergenza, ciascuna componente abbia avanzato delle proposte da valutare, alcune legittime e altre meno, alcune discutibili e altre meno. I calciatori sono una parte fondamentale, ma come tutti sanno che per uscire dall'emergenza bisogna stare tutti insieme. E stare tutti insieme non significa portare a casa il miglior risultato possibile, ma anche fare qualche piccola rinuncia".

Che rapporto ha avuto col Ministro Spadafora?
"Ottimo, costante, di confronto. La sua prudenza è stata un atteggiamento strategico, tattico se volete, che ha consentito al calcio di arrivare nelle migliori condizioni per poter dire oggi che si può partire. Insieme abbiamo condiviso due principi fondamentali: che il calcio doveva ripartire quando ripartiva tutto il nostro Paese, non abbiamo mai chiesto canali preferenziali. E poi con prudenza, tutelando la salute di tutti. Questi due elementi, messi insieme, hanno ispirato il ministro. È inutile nascondere che dei momenti di tensione ci sono stati, ma è avvenuto perché c'era voglia di accelerare in un processo che, devo dire, oggi sarebbe stato dannoso per il nostro sistema, considerati alcuni rischi di positività. Oggi il risultato è arrivato anche grazie al determinante lavoro del ministro Spadafora e ai contributi del CTS. Mi auguro che, con la stessa capacità di dialogo e di confronto, soprattutto nel caso di CTS, si arrivi a limare ulteriormente qualche piccola restrizione che oggi ancora pesa sul nostro capo".

Spera di completare il campionato con qualche tifoso allo stadio?
"È un auspicio, me lo auguro di cuore. Sto seguendo l'andamento della disponibilità all'interno dei teatri e delle arene per le manifestazioni culturali. È impensabile che, con tutte le precauzioni, in uno stadio da 60 o 80 mila posti, non ci possa essere una percentuale minima di persone. Mi auguro che anche così arrivi un segnale di speranza per il Paese, che ricompenserebbe tanti appassionati di calcio".

Pensate ai playoff/playout per l'anno prossimo?
"Non c'è una decisione in questo momento. C'è una bozza di programma stilato dalla Lega di A, mi sembra che il calendario sia tale da permettere lo svolgimento del campionato con partenza dal 12 settembre, ma anche più tardi. Se ci dovessero essere impedimenti oggettivi, come sapete l'art. 218 del DL Rilancio consente alla FIGC di derogare alcune norme dell'ordinamento sportivo e riorganizzare la stagione".tuttomercatoweb.com

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Calendario Serie A, ecco come si calcolerrebbe l’algoritmo in caso di stop anticipato

Niente formule complicate, a meno di correzioni in corsa da qui all’8 giugno, ma un concetto statistico elementare: la media ponderata. Il famoso algoritmo citato dal presidente federale Gravina in caso di ricorso al piano C richiede soltanto un po’ di aritmetica spicciola: qualche addizione, un paio di divisioni e moltiplicazioni. Premessa: per la Figc questa è e resterà la misura estrema, da adottare nel caso il campionato venisse fermato di nuovo, questa volta definitivamente. E in via Allegri si augurano di lasciare questo modello nel cassetto e, fondamentalmente, di non dover ricorrere nemmeno al piano B, che prevede playoff e playout. Però un criterio sulla base del quale sancire i verdetti (zona Champions, zona Europa League, retrocessioni) bisogna pur metterlo in quel cassetto.

Ecco si calcola l'algoritmo

Dovendo cristallizzare la classifica, in un punto indefinito della stagione, il primo ostacolo da superare è quello del diverso numero di gare disputate: a oggi ci sono 8 squadre con una partita in meno all’attivo. Ci sarebbe la soluzione brutale della media punti, è quella adottata dalla Ligue 1: efficace, ma che tuttavia non elimina la distorsione legata al diverso numero di gare giocate in casa e fuori casa. E non è un fattore di poco conto. C’è chi trasforma il proprio stadio in cassaforte, c’è chi paradossalmente i punti preferisce (o riesce a) conquistarli con più facilità in trasferta. Ecco allora che interviene la media ponderata, con l’Italia che si collocherebbe in scia all’Inghilterra, che ha già suggerito questa soluzione per le League One e Two. Si tratta di calcolare la media punti delle gare giocate in casa e moltiplicare questo numero per 19. Idem per le gare in trasferta. Il risultato finale è una proiezione ponderata: il punteggio ideale mantenendo per tutta la stagione quel ritmo. Corrieredellosport.it

