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FORMELLO

FORMELLO – Leiva ed Acerbi si allenano a parte: seduta di domani decisiva per il Napoli

Una buona notizia dall'allenamento di stamattina a Formello. Tra la sorpresa generale, Lucas Leiva e Francesco Acerbi hanno svolto una sessione differenziata, ovviamente siamo lontano da un lavoro a pieno rirmi ma entrambi hanno provato a spingere a livello atletico, lavorando singolarmente col pallone. La rifinitura di domani sarà decisiva se almeno uno dei due sarà convocabile per il big match di domenica sera, quando all'Olimpico arriverà il napoli di Ringhio Gattuso. 

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ESCLUSIVE

“SVB” – Schwoch: “Lazio e Napoli due squadre propositive. La squadra di Inzaghi nella corsa Champions può pagare la rosa corta” (AUDIO)

Stefan Schwoch è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione Sei Volte Buongiorno. Queste le dichiarazioni dell'ex centravanti, tra el altre, di Napoli e Vicenza: “Finalmente un campionato più equilibrato nel quale più di una squadra può ambire al tricolore. Mi auguro che oltre a Juve ed Inter altre squadre come Milan, Roma, Lazio e Napoli possano dire la loro. Lazio-Napoli? “Mia spetto una bela gara fra due club che adottano un calcio propositivo, hanno la mentalità di offendere. Per Inzaghi l'assenza di Acerbi è importante, il più utilizzato, personalità e guida la difesa da dietro così come Leiva è un faro importante. Il Napoli ha tre big assenti in attacco – Osimhen, Mertens e Insigne – ma davanti Gattuso ha comunque Petagna, Politano e Lozano. Hanno caratteristiche diverse, Petagna dà meno profondità, l'ex Spal viene incontro ma in area ha più presenza di Mertens. Anche se la Lazio non vincesse non sarebbe fuori dalla lotta Champions, il torneo è ancora lungo e soprattutto è molto equlibrato. Anche perdendo i capitolini sarebbero a 9 punti, sarebbero tanti ma non tantissimi, anchese a quel punto la Lazio dovrebbe trovare continuità, considerando anche la rosa che non è ampissima”.  

 

 

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RASSEGNA STAMPA

Tutti i dubbi di Lotito: da Inzaghi al mercato, passando per la Comunicazione

Tanta voglia di rivoluzione. Ci risiamo, Lotito è di nuovo in un momento di profonda riflessione. Succede spesso, ma di solito la sua arrabbiatura può rientrare. Stavolta però le sue titubanze vanno avanti dall'estate e ora sono diventate esplosive. Mercoledì, dopo il pareggio amaro di Benevento, il presidente ha strigliato Inzaghi, ma anche Peruzzi e Tare. Già dal caso Luis Alberto era su tutte le furie per la gestione, fiuta un fronte comune poco gradito fra il tecnico, il dt e il ds. Lotito ha investito sul mercato nonostante la crisi di liquidità totale, ha pagato tutti gli stipendi, i premi e non trova risposte, Champions a parte. Non gli piace l'atteggiamento di una squadra che vuole mettersi in mostra solo nella massima competizione, ma ne ritiene lo staff corresponsabile. Non accetta più nessuna (la stanchezza, il calendario tosto con Napoli e Milan in questo finale solare) giustificazione e fra oggi e domani si farà di nuovo sentire. Ma già l'ultima voce grossa ha portato a un'ulteriore frattura con Simone: il mister è offeso e medita sempre più l'addio (c'è l'Inter di mezzo?) a fine stagione. Se questa sarà la definitiva scelta si capirà nelle prossime ore. Quando Lotito potrebbe metterci il carico formulando una proposta di rinnovo sino al 2022 senza chissà quale rilancio economico rispetto allo stipendio attuale. Quasi un provocazione: o l'allenatore decide d'accettare con amore e convinzione oppure si volta pagina. Ieri la Lazio ha annunciato ufficialmente Roberto Rao come suo nuovo portavoce, ma ci sono altri movimenti pure intorno alla comunicazione: resta in bilico come capo ufficio stampa De Martino, il cui contratto sta per scadere. 
ALI SPEZZATE
La spaccatura interna ora è evidente, ma così si rischia di compromettere a metà percorso anche il resto del campionato corrente. Lotito forse vuole dare una scossa al tecnico e a ogni suo dirigente: ha messo i soldi a disposizione, al momento ha detto a Tare che non vuol sentir parlare di mercato di riparazione. Piuttosto lui e Inzaghi (troppo legato ai suoi fedelissimi per la formazione) pensino a sfruttare le risorse inespresse. Eppure la Lazio rischia per forza di dover intervenire. La difesa fa acqua in ogni dove, l'infortunio di Fares (rientro almeno a metà gennaio) e lo slittamento continuo del rientro di capitan Lulic nella lista biancoceleste lasciano le fasce scoperte. Un problema grave per una squadra che fa del 3-5-2 il suo modulo imprescindibile. Rimangono solo Marusic, ormai riadattato a sinistra, e Lazzari sinora poco convincente, con l'ex fuori rosa Djavan Anderson come unico ricambio. Per carità, Patric potrebbe tornare sull'esterno, ma ormai Inzaghi lo reputa fondamentale nelle rotazioni come centrale. Dopo le prossime due gare, ci sarà un nuovo vertice per decidere cosa fare. 
VIDEO E DONI
A Formello si rivede Muriqi in gruppo, ma sarà difficile superare le prossime insidie. Anche perché Inzaghi deve comunque fare i conti con un'infermeria pesante. Leiva tornerà solo nel 2021 a disposizione. Per Acerbi serve un miracolo, ma lui è convinto di poter recuperare. Sarebbe stato il primo oggi a far visita al Policlinico Umberto I ai bambini ricoverati in oncologia ed ematologia pediatrica, ma il Covid limiterà questa iniziativa esemplare: verranno lasciati dei doni nel piazzale antistante e la Lazio diramerà un video coi messaggi di auguri a piccoli da parte di ogni beniamino biancoceleste. Buon Natale. 
Alberto Abbate

