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SERIE A

Lunedì 16 novembre le linee guida sul Protocollo: via quarantena soft, verso valori standard dei test

Lunedì Maurizio Casasco e la Federazione dei Medici Sportivi consegneranno in Lega le linee guida volte a integrare il protocollo e a regolamentare la centralizzazione dei controlli dei tamponi. Dopo il caos scoppiato in relazione alle positività a giorni alterni dei giocatori della Lazio, la ratio è introdurre valori standard di analisi. Ancora non è stato individuato un laboratorio che processi i tamponi per tutte le società: verranno richiesti più preventivi ma Synlab, struttura alla quale già si appoggia l'Uefa, pare favorita. Tra le modifiche al protocollo si evidenzia la necessità,in caso di un contagiato, di creare una bolla unica per i giocatori entrati in contatto con il positivo: il gruppo squadra dovrà effettuare la quarantena al centro sportivo o in un hotel. Non sarà più consentito l'isolamento fiduciario nel proprio domicilio. Si aspetta chiarezza definitiva anche sui tamponi della Lazio, sequestrati nel laboratorio Futura Diagnostica e riprocessati per conto della Procura di Avellino all'ospedale Moscati. La Procura smentisce le indiscrezioni diffuse nella notadell'Ansa secondo le quali sarebbe emersa la negatività di Immobile e Leiva e la positività di Strakosha. Il rebus verrà sciolto nelle prossime ore quando il consulente nominato lunedì dalla Procura avellinese dovrebbe depositare i risultati sul tavolo del procuratore D'Onofrio. La Lega ha ufficializzato per il 18 novembre l'assemblea che dovrà decidere sui fondi. L'1 dicembre, invece, si svolgerà al Tribunale di Milano l'udienza relativa alla causa legale fra la stessa Lega e Mediapro,dopo la risoluzione del contratto nel 2018. Gli spagnoli chiedono la restituzione dell'acconto di 52milioni e un risarcimento di 210. La Lega chiede danni per 460 milioni.

Il Corriere della Sera

 

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RASSEGNA STAMPA

Mihajlovic: “Nella malattia urlavo per la paura, da solo piangevo. Io, antiamericano, salvato da un donatore USA…”

Sinisa Mihajlovic, le sembra giusto che la lotta contro il cancro venga sempre definita come unaguerra, come una battaglia da vincere?
«Oggi, solo oggi, capisco la domanda. Ammalarsi non è una colpa. Succede, e basta. Ti cade il mondo addosso. Cerchi di reagire. Ognuno lo fa a suo modo. La verità è che non sono un eroe, e neppure Superman. Sonouno che quando parlava così, si faceva coraggio. Perché aveva paura, e piangeva, e si chiedeva perché,e implorava aiuto a Dio, come tutti. Pensavo solo a darmi forza nell'unico modo che conosco. Combatti,non mollare mai».

E chi non ce la fa?
«Non è certo un perdente. Non è una sconfitta, è una maledetta malattia. Non esiste una ricetta, io almeno non ce l'ho. Tu puoisentirti un guerriero, ma senza dottori non vai da nessuna parte.
L'unica cosa che puoi fare è non perdere voglia di vivere. Il resto non dipende da noi».

Perché ne «La partita della vita», la sua autobiografia, ha scelto di raccontarsi dal lettod'ospedale?
«Non avrei potuto fare altrimenti. Adesso siamo qui a parlare, sul terrazzo della mia casa,davanti alla città più bella del mondo, Roma, mentre fumo il mio sigaro. Mi godo ogni momento. Primanon lo facevo, davo tutto per scontato. Conta la salute, contano gli affetti. Nient' altro. Lamalattia mi ha reso un uomo migliore».

Chi è Cgikjltfr Drnovsk, 69enne senza fissa dimora?
«Al Sant' Orsola mi avevano dato questa falsa identità, per non attirare curiosi chedisturbassero altri malati. Dopo i primi due cicli di chemio, dimostravo altro che 69 anni.
Trovavo ironico quel senza fissa dimora affibbiato a me, che in ogni stadio ero accolto dal coro dizingaro di m…».

Le pesava?
«Sono un uomo controverso e divisivo, si dice così? E ci ho messo anche io del mio. Facevo il macho, dicevo cose che potevo tenere per me. Ma se faccio una cazzata, e ne ho fatte tante,mi prendo le mie responsabilità».

