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RASSEGNA STAMPA

Lulic rallenta? Controlli in Germania

Dopo mesi di assenza a Formello, Senad Lulic è tornato ad allenarsi gradualmente fino a partecipare anche alle prove tattiche. Però, secondo quanto riportato da Il Messaggero, il capitano biancoceleste sarebbe volato in Germania per dei nuovi controlli. Forse ha forzato la caviglia in partitella, dato che si sperava di riaggregarlo presto ed addirittura di vederlo in panchina contro l’Udinese, mentre la data fissata per il rientro era Gennaio. Si teme per il suoi progressi e bisognerà rimandare l’inserimento in lista dopo oltre 10 mesi. L’altro “vecchietto” Stefan Radu ha riposato contro lo Zenit e con ogni probabilità scenderà in campo contro l’Udinese insieme a Luiz Felipe, che ieri si è allenato in palestra. Inoltre sono da valutare le condizioni di Lucas Leiva, la cui età si fa sentire eccome, dato il ruolo fondamentale che ricopre nello scacchiere di Inzaghi. Il Messaggero

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AVVERSARIO

Udinese, De Paul: “La Lazio sta tornando al suo livello, ma possiamo affrontarla alla pari”

Il centrocampista dell’Udinese, Rodrigo De Paul ha parlato del ko contro la Fiorentina in Coppa Italia maturato ai tempi supplementari. Il 10 bianconero ha rivolto un pensiero al connazionale Diego Armando Maradona. Queste le sue parole ai microfoni di Udinese Tv: “Maradona? Sono molto sorpreso e molto triste per questa notizia. Noi argentini siamo cresciuti con il mito di Diego ed è il motivo per cui ho voluto fare il calciatore, spero che ora possa solo riposare in pace. Il numero 10 è quello che l’ha reso grande e quando indosserò questa maglia penserò sempre a lui. Riguardo alla partita credo che il pareggio fosse il risultato più giusto tra due squadre tatticamente attente. Abbiamo avuto le nostre possibilità e in qualche momento abbiamo fatto un buon calcio ma alla fine vince chi segna e noi non l’abbiamo fatto, ora dobbiamo pensare al campionato. Dobbiamo concentrarci sulla Lazio in questo momento perché affrontiamo una grande squadra che si sta rialzando e sta cercando di raggiungere il suo vero livello. Noi ci proveremo perché credo che possiamo affrontarli alla pari, credo molto in questa squadra ed è fondamentale fare punti in questo momento“.

 

 

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Sosa: “Fa male perchè Diego è morto da solo, in Argentina aveva solo nemici. La Lazio sta volando, Inzaghi vince giocando bene” (AUDIO)

RUBEN SOSA in collegamento a 'QDL': "Diego Maradona è stato un grandissimo, ricordo le gare giocate contro di lui in Nazionale e con la maglia della Lazio in Serie A. E' stato unico, quello che fa male è che è morto solo, ha dormito 12 ore e nessuno è andato nella sua stanza per capire se stava male. Ho sempre pensato che se Diego fosse tornato in Argentina sarebbe morto lì. In Argentina non aveva amici, ma solo nemici. Se ripensiamo alle sue ultime immagini non sono belle, anche i occasione della sua ultima panchina. Io sono nato come lui, in una piccola casa con tanti fratelli, undici, che dovevano dividersi il cibo. Mi rivedo molto nella sua storia, questo mi fa stare ancora peggio. Nel mio cuore c'è spazio per la Lazio e per l'Inter. Ho visto la Lazio giocare, sta giocando benissimo, sta volando. Inzaghi conosce molto bene l'ambiente ed i tifosi biancocelesti, per lui è importante vincere giocando bene, me lo disse quando ci siamo incontrati a Roma. Ci tengo a salutare Peruzzi, quando sono venuto a Roma mi ha fatto sentire a casa. Manzini ha compiuto 80 anni? Mammamia come passa il tempo"

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ESCLUSIVE

AD10S Diego – Marino a ‘NMM’: “Ho un rimpianto che mi perseguita. Diego simpatizzava Lazio, ecco cosa mi disse…” (AUDIO)

AD10S DIEGO – Prima di approdare alla Lazio è stato compagno di squadra prima e amico poi, fino ad arrivare all’episodio che guastò il loro rapporto: RAIMONDO #MARINO ora in collegamento a ‘NMM’! #Radiosei