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La nuova battaglia della Serie A: un piano per portare i tifosi allo stadio

… ora la Serie A lavora a un nuovo traguardo. Per certi versi, altrettanto ambizioso: riportare allo stadio i tifosi prima della fine del campionato. Al progetto stanno lavorando Andrea Agnelli e il presidente della Lega di Serie A Paolo Dal Pino: riaprire, magari già dai primi giorni di luglio, le porte al pubblico. Per riuscirci, si pensa a una capienza estremamente ridotta: le società metterebbero a disposizione soltanto una percentuale tra il 20 e il 25% dei posti a disposizione, in modo da garantire il distanziamento sociale delle persone.

Il punto di vista è persino condivisibile. Da domenica è tornata visitabile l'Arena di Verona, seppure con la limitazione a 1285 persone. E dal 15 giugno sarà possibile ad assistere a spettacoli a teatro, con mille persone se all'aperto. Lo stadio, in questo senso, ha finora però fatto scuola a sé. Ma la Lega Serie A rinnovando la simbiosi con la Federcalcio che ha piegato le resistenze del ministro Spadafora sulla ripartenza delle partite, insiste: aprire le porte, insomma, potrebbe non essere un tabù. Certo serviranno delle misure: mascherine obbligatorie, ad esempio, e un distanziamento garantito per chi non appartiene allo stesso nucleo familiare. Altra possibilità: riaprire solo agli abbonati, distribuendoli nei vari settori in modo da non superare il 25% della capienza. Oppure vendere un posto ogni 4-5, in modo che ognuno abbia accanto, davanti e dietro almeno un posto libero. Ovviamente non si potrebbe prescindere dal rispetto categorico dei posti assegnati (con buona pace dei gruppi organizzati). E, ovviamente, dal divieto di abbracciarsi, che vale per i controllatissimi calciatori in campo, figurarsi per la gente sugli spalti. 
 

Ecco, proprio questi ultimi due punti potrebbero rappresentare criticità in vista di una concessione ai tifosi: se a teatro o al cinema mantenere le distanze è facile, in uno stadio, dopo un gol, potrebbe non essere così scontato. Eventuali resistenze si fonderebbero proprio su questi punti. Finora, neanche la Germania ha ceduto sul tema, preferendo ai tifosi reali le sagome di cartone. Quelle, almeno, permettono di riempire lo stadio anche al 100%. E sicuramente non si corre il rischio di vederle scambiarsi "pericolosi" abbracci dopo un gol. Repubblica.it

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Tre settimane all’Atalanta, sarà Marusic il vice Lulic

Ora che c'è la data (23 o 24 giugno), la Lazio comincia a vedere delinearsi in maniera più nitida i contorni di quell'avversario, l'Atalanta, che affronterà alla ripresa del campionato. Se Acerbi non ci crederà finché non vedrà la palla rotolare, non è lo stesso per Inzaghi. Non può esserlo perché adesso che si ha un riferimento temporale preciso, insieme al suo staff dovrà cominciare a preparare il big match nel miglior modo possibile. C'è fretta, ma non troppa perché il countdown segna -22 (o 23) giorni. È se ancora è presto per capire come e con che uomini Inzaghi deciderà di affrontare Gasperini, osservando gli allenamenti di Formello in questi giorni un'idea già può esserci. In particolare la sorpresa è legata ad Adam Marusic, che è stato più volte provato a sinistra nel quintetto di centrocampo. Non è un assoluta novità, perché dopo l’infortunio di Lulic (assente da inizio febbraio) Inzaghi è stato costretto a correre ai ripari per coprire quella fascia, considerando l’indisponibilità di Lukaku e la predisposizione molto offensiva di Jony. 
Lo spagnolo, dotato di una tecnica cristallina, offre poche garanzie nella metà campo difensiva e inoltre paga a livello fisico: con lui e Lazzari sulle corsie esterne la Lazio perde in centimetri e dal punto di vista atletico. Aspetti determinanti nel calcio attuale, soprattutto quando si vanno ad affrontare squadre come l’Atalanta, che ne fanno un punto di forza. Per questo, nonostante manchino ancora tre settimane di allenamenti e prove tattiche, è già possibile ipotizzare che Marusic possa avere una maglia da titolare a sinistra, con Lazzari sulla corsia opposta. Tuttomercatoweb.com