Qualcosa che invece non rifarebbe?
«Ottobre 2000, Lazio-Arsenal di Champions League. Da quando gioco a calcio ho dato e presosputi e gomitate e insulti. Succede anche con Vieira. Gli dico nero di m… Tre giornate disqualifica. Sbagliai, e tanto. Lui però mi aveva chiamato zingaro di m…per tutta la partita. Per lui l'insulto era zingaro, per me era m… Nei confronti di noi serbi, ilrazzismo non esiste…».

Quando capì che in Jugoslavia veniva giù tutto?
«Finale di Coppa di Jugoslavia 1990. Perdiamo contro l'Hajduk Spalato, gol di Boksic. Primadella partita, nel tunnel che porta al campo, Igor Stimac, croato, mio compagno di stanza nellanazionale giovanile mi dice: "Prego Dio che i nostri uccidano la tua famiglia a Borovo", che è ilpaese dei miei genitori».

Ricorda il primo incontro con Zeljko Raznatovic, detto Arkan?
«Quando io giocavo nel Vojvodina, al termine di una partita combattuta l'avevo insultato nonsapendo chi fosse. Quando mi ingaggiano alla Stella Rossa, mi convoca nella sua villa. Pensavo mivolesse ammazzare. Invece fu gentile, affabile. "Qualsiasi cosa ti serva, Sinisa, sai che puoi venireda me. Ti lascio il mio telefono". Nei miei anni a Belgrado l'ho frequentato per circa 200 sere all'anno».

La fascinazione del male?
«Forse all'inizio c'era anche quello, poi diventammo davvero amici. Quando morì, pubblicai il famoso necrologio che mi ha attirato tante critiche per il mio amico Zeljko, non per il comandante Arkan, capo delle Tigri».

Vuole che le legga i crimini di guerra del suo amico?
«Non condividerò mai quel che ha fatto, e ha fatto cose orrende. Ma non posso rinnegare unrapporto che fa parte della mia vita, di quel che sono stato. Altrimenti sarei un ipocrita».

Risponderà alla lettera aperta che in attesa della cittadinanza onoraria di Bologna le chiede didissociarsi dagli autori dei genocidi nei Balcani?
«No. Ho già detto quel che dovevo dire. Io la guerra l'ho vissuta dall'Italia, cercando di aiutare quanta più gente possibile. Una volta comprai il Messaggero . In prima pagina c'era la foto ditre ragazzi morti "vittime dei cetnici serbi". Ma uno di loro era un mio ex compagno di classe. Unserbo. I serbi hanno fatto schifo, come anche i croati.
Ma la storia è sempre scritta dai vincitori. Quindi, gli unici colpevoli siamo noi».

Si sente più serbo o italiano?
«Nel 2000, quando stavano per cominciare i bombardamenti per il conflitto in Kosovo, la mia famiglia era a Roma con me. Mio papà, un ex camionista, un uomo semplice, mi disse Sinisa, io torno a casa. Lo odiai per questo. Qui aveva tutto, e invece sceglieva la nostra casa semidistrutta in un paesino senza nulla? Ma erano le sue radici. Ci ho messo tanto a riconciliarmi con lui, ma poi hocapito».

Come andò l'incontro con Massimo D'Alema, all'epoca presidente del Consiglio?
«L'aveva organizzato Sergio Cragnotti, presidente della Lazio. Volevo fargli capire che ibombardamenti della Nato avrebbero provocato la morte di tanti innocenti. Fu cortese. Mi disse che non poteva farci niente. Quella era una guerra americana. Io non amo l'America, proprio no. Pensi che il midollo per il mio trapianto mi è stato donato da un cittadino statunitense. La vita è piena di sorprese».

Cosa ricorda del suo ritorno dopo la malattia?
«Venticinque agosto 2019. Prima di campionato a Verona. Peso 75 chili, ho solo 300 globuli bianchi in corpo. Imploro i medici di lasciarmi andare. Rischiavo di cadere per terra davanti a tutti e un paio di volte stavo per farlo. Nel sottopassaggio mi sentivo gli sguardi di compassione addosso. Quando mi sono rivisto in televisione, non mi sono riconosciuto».