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APPROFONDIMENTI

Rumenigge: “Prima del Covid il calcio aveva perso la ragione. Eurolega? Contrario perché danneggerebbe i campionati nazionali”

Intervista all'amministratore delegato del Bayern Monaco di Guillaume Loisy Karl-Heinz Rummenigge, com' è il calcio segnato dalla pandemia?
«Gli stadi vuoti sono il grande problema, che ha ripercussioni sul piano economico, naturalmente, ma impatta anche e soprattutto sulla nostra cultura. A forza di giocare senza spettatori, in un ambiente morto e senza emozione sulle tribune, il timore è che ci vorrà del tempo per ritrovare l'atmosfera diprima della crisi. Dal punto di vista finanziario, è difficilissimo per tutti, ma principalmente inEuropa, dove i salari sono più alti, soprattutto nei grandi club. Molti di questi soltanto un anno faerano considerati ricchi; oggi si può quasi dire che siano diventati poveri».

I vostri giocatori non hanno fatto abbastanza sacrifici?
«Sono stati fantastici. Ci hanno detto tutti che erano pronti a fare uno sforzo a condizioneche nessun dipendente del Bayern si ritrovasse con lo stipendio decurtato. Gli abbiamo chiesto diridurre il loro ingaggio nei primi sei mesi e lo hanno fatto collettivamente».

Quando spera di rivedere degli spettatori all'Allianz Arena?
«Dipende dal vaccino e dal Governo. Io spero a partire da marzo o aprile.
Se riempissimo il nostro stadio al 20 o al 30% già basterebbe a riportare un po' di atmosfera e diemozione. Non è solo una questione di soldi. Bisogna far rivivere la cultura del calcio».

In Francia Mediapro che aveva acquistato i diritti della Ligue 1 si è tirata indietro. La Germania èal riparo da un fiasco del genere?
«Anche noi incassiamo dalle televisioni meno soldi che in passato .
Durante la pandemia, la Bundesliga ha anche dovuto stringere nuovi accordi e le nostre entrate sonocalate del 20%. Oggi i club della Bundesliga hanno 280 milioni in meno in tasca. È una quantità didenaro enorme».

Teme che la bolla dei diritti televisivi possa scoppiare?
«Non credo. Penso che le cifre torneranno al livello precedente alla crisi, e anzi sarannopiù alte. Le catene televisive sono quelle che hanno guadagnato di più in questo periodo, inparticolare quelle a pagamento. Nel weekend della ripresa della Bundesliga c'è stata l'audience più

alta di sempre. L'arrivo di nuovi operatori come Netflix, Amazon, Apple, contribuirà a un aumento deidiritti». Nel 2019 il Bayern spese 80 milioni per Hernandez.
«Oggi probabilmente sarebbero la metà. Il calciomercato ha visto un calo del 50% l'estate scorsa. Maquesta è una buona notizia per il nostro sport. Prima della crisi, il calcio aveva perduto la ragione.C'è stata un'inflazione galoppante dopo l'acquisto di Neymar e di Mbappé da parte del Psg, tre annifa. È un bene che sia finita. Bisogna riportare i salari a un livello più ragionevole».