 

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FORMELLO

FORMELLO – Entra nel vivo la preparazione anti-Udinese: Milinkovic in gruppo, out Muriqi e Lulic, differenziato per Luiz Felipe

Passata la Champions League, dopo la vittoria contro lo Zenit di San Pietroburgo di martedì all’Olimpico, domenica, alle 12:30, la Lazio ospiterà in casa l’Udinese. Tanti i recuperi tra tamponi negativi e infortuni smaltiti, con Strakosha che continua ad allenarsi con i compagni, così come Escalante ma soprattutto Sergej Milinkovic-Savic. Il serbo già da ieri si era ri-unito alla squadra dopo essere stato fuori dai giochi per un paio di partite a causa del coronavirus, contratto durante la sosta delle Nazionali, proprio con la Serbia, ma ora si candida per una maglia da titolare contro i friulani. Gli assenti sono ancora una volta Senad Lulic e Vedat Muriqi, che pur avendo giocato pochi minuti contro i russi in coppa, ha rimediato un infortunio che per il momento gli impedisce di allenarsi. Differenziato, invece, per Luiz Felipe Ramos.

Simone Inzaghi ha fatto un discorso alla squadra prima dell’allenamento, poi ha proceduto con una tipologia di riscaldamento basato sulla forza con gli elastici ed esercizi stabilizzatori, concludendo il tutto con delle andature. Finito l’allenamento fisico, si è passati a quello con il pallone: trasmissione della palla, con l’ultimo giocatore che doveva calciare nella porticina. La sessione pomeridiana si è poi conclusa con del possesso palla tra maglie fluo e fratini arancioni, con i portieri Thomas Strakosha e Pepe Reina a fare da sponda. In conclusione i titolari contro lo Zenit, tranne Marco Parolo, hanno effettuato allunghi sui 50 metri, mentre gli altri azioni con tiri in porta.

laziopress.it

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DICHIARAZIONI

Lazzari: “Vogliamo rimanere in alto fino all’ultimo. I tifosi ci mancano, li aspettiamo”

Manuel Lazzari, centrocampista biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"Maradona ha cambiato il calcio, è stato una leggenda. La sua scomparsa dispiace a tutto il mondo. Quest'anno non c'è una vera favorita per il campionato, quindi sarà aperto fino alla fine. Noi faremo di tutto per trovarci lì fino all'ultimo. Sono contento di aver realizzato il primo gol della stagione, che mi sono valse delle bottiglie di vino. I tifosi ci mancano tanto, all'Olimpico andavamo in campo con la consapevolezza di giocare in 12. Sappiamo che è un momento difficile per tutti, dobbiamo tenere duro per uscirne il prima possibile. Abbiamo una rosa ampia, lo dimostra la qualità dei nostri cinque cambi. Sono arrivati ragazzi in punta di piedi, che ora danno il massimo in campo.

Era importante partire bene a Cagliari, spero di continuare così. Contro lo Zenit purtroppo ho tirato troppo centrale, per fortuna abbiamo portato a casa una vittoria fondamentale per il nostro passaggio del turno. La Champions League è il punto d'arrivo per chiunque gioca a calcio, per me è stata un qualcosa di unico. Ogni tanto ripenso da dove sono partito e mi emoziono. Fares? Siamo caratterialmente simili, Momo è molto felice di essere qui. Adesso si sta ambientando, anche io lo scorso anno all'inizio ho fatto fatica. Sulle sue qualità però non ci sono dubbi.

Per ora, i due momenti più belli della carriera sono stati l'esordio in Nazionale e quello in Champions League. Lo scorso anno è stato importante, non pensavo di riuscirmi ad integrare così velocemente. La Lazio per me è qualcosa di incredibile, una big del calcio italiano e non solo. Qui sono diventato più maturo, ho cambiato mentalità, si gioca sempre per vincere. Ricordo ancora il mio gol in casa del Celtic, purtroppo è servito a poco ma fu lo stesso una grande emozione.

A Crotone ci siamo presi tre punti fondamentali su un campo diffiicile e pesante. Idolo? Da piccolo guardavo molto Kakà, ora mi ispiro a Carvajal e Alphonso Davies, i terzini più forti al mondo. Punto molto sulla velocità, devo migliorare sicuramente in zona gol. Ho scelto il 29 perché è la mia data, mi ha sempre portato bene. Cibo? Mi piace molto la carbonara, la preferisco all'amtriciana. Futuro? Vogliamo continuare a fare bene, andando avanti in Champions e giocandoci il campionato.