Perché rischiare?
«Volevo dare un messaggio. Non ci si deve vergognare della malattia. Bisogna mostrarsi per quel che si è. Volevo dire a tutte le persone nel mio stato, ai malati che ho conosciuto in ospedaledi non abbattersi, di provare a vivere una vita normale, fossero anche i nostri ultimi momenti».

Chi è oggi Mihailovic?
«Un uomo che cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. Tre giorni fa ho fatto gli esami,sangue, tac ai polmoni, midollo aspirato. Ogni volta mi prende l'ansia. Il prossimo controllo a giugno. Poi, due volte all'anno. Speriamo».

Non è stanco degli applausi e dell'affetto di tutti?
«Mi ha aiutato molto. Ma ora basta. Non vedo l'ora di tornare a essere uno zingaro di m…».

Il Corriere della Sera

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APPROFONDIMENTI

Tamponi in Procura: Ivo Pulcini ascoltato giovedì pomeriggio

In attesa di conferme ufficiali, dopo il lancio Ansa nottetempo e la Gazzetta dello Sport che prova a smentire l'Agenzia citando la Procura – esito balbettante considerando che al Rosea da giorni cita procure di ogni tipo, quindi o le procure sono sempre silenti o qualcosa non torna… – gli spifferi confermerebbero un tampone positivo per Strrakosha e negativo per Immobile e Leiva, ovvioamente parliamo dei test prima di Lazio-Juventus di domenica scorsa, controlli ripetuti dalla perita scelta dalla procura di Avellino, la professoressa Maria Landi; all'esame presente anche un consulente della Futura Diagnostica, il laboratorio nel mirino che vede nel titolare, Taccone, l'unico indagato. L'esperta ha chiesto cinque giorni per depositare la relazione, quindi al massimo entro martedì prossimo si avranno elementi importanti per decidere. Come riporta la Repubblica, si attivano anche i tifosi, poessessori di azioni del club quotato in Borsa: "per il trattamento riservato al club" da alcuni media il ComitatoConsumatori Lazio prepara un esposto all'Antitrust. Intanto si terrà oggi pomeriggio a Via Campania l'audizione del dottor Ivo Pulcini, medico sociale della Lazio: oggetto del confronto l'eventuale mancata comunicazione delle ASL di un positivo, come sarebbe accuduto prima di Bruges-Lazio del 28 ottobre; nel mirino anche l'aver fatto allenare un giocatore nonostante la positività comunicata da Synlab, il laboratorio Uefa,  episodio che sarebbe avvenuto martedì 3 novembre.   

GLP – Laziofamily.it

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RASSEGNA STAMPA

Ciro Immobile, rabbia e voglia di correre: studia le carte a prepara la rivincita

 L'Immobile Furioso. Senza freni Ciro, un leone in gabbia, con una voglia pazzesca di tornare a fare quello che ama di più: giocare a pallone e fare gol. Con la Lazio ma adesso pure con la Nazionale. Non riesce proprio a darsi pace per il periodo che sta vivendo. Isolato, in quarantena perché ritenuto positivo. La famiglia, la moglie Jessica e i suoi bambini, non gli fanno mancare nulla e sicuramente colmano il vuoto, ma Ciro, per tutto quello che gli sta capitando, è furibondo. Per l'immagine e i cattivi pensieri che sono stati messi in giro sul suo conto, questo soprattutto non gli va giù. E, appena si chiariranno le cose e ci sarà l'opportunità, probabilmente darà mandato ai suoi legali per tutelare la sua immagine e onorabilità per quanto gli sta accadendo. 
IL RISPETTO
Si sente quasi defraudato perché sente d'aver rispettato le regole, facendo tutto quello che gli è stato chiesto. Pensava di aver chiuso la questione dopo il blocco di Bruges e il tampone negativo prima di Torino (anche se qui nascono i primi dubbi della Procura per la mancata comunicazione alla Asl da parte della Lazio e l'eventuale violazione del protocollo). Ma Ciro, sia ben chiaro, non c'entra nulla, come del resto i suoi compagni. Le vere vittime di questa vicenda. Poi il secondo stop, niente Champions, la Juve e la Nazionale.
SPERANZA AZZURRA
Non fa che chiamare tutti ogni giorno, soprattutto il presidente Lotito. Vuole sfogarsi, avere appoggio e chiarezza. Il suo isolamento termina lunedì prossimo, a due giorni dalla sfida con la Bosnia, incontro valevole per la Nations League. Lui spera di riuscire a giocare, raggiungendo l'amico Acerbi (da ieri aggregato agli azzurri) per uscire fuori da questo tunnel. Per arrivarci dovrà avere il via libera dalla Asl, fare un tampone e risultare negativo. Solo così avrà l'ok della Federcalcio. Il vero ostacolo però, visti i precedenti, sarà il laboratorio, la Synlab, la stessa della Champions, ma anche della Nazionale. Una sfida nella sfida. Un'altra. 
D.M. – Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Mazza: “Tamponi? Non c’è malafede ma caos. Se vengono confermati i risultati delle perizie…” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a 'QDL': "Aspettiamo la conferma che il famigerato laboratorio di Avellino non ha poi fatto così male il suo lavoro. I risultati delle perizie, in attesa di ufficialità, non sembrano così dissimili da quelle del laboratorio al quale si sta affidando la Lazio. I risultati del Campus Bio Medico sono diversi, chi sbaglia? Qui non c'è malafede ma di caos. Giusto quanto detto da Gravina, il nostro calcio non sta facendo una buona figura. Oggi a me, domani a te, questo Covid sta colpendo tutti indistintamente. Parliamo di una stagione storta, balorda, non compatibile con i criteri del calcio vero. Il calcio deve trovare delle soluzioni, deve fingere di riuscire ad andare avanti come niente fosse. Nulla è normale, ma la nottata passa solo facendo sistema. Nel caso di lockdown totale è chiaro che anche il calcio possa andare avanti". 