Vedere il Bayern su Mbappé quindi non è immaginabile?
«Sfortunatamente no. Io adoro lui e il suo modo di giocare, ma non potremo mai farlo venireal Bayern. In ogni caso, si trova bene dove sta».

La formula della Champions dovrebbe evolversi?
«Per me la Champions inizia veramente solo con la fase a eliminazione diretta. Serve unafase a gruppi più appassionante».

L'Uefa dovrebbe ispirarsi alla Final 8 di Lisbona?
«Quella Final 8, che abbiamo avuto il piacere di vincere, è stata organizzata dall'Uefa inmodo fantastico. Dove ogni partita è un dentro o fuori, le emozioni sono assicurate. Non puoi maipermetterti di allentare la tensione, come ai Mondiali. L'Uefa è pronta a prendere in considerazioneun cambiamento».

Perché voi siete contrari al progetto di una Lega che potrebbe fare concorrenza alla Champions?
«Credo che quello attuale rimanga un buon sistema. I campionati nazionali rappresentano labase per qualificarsi alla Champions. Se hai il piacere di parteciparci, è la ciliegina sulla torta.Questo sistema è accettato e apprezzato dal pubblico.
L'opinione dei nostri tifosi è fondamentale: ogni cambiamento dev' essere ratificato da loro».
Coman, decisivo in finale di Champions, ha assunto un'altra dimensione in questi ultimi mesi « (interrompe) 'King' è il mio beniamino. Avevo un ruolo abbastanza simile al suo Mi piace il suo modo diinterpretare il gioco.
Bravo a dribblare, molto dotato tecnicamente, eccezionalmente rapido. Fa tanti assist, in particolareper Lewandowski. E ha un buon carattere».

Il successo di Flick l'ha sorpresa?
«Dare la panchina a Flick, che era assistente di Kovac, è stata una decisione coraggiosa delBayern. Dal primo giorno in cui ha preso le redini della squadra aveva un progetto e una tattica moltochiari. Ha dimostrato anche una grande empatia verso i giocatori. Kovac aveva fatto un buon lavoro,con l'accoppiata campionato-coppa di Germania. Ma qualcosa non funzionava come volevamo: avevamo l'impressione che per continuare a vincere ci fosse bisogno di cambiare. Alla prima partita di Flick,contro il Borussia Dortmund, abbiamo vinto 4-0. Più che i risultati, è lo stile di calcio cheproponiamo con lui che mi piace. Ha sorpreso un po' tutti, perché non era conosciuto nell'universocalcistico. Ora è conosciuto».

Lewandowski è il Pallone d'oro morale di questo 2020?
«Sì, è quello che penso. Abbiamo la fortuna di avere due giocatori fantastici nella nostrasquadra: Neuer, che considero il miglior portiere della storia, e Lewandowski, che segna tantissimigol, ma non solo.
Sono davvero deluso che non ci sia il Pallone d'oro quest' anno».

Il Bayern è arrivato a 8 titoli di fila. L'egemonia rappresenta un problema per l'attrattività dellaBundesliga?
«È un genere di critica che non capisco bene. Non è molto entusiasmante se non sei tifosodel Bayern. Ma i nostri avversari sono forti, il Lipsia ha raggiunto le semifinali dell'ultimaChampions, anche il Borussia Dortmund ha giocato bene fino agli ottavi di finale.
E poi predomini di questo tipo ci sono in molti campionati: è il caso della Juventus, arrivata a 9 scudetti di fila, del Psg in Francia, del Real e del Barcellona in Spagna».

Löw guida la Germania dal 2006 ed è stato confermato ct fino a Euro 2021: 15 anni non sono troppi?
«È difficile e radicale dire che sono troppi. Wenger è rimasto più di vent' anni su quelladell'Arsenal, nonostante il lavoro di allenatore di club sia molto più difficile. Ma quando si perde6-0 in Spagna le critiche sono logiche. Non dimentichiamoci che due anni fa la Germania era andatamolto male ai Mondiali, eliminata già dal primo turno. Il Bayern e i club tedeschi se la cavano bene,ma la nazionale da due anni lascia molto a desiderare. È la nave ammiraglia del nostro calcio.
Sulla nazionale e sulla federazione, dove le cose non vanno molto bene in questo momento, penso che laGermania abbia molto da imparare dalla Francia».

la Repubblica

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CITTA'

Scritta “Laziale ebreo” davanti la scuola: le reazioni sdegnate del mondo politico