Quest'anno purtroppo ho saltato qualche partita, adesso sto riprendendo la condizione migliore. Adesso testa all'Udinese, una squadra che meriterebbe più punti per le qualità che ha. Giocare alle 12:30 è fastidioso perché appena ti svegli devi fare subito colazione-pranzo. Siamo però consapevoli di poter fare una grande partita e dare continuità. Poi andremo a Dortmund".sslazio.it

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ESCLUSIVE

AD10S Diego – Beruatto a ‘NMM’: “Chi ama il calcio non può non amare Maradona. Inviava gli auguri di Natale a tutti i calciatori della Serie A” (AUDIO)

AD10S DIEGO – Ha vestito la maglia della Lazio dal 1987 al 1990, ha avuto il piacere di affrontare Maradona in campo: PAOLO BERUATTO ora in collegamento nell’Anteprima di NMM! #Radiosei

“Chi amo il calcio non puó non avere nel cuore Maradona, è stato l’essenza di questo sport anche per i comportamenti in campo e per il suo grande spessore umano. Mai una lamentela, solo totale disponibilità tanto che ogni anno inviava personalmente gli auguri di Natale a tutti i giocatori della serie A” 

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ARBITRI

Lazio-Udinese, arbitra Aureliano: primo precedente con i biancocelesti

La 9ª giornata di Serie A TIM Lazio-Udinese, in programma domenica 29 novembre 2020 alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Gianluca Aureliano (sez. di Bologna).

Assistenti: Carbone – Pagnotta

IV uomo: Prontera

V.A.R.: Banti

A.V.A.R.: Di Vuolo

Il direttore di gara molisano non ha mai arbitrato un incontro della Prima Squadra della Capitale. In 4 occasioni, invece, ha diretto l'Udinese tra campionato e Coppa Italia (2 vittorie, un pareggi ed una sconfitta).

In carriera, l’arbitro classe 1980 ha diretto 11 gare in Serie A, la prima il 18 maggio 2014 per Catania-Atalanta (2-1), l'ultima invece in Benevento-Spezia (0-3) nel 7 novembre scorso.

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APPROFONDIMENTI

Peruzzi-Lotito, l’incontro tarda: Matri il piano B

Intanto in serata era già a Roma, Lotito. Ancora nessun incontro con Peruzzi, che aspetta la sua telefonata per un chiarimento. Inzaghi e Tare spingono, ma spunta pure il piano b nel caso in cui le dimissioni del dt non dovessero rientrare in poco tempo: l’ex Matri, attuale braccio destro del diesse, già lavora dentro, sta studiando anche da club manager e potrebbe ricoprire quel ruolo. Una soluzione – riporta Il Messaggero – che si profilerebbe soltanto però nel caso in cui fosse Peruzzi a dire definitivamente addio, dopo il confronto.

laziopress.it

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APPROFONDIMENTI

Maradona e l’ultima intervista: “Eternamente grato alla gente. Spero che non smettano mai di amarmi…”

Diego Armando Maradona è morto e il mondo non è più lo stesso. Per gli argentini e molti appassionatidi calcio di tutto il mondo, se ne è andato l'uomo con il miglior tocco di palla della storia. Aveva compiuto 60 anni nel 2020 e in quel contesto aveva rilasciato quella che sarebbe stata la sua ultima intervista al Clarín . Il bambino nato a Villa Fiorito, il ragazzino che aveva consumato l'unico paio di scarpe che aveva sul campetto, il giovane che aveva iniziato a sognare di entrare nei Cebollitas, formatosi nella prestigiosa scuola degli Argentinos Juniors per salire su un ottovolante che non avrebbe mai potuto immaginare. L'allenatore che sarà sempre un calciatore. Quello capace di stoppare una palla infangata anche con l'abito nuovo. Quello delle contraddizioni. Quello della Coppa del Mondo perfetta e quello del doping. Il ragazzo che ha reso virale la sua vita quando nemmeno esisteva questo concetto. Quello che è stato il protagonista principale, nel bene e nel male, di un incessante reality. Quella che un paio di volte rischia di non riuscire a dribblare la morte. Quello che stavolta è stato vinto. L'uomo in cui sono
convissuti tutti questi ingredienti e molti altri: Diego Armando Maradona.