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Jacobelli (Dir. Tuttosport): “Urge centralizzazione esami e che il sistema faccia fronte comune” (AUDIO)

XAVIER JACOBELLI (Dir. Tuttosport) in collegamento a 'QDL': "La premessa che va fatta riguardo l'emergenza continua che ha investito anche il mondo del calcio. Sarebbe stato saggio se la UEFA avesse evitato le inutile amichevoli internazionali delle nazionali. Urge una centralizzazione degli esami, non devono più esserci distonie tra un laboratorio e l'altro. E' una situazione che va affrontata giorno per giorno con la necessità di trovare soluzioni, anche dal punto di vista delle perdite economiche. Il calcio professionistico deve andare avanti, il sistema deve fare fronte comune, deve darsi delle regole che devono essere rispettate, non ci sono alternative se non si vuole abbassare la saracinesca dichiarando fallimento. In questo momento è impossibile fare previsioni. La recrudescenza della curva epidemiologica in alcune Regioni mette tutto a rischio, è una situazione che va valutata giorno per giorno. Le istituzioni calcistiche non pensano che ci possa essere un blocco dell'attività agonistica. La questione non riguarda la ristretta èlite che muove il calcio ma tutto l'indotto e quelle categorie che lo circondano. Già le valutazioni dei calciatori hanno subito dei ridimensionamenti, così come gli ingaggi, è un contraccolpo logico rispetto alla situazione pandemica". 

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NAZIONALI

Nazionale, via libera per Acerbi

Via libera per Francesco Acerbi in Azzurro. Il difensore della Lazio ha svolto l'allenamento odierno agli ordini di Simone Inzaghi e raggiungerà la Nazionale a Coverciano già da stasera.

 

 

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FORMELLO

FORMELLO – Ripresa con il capitano: Lulic lavora in gruppo, rientro più vicino

La Lazio di Simone Inzaghi, senza i nazionali e i calciatori stoppati dai tamponi che stanno creando un vero caos degli ultimi giorni, ha ripreso gli allenamenti a Formello e le buone notizie arrivano da Senad Lulic. Il capitano biancoceleste ha svolto l'intera seduta con il resto del gruppo, comprese le fasi di possesso palla e le sfide a campo ridotto. Al momento comunque, a differenza di Radu, il bosniaco non è stato reinserito nella lista dei 25 per poter scendere in campo in Serie A.

