Intervista all'amministratore delegato del Bayern Monaco di Guillaume Loisy Karl-Heinz Rummenigge, com' è il calcio segnato dalla pandemia?
«Gli stadi vuoti sono il grande problema, che ha ripercussioni sul piano economico, naturalmente, ma impatta anche e soprattutto sulla nostra cultura. A forza di giocare senza spettatori, in un ambiente morto e senza emozione sulle tribune, il timore è che ci vorrà del tempo per ritrovare l'atmosfera diprima della crisi. Dal punto di vista finanziario, è difficilissimo per tutti, ma principalmente inEuropa, dove i salari sono più alti, soprattutto nei grandi club. Molti di questi soltanto un anno faerano considerati ricchi; oggi si può quasi dire che siano diventati poveri».
I vostri giocatori non hanno fatto abbastanza sacrifici?
«Sono stati fantastici. Ci hanno detto tutti che erano pronti a fare uno sforzo a condizioneche nessun dipendente del Bayern si ritrovasse con lo stipendio decurtato. Gli abbiamo chiesto diridurre il loro ingaggio nei primi sei mesi e lo hanno fatto collettivamente».
Quando spera di rivedere degli spettatori all'Allianz Arena?
«Dipende dal vaccino e dal Governo. Io spero a partire da marzo o aprile.
Se riempissimo il nostro stadio al 20 o al 30% già basterebbe a riportare un po' di atmosfera e diemozione. Non è solo una questione di soldi. Bisogna far rivivere la cultura del calcio».
In Francia Mediapro che aveva acquistato i diritti della Ligue 1 si è tirata indietro. La Germania èal riparo da un fiasco del genere?
«Anche noi incassiamo dalle televisioni meno soldi che in passato .
Durante la pandemia, la Bundesliga ha anche dovuto stringere nuovi accordi e le nostre entrate sonocalate del 20%. Oggi i club della Bundesliga hanno 280 milioni in meno in tasca. È una quantità didenaro enorme».
Teme che la bolla dei diritti televisivi possa scoppiare?
«Non credo. Penso che le cifre torneranno al livello precedente alla crisi, e anzi sarannopiù alte. Le catene televisive sono quelle che hanno guadagnato di più in questo periodo, inparticolare quelle a pagamento. Nel weekend della ripresa della Bundesliga c'è stata l'audience più
alta di sempre. L'arrivo di nuovi operatori come Netflix, Amazon, Apple, contribuirà a un aumento deidiritti». Nel 2019 il Bayern spese 80 milioni per Hernandez.
«Oggi probabilmente sarebbero la metà. Il calciomercato ha visto un calo del 50% l'estate scorsa. Maquesta è una buona notizia per il nostro sport. Prima della crisi, il calcio aveva perduto la ragione.C'è stata un'inflazione galoppante dopo l'acquisto di Neymar e di Mbappé da parte del Psg, tre annifa. È un bene che sia finita. Bisogna riportare i salari a un livello più ragionevole».
Vedere il Bayern su Mbappé quindi non è immaginabile?
«Sfortunatamente no. Io adoro lui e il suo modo di giocare, ma non potremo mai farlo venireal Bayern. In ogni caso, si trova bene dove sta».
La formula della Champions dovrebbe evolversi?
«Per me la Champions inizia veramente solo con la fase a eliminazione diretta. Serve unafase a gruppi più appassionante».
L'Uefa dovrebbe ispirarsi alla Final 8 di Lisbona?
«Quella Final 8, che abbiamo avuto il piacere di vincere, è stata organizzata dall'Uefa inmodo fantastico. Dove ogni partita è un dentro o fuori, le emozioni sono assicurate. Non puoi maipermetterti di allentare la tensione, come ai Mondiali. L'Uefa è pronta a prendere in considerazioneun cambiamento».
Perché voi siete contrari al progetto di una Lega che potrebbe fare concorrenza alla Champions?
«Credo che quello attuale rimanga un buon sistema. I campionati nazionali rappresentano labase per qualificarsi alla Champions. Se hai il piacere di parteciparci, è la ciliegina sulla torta.Questo sistema è accettato e apprezzato dal pubblico.
L'opinione dei nostri tifosi è fondamentale: ogni cambiamento dev' essere ratificato da loro».
Coman, decisivo in finale di Champions, ha assunto un'altra dimensione in questi ultimi mesi « (interrompe) 'King' è il mio beniamino. Avevo un ruolo abbastanza simile al suo Mi piace il suo modo diinterpretare il gioco.
Bravo a dribblare, molto dotato tecnicamente, eccezionalmente rapido. Fa tanti assist, in particolareper Lewandowski. E ha un buon carattere».
Il successo di Flick l'ha sorpresa?
«Dare la panchina a Flick, che era assistente di Kovac, è stata una decisione coraggiosa delBayern. Dal primo giorno in cui ha preso le redini della squadra aveva un progetto e una tattica moltochiari. Ha dimostrato anche una grande empatia verso i giocatori. Kovac aveva fatto un buon lavoro,con l'accoppiata campionato-coppa di Germania. Ma qualcosa non funzionava come volevamo: avevamo l'impressione che per continuare a vincere ci fosse bisogno di cambiare. Alla prima partita di Flick,contro il Borussia Dortmund, abbiamo vinto 4-0. Più che i risultati, è lo stile di calcio cheproponiamo con lui che mi piace. Ha sorpreso un po' tutti, perché non era conosciuto nell'universocalcistico. Ora è conosciuto».
Lewandowski è il Pallone d'oro morale di questo 2020?
«Sì, è quello che penso. Abbiamo la fortuna di avere due giocatori fantastici nella nostrasquadra: Neuer, che considero il miglior portiere della storia, e Lewandowski, che segna tantissimigol, ma non solo.
Sono davvero deluso che non ci sia il Pallone d'oro quest' anno».
Il Bayern è arrivato a 8 titoli di fila. L'egemonia rappresenta un problema per l'attrattività dellaBundesliga?
«È un genere di critica che non capisco bene. Non è molto entusiasmante se non sei tifosodel Bayern. Ma i nostri avversari sono forti, il Lipsia ha raggiunto le semifinali dell'ultimaChampions, anche il Borussia Dortmund ha giocato bene fino agli ottavi di finale.
E poi predomini di questo tipo ci sono in molti campionati: è il caso della Juventus, arrivata a 9 scudetti di fila, del Psg in Francia, del Real e del Barcellona in Spagna».
Löw guida la Germania dal 2006 ed è stato confermato ct fino a Euro 2021: 15 anni non sono troppi?
«È difficile e radicale dire che sono troppi. Wenger è rimasto più di vent' anni su quelladell'Arsenal, nonostante il lavoro di allenatore di club sia molto più difficile. Ma quando si perde6-0 in Spagna le critiche sono logiche. Non dimentichiamoci che due anni fa la Germania era andatamolto male ai Mondiali, eliminata già dal primo turno. Il Bayern e i club tedeschi se la cavano bene,ma la nazionale da due anni lascia molto a desiderare. È la nave ammiraglia del nostro calcio.
Sulla nazionale e sulla federazione, dove le cose non vanno molto bene in questo momento, penso che laGermania abbia molto da imparare dalla Francia».
la Repubblica