Qual è stata la cosa più bella e la più brutta che ti è successa nella tua vita? Hai deirimpianti?

«Sono stato e sono ancora molto felice. Il calcio mi ha dato tutto quello che ho, più diquanto potessi immaginare. E se non avessi avuto quella dipendenza avrei potuto giocare molto di più.Ma oggi è acqua passata, sto bene e quello che rimpiango di più è non avere i miei genitori. Esprimo sempre questo desiderio, un giorno in più con la Tota, ma so che dal cielo è orgogliosa di me e che è stata molto felice».

Solleva il bicchiere per il tuo compleanno ed esprimi un desiderio per tutti gliargentini.

«Il mio desiderio è che questa pandemia passi il prima possibile e che la mia Argentina possa voltare pagina. Voglio che tutti gli argentini stiano bene, abbiamo un Paese bellissimo e confido nel fatto che il nostro presidente possa tirarci fuori da questo momento. Mi dispiace molto quando vedo bambini che non hanno abbastanza da mangiare, so cosa significa avere fame, so cosa si prova nella pancia quando non si mangia per diversi giorni e questo non può succedere nel mio Paese. Questo è il mio desiderio, vedere gli argentini felici, che abbiano un lavoro e la possibilità di mangiare ogni giorno».

La pandemia ti ha colpito da vicino: tuo cognato è morto, tua sorella Lili ne èstata colpita e anche tu hai dovuto rispettare delle regole rigorose. Hai paura del coronavirus?

«Questa è la cosa peggiore che ci potesse capitare, non ho mai visto niente del genere. E colpisce molto più duramente l'America Latina. Spero che finisca presto, ci sono persone in grande difficoltà, molti disoccupati, che non hanno nemmeno i soldi per mangiare. Ho fiducia in Putin, sono sicuro che presto avrà un vaccino perché non se ne può più».

Ti rendi conto di come cambia l'espressione dellapersone quando si avvicinano a te, ti vedono o ti toccano?

«Sarò eternamente grato alla gente. Riescono a sorprendermi ogni giorno, quello che ho vissuto in questo ritorno al calcio argentino non lo dimenticherò mai. Ha superato quello che potevo immaginare. Perché sono stato via per molto tempo e a volte ti chiedi se le persone ti ameranno ancora, se proveranno ancora le stesse cose… Quando sono entrato in campo a Gimnasia il giorno della presentazione, ho sentito che questo amore non finiràmai».

Che cosa c'è nello sportivo argentino di qualsiasi disciplina che fa l'impossibile per difenderei colori biancocelesti?

«Lasciamo il Paese molto presto, viviamo fuori per molto tempo e ci manca molto. Ecco perché quando una squadra ti chiama, tu sei disposto a andarci anche a nuoto. Perché è sentirti di nuovo nel tuo Paese, è come difendere la bandiera e questo ci rende diversi».

Cosa ti entusiasma dello sport argentino?

«Ogni cosa, guardo tutto, seguo ogni argentino ovunque si trovi.Ovunque sia presente la bandiera argentina sarò sempre lì a fare il tifo. Quando vedo il volto di qualche sportivo argentino che vince, mi emoziono. L'altro giorno ho visto il Peque (DiegoSchwartzman) contro Nadal e ho sofferto più di lui».

Come hai vissuto il caso Messi-Barcellona? Al suo posto, avresti sbattuto la porta?

«Sapevo che sarebbe finita male e pensavo che Leo se ne sarebbe andato. È successo anche a me. Il Barcellona non è un club facile e lui è lì da molti anni e non è stato trattato come meritava. Gli ha dato tutto, li ha portati sulla vetta e un giorno ha chiesto di uscire per cambiare aria e gli hanno detto di no. Il fatto è che sbattere la porta non è facile, c'è un contratto, un club molto grande, la gente che ti ama. Io a Napoli non l'ho fatto».

Chi ha più probabilità di vincere la Copa Libertadores: il River o il Boca?

«Il Boca è una bella squadra, mi piace. Miguel (Russo) ha dato solidità in difesa e ora ha aggiunto un paio di giocatori che hanno portato il suo livello più in alto. Il River lavora da tempo con Gallardo e questo è importante, si conoscono già a memoria, ma stavolta ho molta fiducia nel Boca». 

la Repubblica