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APPROFONDIMENTI

Tamponi Lazio, Procura Avellino: “Risultati perizia non ancora pronti”

Arrivano notizie ufficiali per quanto riguarda i tamponi della Lazio analizzati dall'Ospedale Moscati di Avellino. "Per quanto riguarda la Procura di Avellino la notizia non ha fondamento processuale: non ci sono ancora i risultati del lavoro che sta svolgendo il consulente da noi nominato. I risultati si sapranno solo al deposito della relazione del consulente tecnico della Procura". Queste le parole, rilasciate all'ANSA, del procuratore facente funzioni di Avellino, Vincenzo D'Onofrio, sulla vicenda dei tamponi dei giocatori della Lazio sulla quale la Procura ha aperto un'inchiesta e chiesto che fossero riprocessati all'ospedale Moscati di Avellino dopo aver nominato un perito d'ufficio.

"Non ci sono ancora i nomi, ma solo dei codici a barre; bisognerà vedere nel prosieguo se il tale codice corrisponde ad un determinato calciatore. Al momento, posso solo dire che i dati diffusi non corrispondono ai dati processuali ancora da acquisire". Il consulente nominato dalla Procura irpina lunedì scorso ha cinque giorni di tempo per depositare la perizia. Alle operazioni ha partecipato anche un consulente di parte del laboratorio irpino 'Futura Diagnostica', il laboratorio che ha effettuato i controlli sui giocatori laziali il 6 novembre scorso prima di Lazio-Juventus. Corrieredellosport.it

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NAZIONALI

Lazionali, tutti gli impegni dei sette biancocelesti

Sono sette i calciatori biancocelesti convocati dalle selezioni Nazionali.

Ecco il programma nel dettaglio:

ITALIA – Francesco Acerbi

Amichevole

Italia-Estonia, mercoledì 11 novembre alle ore 20:45 allo stadio Artemio Franchi

 

UEFA Nations League

Italia-Polonia, domenica 15 novembre alle ore 20:45 al Mapei Stadium  

 

UEFA Nations League

Bosnia-Italia, mercoledì 18 novembre alle ore 20:45 allo Stadion Grbavica

 

 

 

COSTA D’AVORIO – Jean-Daniel Akpa Akpro

African Nations Cup

Costa d’Avorio-Madagascar, giovedì 12 novembre alle ore 20:00 (orario locale) allo Stade Félix Houphouët-Boigny

 

African Nations Cup

Madagascar-Costa d’Avorio, martedì 17 novembre alle ore 20:00 (orario locale) allo Stade Municipal de Mahamasina

ALBANIA UNDER 21 – Marco Alia

Europei Under 21 – Terzo turno di qualificazione

Kosovo-Albania, venerdì 13 novembre alle ore 19:00 allo stadio Fadil Vokrri Stadium

 

Europei Under 21 – Terzo turno di qualificazione

Inghilterra-Albania, martedì 17 novembre alle ore 20:25 al Molineaux Stadium  

 

 

 

 

ARGENTINA – Joaquin Correa

Qualificazioni Mondiali 2022

Argentina-Paraguay, venerdì 13 novembre alle ore 01:00 (orario locale) all’Estadio Alberto José Armando

 

Qualificazioni Mondiali 2022

Perù-Argentina, mercoledì 18 novembre alle ore 01:30 (orario locale) all'Estadio Nacional 

 

 

 

KOSOVO – Vedat Muriqi

Amichevole

Albania-Kosovo, mercoledì 11 novembre alle ore 16:00 all'Elbasan Arena

 

UEFA Nations League

Slovenia-Kosovo, domenica 15 novembre alle ore 20:45 allo Stadion Stožice

 

UEFA Nations League

Kosovo-Moldavia, mercoledì 18 novembre alle ore 20:45 al Fadil Vokrri Stadium

 

 

 

MONTENEGRO – Adam Marusic

Amichevole

Montenegro-Kazakistan, mercoledì 11 novembre alle ore 18:00 al Pod Goricom

 

UEFA Nations League

Arzebaigian-Montenegro, sabato 14 novembre alle ore 18:00 al Baku Olympic Stadium

 

UEFA Nations League

Montenegro-Cipro, martedì 17 novembre alle ore 20:45 al Gradski Stadion Podgorica

 

 

 

SERBIA – Sergej Milinkovic

Qualificazioni EURO 2021- Play off

Serbia-Scozia, giovedì 12 novembre alle ore 20:45 allo Stadion Rajko Mitić

 

UEFA Nations League

Ungheria-Serbia, domenica 15 novembre alle ore 20:45 alla Puskás Aréna 

 

UEFA Nations League

Serbia-Russia, mercoledì 18 novembre alle ore 20:45 allo Stadion Rajko Mitić