«Laziale ebreo» questa è la scritta che i bambini e i genitori dell'istituto comprensivo «Parco dellaVittoria» Plesso Giacomo Leopardi, in via del Parco della Vittoria, nel quartiere Balduina di Roma, si sono trovati sull'asfalto all'ingresso della scuola. L'ultimo di una serie lunga di episodi del genere condannato da tutte le istituzioni. «Le scritte antisemite apparse alla Balduina sono gravi e preoccupanti, un gesto ignobile che condanniamo con forza» ha scritto in una nota il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini che ha aggiunto: «È vigliacco chi, col favore della notte, oltraggia la Memoria con scritte che imbrattanoi muri, offendendo una passione sportiva ed evocando pagine buie e drammatiche della nostra storia. Facciamo quadrato contro ignoranza, odio e superficialità». Anche la prima cittadina della Capitale ha espresso la sua condanna attraverso Twitter: «Le scritteantisemite comparse a Roma davanti una scuola sono vergognose e ignobili. Mi auguro che i responsabilidi questo miserabile gesto siano individuati e puniti severamente», commenta Virginia Raggi. La foto ha fatto il giro del web, suscitando reazioni di indignazione, a partire dal vicesegretario regionale del Pd Enzo Foschi che l'ha pubblicata sul suo profilo Facebook: «È evidente che esistono persone che scrivendo 'ste cose (sempre di notte e di nascosto) – afferma – si sentono eroi, in realtà sono solo m…». Condanna anche dal vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Giuseppe Cangemi (Lega): «Le scritte antisemite apparse davanti una scuola della Balduina sono la vergognosa e riprovevole opera di qualche imbecille – aggiunge – che, innanzitutto, dovrebbe ripassare la storia, ed evitare poi di accomunare l'Olocausto o una pandemia alla Lazio, al calcio, allo sport e ai profondi valori di questa disciplina. Auspico che vengano attivate immediatamente le operazioni di rimozione di queste scritte,e la condanna unanime di questo gesto indegno».
«L'autore della scritta "laziale ebreo" sull'asfalto del piazzale esterno dell'istituto comprensivoGiacomo Leopardi, è riuscito in un colpo solo a mostrarsi in tutta la sua piccolezza e meschinità». Così, in una nota, Eleonora Mattia, presidente della IX Commissione Politiche giovanili del Consiglioregionale del Lazio. «Qualcuno ha mancato di insegnare a questo soggetto tre concetti fondamentali di educazione prima ededucazione civica dopo – ha aggiunto Mattia – Usare il termine "ebreo" come un'offesa vuol direoltraggiare la memoria di circa 6 milioni di persone barbaramente uccise durante il nazismo; iltermine "laziale" rimanda a una fede calcistica che è bene professare dentro gli stadi; scriveresull'asfalto va bene solo se per i madonnari e se fai street art. Condanno fermamente – ha concluso.

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STATISTICHE

Cinque punti in sei gare interne: eguagliato il record negativo nella storia della Lazio

Una vittoria, 2 pareggi e 3 sconfitte. Il rendimento interno della Lazio è il peggiore tra le big e il 14° della serie A a pari merito col Benevento. Ma soprattutto, in chiave biancoceleste, questi 5 punti all'Olimpico costituiscono un record negativo eguagliato nella storia della serie A. Era successo altre 4 volte (calcolandone 3 per vittoria) di conquistarne così pochi nelle prime 6 partite in casa: nel 1955-56, nel 1991-92, nel 2007-08 e nel 2009-10. In 3 casi su 4 con lo stesso ruolino attuale e solo nel '91 senza riuscire a vincere, con 5 pareggi e un ko. Persino negli anni delle 5 retrocessioni era andata meglio: un pareggio in più, 3, euna sconfitta in meno, 2, nel 1960-61; idem nel 1966-67; una vittoria, 4 pareggi e un ko nel 1970-71; addirittura 3 vittorie e 3 pari nel 1979- 80, il campionato della retrocessione a tavolino; 2 successi, 2 pari e 2 sconfitte nel 1984-85. Nei suoi 4 campionati precedenti Inzaghi aveva conquistato tra gli 11 e i 14 punti nei primi 6 incontri all'Olimpico.

Il Corriere della Sera

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Dalla Palma (CdS): “I problemi della Lazio sono grossi. Lotito-Inzaghi, conviene a tutti proseguire insieme. Allegri? Per prenderlo servono ambizioni importanti” (AUDIO)

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a 'QDL': "Chiunque firmerebbe per giocare contro il Napoli senza Osimhen, Mertens ed Insigne, ma se il rendimento della difesa continuasse ad essere lo stesso basterebbero Petagna e Lozano. Continuo a ritenere che essendo una stagione anomala tutto possa ancora accadere, compresa una vittoria della Lazio con il Napoli. La squadra di Inzaghi ora è obbligata ad alzarsi, troppi pochi i punti fatti in questo segmento del campionato. Una gara come quella con il Napoli e quella con il Milan possono dare una scossa, anche se le difficoltà sono enormi e riguardano anche la struttura dell'organico. Le difficoltà le conosciamo, ora tutti scopropono che l'infortunio di Fares lascia Inzaghi scoperto sulle corsie esterne, così come che il sostituto di Acerbi è Hoedt. E' troppa la fragilità dietro, tanto da vanificare tutto quello che viene prodotto in avanti. Incontro Lotito-Inzaghi? Credo che convenga a tutte e due le parti proseguire insieme. I grandi club sono occupati in panchina, se fossi Inzaghi mi legherei ancora alla Lazio. Dall'altra parte può esserci il desiderio di cambiare, ma mi chiedo cosa c'è di meglio di Inzaghi sul mercato. Allegri? Io sono molto razionale, una società che non compra un difensore come può pesare di prendere Allegri. Quando rientra lo fa per vincere. Per prendere Allegri ci vogliono ambizioni importanti"

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DICHIARAZIONI

Giancarlo Inzaghi: “Lazio in cura, speriamo guarisca. Che emozione i miei figli”

Cosa avrà pensato il capo famiglia degli Inzaghi, il signor Giancarlo, dopo il pareggio tra Lazio e Benevento? Un punto a testa per Simone e Pippo, il risultato però ha reso meno felice il tecnico biancoceleste. E Giancarlo, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, ha raccontato: "È sempre un piacere osservare l'intesa che c'è tra i miei figli, vederli sulla panchina a sfidarsi è stato emozionante. Noi genitori eravamo contenti per il pareggio tra Benevento e Lazio. Credo anche Filippo. Non so se anche Simone". "La Lazio sta così e così, adesso è in cura e spero per Simone che torni presto allo stato di forma di qualche mese fa. Pippo? Abbiamo un rapporto bellissimo. Con i miei figli ci sentiamo due volte al giorno. Tutti i giorni da 25 anni". Corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Jacobelli (Dir. Tuttosport): “Problema Lazio non preoccupante, solo questione atletica. Gomez? Non lascerà l’Atalanta a gennaio” (AUDIO)

XAVIER JACOBELLI (Dir- Tuttosport) in collegamento a 'QDL': "Mi meraviglierei molto se l'Atalanta vendesse un giocatore così importante come Gomez a gennaio ad una diretta concorrente. E' accaduto quello che spesso capita nel calcio, c'è stato un dissidio di carattere tecnico-tattico in Champions. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Tutto nasce nel dicembre scorso quando Gomez venne convocato in nazionale. Argentina che ha conquistato grazie a Gasperini. Quella volta Gomez giocò 4' in nazionale, sobbarcandosi un tour de force che non è gradito da Gasperini. Poi la cosa si è ripetuta in occasione della gara con il Perù. Il lavoro di ricucitura condotto dai dirigenti dell'Atalanta potrebbe portare ad una riappacificazione come no. Si sono rifatti vivi gli arabi che già in estate avevano proposto un ingaggio importante, vedremo cosa avverrà a fine stagione. La Lazio? Non succede nulla di preoccupante, quando sei chiamato a giocare nove incontri in 32 giorni, è inevitabile che non ci sia continuità. Da gennaio in poi, quando i giocatori di Inzaghi potranno allenarsi come è giusto che sia, rialzeranno la testa. Il valore assoluto della stagione della Lazio si deve misurare anche con il traguardo pazzesco raggiunto in Champions. Bisogna avere molta fiducia nella Lazio, è solo una questione di condzione atletica"

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CITTA'

Balduina, scritte contro la Lazio di stampo antisemita. Raggi: “Punire i responsabili”

Laziale ebreo’, ‘Laziale Covid-19’, ‘Lazio merda’. Sono alcune scritte antisemite comparse questa mattina davanti all’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria – Plesso ‘Giacomo Leopardi’, in via del Parco della Vittoria, nel quartiere Balduina di Roma.

Lo scorso anno un’altra scritta ‘Laziale ebreo’, con tanto di svastica disegnata accanto, era apparsa in viale delle Medaglie d’Oro a poca distanza da quelle di oggi.

A pubblicare le immagini su Twitter l’utente Lumaca Rampante. Immediati i commenti di condanna da parte del mondo della politica. “Le scritte antisemite comparse oggi a Roma davanti una scuola sono vergognose e ignobili. Mi auguro che i responsabili di questo miserabile gesto siano individuati e puniti severamente”, ha scritto proprio su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

romatoday